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Alpinismo eroico
"Alpinismo eroico"""" raccoglie tutti gli scritti di Emilio Comici. Si tratta delle relazioni delle salite compiute dall'alpinista triestino tra il 1925 e il 1940 che conservano quasi sempre il dono della spontaneità e dell'immediatezza. Di Comici lasciano intravvedere, più che l'eroe, l'uomo che davanti alla montagna e alla sua bellezza non può che provare smarrimento. Riproporre oggi i pensieri di questo alpinista, divo ante litteram e al contempo divulgatore appassionato di un modo nuovo di arrampicare, significa rimettere a fuoco non solo la persona di Comici, ma anche la sua funzione storica alla luce di quanto è stato fatto dopo di lui." -
Le mani sulla roccia. Diario alpinistico
È passato mezzo secolo dal dramma del Freney, la sua ultima salita. E questo volume, che ne ripropone il Diario Alpinistico - scritto in maniera ordinata e precisa tra il 1948 e il 1961 - inizia proprio dal commosso ricordo scritto a caldo dai compagni di cordata di quella tragica ascensione del Pilone Centrale, nel luglio 1961: Walter Bonatti, Roberto Gallieni, Bruno Ferrario e Pierre Mazeaud. Grandi protagonisti che ci aiutano a scoprire Andrea Oggioni ripercorrendo le tappe della sua breve ma intensa carriera alpinistica, dalle prime clamorose scalate con Aiazzi, Bonatti, Mauri, alle due spedizioni sulle Ande peruviane. -
Il male. Categoria morale, patologia psichica, realtà umana
Figure sinistre grondano sangue di stragi familiari, tramano nell'ombra un terrore internazionale, s'inebriano di sesso estremo; pedofili rapiscono bambini, madri di morte abbandonano neonati, signori della guerra prosperano di cadaveri... In questo saggio la psicologia del profondo scruta il lato oscuro della psiche, dove la follia confina con la malvagità. Il male sgorga da quelle profondità d'ombra e intreccia relazioni costanti con le sfere luminose della coscienza e dell'io. È manifestazione di follia e causa di sofferenze cruente; è sconvolgimento e devastazione, ma paradossalmente è anche motore di trasformazione. In queste pagine il male si rivela come aspetto incontestabile della realtà, parte non eliminabile della totalità e si palesa in vincoli di fratellanza con il bene. Per assurdo, gioca un ruolo innegabile nel realizzare la pienezza dell'esistenza, perché è attraverso la dialettica aspra e perenne tra male e bene, tra l'ombra e l'io, che l'uomo ignaro e inconscio evolve in individuo cosciente ed eticamente responsabile. Nella realtà della vita psichica, per quanto paradossale, il male è normale. -
L'Animus e l'Anima nelle fiabe
Le fiabe, se considerate con serietà, svelano il loro carico di significati inconsci ed esercitano una risonanza emotiva molto forte. Con la loro semplicità e immediatezza, toccano le corde più nascoste del nostro essere raggiungendo le emozioni più profonde. Sono la rivelazione delle dinamiche archetipiche della psiche inconscia. In questo volume M.-L. von Franz esamina alcune fiabe nel tentativo di cogliere quel che hanno da dirci sulle funzioni psichiche cui diamo nome di Animus (l'immagine interna del maschile nella psiche femminile) e di Anima (l'immagine del femminile presente nella psiche maschile). Perché parlando dei re e delle regine, parliamo di fatto di Animus e di Anima, quella coppia reale che esercita la funzione di governo sulle nostre fantasie e comportamenti, sia interiori che esteriori, in relazione all'altro sesso. ""L'Animus e l'Anima - affermano i curatori nella prefazione al volume - non potranno più essere visti come astrazioni o mere teorie: M.-L. von Franz ci aiuta a capire e a sentire che queste immagini sono personificazioni di movimenti misteriosi e di dinamiche vitali. Contengono il segreto di una vita piena, relazionata e in sintonia con la nostra natura interiore."""""" -
Dentro la solitudine. Da soli felici o infelici?
L'atteggiamento nei confronti della solitudine, oggi, è piuttosto contraddittorio. La si cerca, ma allo stesso tempo la si teme. Si sogna il ritiro in luoghi di meditazione nella speranza di ritrovare se stessi, ma una volta immersi nel silenzio ci si sente afferrati da un inquietante smarrimento, per cui si ritorna in tutta fretta alle detestate relazioni di sempre. Mentre ci si preoccupa di favorire ed eventualmente curare le relazioni interpersonali ai fini di un maggiore benessere, non si registra uguale attenzione all'importanza del raggiungimento della capacità di stare soli con se stessi. In realtà, soltanto chi è in grado di sperimentare la solitudine senza angoscia non corre il rischio di annullarsi nell'altro o di rivolgersi all'altro in modo fagocitante, strumentalizzante, ricattatorio o vittimistico. Il riconoscimento e l'accettazione di sé, che una positiva esperienza di solitudine comporta, sta alla base della disponibilità a riconoscere e accettare gli altri. Il successo di una buona relazione con gli altri poggia dunque sulla capacità di essere soli. -
ABC della psicologia generale
Il libro offre un quadro sintetico e chiaro della psicologia generale a chi muove i primi passi nei diversi ambiti delle relazioni d'aiuto. La sua impostazione costituisce un filo conduttore che permette di districarsi nel mare magnum delle nozioni di psicologia, con una strizzata d'occhio verso quanti si stiano preparando a sostenere l'esame di abilitazione alla professione di psicologo. Il nucleo del libro è costituito dai temi centrali classici della psicologia, aggiornati con dati recenti, compreso l'utilizzo dei test psicometrici. L'esposizione di ciascun argomento segue un triplice schema. Il modello teorico comprende la definizione dell'argomento trattato nella rassegna delle principali linee teoriche e di interpretazione elaborate da studiosi appartenenti ad approcci diversi. Il metodo di indagine fa riferimento alle metodologie di ricerca che possono essere usate per studiare e osservare il fenomeno in questione (per esempio: metodo psicometrico, metodo sperimentale, metodo clinico, osservazione sistematica). Gli ambiti applicativi, infine, illustrano possibili applicazioni pratiche dell'argomento trattato in diversi ambiti della psicologia: clinico, scolastico-evolutivo, dell'organizzazione del lavoro. Il volume permette, a chiunque ne sentisse la necessità - personale, didattica o professionale -, di apprendere in maniera semplice gli argomenti complessi della psicologia generale. -
Salvarsi con una fiaba. Terapia psicologica con i malati di Alzheimer
La malattia di Alzheimer, una sindrome per la quale la medicina non ha trovato ancora la cura, sta diventando una fonte di importante riflessione scientifica sui particolari meccanismi comportamentali che provoca nell'essere umano. Nonostante la persona con Alzheimer venga lentamente privata di tutte le facoltà precipuamente umane come la memoria, la ragione, la coscienza e l'autocontrollo, la sua psiche continua a funzionare. Da alcune esperienze di psicoterapia sta emergendo che esistono conoscenze conservate negli antri nascosti della mente, devastata dall'atrofia cerebrale, che costellano la vera essenza umana e che sicuramente vanno oltre le peculiarità della ragione. Uno di questi tipi di psicoterapie si basa sull'utilizzo delle fiabe, che hanno in sé un potere particolare di trasformare i nuclei psichici in immagini concrete. Come dimostra questo libro, tali immagini continuano ad essere create dalla mente, anche molto compromessa a livello neurologico. Ciò permette alla persona di perseguire non tanto la guarigione, quanto la propria salvezza, cioè il raggiungimento di un equilibrio e di una serenità dell'essere e dell'esistere. -
Avatar. Dislocazioni mentali, personalità tecno-mediate, derive autistiche e condotte fuori controllo
Poco più di dieci anni fa, Tonino Cantelmi presentò in un Congresso di Psichiatria a Roma i primi quattro casi italiani di Internet Addiction. Era il 1998 e i giornali italiani riportarono la notizia nelle prime pagine, facendola rimbalzare in tutto il mondo. Oggi il focus si è spostato dal paradigma della tecnodipendenza alla consapevolezza che l'impatto della tecnologia digitale sulla mente umana possa essere alla base di una ""mutazione antropologica"""". Questo libro è il punto iniziale di un nuovo filone di ricerca che vede come obiettivo l'esplorazione della mente umana, proprio mentre è in atto una fatidica e imprevedibile mutazione antropologica, quella dei """"nativi digitali"""". In questo volume, che analizza diversi aspetti della psicopatologia del cyberspazio, molta attenzione viene dedicata all'approfondimento sociologico, psicologico e psichiatrico - degli avatar, personaggi digitali stilizzati, creati per partecipare e comunicare nelle comunità virtuali. Gli autori analizzano le implicazioni che comporta il quotidiano vestire i panni dell'avatar e il rapporto di questo alter ego con il vero io del suo creatore."" -
Terrorismo e guerra. Le dinamiche inconsce della violenza politica
Questo volume, pubblicato all'indomani degli attentati terroristici al World Trade Center di New York, è un tentativo degli psicoanalisti e psicoterapeuti junghiani e freudiani di applicare la nostra disciplina alle minacce alla vita causate dalla guerra e dalla violenza terroristica. Non è semplicemente un libro basato sulle testimonianze di questo evento traumatico, ma merita di essère considerato un vero e proprio libro di consultazione. Ne fanno parte sia contributi scritti appositamente dopo l'11 settembre, sia riflessioni classiche sulla guerra e la violenza, come il carteggio fra Freud e Einstein sulla guerra, lo scambio epistolare intercorso nel 1949 tra Jung e Dorothy Thompson sullo stato del mondo o l'appello appassionato di Anna Segai a vincere le proprie difese schizoidi individuali e collettive di fronte alla presa di coscienza del rischio di annientamento totale costituito dalle armi nucleari. Per gli psicoanalisti, in verità, è estremamente difficile accostare le teorie metapsicologiche e cliniche sviluppate all'interno dello studio dell'analista alla sfera collettiva. Non esiste disciplina più incentrata sull'individuo della psicoanalisi, e le sfere collettive e quelle individuali, infatti, sono antinomiche. -
L' alba del gioco. Psicologia della prima infanzia e il Sandplay di Dora Kalff
È assai verosimile, sostiene l'autrice, che l'unico gioco degno oggi di tale nome sia quello reso possibile nei servizi educativi per l'infanzia. Poi si passa dritti alla scuola dell'obbligo e alla ""ricreazione"""". Tra la TV e una miriade di giocattoli, il gioco - nell'unico periodo della vita in cui potrebbe essere davvero libero e creativo - sta scomparendo a favore di altre attività di intrattenimento che rendono i bambini sempre più passivi. Il gioco va, dunque, protetto e riconosciuto come attività in pericolo di estinzione. In questo libro il gioco viene posto simbolicamente al centro di un discorso educativo più ampio, risalendo alle sue origini, alle prime scoperte dei bambini, ai loro sguardi meravigliati, alla loro gioia trasparente. L'autrice ci parla dell'""""alba del gioco"""" come del preludio della vita, e per farlo sceglie una metodica esemplare: il Sandplay di Dora Kalff. L'intento principale del testo è quello di riaccendere l'interesse per la riscoperta dell'immaginario e per le professioni di cura che si assumono la responsabilità di altri esseri umani nelle fasi più delicate della vita. """"Quando poi lo spazio del gioco viene offerto anche agli adulti"""", sottolinea Andreina Navone nella presentazione del volume, """"siamo portati a riflettere su un leitmotiv ormai diffuso, cioè quello dell'attenzione da dedicare al bambino che è in noi""""."" -
Ascoltarsi, ascoltare. Le vie dell'incontro e del dialogo
La dimensione dell'ascolto è una condizione essenziale per lo sviluppo di una buona relazionalità. Purtroppo gli attuali ritmi di vita stanno rendendo aleatori sia l'ascoltare se stessi che l'ascoltare l'altro e l'essere dall'altro ascoltati. Eppure, ognuno di noi porta dentro di sé lo struggente bisogno di vivere tutte e tre queste esperienze. Se viene meno anche solo una di esse, corriamo il rischio di diventare stranieri a noi stessi e all'altro. Naturalmente l'ascolto, perché sia fonte di benessere, deve essere un buon ascolto. Solo così sono possibili l'incontro, il dialogo e la comprensione interpersonale e sociale. L'ascoltare è un'arte difficile. È certamente più difficile del parlare. E lo è soprattutto oggi. La nostra infatti è una società in cui tutti parlano ma pochi ascoltano. E quei pochi che sono disposti a farlo sembrano privilegiare l'ascolto virtuale, nuovo muretto e nuova piazza in cui trovano spazio i vari social network. Il buon ascolto è per sua natura circolare, per cui chi ascolta è anche ascoltato e chi è ascoltato, ascolta. Ciò favorisce la capacità di ascoltare se stessi senza cadere nel narcisismo e di ascoltare l'altro senza cadere nel conformismo. Evolutivamente, in principio è l'ascolto. La parola viene dopo. Non c'è nessun ""Io parlo"""" se non è preceduto da un """"Io ascolto"""". Se, dunque, avremo imparato ad ascoltare, sapremo anche parlare."" -
Sostenere la relazione genitori-figlio nell'autismo. L'osservazione tramite il Lausanne Trilogy Play clinico
La presenza di comportamenti autistici cristallizza la comunicazione e la relazione in interazioni rigide e ripetitive che impediscono la ricchezza di scambi emotivi negli incontri sociali. La mancanza di empatia, che costituisce uno dei principali deficit del bambino autistico, rende difficile - e a volte quasi impossibile - l'attivazione nel genitore della dimensione di accudimento e contenimento, indispensabili al processo di crescita. Per imparare a rispondere ai bisogni del bambino, con tutti i limiti determinati dalla sua patologia, il genitore deve essere sostenuto in un approccio psico-pedagogico che lo aiuti a comprendere i comportamenti del bambino e a mettere in atto strategie adeguate. Il Lausanne Trilogue Play clinico permette l'esplorazione degli schemi comunicativi all'interno della famiglia al fine di evidenziare le alleanze presenti e conoscerne il potenziale di sviluppo. ""Ciò che colpisce"""", sottolineano gli autori, """"è la maggiore capacità che i genitori presentano quando entrano da soli in interazione con il bambino. Questo dato introduce interessanti riflessioni sul fatto che la difficoltà del bambino crea serie interferenze soprattutto nella relazione tra i vari membri della famiglia impedendo quella collaborazione che sarebbe, invece, indispensabile per far fronte ai problemi presenti"""". Nella ricerca effettuata, l'osservazione delle interazioni familiari ha permesso di circoscrivere una modalità comunicativa all'interno di famiglie con la presenza di un bambino autistico."" -
Sul mio scrivere
In questa raccolta di saggi Hillman ci parla di sé e di come è nata la sua visione della psicologia, dell'uomo, del mondo. Tutti i suoi poliedrici scritti sono contraddistinti da un denominatore comune: la centralità del processo immaginativo nell'attività della e sulla psiche. E l'importanza della cura della vita immaginale, quindi, come modo per promuovere nuove visioni, per coltivare il senso estetico nelle relazioni con il mondo, per restituire Anima ai luoghi, alle malattie abitate dagli uomini, al mondo. ""Restituendo i sintomi all'anima"""", dice l'autore, """"io tento di restituire un'anima ai sintomi ridando loro quel valore centrale nella vita che è proprio dell'anima"""". Il costante interpenetrarsi di pensiero e immagine della sua visione consente un avvicinamento tra apparenza e realtà, tra """"lo spirito che sviluppa teorie e l'anima che costruisce fantasie"""" e ci consegna un nuovo stato della mente che sa vedere oltre per immaginare il presente in modo nuovo."" -
Il gatto e i suoi simboli
Il gatto è una belva in miniatura. Due milioni di anni di vita selvatica, un passato da predatore solitario, un esasperato individualismo costituiscono il suo substrato più caratterizzante. Impersona aspetti sconcertanti della vita istintuale, che spaziano dalla sensualità più elegante alla crudeltà più indifferente e che gli conferiscono una raffinata sensorialità oltre a un proverbiale attaccamento alla vita. La convivenza con il gatto consente un confronto quotidiano e intrigante tra la sofisticata civilizzazione umana e la più pura istintualità animale; mostra all'uomo quale sia l'irrazionalità, ma anche la sapienza dell'istinto; gli ricorda in ogni istante cosa significhi davvero vivere in contatto con la natura esterna e rimanere fedeli alla propria natura interna. In pochi millenni di convivenza, il gatto è entrato non solo nella realtà, ma anche nell'immaginario dell'uomo dove si trasfigura in animale dalle molteplici valenze simboliche. Di volta in volta, egli è immagine di freddo opportunismo o di commovente tenerezza, di ostinata insubordinazione o di sensuale voluttuosità, di ritiro in sornione sonnolenze o di acuta, insonne vigilanza. Animale utilitaristicamente inutile, il gatto è insostituibile non per le sue prestazioni fisiche, ma per specifiche qualità psichiche, che fanno di lui il più diffuso animale d'affezione. -
Sintomo o simbolo. Due diverse destinazioni dei contenuti inconsci
Una straordinaria somiglianza di fenomeni accomuna le esperienze umane più distanti: i momenti forti dell'esistenza e quelli torpidi della sofferenza, le espressioni alte della psiche e le sue manifestazioni tragiche. Simbolo e sintomo contrassegnano i vertici eccelsi e quelli infimi della vicenda psichica e distendono uno spazio vasto fra normalità e follia. Ma simbolo e sintomo sono estremamente somiglianti e intrecciano normalità e follia con trame di affinità e prossimità. Questo volume nasce da alcune considerazioni su questi contenuti psichici, sorprendentemente simili quanto irrimediabilmente distanti e promuove la riflessione sul loro destino. Gli autori dei saggi qui raccolti, gettando lo sguardo nel profondo della psiche, si interrogano su un enigma forte: come accade che un contenuto inconscio può imboccare la via progressiva ed evolutiva del simbolo oppure quella regressiva e involutiva del sintomo? La relazione tra inconscio e coscienza sembra profilarsi come criterio ineludibile per una teoria della dimensione simbolica e per distinguere al suo interno tra simbolo e sintomo. Analoghi per contenuti e simili nella forma, simbolo e sintomo sono canali di relazione fra inconscio e conscio, ma nelle forme di questa relazione si colloca la loro diversità e si gioca il loro diverso destino. -
Angoscia, vai via! Sui nodi alla gola e sulle strette al cuore dei bambini
Quale genitore non ha desiderato che suo figlio conservasse, a dispetto di tutti e di tutto, quella fiducia e quella serenità rese così evidenti dal suo sorriso seducente e dalla sua risata cristallina? Eppure, giorno dopo giorno, questo figlio comincia inevitabilmente a confrontarsi con gli obblighi, con le paure, le separazioni, le perdite e con le scoperte dolorose. E giorno dopo giorno comincia a sperimentare ciò che i suoi genitori hanno già sperimentato prima di lui: quel malessere senza un motivo evidente, quella sensazione di una stretta al cuore, di un nodo alla gola, quel respiro spezzato. Un libro su tutto ciò che i genitori dovrebbero sapere su quei momenti che si imprimono troppo pesantemente nella vita dei loro figli. -
La psicoterapia junghiana con i bambini. L'individuazione nell'infanzia
L'obiettivo che gli autori di questo volume si pongono ha una duplice natura. Da una parte spicca l'intento di rendere omaggio al lavoro pionieristico e creativo di Michael Fordham, dall'altra è manifesta la volontà di introdurre il lettore nel campo della psicoterapia junghiana con i bambini, un settore della psicologia analitica che si è sviluppato relativamente di recente. Michael Fordham, allievo di C.G. Jung, ha organizzato a Londra il primo corso di specializzazione in psicoterapia analitica infantile. Negli ultimi decenni questa modalità di formazione si è progressivamente affermata, consentendo a un numero sempre più ampio di psicoterapeuti dell'età evolutiva di applicare le sue teorie alla loro pratica clinica. -
Segni come disegni. Un approccio alla grafologia attraverso le immagini dell'arte
Visualizzare nelle immagini artistiche la dinamica del gesto scrittorio. Siano capolavori dell'arte e opere più modeste, le produzioni artistiche aiutano a esercitare io sguardo, a sentire la qualità delle linee, il valore della forma e delle proporzioni, il senso del pieno e del vuoto. Il volume contribuisce ad ampliare l'interesse per questa disciplina presso un largo pubblico, tra cui storici dell'arte e addetti allo studio della comunicazione. L'assenza di concettualizzazioni pesanti, l'uso deliberatamente limitato di termini tecnici e il costante confronto con immagini tratte dalle diverse aree della produzione artistica lo destinano anche a chi è mosso da una semplice curiosità intellettuale. -
Bambini in pigiama. Il vissuto d'ospedalizzazione
Le angosce del bambino ricoverato e i sensi di colpa dei genitori, la maniacale specializzazione dei medici e incomprensibili regolamenti interni, l'inamovibile burocrazia. Sarà mai possibile far guarire dai mali fisici senza infliggere nuovi traumi? Il volume analizza i bisogni del bambino ospedalizzato, le esigenze dei genitori e il ruolo dei medici e del personale paramedico. Si sofferma sull'esperienza, guardata ancora da alcuni con molta diffidenza, di portare la scuola in ospedale. Attraverso un esame della realtà ospedaliera dal punto di vista sociologico, psicologico e fenomenologico esistenziale, l'autrice sancisce con una forza nuova il concetto che la salute mentale del bambino va posta sullo stesso piano della sua salute fisica. -
Su anima e terra. Il valore psichico del luogo
Il volume è dedicato agli emigranti per forza o per scelta, agli psicoterapeuti e ai professionisti della cura e dell'educazione in generale. Ma anche agli architetti e urbanisti, agli amministratori e ai politici che hanno a cuore il benessere delle loro comunità. Potrà essere utile a chiunque abbia fatto l'esperienza di lasciare il proprio ambiente e i luoghi familiari per inoltrarsi in uno spazio nuovo e sconosciuto. A chi percepisca la sacralità di certi luoghi, la loro armonia e disarmonia, e si ponga domande sulle esperienze estetiche e contemplative. A quanti, infine, considerino la relazione con l'ambiente esterno meritevole di maggiore attenzione e consapevolezza psicologica.