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Tra poesia e physiologia. Il sublime e la scienza della natura
Uno schema storiografico piuttosto frequente tende a distinguere il sublime degli antichi, che ha un accento prevalentemente retorico inteso a definire una certa istanza di grandezza per entro al discorso letterario, dal sublime dei moderni, che ha invece un accento prevalentemente filosofico, volto a definire un certo tipo di rapporto tra l'uomo e la natura. Gli studi più recenti hanno però dimostrato che, nella cultura greca e latina, l'idea di un sublime naturale non era ignorata e si esprimeva soprattutto attraverso una sensibilità cosmologica cui dava voce la poesia ispirata dalla physiología, cioè dalla scienza della natura. Lungi dal riuscire occasionale, l'interesse degli antichi per il sublime della natura non era meno importante dell'interesse per il sublime dello stile. -
La dottrina di Sergio Fois
Il volume raccoglie gli interventi tenuti in occasione dell'incontro di studio dedicato alla dottrina di Sergio Fois organizzato nell'autunno del 2011 presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia. In tale contesto, sono stati ripresi alcuni dei temi centrali nel pensiero dell'autore, che si contraddistingue per una decisa impronta individualistica di matrice liberale e per l'attenzione costantemente riservata, da un lato, alla problematica delle libertà e, dall'altro lato, agli istituti giuridici che ne costituiscono l'essenziale presidio nell'ambito dello Stato democratico di diritto.... -
Lezioni magistrali di diritto costituzionale
La scienza del diritto costituzionale italiana ha conosciuto nel dopoguerra una stagione di grande fermento, nel corso della quale una generazione di giuristi che si erano formati durante la vigenza dello Statuto albertino cominciò ad analizzare la nuova realtà della Costituzione repubblicana. Una Costituzione alla cui redazione in taluni casi essa aveva anche contribuito e che tracciava un progetto politico-istituzionale per molti versi inedito (basti pensare all'ampliamento del catalogo dei diritti fondamentali o all'introduzione ex novo delle Regioni e della Corte Costituzionale). A tale nucleo iniziale si è poi progressivamente affiancata una classe di studiosi giunta alla maturità nella seconda metà del secolo scorso, che è stata chiamata ad applicarsi soprattutto sui numerosi passaggi della trama costituzionale lasciati incompiuti in Assemblea costituente, là dove, per comporre orientamenti ideologici e culturali talora addirittura divergenti, si dovette ricorrere a soluzioni di compromesso, rinviando al futuro una definizione più precisa di determinate materie. -
Intuitivamente liberi. Il contributo della filosofia sperimentale al dibattito sul libero arbitrio
Difficilmente le persone rinuncerebbero all'idea di essere creature che decidono e agiscono liberamente. Considerata l'attuale impasse concettuale, alcuni filosofi hanno iniziato a praticare filosofia sperimentale indagando, tramite metodi empirici, la nozione intuitiva di libertà delle persone comuni: i cosiddetti non filosofi. Qual è l'idea ordinaria di libero arbitrio? Perché le persone si ritengono libere? Come reagirebbero se la scienza provasse che il libero arbitrio è niente più che un'illusione? La filosofia sperimentale si propone di fornire un contributo innovativo al dibattito sul libero arbitrio e sulle risposte intuitive che esso produce. -
Carducci, la storia e gli storici
Il volume - che nasce dal progetto di ricerca Gli interessi storici e storiografici nella poesia e nella prosa di Giosuè Carducci, coordinato dal prof. Guido Capovilla - raccoglie i saggi di due generazioni di studiosi carducciani: Laura Fournier-Finocchiaro, Marco Sterpos, Alberto Brambilla, Fulvio Senardi, Valentina Gallo, Stefania Baragetti, Emilio Torchio. Il saggio di Capovilla Venezia e la sua storia nell'opera di Carducci è rimasto incompiuto. Un'incompiutezza, a cui queste parole carducciane ci fanno rassegnare: ""ma la storia è quel che è: volerla rifare noi a nostro senno, voler... cancellar d'un frego di penna le pagine che non ci gustano... è arbitrio"""". In una pagina famosa, Benedetto Croce riconosceva che l'""""ideale poetico"""" di Carducci aveva un evidente """"aspetto letterario ed erudito """": di conseguenza, """"nella [sua] lirica, doveva riversarsi la storia"""". Ed è una storia che abbraccia tutto l'arco cronologico: dalle battaglie omeriche fino a quelle risorgimentali (da Achille a Goffredo Mameli)."" -
Sulla rappresentanza
Il concetto di rappresentanza si situa al cuore della costruzione della nozione di Stato moderno: tutti i teorici e i filosofi dello Stato moderno hanno sviluppato una teoria della rappresentanza. Così, per Hobbes lo Stato è un organismo artificiale che non può parlare se non per il tramite dei suoi rappresentanti. Una siffatta costruzione dello Stato moderno non è tuttavia opera dei soli filosofi. Anche i giuristi vi hanno partecipato sviluppando, nell'ambito del diritto costituzionale, una dottrina sulla rappresentanza (così come essi hanno elaborato una dottrina della sovranità). Così facendo, tuttavia, essi non hanno semplicemente dato vita ad una dottrina sintetica della rappresentanza, bensì hanno costruito empiricamente una dottrina della rappresentanza in relazione a quella della sovranità... -
Prove d'autore. Genetica e tematiche strutturanti nell'officina di Italo Svevo
Nell'ambito di una considerazione ormai sempre più completa e circostanziata dell'intera opera di Italo Svevo, questo studio torna a occuparsi delle narrazioni brevi dello scrittore triestino, analizzandole secondo nuove prospettive e nuove chiavi di lettura, e assumendole come ""prove"""" di un laboratorio di ricerca vivo e fecondo, che intreccia e contamina con grande vivacità generi e stili, e testimonia un fervore d'invenzione, che non varia d'intensità neppure negli anni del più assorbente impegno di lavoro nella ditta Veneziani. L'attenzione a queste forme di scrittura narrativa, ancor oggi talora etichettate come """"minori"""", permette di allargare lo sguardo oltre gli esiti più celebrati della creatività di Svevo, e di riconsiderare dunque nella sua complessa logica interna un metodo di lavoro che procede per connessioni e innesti talvolta sorprendenti. Con una prefazione di Mario Sechi."" -
Tra estetica, poetica e retorica. In memoria di Emilio Mattioli
L'intento condiviso dagli studiosi italiani e stranieri che hanno voluto contribuire al presente volume è quello di rendere omaggio alla memoria di un amico, di un maestro, di un interlocutore prezioso: Emilio Mattioli. Emilio Mattioli sapeva radicarsi nel presente anche quando dirigeva lo sguardo al passato, contemplando le più antiche stagioni della filosofia e della letteratura senza alcuna nostalgia e senza alcuna forzata attualizzazione. Anche per questa via egli si mostrava fedele al metodo del suo maestro, Luciano Anceschi. Un metodo che gli permise di farsi testimone esemplare di quello speciale connubio di teoria e di pratica che sollecita la responsabilità dell'autore senza mai assolverlo dai rischi di un risoluto impegno intellettuale e civile. -
Prose dal dissesto. Antiromanzo e avanguardia negli anni Sessanta
Gli anni Sessanta del Novecento sono stati teatro di un fenomeno letterario che oggi molti ritengono del tutto archiviato. In quel decennio, infatti, un folto gruppo di autori si è dedicato alla composizione di romanzi polimorfi, discontinui, eccessivi, disarmonici, finanche illeggibili secondo i parametri che attualmente regolano la scrittura e la lettura. Nato nell'alveo del Gruppo 63, oggetto di un'accesa riflessione teorica, il romanzo sperimentale italiano degli anni Sessanta presenta una fenomenologia ampia e differenziata, esito delle assai diverse voci che lo hanno di volta in volta caratterizzato. Questo studio tenta di restituire la pluralità di quell'esperienza, e anziché tracciare una storia o limitarsi a ribadire le posizioni teoriche interne al dibattito, prova a sollecitare i testi, risvegliando le pagine in un mobile mosaico di sondaggi critici, assemblato intorno ad alcuni snodi prospettici fondamentali. Si vedrà allora quanto abbiano ancora da dire questi strani romanzi di Sanguineti, Malerba, Manganelli, Arbasino, Vasio, Spatola, Balestrini, Porta, Ceresa e Di Marco; e quanto il loro attraversamento possa ancora offrire una verifica inedita della nostra capacità di interpretazione della realtà. -
Intavulare. Tavole di canzonieri romanzi. Canzonieri provenzali. 12. Paris, Bibliothèque Nationale de France f (fr. 12472)
Orientarsi entro una congerie di materiali manoscritti, costruirsi un chiaro quadro complessivo del loro contenuto e ordinamento, sì da poterne far uso razionale secondo il proprio programma di lavoro, è esigenza preliminare, cui è spesso tutt'altro che semplice dare soddisfacente e compiuta realizzazione. Non si tratta soltanto di mettersi in grado di reperire con la prontezza desiderata testi ed autori. Occorre altresì riconoscere i criteri che hanno guidato la scelta e la seriazione dei singoli testi e le modalità della compilazione: individuarne, anche attraverso la comparazione con altre raccolte analoghe, rilevando convergenze e divergenze, intenzionalità e caratteristiche peculiari di struttura. Massimi fruitori di manoscritti, i nostri umanisti usavano compilarne, per propria comodità e per scambievole informazione, tavole descrittive del contenuto e indici, per alphabetum o per materia, destinati, per loro natura e funzione, a circolare anche separatamente dalle fonti: strumenti di consultazione anche per gli studiosi posteriori. Quest'attività, era da loro designata con il termine caratteristico di ""intavulare""""."" -
Il trovatore Rostainh Berenguier de Marseilha
Questa è la prima edizione propriamente critica di Rostainh Berenguier de Marseilha, trovatore per il quale fino ad oggi si doveva ricorrere all'edizione semidiplomatica (e priva di commento) procurata da Paul Meyer nel 1871. L'attività poetica di Rostainh Berenguier si svolge tra gli ultimi anni del s. XIII e le prime decadi del successivo, in un momento in cui la lirica trobadorica è ormai prossima all'estinzione, ma sebbene non si tratti della voce più originale (o più autorevole) delle ultime generazioni, il suo esiguo corpus lirico merita comunque attenzione, in quanto importante trait-d'union tra la grande stagione trobadorica e la tarda scuola tolosana sorta intorno al Concistori del Gay Saber. A partire da un controllo diretto dell'unico manoscritto che conserva i testi del trovatore, il canzoniere f (Paris, BnF, fr. 12472), e contestualmente a uno studio sistematico dell'intero codice, questa edizione sottopone a nuovo esame critico i problemi testuali lasciati aperti da Meyer e fornisce per ogni testo un dettagliato commento teso a evidenziare il profondo legame di Rostainh Berenguier con tutta la tradizione precedente. -
Crisi. Condizione e progetto
Innanzitutto, pare chiaro che, nell'intervallo che va dal settembre 2001 alla grande crisi economica apertasi nel 2008 e tuttora in corso, una fase si sia chiusa: la fase del predominio di una potenza unica, sotto il segno di un capitalismo globalizzante capace di imporre il suo sistema altrettanto unico, la democrazia liberale. Non abbiamo più una potenza unica, ma una pluralità di potenze, di cui alcune (Cina, Brasile) fuori dall'area occidentale; riesplode dunque il conflitto, e anche la possibilità della guerra, non più relativamente controllata da ombrelli duplici o unici; non esiste più l'equazione capitalismo-liberaldemocrazia, ma, al contrario, in molti paesi (fra cui l'Italia e forse buona parte dell'Europa), lo sviluppo capitalistico sembra poter essere garantito solo da una democrazia autoritaria o populista, cioè da una forma mascherata di totalitarismo... Gli autori: Massimo Amato, Riccardo Bellofiore, Stefano Berni, Alessandro Colombo, Ubaldo Fadini, Francesco Aribaldo, Manlio Iofrida, Diego Melegari, Stefano Righetti, Valerio Romitelli. -
Danza e spazio. La metamorfosi dell'esperienza artistica contemporanea
Che cosa s'intende per spazio e per luogo della danza? Che rapporto intrattiene il corpo con questi due termini? E in che maniera lo spazio contribuisce, poi, alla creazione coreografica? Che ruolo occupa a livello drammaturgico e nella relazione con il pubblico? Con un excursus che attraversa la danza postmoderna americana, il teatro-danza tedesco, la non danza europea, la danza urbana e la danza d'autore, particolarmente italiana, il volume presenta una riflessione inedita dell'interazione tra danza e spazio, illustrandone i nodi concettuali e le principali tipologie nel confronto con gli sviluppi storici, sociali ed estetici del secondo Novecento. -
Lo stato costituzionale delle libertà come ordinamento azzardato
Nello Stato costituzionale delle libertà l'autonomia è un'idea ""fondativa"""" in un duplice senso: da una parte perché 'democrazia' significa auto-regolazione della comunità politica nel suo complesso, dall'altra perché i diritti fondamentali servono all'auto-determinazione del singolo nella gestione della propria esistenza. Tale Stato diviene un """"ordinamento azzardato"""" soprattutto perché rinuncia tanto alle limitazioni contenutistiche all'esercizio dei diritti fondamentali, quanto alla pretesa (avanzata in passato) d'una identificazione interiore dei consociati coi valori dell'ordinamento statale: al cittadino non si chiede nulla di più che il rispetto del diritto. Quali elementi di coesione, quali vincoli interni della comunità politica possono allora far da credibile contrappeso alle tendenze centrifughe innescate da una siffatta """"libertà della preferenza""""? Antiche concettualizzazioni, un tempo ritenute auto-evidenti, come l'amore patrio o la religione cristiana paiono oggi fragili o obsolete, mentre le nuove proposte come la religione civile e il patriottismo."" -
Atti e contratti tipizzati
Un utile strumento, semplice ed essenziale per lo studio di atti e contratti tipizzati, nato all'interno del gruppo di ricerca in diritto civile dell'ateneo modenese. Un volume che si affianca ai manuali tradizionali, avvicinandosi al genere degli appunti organizzati. Così, per ogni singolo atto o contratto, viene fornita una iniziale definizione ed una sintetica descrizione dei caratteri fondamentali e della funzione. Vengono poi esaminati profili di disciplina, eccezioni o particolarità dell'atto o del contratto in esame. Seguono indicazioni per letture di approfondimento e segnalazioni della più rilevante e recente giurisprudenza in materia, con sintesi delle relative massime. Il tutto viene corredato da un glossario e da alcuni modelli di contratti, effettivamente stipulati nella pratica degli affari. -
Il diritto del diritto, il diritto del potere e l'unità della costituzione
Questo saggio di Hasso Hofmann, uno dei massimi costituzionalisti e filosofi del diritto della Repubblica Federale Tedesca, affronta il tema dei rapporti tra diritto e politica nello Stato costituzionale in un'ottica non convenzionale, specialmente per il lettore italiano, abituato a considerare diritto e politica come cose separate, di cui l'una dovrebbe necessariamente prevaricare sull'altra: o il diritto viene eretto a sistema autoreferenziale, autofondato e autolegittimato, secondo le prospettive del più radicale 'neocostituzionalismo' (apparentemente) antipolitico; o la politica viene innalzata a forza autonoma, che rivendica diritti anche oltre il quadro costituzionale. Hofmann delinea realisticamente, sulla base di riflessioni storico-politiche, il quadro di un Parlamento costituzionale ma facendo sì che le decisioni diventino informazioni che il sistema giuridico può conoscere come diritto. In tal modo il rapporto tra diritto e politica viene reso trasparente; è questa la funzione fondamentale dello Stato di diritto, non quindi di trasformare il diritto in politica, né di violare le regole giuridiche in nome della autonomia del politico. -
Positivismo giuridico
Non v'è scritto di filosofia del diritto che non si misuri, direttamente o indirettamente, con il positivismo giuridico. Eppure l'identità del positivismo permane elusiva. Il saggio si propone di fare chiarezza mediante un'indagine articolata in tre parti. La prima parte si propone di mettere in luce come le perplessità che circondano il positivismo giuridico siano dovute alla confusione tra due indirizzi, nella filosofia del diritto positivo, che pur andando sotto lo stesso nome presentano caratteri distinti. Da un lato, il positivismo ideologico (il ""nudo positivismo"""" censurato da Otto von Gierke), che è positivismo in quanto eleva il diritto positivo a forma esclusiva di diritto. Dall'altro, il positivismo epistemologico, che è positivismo in quanto si propone di applicare alle investigazioni sul diritto l'epistemologia empiristica del positivismo filosofico. La seconda parte è dedicata all'analisi, tuttora paradigmatica, """"del"""" positivismo giuridico offerta da Norberto Bobbio nell'ormai lontano 1961. La terza parte, infine, si sofferma su alcune pagine del positivismo analitico contemporaneo."" -
Mille anni di storia camaldolese negli archivi dell'Emilia-Romagna. Atti del Convegno di Ravenna
Per uno di quei paradossi da cui non va certo esente la storia di quelli che la terminologia ecclesiastica della Chiesa romana definisce ""Istituti di perfezione"""", ossia il vasto mondo degli ordini religiosi, anche il movimento camaldolese, scaturito dalla ricerca d'assoluto di Romualdo da Ravennae dei suoi discepoli, nella solitudine remota delle foreste e dei monti, si è rivelato, nel tempo e nello spazio, di un'eccezionale fecondità sul piano della scrittura o più precisamente, giacché queste righe aprono una riflessione in tema di archivi, delle scritture. Se, infatti, il padre degli """"eremiti razionali"""" - come lo definisce san Bruno Bonifacio - non ha lasciato la minima testimonianza scritta della sua singolare opera di fondatore e di riformatore, le molte generazioni di eremiti e di monaci che ne hanno perpetuato il carisma, avrebbero prodotto una mole davvero impressionante di documenti. Alle origini degli archivi camaldolesi, come degli altri, profani ed ecclesiastici, vi sono chiaramente ragioni di pratica utilità, il bisogno cioè di conservare, contro sempre possibili contstazioni."" -
La dottrina dello stato e la sua crisi. Problemi e prospettive
Introdotta nelle Facoltà di Scienze Politiche in epoca fascista, la Dottrina dello Stato ha poi subito l'affronto di essere definita una disciplina politicamente segnata. In realtà, le sue origini riportano alla statistica del Settecento e, specialmente, al dibattito che nella Germania bismarckiana esplose dopo la fondazione dell'Impero. Cosa è 'Stato' nel momento in cui gli antichi regni cedono il passo alla Prussia che si fa Impero? Può esistere uno Stato senza sovranità? E qual è il rapporto tra Stato e diritto? Subisce anche lo Stato gli effetti delle trasformazioni sociali in un'epoca di conflitti di classe? -
La generalità del diritto
Il volume di H.L.A. Hart, ""Il concetto di diritto"""", diede nuova vita alla filosofia del diritto nel mondo inglese e non solo, definendo l'impostazione dell'argomento che tuttora pervade la disciplina a più di 50 anni dalla pubblicazione del libro. Molto è stato scritto in ordine a vari aspetti del lavoro di Hart, e tuttora il suo libro principale fornisce nuove opportunità per fare passi avanti nella teoria generale del diritto (jurisprudence). In questo saggio, l'autore evidenzia la fecondità del lavoro di Hart, utilizzando il Capitolo 2 del libro come punto iniziale per una discussione sul ruolo della generalità nel diritto. Il Capitolo 2 del volume di Hart è un saggio accidentale sulla generalità del diritto. Hart evidenzia i modi in cui la generalità costituisce una caratteristica necessaria del diritto. Questo resoconto può essere reso più completo, e dovrebbe essere integrato da una spiegazione dei modi in cui il diritto implica necessariamente tanto la particolarità quanto la generalità. L'autore dunque procede a interrogarsi in ordine a cosa significhi """"necessario"""" in tutte queste rivendicazioni.""