Sfoglia il Catalogo feltrinelli041
<<<- Torna al MenuCatalogo
Mostrati 6481-6500 di 10000 Articoli:
-
Due spose. Storie d'amore e di Paesi
Le vite diventano storia in questo libro, e la storia - narrata citando e reinterpretando autentiche documentazioni epistolari, e racconti familiari tramandati - diventa letteratura, tornando alle parole emozionate, alla commozione delle gioie e dei dolori della vita quotidiana. Partendo da due raccolte di lettere fortunosamente conservate dalla sua famiglia e dalla famiglia di una vicina - lettere che hanno attraversato l'Europa da est a ovest, e i secoli centrali del Novecento, due guerre mondiali e una guerra fredda - l'autrice narra la storia contrastata di due coppie miste dell'epoca della Grande Guerra '14 -18: di una ragazza trentina sfollata in Moravia, che si fidanza con un maestro locale poi subito arruolato e mandato al fronte (proprio in Trentino), e di un prigioniero trentino in Russia, che si sposa con una ragazza russa trovata nella tenuta agraria dove è stato mandato a lavorare. -
Marettimo e altri racconti
Niente è come sembra. Nel continuo richiamo a guardare oltre quello che si vede e a cercare il racconto nascosto e meno scontato delle cose, l'autore rimane coerente con sé stesso. In questa raccolta di brevi, talora brevissimi, acquerelli, abbandona però un pensiero critico e un registro irriverente per lasciare spazio - in una dimensione narrativa vicina al sogno e alla fiaba - allo stupore, alla meraviglia per l'inatteso, a una ormai quasi impossibile autenticità. In un momento nel quale tutto sembra essere ridotto a calcolo o a prestazione, rimane, ci dice, un mondo di significati da raccontare e di valori da riaffermare. È un mondo che sfugge alla logica perché fa semplicemente quello che vuole. Quasi ogni racconto vuole liberare un sentimento di perdita, una nostalgia. L'isola che dà il nome alla raccolta, la più lontana e la più magica delle Egadi, ci ricorda che anche a quelle latitudini può cadere un fiocco di neve. Che lì è ancora possibile vedere una cometa, sempre che si sia fortunati e la si sappia riconoscere. -
Guerra e pane
Luigino, detto Gino, fa parte di una famiglia qualunque di un paese poco importante. Ha combattuto nella grande guerra e, quando ritorna a casa, riesce a realizzare il suo sogno: diventare un panettiere. I fascisti vanno al potere, ma Gino ritiene di essersi già speso abbastanza per la patria e non ha nessuna intenzione di combattere di nuovo; si rifiuta di far parte del partito fascista e di iscrivere i suoi figli all'opera nazionale balilla. Viene minacciato e picchiato, ma non cede. Preferisce opporsi e per questo viene trasportato in un campo di concentramento, poi trasferito in un altro. Viene risparmiato dai nazisti perché è panettiere e, quindi, utile. Gino vede arrivare e morire ogni giorno centinaia di persone, ma decide che non farà la stessa fine. Assieme ad altri prigionieri inizia a sottrarre armi, benzina, soldi, e a tramare per radere al suolo il lager. -
Le api. Nostre insostituibili compagne di viaggio
Il libro vuole far conoscere le stupefacenti capacità dell'ape mellifera ma anche la stringente necessità di una sua tutela; da millenni l'ape garantisce la biodiversità delle piante, sarebbe veramente grave interrompere questa sua funzione. Da una decina d'anni infatti arrivano da tutto il mondo notizie sempre più allarmanti legate alla mortalità delle api e alle possibili conseguenze negative sulla biodiversità; di fronte a simili notizie l'opinione pubblica dovrebbe reagire con la necessaria forza e sostenere con convinzione le politiche finalizzate al miglioramento della qualità dell'ambiente e alla minimizzazione dell'impatto ambientale attraverso una razionalizzazione dei pesticidi impiegati in agricoltura. L'approccio con l'allevamento apistico è bene che subisca un profondo cambiamento; sarebbe necessario privilegiare l'aspetto biologico rispetto a quello prettamente produttivo, magari attraverso incentivi economici di compensazione che sarebbero certamente giustificati, data la funzione impollinante delle api. -
Il castello di Pergine. Un volo nella sua storia. Ediz. illustrata
Silent book che racconta la storia del Castello di Pergine, dalla preistoria ai giorni nostri, un lungo periodo ricco di mutamenti nel paesaggio, nell'ambiente, nell'economia, nella costruzione sociale e politica, narrati dalle 12 tavole che lo compongono. L'autore e artista Adriano Siesser ha dato corpo a un'idea di Giampaolo Dalmeri, archeologo e conoscitore del territorio perginese, e si è avvalso delle indicazioni storiche dello stesso Giampaolo Dalmeri e di David Benedetti, giovane studioso di storia locale, che hanno suggerito le coordinate storiche. -
Le porte di Isdor. Vol. 1
Isdor è un luogo apparentemente lontano dal nostro mondo, ma vicino all'essenza di ogni cosa; qui dimorano esseri incapaci di mentire e di odiare, anche se gli uomini tentano di oscurare la verità alla ricerca di un potere dimenticato e pericoloso. Aron, un giovane come tanti, si troverà coinvolto in un viaggio che lo trascinerà al centro di questa ricerca, fino alle origini della sua misteriosa identità. Esiste una forza che può salvare o distruggere, guarire o uccidere, e il futuro di Isdor dipenderà dalla realtà a cui Aron, in bilico tra due mondi, sceglierà di appartenere. -
I confini di Isdor. Vol. 2
Il viaggio di Aron prosegue tra il suo mondo e Isdor, ma tutto ciò che pensa di conoscere viene rimesso in discussione: le scelte che dovrà compiere porteranno con sé un peso, o una soluzione, da cui non potrà più tornare indietro. C'è qualcuno da ritrovare, un male da combattere, un segreto da svelare; strade inaspettate si apriranno nel suo passato, nuovi incontri e nuove scoperte lo porteranno alla verità. Così il suo viaggio non sarà soltanto verso ignoti confini da raggiungere, ma condurrà Aron dentro la profondità di sé, fino al compimento del proprio destino. -
Vivere la parentesi
«Il semplice rito della memoria autobiografica è accompagnato da un pensiero riflessivo sul vissuto. La sofferenza viene a essere il test per eccellenza, il banco di prova della vita dell'uomo. Lati positivi e negativi della vita quasi resi trasparenti dal dolore. È praticamente da sempre che amo scrivere ma negli ultimi anni è divenuta sempre di più la modalità che dà la parola alla mia esistenza. Scrivere è il mio culto, ciò che coltivo con religiosa dedizione, perché mi spinge a pormi in una relazione aperta, disponibile, percettiva, se pure talvolta impegnativa e faticosa, con me stessa e con le altre persone. Credo di avere davvero esperito prima in modo inconsapevole e con l'andare del tempo sempre più lucidamente, quello che si dice ""trasformare il dolore o la gioia in espressione"""", perché dolore, gioia e molto altro, li scrivo e dopo non sono uguale a prima. Sono convinta infatti che scrivere può essere un'esperienza intima oppure di coesione e di condivisione molto intensa con le altre e gli altri: condividere un evento, andare all'unisono, sono un esercizio di ascolto profondo del proprio intimo in modo attento e profondo.»"" -
E-vento. Arte ambiente
Sorto sulle fondamenta di una fortificazione preromana - sembra assodato che ogni insediamento in Trentino trovasse origine su preesistenti castellieri - il Castello di Pergine narra più di duemila anni di storia. La Fondazione CastelPergine Onlus, che ha acquistato il maniero a seguito di un'innovativa azione di collaborazione tra pubblico e privato e lo ha reso un bene collettivo, ne ha fatto un centro di ospitalità a tutto tondo, dalla ricezione turistica alla gastronomia, all'arte e alla cultura. La mostra di scultura/arte contemporanea trae origine dalla tradizione, iniziata da Theo Schneider e Verena Neff durante la loro gestione, che ha portato 25 artisti in altrettanti anni a confrontarsi nell'impegnativa sfida di relazionare le loro opere di grande formato alla forza plastica e severa del Castello. -
Sulle punte
Lo sguardo sul mondo, sulla natura, sulle montagne ha continuato a mutare nel corso dei secoli. Tutto ormai si è visto, detto, scritto, dipinto e fotografato. In questo senso l'acquerellista Silvia Nava e la poetessa Maddalena Bertolini si inseriscono nel solco di una lunga tradizione. Tuttavia, il posto che occupano in questa tradizione è per certi versi speciale. Speciale è in primo luogo il loro approccio al tema della montagna, lo sguardo che, pur essendo essenzialmente simile per entrambe, risulta comunque diverso nella sua espressione. Quando Silvia e Maddalena osservano le montagne per rapportarsi ad esse, sanno bene a chi, con chi e di che cosa stanno parlando. Sono delle vere conoscitrici; Silvia e Maddalena le abitano, le attraversano, le arrampicano, le vivono, percependole come il loro habitat, il loro ambiente vitale e anche come parte di se stesse; ""camminando su di loro sulle punte dei piedi"""", come Maddalena scrive in una delle sue poesie, ovvero in modo leggero e delicato sfiorandole ai loro piedi, ai loro fianchi e sulle loro cime: con prudenza e circospezione."" -
Le radici dei boschi. La questione forestale nel Tirolo italiano durante l'Ottocento
Due secoli fa, all'inizio dell'Ottocento, i montanari del Tirolo italiano ricavavano dai boschi gran parte di quanto era loro necessario per sopravvivere. Il libro documenta l'evoluzione del rapporto fra le autorità governative, le popolazioni e le loro foreste durante il XIX secolo. Attraverso molte storie avvenute nei più disparati ambiti territoriali viene ricostruita la storia forestale del Trentino. Vengono trattati molti argomenti: la rilevanza economica e sociale dei boschi, l'organizzazione forestale, la custodia dei boschi, le interazioni fra bosco e attività agricole, le utilizzazioni del legname, della legna e dei prodotti ricavabili dai boschi, le ricchezze (lecite e illecite) che dai boschi si generavano e, infine, le innovazioni tecniche avvenute negli ultimi decenni del secolo nel governo delle foreste. La storia raccontata è la storia dei boschi attuali del Trentino. Il libro si rivolge a tutti coloro che operano in bosco, ma anche al vasto pubblico che dei boschi si interessa per sensibilità culturale e ambientale. -
Cinquanta... E oltre. Polisportiva oltrefersina madrano
L'opera vuole essere in primo luogo un riconoscimento alle decine e decine di volontari che in tanti anni si sono spesi per far crescere l'associazione, per creare e mantenere strutture idonee, per offrire a centinaia di ragazzi e ragazze l'occasione di una pratica sportiva educativa e socializzante. In secondo luogo la pubblicazione vuole essere anche occasione di ringraziamento agli enti e persone che hanno sostenuto l'attività della Associazione ed un invito alle nuove generazioni perché proseguano, nel nuovo contesto sociale, la vita dell'Associazione. -
Il paese della lepre. Centa San Nicolò, l'incanto del tempo
"Non me ne vado da qui, resto! Mi mancherebbero gli spazi dove respiro, i caprioli che vedo al mattino, le genziane, i gigli rossi, gli asparagi , le brise e la neve d'inverno. Qui, anche il bosco si trasforma in silenzio e ti regala pensieri, riflessioni. Anche se dall'anno scorso soffre molto, il vento lo ha reso fragile. Qui lavoro, cammino e scrivo. Non posso fare una cosa senza avere vicino le altre""""." -
Voci da un villaggio fra le Alpi. Ovvero coscienze allo specchio
Claudio Morelli propone una raccolta di ben cento poesie alla quale ha dato il titolo ""Voci da un villaggio fra le Alpi ovvero coscienze allo specchio"""". Richiamano l'opera del poeta statunitense Edgar Lee Masters (1868-1950), che tra il 1914 e il 1915 pubblicò sul """"Mirror"""" di St. Louis una serie di epitaffi poi raccolti nell'Antologia di Spoon River, nella quale il poeta s'immagina di dialogare nel cimitero del paesino di Spoon River con i defunti, che gli raccontano le loro storie. Nelle """"Voci"""" di Claudio i personaggi, con poche eccezioni, vivono tra di noi con pseudonimi creati dalla fantasia del nostro sognatore. Come nei gironi infernali e nelle cornici del Purgatorio i personaggi incarnano i vizi e le debolezze umane. Nel centesimo carme, quello finale, Io (tutti e nessuno), il poeta-confessore ritrova se stesso rispecchiandosi nelle virtù e nei difetti dei suoi interlocutori, nelle loro contraddizioni e incoerenze, nella loro complessità; di ognuno prende qualcosa e ne assorbe l'essenza. Un mondo di cento personaggi che qui hanno trovato il loro autore."" -
Attraverso l'autonomia e la storia foestale. Donato Nardin
Donato Nardin (Tello, 1926) è stato un dirigente forestale della Regione Trentino-Alto Adige e della Provincia autonoma di Trento che ha operato nei primi decenni dell'Autonomia. Il libro ne racconta la vita e le esperienze professionali, attraverso le quali si apprende come l'Autonomia sia stata interpretata, utilizzata e sia riuscita a governare un territorio di montagna che, nel secondo dopoguerra, era impoverito e a rischio spopolamento. Racconta la storia di una vita normale, ma nello stesso tempo eccezionale per la quantità di avvenimenti che ha intercettato. Vicende drammatiche come l'alluvione del 1966, la tragedia di Stava, ma anche i generosi aiuti del Trentino dopo i terremoti del Friuli del 1976 e dell'Irpinia-Basilicata del 1980. La vita di Tello ha anche incrociato molte vicende poco conosciute, ma importanti per la tutela dei paesaggi trentini e per uno sviluppo equilibrato della montagna. Particolarmente incisiva ed efficace è stata la sua propensione all'innovazione, così come interessante è stato l'utilizzo degli strumenti forniti dall'Autonomia per aprire uno sguardo verso altri mondi. -
Storia di un bambino al microscopio
Questo libro è stato pensato da una mamma per raccontare al proprio bambino com'è nato, attraverso la procreazione medicalmente assistita. Un libro concepito perché altre mamme e papà possano trovare le immagini e le parole per raccontare ai propri bambini ""nati al microscopio"""" un pezzettino della loro storia, con sincerità, tenerezza e rispetto. Età di lettura: da 6 anni."" -
Montessori è solo una moda se non diventi un genitore consapevole
"Come diventare il genitore che avresti voluto avere da bambino. Ben venga una riflessione sul dono che Maria Montessori ha fatto ai genitori con la sua pedagogia. Ella mentre parla dei bambini, parla anche sempre agli adulti, interpellando la realtà al cambiamento e mostrandocene i limiti. E parla agli adulti affinché ascoltino il bambino o la bambina che sono stati, che ancora li abita e chiede l'accoglienza talora non ricevuta a tempo debito. È su questo passaggio così delicato che prende avvio il libro di Daniela Scandurra, per avventurarsi in modo limpido e gioioso in uno dei sentieri più appassionanti e significativi dell'esistenza."""" (Gabriella Falcicchio)" -
I kromeri della Val dei Mocheni. Ediz. italiana e tedesca
Il presente lavoro attinge ai contenuti della tesi di laurea ""I kròmeri della Val dei Mocheni£, discussa nell'anno accademico 2011/2012 dal laureando Gianpaolo Girardi e qui opportunamente adattata e ampliata per dar modo all'eventuale lettore di comprendere appieno le tematiche legate al commercio ambulante in ambito alpino, in particolare a quello esercitato nella valle succitata, le cui origini risalgono a tempi assai remoti. Lo scopo che i curatori della pubblicazione si sono prefissi è la divulgazione di un'interessante ricerca storico-etnografica, da farsi non solo in ambito locale per essere riservata perlopiù ad una ristretta cerchia di """"intenditori"""", ma anche """"oltre confine"""", affinché possa giungere a coloro che desiderano approfondire il fenomeno dell'ambulantato e, nel contempo, siano interessati alla conoscenza e alla salvaguardia delle usanze, tradizioni e parlate popolari, presenti in una valle alpina ricca, a tutt'oggi, d'un fascino impareggiabile."" -
Corpi che parlano. A margine della mostra «Viandanti» di Lois Anvidalfarei
Le statue di Lois Anvidalfarei hanno, su un piano oggettivo, tre caratteristiche: sono puri corpi nudi; hanno proporzioni diverse da quelle naturali (la scala è ingrandita); raffigurano spesso persone defunte. Dialogare con una persona che non c'è più, che non può più parlare, vuol dire farla parlare: significa ricostruire un'ipotesi tentativa della sua vita, della sua morte e della sua condizione dopo-umana. Significa cercare di comprendere quello che ci vuole dire, dargli/le le parole. Ci hanno provato molti scrittori in maniera inarrivabile. La compagine umana ospitata al castello di Pergine ci racconta di sé, forse soprattutto di noi, dei nostri fantasmi, delle nostre ipocrisie, delle paure che non ci lasciano. E, raccontandole, ci aiutano a liberarcene. Le altre due caratteristiche - l'essere corpi, l'essere in scala più che proporzionale - non sono senza conseguenze per la narrazione. Parlare di corpi non significa parlare di materia ma, con un paradosso solo apparente, anche delle anime che danno forma e significato a quei corpi: un paradosso solo apparente perché questa è la trasfigurazione che si compie nell'opera d'arte, il suo miracolo... -
Pietro Weber. Torri
La Fondazione CastelPergine Onlus dedica all'artista trentino Pietro Weber e alle sue terrecotte la ventottesima (la terza a propria ideazione) grande mostra annuale di scultura monumentale nelle aree all'aperto comprese tra le due cinte murarie del Castello e nel Palazzo Baronale, al secondo piano del quale l'esposizione si conclude con un omaggio grafico-pittorico a Kafka. Il soggetto principale della mostra sono 12 torri: opere site-specific alte circa tre metri, frutto di un anno di ricerca e lavoro. Ciascuna è come uno ieratico capitolo di un libro o l'elemento polisemico di una grande scacchiera che l'artista, curatore anche dell'allestimento, ha voluto disegnare scegliendo accuratamente uno spiazzo tra le rocce, un angolo di bosco, un terrazzamento o una nicchia e la distanza dalla quale ogni torre avvista l'altra, contrappuntando quelle storiche. Delle ""vere"""" torri vengono interpretati i ruoli di potere e difesa, vigilanza e dominio, protezione e monito, custodia e prigione. Misteriose teste umane, che trasmutano le architetture in corpi, si trovano al posto delle culminazioni edificiali: hanno fantasiose fogge e copricapi inverosimili, reminiscenze o emanazioni di remote..""