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Per le strade del mondo. Laiche e religiose fra Otto e Novecento
Numerose sono le ricerche sull'attività svolta dalle donne nei campi dell'educazione, dell'istruzione e dell'assistenza, temi che hanno caratterizzato l'azione femminile fra Otto e Novecento e che sono stati alle origini della storiografia femminista italiana. La novità di questo volume è nell'analisi dell'impegno svolto dalle donne tanto nella beneficenza cattolica quanto nella filantropia laica per evidenziarne le diversità, le interazioni, la mutuazione di modelli, le finalità e i risultati raggiunti. L'indagine è stata poi allargata alle congregazioni religiose femminili che, impegnate spesso sullo stesso terreno delle associazioni laiche, hanno inevitabilmente finito per relazionarsi più o meno direttamente con esse. Senza appiattire differenze ed esperienze di vita così variegate, è emerso un universo femminile che ha saputo intrattenere rapporti con i rappresentanti delle istituzioni statali, delle amministrazioni locali e delle gerarchie ecclesiastiche nel momento in cui il processo di secolarizzazione e la modernizzazione del paese investivano la società, e le identità maschili si misuravano con nuovi rapporti tra i sessi. Grazie alla storia delle donne e all'ottica di genere, su tali questioni la storiografia laica e la storiografia cattolica si sono per la prima volta confrontate per colmare alcune lacune negli studi e arricchire la storia di quel lungo e complesso processo di formazione delle italiane. -
La cooperazione in Emilia Romagna. Dalla Resistenza alla svolta degli anni settanta
La cooperazione è un oggetto di studio che presenta una straordinaria sovrapposizione di piani: è, o è stata, movimento e impresa; valore universale e radicamento locale; politica ed economia; impegno sociale e cultura di gestione; tradizione socialista, cattolica, repubblicana e liberale; agricoltura, manifattura, commercio, servizi, credito. L'Emilia Romagna è generalmente riconosciuta come una delle sue culle storiche, capace di produrre varie ondate di fioritura associazionistica, e di mantenere sempre viva la tradizione, la memoria e i valori di questa imprenditoria collettiva. Questo volume affronta l'oggetto d'indagine nella sua complessità, alla ricerca di una interpretazione che contribuisca a sciogliere alcuni dei nodi relativi alle alterne fortune della cooperazione regionale. L'indagine è incentrata sull'arco temporale che va dalla seconda guerra mondiale alla fine degli anni settanta, periodo che per la cooperazione è denso di occasioni, in un susseguirsi di dibattiti intellettuali, provvedimenti organizzativi, lotte politiche, investimenti economici, e scelte strategiche. In quarant'anni, la cooperazione ha interpretato e subito una serie di maturazioni e stravolgimenti, che ne hanno riformulato cultura e organizzazione, nel rispetto dei valori fondanti, ma alla ricerca di un rinnovato modello, che tra le perplessità del momento e le apparenti contraddizioni, ha costituito la base dell'odierno modo di fare cooperazione. -
Lingue e comunità nell'Europa moderna
Studioso della cultura rinascimentale, Burke affronta in questo libro la storia delle lingue europee fra l'invenzione della stampa e la Rivoluzione francese. Se ne occupa non da linguista, ma da storico interessato alla relazione fra le lingue e le comunità che le parlano, alle lingue come elemento dell'identità delle comunità (regioni o chiese, mestieri o nazioni). E così approfondito l'uso del latino come lingua delle professioni, della cultura e della chiesa, e vengono discusse l'affermazione delle lingue volgari a spese del latino, la loro standardizzazione a mano a mano che acquistano importanza, l'interazione fra le diverse lingue, che tendono a influenzarsi reciprocamente, e le reazioni puristiche cui ciò dà luogo quando, a partire dal Settecento, le lingue si nazionalizzano. Un contributo originale ed erudito sulla storia culturale e sociale delle lingue europee in età moderna. -
La letteratura araba
Dagli oscuri inizi nel V secolo ai giorni nostri, viene presa in esame un'ampia varietà di testi letterari, che l'autore raggruppa per generi: dal libro sacro dell'Islam, il Corano, al patrimonio della poesia, della prosa narrativa, del teatro e della letteratura critica. Emerge così la continuità che lega la produzione contemporanea alla illustre eredità del passato, secondo una linea di sviluppo che include il ricco filone di letteratura popolare e il suo più celebre esempio: le ""Mille e una notte""""."" -
I babilonesi
Al di là dei miti e dei pregiudizi, quella babilonese è stata, fra le civiltà antiche, una delle più prestigiose. Fiorita in Mesopotamia fra il III e il I millennio a.C. essa ha lasciato una traccia profonda in molti campi del sapere, in particolare nelle scienze, nella medicina, nella matematica. Fama imperitura si conquistò il re Hammurabi, il quale nel XVIII secolo a.C. trasformò Babilonia in un regno grande e stabile istituendo un codice di leggi sistematico. Questo libro offre una chiara introduzione all'economia, alla società, alla religione e alla cultura dei babilonesi. Un racconto affascinante che si conclude con il tramonto di quella civiltà nella battaglia contro i persiani nel VI secolo a.C. -
Previdenza: a ciascuno il suo?
Se potessimo ripartire da zero con il sistema previdenziale, senza i vincoli che sono oggi imposti dai versamenti già effettuati, dalle aspettative e dalle promesse del passato, lo rifaremmo identico a quello attuale? Lo copieremmo da qualche paese vicino? Lo aboliremmo del tutto? O, smaliziati dalla conoscenza delle difficoltà, cercheremmo di prevenirle, costruendo un sistema potenzialmente impermeabile a (quasi) tutti gli sviluppi economici e demografici? Il volume privilegia questa strada, e mostra come la questione previdenziale possa essere ricondotta a poche variabili essenziali, di cui si esplicitano le interconnessioni. Emergono allora con chiarezza la natura e le potenzialità, ma anche i limiti, di un sistema che non crea ma semplicemente trasferisce risorse tra generazioni. Una ricerca informata e originale che porta un contributo prezioso alla riflessione sul problema previdenziale, che in Italia e negli altri paesi sviluppati è ancora lungi dall'aver trovato soluzione. -
Gadamer
Nato nel 1900 e scomparso nel 2002, Hans Georg Gadamer è una delle figure che meglio rappresentano, anche sul piano biografico, la stagione filosofica novecentesca. La sua opera principale, ""Verità e metodo"""", è considerata ormai un classico. Ma qual è davvero la sua ermeneutica filosofica? E come viene svolgendosi e modificandosi nel corso degli anni? Il volume racconta la vita del filosofo di Marburgo e ripercorre tutte le tappe della sua riflessione, dagli anni della formazione nella sua città natale a quelli del nazismo e della guerra a Lipsia, dalla nascita dell'ermeneutica a Heidelberg fino al suo successo negli Stati Uniti e nel mondo. Il gioco dell'arte, la storia e i suoi effetti, la questione del comprendere, un'etica vicina alla vita, l'orizzonte del linguaggio: sono questi i nuclei teorici attraverso i quali si snoda un pensiero che si allontana sempre più da Heidegger e sceglie il dialogo di Platone per dispiegarsi criticamente. Rinunciando a ogni fondazione metafisica ma non all'universalità, l'ermeneutica filosofica accetta la finitezza e, nel contempo, si apre ad un dialogo infinito nel costante confronto con le altre principali correnti filosofiche contemporanee: la critica dell'ideologia di Habermas, il pragmatismo di Rorty, la decostruzione di Derrida, il pensiero debole di Vattimo."" -
Il miracolo economico italiano (1958-1963)
Due epoche hanno caratterizzato il Novecento: l'età dei grandi conflitti mondiali, dal 1914 al 1945, e l'età dello sviluppo economico e del benessere, dal 1945 al 1973. Nel periodo successivo all'attuazione del piano Marshall, l'economia mondiale imperniata sul dollaro e sul sistema americano conobbe una crescita senza paragoni nella storia, e a trarne vantaggio furono soprattutto paesi come la Germania Occidentale, il Giappone e l'Italia. Fu l'inserimento di quest'ultima nel contesto dell'economia europea e internazionale, derivante dalla scelta occidentale compiuta nel 1948, a trascinare la penisola in una gigantesca crescita produttiva, che si associò non solo alla costituzione di una vera e propria economia industriale, ma anche a una profondissima trasformazione sociale. Per capire il Novecento dobbiamo dunque analizzare il fenomeno dell'industrializzazione. L'Italia del venticinquennio 1948-1973 fu assorbita interamente dal proprio ""miracolo economico"""", che ebbe conseguenze sociali di portata millenaria, con la fine dell'Italia rurale e una modificazione degli assetti socio-economici della penisola risalenti al medioevo e alla """"rifeudalizzazione"""" dell'età moderna. I saggi raccolti in questo volume ripercorrono da varie angolazioni i temi principali di questo periodo, fondamentale per il processo di modernizzazione dello Stato nazionale, creato un secolo prima."" -
Gli italiani e la politica
Prima i consumi diffusi, la scolarizzazione e le comunicazioni di massa, poi la globalizzazione, la deindustrializzazione e l'immigrazione, insieme alla fine della guerra fredda e alla crisi della Prima repubblica, hanno cambiato profondamente, negli ultimi decenni, il rapporto degli italiani con la politica. Fra i tratti salienti di questa trasformazione troviamo il venir meno delle subculture ""bianca"""" e """"rossa"""", la decrescente incidenza delle caratteristiche socio-demografiche (genere, età, istruzione, occupazione spiegano ormai ben poco degli atteggiamenti e dei comportamenti politici), il declino delle posizioni di centro a vantaggio di quelle di destra e di centro-destra, la domanda di leadership e il ruolo decisivo che ne deriva per la televisione. Delineando il ritratto dell'odierno """"civis italicus"""", di cui vengono illustrati i valori e il grado di consapevolezza relativamente alla cosa pubblica, il volume ci aiuta a capire meglio tali trasformazioni e il modo in cui i cittadini entrano in contatto con la sfera politica."" -
Valorizzare un'economia forte. L'Italia e il ruolo della sussidiarietà
Il volume, esito in parte di due convegni organizzati dalla Fondazione Edison e in parte di ricerche nuove, si ispira a un paradigma concettuale e operativo (quello della sussidiarietà liberale) che Albero Quadrio Carzio ha ricavato da dottrine politico-economiche note applicandolo anche all'Italia. Nel suo ambito si punta ad attribuire al mercato un ruolo importante, collocandolo tra le caratteristiche tipiche dell'economia privata di impresa di un paese sviluppato com'è il nostro. Ma da un altro lato non si svalutano le politiche pubbliche, che non devono però avere quella impostazione statal-sindacal-dirigista che spesso ha connotato l'Italia. Nella sussidiarietà liberale anche la società, quale espressione di aggregazioni comunitarie, renitoriali, associative, ha un notevole ruolo. Su questo sfondo, il volume si suddivide in tre parti: nella prima si spiega come la struttura industriale e manifatturiera italiana si caratterizza nel contesto europeo ed internazionale per aspetti di ""comunità territoriali"""" da potenziare con complementarietà tra """"Pilastri, Colonne, Distretti""""; nella seconda parte vengono spiegati la mancanza delle """"complementarietà"""" a causa delle distorsioni della spesa pubblica italiana, i meriti e i limiti delle privatizzazioni, la situazione dei """"laborarori"""" della Ricerca scientifico-tecnologica; nella terza parte si trattano le conclusioni sulla sussidiarietà liberale."" -
Lo sviluppo sostenibile
La vita della terra e la sopravvivenza dei suoi abitanti sono legate alla soluzione di un problema molto complesso: per sostenere il peso della crescita demografica e accrescere il benessere, gli uomini utilizzano le risorse naturali, ma se questo sfruttamento non verrà regolato, la terra progressivamente si impoverirà, a causa di stili di vita sempre più inquinanti. Per ricomporre il difficile mosaico dello sviluppo sostenibile, occorre conoscerne tutti gli aspetti e ricercare soluzioni globali capaci di soddisfare le necessità degli uonimi di oggi e di domani. Questo libro, oggi riproposto in una nuova edizione, offre al lettore una utile panoramica del problema. -
L' antipolitica al governo. De Gaulle, Reagan, Berlusconi
Negli ultimi decenni l'antipolitica, ovvero il discorso di leader che si oppongono a un establishment politico tacciato di immobilismo, inettitudine e corruzione, si è diffusa in modo cosi rilevante che sembra ormai rientrare nella ""normalità"""" della democrazia. Ciò induce a chiedersi - come fa Donatella Campus in questo volume - se l'antipolitica sia solo un efficace esercizio di demagogia o possa invece diventare un vero e proprio strumento di governo, al servizio di un progetto capace di trasformare il sistema politico. Fondamentale, da questo punto di vista, è la capacità di utilizzare i mass media, e in particolare la televisione, come tribuna da cui suscitare nei cittadini l'identificazione con una leadership forte e incisiva. Il confronto fra tre leader - de Gaulle, Reagan e Berlusconi - che, presentatisi come outsider, hanno poi ricoperto le massime cariche di governo e lasciato una traccia profonda nella vicenda politica dei rispettivi paesi, permette non solo di comprendere meglio il fenomeno dell'antipolitica, ma anche di tracciare un bilancio inedito del percorso politico di Silvio Berlusconi e della sua, vera o presunta, eccezionalità."" -
Il rebus energetico. Tra politica, economia e ambiente
Il petrolio a oltre 100 dollari al barile e la guerra dei gasdotti, la fame d'energia delle economie asiatiche e gli stili di vita dei paesi ricchi, le emissioni di gas serra e il cambiamento climatico: è lo scenario della sfida energetica che oggi il mondo intero deve fronteggiare. Una serie di concause, di varia natura, che hanno raggiunto un punto di criticità nel medesimo arco di tempo, hanno fatto dell'energia una questione squisitamente politica attinente sia alla sicurezza nazionale che alle relazioni internazionali con inevitabili tensioni tra paesi consumatori e paesi produttori. D'altra parte la crisi energetica ha colto i sistemi occidentali (ed europei in particolare) a metà del guado della loro transizione dallo Stato al mercato, col rischio di sommare le inefficienze dell'uno a quelle dell'altro. Di questi temi tratta questo volume, consapevole che non esistono soluzioni semplici a problemi complessi ma che bisogna, in ogni caso, sgombrare il campo dai luoghi comuni: che il mercato valga a guarire da ogni male, che le risorse fossili stiano per esaurirsi, che quelle rinnovabili siano una panacea universale, che la ripresa del nucleare sia a portata di mano, che politica e bandiera non contino nel mondo delle imprese energetiche, per arrivare a quei compromessi che consentono di compiere passi in avanti. -
Fosse Ardeatine e Marzabotto. Storia e memoria di due stragi tedesche
Alle Fosse Ardeatine di Roma, nel marzo 1944, trecento e più prigionieri vennero fucilati per rappresaglia dopo l'attentato gappista di via Rasella; a settembre dello stesso anno nel territorio di Marzabofto, sull'Appennino bolognese, i tedeschi sterminarono oltre settecento civili nel corso di un vasto e spietato rastrellamento. Queste due stragi sono assurte a simbolo della violenza e della crudeltà nazista, ""luoghi della memoria"""" dell'Italia repubblicana. Su questi fatti, tanto in Italia quanto in Germania, si è gradualmente costruita l'immagine della guerra tedesca in Italia, si sono giocate partite politiche e storiografiche, si sono celebrati o non celebrati processi, si sono intrecciate polemiche. E quanto ricostruisce l'autore di questo volume, che ripercorre e inquadra non solo i fatti in sé, ma anche le loro lunghe conseguenze: i processi che hanno avuto luogo in Italia nel dopoguerra e, decennio dopo decennio, lo svolgersi del dibattito pubblico nei due paesi."" -
Isaiah Berlin
Tra i maggiori filosofi politici contemporanei, Isaiah Berlin ha coltivato nella sua variegata produzione (libri, articoli, conferenze, interviste) un'ampia gamma di Interessi, riconducibili tutti a un progetto unitario: quello di far luce sulle radici concettuali del totalitarismo novecentesco. La sua analisi si muove su tre livelli, Indagando la distorsione del concetto di libertà operata da pensatori come Rousseau, Fichte, Hegel, Marx; la disputa settecentesca fra Illuminismo e controilluminismo; il monismo morale. E contro quest'ultimo - contro l'idea che a tutte le questioni etiche e politiche si possa rispondere con un'unica formula - Berlin rivendica l'importanza del pluralismo dei valori, che a suo giudizio si riconnette a una politica liberale moderata. -
Donne al lavoro
Le donne che lavorano sono senz'altro più numerose rispetto al passato, ma sono migliorate anche le loro condizioni? E perché stampa e televisione riportano sempre con enfasi le notizie che riguardano la presenza di donne ai vertici di aziende, a capo di un'équipe chirurgica, sul podio di un'orchestra, o alla guida di una missione spaziale? Malgrado i progressi degli ultimi trent'anni, le donne continuano a muoversi in un mondo del lavoro che non è ancora pienamente favorevole alla loro presenza, in cui le opportunità restano minori rispetto a quelle degli uomini, e nettamente diverse tra Nord e Sud d'Italia. Il libro spiega come è cambiato il lavoro delle donne e come sono cambiate le donne che lavorano, le loro aspirazioni professionali, le aspettative di carriera, e illustra i problemi che tali cambiamenti pongono all'organizzazione del lavoro e della società. -
La filosofia italiana del Novecento
Dalla pubblicazione dell'""Estetica"""" di Croce nel 1902, attraverso la stagione esistenzialista degli anni Trenta e quella neoilluminista del dopoguerra, fino alla rinascita dell'etica a fine secolo: la filosofia italiana del Novecento in una ricognizione attenta anche alle vicende storiche."" -
Metodologia delle scienze sociali
Frutto di un'esperienza pluridecennale di insegnamento e ricerca, questo manuale di Alberto Marradi copre un intero corso di metodologia delle scienze sociali. Saldo nell'impianto e stimolante nella presentazione, il testo fornisce sia gli strumenti fondamentali per padroneggiare la disciplina, sia numerosi spunti di approfondimento per quanti siano interessati ad arricchire il proprio bagaglio culturale al di là della preparazione di base. -
La memoria di un riformista
Sollecitato dalle domande di Andrea Ricciardi, Gino Giugni in questo volume autobiografico ripercorre le tappe salienti della sua vicenda personale e professionale nel contesto della storia politica italiana dell'ultimo mezzo secolo: dall'infanzia sotto il fascismo alla Resistenza, agli studi in Italia e negli Stati Uniti, alla lunga attività di studioso di diritto del lavoro, dI intellettuale impegnato in politica. Una memoria intessuta di personaggi e di ambienti (come il Mulino, alla cui attività Giugni ha partecipato fin dagli anni Cinquanta, o come il Partito socialista nelle cui file ha lungamente militato), di episodi anche drammaticI come l'attentato subito a opera delle Brigate rosse. Ricordi supportati da un puntuale riscontro, fatto nelle note dal curatore, con la ricca documentazione dell'archivio personale dI Giugni e di altri fondi documentali. A completare il volume sette interventi tenuti da Giugni In Parlamento, che si connettono strettamente ad alcuni momenti cruciali del racconto. -
Le programmazioni economiche. L'intervento pubblico tra piani e regole
Le programmazioni economiche hanno avuto un grande sviluppo nel Novecento, non solo nei paesi orientati a scelte di tipo collettivistico. In Italia, dopo i tentativi di programmazione generale e oggetto di realizzazioni concrete nei piani economici settoriali, sono oggi da molti considerate quasi obsolete e incompatibili con l'economia di mercato e con una regolazione pubblica che lascia ampi spazi alle scelte delle imprese. In realtà, pur essendo diminuite, le programmazioni restano cruciali in molti ambiti e non è più possibile contrapporle alla ""regolazione"""". Il libro delinea l'evoluzione delle programmazioni economiche e del dibattito che le ha riguardate: sottolinea l'importanza cruciale che esse conservano in quasi tutti i settori in cui i pubblici poteri condizionano le attività economiche; ne ricostruisce la struttura giuridica sul piano delle tecniche di intervento, delle garanzie procedurali e processuali, dei raccordi tra programmazioni e pianificazioni del territorio; definisce le condizioni di coerenza con il diritto sovranazionale e globale. Ne emergono le profonde trasformazioni che hanno progressivamente interessato le programmazioni economiche, i loro pregi e limiti, le esigenze di riforma. Il saggio conclude collocandole a pieno titolo nell'ambito della regolazione pubblica dell'econoinia contemporanea.""