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Giuseppe Nava. Saggi e interventi critici. Vol. 1: Dalle origini al Novecento.
La raccolta «Saggi e interventi critici» propone, a partire da un progetto di Arnaldo Bruni, una selezione di studi di Giuseppe Nava, suddivisi nei due volumi «Dalle Origini al Novecento» e «Su Calvino e Fortini»: una testimonianza, per quanto non esaustiva (i fondamentali saggi pascoliani sono destinati ad altra sede), del cospicuo ed originale contributo di Nava allo studio della Letteratura italiana dell'Ottocento e del Novecento, con importanti incursioni che arrivano alle Origini e che dimostrano il carattere ampio e nel contempo unitario del suo percorso di studioso. «Dalle Origini al Novecento» è suddiviso in due sezioni: nella prima, che include un contributo fondativo sull'uso delle fonti, sono raccolti saggi che da Dante e Boccaccio arrivano fino a Carducci. La seconda sezione attraversa il Novecento con più linee direttrici, sui versanti della poesia (Rebora, Sbarbaro, Campana, Montale, Luzi, Penna, Giudici) e della prosa (Bilenchi, Tobino, Bianciardi, Gadda e Morante), chiudendo infine con pagine dedicate a critici (e amici) come Baldacci, Garboli e Briosi. -
1315. La battaglia di Montecatini. Una vittoria ghibellina
La battaglia di Montecatini del 1315, la battaglia che fu combattuta nella piana della Valdinievole fra le truppe ghibelline di Uguccione della Faggiola e quelle guelfe fiorentine, fu uno degli eventi militari più importanti del tardo Medioevo italiano. Fu un evento militare di un tale rilievo, che fu capace di ridisegnare per qualche tempo i rapporti di forza nella regione e di sollevare una eco così notevole da diventare uno dei momenti fondanti della ripresa del ghibellinismo italiano dopo la morte dell'imperatore Enrico VII, avvenuta a Buonconvento il 24 agosto del 1313. Per queste ragioni, non senza un più che legittimo spirito di campanile, ma con un altrettanto spiccato senso della accuratezza storica e scientifica, la Pro Loco Montecatini Alto, soprattutto nell'infaticabile solerzia dell'architetto Paola Galassi, e il Comune di Montecatini Terme, si sono impegnati dedicando risorse umane ed economiche per l'organizzazione di un Convegno di studi che facesse luce sulla battaglia, sui fatti politici che l'avevano preceduta e sugli effetti di più lunga durata che era stata capace di produrre nella memoria e nell'immaginario collettivo. Il Convegno si è tenuto il 19 settembre del 2015 nel salone storico delle Terme Excelsior, e questo libro ne costituisce la testimonianza scritta. -
Una vita a mezzo. Economia, territorio e cultura contadina nella mezzadria della Valdinievole (secc. XIV-XX)
La Valdinievole è la parte occidentale della provincia di Pistoia, compresa tra il colle di Serravalle e la Lucchesia e in essa, come in buona parte della Toscana e delle altre regioni centro-settentrionali, è prevalsa, tra le forme di contratto agrario, la mezzadria, dall'autunno del Medioevo fino alla fine della civiltà contadina negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. I saggi qui raccolti ne delineano la storia attraverso un approccio multidisciplinare, anche in riferimento ad altri contesti nazionali ed europei. -
Trinchetto lo gnomo imperfetto
Si dice che ""un viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo fai e quando lo ricordi"""". Questo libro vuole essere proprio questo: un modo per sognare, vivere e ricordare un viaggio che un ragazzo disabile compie attraverso un personaggio di sua invenzione: lo gnomo Trinchetto. Allo stesso tempo alter ego e angelo custode del protagonista, ovvero l'autore, compagno di avventure e di bar, un po' matto e un po' filosofo, accompagna il lettore prendendolo per mano alla scoperta della sua quotidianità, stravolta dall'epidemia di Covid-19. Viaggiare con la mente, per Francesco, è un'ancora di salvezza, che gli permette di creare un quadro armonico dei suoi tanti """"volti"""": il musicista, lo sportivo, il sognatore, l'esploratore. Un inno alla vita, rivolto a se stesso e anche agli altri, un invito ad accettare i propri """"difetti di fabbrica"""", non più visti come limiti ma come simboli di unicità e bellezza, senza mai dimenticare un pizzico di ironia, perché la vita non va mai presa troppo sul serio... parola di Trinchetto!"" -
Ho amato tutto
«Questo mestiere ti illude, specie quando sei giovanissimo e tenti di muovere i primi passi. Ti fa sperare continuamente in nuove possibilità, in nuove chance e tu ci credi, vai avanti, aspetti l'occasione della tua vita per sbarcare il lunario e intanto gli anni passano, il tempo è sempre meno e il rischio di fallire è enorme. È un lavoro che puoi fare se veramente lo senti nel profondo di te stesso, e non solamente per essere riconosciuto per strada o per cercare fama. Sarebbe un errore fatale. Lo so, sono la persona meno indicata per dirlo ma occorrono preparazione, sacrificio, dedizione e la maggior parte delle volte non bastano neppure. Occorre soprattutto incontrare qualcuno che ti dia la possibilità di farlo e tanta tanta fortuna. Semplice no?» -
Per Marta Marri. Storia e destino dell'esperienza di salute mentale grossetana. Dalla deistituzionalizzazione alla centralità del servizio pubblico di salute mentale
Marta Marri ha dedicato tutta la vita al riscatto degli ultimi tra gli ultimi, le persone sofferenti per la loro diversità psichica. Per questo quando abbiamo pensato di rendere onore affettuosamente e professionalmente alla sua memoria, come gruppo di collaboratori, di operatori della salute mentale, di amministratori della cosa pubblica e di cittadini che ne hanno assunto l'eredità culturale ed umana, abbiamo concepito il compito come una testimonianza al futuro. Non ci è stato sufficiente ricordare il passato, la sua storia personale e insieme la nostra collettiva, la storia dell'esperienza grossetana della salute mentale di comunità, che ella ha iniziato negli anni Sessanta del secolo scorso. Ci è sembrato necessario ricostruirla nei suoi capisaldi, come superamento delle istituzioni manicomiali e restituzione alla comunità sociale dei cittadini affidati alle nostre cure, attraverso il supporto di un servizio territoriale efficiente ed efficace a misura d'uomo, attraverso la dignità del lavoro e attraverso la possibilità di abitare le nostre comunità. La sua eredità vive nel presente, nella condivisione dei principi che ci ha trasmesso e nelle prassi operative che ne conseguono, mantenendo vivo il servizio, che ci ha consegnato, e rinnovandolo all'altezza delle sfide sempre più complesse che ci troviamo ad affrontare, legate alle trasformazioni politiche, economiche, sociali, legislative, antropologiche e culturali. Anche l'attuale contesto pandemico sta influendo sull'organizzazione e sull'operatività dei servizi pubblici di salute mentale e ci impone di invocare azioni sistematiche e condivise per riprogettare e riorientare i sistemi di salute attraverso un progetto di rafforzamento articolato e community based, centrato sulla medicina territoriale, in grado di intercettare i bisogni e capace di coinvolgere tutti gli attori comunitari (enti locali, gestori di servizi, consulte, terzo settore, associazioni di utenti e familiari, centri di ricerca, ecc.). In questa fase storica tutti noi operatori della salute mentale siamo chiamati a contribuire a rendere la vita quotidiana meno incerta e precaria e a lavorare continuativamente per il benessere delle nostre comunità. Da tutto questo nasce il volume che avete nelle mani. -
Storia europea del fiume Nievole. Note etimologiche e di toponomastica di Pescia e della provincia di Pistoia
Tutti i corsi d'acqua, quelli modesti come quelli impetuosi, scrivono nel corso dei millenni la loro storia, incidendo con uno strumento semplicissimo e innocuo come l'acqua i loro letti, talvolta travolgendo tutto e tutti coloro che non hanno portato il dovuto rispetto all'ambiente. In quanto al carattere, somigliano sempre più a quello delle persone, con alti e bassi da far paura e spavento. Il corso d'acqua della Nievole si chiamava un tempo Neure e Niure, con pronuncia vicina a quella di arabi e turchi per dire fiume, ovvero Nahar e Nehir. In seguito, la massiccia presenza rilevata nell'alveo della Nievole, del sambuco selvatico o 'sambucus ebulus' ha accolto in questa ricerca le tesi di numerosi studiosi che ne hanno valorizzata la tematica, derivando da 'ebulus' l'attuale nome del fiume. -
Studi in memoria di Maria Ansaldi (1959-2013). Acta Apuana anno XVI-XVII (2017-2018)
Volume di Acta Apuana dedicato a Maria Ansaldi, con tanti contributi che inquadrano le ""sue"""" montagne sotto diversi aspetti - climatologico, geomorfologico, botanico, zoologico - in una grande visione panoramica, seppure parziale, della natura di questi luoghi."" -
Urbanalogy. Pinocchio architetto. Ediz. illustrata
«Urbanalogy è un incontro inatteso tra due esperienze artistiche diacroniche sui luoghi dell'architettura, della città e del paesaggio antropizzato nell'epoca della crisi globale. Due esperienze professionali, quella dell'architetto e quella del fotografo, che si confrontano in un intreccio di analogie formali e concettuali sfociando in un doppio progetto artistico-illustrativo dove il disegno e la fotografia diventano strumenti correlati nel delineare il ritratto di un mondo in rapida evoluzione. Disegnare e fotografare significa in primis 'impadronirsi' della realtà attraverso la sua osservazione e, in un secondo tempo, ricrearne una diversa con lo spirito dell'immaginazione e del progetto; Il disegno è lo strumento qualificato a trasferire il concetto di architettura verso la sua ideazione, mentre la fotografia ne manifesta la sua concretizzazione. La genesi di Urbanalogy risale al 2016. Ci siamo resi conto inaspettatamente che emergevano delle analogie nelle nostre personali ricerche. Entrambi lavoravamo alla rappresentazione di forme architettoniche e di composizioni fatte di luci e ombre molto simili, quasi sovrapponibili. Disegni e fotografie realizzati in momenti diversi del nostro percorso artistico e professionale, che erano racchiusi nell'archivio fotografico da una parte e nei taccuini neri dall'altra, potevano, e dovevano, essere abbinati. Da questi primi abbinamenti fatti di luoghi e segni sempre molto distanti fra loro ci siamo concentrati poi sul tema della verità (o della finzione) del disegno e della verità (o della bugia) della fotografia arrivando, appunto per analogia, fino al capolavoro di Carlo Lorenzini, un testo senza tempo e senza luoghi, di architettura priva di riferimenti. Con il desiderio e la curiosità di interpretare la sapiente mancata descrizione dei luoghi del libro attraverso un nostro palinsesto grafico, abbiamo elaborato il nostro contributo al racconto di Pinocchio concretizzandolo in una sorta di ripensamento dei luoghi o delle scene ideali in cui la storia può essere ancora rinvenibile. Ovunque Pinocchio non è più un burattino, ma un'architettura, disegnata o fotografata, fatta di pezzi e giunture, di bugia e verità, un macro-oggetto che si muove in una macro-scenografia: Urbanalogy-Pinocchioarchitetto. L'invito ad esporre alla 17° Biennale di Architettura di Venezia nel Padiglione Italia nella sezione ""Italian best practice"""" ci ha dato l'opportunità di raccontare, e sintetizzare visivamente il progetto in progress, in un video. Abbiamo messo in scena la nostra narrazione all'interno di un contesto altamente suggestivo, l'ex manicomio di Volterra, un luogo denso di architettura che l'inesorabile trascorrere del tempo ha quasi irrimediabilmente negato. Nei silenti padiglioni, dove la verità si trasfigurava rumorosamente in follia, la nostra dualistica rappresentazione mentale, disegno/fotografia, architetto/fotografo, Urbanalogy-Pinocchioarchitetto trova la sua prima ideale scenografia. La seconda attraverso le due distinte narrazioni esposte in questo libro.» (Da Presentazione di Massimo Gasperini e Irene Taddei)"" -
L' ippodromo nel cuore di Livorno. Il «Federico Caprilli» raccontato in 13 storie
"Quando ero bambino la sera della Coppa del mare era veramente un Natale d'agosto"""" Questo, in estrema sintesi, è quanto ha rappresentato per Livorno e per i livornesi l'ippodromo """"Federico Caprilli"""". Un luogo dove si svolgeva un rito che celebrava come protagonista il Cavallo, rendendo la routine delle corse qualcosa di straordinario. Il luogo certamente aveva la sua importanza, con il mare proprio lì, a due passi dalla curva che guarda l'Ardenza. Il """"Caprilli"""", però, ha chiuso i battenti il 26 dicembre 2015 e da allora la città sta attendendo di poter tornare a passare le serate sulle sue tribune, guardando le corse in pista. La chiusura dell'ippodromo ha cambiato anche la vita di chi ci lavorava e, spesso, ci viveva. Per questo l'autore ha deciso di raccontare questo vuoto attraverso la voce di alcuni di coloro che sono stati protagonisti della sua storia. Sono persone di varie età, uomini e donne, che per scelta o per semplice flusso delle loro vite familiari hanno fatto parte di quella comunità che si affacciava in via dei Pensieri e che ci offrono l'occasione di scoprire come in questi ultimi cinquant'anni il """"Caprilli"""" sia stato non solo un luogo di lavoro ma anche una famiglia estesa, per alcuni l'unica. I personaggi che si raccontano e che raccontano l'ippodromo sono tredici. Ciascun ritratto è corredato da fotografie che testimoniano e arricchiscono le loro parole. Un viaggio nella memoria recente di un ippodromo che per molti versi è il cuore di Livorno." -
Ceramica e vetro a Roma. Tra XVI e XVII secolo
«In un giorno di marzo del 1581 così dovette apparire Roma agli occhi di un colto umanista francese: ""questa città non ha quasi manovali e uomini che vivano del lavoro delle loro braccia, Roma è una città tutta corte e nobili. Ciascuno prende parte per conto proprio all'ozio ecclesiastico. Non vi sono strade di mercato..., non vi sono che palazzi e giardini"""". È vero, e con Montaigne anche Jean Delumeau ci aveva avvertito che la nostra indagine sarebbe potuta risultare deludente, eppure mettendoci sui passi di due gruppi di artigiani - proprio a partire dagli anni in cui l'illustre viaggiatore è nell'Urbe - si è svelata ai nostri occhi una realtà complessa, inattesa. Il centro europeo più cosmopolita, abitato in gran parte da forestieri, è apparso riflesso, nel nostro parziale e limitato punto di osservazione, nelle vite di quanti si occupavano nel lavoro dell'argilla e del vetro. Ne è emerso il profilo di una città di circa 100.000 abitanti, crocevia di ampie rotte commerciali, dove la maggior parte dei maestri proveniva dai più noti luoghi di lavoro della Penisola. È ancora Montaigne che coglie immediatamente questo elemento affermando che Roma """"c'est une ville rapiécée des étrangers, chacun y est comme chez soi"""". La continua circolazione degli uomini rendeva possibile nuove sperimentazioni che non erano esclusivamente rivolte alla domanda di un circoscritto mercato interno. Al porto di Ripa Grande, ed è questo uno degli aspetti più inattesi emersi nel corso di questa ricerca, maioliche e vetri prodotti a Roma erano di frequente caricati su barche dirette a Napoli, in Calabria o in Sicilia. Al contempo nello stesso porto di Ripa giungevano materie prime dal litorale di Trapani - sabbia silicea - o da Altare, nell'entroterra savonese: soda, terra, semilavorati e strumenti per la lavorazione del vetro...» (Dall'Introduzione)"" -
Note tricolori. La storia dell'Italia contemporanea nella popular music
Dai primi successi ottocenteschi alla diffusione della canzone italiana in Europa orientale, dai teddy boys a Mina, dalle tammurriate napoletane al punk, dai festival musicali abruzzesi a quelli della rivista «Re Nudo». E poi, ancora, i Beatles in Italia nel 1965, l'influenza del mito americano, la canzone colta e i riflessi letterari, per arrivare agli intrecci fra musica e società dei consumi e fra musica e politica, con la canzone militante di destra e di sinistra e quella di ispirazione cattolica. Il libro getta luce su questa complessa realtà, fin qui assai poco studiata, e offre nuove e interessanti chiavi di lettura di alcune pagine della storia italiana contemporanea attraverso la cartina di tornasole della popular music. Una musica che, sfuggendo all'evento dell'esecuzione per strutturarsi in un prodotto materiale, incide in maniera significativa sui processi collettivi di elaborazione simbolica e svolge un ruolo centrale nella costruzione dell'immaginario giovanile. -
Tondini di ferro e bossoli di piombo. Una storia sociale delle Brigate Rosse
Cosa sappiamo della nascita delle Brigate Rosse. Dopo più di 50 anni dalla loro nascita sono ancora molti i vuoti da riempire nella storia di quell'organizzazione e del paese. Per farlo dobbiamo guardare da vicino i vorticosi rivolgimenti di una società che in pochi anni passa dal disastro del fascismo e della guerra a divenire una delle realtà più industrializzate del pianeta. Dentro questi cambiamenti, dalle lotte di fabbrica e degli studenti, dal primo femminismo alle rivendicazioni sui diritti di cittadinanza, nascono idee, passioni e si scontrano visioni di futuro. Dall'immaginario della Resistenza fino alla fascinazione per paesi lontani che si liberavano da oppressioni insopportabili, da Cuba al Vietnam ed all'Algeria, prendono vita dibattiti enormi che corrono tra le pagine dei giornali fino ai ciclostili nei seminterrati. Da Palermo ad Aosta il paese si scuote, quasi a risvegliarsi dalla trance del processo di ricostruzione, e nelle strade si accende uno scontro sociale gigantesco. Dentro quello scontro, tra le botte della polizia e quelle dei manifestanti, tra le macerie delle bombe neofasciste si comincia ad intravedere una stella a 5 punte, allungata fatta partendo dalla moneta da 100 lire; le Brigate Rosse vogliono fare la Rivoluzione come avanguardia di una classe operaia che stava perdendo la sua partita storica. La loro sconfitta non è, però, solo una scia di attentati e di morte ma diviene l'occasione per comprendere come l'esplosione dei processi che proprio le Br per prime chiameranno globalizzazione abbia cambiato la nostra percezione del mondo in cui viviamo. -
Semicerchio. Rivista di poesia comparata. Vol. 1: geografia lirica di Holan e Ripellino, La.
Semicerchio è la prima rivista italiana di poesia comparata. Fondata a Firenze nel 1985 da un gruppo di scrittori e di universitari, si interessa di poesia dall'antichità al contemporaneo, con attenzione particolare al quadro internazionale e ai rapporti interculturali, alla critica tematica e alla letteratura d'immigrazione. Si compone di una parte dedicata a un tema antropologico o culturale, esplorato nella sua storia poetica attraverso ricerche specialistiche e antologie di testi, una sezione di saggi miscellanei, una serie di testi inediti italiani e stranieri, e una vasta rubrica di recensioni di libri recenti da ogni parte del mondo, compresa la poesia classica e medievale e la canzone rock e le poesie araba, africana, iranica, lituana, greca, indiana. La combinazione di un rigoroso criterio filologico nelle analisi e nelle selezioni del materiale e un'impostazione interculturale sensibile ai movimenti della società ne ha fatto uno degli strumenti di informazione e di proposta letteraria più avanzati sul piano metodologico e più conosciuti e consultati dai cultori di poesia italiani ed internazionali, oltre che un ponte ideale fra ricerca universitaria, militanza critica e aggiornamento scolastico. Alla redazione e al comitato scientifico, composti da 30 specialisti di vari paesi europei ed extraeuropei, si sono affiancati di volta in volta collaboratori illustri. -
Giovanni Antonio Cybei e il suo tempo. Guida alla mostra. Ediz. italiana e inglese
«L'evento culturale di eccezionale importanza promosso dall'Accademia di Belle Arti di Carrara, in occasione del suo 250° anniversario della fondazione, del suo primo Direttore Antonio Cybei, è la sua riscoperta di un così autorevole e ingiustamente dimenticato artista, oggi annoverato tra i migliori rappresentanti della scultura settecentesca europea. Le opere in mostra saranno esposte in quattro edifici storici, il Museo Carmi, Palazzo Binelli, Palazzo Cucchiari e Palazzo Cybo Malaspina sede dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, i quali costituiranno un percorso espositivo analitico che vedrà raccolta l'intera produzione artistica del Cybei. La Mostra rappresenta un'importante opportunità didattica e di ricerca per l'intera popolazione studentesca, già attivamente e costantemente impegnata con grande energia, nel lungo percorso organizzativo. Le ricerche storiche effettuate dai Docenti dall' Accademia e in primis dal curatore della mostra Prof. Gerardo de Simone, attraverso una accurata ricerca epistemologica, hanno messo in evidenza il rapporto tra le teorie del Cybei e il periodo precanoviano. L'Accademia di Carrara nell'ambito della propria programmazione, si pone al centro di proposte sia di mostre storiche che di interventi nell'ambito dell'arte contemporanea. Pertanto, si ringrazia il Direttore Prof. Luciano Massari, responsabile della mostra, gli studenti, ed i loro Rappresentanti e quanti hanno collaborato e collaboreranno in futuro ai programmi culturali di questa Istituzione.» (Dalla Presentazione di Antonio Passa) -
Roi e la magia del cuore. Ediz. illustrata
Con a fianco il GGB e i sorrisi dei suoi grandi, Roi inizia un viaggio difficile e meraviglioso fuori e dentro di sé. Uno di quei viaggi della vita che fanno scoprire quanto sia magico il cuore di ognuno. Magia in grado di trasformare rabbia, paura e tristezza in resilienza, scoperta di se stessi, gioia, dolce sentire che solo chi trova la forza e il coraggio di viaggiare può raggiungere veramente. Età di lettura: da 4 anni. -
L' alba dentro l'imbrunire. Viaggio nella spiritualità della musica italiana
"L'alba dentro l'imbrunire"""" è un viaggio che, partendo dalla creazione del mondo attraverso la parola e quindi il suono, arriva - velocemente, nessuno si preoccupi - alle tantissime commistioni tra canzone italiana e spiritualità, dagli anni '60 ad oggi. Uno spazio proprio è inoltre dedicato a Franco Battiato e alla sua """"factory"""", a Adriano Celentano, Fabrizio De André, Angelo Branduardi, Giovanni Lindo Ferretti, Renato Zero. Nota introduttiva di Enrico Ruggeri." -
Giovanni Battista Tempesti. Storia illustrata degli artisti pisani. Ediz. illustrata
«Questo libro che vi trovate tra le mani è una cosa modesta. Costituisce la riduzione, a volte dolorosa a volte incoraggiante, di una tesi di dottorato che discussi a Pisa, in quel dipartimento dove passai gli anni garbati dell'università. La sede fisica era diversa, andavamo sul lungarno in quei tempi, ma la sede istituzionale era la stessa, e tornarci da vecchio fu per me esperienza curiosa ben oltre la vicenda strettamente scientifica, l'applicazione sui libri voltati e rivoltati. Tornavo per fare lo studente, e mi sembrò una vanità, ma anche un privilegio difficile da dire, quasi immeritato, e respiravo a pieni polmoni quella stessa aria respirata da ragazzi ben più giovani di me, e mi sembrava di compiere un'impresa quasi scandalosa. Sentii perfino qualcosa che a pensarci oggi somigliava ad una soddisfazione pacata e placata. Qualche volta. In questa avventura mi seguirono due docenti, che dovrei qui indicare come i miei professori, ma che a dire il vero furono qualcosa di più: persone che mi stettero vicine, alle quali davo del tu, e immagino ancora oggi il loro imbarazzo quando dovettero dirmi che quel capitolo era proprio brutto. Trovare le parole, a volte, non è semplice. Ecco allora che a distanza di anni voglio qui ricordare e ringraziare Alessandro Tosi, innanzi tutto, e poi Cinzia Maria Sicca, che si assunsero questa incombenza imprevista e, talvolta, pesante, e che con una pazienza di cui gli sono ancora grato, trovarono tempo e voglia di prendermi sul serio. Se fecero solo finta non me ne sono mai accorto, e questo va a loro maggior merito. So di essere una persona difficile, e la mite dolcezza di certi momenti la ricordo ancora. Il lavoro, come dicevo, è il frutto di una riduzione del testo originale a volte perfino temeraria, altre forse infelice. Mancano le schede dei dipinti e dei disegni, che da sole costituivano quasi metà della ricerca. Mancano soprattutto le note, numerosissime ed estenuanti. La bibliografia è davvero essenziale. Qualche raccordo tra le varie parti è stato allora acrobatico, e si noterà, ma tutto sommato penso che Tempesti valesse una pur breve monografia e qualche sacrificio. Del resto io non riesco mai a prendermi troppo sul serio, e va bene così. E comunque, come si dice in questi casi, se troverete sciocchezze o ingenuità, la colpa sarà da addebitare esclusivamente a chi scrive» (Dalla Prefazione) -
Quilichino da Spoleto. Storia di Alessandro Magno
Nel Medioevo il personaggio di Alessandro Magno suscitò un tale interesse che su di lui si scrissero romanzi in latino e in volgare, poemi, cronache, commenti biblici e sermoni. Tra queste opere spicca l’Historia Alexandri Magni o Alexandreis di Quilichino da Spoleto che, per primo, adattò ai distici elegiaci la narrazione di una delle tante ramificazioni del celeberrimo Romanzo di Alessandro dello Pseudo-Callistene, in cui erano riunite tutte le leggende fiorite su Alessandro. L’eroe macedone, nell’avvincente racconto di Quilichino, percorre ogni regione in una sorta di odissea terrestre, incrocia popoli mostruosi e linguaggi ignoti, per sete di conoscenza esplora l’abisso marino e vola in cielo su un carro trainato da quattro grifoni: uno degli episodi più famosi e tra i più rappresentati, solitamente simbolo di colpevole orgoglio. Il testo latino, accompagnato a fronte dalla prima traduzione in italiano, nonché la prima in una lingua moderna, si giova di un puntuale commento e di una introduzione che ricostruisce la biografia dell’autore, analizza il sostrato ideologico cui rimanda la rappresentazione di Alessandro, esamina il rapporto con la fonte impiegata, indaga le ragioni della notevole diffusione manoscritta di cui godette il poema e infine offre una sintetica valutazione delle peculiarità stilistiche. -
Appunti per la progettazione sociale. Teorie, metodi e sguardi sull'innovazione
Introduzione di Luigi Corvo.