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L' atleta di Fano
L'atleta di Fano rappresenta probabilmente uno dei 1500 bronzi fusi da Lisippo tali da renderci diretta testimonianza della grande arte dello scultore. Con questo aristocratico adolescente, così arrogante nel proporsi, Lisippo delinea il primo modello figurativo della nuova stirpe di conquistatori che, guidati dal giovane Alessandro, rivendicheranno alla Grecia la supremazia sulle civiltà mediterranee del passato. Il nobile atleta, vincitore nelle gare, preannuncia il condottiero vittorioso in battaglia e nella sua esemplarità servirà a indicare Agone stesso, simbolo di gloria. -
Lo stile severo in Grecia e in Occidente. Aspetti e problemi
Contributi di diversi studiosi affrontano gli aspetti storico-politici e i problemi tecnici, iconografici, stilistici e ideologici del grande fenomeno artistico e culturale dello stile severo in Grecia e in Occidente. Ai protagonisti della tavola rotonda che ha accompagnato l'inaugurazione della mostra ""Lo stile severo in Sicilia. Dall'apogeo della tirannide alla prima democrazia"""" (Palermo 1990), si sono aggiunti, affrontando un più ampio spettro di interessi, i contributi originali di altri illustri studiosi italiani e stranieri."" -
Ripostiglio della Venèra. Nuovo catalogo illustrato. Vol. 2: Aureliano.
Nel ripostiglio della Venèra una moneta su cinque reca l'effige dell'imperatore Aureliano (270-275 d.C.) e della consorte Severina: si tratta di ben 10.843 monete che rappresentano la più completa documentazione su questo regno ""cerniera"""" che segna la fine dei disordini monetali del terzo secolo e preannuncia le grandi riforme della Tetrarchia e del quarto secolo. L'opera non si limita a una catalogazione del ripostiglio, ma vuole rinnovare la visione del regno di Aureliano e dei suoi principali avvenimenti. Grazie alla ricostruzione cronologica e geografica riesce ad attribuire le monete alle loro zecche di produzione, dividerle per sequenze di emissione, datarle, valutare il volume e la metrologia della serie come pure la loro diffusione nell'Impero."" -
Il guerriero di Agrigento. Una probabile scultura frontonale del museo di Agrigento e alcune questioni di archeologia siceliota
Scultura probabilmente concepita per il frontone di un tempio arcaico agrigentino, il Guerriero di Agrigento (490-480 a.C.) viene presentato in questo studio secondo una nuova ipotesi ricostruttiva che lo interpreta come un gigante caduto in combattimento e che si appoggia allo scudo. Marcello Barbanera inoltre prende spunto dallo studio di quest'opera, eseguita verosimilmente da un artista non di formazione siceliota, per riproporre, su nuove basi euristiche, questioni importanti sulla scultura dei centri greci occidentali e sul significato della gigantomachia sui templi greci in Sicilia. -
Scritti di antichità. In memoria di Sandro Stucchi. Vol. 1-2: La Cirenaica, la Grecia e l'Oriente Mediterraneo-La Tripolitania, l'Italia e l'Occidente
L'opera, in due tomi, raccoglie gli studi con cui 63 esperti di diverse nazioni hanno voluto onorare Sandro Stucchi. I contributi prendono in esame problemi storici e archeologici delle aree geografiche a cui lo Stucchi ha dedicato la sua attività di studioso, la Grecia, la Tripolitania, l'Italia e l'Occidente e particolarmente la Cirenaica, dove dal 1957 al 1991 è stato Direttore della Missione archeologica italiana. -
Tombe tarquiniesi di età ellenistica. Catalogo di 26 tombe a camera scoperte dalla Fondazione Lerici in località Calvario. Ediz. illustrata
Il catalogo comprende una parte dei corredi delle tombe a camera individuate e scavate negli anni fra il 1966 e il 1977 dalla Fondazione Lerici, nella zona della necropoli di Tarquinia detta Calvario. Nella maggior parte essi provengono da tombe già violate e sono composti da una notevole quantità di oggetti sia ceramici che di altri materiali, databili per lo più fra il IV e il I secolo a.C. -
La terra sigillata tardo-italica decorata nel Museo nazionale romano
Il volume costituisce l'edizione completa della cospicua collezione di terra sigillata tardo-italica decorata a matrice, conservata nei magazzini del Museo Nazionale Romano. Lo studio di questa raccolta ha consentito di approfondire gli aspetti relativi alla morfologia delle coppe e del loro repertorio decorativo, alle officine produttrici, alla diffusione e alla cronologia di questa importante classe ceramica. -
La storia epitomata. Introduzione a Floro
Una rilettura di Floro alla luce della problematica recente, dalla quale scaturiscono alcune novità sul metodo di composizione e sull'uso delle fonti, che portano alla rivalutazione di un autore spesso a torto sottovalutato, da identificarsi con il retore-poeta maturato negli anni da Domiziano ad Adriano, ma artefice dell'""opus magnum"""" sotto Antonino Pio, in vista della solenne celebrazione del nono centenario di Roma."" -
La storia delle religioni nella scuola italiana. Un progetto di didattica storico-religiosa
A partire dalla fine degli anni Settanta è stato realizzato in collaborazione fra scuola e università un progetto che costituisce un significativo esempio di come una disciplina già affermata a livello universitario potrebbe fare il suo ingresso nella scuola italiana. Questo volume si prefigge il compito di offrire un materiale di base per studiare il progetto, a partire dai presupposti rintracciabili nell'opera di Raffaele Pettazzoni, ed approda ad una descrizione entro cui si esplica l'attività didattica sperimentale dal punto di vista di uno studente universitario. -
Ercole e Roma
Anche se dal settentrione etrusco e dal mezzogiorno greco venivano ai Romani ideazioni e rappresentazioni di Eracle visto come eroe protetto da Fiera, per secoli i Romani resistettero all'influsso delle civiltà vicine, conservando il loro culto di una suprema divinità ctonia, Ercules il cui nome poteva apparire analogo a quello di Erakles solo a una superficiale filologia. La coppia divina dei Romani, e di altri centri laziali, era formata da Ercole e dalla dea celeste Diana (Diviana): si trattava di culti aniconici. Quando si cominciò a sentire l'esigenza di immagini divine, si mutarono le rappresentazioni dei vicini, senza percepire la profonda differenza del caso di Ercole, che non aveva nessun rapporto con Herakles. -
L' autografo dei quartetti KV 155-160 (134 A, 134 B, 157-159, 159 A) di Mozart nella Musikabteilung della Staatsbibliothek (Preussischer Kultur Besitz) di Berlino
Facsimile a colori della partitura autografa di Mozart, corredato da un saggio di Giacomo Fornari e da un contributo di Giuliano Tonini.rnrnKV 155-160 (134a, 134 b, 157-159, 159a)rnSegnatura: Mus. ,s. autogr. W. A. Mozart 155-160)rnrnDas Autograph der ´Mailänder´ Streichquartette KV 155-160 der Musikabteilung der Staatsbibliotek (Preussischer Kulturbesitz) von Berlinrn(Signatur: Mus. ms. autogr. W. A. Mozart 155-160)rnrnlingua:tItaliano, Inglese, Tedesco -
Richard Wagner. La poetica del puro umano
Si narrano i fatti salienti dell'avventurosa vita di Wagner, soffermandosi sui luoghi che lo videro protagonista, come gli anni di Parigi, Dresda, Zurigo, Tribschen, Bayreuth (un'attenzione particolare viene posta su Wagner in Italia); sugli incontri che ne determinarono il percorso biografico, fra cui quelli con Minna, i Wesendonck, Ludwig II, Cosima; sui rapporti con i musicisti importanti dell'epoca, come Berlioz, Liszt, Chopin, Mendelssohn, gli Schumann, Rossini; sulle influenze che ebbero i grandi filosofi, da Feuerbach a Bakunin, da Schopenhauer a Nietzsche. Fu l'intreccio di pensieri e opere che fece di Wagner un genio. -
Fondi musicali dell'archivio ebraico Terracini. Fondo Saluzzo, fondo Alessandria, manoscritti di musica sinagogale dell'Ottocento
L'insediamento ebraico saluzzese risale alla fine del XV secolo: la cittadina era allora capoluogo del Marchesato di Saluzzo, che passerà ai Savoia nel 1601. Nel 1724 venne istituito un primo ghetto; nel 1795 agli ebrei fu assegnata l'area definitiva, in vicolo Venezia (ora Via dei Deportati Ebrei). Nel piccolo quartiere, le cui case si affacciavano su un unico cortile, vivevano sia banchieri che commercianti e artigiani. Dopo la breve libertà durante gli anni napoleonici, la definitiva emancipazione si ebbe nel 1848 con lo Statuto Albertino: una lapide dipinta in ebraico sul muro di fondo della sinagoga ricorda l'avvenimento e rende onore al re Carlo Alberto. Gli ebrei di Saluzzo s'inserirono rapidamente nelle professioni liberali, nella cultura e nell'esercito. La popolazione ebraica saluzzese, che aveva raggiunto al massimo circa trecento persone, diminuì rapidamente all'inizio del Novecento a causa del trasferimento di molti suoi membri a Torino e in altre città. Nel 1930 la ""Legge Falco"""", fatta elaborare da Mussolini, determinò una riorganizzazione complessiva delle comunità ebraiche italiane: in conseguenza di essa, nel 1931 la comunità fu di fatto assorbita da quella di Torino. Con l'eccezione di una lapide sepolcrale rinvenuta nei pressi della Bormida e data 1477, le prime notizie storiche ebraiche risalgono al 1490."" -
I due mondi di Duni. Il teatro musicale di un compositore illuminista fra Italia e Francia
Argomenti tratti: Dinko Fabris Il punto sulle biografie di Egidio Romualdo Duni; Lorenzo Mattei Duni riconosciuto? Elementi di stile in un oratorio giovanile; Roland Pfeiffer L'esordio operistico di Duni sulle scene romane. Il ""Nerone"""" (1735); Paologiovanni Maione Agili svaghi primaverili: il """"Catone in Utica"""" di Duni al Teatro di San Carlo (1746); Paolo Russo Duni a Parma. Tracce d'archivio tra opera italiana e teatro francese; David Charlton Duni's """"Le Retour au village"""" and the Politics of Parma; Michel Noiray Un opéra-comique """"bourgeois"""": """"L'Ecole de la jeunesse"""" d'Anseaume et Duni (1765); Giovanni Polin """"Un divertimento serio giocoso può far piacere quando sia ben condotto"""". Appunti su alcune sperimentazioni drammaturgico-musicali a Venezia a metà Settecento; Gustavo Malvezzi """"Une bonne et brillante troupe complète d'acteurs en tous genres et d'opéra-comique""""."" -
MEV. Musica elettronica viva
Il Gruppo MEV - Musica Elettronica Viva - fu protagonista nella seconda metà degli anni Sessanta di una autentica rivoluzione copernicana nella concezione del rapporto tra musicisti e pubblico. Dopo gli esordi caratterizzati da una forte connotazione tecnologica ed 'elettrica', MEV si orientò in modo sempre più deciso verso l'integrazione del pubblico, ritenuto portatore di energie creative telluriche e primigenie, nelle improvvisazioni collettive di Zuppa e Sound Pool a partire dal 1968. Furono forse l'intransigenza etica e il rigore teorico delle posizioni del gruppo in merito al ruolo del pubblico che condussero MEV alla sua momentanea dissoluzione, rituale e palingenetica, nel 1970. Attraverso una lettura in controluce della storia di MEV, il libro affronta alcuni nodi fondamentali del dibattito musicologico sulla musica elettroacustica: il rapporto con la tecnologia, il pubblico, l'esecuzione dal vivo. -
Fonti musicali italiane (2013). Vol. 18
Cristina Santarelli Due serie di muse per Vittorio Amedeo I di Savoia e Cristina di Francia: Antiveduto Gramatica e i suoi rapporti con la corte torinese; Chiara Pelliccia ""Mastro Marco Guidi cembalaro"""". Nuovi documenti dall'Archivio Colonna di Subiaco; Marina Vaccarini Il fondo Villa della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Risultati di una prima ricognizione; Annarita Colturato Le feste di Tersicore, ossia la danza nelle raccolte della Biblioteca Nazionale di Torino; Mariateresa Dellaborra Saverio Mercadante teorico e didatta per il flauto. Le integrazioni alla Nouvelle méthode pour la flûte di François Devienne; Virág Büky - Maria Grazia Sità Bartók e l'Italia; Franco Sciannameo Musiche per film di Ildebrando Pizzetti: i manoscritti autografi di Scipione l'Africano, I promessi sposi, Il mulino del Po conservati presso l'Università di Harvard."" -
Musica/realtà (2018). Vol. 116: Luglio.
Quadrimestrale. -
La musica nel mecenatismo di Ippolito II d'Este
Figura di spicco nella curia romana, protettore degli interessi dei re di Francia e dei duchi di Ferrara, il cardinale Ippolito II d'Este (1509-1572) fu uno dei prìncipi della Chiesa più ammirati del suo tempo. Il suo impegno sul piano diplomatico non fu certamente inferiore agli sforzi profusi in qualità di mecenate, nella consapevolezza - tipicamente rinascimentale - che una corte magnifica costituisse l'irrinunciabile corredo del potere, la migliore strategia di esaltazione della propria identità. Il saggio ricostruisce la storia e le dinamiche interne della splendida cappella musicale del cardinale, di cui finora erano noti solamente alcuni episodi macroscopici, quale la protezione offerta da Ippolito a Giovanni Pierluigi da Palestrina. I dati inediti di natura musicale emergenti dallo studio dei registri e delle lettere conservati presso l'Archivio Estense di Modena sono interpretati entro una prospettiva di ricerca allargata alle altre forme artistiche patrocinate dal prelato e alle dinamiche quotidiane della sua corte. Emerge un quadro di grande complessità: la cappella musicale, come il resto della corte, era un organismo fluido, diviso in tanti tronconi quante erano le sedi diplomatiche del cardinale (Roma, Ferrara, Fontainebleau). -
Nuovo Teatro Musicale fra Roma e Palermo, 1961-1973
A partire dalla première (1961) di Collage di Achille Perilli e Aldo Clementi, Roma è centro di vivacissima elaborazione - compositiva, intellettuale, in parte realizzativa - di un teatro musicale del tutto nuovo rispetto agli assetti drammaturgici della tradizione melodrammatica, lungo linee (aggiornate, rilanciate, rimesse in discussione) collegate a premesse gettate dalle avanguardie storiche. -
Antiphonale missarum (rist. anast.)
Edizione anastatica. Con Scritti di Giacomo Baroffio, Thomas Forrest Kelly, Ferruccio Ferrari e Matteo Garzetti.