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La carica delle 107. Storia delle società sportive piemontesi ultracentenarie
Il libro racconta la storia delle 107 società sportive ultracentenarie in attività al 31 dicembre 2018: Tiro a Segno, Ginnastica, Vela, Canottaggio, Club Alpino Italiano, Pattinaggio su ghiaccio, Bocce, Scherma, Ciclismo, Caccia a Cavallo, Società polisportive, Tennis, Calcio, ACI, Nuoto, Sci, Tiro a volo, Aeronautica, Canoa, Scacchi. Il Piemonte ha un legame indissolubile con lo sport. Nella nostra regione sono nate e si sono sviluppate molte discipline tuttora praticate, consolidando una tradizione interpretata con impegno e determinazione dalle tante società e associazioni sportive cresciute sul territorio, che hanno lasciato un'impronta importante nella storia del nostro Paese. Questa pubblicazione desidera riaffermare quel ruolo di aggregazione sociale e diffusione della cultura sportiva portato avanti con continuità da 107 realtà sportive, che sono riuscite a superare cambiamenti politici, culturali e persino due guerre mondiali, trasformandosi in quelle eccellenze che apprezziamo ancora ai giorni nostri. -
All'ombra dei giganti. La fabbrica del pallone, storie di quartieri e calcio giovanile nella città di Juve e Toro
Il pallone che rotola sui campi dilettantistici e di settore giovanile di Torino e della prima cintura definisce i contorni di una città che cambia e si rinnova nell'urbanistica, negli usi e costumi. All'ombra di Torino e Juventus migliaia di ragazzi hanno giocato a calcio nei sodalizi sotto la Mole. Hanno imparato tanto, anche a vivere grazie a un calcio in cui i genitori non erano procuratori e che oggi, forse, non c'è più. Storie di spogliatoio, di campi abbandonati e ricostruiti, di società sparite e risorte, di presidenti appassionati e dirigenti tuttofare, di bambini diventati campioni e di promesse perdute e giovani talenti scovati mentre giocavano al parco o all'oratorio. Il Barcanova e la Coppa Primavera, le imprese del Victoria Ivest, la fucina di talenti del Vanchiglia e del Venaria, i derby tra Bacigalupo e Pertusa ma anche le sfide dei sodalizi emergenti della prima cintura che iniziano a gareggiare con quelli della città. Storie di quartieri e rioni che hanno ospitato quelle vicende e che in un certo senso le hanno rese possibili inquadrando nel tessuto sociale di una Torino in continua crescita i club di calcio giovanile, espressione di una società che si trasforma. -
150 anni della Federazione Ginnastica d'Italia. Dalle radici al futuro
Donne, uomini e comunità locali. Palestre sorte sulla terra. Pionieri, capaci di tracciare una strada là dove la Nazione stava nascendo e che si è modellata, arrivando fino ad oggi, intrecciandosi in modo indissolubile, a volte contraddittorio, con eventi storici, politici e sociali che ha contribuito a sua volta a determinare. È la storia della Federazione Ginnastica d'Italia, nata nel 1869 a Venezia, grazie a un gruppo di entusiasti ""ginnasiarchi"""" all'avanguardia. La più antica Federazione sportiva italiana che, tra avvenimenti storici, inciampi, grandi conquiste, è divenuta culla di tante discipline sportive, ha dato i natali ad alcuni dei più grandi dirigenti e atleti del Paese, ha regalato medaglie e forgiato generazioni di grandi e piccini. In occasione delle celebrazioni per il traguardo dei 150 anni, nasce questo libro, corredato da importante apparato iconografico. Dalle radici al futuro, i 150 anni della federazione Ginnastica d'Italia."" -
Stelle di David. Come il genio ebraico ha rivoluzionato il calcio
Sindelar e Bican, Meazza e Valentino Mazzola, Nordahl e Liedholm, Moreno e Pedernera, Puskas, Eusebio e Pelè. Campioni celebri e celebrati in ogni parte del mondo. Accomunati da un talento calcistico fuori dall'ordinario. Capaci di lasciare un segno evidente nella storia delle loro squadre e del pallone in generale. Ma c'è un altro filo, visibile solo a un occhio scrupoloso e appassionato, che tiene insieme questi meravigliosi fuoriclasse. Sono stati tutti, direttamente o indirettamente, influenzati dal ""genio ebraico"""". Plasmati dalle menti sopraffine di allenatori di origine israelita che li hanno scoperti, guidati o che più semplicemente ne hanno favorito la scalata alle gerarchie del calcio mondiale. Allenatori dallo stile e dai principi rivoluzionari che esattamente come gli ebrei della diaspora sono emigrati in tutto il mondo costruendo formazioni leggendarie e cambiando le abitudini, le coordinate tecniche e la filosofia di gioco delle nazioni dove hanno operato. Questo libro racconta le loro vicende umane e sportive, le loro tattiche, le loro idee e mostra a tutti gli appassionati come il """"genio ebraico"""" abbia rivoluzionato la storia del gioco più più popolare del pianeta."" -
Gli immortali del grande Torino e i ragazzi
Questo libro descrive ascesa e caduta di una leggenda del calcio che solo il destino è riuscito a fermare. Il 4 maggio 1949 un aereo si schianta contro il colle di Superga. Non ci sono superstiti. Perdono la vita le stelle del Torino, i tecnici, tre giornalisti e l'intero equpiaggio del G 212 I-Elce, di ritorno da una partita amichevole contro il Benfica di Lisbona. Muore il Grande Torino, spazzato via in un solo colpo dalla faccia della terra, nella più spaventosa tragedia aerea mai avvenuta nella storia del calcio italiano e, forse, in tutta la storia dello sport. L'autore racconta la storia di quella mitica squadra partendo proprio dal punto in cui altri libri si fermano. Dopo i funerali ci sono ancora quattro partite di campionato da disputare. La squadra giovanile deve farsene carico: sono adolescenti emotivamente a pezzi, che hanno appena perso i loro eroi e che, tuttavia, devono dare il meglio di se stessi. Ricco di testimonianze dirette, questo libro è il risultato di minuziose ricerche, letture, confronti e tante conversazioni. A ribadire ancora una volta come il destino non abbia influenzato solo i diretti interessati, ma intere generazioni. -
Fausto, un seugn edzora a doe rove. La storia 'd Fausto Coppi an lenga piemonteisa
"Coppi è uno di noi, Coppi è ognuno di noi, Coppi è un uomo solo al comando ma non soltanto nelle corse ma anche nella ricerca di se stesso. Coppi scatta alla partenza e arriva prima degli altri e davanti agli altri perché nella sua vita è stato costretto da una urgenza di verità a fare chiarezza e a dissipare i dubbi, affrontandoli uno dopo l'altro. Coppi è un viaggiatore come Dante nella Divina Commedia, è un pellegrino sulla via di Santiago, è un uomo che vuole capire se stesso. Ma un uomo sublime, un uomo che non avrebbe mai potuto accettare di vivere al nostro mediocre livello."""". Testo italiano a fronte." -
Credere nello sport
La pratica dello sport richiede un allenamento non solo fisico e atletico, ma anche di valori e di virtù umane e cristiane; lo sport è un vasto campo in cui le radici del messaggio cristiano sono in continua fioritura e dove la gente può esprimere la parte migliore di sé. Il libro del cardinale Tarcisio Bertone non è solo un'opera letteraria, ma un manifesto tout court in nome della passione per la pratica sportiva, intesa come quel connubio tra l'attività agonistica e il suo patrimonio valoriale. -
Mito NBA. Come il basket può migliorarci la vita
Che ne è stato delle grandi gesta degli eroi epici? Si studiano a scuola o si guardano in TV, come fossero favole qualunque. Eppure, anche noi abbiamo i nostri miti: cantanti, attori, sportivi... Lo sport, soprattutto, è il regno degli eroi moderni. E quale campionato è più eroico e più mitico dell'NBA? Come un poema omerico, questo libro ci porta a sognare, riflettere, imparare ed esaltarci attraverso le vicende, umane e sportive, delle grandi leggende del basket, da Antetokounmpo a James, da Bryant a Westbrook, da Durant a Curry... Le vittorie e le sconfitte di questi giganti ci faranno immergere in otto fondamentali valori sportivi, uno per ogni capitolo e ne usciremo diversi, migliori, pronti a scrivere ciascuno la propria personale leggenda. -
Sognando l'infinito. Come ho fatto il giro del mondo in bicicletta
"Sono un maratoneta della domenica, o forse ormai devo dire che lo sono stato. Man mano che diminuivo i km a piedi aumentavo quelli in bici, fino a scoprire un altro mondo fantastico. In entrambi i casi, chi ci guarda da fuori non può capire dove stia il piacere, posto che ci sia.Succede così che ti appassioni, ogni giorno di più.C'è un percorso comune a tutti noi che è fatto di corse sempre più lunghe, sempre più impegnative, sempre più ambiziose, che come tanti fiumi finiscono per sfociare nel mare dell'impresa della vita. Quella che pochi, pochissimi, per mille motivi riescono sul serio ad affrontare.È l'impresa di Paola, quella del grande viaggio in solitudine.Una ragazza e la sua bicicletta, a fare il giro del mondo, con la sola forza delle gambe e della testa. Che è dura, a giudicare dai quasi 30.000 km percorsi e soprattutto dai 2 caschi rotti.Paola pedala bene e scrive ancora meglio, il resto lo mette la strada.Non so se esiste una forma di invidia positiva, se c'è è quella che provo per lei."""" (Dalla prefazione di Linus)" -
Angelo Cereser. Una vita in «Trincea»
Un uomo, una maglia (granata) e una città. Un legame fortissimo, indissolubile. La storia sportiva di Angelo ""Trincea"""" Cereser si incrocia con quella di un calcio che non esiste più: quello delle radioline a transistor che trasmettevano """"Tutto il calcio minuto per minuto"""" e quello della sintesi televisiva di un tempo di una partita di serie A mandata in onda nel tardo pomeriggio della domenica. Anche il ruolo che Cereser ricopriva sul campo, quello del libero, non esiste più. Scrivere di Cereser vuol dire raccontare la storia di quel Toro tremendista degli anni Sessanta e Settanta, tutto cuore e coraggio, nel quale lui seppe integrarsi alla perfezione, incontrando indimenticabili personaggi: amici e """"simpatici"""" nemici, che tanto bene fecero a questo sport. Una vita in """"Trincea"""", quella del nostro Angelo, trascorsa attraverso mille traversie e affrontata con la medesima grinta di quando giocava in marcatura contro i più forti attaccanti dell'epoca, con la consapevolezza che alla fine il successo sarebbe arrivato."" -
Il pallone al fronte. Gli anni di guerra in Sicilia raccontati attraverso lo sport
Nel novembre del 1918, poco più di cento anni fa, si concludeva l'immane tragedia che i libri ricordano come ""Prima Guerra Mondiale"""" o """"Grande Guerra"""". E l'eco e il dolore non si erano ancora affievoliti quando, nel 1939, i principali stati mondiali ripiombarono nuovamente nella spirale di sangue e orrore generata da un nuovo conflitto mondiale. Anche il pallone andò al fronte e le sue vicende e aneddoti si intrecciarono con quelle dei campi di battaglia. Il gioco del calcio rappresentò una fuga dalle atrocità, uno spiraglio di normalità e di svago per poter superare stenti e avversità in momenti tanto difficili. In quei tempi bui il rapporto tra guerra e sport fu ancor più peculiare in Sicilia, in quanto venne fortemente caratterizzato e influenzato dalla sua insularità."" -
Cinema e sport. Mondi vicini
"Cinema e sport"""" è un viaggio nel grande mare della cinematografia sportiva, un viaggio emozionante ma complesso per via della maestosità del tema. Il libro individua i momenti e gli elementi che costituiscono un evento sportivo e li identifica con le pellicole più significative del panorama filmico di genere. Sono state analizzate le scelte registiche, le tecniche di montaggio, la scrittura filmica e attraverso alcune scene peculiari dei film selezionati consegnato al lettore un piccolo compendio dell'universo sportivo raccontato da cineasti, sceneggiatori e attori che hanno saputo portare sul grande schermo eventi ed emozioni. In """"Cinema e sport"""" troverete Pelé, Lauda, Chris Evert, le tensioni dei pugili, Fantozzi e molti altri... E saranno incontri piacevoli." -
In fuga controvento. Pedalando sulle strade del mondo alla scoperta di se stessi
Realizzare i propri sogni, per quanto grandi, è possibile. Bisogna solo crederci ed essere pronti a lottare. Dopo aver capito di stare percorrendo una strada che non era la sua, Paola ha detto basta e con passione, sacrificio e determinazione è riuscita a cambiare vita. Si è messa sfidare il mondo in bicicletta, per portare avanti i suoi valori e il suo credo, finalmente protagonista della sua storia. 120.000 km percorsi lungo le strade del mondo, 3 Guinness World Record battuti, 2 Giri d'Italia, 10.000 firme portate da Milano a Oslo per candidare la bicicletta al Premio Nobel per la Pace, 100 biciclette regalate a donne ugandesi, una proposta di legge per la sicurezza del ciclista fatta inserire nel codice stradale. Questi sono solo alcuni dei numeri che l'autrice racconta nel suo secondo libro, utilizzando le proprie imprese sportive per far riflettere i lettori su tematiche quali la motivazione, la resilienza, le convinzioni e il coraggio del cambiamento. Paola si mette a nudo, raccontando la sua trasformazione da ragazza influenzabile e poco decisa ad atleta e donna matura, consapevole delle proprie scelte ma soprattutto felice. -
Il Toro del Paron. Alla corte di Nereo Rocco
Campionato di calcio 1964-65. Il Toro è allenato da Nereo Rocco, per tutti ""El Paron"""", ed è una squadra che gioca un calcio razionale e moderno. Rocco, grande conoscitore di uomini e palloni, è arrivato a Torino da un anno, dopo aver vinto molto con il Milan e ha plasmato la squadra secondo i classici dettami del calcio di quell'epoca: difesa forte, rigorosamente a uomo e con battitore libero, agile sulle fasce e potente in attacco. È stato bravo e fortunato avendo trovato un gruppo di ragazzi stupendi, magnifici atleti dotati di grinta e, soprattutto, umanità. Quel Toro, così organizzato, seppe tenere testa alle due squadre milanesi, imperanti a quei tempi e ben figurò anche in campo internazionale sfiorando la finale di Coppa delle Coppe. La cronaca di una magnifica stagione che ebbe come protagonisti Nereo Rocco e tanti indimenticabili Cuori granata: da Lido Vieri, il portiere spericolato e rubacuori, al magnifico capitano Giorgio Ferrini, dalla giovane promessa Roberto Rosato al guerriero inglese """"Gerry"""" Hitchens. E poi il talento indiscusso della formazione, Gigi Meroni, l'indimenticabile Farfalla granata."" -
Con il Pirata e altri eroi. Da Marco Pantani a Muhammad Ali, un cronista tra i campioni
Ottanta storie a colori di fuoriclasse dello sport, ottanta testimonianze dirette. Questi affreschi di storia sportiva sono stati composti, uno al giorno, durante la pandemia Covid- 19, quando il mondo si è visto costretto a fermarsi. Di questo stop Paolo Viberti approfitta per riaprire il proprio album dei ricordi e raccontare l'amicizia con Marco Pantani e altri eroi del pedale, l'emozione nel vedere il pugile Muhammad Ali tremante ma indomito ad Atlanta, il purosangue Nearco che fu tradito ma mai ripagò l'uomo con identica moneta, gli eroi immortali delle Olimpiadi, i tanti fuoriclasse dei canestri, due maestri di giornalismo come Mario Fossati e Aldo Giordani, gli uomini-jet dello sci alpino, i filosofi solitari dello sci di fondo, gli straordinari funamboli dei velodromi, il marciatore Maurizio Damilano, l'incontro con Vittorio Gassman, persino due storie d'amore con le miss del Giro d'Italia e della Vuelta di Spagna. Lo fa restando spesso dietro le quinte e lasciando che il lettore si faccia trasportare in un mondo magico, popolato da uomini veri che talvolta sono diventati campioni. Nato in un momento difficile, questo libro è un inno alla ripartenza. -
United vs Wednesday. Il derby duro come l'acciaio di Sheffield
Una cosa è certa: United -Wednesday è la stracittadina più local del mondo global. Scarso l'interesse dei media internazionali (a volte anche di quelli nazionali) per una partita che da troppo tempo manca in Premier League. Al di qua del Canale della Manica in pochi sanno di che cosa si tratti. Invece a Sheffield lo Steel City Derby e lo Steel City Divide (la divisione della città tra opposte tifoserie) sono parte integrante del comune sentire dal 1890, quando le due squadre, in un freddo giorno di dicembre, si sono incontrate per la prima volta su un campo di calcio. La divisione delle tifoserie è oggi tutt'altro che ""classista"""", non c'è politica o religione che tenga. Il derby è vita quotidiana. Ci sono tifosi del Wednesday che non mangiano lo streaky bacon, quello a strisce, perché gli ricorda la maglia dello United. Ci sono quelli che non menzionano né fanno riferimento ai loro rivali per nome, ma sempre e solo come """"loro"""". Wednesday (Owls, i gufi biancoblu) contro United (Blades, le lame biancorosse). È raro che a Sheffield un bambino appassionato di football tifi per Manchester United, Liverpool o Arsenal. Si nasce e si cresce """"red or blue"""", Wednesday o United."" -
Tutta colpa del Mundialito. Silvio Berlusconi, la tv, il calcio, la politica e l'ombra della P2 (1980-81)
La Copa de Oro, o ""Mundialito"""" come è passato alla storia, è un torneo calcistico inventato in Uruguay per celebrare il cinquantesimo anniversario del primo mondiale di calcio. L'idea era di far partecipare in un mini campionato tra dicembre 1980 e i primi giorni del 1981 le sei nazioni che fino a quel momento di erano aggiudicate almeno un'edizione della Coppa del Mondo, con l'Olanda, finalista delle ultime due manifestazioni, a sostituire l'Inghilterra rinunciataria. Ma alle spalle del Mundialito apparvero interessi forti, i diritti televisivi e quelli di immagine che, almeno in Italia, provocarono addirittura una guerra tra la Rai e la neonata emittente privata Canale 5, di proprietà di un giovane e rampante imprenditore, Silvio Berlusconi. Il libro è la storia di quel torneo, dei suoi protagonisti calcistici e non e di un'ombra oscura - la loggia massonica P2 - che agiva indisturbata tra poteri forti e mezzi d'informazione. Dopo il Mundialito nulla è stato più come prima."" -
Io Craig Hodges. Attivista nero e campione NBA
Craig Hodges, classe 1960, ha giocato nell'NBA per dieci stagioni, vincendo nel 1991 e nel 1992 due campionati con i Chicago Bulls, allora dominati dal leggendario Michael Jordan e dall'astro nascente Scottie Pippen. Ma nella vita di Hodges non c'è stato solo il basket. A raccontarlo oggi è lo stesso ""numero 14"""" che in questa autobiografia, realizzata in collaborazione con lo scrittore e attivista statunitense Rory Fanning, riunisce i due campi in cui il suo spirito, battagliero fin da bambino, è stato impegnato: il parquet dell'NBA e i diritti civili dei neri. Due anime, quella del giocatore e quella dell'attivista, che Craig Hodges ha tentato invano di conciliare, in un mondo regolato più dagli interessi economici che dai valori morali. Eppure, lui in nome di quei valori ha avuto il coraggio di combattere da solo, contro tutto e tutti. Pronto anche a mettere a rischio una carriera per cui tanti altri venderebbero l'anima al diavolo."" -
Citius, altius, fortius. Religione e sport, un legame antico e profondo
Il legame fra il mondo sportivo e quello religioso è profondo e anche molto antico. Vi sono tante similitudini tra le due realtà. Sicuramente la metafora che la vita sia una battaglia e la continua ricerca della fede possa rappresentare una gara per raggiungere il traguardo sperato, ha sicuramente un fondamento di verità. Nei testi di San Paolo sono numerose le citazioni che si rifanno alle pratiche olimpiche, il credente è come l'atleta: ricerca la perfezione attraverso la dedizione, la perseveranza, il coraggio e cerca attraverso lo ""spirito di squadra"""", il confronto e la forza con i compagni per superare le avversità e correggere gli errori. Un altro aspetto fondamentale che crea un legame indissolubile fra religione e sport è il rispetto del corpo. È un concetto fondamentale: il corpo umano è il capolavoro della creazione di Dio e, attraverso lo sport, l'anima e il corpo diventano un elemento unico. Ciò richiede disciplina e abnegazione, così come nella vita quotidiana e di fede. Per questo, doping, corruzione e tutto ciò che può comportare l'alterazione del risultato sportivo non sono ammessi nè tollerati."" -
Da grande volevo fare il medico. Miti e leggende di un giornalista sportivo
In questo tempo stracolmo di personaggi ed eroi dello sport c'è ancora spazio per chi non è salito su un podio olimpico o ha fatto incetta di medaglie. Tra campioni veri e gente in carne e ossa incontrata per strada, Maurizio Ruggeri cerca di alleggerire un po' le imprese omeriche dei protagonisti in maglietta e calzoncini, rivelandone più volentieri le gesta fuori dai riflettori.