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Le origini religiose della persecuzione nella storia
Un saggio di estrema attualità e di profondo spessore che analizza le cause delle intolleranze e dei conflitti. -
Venti mesi
«Negli scritti di memoria di ebrei perseguitati in Italia, nei sette anni che vanno dalle leggi fasciste del 1938 alla Liberazione, mancava fino ad oggi un diario come quello di Renzo Segre - scrive Nicola Tranfaglia nell'introduzione. - La storia cioè di un uomo che, per sfuggire alla deportazione dei lager e alla probabile morte, si era rifugiato con la moglie in una clinica psichiatrica e vi era rimasto per quasi due anni fingendo di essere un malato mentale e vivendo nell'angoscia costante di essere scoperto e deportato o ucciso. Le tracce di quella vicenda contrassegnarono tutta la vita successiva di Renzo Segre caratterizzata da un ""perenne stato di depressione e di ansia per il futuro"""" . Né poteva essere diversamente, se si ripercorrono attraverso queste pagine le tappe di un calvario che ha inizio già negli ultimi anni della dittatura ma registra un inevitabile salto di qualità, un drastico peggioramento quando i nazisti occupano l'Italia del Centro-Nord, spingono Mussolini a fondare la Repubblica Sociale Italiana e questa, con il manifesto di Verona, proclama apertamente che gli ebrei saranno trattati come """"sudditi di uno stato nemico"""" . Con la sua drammatica e oscura quotidianità la vicenda raccontata nel diario può forse far capire alle nuove generazioni come la tragedia provocata dalla vittoria dei fascismi, nella prima metà del nostro secolo, è ancora vicina nel ricordo di tante famiglie e merita di essere ricordata e approfondita soprattutto da quelli che dovranno affrontare la sfida di un futuro che si annuncia, malgrado le lezioni di storia, tutt'altro che facile o portatore di sicure promesse»"" -
Testimone inconsapevole
È stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce di cui è accusato un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d'ufficio e vent'anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita. -
La storia vera di Huaru Chiri
La cultura andina e il riscatto di popolazioni a lungo sottomesse: «Il manoscritto di Huaru Chiri è l'unico documento sinora conosciuto in lingua quechua che raccoglie miti, credenze e rituali del Perù». -
Ascanio
Parigi 1540. Le avventure di Benvenuto Cellini e gli amori del suo allievo prediletto. «Un'opera che si divora come un romanzo di cappa e spada e si rivela infine uno dei libri in cui Dumas ha messo più di se stesso» (Dominique Fernandez). -
Il mare intorno
Bozzetti e racconti estratti dal fondo memorabile della tradizione della Sardegna che l'autore ha conosciuto come antropologo. -
Il parco di Puskin
Anarchico, vagabondo, individualista, solidale con ogni eversione solitaria: le narrazioni di Dovlatov posseggono un'incantevole forza di immedesimazione per il lettore. Voce narrante e protagonista insieme di storie che hanno l'inconfondibile marchio del vissuto, la prosa rapida e classica di Dovlatov dà un ""ordine lirico"""" - è stato detto - a un caos naturale. E trascina in viaggi, lungo il percorso di una trama, in un mondo popolato di umoristi naturali, che esprimono la totale insensatezza esistenziale, la casualità che stringe nel paradosso ogni genere di personalità: siano essi i confusi emigrati ex dissidenti, siano gli stralunati ubriaconi, mezzi intellettuali mezzi barboni, suoi amici nell'URSS anni Settanta, come in questo romanzo."" -
Sicilia anni Cinquanta
Uno studio tra la gente comune, interviste e sopralluoghi, uno sguardo attento sul tessuto sociale. La società siciliana scrutata dall'interno. -
Via dei serpenti
Due personalità opposte Anna e la figlia Marzia. L’una, donna brillante, bella e sicura di sé, l’altra, silenziosa, riservata e insicura. Il difficile rapporto madre-figlia costringe Marzia ad una dolorosa maturazione. -
Sidoine e Médéric
Emile Zola (1840-1902) scrisse nel 1864 ""Sidoine e Médéric"""" - il gigante e il nano, opposti in tutto, nel fisico e nell'intelletto, che girano il mondo in cerca di una terra e trovano il Regno dei Felici dove è regina Primavera; per poi finalmente comprendere che il mondo va accettato così com'è, senza idealizzarlo e senza averne orrore - breve romanzo, evidentemente influenzato dalla tradizione della satira utopistica e filosofica che corre da Rabelais a Voltaire e Swift, che fa parte dei """"Racconti a Ninetta"""" e precede tutte le opere maggiori e più caratteristiche del grande scrittore francese, ma ne preannuncia la grande forza di immaginazione e la sensibilità idealistica."" -
Nobiltà dell'abito
Marthe Bibesco (1888-1973), rumena di antica aristocrazia, francese di adozione e lingua, fu protagonista della vita letteraria parigina. ""Principessa siete una scrittrice perfetta - le scrisse Proust - in voi convivono tanti artisti riuniti: uno scrittore, un profumiere, un decoratore, un musicista, uno scultore, un poeta""""; romanzi, diari di viaggio, memorie mondane e letterarie, formano la sua vasta produzione, insieme a questi diciotto ritratti di persone della moda, commissionati nel 1927 da """"Vogue"""", eredi, per l'acuto psicologismo, l'eleganza ironica e la forza di rievocazione, della tradizione iniziata con """"Les caractères"""" di La Bruyère, in cui si riflette un'attualissima concezione della moda."" -
Giorni d'amore e inganno
Quattro donne si ritrovano in un piccolo villaggio in Messico. Hanno seguito i loro mariti, ingegneri e tecnici impegnati nella costruzione di una diga. Paula, scrittrice fallita, Manuela, sessantenne soddisfatta della sua vita borghese, Victoria, docente di chimica e Susan giovane americana da poco sposata. Nell'ambiente chiuso del villaggio straniero esplodono dinamiche che mettono a nudo debolezze e virtù del gruppo. Ambizioni, nevrosi e insoddisfazioni da lungo tempo accumulate entrano in conflitto sconvolgendo l'esistenza di ciascuno. L'analisi della vita quotidiana, condotta con tenacia e con occhio divertito da Alicia Giménez-Bartlett, si fa qui più corrosiva e spietata. L'equilibrio della piccola comunità di residenti diventa via via più precario a contatto con il paesaggio naturale e umano del Messico. Ciascuno, fra solitudine e incontri inattesi, è spinto lungo un cammino che lo trasformerà radicalmente. Un romanzo sulle relazioni umane, sull'amicizia femminile, sul matrimonio. -
Il tulipano nero
Siamo nei Paesi Bassi, alla fine del Seicento. Cornelius Van Bearle sta per creare un fiore meraviglioso, un tulipano nero. Isaac Boxtel, suo vicino, cerca in ogni modo di appropriarsi dei preziosi bulbi. Per raggiungere il suo scopo entra nella serra di Cornelius, poi per liberarsi del rivale lo denuncia e lo fa incarcerare con l'accusa di aver nascosto delle lettere affidategli da Corneille de Witt, Governatore della Provincia. Van Bearle riesce con uno stratagemma a portare con sé in prigione i preziosi bulbi incartandoli in un foglio che contiene un messaggio del Governatore... Cornelius è in pericolo ma aiutato dalla giovane Rosa, figlia del guardiano della prigione, riesce a far fiorire i bulbi. Protagonista del romanzo è proprio il fiore, il tulipano nero, sullo sfondo le lotte dei Paesi Bassi nel travagliato periodo della fine del Seicento. -
Lume lume
"Difficile imbattersi in una narrazione che da questa materia possa trarre motivo di sorriso. Perciò la prima cosa che felicemente balza agli occhi leggendo 'Lume Lume' di Nino Vetri è il tono leggero e a volte svagato col quale l'autore riesce a rappresentare la complessa esistenza quotidiana di un quartiere dove convivono etnie, religioni, costumanze, credenze tra loro diversissime. Il protagonista è un giovane palermitano il quale vorrebbe conoscere le parole di un'antica canzone rumena, intitolata 'Lume Lume', che significa gente, mondo. Impresa che si rivela subito quasi impossibile perché lo svagato protagonista queste parole o le chiede a rumeni troppo giovani per ricordarsene e che comunque preferiscono Ramazzotti, o a non rumeni che a lui sembrano tali. Comunque si tratta di un esile pretesto che si rivela nella sostanza saldissimo e il più adatto al sistema narrativo di Vetri, che è quello di sistemare una dopo l'altra tante piccole tessere, in ognuna delle quali è contenuta una microstoria compiuta, sino a formare un vasto, movimentatissimo, coloratissimo affresco dentro il quale si muove (i personaggi sono sempre in movimento) un'affascinante, mutante come in un caleidoscopio, grande quantità di figure."""" (N. Vetri)" -
Per i linguisti del nuovo millennio
Dalla glottologia alla dialettologia, dalla sociolinguistica alla grammatica, dalla storia della lingua alla pragmatica: da studiosi di diverse nazionalità affascinanti riflessioni sul linguaggio e su come poter essere «linguisti del nuovo millennio». Un vario repertorio di esperienze nell’ambito dell’analisi teorica e della pratica didattica, ma anche nel campo aperto della raccolta del dato. -
Altre indagini per il sergente Studer: Il cinese-Il regno di Matto-I primi casi del sergente Studer
Il sergente Studer, maturo e posato funzionario della polizia di Berna, è la creazione di uno spirito anarchico dalla vita irregolare e dall'ispirazione quasi nichilista. La contraddizione è sanata dall'idea dell'autore riguardo il giallo, quale ""unico mezzo per diffondere idee ragionevoli"""", e dal fatto che i suoi polizieschi espressionisti ci proiettano in una Svizzera anni Trenta del Novecento, piovosa e malinconica come una vecchia fotografia e in storie periferiche, grottesche, a tratti visionarie. Maledette."" -
Guida pettegola al Settecento francese
Il gossip, sostiene l'autrice di questo libro, è nato in Francia, nel Settecento illuminista. Inteso come sistema del pettegolezzo, cioè la maldicenza e l'indiscrezione inserite in una rete ben organizzata di informazione e comunicazione ad uso innocente o perverso della gente alla moda. Sia per sapere i segreti degli altri o inventarseli, sia per far parlare di sé comunque. Lo dimostra questa inchiesta tra le centinaia di ""rumors"""" o di """"bruits"""" che questo libro raccoglie, cataloga per argomento e inquadra nel tempo nello spazio e nei protagonisti. Erano notizie brevissime e senza sottintesi, che venivano pubblicate in libretti e altre forme: """"Espions"""", """"Chroniques"""", """"Gazettes scandaleuses"""". Ed esistevano addirittura allora, come oggi le agenzie, bollettini specializzati che li rifornivano. La curiosità vivissima verso di loro tra il pubblico era accesa dal fatto che mancavano giornali, l'informazione non era libera né fluida, di contro alla novissima aria di libertà che circolava, soprattutto tra le donne. Non mancava a volte la volontà di colpire un avversario, in un'epoca in cui i canali istituzionali non erano adeguati allo scopo (un po' come oggi i blog rispetto all'insufficienza della stampa e delle rappresentanze politiche). Toccano naturalmente tutti i campi, con preferenza per sesso, potere, carriera e gloria. E tutti gli ambienti interessanti, dalla corte in giù."" -
Aristotele nel regno di Alessandro
"È la cosa più triste del mondo, Stefanos, vedere la tua creazione più grande andare in rovina. E ancora peggio quando l'andare in malora ha effetti terribili sugli altri"""". La creazione in cui Aristotele ha fallito, e se ne duole con il braccio destro di tante imprese Stefanos, non è un'opera della filosofia o dell'ingegno, ma un uomo: Alessandro di Macedonia. Aristotele è stato il suo precettore, ne ha forgiato le virtù, si è compiaciuto quando ha visto la gloria trionfante, ma adesso il vecchio filosofo si sente lo spettatore sgomento di un dispotismo non immaginato, di una sete di guerra e di sangue imprevista. Restare spettatore? Intervenire diventando parte attiva nel dramma che sta bruciando la cometa travolgente del biondo Gran Re macedone? Lo scenario di questa nuova avventura che coinvolge Aristotele nella morte del suo leggendario allievo è la Persia da poco conquistata: sensualità orientali, inesausti complotti di satrapi, misticismi zoroastrani, tutte cose difficili da decifrare per un ateniese del IV secolo a. C. È giunto ad Atene il satrapo Arpalo, con un grande tesoro che non si sa se rubato o meno ad Alessandro, e nella città si è incerti e divisi se accoglierlo o meno. In questa incertezza, Stefanos è spedito in Persia. Il suo compito è triplice: raccogliere testimonianze su una grande corruzione; scortare e proteggere il figlio di Antipatros, vice di Alessandro in Grecia, il giovane Cassandro; indagare sulla scomparsa di Callistene, uno degli storici di Alessandro." -
1914
La trama intricata delle ""cause"""" che hanno portato alla Grande Guerra è un vero laboratorio per lo studioso di storia. Partendo dalla scintilla dell'attentato di Sarajevo, lo storico Luciano Canfora svolge un'analisi che offre al lettore una prospettiva nuova. Accanto alla discussione dei fatti, delle circostanze e delle interpretazioni, è qui condotto un esame (acuto com'è proprio della scienza del filologo Canfora) delle parole che allora furono dette, e furono mortifere. Questa vivace sintesi si svolge attraverso i principali nodi storiografici: le diverse interpretazioni di parte; i comportamenti delle forze in campo; il rapporto tra i sistemi politico elettorali e i meccanismi delle decisioni; gli """"scivolamenti progressivi"""" che condussero al conflitto; la """"colpa tedesca"""" o la """"responsabilità collettiva""""; la """"guerra degli spiriti"""" dei grandi intellettuali e degli accademici; la """"reazione a catena"""" delle alleanze; i """"falsi di guerra""""."" -
Reagì Mauro Rostagno sorridendo
Rostagno è stato assassinato nel settembre 1988 a Lenzi, in provincia di Trapani. Ci sono voluti dunque più di 25 anni per arrivare a una verità processuale, per fare i tanti accertamenti, rilievi, indagini che nei giorni dopo il delitto non si fecero, superare le ipotesi investigative che si sono susseguite dal giorno dell’assassinio - false congetture, depistaggi, ricostruzioni infondate - mentre si è tralasciata l’unica pista che andava seguita da subito e che pure molti indicarono: quella mafiosa.