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Sala Consilina. La necropoli. Gli scavi di Giuseppe Boezio e la collezione dei Musei provinciali di Salerno
Nel 1896, A. Sogliano dava conto di un rinvenimento a Sala Consilina, nella proprietà Boezio, che ha rappresentato per molto tempo una delle prime eclatanti scoperte nel Vallo di Diano, al centro di interpretazioni ed analisi intorno alle dinamiche di popolamento e di identità dell'area. La scoperta sarà anche al centro del vivace e sfolgorante mondo di viaggiatori, mercanti e antiquari che avevano fatto di Napoli un nodo cruciale per la vendita di oggetti d'arte e di antichità. Questo lavoro ne racconta la storia, ricostruendo dai documenti d'archivio l'intreccio di trame e passaggi più o meno limpidi e ricompone legami andati dispersi tra la Francia, dove arrivano gli oggetti più preziosi, e l'Italia, dove rimane, invece, la parte più consistente. La ricerca si snoda su due livelli che si ricompongono nella ricostruzione dell'intero rinvenimento, collazionando quanto conservato a Parigi e quanto rimasto a Salerno; se ne offre così una nuova lettura che ridimensiona significativamente consolidate ipotesi e teorie e restituisce a questo interessante nucleo di materiali, un suo coerente contesto storico ed archeologico. -
Cane sciolto. Avventure di un alpinista triestino
Triestino, nato nel 1955, segue la tradizione locale che vuole, per gli alpinisti, un'iniziazione speleologica. Dai dodici ai vent'anni la sua attività si svolge soprattutto in seno alla Commissione Grotte E. Boegan, nell'esplorazione di alcune delle più profonde cavità d'Italia. Poi, coniugando viaggi e alpinismo, effettua numerose spedizioni leggere, per lo più autogestite, sulle montagne del mondo. La professione di geologo, che svolge tuttora in vari paesi africani e sudamericani, gli permette di visitare territori incontaminati e di intrattenere rapporti di amicizia le popolazioni di quei continenti. -
Ci sfiorava il soffio delle valanghe
L'ultimo romanzo di Paleari descrive le avventure alpinistiche e sentimentali di Oreste, guida alpina e maestro di sci che non ha mai frequentato corsi né ottenuto diplomi. L'irruzione dell'amore per una giovane cliente nella sua vita di uomo di mezza età scatena una serie di avventure, a volte tragicomiche, a volte drammatiche, a volte grottesche, che sono l'occasione per una panoramica sul mondo dell'alpinismo moderno e sul mondo moderno tout court. -
La Terra parlante. Dai paesaggi originari ai non-luoghi alpestri
L'autore espone una serie di riflessioni sul significato che il paesaggio ha avuto storicamente nella cultura umana, prendendo in esame i paesaggi originari di acqua e roccia, di mare e montagna. Esamina la presenza nel territorio alpestre e costiero dei ""non-luoghi"""" - elementi artificiali del paesaggio senza relazione col paesaggio stesso - individuati come evoluzione del modo contemporaneo di """"produrre paesaggi"""". """"Nelle nuvole, dai vulcani, nelle radure dei boschi, su spiagge affollate o su nevai solitari che si fondono, la voce della Terra parlante assume toni e sfumature molteplici, ma c'è sempre, e ci invita sempre ad attivare un senso ulteriore, l'unico che ci permette di comprenderne i messaggi per trasformarli in forme vitali umane."" -
Cime di guerra. Il Gasherbrum IV nel conflitto tra India e Pakistan
Nella primavera-estate del 2002, sei alpinisti svizzeri e uno italiano tentano la salita della cresta nord-est del Gasherbrum IV, con l'intento di ricalcare le orme della spedizione italiana che nel 1958 portò Walter Bonatti e Carlo Mauri a salire per primi quella vetta di 7929 metri. Nel massiccio montuoso dominato dal K2 e, dopo l'11 settembre 2001, disertato dagli alpinisti, il gruppo vive il controsenso di un'avventura progettata nel posto sbagliato nel momento meno opportuno, proprio quando il conflitto tra India e Pakistan, che si sta trascinando ormai da anni, è giunto sull'orlo di una guerra nucleare. -
L' oro del deserto. Cercatori di meteoriti nel Sahara
Andare a caccia di meteoriti è come cercare un ago nel pagliaio, e se questo pagliaio è l'immenso deserto della Libia le speranze di trovarne sono ancora più esigue. In aggiunta all'incertezza del successo e alle difficoltà materiali, vi è anche il rischio di essere arrestati, oppure derubati, perché i frammenti di corpi celesti caduti sul nostro pianeta hanno un valore venale altissimo. Françoise e Michel Franco partono perciò in tutta segretezza. Soli per intere settimane, lontani dagli uomini, percorrono chilometri e chilometri di hammada sassosa esplorando il terreno metro per metro alla ricerca delle pietre cadute dal cielo, addentrandosi sempre più in un'avventura straordinaria attraverso lo spazio e il tempo. -
La mia Cuba
Un padre avvocato di origine spagnola; una madre andalusa per metà ebrea; una balia haitiana che con i suoi racconti accende l'immaginazione del piccolo Eduardo; una folla di amici cattolici e marxisti che detestano Francisco Franco, che si accapigliano e si riconciliano, che sostengono Fidel Castro o che partono in esilio... La mia Cuba è l'autobiografia di Eduardo Manet, vulcanico e lucido intellettuale, compañero dei rivoluzionari, che dopo il Sessantotto sceglierà di trasferirsi in Francia, deluso dall'evoluzione del ""marxismo tropicale"""". Ma è anche il ritratto di un'epoca e di un paese esuberanti - e soprattutto """"autentici"""" - ai quali non si può non guardare con nostalgia."" -
Il solitario dei Poli
Il Solitario dei Poli raccoglie il racconto dei due exploit, compiuti nel 1997 in Antartide, passando per il Polo Sud, e del 2001 in Artide, toccando il Polo Nord. Nel rievocare fatiche, ansie, timori e lo spaesamento della solitudine, il protagonista svela la motivazione che, al di là della breve gloria di un primato e della pur grande soddisfazione di aver superato prove al limite delle possibilità fisiche e psicologiche, lo ha spinto a queste imprese apparentemente irrazionali: una passione infinita. -
In vetta a occhi chiusi. Autobiografia di un alpinista cieco
Erik ha pochi mesi quando i genitori scoprono che i suoi occhi si muovono in modo strano. A tre anni, dopo mille visite e consulti, la diagnosi di un luminare di Boston è una mazzata: retinoschisi, progressivo distacco di entrambe le retine. Presto sarà completamente cieco. E così accade. Occhiali spessi e uno speciale monocolo gli permettono per qualche anno una vita quasi normale. Ma al liceo Erik deve rassegnarsi a camminare con il bastone bianco, a reimparare a leggere, questa volta il Braille, a muoversi con un cane guida. Eppure non si perde d'animo. Scoperta l'arrampicata, mentre prosegue gli studi, si laurea, comincia a insegnare e si sposa; realizza anche scalate incredibili, che farebbero felice ogni alpinista dalla vista buona: McKinley, Aconcagua, Kilimangiaro, addirittura l'Everest e i mille metri di granito del Capitan. La sua autobiografia fonde appassionanti vicende sportive in una storia intensamente umana. -
Il marinaio nella neve. Jack London e il Grande Nord
Un viaggio nel viaggio di un altro viaggio. Nel 1897 Jack London lasciò San Francisco per l'Alaska sulla scia della febbre dell'oro scoppiata in quegli anni. Tra mille peripezie raggiunse il Klondike, e proseguì al di là delle montagne, fino a Dawson City in Canada e lungo il fiume Yukon. Non trovò l'oro che cercava ma riportò a casa qualcosa di più prezioso: la messe di osservazioni e di ricordi che trasformò poi nei suoi racconti più famosi. A Dawson City il giornalista Dick North, partito dalla California sulle tracce di Jack London, rimase per oltre vent'anni dopo aver rintracciato i luoghi da lui descritti e aver identificato la capanna di tronchi dove Jack aveva trascorso un intero inverno.In questo libro North ricostruisce l'avventura di London collocandola in un mosaico che ricrea il sapore di epopee e di terre lontane. L'edizione italiana è curata da un altro appassionato conoscitore di London e del Grande Nord, Davide Sapienza, che nel 2006 ha ripercorso le tracce di North e di London nello Yukon. Con un saggio inedito di Jack London sulla corsa all'oro. -
La valle di ognidove
La Valle di Ognidove, è un romanzo- viaggio che si snoda lungo sette tappe, scandite da sette formazioni rocciose solitarie chiamate ""nunatak"""" fino alla meta incognita di Ognidove. Sono sette capitoli nei quali il protagonista, Ishmael, percorre territori reali (il grande nord europeo e i ghiacci del Canada artico, le Alpi dove vive l'autore), territori immaginari e territori culturali (la storia della prima guerra mondiale sulle Alpi italiane, la storia di Gesù). Giunti alla meta, si chiude il libro ma si aprono le porte di accesso alla Valle di Ognidove, che è anche il punto di partenza per un nuovo viaggio al quale può unirsi il lettore, perché Ognidove è un luogo che appartiene a Ogniuomo e che ciascuno può visualizzare secondo l'immagine dei propri territori - che conosce o che si figura - nei quali colloca ciò che la lettura del libro gli ha suggerito. A questo secondo viaggio condurrà l'autore con uno stratagemma che collega la parola stampata alle immagini e a nuove parole e a nuovi percorsi che verranno resi accessibili tramite un sito Internet dedicato a questo libro e segneranno un nuovo modo per avvicinarsi al viaggio e alla riscoperta della natura."" -
Prigioniero dell'Annapurna
È il 1992. Jean-Christophe Lafaille, dopo gli exploit sportivi messi a segno sulle Alpi, è alla sua prima spedizione himalayana, portato dal fortissimo connazionale Pierre Béghin a quella che sarebbe diventata una vera vocazione all'alta quota. I due francesi tentano l'Annapurna per una via nuova. Ma a 7000 metri, costretti a ripiegare nella bufera, Béghin cade per la rottura di una protezione. Inizia così per Lafaille un'epica marcia verso la salvezza. Nonché una ""storia privata"""" con l'Annapurna, allo scopo di poter un giorno mettere piede sulla sua cima. Il che accade esattamente dieci anni dopo, il 15 maggio 2002. Il libro racconta l'avvincente relazione tra un uomo e una montagna. La faticosa ripresa, fisica e psicologica, dopo la morte del compagno e la propria sopravvivenza strappata con i denti, i difficili rapporti con l'ambiente alpinistico, i tentativi a vuoto delle spedizioni successive, la volontà incrollabile di ritrovare se stesso attraverso il compimento di un'ascensione. Jean-Christophe Lafaille scomparirà il 27 gennaio 2006 sul Makalu, suo dodicesimo ottomila, scalato in solitaria."" -
Il volo del falco. La corsa al Polo Sud e il mito di Scott
Il 18 gennaio 1912 una squadra britannica di cinque uomini, condotta da Robert Falcon Scott raggiunse il Polo Sud dove l'attendeva la delusione di scoprirsi preceduta da una squadra norvegese, capitanata da Roald Amundsen, che vi era giunta un mese prima. Sulla via del ritorno, Scott e i suoi compagni morirono, e la loro fine eroica fece si che Scott divenisse un eroe nonostante le polemiche non ancora sopite e i dubbi irrisolti sugli errori che si presume egli abbia commesso. Il libro raccoglie una selezione di appunti dai diari di Scott, a cui l'autore ha affiancato una sorta di ""diario parallelo"""", che ne costituisce ad un tempo un approfondimento e un'interpretazione personale, mentre le poesie costellano come pietre miliari lo straordinario percorso umano dell'esploratore. Il saggio di Mirella Tenderini ricostruisce la storia della tragica competizione tra Scott e Amundsen, mettendo a confronto le due squadre rivali e analizzando il processo di mitizzazione del personaggio di Scott: il perdente divenuto eroe, che ha oscurato, nell'immaginario degli appassionati di vicende polari, la fama del vero conquistatore del Polo."" -
Sioux, cowboy e corsari
Straccioni o mafiosi. Negli anni della grande emigrazione questo era lo stereotipo degli italiani in America. Invece, fin dall'Ottocento ce ne furono molti capaci di farsi valere negli Stati Uniti: gentiluomini in viaggio di piacere, oppure esuli politici; filosofi desiderosi di studiare il grande esperimento della democrazia; o ancora missionari fra i selvaggi, o soldati di ventura. Infine esploratori, cowboy e corsari. Questo libro racconta le vite straordinarie di tre italiani attivi in America fra il Sette e l'Ottocento: il bergamasco Giacomo Costantino Feltrami (scopritore di una delle sorgenti del Mississippi, grande guerriero ad honorem delle tribù sioux e chippewa ed estensore del primo dizionario della lingua sioux), il siculo-texano Charles Angelo Siringo (cowboy, detective dell'agenzia Pinkerton e scrittore di successo) e il genovese Giuseppe Bavastro vissuto per diversi anni a New Orleans dopo aver fatto il corsaro per Napoleone e il Libertador Simón Bolívar - e forse anche il pirata per conto proprio nel Golfo del Messico. -
Corde gemelle
Le avventure di corda di due gemelli narrate in chiave ironica e arguta ed accompagnate da 'samiveliane' vignette. -
Non dite a Sandokan che sono stato qui. Un viaggio in Borneo
Cosa rende il Borneo così misterioso, così affascinante, ma ancora così idealmente irraggiungibile per gli europei? Simone Mariotti prova a spiegarcelo attraverso uno dei rarissimi esempi di letteratura di viaggio ambientati nella grande isola dell'arcipelago malese-indonesiano. Viaggiando solo con lo zaino in spalla, l'autore ha percorso in lungo e in largo il Borneo malese, risalendo fiumi tra farfalle giganti, sanguisughe e piante carnivore, addentrandosi sino agli altipiani più sperduti, dialogando con i dayak e gli altri eredi di quei pirati e tagliatori di teste che un tempo facevano tremare chiunque avesse avuto la sventura di incontrarli. -
Berhault
Un intenso ritratto del grande scalatore francese attraverso la vita e le imprese di Patrick Berhault. Uno sguardo ai favolosi anni di fine Novecento che hanno rivoluzionato l'alpinismo e inventato l'arrampicata. -
L' altra faccia della mia persona. Storie di vette e alpinisti
Nel centenario della nascita di Massimo Mila, torna l'attesa riedizione della ""Storia dell'Alpinismo Italiano"""", scritta dal grande musicologo ed esperto alpinista, membro del Club Alpino Accademico, in occasione del centenario del CAI. A complemento della """"storia"""", alcuni scritti rievocativi della figura di Mila, tra cui alcuni inediti, e la toccante testimonianza dell'iniziazione del figlio della signora Mila alla dimensione verticale, in un simbolico passaggio di testimone tra generazioni """"malate"""" di altitudine."" -
Everest 1996. Cronaca di un salvataggio impossibile
Il 10 maggio 1996 due spedizioni raggiunsero faticosamente gli 8.848 metri della cima dell'Everest. Il ritorno fu drammatico e cinque persone persero la vita in una bufera di inaudita violenza. La tragedia avrebbe raggiunto dimensioni maggiori senza l'intervento della guida russa Anatolij Bukreev, che da solo nella tormenta, di notte, senza ossigeno, riuscì a portare in salvo tre persone. Un'azione di salvataggio senza precedenti, al di là delle possibilità fisiche e umane conosciute. Everest 1996 non è solo la cronaca puntuale, documentata e avvincente della salita, ma è anche l'esposizione del conflitto profondo tra due modi di intendere l'alpinismo d'alta quota, nello scontro di uomini e culture che parlano linguaggi diversi, messi drammaticamente alla prova sulla più alta vetta della terra. Everest 1996 è anche il tributo di verità che dobbiamo a uno dei più forti scalatori di ottomila dei nostri tempi. -
La guerra di Joseph
Questo libro racconta la straordinaria amicizia tra un soldato e il suo ufficiale, un uomo di valle e un uomo di città. Si tratta della guida del Cervino Joseph Gaspard e il conte fiorentino Ugo di Vallepiana che si incontrano sulle Dolomiti di Cortina e vengono destinati a una missione impossibile: il camino della Tofana di Rozes.