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Sulla strategia. Huainanzi
Il ""Huainanzi"""", manuale del Principe o Maestro di Huainan, è una notevole opera filosofica cinese del II sec. a.C. ancora poco conosciuta ma di fondamentale importanza per la filosofia e il pensiero che racchiude. Il capitolo XV, """"Sulla strategia"""", è dedicato all'arte della guerra e alla gestione del conflitto. La sua lettura rivela i princìpi fondamentali del Dao così come dovrebbero essere applicati alla strategia militare, fino a giungere alla loro massima espressione: vincere senza combattere. È solo seguendo il Dao che l'uomo - nel caso specifico il sovrano e il comandante - può agire in sintonia con il flusso naturale della vita. È questa la strategia più efficace di tutte. La dialettica del pensiero cinese è sempre stata una questione di equilibrio: il gioco della complementarietà e opposizione di yin/yang, che è alla base di qualsiasi fenomeno, rappresenta l'emergere di una dinamica continua che si proietta su tutto l'esistente e che perciò diviene sociale, politica, psicologica, artistica, intima. Il conflitto non è altro che ricerca di equilibrio. Se i princìpi che regolano l'universo si fondano dunque su questa dinamica e se sono gli stessi che regolano quelli umani, risulta evidente che un manuale di guerra altro non è che un trattato sulla pace nel quale la prospettiva massima è quella di vincere senza dover incrociare le armi, rendendo così l'azione di guerra perfettamente inutile. Come dice il testo, chi è abile nel combattere - conoscendo quelli che sono i fattori in gioco, ovvero le chiavi di armonia e disarmonia - """"ottiene la vittoria prima"""". Se la chiave della """"vittoria"""" sta nella capacità di previsione che deriva dalla comprensione della coerenza insita nei processi naturali, l'auspicio è che la lungimiranza possa divenire un termine chiave in un cambio di prospettiva del pensiero e dell'agire nel quale la cooperazione degli opposti rappresenti una via per il vivere comune. È così che questa antica opera risulta ancora più attuale in un contesto come quello contemporaneo, in cui sempre più si ravvisa l'esigenza di una chiara visione e di saggezza nell'indirizzo della vita comune. In uno dei folgoranti passi del volume è scritto: «Chi è abile nell'uso delle armi prima coltiva il perfezionamento in se stesso e poi lo richiede agli altri; prima si rende invincibile e poi cerca la vittoria»."" -
Memorie di corte
Murasaki Shikibu è 'autrice del ""Genji monogatari"""", uno dei più grandi romanzi della letteratura mondiale, considerato da molti critici il primo vero romanzo psicologico della storia. Può darsi, anzi, che questo diario, che in realtà è frammentario (riguarda solo gli anni dal 1008 al 1010) sia stato anche una raccolta di note prese per essere usate nella composizione del romanzo. La vita di Murasaki Shikibu è stata oggetto di molti studi e molte ipotesi, ma con poche certezze. Il nome stesso con cui è passata alla storia, """"Murasaki"""", un fiore di colore viola, è tratto da uno dei personaggi centrali del suo romanzo, la moglie del principe Genji. Murasaki Shikibu, figlia di un nobile appartenente al clan dei Fujiwara, nata verso il 978, rimase vedova molto presto con una bambina, e diventò in seguito dama d'onore dell'Imperatrice, morendo verso il 1014, a meno di quarant'anni. La sua cultura e il suo talento le valsero l'apprezzamento e i favori della corte imperiale, ma suscitarono anche molte invidie e gelosie. In quel mondo raffinato all'estremo, abitato solo da nobili e aristocratici sottoposti a cerimoniali ferrei, in quella gabbia dorata, ovviamente si nascondevano rivalità velenose e lotte di potere a tutti i livelli, dai membri della famiglia imperiale alle dame di corte, dai ministri ai più oscuri funzionari. Dietro alle sontuose descrizioni delle cerimonie, ai passatempi letterari e musicali, agli abiti complicati e sfarzosi, si rivela la sottile crudeltà che costituisce la trama eterna della vita dei potenti. La finezza e la profondità delle osservazioni di Murasaki fanno così rivivere i momenti di un mondo lontanissimo e perduto che ridiventa attuale davanti agli occhi del lettore, come un racconto orale trasmesso di generazione in generazione."" -
Il drago in Cina. Storia straordinaria di un'icona
Il drago è forse il più appariscente esempio di ""ibrido"""" mitologico ed è presente nella mitologia e nelle tradizioni popolari di molte culture fiorite nei diversi continenti, si lega ai miti cosmogonici della nascita del mondo e ovunque porta con sé una forte valenza simbolica di potenza e di forza. In Cina, il drago è creatura benevola, simbolo yang della forza e della fertilità maschile, principio attivo dell'energia, della luce, della forza. Trascorre l'inverno sottoterra e al risveglio, nell'equinozio di primavera, provoca il primo tuono e dà inizio alle piogge primaverili, benefiche per l'agricoltura. Dunque un'importanza vitale in un paese da sempre prevalentemente agricolo. Il motivo del drago attraversa l'intera storia dell'arte cinese, assumendo innumerevoli fogge a seconda delle credenze dell'epoca, a seconda degli stili e delle possibilità offerte dai materiali e dalle tecniche impiegati. Questo studio ripercorre la straordinaria evoluzione nel tempo dell'icona del drago cinese, dalle essenziali raffigurazioni di epoca neolitica, fino alla fantasmagorica immagine codificata nel momento di massimo splendore della Cina imperiale. Un'icona che diventa spunto di confronto e di dialogo tra Oriente e Occidente."" -
Filosofia della grande civilizzazione. La «rivoluzione bianca» dello Scià
Negli ultimi mesi di una vita segnata da una speculazione che tende a inverarsi nell'azione politica, Ugo Spirito ha lavorato a un volume sull'Iran governato da Mohammad Reza Pahlavi. Un libro rimasto inedito nella sua stesura integrale e oggetto, in tempi diversi, di manipolazioni e censure. A quarant'anni di distanza il testo appare nella sua versione originale, che rivela il reale pensiero del filosofo. Lo sforzo compiuto da Spirito è stato volto, nell'autunno del 1978, a comprendere e illustrare criticamente le linee guida della ""rivoluzione bianca"""" dello Scià - avviata nel 1963 - inquadrandole nella storia della Persia e valutandone le possibili evoluzioni, mentre il Paese era sconvolto dalle proteste di piazza sfociate nel 1979 nella rivoluzione islamica guidata dall'ayatollah Khomeyni. Lo Scià appare a Ugo Spirito come un sovrano illuminato e ne valuta positivamente il sogno di trasformare l'Iran in una sorta di Città del Sole, nella quale regnino l'armonia e la collaborazione tra le classi sociali, nella prospettiva di un intenso sviluppo industriale. Una """"città"""" laica, in cui non vi siano più sfruttatori e sfruttati, ricchi e poveri, proprietari e servi, secondo la tradizione socialista dalla quale, secondo Spirito, lo Scià ha tratto ispirazione per tracciare una """"terza via"""" tra liberismo e comunismo. Per quanto illuminato, Spirito giudica il regime iraniano un dispotismo dittatoriale, errato sul piano teorico e fatalmente destinato a terminare con la scomparsa del suo protagonista."" -
D'Annunzio politico
Questo volume rappresenta uno degli interventi critici più significativi relativamente all'attività politica e militare di Gabriele d'Annunzio. Attraverso documenti d'archivio del Vittoriale degli Italiani, lettere e memorie dei legionari, Renzo De Felice intende far luce sulla politica dannunziana distinguendola dall'ideologia fascista, con l'intento di sfatare l'idea divulgata dal Regime fascista di d'Annunzio ""precursore"""" di Mussolini. Come sottolinea l'autore nell'introduzione, è fuori dubbio che il fiumanesimo dannunziano e il fascismo delle origini affondino le loro radici nello stesso magma culturale e siano entrambi figli della crisi determinata dalla prima guerra mondiale e dell'affermarsi della società di massa. La marcia su Fiume prefigura quella su Roma, i discorsi alle masse preannunciano quelli di piazza Venezia, gli slogan e le divise dei legionari anticipano i modelli degli squadristi-gerarchi fascisti. Eppure, nonostante tutto questo, nonostante queste apparenti evidenze e somiglianze, è necessario procedere con estremo rigore e senso critico, evitando generalizzazioni affrettate o semplicistiche, approfondendo i vari fenomeni e i loro contesti. Dice De Felice nell'introduzione: «Gli intenti politici, il fervore morale, le prospettive a più lungo respiro che d'Annunzio e Mussolini misero nell'impresa di Fiume furono e divennero via via diversissimi, come diversissimi furono le conseguenze, gli ammaestramenti che ne trassero». La vita di Gabriele d'Annunzio è stata un continuo atto di sfida e grandezza tanto che uno dei motti che il Vate aveva stampato sulla sua carta da lettera era Memento Audere Semper: De Felice insegna in queste pagine a non confondere lo slancio eroico, il sogno pratico e al tempo stesso intellettuale di d'Annunzio con il """"momento"""" storico di Mussolini e del fascismo: essi camminavano a fianco, potevano anche condividere molti ideali, ma mai potranno essere confusi come uno miscela dell'altro."" -
Quando avevo cinque anni, mi sono ucciso
Burt è un bambino come tanti, frequenta la terza elementare e il suo mondo è fatto di personaggi dei cartoni animati, di Zorro e Superman, di genitori premurosi e un po' distratti, di sogni e di avventure immaginarie. Non è altro che il quotidiano dei bambini della sua età, ma che ora rivive in una serie di flash-back, perché Burt è stato ricoverato in un istituto psichiatrico. Burt in apparenza è un bambino come tanti, eppure è diverso da tutti, osserva gli adulti con lucidità e vede che non c'è proprio niente di quello che dicono e fanno che abbia senso: nel mondo dei grandi tutto è prevaricazione, ipocrisia, arbitrio. Tutto è una bugia. La sola salvezza è una segreta ribellione, e l'amicizia speciale con Jessica, una compagna di scuola altrettanto ribelle e stranamente coraggiosa. Sarà proprio l'intensità di questa amicizia a mettere definitivamente Burt di fronte alla spietatezza degli adulti. La piccola guerra privata di un bambino e una bambina contro l'ipocrisia dei grandi si trasforma nel racconto di Buten in un'appassionata, secca difesa di chi è troppo diverso e vulnerabile per rientrare negli schemi. Solo l'ironia e la poesia riscattano Burt da un'esperienza in cui tutto appare crudele e privo di senso, la stessa ironia e poesia con cui l'autore ci porge un messaggio che, dietro a uno stile apparentemente ingenuo, si rivela provocatorio e radicale. Come in ""Qualcuno volò sul nido del cuculo"""", il piccolo Burt, quasi un McMurphy in erba, è irriducibile nello sfidare le regole del sistema. Nel suo caso il sistema è non solo l'istituzione psichiatrica, ma il mondo degli adulti in generale. Lo sguardo di Burt smaschera le loro finzioni e allo stesso tempo ne svela tutto il ridicolo, con un umorismo che spiazza il lettore e lo coglie di sorpresa, rifiutando ogni facile autocommiserazione. Burt e la sua amica Jessica saranno presto scacciati dal loro """"verde paradiso degli amori infantili, innocente paradiso""""... Volevano smettere di essere bambini e ottenere la libertà, ma dovranno diventare grandi troppo presto, per combattere contro il conformismo e il puritanesimo degli adulti."" -
«Italiani. Visitate l'Italia». Politiche e dinamiche turistiche in Italia tra le due guerre mondiali
Il turismo costituisce un fenomeno che nel corso del Novecento ha assunto una dimensione globalizzante, richiamando nel nostro paese soltanto negli ultimi decenni l'attenzione degli storici interessati soprattutto alla ricostruzione dei caratteri dello sviluppo economico e dell'evoluzione dei consumi nell'età contemporanea, più raramente agli aspetti istituzionali delle politiche turistiche che durante il fascismo trasformarono questo settore in un'arma non secondaria per la ricerca del consenso all'interno e in una vetrina delle realizzazioni del regime sul piano internazionale. Di fronte all'emergere della società di massa, il fascismo cercò di dirigere e orientare la nuova disponibilità di tempo libero dei lavoratori verso forme di uso collettivo e familiare con i treni popolari, le gite domenicali al mare e in montagna in autobus o in bicicletta, le colonie estive per i bambini, le crociere nei territori oltremare e i viaggi patriottici sui campi di battaglia e nelle province ottenute alla fine della Prima guerra mondiale, abituando gli italiani alle vacanze e contribuendo, pur nel condizionamento ideologico, a modificarne l'orizzonte culturale e geografico. Modificazioni nei mezzi di trasporto, trasformazioni degli stili di vita e diversificazioni delle strutture dell'accoglienza si accompagnarono alla diffusione di pratiche turistiche sviluppatesi tra gli anni Venti e Trenta fra fasce di popolazione più ampie rispetto al periodo antebellico, sia con il supporto delle tradizionali organizzazioni turistiche nate in età liberale, sia con le organizzazioni di massa del regime. Durante gli anni Trenta il turismo divenne un comparto dello Stato imperniato su un'organizzazione istituzionale a forma piramidale, che rifletteva la chiara funzione politica attribuita al settore dal fascismo e finalizzata allo sviluppo, all'incremento e al sostegno ai viaggi e alle gite di quei segmenti sociali più ampi, soprattutto i ceti urbani e quello alto-borghese, che nell'età liberale aveva incarnato la facies del turista italiano. -
Gabriele D'Annunzio
Ciò che James apprezza in D’Annunzio è il suo modo curioso, vario, esplorativo, sempre vivace e sempre attivo, di adoperare il linguaggio come mezzo di comunicazione e di rappresentazione, come ben si può vedere leggendo uno stralcio preso dal libro qui presentato: «D’Annunzio sembra supremamente formato per soddisfare; così prontamente infatti troviamo in lui, come figura letteraria, la più alta espressione della realtà estetica che la nostra situazione non era riuscita finora a rendere possibile. Egli ha il merito immediato di darci, con il continuo e coerente sbocciare delle sue opere, la misura delle nostre manchevolezze in quella direzione, ossia le nostre timidezze, povertà, fallimenti. Egli getta sulla coscienza estetica una luce più diretta e sicura di quanto le sia giunta, a mio avviso, nella nostra epoca, da qualsiasi altro lato; se opportunamente interrogato, potrà chiarire molti misteri, dare molte spiegazioni alla nostra mala sorte. D’Annunzio parte coll’immenso vantaggio di godere di un beneficio ricevuto per grazia e non con fatica, di rivendicarlo per ragioni diverse dal sudore della fronte e dalle aspirazioni della sua cultura. Egli dimostra con la sua opera l’influenza di cose che hanno avuto il tempo di essere date per scontate. La bellezza a ogni costo è cosa vecchia per lui; arte, forma e stile come scopo di una vita superiore sono una componente ovvia; si può dire insomma che, grazie a questi istinti e abilità trasmessi e fermamente radicati in lui, il suo sviluppo individuale cominci dove finisce la lotta di chi si limita, sia pure con impegno, alla ricerca». -
Arte postale futurista. Ediz. illustrata
Nel 1986 fu organizzata Futurismi postali, una mostra itinerante, accompagnata da un corposo catalogo articolato in tre sezioni: tematica, biografica e tipologica, sottotitolato Balla, Depero e la comunicazione postale futurista, a cura di Maurizio Scudiero insieme a Enrico Sturani (che si occupò de “l’altro Futurismo”). Questo nuovo studio si occupa della parte squisitamente futurista e, nel corso del tempo trascorso, le conoscenze e i ritrovamenti di materiale inedito sono state tante e tanti da rideterminare in parte il peso rappresentativo dei singoli artisti. Con un apparato iconografico di 820 immagini, si avrà una precisa sensazione di come lo sperimentalismo postale futurista sia stato un fatto tutt’altro che episodico, o legato ai singoli artisti, ma piuttosto una prassi estetica tout-court, e se vogliamo dirla tutta, il vero “atto originante” di quella che oggi chiamiamo Mail Art. -
Diario di un pazzo e altri racconti
"Diario di un pazzo"""" è il primo dei racconti di questa raccolta, pubblicata da Lu Xun nel 1923 e qui tradotti dall’originale cinese. E un “pazzo” doveva sembrare l’autore ai suoi contemporanei. Nella Cina di inizio Novecento – in pieno declino, appena transitata dall’impero alla repubblica, scossa da lotte tra fazioni politiche e militari, in cui l’educazione era ancora fondata su testi filosofici e politici risalenti a più di mille anni prima, e la produzione letteraria era in una lingua classica avulsa dalla realtà quotidiana – i suoi racconti, crudamente realistici e scritti in lingua vernacolare, avevano un effetto dirompente e spiazzante: i racconti di un “pazzo”, appunto. Fortemente intrisi di notazioni autobiografiche e di reminiscenze esperienziali, sono altrettanti “spaccati” di una Cina in drammatica crisi sociale e di una popolazione stremata, disorientata e oppressa da ataviche abitudini e da superstizioni che non fanno che peggiorarne le condizioni. Sono pagine magistrali e potenti che, pur intrise della lacerante contraddizione tra l’anelito verso l’innovazione della cultura e della società e l’amara presa di coscienza dell’impossibilità di recidere il legame con il passato e con la tradizione, donano al mondo indimenticabili ed emblematiche figure e personaggi paradigmatici: il pazzo, il tragico Ah Q, il padre amorevole accecato dalla superstizione, bislacchi letterati e studiosi “vecchia maniera” e tanti, tanti personaggi, alcuni reali, altri di fantasia, tutti dolorosamente sospesi tra il vecchio mondo e il nuovo che preme per avanzare." -
Del romanzo
L’autore di romanzi è simile a Dio, lo imita, lo scimmiotta: un’affermazione forte per un autore, come Mauriac, profondamente intriso di cattolicesimo “vecchia maniera”. Eppure ne è convinto. Anche il romanziere, come Dio, crea persone, traccia i loro destini, semina il loro percorso di vita di avvenimenti belli e drammatici, appunto come un “deus ex machina” che provoca e risolve situazioni. Ma – e qui è la fondamentale differenza – se Dio è eterno, il romanziere non lo è. Lo sono, invece, i suoi personaggi, che gli sopravvivono tra i lettori, di generazione in generazione. O, almeno, questo è il sogno di ogni romanziere: che i suoi personaggi gli sopravvivano a lungo. Non è sempre così, perché non tutti i letterati che si cimentano con il romanzo hanno ricevuto alla nascita il dono di quella che Mauriac chiama “ispirazione divina”. Ma non per questo è lecito dichiarare che il romanzo è un genere in declino. Così Mauriac si inserisce nel dibattito, vivo dopo la Grande Guerra, sul destino del romanzo, genere letterario che non sembra più adatto a un pubblico disincantato e duramente provato dall’impatto con la realtà aspra della guerra. Il romanzo si salverà – sembra concludere – se «…studiando l’uomo, restiamo sinceri. Noi ci votiamo alla scoperta interiore. Non dissimuleremo nulla di ciò che avremo visto. Faremo nostra quella grande parola di un romanziere russo […] “Ho seguito la vita nella sua realtà, non nei sogni dell’immaginazione, e sono così arrivato a Colui che è la sorgente della Vita”». -
Like a Rolling Stone
L'intento del libro è di dimostrare come una incisione abbia cambiato in modo irreversibile la musica. ""Like a Rolling Stone è più di una canzone, è qualcosa che oppone resistenza a chiunque cerchi di suonarla, è come se avesse un corpo e un'anima, tante erano le cose che Dylan cercava di dire, e tale la passione che lo animava."""" Era il 15 giugno del 1965, Dylan cominciava la sua sessione di registrazione negli studi della Columbia di New York. I Beatles avevano cambiato il mondo in cui lui e la sua generazione vivevano, e Dylan li percepiva come una sfida, uno stimolo. È bastato un giorno e la prima versione di """"Like a Rolling Stone"""" è stata quella che il mondo ha conosciuto e che da allora molti musicisti hanno provato a riarrangiare."" -
10.25, cronaca di una strage. Vite e verità spezzate dalla bomba alla stazione di Bologna
Il 2 agosto 1980 una bomba ad alto potenziale veniva fatta esplodere alla stazione di Bologna, nella sala d'aspetto di seconda classe: morirono 85 persone, altre 200 rimasero ferite. Questo è il racconto di quel che accadde vent'anni fa. Narrato come se fosse un romanzo, il libro parte dalle vittime, dalla loro vita, dalla loro morte, dal dolore mai sopito dei loro familiari, diventato per alcuni rassegnazione e silenzio, per altri impegno e consapevolezza. Il libro riporta le testimonianze di chi è scampato alla bomba, di chi ha voluto cercare la verità, di chi ha indagato e di chi è stato indagato. Uno strumento di memoria, per non dimenticare. -
Sulle tracce del giallo
Una serie organica di saggi, la storia di una polemica, ormai ventennale, che un critico e storico letterario ha combattuto per riassegnare alla letteratura generi (soprattuto il ""giallo"""", ma anche la narrativa di spionaggio e di fantascienza, quella """"rosa"""", i fumetti ecc.) che una certa critica bollava come """"paraletteratura"""". Apre il volume e gli dà il titolo, un lungo saggio che traccia la storia dell'incontro dell'autore e di una o più generazioni, con il """"giallo"""", lettura di evasione prima, poi oggetto di interesse e studio, infine tema privilegiato per capire meglio la nostra società."" -
Prima dell'alba. Autobiografia del leader del movimento di liberazione irlandese
Dall'infanzia nei quartieri ghetto nazionalisti cattolici di Belfast alle prime esperienze di lavoro nei pub del centro e delle zone protestanti: dall'impegno politico nel movimento per i diritti civili degli anni '60 alla rivolta del Bogside a Derry; dall'internamento nel campo di Long Kesh allo sciopero della fame di Bobby Sands e dei suoi compagni, sino alle prime, difficili, trattative con il governo di Londra. Questa storia di ""un uomo normale in circostanze straordinarie"""" è una utile lettura per chi voglia capire il conflitto che da decenni infuria nell'Irlanda del Nord tra l'esercito britannico e il Movimento repubblicano irlandese."" -
Insegnare a parlare. Come guidare i bambini a costruire le basi del linguaggio-discorso
Questo libro rappresenta l'evoluzione di una precedente edizione dal titolo ""Impariamo a parlare"""". Vengono qui organizzate con schede aggiornate le numerose relazioni logiche da utilizzare con i bambini fin dalla scuola dell'infanzia attraverso il linguaggio orale. Queste relazioni logiche rappresentano il primo passo di un percorso che deve continuare ad impegnare i bambini della scuola primaria nella costruzione dei sette schemi logici che sottendono tutto il linguaggio-discorso scritto, base dello stile narrativo ed espositivo. Gli schemi logici appaiono indispensabili agli alunni sia per una comprensione approfondita della lettura, sia per prepararli ad esprimersi agevolmente con la forma scritta. Sono quindi le chiavi di accesso al linguaggio-discorso per usi cognitivi. Il libro è consigliato a tutti i soggetti che hanno cura dell'educazione dei bambini a partire dai genitori, e in particolare agli insegnanti della scuola dell'infanzia e dei primi anni della primaria, ma può essere utile anche agli insegnanti di sostegno e ai logopedisti impegnati nel recupero linguistico di studenti di ogni età."" -
Solo un salto e la ragione diventa follia
"No, non sono schizofrenica. Sono borderline. Almeno così dicono"""", gli risposi sogghignando, come se la cosa fosse divertente."""" E cosa vorrebbe dire borderline? Che razza di diagnosi è? A ridosso di quale confine ti troveresti? In quale terra straniera avresti paura di mettere piede? In quella della normalità o in quella della follia? """"C'era poco da scherzare. O di qua o di là. Stare nel mezzo era proprio da vigliacchi, aveva ragione lui... All'ombra di una donna che vive la vita con buonsenso e ironia, si nasconde il demone della malattia mentale. La protagonista lo affronta a viso aperto, riflettendo sulla natura degli stati di alterazione psichica che sperimenta, ripercorrendo le esperienze dei ricoveri, ed interrogandosi su quale sia il confine tra ragione e follia." -
Pinocchio di scoglio. Le avventure di un burattino livornese
Un altro Pinocchio? Sì, certo, ma questo è nato a Livorno, una città di mare. Come il burattino di Collodi gioca, inventa bugie e combina guai, ma è un Pinocchio di scoglio: nuota, mangia il ""5 e 5"""" e ha per amico Bibi, un piccolo verme da pesca. Simonetta Filippi è una maestra che qualche anno fa, in una quinta elementare di Livorno, ha fatto conoscere Pinocchio leggendo il libro di Collodi e guardando il film di Comencini; poi ha chiesto agli alunni come sarebbe stato Pinocchio se fosse vissuto ai nostri tempi. Quindi con la scolaresca è uscita ad esplorare il quartiere dove ha incontrato il nonno di Daniel che ha mostrato loro la propria barca, poi una vecchia cantina con un passaggio segreto, poi nonno Aldo e alcuni suoi amici e tutti loro hanno raccontato tante storie che sono diventate gli spunti usati in classe per costruire le avventure del nuovo Pinocchio livornese. Così è nata questa storia, e in questo modo ne possono nascere altre, nei quartieri, nei paesi, nelle città, si possono inventare le avventure di tanti """"Pinocchio"""" simili, ma diversi fra loro, proprio come sono i bambini. Fabio Leonardi ha illustrato il libro con grande fantasia. Età di lettura: da 7 anni."" -
Mangiare per prevenire. L'immunonutrizione a tavola
Nella prima parte del libro, si trattano temi come l'invecchiamento del sistema immunitario, il rapporto tra obesità e infiammazione, la celiachia, le allergie e le intolleranze alimentari. Nella seconda parte, si descrive il ruolo dei composti presenti nella dieta quali probiotici, flavonoidi, acidi grassi polinsaturi, vitamine e oligoelementi e della loro abilità immuno-modulante. Nell'ultima parte del libro, si descrivono i meccanismi di base del sistema immunitario e i principali ""attori"""" coinvolti. Il libro può risultare utile sia ai professionisti della nutrizione che agli studenti e a chi, più in generale, tratta o è curioso delle problematiche legate all'alimentazione ed è desideroso di apprendere notizie sul versante nutrizionale-immunitario e di confrontarsi con la comprensione dei dati scientifici più recenti."" -
Lei di lei
"... Ma l'inverno d'affanni lasciò il passo a tiepide mattine di sole, durante le quali furono i pensieri di vita a prendere il sopravvento. Crebbero tanto in fretta e così rigogliosi, da togliere nutrimento ai pensieri di morte, di modo che in breve Iris fu inondata da incontenibile gioia. Un caleidoscopio di effervescenti intuizioni la soverchiò. Erano talmente tante e talmente potenti, quelle intuizioni, che per star dietro a tutte Iris smise di dormire e di mangiare... """"Lei di lei"""", dodici racconti al femminile in bilico tra l'ordinario e il nonsenso, tra la sincerità e la bugia, tra la semplicità e la complicazione, dove quel che dovrebbe apparire si perde tra le righe e quel che dovrebbe stare nascosto, invece, si rivela."