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Il ventre di Napoli
"Il ventre di Napoli"""" è una cronaca """"di tenerezza, di pietà e di tristezza"""", scritta in tre momenti diversi. La prima parte, Vent'anni fa, risale al 1884. È il racconto delle conseguenze provocate dall'epidemia di colera che colpì la città alla fine dell'Ottocento. La capacità del """"popolo napoletano"""" è proprio quella di sopravvivere, nonostante le numerose avversità, alla morte, alla sporcizia, al degrado. La seconda parte, Adesso, è del 1903. Il Governo Depretis aveva dato avvio allo sventramento delle zone più malfamate della città, ma la nuova Napoli non era altro che una quinta infingarda, """"un paravento"""" a copertura del """"luridume rancido e puzzolente""""." -
La farfalla nel bicchiere
In un piccolo paese della provincia toscana, Tuco Maria lavora come commesso in una ferramenta di un uomo bizzarro, ex militante situazionista, convertitosi, per mancanza di stimoli e di amore, al commercio di cineserie. Il lavoro gli serve per pagare l'affitto del suo polveroso appartamento, la benzina della Bluepizer e i Black Russian al Bar delle Scheggiate. Fa una vita modesta, ma ha tre inseparabili amici e un sogno che non realizza mai: fare lo scrittore. E una storia, in effetti la scrive, ma non riesce a scrivere il finale. Tuco, non riesce ad amare, ha paura di volare e soprattutto di vivere. Ha vent'anni ed è insoddisfatto: del suo lavoro, degli amici che non comprendono i suoi tormenti, dell'ambiente borghese da cui è fuggito. Quando non sa più come addossare al mondo la responsabilità della sua infelicità ""inventa un male"""", un'allergia a qualcosa che rischia di farlo soffocare. Questo """"male"""" lo porta in montagna nella casa vacanza dei genitori. Il ritiro nel borgo propizia l'incontro con un anziano signore che, fra un bicchiere e l'altro, gli racconta una storia. «Tu non sei allergico, tu hai solo paura. Hai paura di tutto, quindi di vivere. Non vuoi vivere, ma hai paura anche di morire, e, pensa che ironia, l'unico antidoto alla morte è la vita.»"" -
La finestra della biblioteca e altri racconti
"La stanza segreta"""": Nel l'antico castello di Gowrie c'è una stanza che pare non condurre a nulla, nessun passaggio, nessun arredo. I Randolph, proprietari del castello, custodiscono un segreto mai disvelato di generazione in generazione. Soltanto al compimento della maggiore età di John Randolph, Lord Gowrie accetta di entrare con il figlio in quella stanza buia. """"La finestra della biblioteca"""": In una dimora borghese, una fanciulla ospite di una anziana zia, durante i lunghi pomeriggi trascorsi a leggere, vede, attraverso i vetri del salotto, e al di là della finestra di fronte, un giovane intento a scrivere. Il fabbricato è quello di una vecchia biblioteca, ma la finestra, in realtà, fu tamponata molti anni prima e soltanto la fanciulla sembra scorgere quella figura." -
Ti ricordi di me?
Carlotta è allegra, impacciata, casinista. Ama cucinare, dipingere, ama le tre G, cioè le sue tre amiche del cuore: Giorgia, Giada e la Giovannona e ama l'amore, anche se non ne ha mai capito le dinamiche. È maldestra nell'andare in bicicletta come lo è nelle relazioni sentimentali. Alle spalle ha le speranze riposte in un abito bianco che le sembrava bellissimo e un matrimonio fallito. Un giorno, mentre pedala velocemente verso il centro di Firenze sulla propria Graziella di seconda mano si scontra con un ciclista. Lui è Orlando ed è bellissimo, gentile e premuroso. Sembra il protagonista irraggiungibile di un sogno, uno di quelli a cui Carlotta si lascia andare quando pensa all'amore. Cosa nasconde però quest'uomo? Per dare un taglio alla monotonia Carlotta e le sue amiche decidono di fare un viaggio alle Hawaii, dove andrà anche il fratello di Giada, Lorenzo. L'atmosfera caraibica sembra accendere nuove passioni e misteriosi intrecci, ma al rientro a Firenze una brutta sorpresa attende Carlotta: una donna sconosciuta l'accusa di essere l'amante del marito. Lo fa con lettere anonime ricche di dettagli che sconvolgeranno gli equilibri della sua vita. È realmente una donna l'autrice delle lettere anonime e come può conoscere dettagli così intimi e privati della sua esistenza? -
Inganno
Nel West Lothian tre ragazzi, durante una gita in bicicletta, decidono di fare il bagno nel canale. Dopo qualche minuto, uno di loro, Ian Ferguson, si dibatte nell'acqua e urla: qualcosa lo sta mordendo. Un enorme ratto si è aggrappato al suo piede, tranciandogli i tendini. Morirà per aver contratto la malattia di Weil. Non è la prima volta che si segnala uno strano comportamento dei ratti in quella zona. L'azienda Agrigene, nel villaggio, sta coltivando campi di colza geneticamente modificata, suscitando le reazioni della popolazione, contraria a queste colture e convinta che siano nocive per le coltivazioni biologiche. L'Ispettorato Sci-Med incarica il dottor Dunbar di verificare le autorizzazioni dell'Agrigene e di far luce su questa insolita aggressività dei ratti. Il giovane Ferguson non sarà infatti l'unica vittima delle aggressioni dei topi e i sospetti cadono sulle colture OGM. Stanno forse in qualche modo influenzando il comportamento dei ratti? -
Precipitazioni abbondanti
Un giorno di un novembre particolarmente piovoso, Pietro Silvestri, docente di criminologia nonché musicista a tempo perso, è incaricato dalla Procura di coordinare le indagini su un agghiacciante omicidio. Nel Museo Archeologico di Viterbo, il cadavere di un uomo d'affari viene ritrovato in un sarcofago etrusco. È rannicchiato accanto a una scultura raffigurante Tuculca. Iniziano le indagini nell'atmosfera crepuscolare della cittadina, dove il disfacimento s'insinua nelle crepe e l'umidità s'infila sotto gli abiti e nell'anima. Nel dipanarsi dell'inchiesta Silvestri deve vedersela con personaggi sinistri, pericolosi, strambi, ma anche vitali e solari come Carlotta, la studentessa innamorata di lui. Via via emergeranno non solo altri omicidi ma anche intrallazzi delle vittime, speculazioni edilizie su aree archeologiche e un losco passato in terra straniera. -
Stai dalla parte del mondo
Una storia di crimini, amore e amicizia, ma anche uno spaccato della storia italiana dagli Anni di Piombo ad oggi. Il Vice Questore di Bologna, Gianni Vissi, è a capo delle indagini su una serie di delitti che lo coinvolgono in prima persona: una delle vittime è un suo caro amico, Alfredo Muti. Altri assassinii, collegati all'omicidio Muti e solo apparentemente motivati dai retaggi degli Anni di Piombo, s'intrecciano a un filone parallelo di indagine, relativo alla scoperta di festini fra droga, alcool e traffiking di ragazze straniere. In questo quadro emergono le azioni criminali di importanti membri del mondo accademico della città, su cui il giornalista Muti stava scavando, e che paiono essere una probabile matrice comune dei delitti. I protagonisti, nel tentativo di ridare linfa ai valori democratici che hanno imperniato il dopoguerra, si scontrano con una società intrisa di violenza e disillusioni, dove tornano prepotenti i retaggi del fascismo e dove si osserva il potere inabissarsi tra abnegazione e disprezzo, in opposizione ai valori della giustizia e della coerenza. -
Una peccatrice
"Una peccatrice"""" inaugura il ciclo dei """"romanzi mondani"""", con una vicenda sentimentale di ambientazione borghese. Il venticinquenne Pietro Brusio, aspirante scrittore-commediografo, lascia il proprio paese alla ricerca della realizzazione artistica. Una sera, mentre passeggia con un amico nella Villa di Catania, intravede la contessa Di Prato: è solo un attimo, ma gli basta per innamorarsene follemente. Dà così inizio a un pedinamento maniacale. Ma Narcisa è sposata ed è sempre a braccetto dell'adorante marito. Lei, pur essendosi accorta degli sguardi di Pietro, lo ignora, lasciandolo nello sconforto. Ma il tormento d'amore gli accende l'ispirazione, e il giovane mette a punto un'opera teatrale che gli procura successo e fama. La pièce si tiene a Napoli, ed è proprio la città di Partenope a fare da quinta all'incontro di Narcisa con il giovane commediografo. Mentre le note di un valzer si dissolvono, la contessa cerca con lo sguardo Pietro: la scintilla brilla già nell'aria, infuocata, e non li risparmia. L'amore fra i due si consuma passionale. Ma ogni scintilla è destinata a spegnersi, e il medesimo destino tocca all'ardore di Pietro. Narcisa non può tollerare il suo allontanamento e decide di morire. In sottofondo suona un valzer, mentre lei prende una dose letale d'oppio." -
Racconti fantastici-Storia di una gamba
Sei racconti scritti nel 1869 da Iginio Ugo Tarchetti, uno dei rappresentanti più talentuosi della Scapigliatura lombarda. Furono pubblicati nello stesso anno, subito dopo la morte prematura dell'autore. I temi vanno dalla superstizione alla metempsicosi, dallo spiritismo alla follia, accomunati dall'elemento del fantastico-soprannaturale. La quinta è una Milano postunitaria, in cui impazza il dilagante successo de ""I promessi sposi"""", e albeggiano il Verismo e le novità del linguaggio verghiano. L'Autore risponde con una propensione naturalista che ha in sé gli elementi del gotico d'oltremanica, in cui lo 'spaventoso' è rappresentato da esseri umani che camminano sul bilico dell'oscurità dell'anima. L'orrido, lo spiritismo, la pazzia e il gusto del macabro sono proposti con un imparziale taglio scientifico, con un'attitudine narrativa che fa di Tarchetti un autore innovativo e, per dirla con Calvino, """"singolarmente attuale""""."" -
L'eredità Ferramonti
Lo scrittore toscano è il primo narratore che sceglie di ambientare le proprie storie in una Capitale in piena trasformazione, in crescita come “l’immoralità speculativa”, che vede la borghesia in ascesa muoversi scomposta e rampante. È la Roma di Gregorio Ferramonti, vedovo e soprattutto ricco. Svanita la speranza di vedere uno dei figli succedergli nell’attività, il vecchio mantiene intatta l’ingordigia d’avaro e vende il forno grazie al quale ha fatto fortuna. Da quel momento l’eredità è contesa fra i tre figli: Mario lo scavezzacollo viziato dalla defunta madre, “capace di ogni porcheria”, Pippo, ingenuo e sprovveduto alla mercé della moglie, e Teta, sottomessa all’avido marito Paolo Furlin. Attorno a tutti ruota lei, Irene Carelli, “dagli occhi profondi che illanguidavano all’ombra delle ciglia lunghissime”. Vuole la ricchezza, Irene, ed è disposta a tutto pur di vivere al di sopra del popolo che disprezza. -
Senso e Nuove storielle vane
Pubblicate nel 1883, queste storielle rimarranno nell'immaginario collettivo grazie a Senso, icona di un'epoca, famosa per la trasposizione cinematografica di Luchino Visconti. Livia, borghese avvenente e cinica sposa un ricco e vecchio aristocratico. La ""scalata sociale"""" si pone come primo gradino del deperimento morale della protagonista: sceglierà la ricchezza a scapito della libertà. L'amante, un ufficiale austriaco squattrinato strumentalizza Livia per procurarsi soldi, divertimenti e donne, ma la contessa, a dispetto della propria sanguinosa vendetta sarà anch'ella una sconfitta, vinta dalla perdita di qualsiasi morale. Nelle altre sette storielle emergono figure femminili che sono di volta in volta angelo, vampira, strega, malata di nervi. Prostitute, animalesche, lussuriose, pure e indifese, le donne di Boito posseggono una innegabile carica emotiva che arriva al lettore con volontà provocatoria. E sullo sfondo c'è Venezia, che è luce e colore, atmosfera e sensazione."" -
La scatola gialla
La scatola gialla è una storia crudele rubata al noir e alla cronaca, che stupisce e spaventa. La vicenda si consuma in meno di ventiquattro ore, dal mattino di un giorno di fine maggio alle prime luci dell'alba del giorno successivo. Paul è sulla Jeep del padre, sta andando a scuola, quando scorge un cane sul greto di un torrente. Gli sembra che somigli al suo King, il pastore tedesco morto qualche tempo prima. Nel primo pomeriggio, prende la bici e raggiunge il torrente. Lì vede una scatola gialla, è immersa per metà nell'acqua, e lì la sua strada si incrocia con quella di Kevin. Paul lo conosce bene, è un mandriano che lavora per suo nonno Viho. Si ritrova così in un ranch abbandonato, dove Kevin, in cambio di 30000 $, lo vende a Lagos. C'è un ricco cliente in attesa, pronto a ricevere un trapianto di cornee e fegato, e il trafficante spera che gli organi di Paul siano compatibili. Negli spazi sconfinati delle praterie del Wyoming, si consuma un finale che potrebbe essere davvero crudele, se non fosse per la cultura indiana nella quale si colloca, una cultura che inneggia sempre e comunque alla vita, anche quando affrontare la morte è inevitabile. -
Tutti tranne me
Una sola anima per otto episodi, una coscienza che a ogni trapasso si porta dietro le stesse inquietudini. Un'anima tormentata, preda della paura, della rabbia e dell'incapacità di vivere. È lei la protagonista di questi nove racconti. Nei primi otto incarna personaggi dissimili fra loro: un giovane spostato in perenne conflitto col padre, un pescatore incapace di andarsene dall'isola in cui è nato, un uomo rabbioso, poi un dispotico colonnello, e ancora un uomo di successo e un ragazzino istintivo e infine un vecchio che torna nella città natale. L'ultimo racconto costituisce la rivelazione della raccolta. È ancora lei, messa di fronte alla paura più profonda, che mai è riuscita ad abbandonare. -
Spasimo
"Spasimo"""" è un romanzo uscito a puntate sul finire del 1896. La firma di Federico De Roberto - uno dei padri del Verismo con Verga e Capuana - sul più autorevole foglio del suo tempo, il """"Corriere della Sera"""", appare per la prima volta il 26 novembre del 1896, in calce al romanzo Spasimo, e sigla l'inizio di una lunga e intensa collaborazione. Ben prima che il genere poliziesco furoreggiasse nelle letture degli italiani, De Roberto ne diede con """"Spasimo"""" un'anteprima di grande qualità letteraria, mettendo a punto un vero e proprio giallo-inchiesta. In una villa sul lago di Ginevra, s'avverte un colpo di pistola: il corpo senza vita che poco dopo viene rinvenuto è quello della bella contessa Fiorenza d'Arda. Tutto lascia supporre che si tratti di un suicidio, ma il magistrato Ferpierre, incaricato delle indagini, capisce che non è così. Dopo lunghi interrogatori e la lettura dei diari della contessa, un colpo di scena ribalta tutto: l'assassino confessa e racconta al magistrato gli ultimi tragici istanti di vita della contessa bella e triste." -
Il segno di Nora
È un matrimonio che non profuma di amore quello fra Carlo e Nora sullo sfondo di una Toscana disegnata da casali in pietra e cipressi perfettamente allineati. Sensibile e fragile, tutti dicono che Nora sia una brava madre. Ben vestita e poco truccata ha tre figli da cinema americano, divora le unghie e vomita in bagno la solitudine. Mentre vomita pensa: ""Gliela farò pagare, brutto bastardo"""". È la preda scontata di un narcisista patologico. La violenza fisica s'insinua nel quotidiano dove la rabbia di Carlo esplode improvvisa e feroce. Offese, schiaffi, porte sbattute e il sesso usato come punizione, magari in cucina, lei piegata sul lavello, il vino nella testa e pensieri distanti. Dai narcisisti non si riesce a fuggire e Nora lo sa; sono loro che mollano la vittima quando non serve più. E poi il vuoto. Il buio tra il bicchiere di Nora, i figli lontani, Carlo a festeggiare il sabato sera con la bionda di turno. Forse nulla vale davvero la pena. Nel cassetto del comodino ha due flaconi di Xanax e pillole per dormire. Butta giù tutto con il vino rimasto."" -
Sulle tracce di Amalia
Civitanova Marche, 1988. Un sole rovente cuoce i bagnanti in spiaggia. Amalia è una bambina di un anno; gioca a costruire castelli di sabbia mentre i suoi genitori parlano con amici. Due minuti di distrazione e la loro bimba è sparita, volatilizzata. A nulla servono i richiami al megafono dello stabilimento balneare. A distanza di vent'anni dalla sparizione, la madre di Amalia si dice pronta a pagare qualsiasi cifra pur di ritrovare la figlia. Si rivolge, così, all'Agenzia investigativa di Fortunato e Pacifico, specializzati nel ritrovamento di persone scomparse. Le speranze di ritrovare la figlia, dopo tanti anni dalla sparizione, sembravano poche, fino a quando, una sera, uscita a cena con amiche, sulla statale di Civitanova, la donna scorge il viso triste e annoiato di una prostituta che sembra avere gli stessi occhi azzurri di Amalia. -
La trappola
È la storia tragica e amara di Paolo Martorelli, marchese di Ciciano, che, seppure ombroso e schivo, s'innamora della bella Armida, moglie di Pulce, cacciatore e oste del borgo. Pulce è un marito morbosamente geloso e Armida alimenta quotidianamente la sua gelosia assecondando gli sguardi allusivi degli avventori del locale. La gelosia di Pulce consuma i rapporti anche con il marchese, fino al punto di voler eliminare il rivale in amore. Il marchese e il suo guardiacaccia Stefano decidono di tendere una trappola all'oste con il preciso intento di indurlo a scoprire le carte. Questi, anni prima, aveva preparato un'imboscata proprio a Stefano, che, da allora, gli aveva giurato vendetta. -
Ombre in val Pusteria
Un piccolo paese della Val Pusteria, in un luglio assolato, diventa teatro di una serie di delitti efferati. Ad essere coinvolti sono nomi noti dello sport, con un elemento in comune: il loro allenatore. La prima vittima è Caroline Vilander, campionessa di nuoto. Ha la gola tagliata e le è stato tatuato un teschio sotto il seno. A questo omicidio segue quello di Walter Rainer, portiere della squadra di hockey di Bolzano, trovato senza vita in una stanza d’albergo a Dobbiaco. La dinamica è la stessa: ha la gola tagliata e un teschio tatuato sul petto. Chi mai potrebbe volere la morte di giovani atleti? Molti abitanti del paese sembrano, anche soltanto marginalmente, implicati, ma il movente sfugge agli investigatori. Dalle autopsie emerge che le vittime facevano uso di anabolizzanti e farmaci dopanti per aumentare il rendimento nelle gare agonistiche. Dopo una serie di avventure che vedono il coinvolgimento di tutta la comunità montana, l’ispettore Riccardo Meier e il patologo forense Michael Foreman individueranno il colpevole puntando i riflettori proprio sugli insospettabili dell’ambiente sportivo. -
L'infedele
Quattro racconti di amori nati e bruciati rapidamente: L'infedele, Dissidio, L'attesa, Zig-Zag. Tre i personaggi principali de L'Infedele: Paolo Herz che in questa storia d'amore è il traditore, Luisa Cima, la tradita e Cherie, la complice necessaria del tradimento. Il tradimento, però, non è il vero protagonista del racconto. Al centro sono il sentimento e le sue conseguenze, le convinzioni morali e l'animo umano. Paolo Herz s'innamora di Luisa Cima, donna fredda e spietata che, dopo averlo sedotto, lo lascia senza motivo. «Luisa Cima aveva potuto togliergli la sola felicità della corrispondenza amorosa gli aveva levato il bacio e lo sguardo, il sorriso e la parola, egli non aveva più un'amante, non era più un amante, ma era un innamorato.» E un serpeggiante dubbio attraversa l'opera: ""che la vita nella sua più alta espressione che è l'amore sia solo un vano e miserabile sogno""""."" -
Non meritiamo bellezza
La morte misteriosa dell’architetto Gilberto Scatti, incriminato per abusi edilizi e collusione con la 'ndrangheta nella ricostruzione post sisma in Emilia, spinge la squadra del Vice Questore Gianni Vissi a fare luce sulla vita del professionista. Si snoda un filone di indagine parallelo, legato al passato dell’architetto e dei suoi compagni di Università: l’ex socio di studio Nicola Norrini, il funzionario regionale Maurizio Basiti e l’avvocato Luigi Sinni. Alcune lettere scritte da Gilberto e indirizzate alla figlia Marinella fanno emergere un episodio doloroso e grave della vita del padre: il suicidio di una ragazza, Elisa Tessini. Il ritrovamento di una foto che ritrae Elisa e Gilberto porta Vissi nelle case popolari dei quartieri periferici di Bologna dove vive il padre di Elisa con un figlio disabile. Intanto gli omicidi legati a Gilberto Scatti aumentano e tutti sembrano presentare la stessa dinamica. È la pista del coinvolgimento mafioso e degli appalti truccati quella da seguire oppure la verità è scritta in quelle lettere?