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Mover. Odissea contemporanea
Chi è il Mover? Una nuova coscienza. Il protagonista del mondo contemporaneo. Passa accanto a noi e attraversa la modernità agendo costantemente sul mondo e subendone i mutamenti. Senza punti di riferimento, anzi, creandoli e distruggendoli di continuo. L'abitante di una frontiera che ogni giorno si fa più ampia. Il motore di una corsa senza fine. -
Crimine e potere. Due lezioni londinesi
"Così il Parlamento, con le sue azioni dirette, trasforma gli innocenti in colpevoli, crea per legge crimini e criminali"""". Nella Londra di metà Ottocento, Thomas Hodgskin denunciò una società che si muoveva """"sotto il dominio di due principî contrastanti"""": da una parte, il mercato e la libertà, all'origine della straordinaria esplosione di ricchezza dell'età moderna. Dall'altra, la legislazione e l'arbitrio del potere pubblico: strumento a disposizione di una classe dominante avida di privilegi, e desiderosa di sottrarsi alle oscillazioni e ai rischi della concorrenza. Da queste conferenze, due gioielli di lucidità e passione, emerge il pensiero senza compromessi di un """"anarchico smithiano"""": che dieci anni dopo l'abolizione delle Corn Laws sognava un mercato libero di regolare """"gli stipendi dei funzionari, e le pigioni al clero, così come avviene con i profitti del negoziante e coi salari del lavoratore""""." -
Partire dalla pena. Il tramonto del carcere
La crisi del sistema sanzionatorio attuale, monistico e afflittivo, che ha il suo fuoco nello “scandalo” del carcere, è il punto di partenza per una riflessione a tutto campo sugli istituti cardine del diritto penale sostanziale e processuale. Gli Autori, pur nelle loro diverse prospettive, avvertono la necessità di un mutamento radicale nella filosofia della sanzione per elaborare strumenti plurimi (fondati su un diverso concetto di “afflittività”) più appropriati alla salvaguardia dei diritti del reo e della vittima; alle risposte dovute alla domanda sociale di giustizia, che tengano conto delle emotività positive e non di quelle solo vendicative.rnÈ tempo dunque di consolidare prassi virtuose già sperimentate e i cui buoni esiti restano sconosciuti alla opinione pubblica.rnIl discorso sulla pena, iniziato dagli Autori da vari anni, trova riscontro oggi in cauti ma significativi recentissimi interventi legislativi. Si tratta di approdi difficili da conquistare, ma dai quali, una volta fatto il salto di pensiero giuridico, non si torna più indietro. -
La verità, forse. Piccola enciclopedia del sapere filosofico dai greci allo storicismo
“La verità che qui si discute è per tutti e per nessuno. Tutti vi hanno a che fare, nessuno ne può esprimere il senso definitivo. Il concetto di verità che proviamo a schiarire non è un esercizio di scuola che stabilisce il criterio del vero e del falso ma una più umana concezione della verità come storia che, al di là delle incomprensioni, consente di intenderci su cose essenziali come la vita e la morte, la libertà e la dipendenza, l’amore e l’odio, gli affari e la giustizia, la tolleranza e il conflitto. In questo senso la verità è una interna necessità degli uomini per vivere.”rnCosì inizia il “corpo a corpo” con la verità in cui Giancristiano Desiderio, che ci ha abituati a uno stile antiaccademico e a un pensiero vitale, mette a nudo cuore e cervello, confessa la sua ossessione e ne fa un’opera per rivelare noi a noi stessi e la condizione nella quale viviamo: come in un gioco di controllo e abbandono della nostra esistenza. -
Lettere
Le lettere di Yonathan Netanyahu, scritte tra il 1963 e il 1976, sono un involontario romanzo di formazione.rnBrillante tenente colonnello israeliano, morto in azione ad appena trent'anni, Yonathan Netanyahu, nelle lettere scritte ai familiari, agli amici e alle donne della sua vita, traccia la drammatica parabola di un ragazzo che si fa uomo in uno dei luoghi più difficili del mondo.rnUn giovane studente ammesso ad Harvard che decide di tornare nel suo Paese, di rimanere nell'esercito e combattere per il suo ideale: la sopravvivenza di Israele. La breve vita di Yonathan, nel corso della quale combatterà la Guerra dei sei giorni e quella dello Yom Kippur — ma in realtà vivendo in uno stato di guerra permanente — è dunque un documento storico, inusuale per i nostri tempi, che ci restituisce la dimensione eroica dell'uomo. -
L' ideologia italiana. Dialogo tra Callido e Stolido
Gli Italiani non sanno di avere un'ideologia comune. Questo dialogo, mediante gli argomenti portati da due di loro, la mette in luce. I dialoganti sono inventati come personaggi letterari, eppure reali perché riflettono la mentalità dei viventi. I loro nomi, Callido e Stolido, non escludono che Callido possa apparire sciocco a taluno, come Stolido sembrare sagace a talaltro. Comunque, dalla loro disputa viene fuori, alla stregua della colomba bianca dal panno nero del prestigiatore, un sistema di convinzioni politiche e morali che gli Italiani nutrono ignari delle ineluttabili implicazioni e conseguenze, le quali, ciò nonostante, deprecano a dispetto della coerenza, dell'esperienza, della ""verità effettuale""""."" -
Come la Chiesa finì
Un racconto distopico. Nel Mondo Finalmente Unificato non c'è libertà e non ci sono religioni. Il Regime universale imposto da Coloro che Amano assicura una stabilità che è totale asservimento. La causa di tale involuzione è il progressivo dissolversi della Chiesa cattolica. Essa infatti, in nome di un malinteso senso dell'apertura, non più baluardo a difesa della verità, ha intrapreso un percorso di adesione alle idee dominanti. Non ne avremmo memoria se un isolato testimone, il Cantore Cieco, sfidando i ferrei controlli del Regime, non avesse deciso di narrarne la storia. Veniamo così a conoscere le vicende che hanno determinato la conversione della Chiesa cattolica nella Nuova Chiesa Antidogmatica, così conciliante ed ecumenica da giungere a proclamare il Superdogma del Dialogo. Vicende che, scandite dal succedersi di papi tutti curiosamente di nome Francesco, conducono a un risultato inevitabile: la fine della Chiesa. O almeno così sembra. -
Il no disperato
Cosa si può dire ancora su Giacomo Leopardi dopo tutti i testi critici scritti su di lui? La grandezza dei classici, tuttavia, sta proprio nel loro essere continua fonte d'ispirazione e di comprensione della realtà in cui viviamo. In questo breve saggio, ""Il no disperato"""", il recanatese Mario Elisei ci guida con semplicità e chiarezza alla scoperta delle radici del pessimismo del grande poeta. Perché Leopardi ha maturato un pessimismo così radicale? Da quali letture, da quali rapporti familiari, da quali riflessioni personali, da quali problemi fisici è nato il nucleo del suo pensiero? Indagando soprattutto lo Zibaldone, Elisei scopre come Leopardi non sia solo un formidabile poeta e filosofo, ma un pensatore della crisi. Attraverso la sua dolorosa e unica esperienza personale, il poeta ha decodificato attraverso le sue straordinarie doti liriche e letterarie cosa significhi vivere una crisi che da individuale si fa collettiva: ciò che lo rende utilissimo per provare a comprendere la nostra complessa contemporaneità."" -
Per sempre romantici. Florilegio della poesia inglese e tedesca ad uso di spiriti ribelli
Il Romanticismo è ormai estinto nella società contemporanea? E cosa significa, davvero, ""essere romantici"""", espressione tanto abusata nel linguaggio comune? Ben al di là di una semplice categoria filosofico-letteraria, l'idea di romanticismo costituisce un modo di essere al mondo fondato sull'ardore, sulla cortesia, sul culto per la bellezza e per la morte, sulla malinconia come stato divino, sull'amore per la Natura. Cesare Catà presenta qui un'evocativa raccolta di testi poetici proposti in una sua traduzione inedita preceduta da un ampio saggio che, attraverso le vite e le opere dei protagonisti del Romanticismo, arriva a ricercarne il destino nella società postmoderna."" -
femm.
Diciotto racconti brevi. Diciotto ritratti di donne amareggiate, tormentate, perfide. Madri, sorelle, mogli, amanti sono i cardini attorno ai quali ruota la narrazione. Di fronte all'ambiguità della natura umana resta nel lettore un senso di smarrimento che lo costringe a cercare tra le parole lette una rassicurazione morale, o almeno una qualche certezza. È questo senso di sospensione, che incombe dalla prima all'ultima pagina, ad accomunare storie ambientate in paesi e atmosfere diversi. -
La libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni
"La libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni"""", testo di una conferenza tenuta nel 1819 all'Ateneo di Parigi, è divenuto, sin dalla sua prima pubblicazione, una sorta di manifesto del pensiero liberale. In questo saggio trascinante, animato da una passione pari alla lucidità del pensiero, Constant - attraverso un parallelo di grande suggestione tra la sensibilità antica e quella moderna - mostra come una società non possa definirsi veramente libera se, oltre ai diritti politici, non garantisce all'individuo la piena potestà su se stesso e sul proprio modo di vivere. Nella Nota sulla sovranità del popolo e i suoi limiti, Constant affronta criticamente la nuova superstizione politica di matrice rousseauiana, denunciando la natura mistificatoria del riferimento alla volontà popolare che gli Stati democratici utilizzano per legittimare il loro potere illimitato e per realizzare quel che nessun tiranno oserebbe fare a nome proprio. La letteratura nei suoi rapporti con la libertà è, infine, la dimostrazione appassionata che la letteratura è sempre il riflesso della libertà dei tempi in cui nasce, e trova la sua autenticità solo attingendo ad essa." -
Il mio nome è Mostro
In un’atmosfera sospesa e desolata, con uno stile essenziale e poetico, Katie Hale racconta due donne perse che portano avanti la vita, gettando così le basi per un nuovo inizio.In un mondo devastato e vuoto, in cui l’umanità è stata spazzata via dalla Guerra e dall’Epidemia, una donna, sola, attraversa quella che un tempo fu la Gran Bretagna. Si è salvata restando chiusa nel Deposito dei Semi di Svalbard, tra i ghiacci del Nord. Poi, a bordo di una barca, ha affidato la sua vita al mare ed è approdata in Scozia. Ora si dirige a sud, verso quella che un tempo è stata la sua casa, convinta che tutti siano morti o rintanati in uno dei Centri di sicurezza ancora integri. Lei cammina, ricorda e sopravvive. Perché resistere quando non c’è più nessuno? In questo suo pelligrinaggio in cui la sopravvivenza fine a se stessa sembra l’unico obiettivo, incontra una ragazzina senza memoria e senza parola. La chiamerà Mostro, come suo padre faceva affettuosamente con lei. E proseguono insieme il cammino. -
John Law. Vita funambolesca e temeraria di un genio della finanza
Alla corte del Re Sole dominavano lo sfarzo e lo sperpero. Alla sua morte, lo Stato era alla bancarotta, e il Duca d’Orleans, reggente di Francia, dovette escogitare un modo per risanarne le finanze. Gli sembrò di averlo trovato quando s’imbatté in un affascinante avventuriero scozzese, fuggito dall’Inghilterra dopo essere stato condannato a morte per avere ucciso in duello un uomo vicino al sovrano inglese. Si trattava di John Law, famoso in tutta Europa come giocatore d’azzardo, dotato di straordinaria capacità di calcolo e appassionato studioso di economia. L’agile ma approfondita biografia di Silvia Maria Busetti guida il lettore attraverso la storia dell’ascesa e della caduta di questo sorprendente personaggio, vero innovatore della finanza, ammirato da Schumpeter.Su di lui discese per secoli una damnatio memoriae a causa del fallimento del suo sistema, troppo spericolato e innovativo per l’epoca. John Law fu il più geniale protagonista della finanza nell’epoca dei lumi, e le sue rocambolesche vicende eguagliano quelle dei grandi personaggi letterari a lui contemporanei. -
Costituzione politica del Regno delle due Sicilie (1848)
L'11 febbraio 1848 viene promulgata la Costituzione politica del Reame delle due Sicilie. Con essa i suoi promotori vollero porre fine a una statualità restaurativa eretta a difesa di un ancien régime superato dal mutamento dei tempi, per trasferirla nella dimensione della monarchia costituzionale. La nuova carta introduceva una forma di quel costituzionalismo d'impianto liberale che in precedenza era stato più volte oggetto di numerose rivendicazioni, tutte puntualmente considerate imperfette e soffocate dalla Corona. Il documento prodotto a Napoli avrebbe aperto il passo a ulteriori e significativi elementi di modernizzazione elettorale e a più radicali riforme istituzionali che, nei mesi seguenti e con il contributo autonomo dell'indipendentismo in Sicilia, si inserirono a pieno titolo nel più ampio contesto risorgimentale che precedette l'impresa dei Mille e la formazione del Regno d'Italia. L'esperimento partenopeo con la sua evoluzione siciliana, a cui nei primi mesi del 1849 avrebbe posto fine la dura repressione militare borbonica, resta un chiaro esempio della presenza e della vitalità, anche nel Meridione d'Italia, di elevate norme di principio e di concrete garanzie istituzionali promosse in chiave liberale. -
L' ingranaggio del potere
Viviamo davvero in regimi democratici? O il voto popolare è oramai ridotto a poco più di una finzione per legittimare decisioni prese da poteri non rappresentativi? rn«Forse è un caso, o più probabilmente non lo è, sta di fatto che L'ingranaggio del potere, giunge in libreria nel momento più propizio» - Stefano Folli, RobinsonNell’ultimo secolo, all’aristocrazia del denaro – che già aveva sostituito quella del sangue – si è aggiunta l’aristocrazia della conoscenza specialistica. La tecnica e la politica si sono sempre più intersecate, il principio di competenza si è sovrapposto al principio democratico, erodendone spazi e responsabilità. La storia intellettuale e istituzionale della tecnocrazia è rimasta però sotto traccia, quasi inesplorata, come ogni arcana imperii che si rispetti. Oggi però si aprono crepe profonde nella legittimità della grande macchina burocratica, nazionale e sovranazionale. L’ingranaggio del potere è alla resa dei conti, i tempi sono maturi per indagare il passato e rovesciare la maschera della tecnodemocrazia. Nei prossimi decenni la gabbia d’acciaio tecnocratica potrebbe crollare o, paradossalmente, rafforzarsi ancora di più. -
Sciabole e utopie. Visioni dell'America Latina
In questa raccolta di riflessioni politiche e filosofiche, di analisi sociali e culturali, il premio Nobel Mario Vargas Llosa, nelle vesti di critico-narratore, ci dona il suo punto di vista su molti dei più significativi eventi accaduti in America Latina dalla seconda metà del Novecento in avanti, sulle loro radici storiche, sui loro lasciti - spesso tragici -, e sui personaggi talvolta bizzarri che ne sono stati protagonisti. Ma anche, su come questo caos sia stato accompagnato da uno straordinario fiorire di artisti ineguagliabili. Sciabole e Utopie è un monumento all'America Latina e alla sua complessità eretto da un intellettuale liberale testimone dei regimi autoritari che l'hanno martoriata. Questo testo rappresenta dunque una guida per chi voglia comprendere l'unicità spesso violenta di quella regione del mondo attraverso il pensiero di uno dei suoi più grandi scrittori. Introduzione di Alberto Mingardi. -
Football. Trattato sulla libertà del calcio
È stato Jean Paul Sartre a scrivere: «Il calcio è la metafora della vita». Questo luogo comune va capovolto: «La vita è la metafora del calcio.» In football si mette a tema questo ""capovolgimento"""" e, con Johan Cruijff, si mostra che le regole del calcio sono due: controllo & abbandono del pallone. Il calciatore può giocare a calcio perché non è il padrone assoluto del gioco. La vita funziona allo stesso modo: l'uomo può vivere la libertà perché non è il padrone assoluto della vita. Il calcio è troppo importante per lasciarlo ai giocatori, ai presidenti, ai giornalisti e agli intellettuali. Non a caso nel Novecento il calcio ha sconfitto i totalitarismi di Hitler e di Stalin. Così """"Football"""" è un testo ricco di storie vere: il calciatore che fermò Hitler, l'ebreo che con il Grande Bologna inventò il calcio moderno, il centravanti che giocava contemporaneamente in due squadre e la leggenda del centrobecco. Per finire con la famigerata Var, illusione diabolica che affonda le radici nel risentimento giustizialista anti-juventino. Ne nasce un trattato sulla libertà in cui il calcio è il modello cognitivo del controllo & abbandono che sostituisce quello deleterio del """"sistema di sicurezza"""" della storia del pensiero occidentale."" -
Per una nuova Costituente. Liberare i territori. Rivitalizzare le comunità
Dopo la crisi generata dalla pandemia, l'Italia non potrà più essere la stessa. Il virus ha colpito una società già estremamente fragile, da tempo ormai disgregata, gravata da un carico fiscale insostenibile e appesantita da un'esposizione debitoria che ha ipotecato in buona parte l'avvenire delle prossime generazioni. In tale frangente, per pensare al futuro, è necessario avviare una nuova fase costituente. Se dopo la fine della Seconda guerra mondiale gli italiani iniziarono a ricostruire la società ponendo le basi delle istituzioni repubblicane, ora è necessario prendere una direzione diversa per non ripetere gli errori del passato. Perciò vanno messi al centro i territori, così che il dibattito sulle nuove regole veda protagoniste le comunità: spetta alle delegazioni regionali elaborare e discutere una Carta che dovrà diventare la Costituzione dei soli territori che l'avranno approvata, senza sacrificare i diritti e gli interessi degli altri. A ogni area del Paese, con la propria specificità, devono essere riconosciute quelle libertà locali che l'Italia unita, nel corso della sua lunga storia unitaria, ha sempre calpestato: solo così, liberando i territori, si potranno rivitalizzare le nostre comunità. Introduzione Luigi Marco Bassani. -
L' evoluzione di tutte le cose. Come piccoli cambiamenti trasformano il nostro mondo
La società umana evolve. Il cambiamento nella morale, nella tecnologia, nel linguaggio è graduale, inesorabile e spontaneo. Non viene pilotato dall'esterno, non ha uno scopo specifico proprio, avviene per tentativi ed errori: è una forma di selezione naturale. Gran parte del nostro mondo è il risultato dell'azione umana, non di un qualche disegno calato dall'alto: esso emerge dalla libera interazione di milioni di persone, non dalla pianificazione di pochi. In un ampio excursus tra scienza, economia, storia, politica e filosofia, Matt Ridley demolisce le convinzioni ormai radicate che i grandi eventi e le linee di tendenza seguite dalle nostre società siano determinati da coloro che stanno più in alto: nei governi, nella finanza, nelle università, nelle religioni organizzate. Al contrario, tutti i nostri traguardi più importanti si sono sviluppati dal basso. Un testo ambizioso, ricco di rimandi scientifici e letterari, che ci invita a guardare con occhi nuovi il mondo e il suo funzionamento. -
Il viaggio e l'ardimento
Nove avventure di viaggio tra fughe, esili e peregrinazioni i cui protagonisti, emblemi della diaspora ebraica, trovarono nelle Marche un approdo sicuro o un'inquieta sosta. Nove racconti brevi, ferocemente reali, fondono disperazione e speranza, fedeltà e dissimulazione. Il medico rinascimentale in fuga, gli stampatori Soncino, i rabbini erranti verso la Terra di Israele, il mistico eretico sono personaggi d'eccezione, talora di vera grandezza, eppur non così infrequenti da non poterli incontrare nei pressi del porto di Ancona o costeggiando le pendici dei Sibillini alla volta dell'Urbe. Odissea e anabasi s'incontrano per restituire al lettore l'epopea della diaspora, tra rotte marittime e cammini appenninici. Sono storie italiane e mediterranee, fatte di muri, porti e confini.