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La finestra sulla scena
In questo volume sono raccolte le recensioni degli spettacoli delle due passate stagioni di teatro organizzate dal Bertolt Brecht di Formia e precedentemente ospitate sulla pagine telematiche del sito del collettivo teatrale. Si tratta di testi eterogenei che forniscono un panorama abbastanza esaustivo dell'attività di programmazione e divulgazione teatrale nel territorio formiano, calati all'interno di un percorso di documentazione dell'attività svolta che è importante per una realtà che si avvia a compiere il suo quarantesimo anni di età. -
Il guastatore. Quaderni neon-avanguardisti. Vol. 2
Quaderni Neon-avanguardisti, basati sulla collettività, sulla compenetrazioni delle arti e delle culture, e sulla democrazia culturale. Sul secondo numero de ""Il Guastatore"""": Aldo Nove, Carlo Cantaluppi, Carmen De Stasio, Luca Siniscalco, Erica Della Valle, Ivan Pozzoni, Domenico Sgobba, Armando Saveriano, Ambra Simeone, Gabriella Sica, Flavio Almerighi, Antonio Manco, Marco Carbone, Alessandra Conte, Christian Sinicco. Intervista a Giampiero Neri."" -
C'è un gioco che non conosci
"Quattro autrici, quattro donne di diversa provenienza ed età, quattro storie, quattro modi di intendere e sentire la vita. E un unico desiderio di fondo: raccontarsi in versi, decifrare i segni e i sentimenti della contemporaneità e della propria esperienza di vita, alla luce della personale predisposizione alla 'scrittura'. Il gioco del lasciarsi andare a quei sogni a occhi aperti che spesso portano le donne a ricongiungersi col passato per sfidare il presente e predisporsi al futuro. Il gioco dei sogni. Del sognare. Per cambiare i finali oscuri delle brutte esperienze, per tentare di trarre bene dalle ombre che hanno fatto svanire la felicità tanto ambita, per dettare regole all'ignoto che si vorrebbe riempire di buoni sentimenti e caldi auspici..."""" (Sandra Cervone)" -
Schegge di filosofia moderna. Vol. 2
"Il volume oggetto di questa presentazione, caratterizza la crisi della filosofia sospesa tra disperazione e speranza, pensiero negativo e pensiero positivo, morte e sopravvivenza della filosofia, attraverso una serie di interventi che affrontano autori in gran parte capaci di anticipare il destino della ricerca teoretica. Inoltre, queste presenze di pensatori in gran parte emblematici, focalizzano delle istanze esistenziali emergenti nella nostra cultura e suscettibili di comporre delle cifre aperte a farci comprendere gli eventi epocali del nostro tempo, attraverso l'ermeneutica delle situazioni-limite. La lettura dei saggi di questo volume, pertanto, può favorire un dialogo speculativo ed un'interpretazione per certi aspetti complessa della nostra cultura proiettata al desiderio del mondo di domani e caratterizzata da una dialettica di difficile coordinamento delle identità dei popoli e delle tradizioni"""". (A. Rizzacasa)" -
Gino, Lina e gli altri
"Si presentano e iniziano a raccontare i loro sogni e le loro realtà. Semplicemente. Come accade in quelle riunioni in cui, a turno, ci si alza in piedi e si dice """"Mi chiamo... evengo da...""""; e la forza del mettersi a nudo risulta poi terapeutica e ritemprante, capace di trasmettere energia positiva sia a chi parla che a quanti ascoltano. Leggere i racconti inseriti in questa interessante carrellata ha infatti stimolato, fin dalle prime pagine, quella giusta dose di curiosità divenuta poi, man mano, necessità e dunque sano esercizio di immedesimazione. A quanti si raccontano, del resto, l'autore sembra solo aver prestato la voce (o se volete la penna e il foglio) mentre invece, in moltissimi casi, risulta chiaro che Callegari abbia praticamente dato vita a personaggi mai esistiti o impossibilitati ormai a raccontarsi veramente."""" (Sandra Cervone)" -
Generazioni ai margini
"Per smarcarsi dagli scacchi matti della 'liquidità', del divorzio tra 'sovranità' e polis, della crisi dello stato sociale, del tracollo della razionalità o dell'eccesso di 'responsabilizzazione' dell'io, idonei ad annientarne il ruolo esistenziale, ciascun intellettuale marginale, individuo / uomo / cittadino, tardomoderno deve accettare una serie di nuove sfide e di obiettivi nuovi: costruire aeriformi 'neon'- avanguardie culturali, ricostruire archeologie della 'sovranità' e della polis, riedificare strategie anarchiche di tutela e difesa dello Stato, investire sulla missionarietà della resistenza civile e della registrazione / amplificazione delle 'voci', e rielaborare nozioni originali di 'morale', 'democrazia' e 'comunità'. La sconfitta di ogni forma di capitalismo nomade muove attraverso una accorta riconfigurazione del ruolo culturale dell'intellettuale tardomoderno."""" (I. Pozzoni)" -
Schegge di filosofia moderna. Vol. 3
"Nel secondo dopoguerra, dopo l'eclissi dell'idealismo la storiografia filosofica si avviò su strade diverse, non solo rivalutando filosofi che l'idealismo aveva emarginato, ma fornendo una nuova interpretazione della storia d'Italia e, insieme, della sua cultura scientifica e filosofica. Ed ora? L'analisi dei saggi presenti in questo volume, a cui si accostano altri curati da Ivan Pozzoni, è una prima 'spia' di esigenze nuove che si affacciano nel momento in cui una nuova generazione riscopre filosofi italiani, specie del Novecento, e si impegna a rendere attuali alcune questioni affrontandole in modi diversi da quelli tradizionali"""" (M. Quaranta). Autori: Alessandroni Emiliano - Borbone Giacomo - Dodaro Maria - Lombardi Antonio - Mancinelli Paola - Mancuso Domenico - Marturano Graziella - Meneghetti Paolo - Pirotta Sebastiano - Possati Luca M. - Rizzacasa Aurelio - Silvestri Filippo." -
Schegge di filosofia moderna. Vol. 4
In un'epoca come la nostra che rifugge dalla riflessione e dalla lentezza che le è indispensabile, il compito del filosofo è quello di mostrare che, anche se non sembrano esserci certezze, la libertà sta nel convivere con le incertezze, i dilemmi, i paradossi che accompagnano il nostro presente, senza perdere la fiducia nella ragione come essenza dell'umano vivere in quanto individui e come società. Del resto, fin dalle origini, attraverso Umanesimo e Illuminismo, la filosofia ha sempre conservato questa vocazione a rappresentare lo spazio pubblico del confronto e delle ragioni. -
Elegie duinesi
"L'ermeneutica ci ha insegnato che il senso della poesia è lunghi dal poter esser esaurito dalle interpretazioni via via proposte. Per cui nessun commento può legittimamente ritenersi definitivo. La presente edizione si distingue dalle precedenti per due motivi. Intanto si è scelto di seguire una traduzione la più aderente al testo originale anche a scapito dello stile e della scorrevolezza. In secondo luogo, la versione qui offerta è interlineare, ciò rende più agevole seguire passo passo, in un continuo confronto, le parole del poeta."""" (Alessandro Medri)" -
Schegge di filosofia moderna. Vol. 5
"La filosofia analitica può realmente rappresentare per le scienze e per le scienze sociali, in particolare, una vera e propria svolta da intendersi come orientata al mondo della razionalità pratica, la quale riesce a instaurare fecondi rapporti con il mondo normativo e con i persistenti valori dell'individuo e/o dell'attore sociale. Questa potrebbe essere una strada (ovviamente non l'unica) sulla quale una ulteriore riflessione può essere condotta, qualificando nuovi campi di interesse e di applicazione validi per le scienze nonché per la sociologia, l'economia politica e, in genere, per le scienze sociali."""" (G. Rinzivillo)" -
Comunità nomadi
"L'epoca postmoderna è caratterizzata dalla complessità, fenomeno che ha trovato l'emergere e l'affermarsi di una prospettiva ermeneutica e transdisciplinare [...] Ci troviamo in una situazione decisamente nuova: occorre, infatti, individuare percorsi originali per costruire una nuova sintesi conoscitiva, mai definitiva per altro, superando la tentazione di ancorarsi a salde certezze, anzi facendo della provvisorietà lo strumento più stimolante dello sviluppo."""" (Giuliano Ladolfi)" -
I cinque elementi
"E allora che cos'è? Certo non è 'I cinque elementi' del cosiddetto reale, concetto troppo prossimo al pragmatismo dei pessimi ideologi apologetici. È il quinto elemento quello decisivo, quello che non corrisponde agli elementi già individuati dai filosofi presocratici. È su questo punto che s'incentra la riflessione poetica di Beatrice Bressan: la sua poesia punta alla visione di ciò che sfugge e si sottrae di ciò che è renitente alla chiamata alle armi della visione omologata del reale. È una poesia dopo il tramonto dell'età della lirica. È la poesia dell'impossibile visione. È la poesia di ciò che ci è stato sottratto."""" (Giorgio Linguaglossa)" -
Schegge di filosofia moderna. Vol. 6
"Non c'è dubbio che l'orientamento ermeneutico notoriamente dominante per decenni nella filosofia dell'Europa continentale, e di cui tutti i pensatori esaminati nei saggi di cui si compone questo libro sono, chi più chi meno, direttamente o indirettamente tributari, ha mirato a dilatare il più possibile lo spazio di una cultura ovviamente intesa non alla maniera classica come paideia o come Bildung bensì, alla maniera degli etnologi e degli antropologi, come dimensione artificiale e simbolica dell'uomo [...] Non stupisce allora che oggi sia in atto una reazione di orientamento realistico che tenta di bloccare una simile deriva pan-culturalistica"""". (D. Sacchi)" -
Metrici moti
"Il prezzo pagato per l'attenzione dovuta alla significazione e allo straripamento della poesia contemporanea, che potremmo o vorremmo classificare tardo moderna, è un ludus che cerca di ri / conquistare lo spirito inquieto del poeta, teso al respiro dotto, e distinto per il gioco sempre affascinante della parola. Dopo Zanzotto, che prendiamo come esemplare della rottura, la poesia ha cercato ripetutamente la capacità di sfidare la realtà proponendosi con sempre più scarsa originalità per una lettura altra, mentre è andata perdendo quel senso di magia e di segretezza che distingueva e distingue la classiche regole della scrittura [&] Sul versante di una ricerca obiettiva nell'arco degli ultimi decenni le voci più feconde tra i viventi risultano interessate a una sperimentazione attenta e rigorosa, in un panorama poetico culturale che, a dispetto dell'emarginazione, dei separatismi, dei pregiudizi, riesce ad offrire una certa originalità anche se nella varietà degli stili"""" (A. Spagnuolo)" -
Follia e politica. Itinerari di antipsichiatria
"'Pericoloso per sé e per gli altri e di pubblico scandalo': questa breve formula giuridica, ormai entrata nella normalità della lingua comune, ha rappresentato per tantissime persone, e per fin troppo tempo, una condanna per la vita (...). Nella lotta contro il concetto e la pratica di normalizzazione ed esclusione da parte del potere e nel percorso di presa di coscienza delle contraddizioni generate dal potere stesso e nella lotta contro di esse, l'antipsichiatria è veramente attuale."""" (Andrea Mincigrucci)" -
Atomi afoni
"La raccolta di poesie di Giuseppe Morgillo si apre, fin dal titolo, all'insegna di una doppia negatività: atomi afoni, ovvero ciò che non si può dividere, ciò che non ha voce. Tuttavia gli atomi sono anche il principio, una positività. E l'assenza di voce è ciò che prepara la scrittura, sul foglio o nell'anima, una doppia negatività che permette, rende possibile. La poesia afona insegue la voce che si sente nel momento stesso in cui si estingue."""" (Tommaso Ariemma)" -
Cultura e politica. Percorsi del Novecento italiano
L'autore propone una lettura di otto intellettuali italiani e il francese Sartre, adottato dalla cultura italiana, che sono stati fra i protagonisti della vita culturale e politica del Novecento. In tutti c'è un'idea di fondo: la cultura fornisce degli strumenti fondamentali per conoscere l'Italia, la sua storia, e per individuare gli ostacoli che debbono essere superati per renderla all'altezza delle sfide del nuovo Millennio. -
Schegge di filosofia moderna. Vol. 7
Ricostruire una mappa concettuale della corrente fenomenologica nel Novecento non è un'impresa facile, perché la mole delle notizie che sarebbe necessario proporre è veramente grande. La fenomenologia, sia essa di ispirazione più strettamente husserliana sia quella realistica, è presente in tutto il mondo. Infatti, si può osservare che gli avvenimenti delle due guerre mondiali del Novecento, in particolare la seconda, si sono intrecciati con le vite di molti dei pensatori citati e hanno determinato spostamenti nei vari paesi europei per cui il movimento fenomenologico si diffonde anche nel continente americano sia al Nord sia al Centro Sud (A. Ales Bello). Autori: Corona Andrea, Damonte Marco, Giordano Domenico Gabriele, Giugnatico Ida, Giuliodori Lucio, Lasala Michele, Macera Emanuela, Micelli Luca, Miranda Davide, Muni Andrea, Pizzo Alessandro, Tintino Giorgio, Viggiani Giacomo. -
Fondamenta instabili
"C'è una gran confusione, una 'dissolvenza' di tutti i concetti 'forti', 'solidi'. Qualcuno dice di preferire ciò che è 'liquido', 'leggero', che la 'leggerezza' è una virtù; qualcun altro dice di adottare il 'quotidiano', il 'privato'; qualcun altro ha sostenuto di voler adottare il linguaggio della comunicazione, e così via; ho il sospetto che si tratti di comodi alibi per non affrontare di petto quella cosa che abbiamo davanti: la grande crisi della poesia italiana. Si dice che non si dà più alcuna certezza, nessuno è così sciocco da investire né sulla 'leggerezza', né sulla 'pesantezza'. E il poeta? Qualcuno dice che il poeta non ha nessun salvagente cui aggrapparsi, nessuna ancora cui legarsi, nessun punto di vista da difendere, e che è costretto a fare poesia 'turistica', da intrattenimento, poesia da bar; appunto, c'è chi difende il turismo intellettuale: la chatpoetry quale parente stretta della videochat; c'è chi prova a fare poesia con il linguaggio dei cellulari. Si va per iniezioni, tentativi inconsulti; e la poesia diventa molto simile ad una attività approssimativa che scimmiotta i linguaggi telemediatici."""" (G. Linguaglossa)." -
Ho qualcosa da dirti (quasi poesie)
"Chi legge un libro di poesia fa sempre un altro viaggio. Innumerevoli lettori fanno innumerevoli viaggi diversi, nel tempo e nello spazio. Quelle parole fisse, inchiodate in un testo, sono destinate a volare, a spostarsi, a modificarsi, a perdere vita o a entrare in una nuova vita. Chi lo può sapere? Le parole sono zattere instabili sopra il mare grosso della Lingua, fragili barchette di carta che vogliono sfidare una breve eternità."""" (Giorgio Linguaglossa)"