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L' estate delle cicale
Una calda estate assolata, due bambini sulla soglia della preadolescenza, abbastanza grandi per mille avventure, non ancora così grandi da poterle affrontare senza i genitori. Una casa sull'albero. Una litigata per motivi futili. Un allontanamento che diventa distanza. Anni trascorsi lontani. E poi una nuova generazione di bambini che riscopre la casa sull'albero, e la vecchia amicizia. Età di lettura: da 11 anni. -
Ciao. Chi sa osservare un cuore sul suo cammino lo trova sempre
Antonella Renda ci propone un suo nuovo lavoro, dopo ""Rimando l'ironia"""", proposto nel 2013 e accolto con favore dai lettori, che hanno apprezzato la leggerezza della composizione che caratterizza le gioiose rime, dalle quali, però, traspaiono spunti di riflessione più profonda, a tratti malinconici. Come del resto può essere una vita felice, vissuta nella sua pienezza. Più circoscritto il tema di questa seconda raccolta, il cuore, inteso come generatore di forti sentimenti verso chi ci sta attorno e all'interno della nostra anima. Di cuore (o amore, senza retorica) in queste pagine se ne parla in tre modi: """"cuore di mamma"""", """"cuore di amici"""" e """"sogni nel cuore"""", come dire l'amore nella famiglia, in primis quello della mamma che, attraverso le generazioni può essere anche nonna ma resta eternamente """"la mamma""""; l'amore verso l'esterno, che si realizza attraverso l'amicizia; l'amore che vive dentro di noi, che cresce nel nostro cuore e non è detto che da lì voglia uscire."" -
Battista Antonelli e il monte frumentario di Gatteo
Grazie al lavoro di Ottaviani, realizzato anche tramite lo spoglio di documenti afferenti all'Archivio storico del Comune di Gatteo, si scopre un Battista Antonelli inedito, che permette perciò di restituire ai cittadini di Gatteo memoria scritta della storia del Monte frumentario, Istituzione che per più di duecento anni ha segnato la storia degli abitanti del Comune, sostenendo i più poveri, tutelando chi si trovava ad attraversare periodi di difficoltà economica. Questa pubblicazione permette anche il recupero della memoria nei confronti degli Antonelli. -
Franco Gaglio, sindaco tra la gente. L'esperienza di sindacalista e di politico-ammininistratore pubblico a Castel Bolognese
Dopo anni di amministrazione democristiana, nel 1975 un sindaco comunista viene eletto a Castel Bolognese, alla fine di un'intensa campagna elettorale. Il nuovo sindaco era Franco Gaglio, che fino a qualche anno prima era stato segretario prima della locale Camera del Lavoro, poi del Partito comunista, sempre a Castel Bolognese. Se qualcuno si aspettava aspri contrasti tra i vecchi e i nuovi amministratori rimase deluso, perché Gaglio operò sempre nel rispetto di tutti, cercando di ottenere il meglio per la cittadinanza, senza cadere nella rigidità ideologica. Disponibile all'ascolto e attento alle esigenze di ognuno, Gaglio, nel suo doppio mandato, dal 1975 al 1985, fu veramente il sindaco di tutti, che si impegnò per incontrare le persone e per fornire alla gente occasioni e motivi di contatto e di dialogo, come traspare anche dal bilancio che fa della sua esperienza di sindaco, nel quale mette in evidenza i buoni rapporti con tutte le componenti della comunità locale. -
Nel buio, le mie colonne d'Ercole
E sia, torno a darvi in pasto versi, a far poesia e, nel farlo, non mi sfugge la circostanza in forza della quale questa decisione incontrerà il favore di alcuni (pochi), ma anche - ed anzi soprattutto - la ""sarcastica disperazione"""", per usare un eufemismo, di altri (molti) ed il totale disinteresse - per non dire l'assoluta indifferenza - di altri ancora (tanti, tantissimi, praticamente tutti). Dice un adagio popolare - o meglio, un bistrattatissimo luogo comune - che il primo amore - anche se è finito male (e non è questo il caso) - non si scorda mai; anzi, aggiungo io per esperienza diretta, si tenta vanamente di rinverdirne i fasti ogni volta che si può, ogni volta che se ne avverte il bisogno, e così faccio io: perché? Semplice: l'estrema vacuità di cui mi pare sia intriso questo nostro tempo mi spaventa - son sincero - tanto che avrei proprio bisogno di un abbraccio."" -
La verità un giorno che verrà. Diario di Alfredo Giovannini (Lugo, ottobre 1944 - aprile 1945)
Il fotografo lughese Alfredo Giovannini, nato nel 1890, fu uno spirito ribelle e intraprendente. Riuscì a coniugare la sua professione e il suo carattere anche durante l'occupazione tedesca della sua città tra la fine del 1944 e la liberazione in aprile del 1945, spostandosi a suo piacimento tra vie e piazze, fotografando clandestinamente gli avvenimenti, in gran parte funesti, e tenendo un accurato diario quotidiano per tutto il periodo. -
In poche parole
"In Poche Parole"""" non è un'?autobiografia. Nonostante ciò, nel leggere questa raccolta si ha un'?opportunità di conoscere meglio l'?autore: una persona fortemente legata al territorio imolese e alla sua storia, spinta da forti ideali, ma non da ideologie, sicura dei propri valori ma anche capace di guardare in faccia i fatti. Veniamo a conoscere una persona che, per usare le sue stesse parole, si è? dedicata alla ricerca dei """"valori autentici della vita.""""" -
Storia di uno sminatore imolese. «Abbiamo rischiato la vita per fare guerra alla guerra»
Mario Zanella è stato uno sminatore civile che ha iniziato la campagna lavorativa a Imola nella primavera del 1946 e l'ha proseguita fino alla fine, il 31 ottobre 1948, quando da poco aveva terminato la bonifica di un tratto del corso del fiume Panaro vicino a Pavullo. Il suo resoconto dettagliato e i dati dell'archivio del comune di Imola riguardo alla presenza di ordigni bellici nel territorio comunale sono stati pubblicati per la prima volta in questo libro, rendendo pubblica la testimonianza completa, e probabilmente l'unica, della vita quotidiana e degli interventi degli sminatori civili in Italia settentrionale. -
Su tutti i fronti. Giovani compaesani di Longastrino nei diversi scenari dell'ultimo conflitto mondiale
Dal comune luogo di origine, il paese di Longastrino, i giovani furono inviati ""su tutti fronti"""" di una guerra mondiale. Per mezzo delle interviste i 18 protagonisti raccontano le loro vicende di soldati, la loro prigionia, il ritorno a casa. Dalle loro parole si apprendono fatti noti già attraverso altre fonti: le grandi navi della Regia Marina, i fanti nei Balcani e in Grecia, gli alpini in Russia, il servizio o la diserzione dall'esercito della Repubblica di Salò. Penose marce di prigionieri in trasferimento, la vita nei campi di prigionia, la lotta quotidiana per sopravvivere e la speranza in un ritorno a casa."" -
Fiorella Baroncini, il pensiero rivolto al futuro
Sul settimanale imolese ""sabato sera"""", tra il 1969 e il 1990, Fiorella Baroncini ha scritto oltre 170 articoli su temi che testimoniano la varietà dei suoi interessi, dalla condizione femminile all'importanza delle strutture sociali a sostegno delle categorie più deboli, dall'istruzione ai temi politici, visti sia nell'ottica di chi amministra una città, sia della donna attiva nel partito di cui fa parte, senza trascurare i temi dell'ambiente. Quel che importa di più, però, sono la sua visione lungimirante, l'attenzione per problemi ancora oggi da affrontare compiutamente che rendono attuali i suoi scritti anche per il lettore contemporaneo."" -
E materiél spirituél. Versi in vernacolo quasi romagnolo
Il percorso di ricerca di Roberto Ramoscelli attraverso la poesia in ""dialetto quasi romagnolo"""" si orienta ora verso la sfera filosofica e teologica, senza abbandonare lo spirito delle quattro raccolte precedenti, che si riconoscono nella valorizzazione di tradizioni popolari del suo paese e nell'analisi di argomenti di attualità. Quest'ultima raccolta approfondisce gli aspetti che hanno sempre costituito il suo """"spirito militante"""", le tematiche affrontate non sono mai distanti dall'approccio con cui l'opera si presenta, evidenziando una ricerca di lunga durata e profonda, inglobante aspetti di rilevanza metafisica e religiosa."" -
Il tabernacolo di Montefune del Beato Angelico. Vicende e peripezie di un'eccellenza artistica nella valle del Santerno
Il trittico di San Domenico a Fiesole, dipinto dal Beato Angelico, era completato da un tabernacolo con due angeli adoranti sui lati e un ""Hecce Homo"""" sull'usciolo. In queste pagine Emilio Prantoni ricostruisce le vicende di questo tabernacolo, alienato dalla composizione originaria, del quale si erano perse le tracce. L'ipotesi, solidamente dimostrata, è che il tabernacolo fosse stato portato nella chiesa di Montefune, frazione di Castel del Rio (BO) e che, successivamente smembrato, le sue parti superstiti siano finite nei musei del Louvre e dell'Ermitage."" -
Due sorelle. Testo spagnolo a fronte
Due sorelle si osservano e si guardano, giocando e ridendo insieme. Lo sguardo è diretto al corpo: naso, braccia, orecchie, cuore, gambe. ""Il cuore mio, il cuore tuo, tum tum, tum tum"""" """"Mi corazón, tu corazón, pom pom, pom pom"""". La scelta di mantenere anche l'originale spagnolo, accanto alla traduzione italiana di Teresa Porcella, impreziosisce il testo, con un gioco di rimandi ritmici e sonori. Le illustrazioni all'acquerello sono essenziali e poetiche: poche pennellate tratteggiano le protagoniste, inconsapevoli modelle di un tenero occhio adulto."" -
Che cos'è, mamma? Che cos'è, papà?
Un piccolo bradipo, che non dorme mai, è molto curioso del mondo che lo circonda, che vede dietro a un alto muro che lo separa dal mondo degli umani. Di tutto chiede spiegazione a due genitori assonnati e pazienti, che non hanno risposte per le sue mille domande. Finché il piccolo bradipo non trova il modo di uscire dal rassicurante e noioso mondo in cui vive... Età di lettura: da 3 anni. -
Blu di Barba. Ediz. illustrata
La fiaba di Barbablù è un classico. La troviamo nelle tradizioni orali e filtra tra le maglie della storia, riconoscendo nei personaggi storici realmente esistiti la permanenza della terrificante fiaba di questo uomo ricco che uccideva le mogli appena sposate. Barbara Ferraro riscrive in versi la fiaba, sul filo della traduzione ottocentesca che Collodi fece della fiaba di Perrualt. Le inquietanti e suggestive illustrazioni di Srimalie Bassani completano la fiaba. La scelta di rappresentare i personaggi sotto forma di animali riprende la tradizione classica per cui la capra (Barbablù) è un animale infido e spesso associato al maligno, mentre Occhi di Sole, la sposa, è una volpe, simbolo di furbizia e di astuzia. -
Le cose così come sono
Vedere le cose così come sono: è questo che la mamma dice a Viola. Guardare oltre a se stessi e ai propri bisogni, sapere vedere le cose nella loro interezza e non solo come appaiono. Difficile? Certamente, fa parte del crescere; e Viola, che frequenta la seconda media, inizia ad aprirsi agli altri. Non più la timida bambina che giudica i vicini solo in base alle proprie necessità o dal basso della propria fanciullezza, ma con rapporti più paritari, dove prendersi cura di un cagnolino diventa occasione per scoprire che la vicina di casa è burbera ma sincera e accogliente, per uscire dai propri giri soliti e conoscere realtà diverse, per capire che il padre che ora sta sempre sul divano, in realtà è in una difficile situazione lavorativa. Età di lettura: da 10 anni. -
Il fiume dove crescono gli alberi
Con le parole, Roberto Boldrin riesce a farci vedere un mondo diverso, a volte aspro e crudele, a volte dolce e solidale oppure ironico e disincantato, in ogni caso evocato da uno stile di scrittura in cui il significato delle parole viene ampliato, cosicché esse si elevano, ci consentono di vedere oltre il senso quotidiano del nostro parlare e ci permettono di accogliere senza difficoltà il messaggio poetico dell'autore. L'uso originale e piacevole della lingua non può comunque esulare dai contenuti, che variano dalla riflessione intima sui sentimenti all'impegno sociale, alla solidarietà universale. -
Le parole che dicono. Pensieri per aforismi
Dalla prima pagina gli aforismi diventano il sentiero che indirizza all'?uso ragionato della mente: una sorta di ""cura"""" ai malanni del cervello."" -
Un cartoccio di parole. Empatia
Questo libro di racconti nasce in collaborazione con il Festival Parole al cartoccio di Cesenatico, dedicato alla Letteratura per bambini e ragazzi. Un cartoccio di parole contiene parole di tutti i sapori. Gli autori di questa antologia giocano con una parola in comune, cucinata in modi diversi: è una parola che ci racconta che l'altro è simile a noi, che possiamo anche provare a metterci nelle sue scarpe, che possiamo provare a entrare nei suoi gesti, nei suoi pensieri, nelle sue emozioni, anche. Parola poco usata, ma molto preziosa: ci racconta di noi e degli altri, la possiamo tradurre in versi e possiamo anche disegnarla. Questa parola è 'empatia': perfetta per chi ha fame di storie. Età di lettura: da 10 anni. -
La 36ª Brigata Garibaldi «Alessandro Bianconcini»
Questo opuscolo è sostanzialmente la riproduzione dei pannelli di una mostra curata dal Cidra in collaborazione con l'Anpi e con il contributo della Regione Emilia-Romagna, esposta nel dicembre 2016 e che aveva per oggetto la 36ª Brigata Garibaldi ""Bianconcini"""". Sono state aggiunte le testimonianze di Orlando Rampolli, Renzo Ricci Picciloni e Marino Sangiorgi. Era ormai da tempo che non si focalizzava l'attenzione sulla lotta di liberazione nelle montagne del territorio imolese e faentino e della resistenza combattuta in generale e questo per una serie di motivi: l'attenzione che questo tema ha avuto nel passato è stata spesso accompagnata da una narrazione non priva di enfasi, più o meno accentuata a seconda del contesto politico in cui ci si trovava; la difficoltà nell'immaginario collettivo a riconoscersi tout court in quell'esperienza; la riscoperta di altre narrazioni come quella degli Internati Militari Italiani, del II Corpo d'Armata Polacco e degli eserciti liberatori a lungo sottovalutate.""