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Est. Storie italiane di viaggi, città e architetture
Catalogo della mostra presso la Fondazione Cini di Venezia che si propone di raccontare storie di luoghi e città guardando verso Est del mondo partendo dall'Italia, perno centrale intorno a cui si svolge il percorso narrativo. Esperienze di viaggiatori e architetti italiani che hanno dimostrato un'originale abilità d'interpretazione dei luoghi, delle loro identità e culture, generando narrazioni capaci di produrre visioni inedite per i Paesi che li hanno ospitati. L'obiettivo è quello di analizzare territori che negli ultimi 30 anni sono stati caratterizzati da profonde trasformazioni sociali, politiche e urbane, confrontandosi con una complessa fase post-ideologica che ha richiesto visioni e soluzioni originali. Sei studi italiani di fama internazionale - Renzo Piano, Massimiliano e Doriana Fuksas, Archea Associati, Piuarch, Michele De Lucchi e Mario Cucinella - espongono le loro opere e in particolare i progetti che guardano con attenzione a Russia, Cina, Albania, Georgia e Vietnam. Ogni Paese e racconto mettono a confronto l'immaginario storico, raccontato attraverso i preziosi materiali di archivio della Fondazione Cini, con la cultura italiana architettonica contemporanea, costruendo cortocircuiti inediti capaci di coinvolgere il visitatore e di evidenziare il valore del contributo italiano lungo i secoli. -
London. Ediz. ampliata
Viva, palpitante e assolutamente multiculturale, Londra è la città più grande dell'Europa occidentale. Con un'area metropolitana abitata da circa 14 milioni di persone, si pone come straordinario crocevia di culture diverse, religioni ed etnie. Londra vanta numerose e notevoli attrazioni culturali, architetture e musei straordinari che attirano ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo. La città si presenta come un insieme di straordinari edifici, realizzati da architetti di fama internazionale, che coesistono armoniosamente connotando in maniera inequivocabile il suo skyline. Gli itinerari proposti prendono in considerazione circa ottanta architetture tra contemporanee e storiche, illustrate attraverso immagini, disegni e testi descrittivi e segnalate sul fronte della mappa con una riferimento numerico che rimanda alla scheda all'interno del volume e all'immagine iconica posta sul retro della mappa. La guida riporta inoltre informazioni riguardanti musei, biblioteche, istituzioni e luoghi di aggregazione, cinema, ristoranti. -
Amburgo. Ediz. ampliata
Nuova edizione aggiornata della guida di architettura su Amburgo, seconda città per grandezza della Germania e tra le sue mete più affascinanti. Nuovi itinerari e nuovi saggi tracciano il profilo storico e urbanistico della metropoli, portando il lettore a riflettere sul processo evolutivo e mettendolo in rapporto, nello stesso tempo, con l'immagine contemporanea dei luoghi. La guida fornisce un quadro approfondito dal punto di vista prettamente architettonico, offrendo la possibilità di soffermarsi sugli aspetti funzionali, tipologici e compositivi degli edifici, resi ancor più leggibili da immagini e disegni tecnici che corredano le schede descrittive. Il volume è corredato inoltre da informazioni utili e consigli che renderanno la visita alla città ""semplice"""", ottimizzando i tempi per gli spostamenti e permettendo di carpire anche con poco tempo a disposizione l'essenza del luogo."" -
Hamburg. Ediz. ampliata
Nuova edizione aggiornata della guida di architettura su Amburgo, seconda città per grandezza della Germania e tra le sue mete più affascinanti. Nuovi itinerari e nuovi saggi tracciano il profilo storico e urbanistico della metropoli, portando il lettore a riflettere sul processo evolutivo e mettendolo in rapporto, nello stesso tempo, con l'immagine contemporanea dei luoghi. La guida fornisce un quadro approfondito dal punto di vista prettamente architettonico, offrendo la possibilità di soffermarsi sugli aspetti funzionali, tipologici e compositivi degli edifici, resi ancor più leggibili da immagini e disegni tecnici che corredano le schede descrittive. Il volume è corredato inoltre da informazioni utili e consigli che renderanno la visita alla città ""semplice"""", ottimizzando i tempi per gli spostamenti e permettendo di carpire anche con poco tempo a disposizione l'essenza del luogo."" -
Giuseppe Terragni: la guerra, la fine
Giuseppe Terragni, il più dotato dei razionalisti italiani, è stato un artista inimitabile capace di trasfigurare il linguaggio messo a punto da Le Corbusier e Mies van der Rohe in un'astrazione che si affaccia sulle soglie della trascendenza. Richiamato in servizio militare nel 1939, per un lungo periodo è immerso contemporaneamente nella vita di caserma, nei progetti lasciati a Como e in quelle polemiche che sin dal principio hanno accompagnato l'architettura moderna in Italia. Nella primavera del 1941 parte prima per la Jugoslavia e poi per la Campagna di Russia. Le lettere e le fotografie che scatta in questo periodo testimoniano che la guerra non ha intaccato la sua ricerca: egli cerca nella vastità della steppa delle nuove possibilità espressive, un nuovo senso spirituale per il suo astrattismo. Viene rimpatriato dopo la disastrosa seconda battaglia del Don in condizioni mentali precarie. Torna minato dai sensi di colpa ma anche, come afferma Alberto Sartoris, ""spiritualizzato"""". E proprio pochi giorni prima di una morte su cui ancora oggi aleggia un certo mistero, disegna come un epitaffio rivolto al futuro il suo ultimo progetto, quello per una Cattedrale. Un progetto straordinario nel suo afflato mistico che prelude ad una stagione dell'architettura che non si avverrà per la scomparsa di uno dei suoi più dotati interpreti. La vicenda raccontata in queste pagine ha un'analogia con la tragedia greca, con il conflitto tra il singolo ed il fato, un conflitto in cui inevitabilmente il singolo soccombe. Ma all'eroe schiacciato da un destino mosso da forze cieche è concessa una consolatoria via di uscita: la trasfigurazione di quello che Nietzsche chiamava il """"grande dolore"""" in forma, in opera d'arte."" -
Giuseppe Terragni: la guerra, la fine. Ediz. inglese
Giuseppe Terragni, il più dotato dei razionalisti italiani, è stato un artista inimitabile capace di trasfigurare il linguaggio messo a punto da Le Corbusier e Mies van der Rohe in un'astrazione che si affaccia sulle soglie della trascendenza. Richiamato in servizio militare nel 1939, per un lungo periodo è immerso contemporaneamente nella vita di caserma, nei progetti lasciati a Como e in quelle polemiche che sin dal principio hanno accompagnato l'architettura moderna in Italia. Nella primavera del 1941 parte prima per la Jugoslavia e poi per la Campagna di Russia. Le lettere e le fotografie che scatta in questo periodo testimoniano che la guerra non ha intaccato la sua ricerca: egli cerca nella vastità della steppa delle nuove possibilità espressive, un nuovo senso spirituale per il suo astrattismo. Viene rimpatriato dopo la disastrosa seconda battaglia del Don in condizioni mentali precarie. Torna minato dai sensi di colpa ma anche, come afferma Alberto Sartoris, ""spiritualizzato"""". E proprio pochi giorni prima di una morte su cui ancora oggi aleggia un certo mistero, disegna come un epitaffio rivolto al futuro il suo ultimo progetto, quello per una Cattedrale. Un progetto straordinario nel suo afflato mistico che prelude ad una stagione dell'architettura che non si avverrà per la scomparsa di uno dei suoi più dotati interpreti. La vicenda raccontata in queste pagine ha un'analogia con la tragedia greca, con il conflitto tra il singolo ed il fato, un conflitto in cui inevitabilmente il singolo soccombe. Ma all'eroe schiacciato da un destino mosso da forze cieche è concessa una consolatoria via di uscita: la trasfigurazione di quello che Nietzsche chiamava il """"grande dolore"""" in forma, in opera d'arte."" -
La Divina Commedia. Ediz. inglese
Per i 700 anni della morte di Dante Alighieri Forma Edizioni vuole omaggiare l'opera del Sommo Poeta con una riedizione della Divina Commedia introdotta da saggi inediti di Cristina Acidini, Riccardo Bruscagli e Sergio Risaliti. Il volume sarà impreziosito da 50 originali litografie del maestro Mimmo Paladino realizzate appositamente per la pubblicazione, che offre la sua interpretazione grafica e pittorica dei canti della Commedia e che condensa in immagine l'incontenibile fantasia del poeta e la sua forza espressiva. -
Salman AliGhiero Boetti. Ediz. italiana e inglese
Quando parliamo di Alighiero Boetti difficilmente pensiamo che nel suo percorso artistico vi era il supporto del suo assistente afghano Salman Ali. Conosciuto a Kabul nel 1971 e giunto a Roma due anni dopo, da un'iniziale collaborazione il rapporto tra i due si trasforma subito in qualcosa di più intenso: non solo un assistente, ma un vero e proprio membro della famiglia, che ha deciso di raccontare la sua esperienza da testimone diretto della vicenda umana e artistica di Boetti nella sua autobiografia. A certificare questo profondo legame, la raccolta personale di Salman delle opere dell'amico fraterno Alighiero ricevute in dono e il cospicuo archivio fotografico: scene di vita quotidiana, di viaggi e di numerose esposizioni. Un materiale straordinario, che la galleria Tornabuoni espone in una mostra itinerante a Milano e a Parigi, condividendo così con il grande pubblico l'aspetto più umano e intimo della produzione di uno dei più grandi artisti contemporanei italiani. Il volume si compone del testo autografo di Salman Ali in versione italiana e inglese, delle opere e delle foto storiche presenti in mostra, ed è corredato da testi di Clino Trini Castelli, Bruno Corà e Giorgio Colombo, tutti testimoni del profondo rapporto tra i due. -
Vissi d'arte
Catalogo della mostra tenuta presso il Museo della città di Livorno dal 31 ottobre 2020. Oggetto dell'esposizione più di cento opere della Collezione Alberto della Ragione - oggi custodite stabilmente presso il Museo Novecento di Firenze - e della Collezione Giovanni Iannaccone, conservate a Milano. Due importanti collezionisti, di epoche diverse ma assai affini, accomunati da una straordinaria sensibilità e occhio critico, che ha permesso loro di raccogliere opere dall'importanza straordinaria di artisti molto noti al pubblico tra cui Carrà, Morandi, Guttuso e Vedova, senza tralasciare gli esponenti della Scuola di via Cavour (Mafai, Raphaël e Scipione) e altri protagonisti la cui opera ha segnato profondamente la nostra storia, come de Pisis, Rosai, Guidi, Birolli e tanti altri. Volume corredato da saggi critici e schede tecniche che aiutano a inquadrare il contesto storico e che accompagnano il visitatore in un vero e proprio viaggio alla scoperta dei Maestri che hanno reso grande e senza tempo l'arte italiana del Novecento, un viaggio reso possibile dalla profonda passione per l'arte dimostrata dai due collezionisti Dalla Ragione prima e Iannaccone poi. ""Perché"""" come sottolinea il curatore Sergio Risaliti """"di passione e di vita si tratta, come ci spiega Walter Benjamin quando, citando Balzac, afferma che i collezionisti sono """"gli uomini più passionali che esistano al mondo"""". E """"vissi d'arte"""" sottende questa passione univoca per l'arte e, in essa, una altrettanto convergente esperienza per peculiari produzioni artistiche""""."" -
Più grande di me. Voci eroiche dalla ex Jugoslavia-Bigger than myself. Heroic voices from Ex-Yugoslavia. Ediz. bilingue
Può il lascito socialista aiutare a recuperare il concetto di ""bene comune"""", in un territorio complesso che ha recentemente subito il dramma della guerra civile e l'ascesa di nazionalismi di contro alla multietnicità che lo caratterizza e alla crisi economica che ha colpito l'intera Europa? Questo è il grande interrogativo che viene affrontato all'interno della mostra ospitata al MAXXI di Roma, focalizzata sugli artisti della ex Jugoslavia che hanno contribuito alla messa in crisi dei nazionalismi, favorendo importanti riflessioni sui temi dell'accoglienza e della convivenza. Questo viaggio attraverso il fermento artistico dei Balcani è impostato su una particolare chiave di lettura, ossia attraverso gesti di eroi contemporanei, riflettendo su svariati temi, che corrispondono alle sezioni dell'esposizione: Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Speranza, Rischio, Un individuo, Alterità, Metamorfosi. Oltre 50 artisti leggono e interpretano la storia del territorio attraverso i gesti di eroi contemporanei."" -
Il tempio. La nascita dell'Eidos. Ediz. illustrata
Il volume è dedicato alla scoperta di un progetto a quattro mani a opera di Vincenzo Agnetti e Paolo Scheggi, rimasta incompiuta a causa della prematura scomparsa di quest'ultimo, nel 1971. La riproduzione dei disegni preparatori emersi dai due archivi è stata realizzata dall'Istituto Centrale per la Grafica di Roma, che tramite il processo della fotocalcografia è riuscito a rendere la riproduzione fedele e a un'altissima qualità. Gli scritti di Cosima Scheggi e Germana Agnetti, inquadrano il momento di massima collaborazione tra questi grandi protagonisti dell'arte contemporanea italiana, concentrandosi sulla congruenza dei loro linguaggi e delle loro ricerche, fino al loro culmine con il progetto de ""Il Tempio. La nascita dell'Eidos"""". Tali affinità sono inquadrate anche dagli interessanti contributi di Ilaria Bignotti e Bruno Corà, profondi conoscitori dell'opera di Agnetti e Scheggi. L'idea era quella di realizzare un luogo sacro, un contenitore di oggetti linguistici raffiguranti forme primarie del sociale, della soggettività e del potere, correlati alla ricerca artistica e teorica dei due artisti."" -
Gender gap. Ediz. italiana
In occasione del ciclo di incontri ""Il tavolo dell'architetto"""" presso il Museo Novecento di Firenze, viene allestita una galleria di progetti di architettura esclusivamente a firma di grandi progettiste internazionali: Carmen Andriani, Sandy Attia, Cristina Celestino, Izaskun Chinchilla, Maria Claudia Clemente, Isotta Cortesi, Liz Diller, Lina Ghothmeh, Carla Juaçaba, Fuesanta Nieto, Simona Ottieri, Carme Pigem, Guendalina Salimei, Marella Santangelo,Maria Alessandra Segantini, Benedetta Tagliabue, Monica Tricario, Patricia Viel, Paola Viganò e Laura Andreini, curatrice della rassegna - e del catalogo - che propone una riflessione sulla figura professionale delle donne nel mondo dell'architettura. Ogni sezione dedicata a una progettista è introdotta da una riflessione della stessa sulla condizione della donna nel campo dell'architettura e sulle difficoltà riscontrate nella propria carriera: ne emerge un quadro eterogeneo e ricco di spunti sui quali dobbiamo riflettere."" -
Vittorio Messina. Instabilità e incertezza del reale
Vittorio Messina è un artista a cui piace sfidare inafferrabili e sottili inquietudini, praticando installazioni che vogliono spingersi oltre la loro pur oggettiva materialità costruttiva. Laureato alla Facoltà di Architettura di Valle Giulia a Roma, e sempre legato alle forme e ai materiali dell'architettura, Vittorio Messina realizza ""opere che sono per lo più disposizioni di oggetti nello spazio di un cantiere (mentale certo, come un esperimento, ma pur sempre cantiere), tanto è vero che spesso usa lo spazio già dato (site e setting museale, una sorta di impersonale spazio ready-made) per ricavarne all'interno il proprio (dis)habitat che a sua volta si rimette in relazione con quello già dato"""" (Marco Tonelli). L'opera di Messina è un paesaggio evocativo di una forma diversa di linguaggio, un paesaggio contemporaneo che si sovrappone spesso e volentieri a paesaggi esistenti, ai quali viene strappata, come dire, una dimensione facendola propria: la dimensione dell'irrazionale, dell'infondato, dell'inutile."" -
Vittorio Messina. The instability and uncertainty of the real
Vittorio Messina è un artista a cui piace sfidare inafferrabili e sottili inquietudini, praticando installazioni che vogliono spingersi oltre la loro pur oggettiva materialità costruttiva. Laureato alla Facoltà di Architettura di Valle Giulia a Roma, e sempre legato alle forme e ai materiali dell'architettura, Vittorio Messina realizza ""opere che sono per lo più disposizioni di oggetti nello spazio di un cantiere (mentale certo, come un esperimento, ma pur sempre cantiere), tanto è vero che spesso usa lo spazio già dato (site e setting museale, una sorta di impersonale spazio ready-made) per ricavarne all'interno il proprio (dis)habitat che a sua volta si rimette in relazione con quello già dato"""" (Marco Tonelli). L'opera di Messina è un paesaggio evocativo di una forma diversa di linguaggio, un paesaggio contemporaneo che si sovrappone spesso e volentieri a paesaggi esistenti, ai quali viene strappata, come dire, una dimensione facendola propria: la dimensione dell'irrazionale, dell'infondato, dell'inutile."" -
L' Europa nel secolo veloce. L'Unione a confronto con il resto del mondo
Se il Novecento è stato l'«età degli estremi» e il «secolo breve», il tempo attuale può già essere concepito come il «secolo veloce» di un mondo che cambia molto rapidamente: basti pensare alla densità dei legami commerciali ed economici, alla questione climatica e ambientale, agli sviluppi geopolitici nei diversi continenti, alla migrazione. È su questi temi che si misura l'Europa e che la dimensione politica dell'integrazione può essere analizzata rovesciando gli schemi consueti. non sappiamo cosa sarà l'Unione europea del futuro; potremmo dire però che l'Europa con ogni probabilità non sarà più la «fabbrica del mondo», non sarà, cioè, il luogo principale della produzione materiale. Potrebbe non esserlo neanche dello sviluppo della nuova immaterialità, o della ricerca di nuove frontiere, siano esse quelle della biotecnologia, dell'intelligenza artificiale, della robotica o quelle della ricerca e dell'attività spaziale e marina. La riflessione che il CeSPI, attraverso questo volume, vuole offrire nasce da questo tipo di considerazioni, raccogliendo analisi e punti di vista sulle tendenze globali in atto. Le contraddizioni del progetto europeo sono alimentate da una serie di fratture sociali e da vecchie e nuove linee di divisione politico-culturali nei sistemi politici. La ricerca è un contributo a più voci per contestualizzare nel futuro il rilancio del processo europeo. Gli autori formano un gruppo di generazioni diverse. Alcuni di loro sono coetanei o quasi di Fabrizia Di Lorenzo, Antonio Megalizzi, Giulio Regeni, Valeria Solesin - nomi divenuti noti purtroppo per ragioni tragiche ma che fanno parte di una generazione che guarda all'Europa e al mondo con curiosità e speranza. È a loro che il volume è dedicato. Non è un caso che l'impegno per cambiare il mondo torni a coinvolgere centinaia di migliaia di giovani nei nostri paesi. Chi crede nell'Europa libera e unita come condizione per il progresso dell'umanità non può che vedere in questo una nuova, forse inaspettata occasione. La strada dell'europeismo nel secolo veloce non smette di essere ripida e difficile. Ma non per questo meno bella e appassionante. -
Sigillo
S'intende l'innocenza, stasera il suolo ci raggiunge, si sospetta della verginità ancora intatta. Amore non so, non voglio sapere se dalla via s'intravede la statua risorta. Un libro di incontri e apparizioni tra le periferie cittadine nella continua, entusiasmante scoperta del mondo e di sé stessa. Anche grazie alla lunga esperienza di insegnamento nelle carceri, in questi versi amici e sconosciuti, poeti e poveri cristi, folli e braccati di ogni genere si aggirano per le strade e vengono colti nella loro essenza. Ed è un verso perentorio, luminoso, folgorante, capace di svelare mondi segreti con la forza di un'epifania, di unire all'improvviso cose che sembravano lontane e ora nella pagina si scoprono sorelle. Il libro si chiude con il poemetto La madre, storia di un aborto che diventa sfida al mondo intero, scommessa sul senso della vita e della morte, prodigio espressivo di una donna, Giovanna Sicari, che ha sempre chiesto tutto alla poesia e alla poesia ha consegnato se stessa. Introduzione di Giancarlo Pontiggia e con uno scritto di Milo De Angelis. -
Una città per tutti. Diritti, spazi, cittadinanza
La questione del «diritto alla città», per richiamare il titolo di un famoso libro di Henri Lefebvre, pubblicato nel 1968 e tornato negli ultimi anni alla ribalta, è centrale in un’epoca come quella attuale in cui le megalopoli mettono sempre più sotto i nostri occhi la difficoltà, per i progettisti e la classe politica, di governare la natura complessa e mobile della dimensione urbana contemporanea. I temi sollevati da quella riflessione tornano con forza oggi: la dispersione della città sul territorio, i meccanismi di esplosione della dimensione urbana verso un «fuori» e di implosione al suo interno. Riflettere sul diritto alla città oggi vuol dire dunque affrontare nodi cruciali come quelli del rapporto centro-periferia, della gentrificazione dei quartieri storici, delle diseguaglianze spaziali e sociali, dei conflitti, della mobilità difficile, dell’aumento del controllo sociale, del consumo di suolo e degli squilibri ambientali. Attraverso una pluralità di interventi di architetti, urbanisti, sociologi, filosofi, il libro definisce i contorni della città contemporanea, quella che si è ormai lasciata alle spalle la città moderna del Novecento. -
Un'anima. Cosa serve alla sinistra per non perdersi
«C’è da ricostruire un assetto delle istituzioni, un intero sistema politico. Ma senza indicare le forze vive, i soggetti chiamati a sorreggere quella strategia, il rischio è cadere in una democrazia depassionata, orfana dei conflitti fondamentali a indirizzarne lo sviluppo e, al fondo, l’esistenza stessa. Cosa serve? un congresso vero, una costituente. Dopo dodici anni di gazebo, primarie, mozioni, abbiamo bisogno di fare un congresso come buon senso comanda. per una volta mettendo al centro la cultura. Si può farlo in tanti modi. Ma il processo ha senso solo se aperto a chi è fuori e da fuori attende un cenno, una spinta ad allargare il campo». -
Civiltà Appennino. L'Italia in verticale tra identità e rappresentazioni
Spina dorsale del nostro paese, l'Appennino attraversa territori molto diversi tra loro, dalla Calabria silana ai monti lucani, dall'Abruzzo del Gran Sasso ai percorsi delle Marche interne, fino ai monti tosco-emiliani e a quelli liguri, che lo proiettano verso l'incontro con le Alpi. Eppure, nella loro diversità, sono luoghi accomunati da una profonda identità. Sono proprio i tratti fondativi della «civiltà Appennino» quelli che Raffaele Nigro e Giuseppe Lupo ci rivelano in questo libro, mettendo in rapporto suggestioni e nozioni provenienti dalla letteratura, dalla storia, dall'antropologia, dall'arte. Da questo insieme di elementi emerge un paese interpretato non più secondo la tradizionale prospettiva orizzontale - Nord, Centro, Sud - ma in chiave verticale, cioè secondo la sua struttura fisica, che favorisce una lettura altimetrica della società del passato, del presente e del futuro. Una linea che fa da trait d'union tra il Mediterraneo e l'Europa, senza dimenticare le componenti socioculturali di Oriente e Occidente. Guardare l'Italia in verticale consente di rileggere la storia del nostro paese facendo perno su tre direttrici: da un lato la linea adriatica, dall'altro la linea tirrenica e, al centro tra le due, la dorsale appenninica, intesa come zona regolatrice e di confluenza. Il racconto di questa traiettoria mediana, la verifica degli aspetti assimilabili, l'indagine di una tradizione che appartiene all'Italia collinare e montana permettono di lanciare una sfida rivolta al futuro, che ha nella sua agenda non soltanto lo scopo di «riconoscersi», ma anche quello di prefigurare nell'Appennino un progetto politico, economico e imprenditoriale in grado di riqualificare un'area geografica ritenuta marginale e farne un laboratorio utopico di nuove esperienze. Questo volume inaugura la serie realizzata in collaborazione con la Fondazione Appennino, con sede a Montemurro, in Basilicata; www.appenninofondazione.it. Presentazione di Piero Lacorazza e Gianni Lacorazza. -
La testa altrove. L'attenzione e la sua crisi nella società digitale
Negli ultimi anni si è discusso molto degli effetti che le nuove tecnologie hanno prodotto e stanno producendo sulle nostre facoltà mentali. Tale cambiamento è stato spesso interpretato nei termini di un progressivo deterioramento dell'attenzione: sovraccarico cognitivo, incapacità di concentrarsi, disturbo da deficit dell'attenzione sarebbero tutti fenomeni causati dalla diffusione massiccia dei dispositivi digitali. La tesi di questo libro è che l'interpretazione di tali processi nei termini di una «degradazione» o «crisi» dell'attenzione non basti a spiegare il fenomeno ed è pertanto necessario proporre una visione alternativa. La grande maggioranza degli studi sull'attenzione assume, infatti, un'impostazione individualistica e universalistica: tratta l'oggetto di ricerca come un fenomeno esclusivamente individuale e limita il proprio interesse alle funzioni mentali condivise da tutti gli esseri umani. Molte delle ricerche dedicate agli effetti della tecnologia digitale sulla configurazione biologica dei processi mentali corrono quindi il rischio di riprodurre una visione onnipotente della tecnologia, capace, da sé, di plasmare il contesto sociale in cui ciascuno vive. L'obiettivo qui è, invece, di porre al centro la variabilità culturale e sociale dei processi cognitivi e, allo stesso tempo, di analizzare la molteplicità di forze e di ambienti tecnici e sociali che incoraggiano, stimolano e inibiscono alcuni meccanismi cognitivi piuttosto che altri, anche in chiave diacronica. Il libro mette dunque in primo piano proprio le convenzioni culturali, le norme sociali e gli ambienti ecologici che strutturano l'attenzione individuale e collettiva, senza ridurla alla sola focalizzazione; emerge così la pluralità delle forze in gioco, che non sono limitate solo all'ambito della tecnologia e della biologia.