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Senza sosta. Gli 82 Quattromila delle Alpi in 60 giorni
Patrick Berhault aveva un sogno: concatenare tutti gli 82 Quattromila delle Alpi in 82 giorni, senza altro motore che le proprie gambe. Berhault non ce la fece, ma Franco Nicolini, Diego Giovannini e Mirco Mezzanotte il sogno lo realizzarono nel 2008, e in soli 60 giorni. Questa è un'impresa che segna una svolta importante del modo contemporaneo di vivere la montagna: non si tratta più delle velocissime scalate di un giorno, ma di nuovi orizzonti temporali. Un viaggio tra ambienti sconfinati e selvaggi, raggiunti col solo motore umano: i tre hanno esclusivamente camminato, sciato, arrampicato e inforcato la bicicletta. In questa nuova concezione, la performance è solo una parte – sempre più impercettibile – dell'avventura. Contano nuovi valori, le sensazioni, l'istinto, l'equilibrio, il saper condividere la quotidianità insieme ai compagni scelti, senza i tempi di attesa himalayani. È un nuovo modo di conoscere le montagne, guidato dalla voglia di ""starci dentro"""" e a lungo per assaporare nuove dimensioni."" -
Deviazioni. Storie e luoghi del mondo
Ulrike ci regala un viaggio attraverso luoghi ""fuori rotta"""", fuori, cioè, dalle affollate mete turistiche. Si tratta di luoghi in cui spesso ci s'imbatte per caso, ma che regalano storie e incontri emozionanti. In questo libro sono riuniti scorci e racconti che arrivano dai 5 continenti, selezionati dai 10 anni di viaggio dell'autrice. Fanno emergere con forza quanto la realtà spesso sia diversa da ciò che sembra e come la storia, quella vera, non sia sempre identica a quella che si legge sui libri. Una cosa, però, secondo Ulrike è sempre la stessa e uguale in tutto il mondo: la voglia e la necessità di muoversi. Per ricordarci però che il viaggio per alcuni è una scelta e per altri una necessità, si volta indietro e pone lo sguardo su due celeberrimi miti, spaventoso specchio della nostra attualità. Ulisse viaggia per piacere e viene proclamato eroe della curiosità dallo stesso Dante; Enea, invece, viaggia per disperazione, perché non ha alternative: avendo perso tutto, prende suo figlio piccolo e si mette in mare, pieno di paure. L'autrice sprona noi viaggiatori occidentali a considerare la nostra privilegiata posizione da """"Ulisse"""" e invita, senza giudizio, a riconoscere che spesso i viaggiatori hanno percorsi e modalità differenti, ma sono uniti da un unico e grande desiderio: sentire pulsare la vita ogni singolo giorno."" -
Piante d'acquario. Vol. 1
Il sogno di buona parte degli acquariofili è quello di riuscire a gestire un acquario dove piante e pesci possano vivere armoniosamente insieme in una rigogliosa oasi verde, in un piccolo e incontaminato giardino sommerso capace per un po' di far scordare quel mondo frettoloso e spesso arido in cui si è costretti a muoversi ogni giorno. Questo libro si propone di fornire le basi per il riconoscimento e la coltivazione di successo di un buon numero di piante d'acquario, scelte tra le più facilmente rintracciabili sul mercato, affinché quel sogno possa tramutarsi in realtà per chiunque. -
Andrea Valcanover. Rabbia. Ediz. integrale
Andrea Valcanover è l'uomo che la maggior parte delle donne hanno sempre sognato d'incontrare: idealista, intelligente, bello ma noncurante della propria bellezza, amante degli animali e della natura e disposto a tutto per salvare un cucciolo in difficoltà. Giovane veterinario desideroso di rendersi utile lavorando 'in prima linea' e non all'interno di un laboratorio, si reca in Tanzania in adesione a un progetto all'interno del Parco del Serengeti. Qui conoscerà Carrie, veterinaria scozzese, e con lei si troverà coinvolto in una situazione inizialmente strana, poi sempre più pericolosa, in un crescendo di avventure, che li porterà a combattere contro un nemico invisibile e pericolosissimo. Se il mostro non verrà fermato in tempo, si rischia una catastrofe biologica di proporzioni immani. -
Farfalle
Vanessa era in grado di vivere sogni meravigliosi, talmente intensi da farle dimenticare il contatto con il mondo. Anche la sua fantasia non era meno sviluppata, poteva ritrovarsi su di un'isola tropicale circondata da acque cristalline o sulla cima di una montagna da cui l'occhio possa spaziare ovunque tra cielo e terra senza rendersi conto di essere prigioniera delle proprie visioni. La sua capacità di astrazione dalla realtà la faceva vivere in ""stati"""" surreali e la capacità di comunicare con gli insetti era l'unica esperienza che le permetteva di connettersi con l'ambiente circostante. Per tutti è una bambina strana, senza speranza di essere recuperata, perché lei non vuole uscire dal suo mondo incantato. Almeno non fino al momento in cui, a dieci anni, accade un evento che stimola il suo interesse verso l'altro da sé ... Un romanzo che narra di autismo e della possibilità di emergere dal bozzolo in cui la malattia induce."" -
Fabrizio De André. Maledetti poeti
Non siamo qui per celebrare il poeta De André e nemmeno la sua poesia. O meglio, siamo qui per celebrare la poesia del genovese, attraverso i suoi poeti e le loro poesie: quelle che, in un modo o nell’altro, hanno rifornito di humus e linfa il suo linguaggio poetico. Pseudo Giacomo, Aristofane, Jacopone da Todi, Cecco Angiolieri, Françoise Villon, Edgar Lee Masters, Oswald De Andrade, Olindo Guerrini, Riccardo Mannerini, Pier Paolo Pasolini, Fernanda Farias de Albuquerque, Álvaro Mutis. La formazione è di quelle sporche, cattive e perdenti. Tutt’altro dall’ungarettiana “Petrarchesca” che puntava in alto. Qui siamo in piena zona retrocessione di quel campionato a girone unico (senza ritorno) che chiamano vita. -
Martin Scorsese. Le forze primigenie dell'America
Forse Martin Scorsese non è un regista-letterato, ma è certo che nel Pantheon dei suoi riferimenti risiedono molti immortali. Shakespeare e Céline lasciano tracce, segrete ma profonde, nei suoi film. Herbert Asbury, alle origini del gangsterismo e i noir di Raymond Chandler lo guidano sulle “vie del malvivente” (""Mean Street""""). Il Joyce di """"Dedalus"""", Sushaku Endo, Nikos Kazantzakis riforniscono l’immaginario dei lungometraggi a sfondo spirituale. Le """"Memorie dal sottosuolo"""" di Dostoevskij, il Nietzsche de """"La gaia scienza"""" e dello """"Zarathustra"""" e Thomas Wolfe il solitario si nascondono dietro le quinte di """"Taxi driver"""" e di """"Cape Fear"""". Henry Miller è esplicitamente citato in """"After hours"""". I testi di alcune canzoni dei Rolling Stones e di Bob Dylan fanno da controcanto alle scelte formali e sostanziali della sua intera filmografia. Le strisce di Otto Soglow ispirano i suoi """"storyboard"""", esattamente come i disegni di Selznick offrono lo spunto per le immaginifiche inquadrature di """"Hugo Cabret""""."" -
Patti Smith. Tra Rimbaud e San Francesco
Una miccia lunga 175 centimetri in un corpo magro, segaligno. Un viso ieratico. Capelli - lunghi o corti, secondo le mode - comunque sempre scombinati: a darle l'aria di una mitologica medusa. Non può essere del tutto semplice la donna che accompagna la dipartita di Allen Ginsberg leggendogli i Cantos di Ezra Pound. E poi, giù e su, tra Rimbaud e San Francesco, Kerouak e Verlaine, Blake e Burroughs, Pasolini e Baudelaire in un continuo saliscendi da vertigine letteraria. Nella foresta dei simboli, la parola si fa musica e i poeti danzano tra loro, senza tempo. -
Amore e misticismo. Una ricerca sull'esegesi origeniana del «Cantico dei Cantici»
Il libro espone l'esegesi, compiuta dal Padre della Chiesa Origene, di un difficile libro dell'Antico Testamento, il Cantico dei Cantici, considerato la vetta o l'apice di tutti i desideri. Il filosofo giunge a negare del tutto il significato letterale del testo sacrosanto, i fatti storici narrati su cui si può facilmente equivocare, mentre considera la lettura spirituale che mette al riparo dalla violenza e dalla perversione. Secondo quest'interpretazione i protagonisti del Cantico dei Cantici, due innamorati, simboleggiano l'anima del Logos oppure la Chiesa e Cristo. L'opera origeniana intende dunque indicare come il destino ultimo dell'umanità sia ascendere la contingenza o l'immanenza nell'ordine morale e trascendente, per trovare in modo del tutto anagogico, soprannaturale, la realtà del Nuovo Testamento. -
Luigi Tenco. Io sono uno... e nessuno
Pavese, senza dubbio e, di sicuro, il Pirandello della pluralità dell'io. Esplicitamente Brecht e Vian. Senz'altro, quell'umore che viene dalla scuola esistenzialista: di Sarte, molto verosimilmente e di Camus per derivazione approssimativa. In maniera allusiva, s'intuiscono l'innominato Heidegger, alcuni lampi sulfurei di Friedrich Nietzsche e, per sorprendente rassomiglianza metabiografica, Carlo Michelstaedter. E poi, il pessimismo di Leopardi, il romanticismo di Foscolo, il decadentismo di Pascoli. I maledetti Baudelaire e Rimbaud e il maledettissimo Céline, per spirito di contraddizione alla buona norma borghese. E lo scandaloso Ovidio. Sono queste le carte, quasi sempre coperte, che abbiamo in mano per decifrare l'enigma che Luigi Tenco ha lasciato dietro di sé, inciso per sempre nel calco delle sue canzoni. -
Stanley Kubrick. Odissea nell'incipit
«Se può essere scritto può essere filmato», così parlò Stanley Kubrik. Il detto deve essere inteso alla lettera: ben 11 dei suoi 13 lungometraggi sono tratti da romanzi e racconti altrui. Non sarà necessario, quindi, interrogare alcun monolite nero per farci svelare il chi e cosa dovremmo vedere riflesso nella lucida superficie di celluloide davanti alla quale ci ha piazzato il genio del regista. Basterà scorrere le prime pagine, gli incipit, delle sue fonti letterarie - Lionel White, Humphrey Cobb, Valdimir, Howard Fast, Nabokov, Peter George, Arthur Clarke, Anthony Burges, William Makeapeace Thackeray, Stephen King, Gustav Hasford, Arthur Schnitzler - per ritrovarci compagni di viaggio in una delle più straordinarie odissee che la storia del cinema ci abbia regalato. -
Affreschi quantistici. Parallelismi tra scienza e arte
Nonostante molti ritengano che arte e scienza forniscono immagini oscillanti che non si possono cogliere assieme e che, in seguito alla moltiplicazione delle discipline e alla specializzazione a cui si assiste nella società contemporanea, tra cultura scientifica e cultura umanistica si sia generata una frattura insanabile, esaminando le cose in profondità è possibile individuare tra questi due settori forti interazioni e parallelismi. In questo libro, sulla base della convinzione che tra scienza ed arte esistono, sia a livello epistemologico e metodologico, sia sul piano delle loro rispettive costruzioni nei vari ambiti di studio, rilevanti elementi di connessione, si mostra come il mondo costruito dall'arte e il mondo costruito dalla scienza abbiano le stesse caratteristiche e rappresentino di fatto lo stesso ""universo"""". Significativi parallelismi e legami reciproci possono essere individuati tra opere d'arte e teorie della scienza e, in particolare, è possibile costruire dei percorsi che, a partire da alcune importanti opere d'arte, consentono di arrivare ad alcuni fondamentali risultati in campo scientifico, segnatamente riguardo la fisica moderna."" -
Tim Burton. L'oscura stanza dei giochi
Tutto parte dall'infanzia che, come un treno fantasma, percorre con le sue angosce, ossessioni, visioni, l'età adulta. Il giovane Tim Burton s'industria con quello che trova a portata di mano per riempire i buchi vuoti tra una lezione e un'ora di sport e sfuggire, così, alla monotonia del vivere in provincia. E da subito s'innamora dei mostri. Poco alla volta arriveranno Johnny Hart, Mary Shelley, Bram Stoker, Franz Kafka, Edgar Allan Poe, Washington Irving, Fratelli Grimm, Roald Dahl, Gottfried Benn, Georg Trakl, Carl Einstein, Dr. Suess, Len Brown a tenergli compagnia nella stanza dei giochi. -
Sulle punte della forchetta. «Ragguazza i maccheroni, avviluppa e caccia giù»
La forchetta è un utensile che serve per mangiare alcune pietanze (non certo quelle brodose... per le quali serve il cucchiaio), oppure per cuocere o cucinare il cibo. Il forchettone con due o più punte evita il contatto tra il cibo e le mani e questo ha a che fare (se lo si vuole) con l'igiene, ma serve, prima di tutto, a non ustionarsi durante la cottura e l'ingestione. In queste pagine si sosterrà che la forchetta individuale si imporrà in Italia nelle regioni in cui si mangiavano i maccheroni o la pasta asciutta. Nel volume si narrerà della forchetta dall'età antica a tutto il Medioevo fino al primo puntorio di legno che si trova in un testo della fine del XIII secolo, arrivando all'Umanesimo e al Rinascimento e a tutta l'età moderna. Si proseguirà con alcune leggende sulla pasta alimentare e su chi ha ""inventato"""" la pastasciutta e si terminerà con cortesie o buone maniere a tavola, ossia il galateo."" -
David Bowie. L'arborescenza della bellezza molteplice
Una vita ispirata, ossessionata e imprendibile. David Bowie volle costantemente ridiventare ciò che era prima di essere, e questa è la sua arte. Ciò che è diventato, la sua bellezza molteplice, la sua eleganza decadente e solitaria, il firmamento malinconico delle sue canzoni, la prolissità ridondante ma impeccabile delle sue provocazioni ricordano meno gli esteti e i dandy dell’Europa tardo-moderna che gli asceti orientali di un redivivo Medioevo iniziatico. Al pari di Hafez, Rāmānanda, Huineng, egli è stato l’artista dell’incompiutezza prismatica che si fa voce, il folgorato poeta dell’esasperazione tecnologica, il non sospetto interprete della postmodernità senza scampo. -
Vasco Rossi. Se più di Nietzsche poté Leopardi
Vasco Rossi nietzschiano? Sì, forse, ma, però… Se è vero che la riflessione sul nichilismo del Grande Solitario sembra fare sfondo a molta produzione del cantautore, è altrettanto vero che nei testi delle sue canzoni l’oltreuomo e l’eterno ritorno non si affacciano mai. E Nietzsche senza quei due fondamentali, non è Nietzsche: al limite, è Leopardi. Il quale, sui temi del nichilismo novecentesco, ha anticipato tutti. Seguendo il filo logico del Sileno: “meglio non esser nati”, contenuto nel Manifesto futurista della nuova umanità, il sospetto che qualche corda della chitarra mentale dell’emiliano, il Conte di Recanati sia andato a pizzicarla, sembra legittimo. Sulla questione stile del linguaggio, invece, Ionesco e Beckett hanno lasciato impronte abbastanza nitide sui suoi fogli. Kierkegaard, infine, apre la visione del mondo testuale di Vasco verso altri orizzonti. Diversi da quelli cantati fino a poco prima di scrivere Un mondo migliore. -
La storia del naso e della bocca
Quante volte, da bambini/e, abbiamo sentito ripetere: ""Metti i piedini dritti! - Non fare smorfie! """"Invece, non ricordiamo, né abbiamo mai detto, forse: """"Metti la lingua a posto!"""" E dov'è il posto della lingua? In alto dietro gli incisivi superiori e si chiama SPOT. Se la lingua non impara a stare al suo posto, può combinare GUAI, per la respirazione, la deglutizione, la masticazione e la produzione di alcune consonanti. """"Mamma mi scappa la ESSE!"""" - """"Oddio ho perso la ERRE"""" A sei anni, dovrebbe essere concluso il processo di maturazione della deglutizione e della masticazione. Questa piccola storia può essere uno strumento divertente, per insegnare alle nostre bambine, ai nostri bambini, l'uso di buone prassi, in un tratto strategico del viso."" -
I meloni della Gioconda. Storia di una volta nella memoria popolare
"Co' arconti l' fol'?"""" (Cosa dici, stupidaggini, falsità?) Questa espressione la dice lunga sull'idea che si ha delle favole, ritenute cose da poco, non vere, per bambini. Le favole, le fiabe infatti entrano nella nostra vita quando siamo bambini, presto ne escono e ci rientrano quando siamo adulti, quando siamo genitori, nonni, o comunque quando abbiamo bambini a cui leggerle. Troppo poco si raccontano favole, ancor meno si conoscono quelle che ascoltavano le nostre mamme, nonne, quelle che hanno lasciato un'impronta nella loro vita, nella nostra vita." -
Il tempo della strada. Le cronache del Beccamorto di Calavery Pier
Ted Balermem vive a Calavery Pier, una modesta città di mare, in cui esercita come becchino. È indipendente, determinato e curioso, forse troppo. Si troverà infatti coinvolto in una serie di strane sparizioni, costretto a compiere un pericoloso salto nel passato, che lo porterà ad analizzare la realtà sociale in cui è sempre vissuto, e soprattutto a conoscere sé stesso. Sarà un lungo viaggio, accompagnato da ironia e semplicità, che stupirà, divertirà e chissà, potrebbe rivelarsi interessante. -
L' algebra delle lampade. Musica colta da culture incolte
Nel 1967 i Beatles si recano presso il parco della Knole House, residenza in stile Tudor della seconda metà del XV secolo, per girare due video: ""Strawberry Fields Forever"""" e """"Penny Lane"""". Situata nella contea del Kent, questa calendar house si compone di 365 stanze, 52 corridoi (come i giorni e le settimane dell'anno) e 7 cortili (come i giorni della settimana), struttura riproposta in quest'opera. Motivo per cui nella prima parte del libro sono racchiuse 52 schede dedicate a dischi di musica colta contemporanea (ma non solo), mentre la seconda comprende una serie di 7 interviste - ampliate da 2 bonus tracks finali - ad artisti provenienti dal progressive, dal krautrock, dalla new wave, dalla drone music, dal nu jazz e dall'hip hop. Segue, infine, un lunario di 365 dischi dedicato non solo a composizioni colte, ma anche ad album rock, jazz, fusion, all'elettronica, all'ambient e alle colonne sonore in un prezioso almanacco musicale volto a sottolineare l'influenza esercitata dalle avanguardie colte sui linguaggi pop.""