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Le cucine di Parma. Storia e ricette
Parma è oggi considerata la capitale europea del cibo, ma già nel millecinquecento Merlin Cocai (Teofilo Folengo) scriveva: ""... Ci sono costiere fatte di burro tenero e fresco, e sopra cento paioli fumano fino alle nubi, colmi di tortelli, di gnocchi e tagliatelle. Le Ninfe stanno sul cocuzzolo di un'alta montagna e senza sosta grattano formaggio su grattuge forate. Con grande zelo altre si danno a impastare teneri gnocchi che rotolano in frotta giù per il formaggio grattato e dal ciuffo del monte si voltolano fino in fondo, diventando grassi come botti panciute""""."" -
Mangiare triestino. Storia e ricette
"Trieste raccontata col pretesto della cucina. Non solo variazioni sul goulash o sulla """"buzara"""": troverete anche il paesaggio agricolo e costiero, i mercati, i caffè e i ristoranti con i frequentatori del passato e del presente, le atmosfere di Opicina, di Duino, di Miramare, le grida e le voci dei pescatori e dei venditori ambulanti. I vapori delle pentole sono molto più, anche sensorialmente, evocativi se si sa che cosa c'è dietro: tanto più per la cucina triestina, una cucina """"colta"""" nel senso che i suoi piatti raccontano spesso una vicenda storica o geografica che si ripercorre nei sapori. Dobbiamo insomma a Mady Fast un tipo di libro di cucina nuovo, che si può consultare col mestolo in mano o leggere come un saggio, davanti al camino." -
La cucina vicentina. Storia e ricette
"Quando si pensa alla cucina vicentina in Italia e nel mondo, sorge spontanea l'associazione con il 'baccalà' (stoccafisso nelle altre regioni ). Un piatto gustoso, dal sapore inconfondibile, che ha fatto """"storia"""". Ma la nostra tradizione culinaria non è, ovviamente, solo questo: sono poche anzi le province italiane che possono vantare una così grande varietà di prodotti tipici e specialità. Pensiamo, solo per citare alcune di queste prelibatezze, alla sopressa piuttosto che al prosciutto, ai formaggi e al burro dell'altopiano di Asiago, alla polenta, ai piselli di Lumignano, alle ciliegie di Marostica, alle erbe spontanee, all'olio di Nanto, al tartufo, al vino."""" (Giovanni Capnist)" -
La cucina trevigiana. Storia e ricette
"Ecco 500 pagine di storia e piatti locali, con felici incursioni nei ricettari medievali, nella cucina dei conventi, il tutto rivissuto con umanistico e unitario senso della storia, che non è fatta soltanto di condottieri e di battaglie, ma anche di cibo e bevande. Il libro si divora (è la parola) in un fiato, anzi in un boccone"""". (Cesare Marchi)" -
La cucina della terra di Bari. Storia e ricette
"La qualità che fa leggere il libro, che ne fa anche un testo ideale di quella cucina immaginata (non immaginaria) altrettanto importante di quella pratica, è la vibrazione passionale di questa terra di pane, di formaggi, di olio, di vino, che si stempera sempre in un distacco colto nel quale occhieggia l'ironia: si può essere affascinati dalla purea di Ercole o dalle vicende lessicali del caciocavallo, ma non bisogna dimenticare che esistono altre aree del cielo e della terra, altre purè, se così si può dire, e altri formaggi, e anche persone cui le fave non piacciono. Sada non lo dimentica"""" (Marco Guarnaschelli Gotti)." -
La cucina ferrarese. Storia e ricette
"Pane ferrarese e salama da sugo: non è un caso che gli autori abbiano dedicato due capitoli del loro libro sulla cucina ferrarese (150 ricette circa) all'analisi di questi due prodotti simbolici. Il loro gioco ad inganno, tipicamente rinascimentale, tra apparire ed essere è lo specchio di questa antica cultura gastronomica il cui nodo vitale è una fertile ambiguità tra corte principesca e corte di fattoria, tra cultura di terra e cultura d'acqua, tra Emilia e Veneto, tra sopravvivenza e scialo, il cui vino tipico (Bosco Eliceo) viene dai greti del Delta e i cui tartufi bianchi dalle sabbie"""" (dalla presentazione di Marco Guarnaschelli Gotti). Prefazione di Folco Quilici." -
La cucina del Piemonte collinare e vignaiolo. Storia e ricette
"La cucina del Piemonte esprime il meglio del Goria 'protagonista' sulla scena del mangiare piemontese attuale, perché il corpus delle ricette è anche lo strumento del suo appassionato, quotidiano intervento nella 'cucina reale', quella dei ristoranti e delle trattorie: è insomma il breviario di un curatore di anime e di cuochi e cuoche, cui tanti operatori gastronomici del settore devono il successo e il paradiso attraverso confessione e redenzione dei loro peccati contro la ricca e sensualissima tradizione culinaria del territorio"""" (dalla presentazione di Marco Guarnaschelli Gotti)." -
La cucina aretina. Storia e ricette
"Partendo dalla situazione territoriale e agricola originaria, intorno all'anno 1000, Guido Gianni ci racconta una cucina figlia, come tante altre affascinanti, di grande povertà e di grande ingegno in una Toscana che ricorda, più che altre, quella contadina aspra e sordida dei romanzi di Federigo Tozzi. Da questo suolo colturale duro, magro e discreto nasce tanto più sorprendente la pianta di una cucina piena non solo di carattere, ma di complessità e finezze che andranno ad arricchire, tramite i traffici ecclesiastici di Avignone, anche il corpus storico della cucina francese."""" (dalla presentazione di Marco Guarnaschelli Gotti)" -
La cucina livornese. Storia e ricette
"'L'uomo è ciò che mangia'. Con questa espressione un po' goffa, credo si volesse dire che la cucina riflette tutti i dati culturali e materiali concorrenti a formare 'l'uomo' di un'area determinata: ed ecco la cucina livornese descritta da Santini, una cucina potente e varia la cui bandiera è una zuppa di pesce dal nome turco, le cui famose triglie sono un'invenzione ebraica, nella quale il pomodoro si installa prima che a Napoli, che ha il cuscus col suo vanto di deserto ma anche il bordatino, minestra di farina gialla, verdura e fagioli che si raccorda con le tante risposte simili alla fame tradizionale dell'Appennino Toscano."""" (Marco Guarnaschelli Gotti)" -
La cucina bresciana. Storia e ricette
"Una cultura gastronomica ricca e articolata che vanta antipasti come il capriolo sott'olio, il carpione alla salsa di sardine, i peperoni al formaggio, primi piatti come la zuppa di rosolaccio, il risotto con le fave, i casoncelli di magro, i ravioli di Breno..., secondi come l'anguilla all'iseana, il coregone gratinato con le melanzane, il """"cuz"""" di pecora... Un mondo di sapori antichi e attuali, un tesoro di cultura gastronomica di cui Marini ci spiega anche la storia."""" (Marco Guarnaschelli Gotti)" -
La cucina modenese. Storia e ricette
"'I tortellini debbono morire in brodo', 'su questa minestra non mettete mai parmigiano reggiano', 'per presentare in tavola degli impeccabili tortellini in brodo usare il semplice accorgimento di preparare una quantità di brodo quasi doppia del consueto; una metà servirà a cuocere i tortellini, l'altra a imbandirli in un brodo perfetto, limpido, non intorbidito dalla cottura della pasta.' Queste espressioni apodittiche fanno capire che in campo gastronomico c'è precisione, convinzione, intolleranza, e che ogni trasgressione provocherebbe scintille. Questo timbro affettuoso, epico, scherzoso, ma mica tanto, Bellei lo fa risuonare naturalmente nel 'cantare' di tanti altri argomenti, dal duo 'mais-castagna' al mitico 'aceto balsamico', brividoso di alchimia, dalle infinite cure per l'ammiccante zampone, alle varie epifanie dello spumeggiante Lambrusco."""" (Marco Guarnaschelli Gotti)" -
La cucina fiorentina. Storia e ricette
"Nel testo c'è il libro della spesa dei Bardi e ci sono i regolamenti delle corporazioni, ci sono i pletorici banchetti dei potentati rinascimentali e ci sono gli ambulanti che vendono trippa in piazza dei Cimatori (tutt'ora, per fortuna), ci sono i personaggi come l'enorme Jarro o Peyron, ci sono le storiche trattorie come Sostanza detto il Troia e i ristoranti di successo come Sabatini, ci sono i piatti dimenticati come la """"carabaccia"""" e la squisita elaborazione dell'antico cibreo fatta da Annie Feolde, dell'Enoteca Pinchiorri, ci sono le idiosincrasie di Emilio Cecchi e le curiosità dell'alcova di Caterina de' Medici... e ci sono pure 225 splendide ricette."""" (Marco Guarnaschelli Gotti)" -
La cucina padovana. Storia e ricette
Un panorama del mangiar padovano e pavano fra passato lontano e passato prossimo con collegamenti al presente, e una summa di ricettari ai quali poter attingere, magari con attuali criteri di rielaborazione. È il frutto di una passione di ricerca che scopre nei testi letterari la ""varietà"""" di una cucina dimenticata, da riscoprire e da rivalutare, studiata con acutezza attraverso cinque secoli, dal cinquecento ai nostri giorni. Un volume di 300 ricette che non vuol essere qualcosa di codificato per sempre, ma la base per ritrovamenti e rielaborazioni su vecchi temi, forse troppo spesso trascurati e dimenticati."" -
La cucina trapanese e delle isole. Storia e ricette
Il trapanese è un'area gastronomica tra le più ricche d'Italia. Grazie alle influenze arabe e normanne, francesi e aragonesi, ancora oggi infatti possiamo gustare ""sapori che parlano linguaggi antichi, quasi un romantico ripescaggio d'atmosfere ed emozioni lontane"""". La seconda edizione di """"La cucina trapanese e delle isole"""", a quasi dieci anni dalla prima uscita, si presenta con diverse novità e aggiornamenti. L'inserimento di trenta nuove ricette (in tutto sono 328) costituisce un ulteriore recupero della tradizione orale, fin qui unica depositaria di riti e tradizioni gastronomiche, patrimonio della cultura popolare e borghese. Gli interventi sul testo, offrono inedite testimonianze legate al cibo, completando l'articolato percorso narrativo che lega in modo indissolubile la memoria al gusto."" -
La cucina reggiana. Storia e ricette
"Chi volesse, una volta tanto, """"mangiare reggiano"""", con questo libro in mano può rapidamente avere tutti gli elementi per confezionare 276 ricette di 'valigini', 'cazzagai', 'arbada' o 'cnezzi', 'tortelli di mele' o 'tortelli con le ortiche', 'anguilla con la verza' o 'pesce gatto in umido' e altro; ciò si deve al fatto che Maria Alessandra Galluzzi è una cuoca eccellente e ha personalmente """"testato"""" le ricette. C'è poi la dimensione del ricordo e della nostalgia, che Narsete Iori e Maria Alessandra hanno recuperato raccogliendo le ricette antiche dalla voce viva di chi è nato prima del '900. Insomma questo è un libro da interrogare con attenzione e nel quale ci sono molte risposte. Un manuale per sapere e per fare. E anche, un poco, per sognare."""" (Marco Guarnaschelli Gotti)" -
La cucina maremmana. Storia e ricette
Santini è un narratore d'istinto ma la disciplina del giornalismo ne ha fatto anche un ricercatore capace di approfondimenti incredibili come la ricerca sull'acquacotta, una semplicissima composizione di verdure in acqua o brodo, simbolo della povertà maremmana, di cui ha scovato più di trenta varianti; o quella sui crostini, o sul cinghiale, o sulle ""scotriglie"""". """"La tegamata è buona fatta e mangiata"""", così si dice dalle parti di Pitigliano... e che dire poi delle """"pagnottelle dell'Argentario"""" o delle """"vecchierelle della vigilia"""", del """"budino di castagne"""", del """"cacciucco di funghi con fagioli"""" oppure del """"filetto di cinghiale con crostini all'oliva"""", della """"minestra di lenticchie"""" e della """"ribollita del Biondo"""". Insomma, nel libro di Santini ce n'è per tutti i gusti, in più di 300 ricette, anche per i più esigenti."" -
La cucina istriana. Storia e ricette
"Strazade col sugo de galo, sopa de pantalene, risoto pilao, macaruoni, gibanica: al di là del fascino del dialetto e della ghiottoneria delle proposte queste, come l'altro paio di centinaia di ricette istriane raccolte da Mady Fast in questo bel libro, non soltanto ricette sono, ma tracce culturali, nello spazio e nel tempo. Così questo libro può essere 'usato' semplicemente per la sua ricchezza di suggerimenti gastronomici, ma anche come manuale etnografico, o come breviario storico. Seguendo il filo delle cucine e delle sue cadenze, esso disegna infatti una mappa ricchissima delle festività religiose o laiche del passato e del presente in Istria, con le loro caratteristiche pagane, cristiane o d'influenza islamica... Un libro ricco di umori, dunque, che può stuzzicare la gola e suscitare curiosità, appagare l'ansia di informazione e muovere, forte, la nostalgia."""" (Marco Guarnaschelli Gotti)" -
La cucina dei genovesi. Storia e ricette
Frittelle e focacce, farinata, pesto, stoccafisso, meringhe e pandolce sono alcuni dei prodotti di questa cucina, che possiamo assaporare fino in fondo solo conoscendone anche la storia, a partire dalla posizione geografica di Genova. Chiusa tra mare e colline, ha potuto sviluppare una sua gastronomia solo grazie alla fantasia dei suoi abitanti, che con grande ingegno hanno saputo coniugare i prodotti del bosco, dell'orto, del mare e, soprattutto, dei loro traffici mercantili. Ma la sua cucina è anche ricca di paste fresche: pansotti, ravioli, ripieni di vitello, animelle, uova, erbe, pangrattato e parmigiano. Una tecnica, quella del ripieno, utilizzata dai marinari per fare tesoro dagli avanzi del pranzo, tecnica che ritroviamo anche nelle torte come la ""Pasqualina"""" e nei secondi come la """"Cima"""". E per il pesce? Troviamo soprattutto quello adatto alla conservazione come il pesce azzurro."" -
La cucina delle Murge. Storia e ricette
"Chiunque sappia fare due più due in cucina e abbia un minimo di immaginazione non può che emozionarsi sino all'acquolina leggendo le ricette semplici e ingegnose in cui entrano tutti gli aromi domestici e selvatici di una terra antichissima. È un mangiare stranamente moderno: trionfo di verdure, legumi, paste, non molto pesce, poca carne, condimenti essenziali, olio di grande virtù, formaggi di semplicità omerica; e al tempo stesso pieno di suggestioni romane, bizantine, medioevali, arabe: guardate la ricetta dei """"cognotti"""" nella quale ostriche o cozze vengono infarinate e fritte, poi messe in una """"cottura"""" di miele e aceto insieme a mandorle tostate e tritate, castagne tritate, arance candite spezzettate, e dopo bollitura conservate in barattolo. Una ghiottoneria in 271 ricette."""" (Marco Guarnaschelli Gotti)" -
Le cucine di Romagna. Storia e ricette
Graziano Pozzetto ripropone ""Le cucine di Romagna"""" (rigorosamente al plurale) ampiamente rinnovato e più selettivo, con approfondimenti di temi centrali e in buona parte inediti. Gli approfondimenti riguardano la grande tradizione dei brodetti di mare delle Marinerie romagnole, le minestre tradizionali e povere, i miti e le passioncelle gastronomiche dei vecchi romagnoli, le specialità romagnole dei primi decenni del '900, i piatti della memoria di Tonino Guerra, le ricordanze di cibo di Tino Babini, i vini di Romagna tra innovazione, nuove regole, grande tradizione, e consolidato Rinascimento (Giancarlo Mondini). Prefazione di Tonino Guerra.""