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Confini incerti
"Confini incerti"""" è un libro per chi voglia avere anche una chiave d’accesso alla storia contemporanea di quell’area geografica, dove più che altrove la gente ha vissuto i peggiori scontri e drammi del “secolo breve”. Qui la storia non viene raccontata per imprese vittoriose e scelte tattiche o politiche, ma attraverso la vita vera, i pensieri e i destini di persone vere. La trama prende avvio a Cakovec, che ora si trova in Croazia, dove coabitano croati, ungheresi, sloveni, tedeschi e serbi. È qui che vivono gli Harmath, una famiglia della piccola nobiltà ungherese, di origine croata: Nandor, la moglie Cecilia e i figli Eugenio, Irene, Dusi e Nandor Junior. Dopo la prima guerra mondiale, con le nuove frontiere decretate a Versailles, gli Harmath diventano profughi, perdono tutti i loro beni e si trasferiscono a Budapest. I figli, due donne e due uomini prendono quattro strade molto diverse, quasi fossero quattro stereotipi di come poteva essere interpretata la vita nel ventesimo secolo." -
Fuga dall'apocalisse
Pisa, venerdì 13 aprile 2029. L'astrofisica italiana Anja Vasselli, assieme alla figlia Neva, al fisico tedesco del CERN di Ginevra Erich Pastor e al figlio di quest'ultimo (Jan) assistono - nel laboratorio dell'ing. Massimo Cerami (responsabile del Near Earth Objects Center) - al passaggio dell'asteroide Apophis che sta sfiorando la Terra sull'orbita geostazionaria. Ci sono molte possibilità che ne venga attratto e che dopo 7 anni possa cadere sul nostro pianeta. Tutto sembra andare bene: l'asteroide prosegue nella sua rotta regolarmente, ma le immagini che giungono dal satellite spaziale Chandra III rivelano la presenza di un altro asteroide di eccezionale magnitudine luminosa. Massimo Cerami confessa un segreto: la NASA sta tentando un esperimento, bombardando un piccolissimo asteroide di pochi metri di diametro con una vernice bianca, per provare a farlo deviare dalla Terra con la repulsione della luce del Sole. Ed era questa l'eccezionale fonte luminosa rivelata dal satellite Chandra III. Giorni dopo, Anja ed Erich, rimasti soli nel laboratorio, scoprono la spaventosa verità: un gruppo di scienziati, fra cui Massimo Cerami e quelli del JPL della NASA, addetti al controllo degli asteroidi pericolosi, assistono impotenti alla morte verso cui si sta avviando il pianeta Terra a causa dei disastri climatici e dell'indifferenza dei governi di tutto il mondo. Non solo, hanno anche tenuto nascosto l'avvicinarsi del gigantesco asteroide Deimos II, preparandosi alla catastrofe imminente, realizzando rifugi che permetteranno loro di sopravvivere anche dopo la caduta di Deimos II con l'intenzione, una volta spazzata via la specie umana, di provare a far rinascere una nuova civiltà. Ormai nulla e nessuno sembra essere in grado di fermare l'apocalittico piano ordito dai due scienziati terminali. L'ultimo barlume di speranza viene affidato da Anja ed Erich - i due eroi del romanzo - al vecchio acceleratore LHC. I due lottano per salvare se stessi, i propri figli e l'umanità intera. -
Per una terra possibile
Jean Sénac, scrittore algerino di lingua francese, fu assassinato ad Algeri nel 1973. Amico di Albert Camus e di René Char, poeta di altissima levatura riconosciuto a livello internazionale, ha lasciato un'opera letteraria considerevole, di cui una parte è rimasta inedita – in Italia è apparso solamente nel 2017 ""Ritratto incompiuto del padre"""". Questo volume colma la lacuna e permette di meglio comprendere la sua vita tormentata, al servizio della poesia, dell'emozione e della terra d'Algeria, appassionatamente amata. Oltre ai testi poetici, il volume riporta due lettere del Nostro ad Albert Camus e a René Char. Tutti i testi, comprese le lettere, le note della traduttrice, l'Introduzione e le note bio-bibliografiche, sono con testo francese a fronte. I disegni che illustrano l'opera sono tutti di Denis Martinez."" -
Il castello di Rivarola. Campagne di scavo 1996/97 e indagini archeologiche 2018
Le indagini condotte a Rivarola si inseriscono nel quadro di un più ampio progetto di studio sull’incastellamento e il popolamento medievale della Liguria Orientale e sono nate – nel 1996 – da una doppia esigenza. Si intendeva, infatti, avviare un’indagine archeologica “campione” nell’ambito di un insediamento fortificato genovese e, in particolare, del castello che, alla luce delle fonti scritte, risultava essere stato il più importante nel quadro della politica di espansione genovese nell’area del Tigullio nella prima metà del XII secolo. Si voleva, inoltre, verificare la possibilità di un incastellamento signorile anteriore al 1132, data della conquista genovese del colle di Rivarola. Entrambi gli elementi erano ipotizzabili sulla base dell’analisi delle fonti scritte, ma anche considerando la posizione strategica del castello, ubicato in corrispondenza del punto di congiunzione di tre sistemi di valli (Val Fontanabuona, Val Graveglia e Valle Sturla), al centro di un’area di forte sviluppo di poteri locali tra XI e XII secolo. Le ricerche sono riprese nel 2018, nel quadro delle attività della cattedra di Archeologia medievale dell’Università di Genova. Il volume ripropone e, soprattutto, aggiorna alcuni testi già editi e presenta i dati emersi dalle nuove campagne di scavo, di rilievo e di studio. -
Doppia morte al governo vecchio
Romanzo di costume e quadro d’ambiente il romanzo di Ugo Moretti ""Doppia morte al governo vecchio"""" descrive una Roma animata da quartieri popolari che sono una vera e propria corte dei miracoli con eroi istrionici, ilari e avventurosi. Conduce l’indagine poliziesca del romanzo in un labirinto di piccoli traffici umani e disumani, organizzati da ladri, prostitute, nobili decaduti o in decadenza, un agente di pubblica sicurezza che commercia in corpi di reato. Il thriller di Moretti combina i meccanismi di un ingarbugliatissimo intreccio delittuoso con le gag satirico-grottesche della commedia cinematografica all’italiana."" -
Il caso Degortes
Uno psicologo cagliaritano dalle frequentazioni disordinate; una docente reggiana delusa dalla vita e dall’amore; un’ebrea italo-parigina dall’esistenza vitale e controcorrente; un affascinante e forse pericoloso frequentatore di chat ad alto tasso erotico. È Il caso Degortes, che vede l’entrata in scena della prima detective dell’Arma dei Carabinieri: il tenente Marianna Montanari. -
Il vizio del diavolo
Antivigilia di Natale 2018. È stata annunciata un’allerta meteo: è previsto un nubifragio che provocherà allagamenti e mancanza di collegamenti. In un collegio sperduto nella campagna dell’Italia settentrionale, sono rimasti un prete, due suore e una giovane orfana. Dopo il crepuscolo, un frate chiede ospitalità al collegio per un incidente d’auto. E a tarda sera, il malore di una suora costringe un medico a raggiungere la scuola con mezzi di fortuna. Da quel momento, comincia una notte di terrore. Un assassino colpisce spietato, freddo e inafferrabile. Un intruso penetrato nel collegio, o uno degli insospettabili ospiti? O è davvero il diavolo a nascondersi negli angoli bui dei corridoi e a sghignazzare divertito? La realtà sembra sempre più un’illusione, una magia, una messa in scena. Perché forse è davvero il diavolo ad aggirarsi per il collegio. E il suo vizio è ingannare. -
Mala morte a San Nicolao
Fabrizio Benente, archeologo, professore all'Università di Genova in archeologia medievale, uno dei primissimi autori della Oltre Edizioni con il libro Appunti di viaggio, conduce da anni gli scavi presso l'Hospitale di San Nicolao di Pietra Còlice che si trova sulla diramazione della Via Francigena che da Pontremoli porta a Santiago de Compostela, passando sulle alture alle spalle di Sestri Levante, Liguria. I risultati di questi scavi sono stati naturalmente pubblicati in riviste specialistiche dallo stesso Benente. Ma, tra i tantissimi ritrovamenti ce n'è stato uno in particolare che ha scatenato la fantasia del professore: lo scheletro di un uomo morto trafitto da 19 colpi di spada e di pugnale. Agli scavi, in qualità di allieva del Benente, partecipò anche Marzia Dentone, figlia dello scrittore Mario Dentone che ha preso a scrivere, su ""istigazione"""" dello stesso Benente, un racconto di assoluta fantasia su questo ritrovamento e le sue possibili implicazioni, una specie di cold case. Ne è uscita l'idea di questo libro in due parti: quella di una fiction, una sorta appunto di cold case, che integra in maniera avvincente la relazione, scientifica ma, in questo caso, anche molto di personale divertimento, delle evidenze dagli scavi, all'interno della quale sono emerse più di una storia, tutte assai curiose, oltre a quella dello sconosciuto ucciso dal cui ritrovamento è partita l'indagine Ne è nata un'opera avvincente, composta in due parti, che appassionerà gli amanti dell'archeologia e, perché no?, anche quelli del giallo."" -
Pierrot le fou. Storia del bandito che leggeva Boris Vian e della sua donna
Chi era Pierre Carrot, più conosciuto con il soprannome di Pierrot le fou, considerato dalla polizia francese il nemico numero uno? Ce lo racconta in questa straordinaria e avvincente biografia Massimo Novelli, giornalista torinese di lungo corso, autore fin qui di libri dedicati a significative figure della storia minore e della letteratura come Guido Seborga, Renzo Novatore, Sante Pollastro, Stefano Terra e altri. Pierrot le Fou, il personaggio che il regista Jean-Luc Godard fece rivivere nel film del 1965 “Il bandito delle 11” nella interpretazione di Jean-Paul Belmondo, ritorna qui nella veste di protagonista delle cronache degli anni che vanno dal 1940 al dopo guerra con la leggenda delle sue imprese, del suo amore per la bella Katia e della sua incerta uscita di scena. Massimo Novelli ce ne fa un ritratto a tutto tondo sullo sfondo dell’epoca, quello degli esistenzialisti, delle caves, di Juliette Greco, Sartre e Boris Vian, che lui, tra una rapina e l’altra, tra un carcere, una fuga e l’altra, ha attraversato. -
Milano
Milano, luogo dall’energia straordinaria e locomotiva d’Italia, forse la più europea delle città, sconta in chi la conosce poco il peso dei pregiudizi legati alla sua forza economica che ne mette in ombra la rilevanza storica, artistica e culturale. D’altra parte suscita invece sentimenti profondi e fortissimi in chi si prende il tempo e la briga di desiderarla. Basti citare qualche caso celebre: Albert Einstein ci ha passato i mesi che definisce dei suoi più bei ricordi, ad Ernest Hemingway è bastato qualche giorno per incontrarci l’amore della sua vita, Verga elogia le sue seduzioni, Stendhal ne era letteralmente innamorato, tanto che sulla sua tomba a Parigi ha voluto fosse scritto in italiano “Arrigo Beyle, milanese, scrisse, amò, visse”. Milano è una città che o si ama o si odia, di una bellezza riservata che come una “bella signora” non mostra tutto a chiunque e subito, ma pretende ingaggio, corteggiamento, conquista. Non sono questi i presupposti delle storie d’amore più intense e durature? Milano presuppone al visitatore un impegno attivo, di “salire sulla giostra” per usare le parole di Bertolino. Questa guida vuole essere il biglietto per salire sulla giostra, o la presentazione d’un amico alla bella signora per entrar da subito nelle sue grazie. Fuor di metafora, uno strumento per conoscerla come un milanese, come qualcuno che ci vive, fin dal primo giorno. Un libro che accosta perle poco conosciute o visitate a un racconto da punti di vista inediti e meno scontati dei luoghi più noti, e per questo immancabile anche nelle librerie dei milanesi che vogliono conoscerla meglio e forse non ne hanno ancora trovato il tempo o il modo. Tra i tanti volumi dedicati al capoluogo lombardo, lo distingue il taglio narrativo che sfrutta la sua “stratificazione orizzontale” per leggere la storia girando i quartieri di Milano o, se si preferisce, leggere Milano girando i secoli. -
Oxford
Oxford, uno dei centri del sapere più antichi del mondo. Una città della campagna inglese, poco distante da Londra. Qui collegi antichissimi custodiscono costumi studenteschi, biblioteche silenziose, e aneddoti misteriosi. L'autore, che qui ha studiato, descrive la città, che non è solo universitaria, con la sua storia, i suoi usi, e le sue tradizioni, dove la convivenza tra studenti e ""locals"""" non è stata sempre facile e serena. In questo viaggio fra i cortili all'inglese dei College, i punt che navigano sul fiume, gli angoli multietnici di Cowley Road, e tanto altro, Oxford sembra essere avvolta nella magia. Una magia di secoli di storia."" -
Ricomporre armonie. Poesie (1992-2006)
«In un volume l'intera produzione in versi del cantautore che conquistò il successo anche grazie al legame con Genova. Ironia, amarezza e lo stesso talento che ne fece un paroliere apprezzato» - la LetturarnrnFin da studente della VB del liceo-ginnasio ""Andrea D'Oria"""", Bruno Lauzi ha sempre avvertito la """"necessità"""" dell'armonia delle parole, che durerà in lui per tutta la vita. E così, oltre che cantautore tra i più originali e amati, a partire dagli anni Novanta ha scritto numerose poesie (accolte con diffidenza da gran parte della critica, sospettosa verso chi proviene dal successo in altri campi artistici): e, dopo l'esordio nel 1994 con I mari interni, ecco Riapprodi, Versi facili, Esercizi di sguardo e (postumo) Agli immobili cieli. Questo libro, intitolato Ricomporre armonie, titolo tratto dal primo verso di una sua poesia, raccoglie per la prima volta tutta l'opera poetica di Bruno Lauzi a cura di Francesco De Nicola."" -
Sibille
«Lettrice di libri, di vita… Le Sibille di Danila Boggiano parlano sommesse ma decise. Vengono da una lunga esperienza di storie, parole e vita. Come la loro autrice. Tessono. Quasi tutte si rivolgono a un interlocutore maschio, con un pizzico di risentimento, ma cercando di chiarire qualche termine in una situazione in cui tutto è incerto, colto a barbagli. Poesie brevi, che presumono familiarità coi racconti da cui nascono, dall'Eneide e l'Odissea a Cupido e Psiche, a Proust, a Emily e Virginia. Un pantheon sentito presente, vivo. Cechov, Ibsen, Kierkegaard, Kahlo. Figure con cui si è discorso a lungo e che qui discorrono pianamente ma anche recisamente, con coraggio e chiarezza. La forza di Clarissa evocata nell'ultimo ritratto, Clarissa a cui Danila non dà voce ma che descrive… Un autoritratto? ""Lei e l'onda verde che la porta"""".» (dalla Prefazione di Massimo Bacigalupo)"" -
Quel delitto del '56
È il 19 febbraio del '56, prima domenica di quaresima, Roma imbiancata, quartiere Appio-Latino. Alle 7 del mattino un tramviere, mentre attraversa il ponte che passa sopra la ferrovia vede per caso, addosso al muretto, un cumulo di neve dal quale spunta qualcosa di nero. Per curiosità si avvicina, scosta la neve e si rende conto che il nero è un cappotto, una manica, e poi vede una mano e infine un viso… il viso di un uomo che si scoprirà essere morto ammazzato, ucciso da un colpo di pistola. Nei pressi abita anche un maresciallo dei carabinieri, chiamato dal portiere, a sua volta avvisato da una guardia notturna che il tramviere aveva incrociato al momento della scoperta del cadavere. Il maresciallo accorre, si porta dietro pure una macchina fotografica del figlio, appassionato di queste cose, e fotografa il morto. Poi arrivano, dal vicino commissariato, i poliziotti e, poi, i carabinieri, ma nel giro di poco tempo, il maresciallo fotografo verrà a sapere che le indagini non sono più affare loro e che tutto passa in mano ai servizi segreti… Chi era quell'uomo ammazzato? E perché tanto interesse da parte dei Servizi? E perché, ancora, la sua morte è stata poi gabbata come suicidio se al maresciallo è apparso chiaro, vedendo il cadavere, che l'uomo era stato ucciso e solo dopo portato nel luogo del ritrovamento? Il maresciallo, uomo valoroso, decorato in guerra e per la sua partecipazione alla Resistenza, non si rassegna ai risultati ufficiali, vorrebbe indagare, anche perché, una volta sviluppata la pellicola, mostrando la foto del morto al figlio, questi ricorda di aver visto quell'uomo frequentare la vicina sezione del PCI e tutto lascia credere, a un certo momento, dal racconto del figlio, che il cadavere sia stato appositamente lasciato lì, a due passi dalla sezione comunista. Vorrebbe indagare e, infatti, indaga per conto suo, scoprendo che – sono gli anni della guerra fredda, del ""pericolo comunista"""" – probabilmente l'uomo è un infiltrato, tant'è che a un certo momento il maresciallo viene richiamato e invitato – un invito che è un ordine, se non addirittura una minaccia - a lasciar perdere le sue personali indagini… Non ha lasciato perdere Mario Quattrucci, figlio di quel maresciallo, che con """"Quel delitto del '56"""" ci consegna una testimonianza e una rivelazione insieme, che ha tutti i crismi di un grande giallo, avvincente e scritto in uno stile personalissimo che ricorda il Gadda di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Un giallo che, dopo tanti anni, fa luce su un delitto rimasto insoluto fino ad oggi."" -
Il tendone dei sogni
"Una vita divisa dallo stesso mare"""" di Sanja Hiblovic Regazzoni è la storia di una donna che nasce nella ex-Jugoslavia, dove ha un'infanzia travagliata, divisa tra due affetti: la mamma e il papà , la Croazia e la Serbia; conosce l'amore, mette al mondo una figlia quando è ancora giovane e si trova improvvisamente sola ad affrontare una vita per niente facile che, a un certo punto, da Belgrado, al momento dello scoppio della guerra, la costringe a spostarsi in Italia, dove non si perderà mai d'animo. Sanja racconta le sue avventure in giro per il nostro Stivale a bordo del carrozzone del circo che fa da cornice alla sua vita. """"Scritto in maniera semplice, riguardo vicende che non lo sono affatto, in luoghi disseminati in vari Paesi"""" scrive lo scrittore serbo Goran Stojicic """"Una vita divisa dallo stesso mare"""" racconta """"una vita che in pochi possono dire di aver vissuto, insoliti e rari rapporti tra i personaggi (quando mai avete letto di persone meravigliose che lavorano nel circo, senza che fossero frutto della fantasia?). Il parto, la vita, la morte... l'amore... Sanja per descrivere le emozioni utilizza colori che non hanno un nome, che prima di lei nemmeno esistevano. Sulla sua tavolozza scrittoria mescola ciò che di più delicato può essere spremuto dai tubetti delle parole e amalgamando crea sfumature che guariscono l'anima, modificano le espressioni del viso dei lettori, da quelle deformate dalle risate ad altre diverse, umide di lacrime. È fantastico vedere con quanta semplicità vengono affrontati temi difficili e quanto materiale scivoli sinuoso tra le righe, raggiunga le dita che tengono il libro e si riversi nel vostro sistema sanguigno, attraverso spazi che non sapevate esistessero. A dir la verità si trovano lì proprio solo per accogliere le emozioni di Sanja. Non è un caso che questo romanzo sia nelle vostre mani. Dopo di lui vi sentirete meglio, indipendentemente da quanti fazzoletti avrete consumato. E ne avrete consumati sicuramente più del tempo impiegato, perché si legge in un sospiro, abbandonati ai viaggi in cui vi avventurerete. Sanja vi condurrà in luoghi dove forse siete già stati, ma che non avete mai vissuto in questo modo""""." -
Chi ha rubato Pecos Bill?
Un giallo che, in realtà , è un entertaintment, ovvero un divertimento, questo romanzo di Giuseppe Fiori. Il protagonista di questo romanzo, il commissario della polizia fluviale sul Tevere, Omar (anagramma di Roma) Martini, è un personaggio tipicamente romano, titolare di un commissariato scalcagnato e dimenticato sull'isola Tiberina e che ci trascina in una avventura che ha per protagonista niente meno che Pecos Bill, non quello della leggenda, ma il cowboy in sella a un cavallo bianco e che per arma usa solo il lazo, ormai oggetto di ricco antiquariato. Un collezionista ha di questo mitico fumetto tutti i preziosissimi fascicoli che gli vengono rubati. Al commissario Omar Martini, figura anch'essa degna di un Jacovitti, il compito di ritrovare l'intera collezione. -
L'ultimo ebreo
"L'ultimo ebreo"""" è un romanzo che ha gli ingredienti tipici del noir e del thriller, ma si svolge in due universi paralleli, immaginando un mondo in cui la Seconda guerra mondiale è stata vinta dai nazifascisti e lo sterminio degli ebrei è arrivato a compimento. Ambientata nel 1958, la trama si impernia su due protagonisti principali, l'uomo accusato di essere l'ultimo ebreo, un italiano, e il maggiore nazista che gli dà la caccia. La fuga dell'ultimo ebreo parte da Berlino e si conclude in una Roma mussoliniana, con una rivelazione che scompagina le certezze iniziali. Nella seconda parte, Sotto la casa, l'incubo nazista si ripresenta ai nostri giorni, in un differente universo, più simile a quello in cui viviamo: i giovani di un centro sociale occupano un vecchio casolare abbandonato, ma scopriranno che quell'edificio nasconde molti segreti e molti misteri. In chiusura del volume, un saggio di Fabio Giovannini sull'ucronia (le situazioni storiche alternative, diverse da quelle realmente avvenute) nella letteratura e nell'immaginario." -
Crociera pericolosa
"Si chiamava Anika ed era una finta bionda. A Rodolfo Hagendofer, detto Hag, commissario di bordo della nave da crociera Esperia aveva dichiarato di essere bosniaca. In realtà era serba. Si era infiltrata tra i profughi della Bosnia-Erzegovina e dalmati che quella calda notte di giugno l'Esperia aveva raccolto da tre malandate scialuppe. Da bordo, l'ufficiale e i marinai di guardia avevano udito le loro lancinanti grida a mare…"""" Comincia così l'avventura di Anika, decisa a contrastare l'azione di Slavko Zobundzije, contrario all'idea della Grande Serbia. Il suo scopo è di sequestrare il nipotino di Slavko, che lei ritiene a bordo, insieme ai profughi. Ma sull'Esperia, ci sono tanti altri ospiti indesiderati e imprevisti: due mercanti d'armi, un investigatore privato e due terroristi arabi che sequestrano la nave e minacciano di farla saltare. Insomma, una crociera non proprio tranquilla, ma ad alto rischio. E una storia drammaticamente attuale." -
Arrivano parole dal jazz
Un omaggio al jazz. Un progetto in versi dedicato a questo genere musicale attraverso i suoi protagonisti. È composto di quattro sezioni. La prima, Le bocche d'oro del jazz, contiene ritratti di alcuni tra i più grandi musicisti: i cosiddetti ""fiati"""", da Miles Davis a Clifford Brown passando per Chet Baker e altri ancora. La seconda, Donne che cantano il jazz, dedicata alle più belle voci femminili che hanno cantato e reso grande il jazz, da Nina Simone a Sarah Vaughan passando per Billie Holliday e altre ancora. La terza, Le grandi mani del jazz, ritratti e suggestioni sui grandi musicisti che con le mani hanno reso grande il jazz: Duke Ellington, Count Basie, Michel Petrucciani, giusto per citarne alcuni. La quarta, infine, Perché amo il jazz, contiene una serie di poesie sul jazz e sui suoi effetti sulla scrittura dell'autore. Il libro è illustrato dai disegni di Alfonso Avagliano. L'artista ha colto i jazzisti citati dal poeta in versione minimal ed essenziale, soffermandosi sulle loro posture leggendarie."" -
In America non voglio andar... Storia di un'esule fiumana
Un libro imprescindibile per tutti coloro che hanno vissuto l'esilio, la lontananza dalla propria terra, in una terra straniera. Ma lo è anche per tutti coloro che hanno il desiderio o la curiosità o l'interesse di comprendere questa condizione umana così particolare, che appartiene solo a chi l'ha vissuta e ne porta le ferite, che nulla né nessuno potrà mai rimarginare. ? il nostos greco. Sono gli eredi di Ulisse, ciascuno con la propria Itaca nel cuore. Nel caso di Mirella Zocovich Tainer Fiume, della quale sentirete continuamente evocare il nome, e la fiumanità come dato orgogliosamente identitario, come un marchio da esibire, per dire chi siamo veramente.