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Archeologia dei castelli nell'Europa angioina (secoli XIII-XV)
Il volume pubblica gli atti del convegno internazionale promosso dall'Università di Salerno su un tema che accomuna storici ed archeologi dell'Italia meridionale. Sono indagati gli insediamenti urbani e castrensi dei territori angioini, analizzando anche il tessuto economico-sociale e l'organizzazione dell'habitat, tra la fine del XIII e il XIV sec., quando si assiste ad uno dei più grandi e importanti momenti per l'investimento di energie economiche e sociali, sia attraverso l'edificazione e l'ammodernamento delle strutture difensive sia per quanto riguarda la produzione artigianale. Nel convegno sono state confrontate le esperienze degli studiosi dei secoli XIII e XIV in Italia meridionale e negli altri territori di influenza angioina. -
Populonia da San Cerbone ai d'Appiano. Archeologia di una «città debole» della Maremma toscana
Nel volume sono contenuti i risultati delle ricerche archeologiche che dal 1992 al 2014, quasi ininterrottamente, sono state compiute a Populonia e Baratti, esattamente in località Poggio del Castello, già San Cerbone Vecchio, Fonte di San Cerbone e Chiesa di San Cerbone, per verificare tempi e modalità delle vicende insediative dal periodo tardoantico a quello della signoria dei D'Appiano, cioè dal V al XVI secolo. Dal confronto fra i rinvenimenti effettuati e le risultanze delle ricerche nell'acropoli di Populonia, area dei templi, e nel sito del monastero di San Quirico emerge un paesaggio riconducibile a quelli relativi alle città definite ""deboli"""" della Toscana centro-meridionale, cioè forme insediative a discontinuità di vita, nelle quali il filo conduttore è costituito dalla presenza di vescovi e signorie laiche capaci di coordinare le attività produttive e commerciali essenziali per l'insediamento pur attraverso inevitabili momenti critici"" -
Storie [di] ceramiche. Vol. 6: Commerci e consumi.
La sesta edizione, svoltasi l'11 Giugno 2019 a Pisa, a sei anni dalla scomparsa della studiosa, è stata dedicata al tema dei ""Commerci e Consumi"""" delle ceramiche medievali e postmedievali al fine di ricostruirne usi e scambi attraverso l'approccio contestuale a classi ceramiche diverse o a tipologie formali specifiche, con lo scopo di ampliare la base delle conoscenze attuali sia su ambiti geografici ristretti che di più larga misura. Le ricerche contenute in questo volume, e presentate nel corso della giornata di studi, hanno intrecciato dati materiali e fonti scritte al fine di ricostruire e raccontare gli usi, la società, l'economia, il trasporto dei beni, la circolazione delle merci, i beni da considerare o meno di lusso, la composizione dei contesti, i corredi domestici tra medioevo ed età contemporanea. E se la maggior parte dei contributi si è concentrata in area tirrenica, non sono mancati quelli che hanno riguardato l'Italia meridionale interna e adriatica, il Bacino del Mediterraneo occidentale e addirittura l'Oriente."" -
Da questi luoghi bui
Quasi come in una danza a tondo, Satch, Ale e il signor Nardi - tre nomi, tre figure - disegnano le loro vite, attraversando l'amore, il dolore, la musica, l'odio, gli interrogativi e gli imprevisti che sconvolgono la trama della vita, fino a ritrovarsi per mano nello stesso tempo e nello stesso luogo. Nel mezzo, un percorso, anzi, un cammino dal buio di un'esistenza incompiuta verso un occidente che non è la fine del viaggio ma un traguardo di luce. -
Giulio Cesare di William Shakespeare
Il Giulio Cesare è il dramma che preannuncia gli altri grandi esiti dello studio della vita politica a Roma che seguiranno con l'Antonio e Cleopatra e il Coriolano. Le lotte tra patrizi e plebei, repubblicani e aristocratici, Potere politico e potere sindacale. In mezzo è il popolo... -
La misura in psicologia. Introduzione ai test psicologici
L’uso di test nella pratica quotidiana sta diventando sempre più frequente. Sempre più spesso infatti vengono proposte prove attitudinali per selezionare gli aspiranti a posti di lavoro, ovvero per consigliare l’accesso a determinate facoltà, o ancora per orientare nelle scelte di corsi di studi. Ci si può attendere perciò che, come nelle altre nazioni europee, l’uso di tali strumenti sarà sempre più diffuso. La ""professione"""" di costruttore, o anche solo quella di """"utilizzatore"""", di tali strumenti, non può prescindere dalla conoscenza non solo della psicologia ma anche delle basi statistiche che consentono la verifica delle qualità metrologiche degli strumenti proposti. Il volume è indirizzato a chi si accosta all’argomento con l’obiettivo di una formazione in campo psicologico quale introduzione allo studio e all’utilizzo degli strumenti di misura nella ricerca e nella diagnosi psicologica. Il testo fa riferimento non tanto alla teoria psicologica che sottende un qualsiasi strumento, né alla teoria statistica, per le quali si rimanda a testi specifici, ma vi si sottolineano i concetti di base usati nella pratica della diagnosi e della ricerca in psicologia. Il livello della trattazione è introduttivo e corredato di esempi e di esercizi. Il testo viene corredato da un glossario dei termini più usati."" -
Ribelli
"Ribelli"""" è la storia romanzata di Littorino (al secolo Valerio Parodi), partigiano diciassettenne entrato nell'età adulta combattendo i nazifascisti. Lo incontriamo bambino in una Val Polcevera fortemente industrializzata e nel contempo """"terra di confine"""" tra città e compagna, lo seguiamo nella sua maturazione fisica e intellettuale, lo lasciamo due giorni prima del 25 aprile all'alba di un nuovo mondo. Valerio è diventato un uomo, ma non ha perso né la freschezza dell'adolescenza, né la voglia di cambiare il mondo. """"Ribelli"""" è un libro dove realtà e fiction sono strettamente intrecciate, tanto che è impossibile distinguerle. Personaggi realmente esistiti, tratti dal diario e dalle memorie di Valerio, si uniscono ad altri inventati. Ad avvenimenti storicamente documentabili si sovrappongono momenti di puro invenzione. Tutto concorre a delineare un piccolo affresco di un pezzo della nostra storia. Introduzione di Marta Vincenzi." -
Nostalgia. Ritorno nella terra dei briganti
"Non c'è nulla di più doloroso che essere strappati dalla terra in cui si è vissuti... sradicati dalle fonti che li avevano dissetati, dai campi verdeggianti che gli avevano dato nutrimento, dalla vista di quel sole caldo e abbagliante che sorge e tramonta dietro l'orizzonte delle natie Murge.""""" -
Una città d'autore. Trieste attraverso gli scrittori
Nel panorama della letteratura moderna, Trieste occupa uno spazio di rilievo, in Italia e all'estero. La ""città di carta"""", la città degli scrittori, protagonista di molte pagine di narratori, poeti e saggisti, ha assunto anche le fattezze del mito ed è un contesto di ricerca per chi ne insegue il fascino passato, le caratteristiche di particolare osservatorio dell'inquie-tudine dei moderni"""" (come lo definiva Slataper), i percorsi presenti. Modello di una proiezione nella cultura europea e di contiguità con le culture del Nord e dell'Est, Trieste ha maturato la fisionomia di una città """"d'autore"""", testimoniata anche fuori dal suo territorio attraverso le pagine di una letteratura originale e viva. I trentatré capitoli che compongono questo profilo di città attraverso le testimonianze letterarie costituiscono le introduzioni - qui opportunamente rielaborate - ai volumi della collana """"Trieste d'autore"""" usciti assieme al quotidiano """"II Piccolo"""" di Trieste tra il 2003 e il 2004."" -
Essere persone colte
«I saggi di questa raccolata fanno riferimento ad alcune esperienze culturali reputate essenziali per promuovere una vita buona e socialmente consapevole e da includere quindi nella formazione dei nostri contemporanei, da cui sono assenti o non abbastanza apprezzate. Naturalmente il contesto in cui sono stati redatti ha portato a sottolineare ciò che deve essere considerato vitale in una emergenza planetaria. I saggi si soffermano sull'importanza della coscienza storica, su un'antropologia che non opponga uomo ed ambiente, sulla (desiderabile) accettazione dell'eredità delle religioni anche quando queste vengano formalmente abbandonate, su un sapere critico-filosofico di tipo socratico, su un fare artistico non assoggettato alle leggi del mercato, sull'intreccio tra riproduzione culturale e riproduzione biologica, e su una scienza ""comprensiva"""" non assoggettata ai dati di fatto. Al di là di questa rassegna molto generica (e certamente incompleta) di dimensioni culturali che si suppone una buona educazione moderna debba abbracciare è restato aperto l'interrogativo se sia possibile formulare un ideale formativo forte, come una volta si usava nelle scuole, identificare cioè i """"maestri"""" e magari anche l'equilibrio desiderabile tra le varie sfere della cultura - letteraria, scientifica, artistica, filosofica, pratico-operativa e via dicendo. Il canone tradizionale della cultura, se mai ce n'è stato uno, è stato messo in discussione, non solo per effetto del successo di nuove discipline, ma anche delle polemiche che un sedicente """"popolo"""" ha scatenato contro i privilegi anche culturali delle élites. L'idea di questo volume nasce in parte proprio in risposta alle pretese arroganti di fare piazza pulita della cultura...» (Dall'Introduzione)"" -
Acqua tinta
Dolce la vita, nella città di Palermo di fine Settecento, detta La Felicissima. Dolce soprattutto se protetti dalla nobiltà, come il medico letterato Giovanni Meli, stimato per il suo sapere, ammirato per i suoi poemi, idolatrato dalle più belle dame dell'alta società cui dedica molti dei suoi versi. Un po' meno dolce se ci si trova all'estremo opposto della scala sociale, come la giovane Rosalia, tanto bella di tratti e altera di modi da essere chiamata La Principessa nell'infimo quartiere in cui vive. Due distinte esistenze, due diversi destini, che però per un breve tratto si incrociano, perché Rosalia, spinta dal desiderio di affrancarsi dalla povertà che vive come una condanna, si rivolge ai servigi di una vecchia che ha fama di strega, e Giovanni Meli verrà a sua volta coinvolto nella vicenda come medico. Al centro di tutto, un'acqua misteriosa, dotata di proprietà devastanti, e un certo numero di morti poco chiare, tutte di povera gente, che non interesserebbero a nessuno se non fosse che, in seguito a una denuncia, la vecchia comincia a parlare, svelando segreti, rivendicando complicità. Basato su personaggi realmente esistiti e situazioni storicamente accertate, questo romanzo dipinge un intero mondo, quello di una società raffinata e di grande fascino, ma chiusa, basata sul bene di pochi, e tuttavia già percorsa da inquietudini sotterranee che preludono alla nascita di una nuova era. -
La storia dell'arte nelle esperienze e nei ricordi di un suo cultore
Ancora una volta, dopo scrittori e saggisti di sensibilità difforme e al di fuori del revival, pure nostalgico, di qualche decennio fa, è data l'occasione di rinnovare l'interesse per qualche aspetto del tema ""Grande Vienna"""", sulla base delle testimonianze di chi, in quella già gloriosa capitale imperiale, visse ed operò prima e dopo la catastrofe del 1918. L'anniversario della cui preparazione, del resto, è appena iniziato in questo 2014. E Julius Ritter von Schlosser-Magnino (1866-1938), dopo Wickhoff, Riegl e Dvorak, l'ultimo maestro di un aspetto della cultura, la storia dell'arte, non privilegiato nelle più classiche ed autorevoli ricostruzioni storiche della realtà e del mito di cui, nel tempo, la capitale asburgica è divenuta oggetto e soggetto. Grande umanista di confine si potrebbe definire lo Schlosser, il cui libro memorando e ben noto agli specialisti, ma forse dimenticato rispetto all'ineludibile """"La letteratura artistica"""" - viene riproposto accompagnato da uno scritto autorevole di Artur Rosenauer, maestro di quella insigne Scuola universitaria e di Sandro Scarrocchia, il più originale interprete italiano di quella stessa realtà accademica e culturale."" -
Mitologie bianche. La scrittura della storia e l'Occidente
Scegliendo un percorso teorico particolarmente ardito, Young decide di tralasciare la facile critica dei discorsi egemonici dell'imperialismo e dell'orientalismo confrontandosi a viso aperto con l'etnocentrismo di alcuni dei più famosi interpreti del pensiero materialista di indipendenza ed emancipazione: Hegel, Marx, Sartre, Althusser, Foucault. Quello che viene messo sotto accusa in queste pagine è il mito - oggi in fatale declino - di una narrazione che vede l'Occidente unico protagonista e il cosiddetto Terzo Mondo relegato sullo sfondo, sorta di presenza-assenza immobile e senza tempo. Per Young teorici come Said, Spivak, Bhabba hanno dato vita a un progetto volto a decolonizzare la ""Storia"""" e a decostruire 1' """"Occidente"""", battendosi per il riconoscimento delle storie plurali del Sud e sostenendone le lotte locali. La forza sovversiva delle loro strategie mette in luce quel rapporto fra storia e teoria, fra politica e conoscenza che percorre come un filo rosso la struttura del libro e l'evoluzione stessa dei dibattiti sul postcolonialismo."" -
Fare la pace. Vincitori e vinti in Europa
"Le paci"""", non le """"guerre"""": questo il rovesciamento di prospettiva che propone Sergio Valzania. Non si tratta di un percorso convenzionale. Al contrario: la fase della soluzione dei conflitti e della ricerca di nuovi assetti di convivenza viene di solito trascurata, ma la sua forza epica è solo in apparenza minore. Dalla visione della pace appartenuta alla Grecia classica, che la interpretava come una situazione di equilibrio in un contesto di rivalità permanente fra le poleis, alla conferenza di Washington del 1921. Un insolito punto di vista per un excursus sulla storia d'Europa che mostra come la pace non sia un momento di pausa tra una guerra e l'altra, ma richieda un impegno e una consapevolezza spesso maggiori rispetto al conflitto. La pace rappresenta un obiettivo da conquistare con determinazione, pazienza e perseveranza; il suo conseguimento, e più ancora la sua difesa, costituiscono un successo politico, a volte il maggiore che un uomo di Stato possa sperare di ottenere. Presentazione di Alessandro Barbero." -
Razzismo. Un'origine illuminista
Il razzismo ha rappresentato per oltre due secoli la più pericolosa infezione dello spirito nella cultura occidentale. Il trauma del nazismo ha costretto a una riflessione accentrata quasi monotematicamente sulla Shoa. In questo studio si è voluta ricostruire più complessivamente la storia del mito della razza, individuando nei filosofi che fondano il pensiero moderno le radici di un nuovo atteggiamento di fronte al genere umano. Nella sua esperienza di amministratore di una grande metropoli (è consigliere comunale di Roma) Marco Marsilio ha affrontato i temi del confronto tra culture differenti, dell'integrazione etnica, dei conflitti di civiltà. Temi che sono alla base degli studi dai quali è nata questa opera. -
Bruno Trentin. Lavoro, libertà, conoscenza
Bruno Trentin. Lavoro, libertà, conoscenza prende in esame la figura e l'opera di Bruno Trentin (1926-2007), la sua azione di dirigente sindacale e di uomo politico, i suoi numerosi scritti nel quadro della storia dell'Italia repubblicana e delle trasformazioni indotte dai processi di globalizzazione. Da questa riflessione, condotta da punti di vista disciplinari e sensibilità politico-culturali differenti, fuoriescono con nettezza il significato e l'importanza del tutto particolari rivestiti da Bruno Trentin nella pratica e nell'analisi teorica delle lotte del lavoro e dell'approfondimento dei suoi problemi. Un contributo storico, ricco di proposte, intuizioni e riflessioni capaci di interpretare gli accadimenti ed i loro possibili sbocchi sindacali e politici in un progetto di accrescimento della libertà e del ruolo sociale e culturale del lavoro in maniera eccezionalmente innovativa e anticipatrice. -
Centoquattordici giorni
Da un incontro casuale scaturisce un amore che cambia per sempre le loro vite. Sabrina ha cinquant'anni e lavora allo sportello di un'azienda sanitaria. Per lei lo sportello è una condanna. Un utente del Bangladesh e l'amica Angela la spronano a vivere il proprio lavoro con intensità e così diventa il luogo dove aspetta... di essere stupita. Francesco, di Isernia, la incontra proprio lì. C'è un lampo di simpatia e inizia la loro storia. La passione per la lettura e il desiderio di infinito li accompagnano dalla prima all'ultima pagina. -
Cortázar
L'arrivo in Francia dall'Argentina peronista, la vita a Parigi, le case, la letteratura, gli amori, l'impegno politico, gli amici, la passione per la boxe e il jazz: viaggio a fumetti nella vita di uno dei più originali scrittori argentini del Novecento, protagonista della stagione sperimentale del romanzo europeo e sudamericano. -
La mente 'malata' e la cura repressiva della diversità
«In questo libro vengono esaminati accuratamente i presupposti di un sistema di credenze, che ha esteso il sospetto di patologia a qualsiasi condotta umana arbitrariamente giudicata 'malata', avvalendosi in questo di 'saperi' autoritari che hanno spesso la pretesa di dichiararsi scientifici, posti come sono, al servizio di una cornice ideologico-normativa che peraltro è divenuta parte della loro gestione pseudo-medica e psico-sanitaria. Gestione che ha offerto come soluzioni istituzionali solo 'pratiche curative' da agire sul e tramite i corpi di persone indifese, lasciando la 'cura psichica' agli ambiti privati della psicoterapia. Nel libro viene anche fatta una rassegna delle pratiche diagnostiche, curative disciplinanti, come: l'orrore delle 'terapie' da shock, le psicochirurgie, la violenza dei letti di contenzione e trattamenti sanitari obbligatori, con il loro corredo di pratiche mortificanti, deumanizzate e punitive. Pratiche raccontate come 'cure', in cui la sopraffazione psicofarmacologica è divenuta oggi 'il male' pervasivo e ultimo, legittimato da un mandato sociale di controllo e di contenimento istituzionale, immodificato nella sostanza. Di cui l'avallo morale e giuridico a dispositivi repressivi e segregativi, con la spoliazione nel deumanizzato paziente di ogni potere e diritto, gli riconosce solo come identità una strumentale condizione di 'malato di mente'. Reinterpretando i disagi, i disadattamenti, le disabilità sociali, le disperazioni, le ribellioni e altro, si è ulteriormente accettato che a molte persone sia sistematicamente negato il diritto di 'esserlo' attraverso invalidanti etichette diagnostiche e dannose cure repressive.» -
Filosofia di strada. La filosofia-in-pratica e le sue pratiche
Da circa trent'anni, a partire dalla Philosophische Praxis del tedesco Gerd Achenbach, si va diffondendo nel mondo la professione del filosofo 'pratico'. In cosa consiste questa professione? Perché qualcuno potrebbe bussare allo studio di un filosofo e chiederne la consulenza? Quali gli elementi di continuità e le novità rispetto alla millenaria tradizione filosofica occidentale? Che caratteristiche differenziano le pratiche filosofiche rispetto all'insegnamento della filosofia, alle psicoterapie e alla assistenza spirituale di tipo religioso?A queste domande risponde uno dei pionieri della ""filosofia-in-pratica"""" con una trattazione che, per la prima volta nella letteratura internazionale sull'argomento, offre un quadro completo della tematica: ad uso soprattutto degli aspiranti filosofi professionisti, ma anche dei potenziali 'visitatori'.""