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Guarire dal trauma. Affrontare le conseguenze della violenza, dall'abuso domestico al terrorismo
"Guarire dal trauma"""" è frutto di ricerca e lavoro clinico con vittime della violenza sessuale e domestica, con veterani di guerra e vittime del terrorismo politico. È un libro sulla possibilità di ristabilire i legami e, quindi, un libro sulla guarigione: tra il mondo pubblico e quello privato, tra l'individuo e la comunità, tra gli uomini e le donne. È un libro su ciò che hanno in comune le sopravvissute a stupri e i veterani di guerra, le donne maltrattate e violentate e i prigionieri politici, i sopravvissuti ai campi di concentramento..." -
Transfert e contransfert
Una delle premesse basilari al rapporto terapeutico era, per Jung, l'incontro la la parte malata del pazienete e qualla sana dell'analista. Questa iterazione richiede un confronto, una interpretazione di transfert e controtransfert al fine di eleborare e integrare i contenuti del paziente. Nell'affrontare questi concetti cruciali, gli autori dei saggi raccolti in questo libro cercano di vincere molte delle resistenze e rimozioni ancora presenti nel mondo analitico. -
Come il bambino apprende
È di primaria importanza, per i genitori e per chi si occupa professionalmente dell'educazione dei bambini piccoli, avere una corretta cognizione e, quindi, una buona conoscenza di ciò che il termine sviluppo rappresenta effettivamente. Essi potranno svolgere realmente il loro ruolo solo se avranno integrato questa nozione fondamentale: Io sviluppo del bambino, dunque il suo apprendimento, è un'auto-costruzione che si realizza in un ambiente. E questo ambiente è sotto la responsabilità di genitori e insegnanti. Gli autori traducono, in termini accessibili a tutti, dati e conoscenze che spaziano dal biologico al comportamentale e schematizzano nuovi modelli e riferimenti scientifici. -
Mio figlio mi divora
"Non ne posso più"""", """"mi fa andare fuori di testa"""", """"che vita d'inferno"""" sono frasi che si sentono spesso, a volte pronunciate ad alta voce, talvolta gridate o appena mormorate. Reazioni più o meno aggressive nei confronti dei propri figli - nei momenti in cui ci si sente divorati, esasperati, spossati o arrabbiati - fanno comunque parte dell'amore genitoriale. E corrono parallele a quelle di amore, tenerezza, sostegno, dedizione. Questo libro esplora le dinamiche dell'ambivalenza dell'amore genitoriale, quel misto di amore-odio che a ogni mamma e a ogni papà capita di provare per il proprio figlio. L'autrice, attraverso l'esame dei sentimenti contraddittori, fa luce su uno dei lati più nascosti - e anche più temuti - della relazione genitori-figli." -
Storie di una storia sola
Daniela Lucatti sceglie una strada antica, quella della narrazione, lasciando agire dall'interno la sua conoscenza e la sua esperienza clinica in campo psicologico. L'amalgama tra i due livelli di scrittura si compie miracolosamente, perché è già avvenuto dentro l'anima dell'autrice: tutte le storie delle donne, inclusa la propria, diventano una storia sola, che riguarda tutte le donne e che non è solo quella di un evento - l'abuso, il maltrattamento - ma quella di una relazione, la relazione fondante della vita, quella tra madre e figlia, e poi ancora madre e figlia, e ancora avanti nella catena dell'esistenza. -
Cavalcando l'arcobaleno. Favole per raccontare ai bambini adottati la loro storia riunita dai colori della fantasia
Il bambino adottato è un bambino nato due volte. Nonostante le grandi capacità e le molte risorse, per vivere e crescere sano in un mondo nuovo necessita di enormi attenzioni da parte dei nuovi genitori. Come costruire un ponte tra i due mondi? Come mantenere viva la consapevolezza delle origini e far diventare la diversità ricchezza? La modalità che l'autrice del volume propone ai genitori adottivi è semplice e originale: inventare per il bambino una favola nella quale il passato si congiunga con il presente. L'arcobaleno, presente in una delle storie create dai genitori, diventa il concetto-chiave di tutte le favole e il suo apparire rappresenta l'obiettivo finale: colmare il vuoto, riappropriarsi delle origini, acquisire sicurezza e serenità, imparare a guardare con coraggio sia al passato che al futuro. Il testo costituisce un vero manuale d'istruzioni per ideare le favole fin dal momento in cui viene presa la decisione di adottare un bambino, con una raccolta di tante storie già inventate corredate di suggerimenti per l'utilizzo da parte dei genitori. -
Le anime semplici
Quattro piccole storie di quattro piccoli principi che, in un mondo che a fatica si accorge di loro, continuano a ricordarci che si vede bene solo con il cuore. Storie che preservano l'incanto dei gesti rari, dei pensieri gentili, del candore dell'anima. ""Perché sono attratta dalle anime semplici?"""", si domanda l'autrice. """"Mi sono accorta che esiste una tipologia di persone che lavano i peccati del mondo, lo puliscono, redimono tutti noi, pesanti protagonisti del quotidiano. Queste sono anime leggere, al di fuori degli schemi, lontane dalla realtà opprimente e noiosa"""". Disabili, diversamente abili, diversi, matti da legare o da slegare... dipende dal punto di vista, dalla capacità di rallentare, di farsi incantare dalla semplicità. Quattro viaggi disorganizzati, imprevedibili, che colmano di nostalgia per quanto non siamo più capaci di vedere - e di scegliere - del mondo in cui viviamo."" -
La stanza
All'Inizio c'era l'anoressia... Questo romanzo è un'avventura particolare nell'oscurità della mente, nei suoi deserti e nelle sue foreste sconosciute, protette dalle mura delle paure, dei dolori, di ciò che si desidera rinnegare di se stessi. Si narra di scoperte di paesi lontani e ignoti, seppur propri, di esplorazioni di contrade vergini e di popoli selvaggi. Il viaggiatore ne torna segnato per sempre, trasformato, straniero a sua volta nel suo paese di origine. Gli itinerari di questo viaggio si snodano all'interno di una stanza: quella della psicoanalisi. Fuori la neve ricopre le strade, fuori piove, fuori gli alberi fioriscono, la luce illumina le facciate dei palazzi. Nella stanza, le variazioni della luce riflettono i cambiamenti interiori. Le stagioni si susseguono e riportano i ricordi dell'infanzia. Ciò che mai ha potuto essere provato può finalmente esserlo, ciò che non si è mai potuto nominare può finalmente essere detto. La stanza restituisce la vita. Un romanzo di passioni, di antipatie e di amore. Emozioni, angosce, esitazioni e umorismo in un mondo interiore che si mostra e si cela. Una strana magia trascina il lettore da un incontro all'altro, mille volte ripetuto e mille volte differente. -
Quando si ammala un bambino
I genitori di un bambino gravemente malato troveranno in questo libro un sostegno efficace, anche grazie alle parole di chi ha già vissuto la loro esperienza. L'autore infatti, oltre a proporre ai genitori come affrontare le trasformazioni della sfera affettiva e i vari aspetti organizzativi che investano una famiglia toccata da un problema così grande, riporta i brani di interviste soprattutto di genitori, sorelle e fratelli di bambini malati, ma anche di medici e infermieri che di loro si occupano. -
La solitudine delle madri
L'autrice esplora il territorio della maternità descrivendo l'esperienza di essere madre attraverso la disamina di quegli aspetti psicologici che di norma vengono taciuti, se non addirittura censurati, dal superficiale mito della madre ""eternamente appagata e felice"""". Depressione, momenti di rabbia, amarezza per rinunce, aspirazioni professionali non realizzate, stanchezza, solitudine sono tutti sentimenti che fanno della maternità un vissuto autenticamente umano, di pari dignità con felicità, commozione, dedizione e senso di autorealizzazione. Una delle esperienze più profonde che possa vivere una donna viene qui descritta a tutto tondo, in una complementarità delle parti luminose con i lati d'ombra."" -
Pedagogia clinica. Scienza e professione
La pedagogia clinica è una disciplina scientifica che ha saputo armonizzare i significativi principi teorici su cui si basa con un complesso organico di conoscenze e competenze innovative indirizzate ai bisogni educativi della persona. Si tratta di principi nuovi e di metodi efficaci la cui origine risale al 1974, anno in cui alcuni ortopedagogisti del Cenacolo Antiemarginazione a Firenze, guidati dal professor Guido Pesci, sostituirono il termine di pedagogista clinico a quello di ortopedagogista dando inizio a un movimento scientifico-professionale. Una scienza che proclama una fondata opposizione a ogni criterio sanitarizzante per generare aiuti a persone di ogni età, con riflessi positivi sul piano della realizzazione pratica e concreta. Un sapere pedagogico clinico e un'azione educativa efficaci e apprezzati, che trovano in queste pagine ampia documentazione. -
Il tavolo di cristallo. «Reflecting» e la nuova maieutica
L'autore sostiene che la maieutica e il ""conosci te stesso"""" sono le due linee fondamentali del pensiero e dell'azione che regolano le relazioni umane nei processi di aiuto alla persona. Un'affermazione che sostiene con l'intento di uscire dal dedalo della confusione fra chi scambia un intervento psicologico con l'argomentare sull'aeterna philosophia dell'umanità e chi conduce terapie e psicoterapie alla maniera socratica, pensando di far """"partorire"""" la persona con domande ed esortazioni, per poi intervenire con la regola del dubbio, con obiezioni e consigli, usando la parola come un farmaco. A queste pratiche """"ostetriche"""" l'autore privilegia principi e prassi di una nuova maieutica, un diverso sapere scientifico, la cui coerenza e il rispetto della persona si rivelano confluiti nella disciplina e nel metodo del Reflecting® dando prova del fatto che, se si è aiutati a riflettere, è possibile giungere a una comprensione profonda di se stessi. Il Reflecting è un autentico aiuto maieutico che permette di avvertire in sé le contraddizioni, vincere gli ostacoli, maturare autonomamente nella propria interiorità, intraprendere un percorso di conoscenza e consapevolezza di sé. Per veicolare e far giungere alla persona questi stimoli e segnali sollecitatori e agire un effetto comunicativo strategico-funzionale, dando avvio a una vasta estrinsecazione di pensieri, è necessario uno spazio sperimentale trasparente e non ostacolante: un tavolo di cristallo."" -
Il fenomeno del bullismo. Tra prevenzione ed educazione
Negli ultimi decenni il bullismo è diventato un problema di salute internazionale. Ma nonostante l'allarme dei mass media, molti genitori e insegnanti continuano a percepirlo come una realtà che non riguarda i loro figli e i loro studenti, evitando una vera presa di consapevolezza del problema. Le analisi che spesso vengono fatte degli episodi di cronaca, riportati dai media, corrono il rischio di un'eccessiva semplificazione dei comportamenti devianti. Il volume illustra la natura specifica del bullismo secondo un modello probabilistico e multicanale, che pone l'accento sulla specificità di ogni singola situazione toccando anche nuove e sempre più consuete tipologie di bullismo: si parla, dunque, di 'cyberbullying' e di 'sexual harassment', due forme di prepotenza che solo recentemente si sono imposte all'attenzione dei ricercatori. Vengono inoltre analizzati alcuni tra i principali interventi messi a punto per contrastare il fenomeno, e si propongono percorsi educativi da intraprendere nei contesti scolastici. -
Il bambino, la famiglia e il mondo esterno
Partendo dall'esame del legame naturale tra madre e bambino, fondato sull'amore, Winnicott affronta il tema dell'interazione con i genitori e le problematiche legate all'ingresso a scuola. I primi capitoli sono dedicati all'allattamento, allo svezzamento e all'innata moralità del bambino. L'autore approfondisce le difficoltà dei figli unici, le ragioni che spingono i bambini a mentire e rubare, e il processo di conquista dell'indipendenza. ""Sono convinto - sostiene Winnicott - che la qualità più importante di una buona madre sia una naturale fiducia nelle proprie capacità. Ritengo sia fondamentale distinguere tra i comportamenti spontanei e quelli che devono essere appresi, in modo da evitare di guastare la naturalezza del maternage""""."" -
Quando il gioco non è più un gioco e diventa un affare maledettamente serio
È stata definita la pandemia del III millennio, perché il contagio si è diffuso velocemente tra giovani e meno giovani, scegliendo le sue ""vittime"""" tra le fasce sociali più fragili, quelle che sognano di risolvere i loro problemi con un colpo di fortuna. In questa atmosfera interiore di disagio e di legittima aspirazione a godere di un benessere maggiore prende forma il gusto del gioco e l'ostinazione a continuare a giocare finché la fortuna non si deciderà a fare la sua parte. Negli ultimi anni è aumentato il numero dei giocatori presenti in area di rischio. Si sono accentuati quei fenomeni di carattere economico e psicosociale che trasformano velocemente il soggetto da giocatore sociale in giocatore patologico. Si tratta di una sorta di disabilità cognitivo-comportamentale appresa attraverso un meccanismo di coazione a ripetere, i cui effetti possono essere drammatici per il soggetto, per la famiglia e per tutta la società, con un effetto contagioso che si estende a cerchi concentrici. Questo è un libro sul gioco d'azzardo rivolto innanzitutto alle persone a rischio, a coloro che cominciano a sentire il bisogno di giocare e si innervosiscono quando non possono farlo. È dedicato alle loro famiglie, che spesso non sanno come gestire la situazione. E a quanti fanno politica, cominciando dai comuni e dai loro sindaci che, concedendo le licenze necessarie per aprire nuovi locali o nuovi punti-gioco, si assumono concrete responsabilità."" -
L' orso e i suoi simboli
Gli antichi credevano che l'orso uscisse dal suo letargo dopo aver compiuto un lungo viaggio nel paese degli spiriti, facendo scorta di tutte le energie cosmiche possedute dalle anime dei morti. E che al suo risveglio emettesse un enorme peto liberatore, ridistribuendo così le energie dell'aldilà nel mondo degli umani. In questo modo per un istante i due mondi erano in contatto. Il rapporto che l'uomo intrattiene con gli animali dipende essenzialmente dal livello dello sviluppo della coscienza. Questa affermazione non significa necessariamente qualcosa di positivo in quanto l'acquisizione di coscienza può anche equivalere alla perdita di qualcosa di importante sul piano psichico e relazionale. L'orso, per la sua particolare somiglianza con l'uomo, e forse anche per un'antichissima competizione sui luoghi dove trovare riparo, ha subito un rapporto di amore e odio, fondamentalmente un rapporto proiettivo tale da generare una vera e propria persecuzione che si è prolungata per millenni. Le più incredibili proiezioni umane si agganciano a ogni particolare dell'orso. Dalla coda corta al sonno invernale, dal pelo folto al modo di grattarsi il dorso contro gli alberi, dalla golosità alle dimensioni dei piccoli, dalla incontenibile foga sessuale alla madre che lecca e nutre i piccoli, tutto è dotato di poteri magici e tutto diventa proverbio e leggenda. -
Psiche mafiosa. Immagini da un carcere
Li vedi lì, gli occhioni sbarrati, le mani strette ai corpi delle madri, madri distratte, incapaci di cogliere la loro necessità di stare adesi e protetti. Alcuni possono parlare con i padri solo attraverso il telefono. Voi siete i figli di... e tutto si tace. Basta il nome perché l'incomprensibile si schiuda alla comprensione assoluta. Un non-senso che la magia del nominare avvolge in un senso cui non è necessario aggiungere orpelli. Abissali zone d'ombra, buchi di senso, coartazione dei pensieri propri dell'età: voi siete i figli di... e tutto repentinamente fa impettire. Li vedi lì e li posizioni su di un crinale: si divincoleranno dalla piovra, oppure poggeranno orgogliosi e tristi le piccole scarpe sempre più grandi su quelle orme impresse dai padri, orme incitanti, orgogliose, magnetiche? In questo volume l'alveo è l'apparato psichico complesso, dinamico e insieme sistemico, così come concepito dalla Psicologia Analitica di C.G. Jung. In quest'ottica si dipana la formulazione di un progetto di intervento in un carcere di massima sicurezza; progetto non ispirato a classificazioni psicopatologiche o criminologiche, ma a una concezione del benessere psicologico del padre detenuto mafioso, inteso come massima integrazione possibile delle dimensioni intrapsichiche e transpersonali della mente. Presentazione di Lella Ravasi Bellocchio. -
Il bambino come individuo
Michael Fordham è stato il primo ad applicare la teoria junghiana degli archetipi allo studio dello sviluppo del bambino e la sua scoperta che il processo di individuazione comincia fin dai primissimi stadi della formazione dell'Io costituisce una pietra miliare della psicologia dell'età evolutiva. Nel volume l'autore presenta le teorie del Sé, dell'inconscio collettivo e dell'Io applicate alle fasi di maturazione del bambino. Nella presentazione del suo modello concettuale - che è preceduta dai capitoli dedicati al gioco, ai sogni e ai disegni - Fordham pone un forte accento sull'importanza del Sé e delle immagini archetipiche nello sviluppo infantile. ""L'analista dell'infanzia"""", afferma, """"sarà più frequentemente in rapporto con il Sé e le immagini archetipiche che con un Io non ancora del tutto coerente"""". Lo sviluppo del bambino non prescinde mai dalla famiglia e dalla società, ma le dinamiche di queste influenze vengono qui fortemente ridimensionate tenendo conto delle intrinseche spinte del bambino verso la realizzazione della sua unica e irripetibile personalità. Un grande cambiamento, quindi, nel modo di considerare il bambino: non più parte dei suoi genitori, ma l'individuo a sé. Il libro include descrizioni dei casi clinici, che - uniti alla chiarezza espositiva della parte teorica - ne fanno un volume per chiunque si occupi dell'infanzia e per chiunque voglia approfondire la comprensione dei bambini."" -
La simbologia del presepe
Il passaggio da un anno all'altro è scandito da tradizioni che appartengono a mai estinti ""riti di rinnovamento"""". Il compimento solstiziale dei cicli, l'attenuarsi della luce, l'ibernazione della vegetazione costituiscono lo sfondo ancestrale su cui si dispiegano moderni festeggiamenti della luce (i falò di S. Silvestro), attuali celebrazioni della vita vegetativa (l'albero di Natale), diffusi riti di prosperità (l'opulento cenone della Vigilia). Appartiene a questo complesso di riti anche la rappresentazione della natività di Cristo, che è tema archetipico comune alla storia di Mithra, Aion, Buddha e altri. Tratti singolari accomunano queste nascite: la grotta buia, la madre vergine, la stella in cielo, la presenza di animali... In tutte riecheggia il contrasto fra luce e tenebre, l'opposizione fra luogo sotterraneo e regno celeste, la lotta fra il vecchio re e il nuovo nato ed è facile ravvisarvi una descrizione allegorica del ciclo stagionale che si rinnova e della luce che rinasce. Ma la vera nascita che viene narrata è la nascita della coscienza. L'eccezionale venuta al mondo di un figlio di luce parla della straordinaria nascita di un lume di consapevolezza nell'esperienza umana. Così, il presepe rappresenta plasticamente l'alba della coscienza e mette in scena gli stati aurorali di un processo che porta l'individuo a strutturarsi in maniera consapevole. Coreografie, scenari, animali, personaggi, figure del presepe partecipano a un fitto intreccio di leggende e di rimandi simbolici..."" -
Sincronicità. Un connubio tra materia e psiche
Il nesso tra un'esperienza interiore e un evento esterno, un accadimento che a prima vista sembra una coincidenza, ma che esercita un impatto emotivo molto forte sulla persona che lo vive e che, trascendendo la casualità, si configura come un evento altamente significato: è il fenomeno che C.G. Jung ha definito come ""sincronicità"""", e allo studio del quale ha dedicato anni di lavoro. Nonostante sia già entrata nelle teorie delle cosiddette scienze esatte, la sincronicità continua a scioccare la ragione, da sempre fedele ai suoi calcoli e alle sue misure. L'acausalità e la connessione tramite il senso, tanto care alla tradizione dell'Oriente, s'impongono sempre di più come """"dati di fatto"""" necessari per comprendere la totalità del mondo anche in Occidente. Tanto caro ai greci Kairos, momento propizio con le sue traiettorie circolari, reclama i suoi diritti di fronte a Kronos, tempo lineare con le sue ore esatte. Il """"nesso significativo"""" tra evento interiore ed evento esterno implica un collegamento tra i due mondi, uno psichico e l'altro fisico: Jung suggerì che queste due entità fossero in realtà aspetti diversi di un mondo unitario, chiamato unus mundus. La psicologia del profondo e la fisica quantistica, C.G. Jung e W. Pauli, I Ching e gli oracoli degli indiani Naskapi: ecco le visioni del mondo e i pionieri nei campi di ricerca enormi che F. David Peat fa confluire in questo libro al fine di continuare a indagare una dimensione in cui psiche e materia proclamano l'essenziale unità di tutta la natura.""