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La notte in cui lei scomparve
2017, Upfield Common, Surrey. Il bambino sta cominciando a piangere. Kim ha impiegato ore per farlo addormentare. È una sera afosa di mezza estate e sono le undici. Dovrebbe es - sere fuori con gli amici. Invece è in tuta con i capelli legati a origliare il pianto del nipote. È diventata madre molto giovane, Kim, ma Tallulah, sua figlia, di anni ne ha appena diciannove e anche lei ha diritto di divertirsi un po’. Perciò quando le ha chiesto di tenere Noah, perché lei e Zach potessero passare un po’ di tempo da soli, non si è sentita di dirle no. I ragazzi, però, non sono ancora tornati e la sera è diventata notte e poi è sbiadita nell’alba. Kim ha un brutto presentimento. Tallulah è sparita, Tallulah non tornerà. 2018: Sophie vuole fare due passi attorno alla scuola di cui il suo fidanzato è stato nominato preside, la Maypole House. Si conoscono da poco, è vero, lei e Shaun, ma ha deciso ugualmente di buttarsi in questa nuova vita con lui nel paesino pittoresco sulle colline del Surrey in cui si sono appena trasferiti. Dovrà riempire le giornate mentre Shaun è in classe ed è decisa a esplorare i dintorni in cerca, perché no, di un’ispirazione per il suo prossimo romanzo. Appena uscita dal cottage, tuttavia, il suo sguardo cade su un pezzo di cartone inchiodato a una staccionata: scavare qui. Un tuffo al cuore e una sensazione di forte déjà-vu: dove ha già visto quella scritta? -
Requiem
Vestfalia, metà anni Trenta: giorno dopo giorno, in modo strisciante ma sempre più pervasivo, gli ebrei tedeschi vengono spogliati dei loro diritti; a colpi di leggi appositamente promulgate, vengono allontanati dalle professioni, primo passo verso la cancellazione dalla comunità civile. Molti tra loro non vogliono credere a ciò che sta accadendo: perché comuni cittadini dovrebbero temere per il proprio futuro, addirittura per la propria incolumità? Questa follia passerà, non può essere diversamente. Qualcuno riesce ancora a lavorare. Tra questi pochi, c’è Erich Krakau, violoncellista eccezionalmente talentuoso, membro prestigioso dell’orchestra municipale, che vive di sola musica e alla sua bellezza si aggrappa con l’incrollabile certezza che le conquiste civili costituiscano l’essenza della condizione umana di fronte alla barbarie. Tutto cambia, allorché il giovane Fritz Eberle, figlio di panettiere e membro delle SA non - ché musicista dilettante di nessuna vocazione, decide che il posto di Krakau dev’essere suo. Spinto da un forte senso di rivalsa personale prima ancora che sociale, ma anche dall’odio razziale che contagia la popolazione, Eberle diventa ispiratore di una macchinazione micidiale, ordita su grande scala da arrivisti privi di scrupoli e assetati di egemonia, loschi figuri che intravedono la possibilità di farsi largo in un mondo che li aveva relegati ai margini. Oltre ai tanti che preferiscono voltare lo sguardo, ci sono tuttavia anche coloro che, avversando l’odio e le fantasie violente di chi detiene il potere, si battono per aiutare Krakau, per difendere l’umanità tutta dall’oscurità, a rischio della vita. rnDall’esilio brasiliano che sarebbe durato fino alla sua morte nel 1999, Karl Alfred Loeser scrisse questo romanzo – che non vide mai la luce – negli anni Trenta, poi recuperato da un erede e pubblicato per la prima volta in Germania nel 2023. -
I bambini del maestrale
1913, porto di Napoli. Attraccata all’imbarcadero, come se a trattenerla non fossero cavi o ancore, ma profonde radici abbarbicate al fondale, la Caracciolo, con i suoi tre alberi a vele quadre, simili a vestigia di un bosco sacro, incute timore e rispetto. Non tutte le navi possono vantare, come quel veliero, memorabili imprese e avventurose circumnavigazioni del globo. Il tempo delle battaglie cruente è, però, finito. La nave è in disarmo, destinata a una ultima, nobile battaglia: diventare una nave asilo per quei bambini, orfani o abbandonati dagli adulti, che vivono di furti ed elemosine per le strade di Napoli, dormendo sui marciapiedi, negli androni dei palazzi, nei sagrati delle chiese; ovunque vi sia un angolo buono per rincantucciarsi. Tredici di loro sono già a bordo, li chiamano i caracciolini e godono di un benessere superiore a ogni loro piú rosea aspettativa, con un letto e il mangiare garantiti ogni santo giorno. Sono affiorati da sottocoperta per venire a studiare l’intrusa, la donna nominata dal rappresentante del Ministero della Marina direttrice della nave asilo. Si chiama Giulia Civita Franceschi ed è pronta a raccogliere la sfida rappresentata da quel veliero, e a capovolgere una volta per tutte il destino di quel popolo infantile piegato dalla povertà e dall’abbandono. Destino che sembra, invece, inemendabile per Felice, il bambino che cerca ogni sera un angolo il piú possibile riparato dove dormire con gli occhi spalancati sul buio e il nome della madre sulla bocca. -
Vita di Goethe
I posteri si meraviglieranno che sia mai esistito un uomo simile» scriveva un autore dello Sturm und Drang quando Goethe era ancora giovanissimo. In effetti i posteri non hanno ancora cessato di meravigliarsi. A parte la genialità letteraria, che Schiller giudicava la più alta dai tempi di Shakespeare in poi, a parte la poliedricità di cui Goethe diede prova anche fuori della creatività letteraria, dimostrandosi scienziato profondo, scopritore nel settore delle scienze naturali, regista e amministratore teatrale, uomo di Stato e di governo, psicologo e viaggiatore, a parte una globalità di interessi e di doti che lo hanno fatto paragonare a Leonardo da Vinci, stupirà sempre, in Goethe, il modo intenso e armonioso di «gestire» la sua stessa vita, facendone un capolavoro dove l’idillio si alterna alla tragedia e la razionalità più serena al più travolgente impulso affettivo. Anche gli amori sembrano esaurire tutte le possibilità umane dell’eros, dall’affetto più platonico alla felicità basata sui sensi. Studiare le opere di Goethe senza una conoscenza minuziosa della sua vita è impresa del tutto vana, e lo sapeva lo stesso Goethe, che considerava le sue opere come «frammenti di una grande confessione», specchi in cui la sua vita si rifletteva, trasfigurandosi. È nella vita, negli incontri, nelle amicizie, nelle ostilità, nei viaggi, nelle letture, nelle vicende storiche del tempo che va pertanto ricercata la chiave della produzione poetica e scientifica goethiana, la possibile soluzione delle contraddizioni e degli enigmi di quest’uomo che rappresenta uno dei massimi miti culturali dell’umanità. rnItalo Alighiero Chiusano, che è stato uno dei germanisti europei più apprezzati per il suo creativo rigore critico e, al tempo stesso, per il suo piglio narrativo, ha messo il meglio delle sue possibilità di studioso e di scrittore in questa biografia che è un grande affresco di storia e cultura documentato sui fatti, affidato alla viva voce del protagonista e dei suoi interlocutori. -
Il segreto dei Mitford. I delitti Mitford
Londra, 1941. Da mesi, la città è sotto una pioggia di bombe. Bombe cadono su Louisa Sullivan, rifugiata in un tunnel della metropolitana, cosí come sulle case eleganti di Rutland Gate, dove la piú giovane delle sorelle Mitford, Deborah, si sta preparando al matrimonio. Louisa, che è stata la loro bambinaia quando ancora si chiamava Louisa Cannon, sarà la damigella: vent’anni dopo il suo ingresso nella nursery Mitford, infatti, non è piú la ragazza che era, in fuga da uno zio abusante, ma una donna indipendente, sposata, con una bambina di cinque anni. Il fiuto da detective però, non l’ha mai abbandonata, proprio come l’affetto che la lega alla famiglia. È per questo che quando Nancy, la maggiore delle Mitford, la invita a trascorrere il Natale del 1941 a Chatsworth House, la maestosa dimora dei duchi di Devonshire con muri del colore del burro fuso, duecento stanze e pareti ricoperte da enormi affreschi, Louisa accetta. Un po’ per allontanarsi dall’inferno di Londra rifugiandosi nelle idilliache campagne inglesi, un po’ per risollevare l’animo dalle funeree prospettive della guerra grazie ai festeggiamenti che Deborah si è impegnata a organizzare, nonostante razionamenti e ristrettezze. A Chatsworth sarà facile dimenticare le cupezze dedicandosi all’esplorazione di giardini, prati immensi e capricci architettonici dispersi nel folto dei boschi. Eppure, gli spettri non smettono di agitarsi intorno alla famiglia. La seconda sera della loro permanenza, alle porte di Chatsworth si presenta un’anziana signora, Mrs Hoole, che, spacciandosi per una medium, li invita a cercare tracce di un mistero da tempo se - polto. Quella che comincia come una frivola caccia al tesoro si trasforma in qualcosa di molto piú serio, quando viene ritrovata una cuffia da cameriera macchiata di sangue che Louisa non tarda a collegare a una sparizione avvenuta molti anni prima. Riportare a galla la verità, tuttavia, spesso non è privo di rischi, e questo caso non fa eccezione. Perché alla sparizione, che forse è un omicidio o forse il tentativo maldestro di nascondere una relazione inappropriata, il futuro duca pare non essere completamente estraneo… -
Il bar senza nome
Nell’estate del 1966 Robert Simon ha poco piú di trent’anni e un sogno: aprire un bar. Cresciuto in un istituto per orfani di guerra gestito dalle suore della Carità, per qualche tempo ha lavorato come aiuto cameriere e garzone nei locali all’aperto del Prater, e forse è stato proprio lí – mentre girava fra i tavoli alla luce delle lanterne colorate, alla ricerca di bicchieri vuoti e mozziconi di sigaretta – che si è acceso in lui il desiderio di stare, un giorno, dietro il bancone della propria osteria. Quando il bar all’angolo del mercato chiude i battenti, Robert capisce che la sua occasione è arrivata. Il locale, cupo e fatiscente, si trova in uno dei quartieri piú poveri e sporchi di Vienna, ma da qualche tempo spira un vento nuovo e l’aria è pervasa da uno strano fermento: sui giornali con cui i pescivendoli avvolgono i salmerini e le trote del Danubio si legge di grandi cose a venire, di un futuro radioso pronto a sorgere dal pantano del passato. rnInfiammato da questi cambiamenti, Robert rimette a nuovo il bar, imbiancando le pareti, verniciando i mobili e lucidando le piastre dei fornelli. Non ha molto da offrire, ma i clienti arrivano comunque, portando storie di passioni, amicizie, abbandoni e lutti. Alcuni sono in cerca di compagnia, altri desiderano ardentemente l’amore, o soltanto un luogo dove sentirsi compresi, e mentre la città diventa sempre piú affollata, anche la vita di Robert si trasforma. -
La casa delle mille porte
Nel 1921, William Somerset Maugham è in viaggio nei mari della Malesia in compagnia di Gerald, un giovane americano che lo segue come un’ombra nelle lontane terre del Sudest asiatico, dove si consumano gli ultimi giorni dell’Impero britannico. Nelle acque dell’arcipelago malese, venti benevoli e violente tempeste monsoniche si alternano a rendere tutt’altro che agevole la navigazione. Sicché, quando Robert Hamlyn, un avvocato, amico di vecchia data, invita Maugham a fargli visita a Cassowary House, a Penang, lo scrittore accetta volentieri. rnLí, nel giardino di quella casa in cui, tra le piante di ibisco, svetta la gigantesca casuarina che le dà il nome, Somerset Maugham incontra Lesley, la moglie di Robert. Lesley per tutti è memsahib, gentildonna inglese nata a Penang, città che ama profondamente. Con lei Willie sente subito un’intensa affinità, forse dettata dal carattere altero della donna che mette in moto la sua immaginazione, rno forse dalla voglia di entrambi di sollevare il velo dal lato in ombra delle loro vite. Se Willie infatti è turbato da un matrimonio mesto, oltre che tormentato da problemi economici, Lesley sembra essere, o essere stata, in rapporti ambivalenti con Sun Yat Sen, carismatico leader rivoluzionario in esilio che si batte per rovesciare la dinastia cinese. Un uomo che, d’altra parte, potrebbe essere un rnottimo soggetto per un futuro romanzo… I due si ritrovano cosí coinvolti in una danza di reticenze e lusinghe, fughe e confidenze che strapperanno a entrambi le rispettive maschere e infine la verità sull’amore che nutrono di nascosto: quello di Somerset Maugham per Gerald, che forse lo ricambia o forse lo sfrutta soltanto, e quello di Lesley per una causa, un’idea, o per l’uomo che ai suoi occhi la incarna. -
Presente e divenire
Un dialogo necessario, considerata l’impasse in cui si trova attualmente la fisica teorica, alla costante ricerca di una sintesi tra gli ambiti inconciliabili della relatività generale e della meccanica quantistica, tra un’idea, cioè, del mondo, per esprimerci con Carlo Rovelli, come «uno spazio curvo dove tutto è continuo», e del mondo come «uno spazio piatto dove saltano quanti di energia». In queste pagine, l’apertura al confronto è data dalla possibile scoperta di una nuova dinamica del tempo basata non sul rinvenimento empirico di fatti finora ignoti, ma su una nuova visione di una realtà nota. Riformulare il problema del tempo in nuova luce, senza la pretesa di inglobarlo in una struttura logico-geometrica, come la fisica sta tentando di fare da oltre un secolo con esiti discutibili, è il tentativo fondamentale all’opera in questo libro. Tentativo che passa attraverso una rilettura critica del concetto di presente e delle strutture originarie in cui l’energia è generata e ordinata. Borghi invita a pensare la dimensione pro - pria di un presente energetico, di una singolarità, cioè, in cui il presente si libera dalla rete relazionale in cui lo confina la teoria einsteiniana e si configura come un’origine continuamente generata, capace di creare il proprio tempo. È il tema dell’inizio che, come ha mostrato Massimo Cacciari, «è da intendersi nella cosa, immanente a essa come dato che si rinnova in forma di tempo». -
Dossier Iran
«Tutti i grandi rivolgimenti politici, sociali e culturali hanno potuto effettivamente prendere posto nella storia rnsolo a partire da un movimento che è stato un movimento di spiritualità».A quasi quarantantacinque anni dalla nascita della Repubblica Islamica, l’Iran è attraversato da rivolte e scioperi che sfidano il potere delle autorità religiose. La rivoluzione iraniana sembra irrimediabilmente giunta alla sua fine. Di quell’evento, sorto tra il 1978 e il 1979, conserviamo una testimonianza pressoché unica: quella di Michel Foucault. In collaborazione con il Corriere della Sera, nel settembre del 1978 Foucault partiva alla volta di Teheran per poi tornarvi a novembre, pubblicando dieci reportage sulla sollevazione popolare di cui era stato testimone. Le polemiche attorno a quel viaggio furono immediate: con l’istituzione della Repubblica Islamica e dei primi tribunali rivoluzionari, i media occidentali sottolinearono subito l’«abbaglio», se non l’irresponsabilità, del filosofo nel porre l’accento su una presunta «spiritualità politica» della rivoluzione degli ayatollah. -
La nuova me
È inverno a Chicago. Millie cammina verso un nuovo giorno, stretta in un cappottone che la fa sudare, osservando i passanti, la metropolitana stracolma, la città che rinviene. Ha trent’anni e, come si dice, tutta la vita davanti. Montagne di aspettative e speranze che, al momento, devono fare i conti con un lavoro temporaneo da assistente receptionist, con poche amicizie di dubbio valore, con un ultimo fidanzato che è già ex e con un appartamentino in cui, sera dopo sera, si ritrova sola a fare binge watching di serie tv. Poi ci sono le solite birrette con Sarah, lamentosa e frustrata da un’esistenza molto simile, poco disposta a dar retta a nulla fuorché al suono della sua stessa voce. Millie oscilla furiosamente tra recriminazioni aspre e pigre illusioni sui mille modi per cambiare le cose. Tuttavia la «nuova Millie» non diventa mai tale, il tempo scorre troppo lento e il tedio incombe, alienante. Quando una mattina intercetta per caso una mail della sua responsabile il cui oggetto è «Millie», i suoi pensieri, come un vortice, prendono il volo: che sia uno spiraglio di luce quello che si intravede laggiú? D’un tratto, si sente vicinissima a quella vita che non ha smesso un solo istante di immaginare: una vita di vestiti piú alla moda, di cibo piú sano, forse persino di sicurezza economica. Ma ecco che subito si insinua, subdolo, il dubbio paralizzante: e se anche quel futuro lavorativo, piú roseo seppur solo immaginato, non bastasse a placare la sua inquietudine? -
Breve storia della Sicilia
Dai resti di una donna, vissuta tra 14 e 11mila anni fa, nel Pleistocene superiore, ritrovati nella grotta di San Teodoro – da cui il suo nome, Tea – all’ennesimo progetto del Ponte sullo Stretto, scorre veloce la storia della Sicilia. Invasa da tutti e vinta da nessuno, l’isola si è sempre dibattuta fra sanguinosi garbugli e clamorosi voltafaccia, spesso linea di confine fra Oriente e Occidente, per alcuni secoli terra di strabiliante convivenza tra cristiani, musulmani ed ebrei. Federico II, Stupor mundi, la mette al centro del suo mondo cosmopolita, irresistibile richiamo per europei e islamici. Con lui rnnasce l’idea di un’Italia unitaria, nasce la prima scuola poetica, nasce la prima forma di una lingua volgare. A esclusione degli orientali, non c’è popolo che non si sia affacciato in Sicilia a cominciare da quello che le dette il nome, i Siculi. Poi si presentarono i Sicani, a seguire Fenici, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Svevi, Normanni. Poi le dinastie reali e imperiali: Aragonesi, Angioini, Asburgo, Borbone, infine i piemontesi sotto il manto protettivo dell’impero britannico, che consentí a Garibaldi di far sbarcare i Mille a Marsala. E già nel 1863 avveniva l’iniziale trattativa di alcuni apparati della monarchia sabauda con Cosa Nostra per la gestione del malcontento di Palermo. Di trattative se ne sarebbero poi sviluppate tante altre, soprattutto nell’Italia repubblicana: da quella per la consegna del cadavere di Salvatore Giuliano a quella per l’arresto di Totò Riina. Lontani dalla capitale d’Italia, i Viceré locali hanno gestito il vero potere e i siciliani hanno presto imparato a baciare tutte le mani. -
La memoria ritrovata
Il racconto propone la complessità di ritrovare la propria dimensione personale sugli eventi e sui condizionamenti. Un evento intenso ed inaspettato offre ad una donna la possibilità di fermarsi, di porsi delle domande, di ritrovare la propria memoria originale e, quindi, se stessa. L'occasione le consentirà di incontrare situazioni nuove, anche spaventose, ma saranno soprattutto dei vecchi giocattoli ad attivare i suoi ricordi e con loro una diversa consapevolezza di sé e della rappresentazione del suo mondo familiare e sociale. -
Offerte d'imbarco
In una Forte dei Marmi di fine secolo si dipana la vicenda di Marco Menéndez, gaudente per vocazione, marinaio per tradizione e dottore commercialista dalla disinvolta etica professionale per necessità. Costretto a distaccarsi dal suo mondo fatto di lussi e divertimenti, unici valori nei quali ha saputo credere, dovrà costruirsi l'unica possibile via di fuga verso una nuova vita che l'ironia della sorte vorrà necessariamente semplice, addirittura minimalista. Un viaggio breve ma irto di imprevisti, scorrettezze, paure, intrighi non sempre amorosi, cedimenti e caparbi recuperi. Un viaggio condizionato dalla necessità di trovare una compagna con cui condividere un presente difficile e un incerto futuro, che costringerà Marco a riconsiderare il mondo delle donne, un mondo che crede e si vanta di conoscere ma che si rivelerà anch'esso del tutto inaspettato. -
Delitti d'autore
Una storia e tante storie che si incrociano e si svolgono lentamente. Un filo rosso sangue che percorre la provincia di Pisa. uno sguardo appassionato che coglie le mille contraddizioni di una società che sembra aver perduto riferimenti e valori e si affida alle virtù dei singoli per sopravvivere al degrado e all'alienazione. -
Ester: donna e regina
La Bibbia ebraica colloca Ester fra gli scritti ben distinti dagli altri due gruppi di libri che sono la Torah e i Profeti. Accetta poi come canonico un testo breve giudicandolo molto fedele all'originaria opera redatta in ebraico e commentata per l'uso sabatico in aramaico. -
Cronaca familiare. I Lanzi
La grande Storia dell'immediato primo dopoguerra e della successiva Seconda Guerra Mondiale s'intreccia con quella privata della famiglia Lanzi che, dopo mille difficoltà, si trasferisce da San Donà del Piave a Castelvecchio, nella campagna pisana, per cominciare da zero una nuova esistenza, tra speranze e ristrettezze, con coraggio e una fiducia incrollabile nei valori più importanti della vita. L'autore racconta le dinamiche affettive e quotidiane di una famiglia unita e concreta, collocandola in modo credibile nel contesto storico-socio-politico del tempo. Luisa, Riccardo, Lorenzo, Patrizia e Roberto diventano così protagonisti di un romanzo di ambientazione storica capace di rispettare le caratteristiche fondamentali dell'epoca prescelta dall'autore. Sullo sfondo la Grande Guerra, l'avvento del fascismo, il secondo conflitto mondiale fino alla ritirata dei tedeschi dall'Italia. -
Lele fantino e l'elefantino-L'ago nel lago. Storie di Settecasestorte. Vol. 1
Dove si trova lo strano paese di Settecasestorte? Chi sono i suoi abitanti? In quali avventure vengono coinvolti? Lo potrai scoprire leggendo le Storie di Settecasestorte! La prima ha per protagonisti Lele Fantino, un simpatico bambino in cerca di una cavalcatura e l'elefantino che vive nella foresta Strampalata. L'ago nel lago è la seconda storia, che narra le imprese di due gemelline molto intraprendenti, di uno zio Inventore un po' speciale e di un gruppo di simpatici animaletti, tutti alla ricerca di un ago particolare, un ago che è finito in fondo ad un lago. Età di lettura: da 6 anni. -
Sotto ricatto?
Non è certo questione di appartenenza politica (l'autore in anni passati ha fatto parte della Margherita), bensì di libertà di operare scelte senza dover sottostare ai ricatti di forze oscure che si nascondono dietro il terrorismo o che utilizzano il terrorismo come paravento o come mezzo: questa pubblicazione vuole portare allo scoperto anni di minacce che sembrano essere ""teleguidate"""". Qualsiasi esecutivo che ogni Paese scelga per il proprio futuro, deve essere designato liberamente e democraticamente. Senza condizionamenti latenti di gruppi sempre confusi in coni d'ombra."" -
Si vedeva il mare
Le storie dei nove racconti presentati in questa raccolta fotografano i protagonisti in un momento fatale della loro esistenza. Un gesto, un pensiero, un istinto subitaneo li porterà in alcuni casi a cambiare la loro vita. Per alcuni il cambiamento sarà di breve durata, per altri definitivo. Molto di quello che potrà succedere è comunque lasciato alla fantasia del lettore, poiché, in un racconto molto breve, avaro è lo spazio che può essere riservato ai dettagli. L'autrice suggerisce assai più che informare. Il circo, la sua fascinazione, la sua metafora come apertura, finestra su una realtà diversa, come incanto che può dare una spinta per uscire dalla situazione di stallo in cui ristagna la propria esistenza, fa da sottofondo a molti dei racconti. In alcuni è immagine, in altri ricordo, in altri incontro, in uno, forse, rimpianto. Spesso, la possibilità di aprire una finestra e guardare il mare. -
Il commissario Martini e l'intrigo internazionale
Firenze come scenario di un intrigo internazionale a sfondo terroristico. Il commissario Martini è un uomo d'esperienza. Collabora spesso con le unità speciali delle forze armate. Stavolta però la situazione si fa particolarmente delicata. Oggetto di azioni violente e criminali è infatti la sua città, nel cuore della Toscana. Dopo l'esplosione di una villa abitata da arabi sulle colline di Firenze, il commissario si troverà coinvolto in un intreccio complesso, in cui si mischieranno ipotesi terroristiche, collaborazioni internazionali, operazioni ad alto rischio, sparatorie, attentati, rapporti tra italiani e comunità musulmane, tratta di schiave, amori tragicamente finiti e nuovi affetti da costruire, tra rischi e dinamiche di un mestiere che porta sempre in prima linea.