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Elementi di fisica. Per le lauree di primo livello dell'area medi...
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Fondamenti di meccanica applicata
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Chimica generale. Teoria ed esercizi di chimica per ingegneria
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Macchine elettriche. Modelli a regime: teoria ed esercizi
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Varietà differenziabili
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Motori e sistemi propulsivi per autoveicoli
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Organizzare i trasporti internazionali. Vendere meglio per vender...
Di tutti i processi della gestione della supply chain, pochi hanno un impatto sul proprio business come la scelta della modalità di trasporto. I metodi di trasporto assicurano che le consegne verso i propri clienti, specie quelli internazionali, procedano senza difficoltà e che le merci arrivino in tempo alle destinazioni designate. Quindi il fattore trasporti riveste un ruolo fondamentale nella strategia di internazionalizzazione e di approvvigionamento internazionale. L’internazionalizzazione è una voce importante per l’economia locale e nazionale e l’elemento chiave sono le aziende che riescono a coinvolgere persone, fornitori e clienti, creando know how e innovazione, valorizzando territori e distretti e cambiando la cultura che le circonda. Ma senza un’attenta gestione delle strategie di trasporto e logistica, questo non è possibile. Il libro intende illustrare gli strumenti per comprendere come attivare una moderna organizzazione dei trasporti e delle spedizioni internazionali per tutte quelle aziende che vogliono aumentare la propria presenza nei mercati esteri e creare una catena del valore -
Physics in laboratory. Experiments for engineering physics courses
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Algoritmi e principi dell'informatica: esercizi risolti e commentati
Il presente volume è una raccolta di più di 160 esercizi riguardanti argomenti propri dell'informatica teorica e dello studio di algoritmi e strutture dati. In particolare, la raccolta è suddivisa in cinque aree tematiche: modelli formali per la descrizione di linguaggi, problemi relativi alla computabilità di funzioni e decidibilità di insiemi, soluzione di equazioni di ricorrenza, valutazione della complessità algoritmica e sintesi di algoritmi. Gli esercizi sono corredati di soluzioni commentate, volte a descrivere il procedimento risolutivo degli stessi. Le soluzioni presentate sono autocontenute e corredate di riferimenti alle fonti di nozioni utili alla loro comprensione, facendo riferimento a testi largamente adottati nei corsi di informatica teorica e algoritmi e strutture dati. -
Esporre l'Italia coloniale. Interpretazioni dell'alterità
Qual è stato il ruolo dell'arte nella definizione di un'identità coloniale italiana? L'espansionismo coloniale italiano, iniziato negli anni ottanta del XIX secolo, procedette fra avanzamenti, arretramenti e riprese fino alla Seconda Guerra mondiale, includendo l'Eritrea, la Somalia, la Libia e l'Etiopia. Massiccia in quegli anni fu la produzione di immagini che dovevano promuovere e rendere popolare l'Africa e gli africani, nell'ambito di un battage mediatico che toccò stampa, editoria, istituzioni e soprattutto le numerose esposizioni coloniali che ebbero luogo durante il sessantennio dell'avventura italiana d'oltremare. Queste esposizioni vengono qui ricostruite - con l'ausilio di cataloghi, riviste, fotografie e documenti dell'epoca - per valutare dipinti, sculture e allestimenti: l'analisi dei soggetti, dei mutamenti di gusto, la maggiore o minore incidenza a livello statistico delle opere esposte mostrano come l'arte sia entrata organicamente a far parte di questa speciale macchina propagandistica e come si sia precisato nel corso del tempo il concetto di ""arte coloniale"". -
Nulla di più grande
Perché la coscienza sparisce quando ci addormentiamo e ricompare intensa durante il sogno? È cosciente un uomo che esce dal coma, ma rimane immobile e muto per mesi o anni? Lo è un pappagallo che pari a? O un delfino che gioca? Questi quesiti fondamentali, e ancora irrisolti, evidenziano il problema più grande della scienza e della filosofia: nonostante gli straordinari successi delle neuroscienze, non sappiamo ancora quale sia l'ingrediente misterioso che accende la luce della coscienza. A questa domanda cruciale Marcello Massimini e Giulio Tononi hanno cercato di dare una risposta teorica e pratica insieme. La loro è una teoria unica al mondo: la coscienza nasce dentro il cervello dall'integrazione speciale dell'informazione di tutte le sue parti, qualcosa che è molto difficile trovare altrove. Anche questa teoria, come quella eliocentrica di Copernico, ha bisogno del suo cannocchiale: una sonda magnetica che invia impulsi nel cervello e ne misura le risposte. In base a queste rilevazioni, si può stabilire una scala per vedere dove vi è coscienza, e con quale intensità. Forti di questi strumenti, i due scienziati ci guidano in un'appassionante esplorazione alla ricerca dei confini della coscienza - tra cervello e cervelletto, veglia e sonno, anestesia, sogno, coma, super-calcolatori, polipi, delfini e molto altro. Se la teoria è corretta e le misure non la falsificheranno, questa spedizione potrebbe avere un esito stupefacente: una seconda rivoluzione copernicana che ci riporterà, naturalmente, al centro dell'universo. -
'Nzularchia
Questa edizione dispiega insieme al testo in dialetto flegreo una traduzione dell’autore che non solo non tradisce la furia dell’originale ma talora crea una lingua nuova, un italiano non formale, pieno di falle e di neologismi, trasparente come il sogno di un demone.rnrn«E proprio quando questa febbre gialla di paura raggiunge l’apice del suo decorso infettivo, improvvisamente, solo allora ti ci abitui, torni a rifiatare liberamente come una volta, un po’ arrochito nella voce, questo è vero! Ma non senti più dolore, non provi più fatica e sai perché? Perché ti sei assuefatto. Sei al sicuro: rachitico, depresso, malsicuro nella noiosa realtà di quattro mura, murato vivo, confezionato sottovuoto in una busta di cellophane.»rnrnrnIn ’Nzularchia si racconta di una notte spaventosa, in un derelitto palazzo dentro il quale arrivano i tuoni e i lampi di una tempesta incombente. Gaetano deve fare i conti, testimone il giovanissimo Picceri’, con il sopruso, l’orrore, la violenza subìta da un padre camorrista e assassino che si aggira dentro una vestaglia consumata nelle stanze di quel palazzo.rnSiamo alla fine degli anni Novanta del Novecento, ma il tempo sembra contrarsi e aprirsi come in una tragedia antica. L’inconscio di Gaetano emerge a scatti, a conati dal buio e il padre Spennacore si erge torvo e torbido a testimoniare un dominio decaduto e al contempo intriso di colpa e di mostruosità. «Io sono la fame che ti fa diventare infame, io sono un infame, traditor, morto di fame.»rn’Nzularchia è l’itterizia, la piaga, il segno che marchia una umanità condannata, senza identità, che sfida il labirinto per cercare un dolore originario e una colpa, o meglio ancora, un colpevole.rnNessuno nel teatro italiano ha saputo, come Borrelli, toccare il confine, il limite e cercare dentro l’abisso del nulla per cavarne un’oratoria grande, barocca, da teatro fiammeggiante.rnQuesta edizione dispiega insieme al testo in dialetto flegreo una traduzione dell’autore che non solo non tradisce la furia dell’originale ma talora crea una lingua nuova, un italiano non formale, pieno di falle e di neologismi, trasparente come il sogno di un demone. -
La timidezza delle rose
Diana è una bella ragazza poco più che ventenne. Tutto per lei sembra scorrere normalmente - amici, amori, studio - fino a quando una lettera sconvolge ogni cosa. La madre, infatti, prima di morire le ha scritto, rivelandole l'esistenza di una sorella gemella, Mary, che il padre, lasciandola, aveva portato via con sé. Inizialmente Diana non ha voglia di cercarla, presa com'è dalla sua vita. Succedono però alcune cose che le fanno cambiare idea: le parole di un misterioso cartomante che la inducono a riflettere sul suo destino (Diana sogna da tempo di diventare scrittrice, ma è avviata a una brillante carriera di avvocato) e il ritrovamento delle lettere spedite da Mary alla madre, lettere che parlano di un «giardino delle rose» a Istanbul e di una certa Zeynep Hanim, che le avrebbe insegnato a capire il linguaggio di questi meravigliosi fiori. La ricerca di Mary si rivelerà per Diana qualcosa di molto più profondo: un viaggio alla scoperta di sé e dei sogni accantonati. Perché tutto può accadere, persino udire la voce delle rose. -
Prigioniere. Storie di donne, delitti d'onore e Islam
Amina Sboui, la più controversa attivista per í diritti umani del mondo arabo, racconta le storie terribili ed esemplari delle sue compagne di carcere, per denunciare la condizione femminile nell'Islam. Amina è in attesa di processo per aver postato una sua foto a seno nudo. La prima notte conosce Bessma, che ha assassinato il fratello. Bessma significa sorriso, ma la ragazza non ha sorrisi sulle sue labbra e Amina si chiede cosa può spingere una donna ad ammazzare qualcuno del suo stesso sangue. La risposta che le dà Bessma è sconvolgente: per essere libera di amare. Profondamente turbata, Amina decide di raccontare le vicende delle altre detenute e le loro storie. Conosciamo Iman, raggirata da un uomo che prima la seduce e poi l'abbandona, Hana, Nahed, Zohra, Monia, condannata per avere ucciso i suoi due figli. Mandata in sposa dalla famiglia a un cugino violento che le rende la vita un inferno fin dalla notte di nozze, mette al mondo due bambini che per via del matrimonio tra consanguinei hanno entrambi gravi disturbi mentali. Per salvarli dalla violenza del marito, Monia decide di uccidersi insieme a loro con un potente sonnifero, ma sopravvive. Sono storie vere, raccolte e raccontate in prima persona da chi ha fatto della lotta e dell'emancipazione femminile la sua principale ragione di vita. È un viaggio terribile, ma anche commovente e illuminante all'interno delle carceri tunisine e in fondo all'anima di queste donne maltrattate, abusate, sottomesse nell'Islam più fanatico e arretrato, nel quale la condizione femminile è rimasta come nel Medioevo. -
Sopra il vulcano. Il campo, lo scudetto, la vita
Questa autobiografia è un'eccezione straordinaria, una fuga di informazioni, una confessione a lungo rimandata, che solo la figlia Camilla, giornalista, poteva raccogliere.«Mio padre è quel signore che in un filmato Rai ormai passato alla storia, il giorno della vittoria del primo scudetto del Napoli, a fine partita scappa negli spogliatoi inseguito da Giampiero Galeazzi che lo sovrasta brandendo un microfono. Sugli spalti novantamila napoletani cantano la loro gioia, e lui, occhi bassi e passo veloce, si limita a dire: ""Abbiamo fatto un buon lavoro. Sono soddisfatto"". Stop.» Ottavio Bianchi è fatto così. Schivo, riservato, umile. Eppure il suo nome è nella leggenda del calcio italiano, visto che lui portò il Napoli al primo, indimenticabile scudetto. Il ricordo di quei quattro anni da allenatore della squadra partenopea (una compagine fortissima, costruita attorno al più grande di tutti, Maradona, ma con campioni indiscussi come Careca, Carnevale, Alemao, De Napoli, Ferrara e tanti altri) è una delle poche cose che riesce a forzare la sua proverbiale riservatezza. Questa autobiografia è infatti un'eccezione straordinaria, una fuga di informazioni, una confessione a lungo rimandata, che solo la figlia Camilla, giornalista, poteva raccogliere. Solo a lei, Bianchi poteva dettare il racconto di una vita sul campo, prima da calciatore di ottimo livello, poi da allenatore vincente. Prefazione di Gianni Mura. -
Girogirotondo. Codex latitudinis
L'uguaglianza, la fine delle guerre, la solidarietà, il rispetto per l'ambiente non sono soltanto i temi di cui ogni giorno, e con sempre più forza, si impara ora a discutere, ma anche ciò in cui Edoardo Bennato crede con forza e i valori che da sempre, con le sue canzoni, porta avanti. La sua discografia, infatti, può essere letta come un'antologia di spirito civico e un manuale di teoria e pratica della rivoluzione: attraverso il filtro giocoso e ironico delle sue storie, i suoi singoli più famosi - da ""Salviamo il salvabile"" a ""Viva la guerra"", da ""Arrivano i buoni"" a ""L'uomo occidentale"" - tornano oggi al centro dell'attenzione e dimostrano uno sguardo incredibilmente profetico e moderno. Ora alla voce del cantautore si unisce e si affianca quella dell'uomo Bennato, capace di spaziare tra i generi artistici e di fondere insieme, in questo libro, un messaggio di speranza e di cambiamento. Clima, libertà, razzismo, povertà: possibile che esista una correlazione fra ingiustizia sociale e luogo di nascita? Possibile che quello che siamo sia nient'altro che il prodotto del luogo da cui proveniamo? Chi sono i buoni, quindi, e chi i cattivi? Ponendosi, con la sua solita calviniana leggerezza, queste domande solo apparentemente ingenue, Edoardo Bennato ci conduce lungo un viaggio all'interno del cuore delle contraddizioni di un Occidente oggi più che mai costretto a ripensare se stesso. -
Tazio Nuvolari. Le vittorie, il coraggio, il dolore
Ci sono diversi modi, nello sport, per diventare leggenda. Tazio Nuvolari ha percorso la via più dura per guadagnarsi la gloria, la fama e l’affetto incondizionato dei suoi contemporanei ma perfino di chi in vita nemmeno l’ha conosciuto. Il suo nome, infatti, è legato a un peculiare e indissolubile intreccio di talento, determinazione, passione e azzardo con la sofferenza fisica e il dolore spirituale. Innumerevoli sono le vittorie che hanno reso celebre Nuvolari: fra tutte quelle nella Mille Miglia, o nel- la Coppa Vanderbilt o nel celeberrimo Nürburgring, dove come un Davide contro uno squadrone di Golia tedeschi colse un trionfo sulla carta impossibile. Ma tanti sono stati i suoi dolori: gli incidenti, le ferite, la malattia; i lutti per i colleghi e amici morti e l’atroce perdita dei due amatissimi figli. In questo libro, il Mantovano volante è narrato con autentico amore da chi ha saputo coglierlo come uomo del suo secolo e come sportivo eternato dalle sue imprese. -
Cartelli d'Italia. Il diario 2020-2021
""'La vita è un tour de forse' si legge su un cartello scritto, chissà quanto involontariamente, in un ufficio di Ancona. E mai come in questi tempi il forse ha predominato. Resto convinto, tuttavia, che l'incertezza recente non abbia scalfito l'istintivo bisogno di un po' di leggerezza. Per questo c'è sembrata una buona idea realizzare questo Diario... Oltre a fare in modo che in ogni giornata ci sia spazio per il sorriso, le oltre 400 foto che lo popolano servono innegabilmente anche per capire che Paese siamo e consentono di aiutare la Fondazione Tog di Milano. Dunque vi chiedo: ridere, riflettere e fare del bene: avete un programma migliore per i prossimi 16 mesi?"". -
La meta più bella della storia. Il rugby, il Galles, Gareth e i s...
Il rugby sarà anche nato in Inghilterra, cresciuto in Australia, fortificato in Sud Africa, eccitato in Francia, sublimato in Nuova Zelanda, si sarà abbronzato a Figi, Samoa e Tonga, ma è e rimarrà lo sport del Galles. Qui la vera Nazionale è quella di rugby, e al confronto le altre, calcio compreso, svaniscono. Gli eroi nazionali sono quelli del rugby: Gareth Edwards - che con i Barbarians segnò «la meta più bella della Storia» nella leggendaria partita contro gli All Blacks a Cardiff nel 1973 -, come Giuseppe Garibaldi, e i suoi fratelli, JPR Williams come Tazio Nuvolari, Barry John come Fausto Coppi, Nigel Owens come Concetto Lo Bello. Ogni volta che una squadra gallese gioca, è come se uscisse da un cunicolo, venisse alla luce, risalisse sotto il cielo aperto da una miniera: un'ascesa, o meglio, un'ascensione. E ogni giorno in cui il Galles gioca al Millennium, la basilica di San Pietro del rugby, è il Giubileo. Questo libro è dedicato a tutti gli appassionati di rugby e anche a chi è attratto dalle grandi storie di dedizione, coraggio, ribellione, gioia che solo lo sport può dare. Un viaggio dentro il mito del rugby, attraverso il racconto dei club di culto e non, dei campioni, degli stadi, dei tifosi, delle mete segnate e delle azioni fallite. -
Per non cadere. La mia vita in equilibrio
Milano-Sanremo, Giro d'Italia - indossando la maglia rosa dalla prima all'ultima tappa - Coppa del Mondo, due Mondiali consecutivi, due Alpe d'Huez, due podi al Tour de France, un Giro delle Fiandre. Erano i primi anni Novanta e Gianni Bugno faceva sognare una Nazione intera. A trent'anni dai suoi più grandi successi, Bugno si racconta nella sua prima autobiografia. Lo fa con quello stile, umile e signorile, che lo ha sempre caratterizzato. Una persona di poche parole, divenuta suo malgrado mito. Lui che odiava le interviste, lui che odiava le luci della ribalta, capace nonostante il carattere schivo di far innamorare migliaia di appassionati in tutto il mondo. Un viaggio in quello che è stato l'ultimo ciclismo prima dell'era moderna, prima degli scandali doping, senza radioline, misuratori di potenza o allenamenti computerizzati. L'ultimo ciclismo ancora a sensazioni, battiti cardiaci ed emozioni, raccontato da chi quel ciclismo lo ha dominato. Gli scontri con altri giganti delle due ruote: da Kelly a LeMond, da Jalabert a Indurain fino alle guerre intestine con El Diablo Chiappucci. Un passato glorioso al quale Bugno guarda senza nostalgia. Appesa la bicicletta al chiodo, ha voltato pagina e si è messo a pilotare elicotteri. La bici però è rimasta nel suo cuore, per questo oggi è il presidente dell'Associazione mondiale dei corridori professionisti, capo-sindacalista di quella che è stata la sua (prima) vita. Di quello sport che - ahi lui - lo ha reso leggenda. Prefazione di Romano Prodi.