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Il patto di Abramo. La «milà» nei registri di circoncisori veneziani
Si stanno facendo sempre più numerosi negli ultimi anni gli studi che mirano a ricostruire la storia delle singole comunità italiane attraverso la trascrizione e l'edizione di documenti d'archivio che aprono lo sguardo sulla vita sociale, gli usi e i costumi degli antichi ghetti. In questo contesto, anche la comunità di Venezia ha visto accrescersi, negli ultimi tempi, il numero delle edizioni e lo studio di documenti interessanti e utili per una più ampia conoscenza della vita ebraica di molte ""qehilloth"""" del Veneto. Ora, accanto a questi reperti, sempre più importanti per la ricerca storica, si aggiunge la trascrizione, opera del rabbino E. M. Artom z"""" l., di alcuni registri di circoncisori veneziani, tutti appartenenti alla famiglia Vivante, a testimoniare, prima di tutto, la rigorosa osservanza del """"patto di Abramo"""", la mila (circoncisione), uno dei precetti fondamentali della vita ebraica. Tali documenti vengono a integrare, in parte, le notizie che gli studiosi possono ricavare dall'anagrafe comunitaria e consentono, a volte, di ricostruire l'albero genealogico di alcune famiglie, almeno per gli anni che vanno dalla fine del Settecento alla seconda metà dell'Ottocento; mentre, per altro verso, risultano assai importanti per lo sviluppo degli studi sull'onomastica veneziana, sull'origine e la provenienza, tramite i cognomi, di molte famiglie: un materiale, dunque, che può offrire una solida base per più ampi e approfonditi studi sulla società ebraica veneziana."" -
Ebrei contro Israele
Ogni giorno, ebrei famosi - scrittori, artisti, accademici - descrivono Israele come un'entità ""razzista"""" e """"occupante"""" che deve essere smantellata. Da quarant'anni molti di loro hanno assunto ruoli chiave nella campagna di delegittimazione dello Stato ebraico. Quando questi ebrei delegittimano Israele sui giornali, in televisione, nelle università, essi contestano l'essenza stessa della sua esistenza, che viene definita ingiusta e priva di fondamento sul piano morale. Ma, delegittimando Israele, questi ebrei giustificano anche un ultimo passaggio della storia ebraica, quella in cui sarà giusto e buono far scomparire lo Stato d'Israele. Per la prima volta un libro li mette sotto accusa. Prefazione di Ugo Volli."" -
Quale è la via del vento? Appunti su Isidoro Moshe Kahn (1934-2004)
Biografia di Rav Isidoro Moshè Kahn rabbino capo di Livorno dal 1980 al 2003. L'autore ripercorre la vicenda umana del Maestro, partendo dalle origini della sua famiglia; il tutto inserito nel contesto politico e sociale dell'ebraismo europeo del secolo scorso. -
Meditazioni. Carte scelte di un medico ebreo (1939-1944)
A partire da una data imprecisata del 1940 Leone Maestro ha preso a registrare avvenimenti, osservazioni e pensieri con frequenza varia, spesso quotidiana, e questa abitudine è continuata per trentatré anni, ossia per tutto il resto della sua vita. Per quello che risulta a noi, malgrado siamo stati a lungo testimoni di questa sua attività (che del resto non ha mai nascosto), nessuna parte dei testi sono mai stati letti da qualcuno. L'autore, in qualche occasione, ci ha detto che alla sua morte avremmo potuto disporre dei suoi scritti a nostro piacere. Il nome Meditazioni è suo. Nel concreto, si tratta di settantotto quaderni di piccolo formato di diverso spessore, contenenti ciascuno dalle cinquanta alle ottanta facciate, riempite di una grafia minuscola ma facilmente leggibile, perché studiatamente elementare. La consultazione non è però semplice, perché l'autore scrive a lapis e per giunta usa spesso un linguaggio molto personale, ricco di sigle, abbreviazioni e stranezze ortografiche. -
Storia degli ebrei di Ferrara. Dalle origini al 1943
"Ho ritrovato gli originali di questo libro nel corso di un trasloco interno di casa Magrini. In tre cartelle di cartone, con fogli dattiloscritti su carta sottile tenuti insieme da fermagli metallici, fittamente annotati e corretti con una scrittura minutissima a penna e matita, mio nonno Silvio Magrini racconta la storia della Comunità Ebraica di Ferrara dalle origini sino al Luglio del 1943 con la salita al potere del generale Badoglio"""" (dalla prefazione di Andrea Pesaro)." -
Ghontha e il segreto dell'acqua che scorre
Ghonta appartiene ad una tribù di facoceri pensanti, dotati di capacità di comunicare con la telepatia. Percepisce gli umani come una specie superiore, che usa questo privilegio per dominare e sopraffare le altre specie viventi. Ma egli ambisce a stabilire con essi un contatto, per tentare di convertirli ad una morale di pace ed armonia. Attraverso vicende alterne e avventurose, Ghonta, assieme ad altri suoi simili, viene in contatto con umani che sembrano non essere ostili, che li portano in un luogo sconosciuto, ma gradevole, dove nel tentare un contatto telepatico con la specie umana, scopre emozioni fino ad allora sconosciute. Nel frattempo, James Croysdale, uno studioso londinese di civiltà antiche, accompagnato dalla figlia Lucy e da Joseph Bloomberg, studente di veterinaria, durante una missione in Kenya, alla ricerca dei resti di una civiltà estinta che considerava sacro il facocero di montagna, dotato di capacità telepatiche, s'imbattono in nuove ed inattese scoperte, che celano i segreti di un culto antico tramandato dalla notte dei tempi. A dispetto dello scetticismo dei giovani, la loro curiosità deve fare i conti con le forze dell'Occulto, inconsapevolmente liberate, che cominciano a far sentire la loro sinistra presenza. Introduzione di Stefano Jesurum. -
I Minerbi una famiglia ebraica ferrarese
Questo libro ha delle radici lontane. Poco prima del 1960 il mio vicino di casa, dottor Kuppfer, specialista in manoscritti ebraici antichi, mi disse che alla Biblioteca Nazionale di Gerusalemme c'era la copia di un manoscritto del 1379 riguardante i Minerbi di Ravenna. Da quel momento ho dedicato quanto più tempo ho potuto alla storia dei Minerbi che oggi sottopongo al lettore italiano. Durante alcuni secoli i Minerbi si sono distinti per la loro onestà professionale accompagnata da profondi studi ebraici. Possiamo considerare capostipide della famiglia Jacob Vita Minerbi (ca. 1704-1796). Egli mandò a Trieste suo figlio Graziadio, padre di tre figli, due dei quali fondarono le Assicurazioni Generali di Trieste nel 1831. I Minerbi si distinsero anche per il loro amor di Patria finché furono cacciati dagli incarichi governativi in seguito alle leggi razziali contro gli ebrei nel 1938. Degno di nota lo scultore Arrigo Minerbi. -
Ho inciampato e non mi sono fatta male. Haifa, Napoli, Berlino, una storia familiare
"Io sono una testimone di seconda generazione, non ho vissuto la guerra, non sono una sopravvissuta allo sterminio, ma sono figlia ed erede del nazismo e delle leggi razziali fasciste. Senza il nazismo, Heinz e Gughy con molta probabilità non avrebbero lasciato Berlino per rifugiarsi in Palestina. Heinz non si sarebbe arruolato nella Brigata ebraica al seguito degli Alleati, non sarebbe mai giunto a Napoli e non avrebbe conosciuto Luciana. Lei avrebbe continuato gli studi, avrebbe preso il diploma di pianoforte, sarebbe stata una donna indipendente. Non ci sarebbe stata una bambina proveniente da Haifa che dei nonni paterni berlinesi non ha mai visto neanche una fotografia. Allora mi chiedo: chi viene da una storia così ha o non ha titolo per sentirsi una testimone? E così io questa storia comincio a raccontarla""""." -
L' occhio guarda a Sion. Dal Salento dei campi profughi per gli ebrei nel 1946
Dal 1945 al 1947 decine di migliaia di ebrei, moltissimi dei quali provenienti dai campi di sterminio nazisti, hanno sostato nei campi profughi per ebrei del Salento, a Santa Cesarea Terme, Tricase, Santa Maria di Leuca, Santa Maria al Bagno e Santa Caterina con la speranza di riuscire a raggiungere, anche illegalmente, la Palestina. Il romanzo storico racconta il tentativo di un gruppo di ebrei slavi, fratello, sorella e un bambino, di raggiungere illegalmente la Palestina con l'aiuto dei salentini nel 1946. La storia permette di delineare la vita degli ebrei nei campi del Salento, i rapporti con i funzionari dell'UNRRA, con la popolazione locale e le autorità italiane. Disegna inoltre il quadro della situazione politica internazionale alla vigilia della nascita dello Stato d'Israele. -
Vita politica degli ebrei in Russia. Dalla fine del 1800 al 1930
Sull'argomento trattato hanno dibattuto molti autori di vari paesi ma quasi tutti hanno interpretato in chiave politica, spesso parziale, gli avvenimenti e persino i dati statistici che si riferiscono alla vita politica degli Ebrei in Russia dalla fine del 1800 al 1930. D'altra parte, le fonti ufficiali sovietiche al riguardo sono state estremamente reticenti e non hanno aiutato a chiarire gli aspetti controversi legati al ruolo ebraico nella Rivoluzione e nel suo consolidamento. Ha quindi assunto un alone mitico, in un contesto socio-economico troppo semplificato e trascurato, la figura dell'Ebreo russo rivoluzionario, comunista prima entusiasta e benvoluto, poi deluso e perseguitato. L'autrice ha cercato di portare alla luce la storia diversa, più taciuta perché più triste e scomoda di un Ebraismo russo, estremamente tormentato, a volte strumentalizzato, assai raramente rispettato, in un periodo traumatizzante della sua storia, denso di sconvolgimenti e di equivoci non ancora dissolti. -
Sono sionista
Nel suo libro Edith descrive alia perfezione i sentimenti di chi si scopre sionista dopo essersi allontanato dagli antichi idoli, le organizzazioni della sinistra italiana, partiti e sindacati, strutture che non avevano nulla a che vedere con giustizia, equità, libertà individuale e collettiva ma che portavano all'appiattimento morale e sociale. Edith, durante una visita in Israele nel 2008, scopre il legame profondo e radicato del popolo ebraico con la Terra e capisce che questo amore avrebbe definitivamente distrutto quegli idoli fatti di odio, menzogne e appiattimento della società in cui viveva. In Israele Edith scopre una nazione giovane e antichissima, proiettata verso il futuro ma con profonde radici nel suo passato millenario. Scopre che in Israele si è realizzato, caso unico al mondo, il Socialismo vero e libero, che si mette in discussione, che lavora, dove chi è meritevole viene premiato e gratificato. Israele è il paese che non conosce la frustrazione, la noia e nemmeno la paura, perché vive ogni giorno come fosse l'ultimo, quindi dà il meglio di sé per il bene di tutti. -
L' ebraismo ed i grandi educatori del '900. Le religioni come sistemi educativi
Il presente volume scaturisce dagli atti del Convegno ""Le Religioni come Sistemi Educativi"""" che si prefigge di analizzare e divulgare gli strumenti educativi delle religioni storicamente presenti in Europa: ebraismo, cristianesimo ed islamismo. L'ebraismo come credo religioso e come cultura di minoranza nei paesi europei della diaspora, ha fornito, tramite i suoi valori, gli strumenti educativi che sono stati essenziali per la sopravvivenza del popolo ebraico, facilitando in epoca moderna risultati di eccellenza anche in molti ambiti disciplinari secolarizzati. In questa sede si fa riferimento a studiosi ed educatori di origine ebraica che durante il secolo XX hanno creato teorie e metodi nell'educazione, nelle scienze psicologiche e socio-antropologiche. Tutto ciò in sintonia con i principi ebraici, che mirano allo sviluppo della conoscenza e dell'educazione dei gruppi e degli individui."" -
Giudea in rivolta. Dalla morte di Erode alla caduta dell'ultimo ""Stato"" ebraico indipendente (4 a.e.v.-70 e.v.)
Obiettivo di questo studio è la ricostruzione degli avvenimenti di un periodo storico essenziale per quanto concerne T'incontro"" tra il popolo ebraico di Giudea e il dominante Impero romano. Un popolo, quello ebraico, lacerato dall'antinomia fra universalismo ellenistico-romano e salvaguardia della propria identità nazional-religiosa. Il periodo preso in esame è importante perché, verso la sua fine, la società ebraica fu sconvolta da una furiosa ribellione anti-romana e, nel contempo, da una altrettanto furiosa rivoluzione contro i ceti dominanti nazionali. La rivoluzione ebbe successo e travolse il tradizionale ordine politico, religioso e sociale giudaico. La sfida all'assoluta superiorità militare dei romani si concluse invece con esiti catastrofici per lo """"Stato"""" del Secondo Tempio e per tutto l'ethnos ebraico. La ricostruzione storica resta aderente ai dati delle fonti tramandate principalmente dallo storico ebreo Flavio Giuseppe e, partendo dal contesto economico, sociale e politico, si concentra sulle tensioni escatologiche e sulle aspirazioni messianiche che animarono stabilmente le varie e minoritarie forze ribelli che insorsero contro Roma e i ceti dirigenti nazionali. I rapporti fra gli ebrei di Giudea e i romani non furono caratterizzati soltanto da aperta ostilità: infatti il discusso Flavio Giuseppe, testimone oculare della spietata reazione romana, era convinto - e con lui molti connazionali - che la convivenza con il potere romano fosse possibile e che soltanto la sua protezione potesse assicurare agli ebrei - di Giudea e della Diaspora - la possibilità di prosperare all'interno di un impero sovrannazionale in cui prevaleva la pericolosa ostilità antigiudaica delle numerose etnie ellenizzate. Ma la """"protezione"""" aveva dei pesi onerosi per la popolazione, anzitutto a causa della pessima amministrazione di procuratori-prefetti avidi e crudeli; inoltre aveva un costo a cui gruppi di oppositori nazional-religiosi, chiusi nel proprio zelo settario che ne cementava l'identità, non vollero mai piegarsi. Essi respinsero il dominio romano e quello dei ceti dirigenti collaborazionisti perché erano in attesa di un prossimo Regno divino che poteva attuarsi soltanto in una Giudea libera e popolata da ebrei che riconoscevano un Unico Signore. Fiduciosi in un conflitto militare decisivo - voluto da Dio - che avrebbe liberato il popolo dal dominio straniero e aperto la strada al regno messianico, non furono mai sfiorati dal dubbio che quello che propagandavano come progetto divino fosse in realtà il proprio progetto salvifico ipostatizzato."" -
La solitudine dell'uomo di fede
Chi è l'uomo di fede? Quali sono le sue prerogative e i suoi ambiti di azione? Che significato ha il suo destino solitario? La persona credente è ineluttabilmente sospesa tra individualità e comunità; tra le esistenze diverse - eppur entrambe necessarie -dell'homo faber e dell'homo religiosus; tra cosmo e Rivelazione; tra ""natura"""" e """"alleanza""""; tra pensiero scientifico e intimo dialogo con Dio. Che ne è di un simile essere umano nella società contemporanea? E destinato, sconfitto, a ritrarsi da essa oppure a svolgere, come sempre è accaduto, un ruolo insostituibile, anche se arduo e spesso incompreso, nel mondo degli uomini? Un gigante dell'ebraismo del XX secolo, il rabbino e pensatore di origine lituana Joseph Dov Beer Soloveitchik, in questo suo scritto si è lungamente interrogato al riguardo, decostruendo la sua contemporaneità e anticipando i tempi presenti. L'uomo di fede è dunque destinato ad essere ancora nostro contemporaneo, nonostante il suo ruolo e la sua missione siano oggi divenuti forse più complessi che in epoche passate. Anche preghiera e profezia restano """"fatti"""" attuali, forme diverse ma convergenti dell'inesausto dialogo tra l'essere umano e Dio, in cui l'individualità della singola persona necessita imprescindibilmente di una comunità orante, scaturente dall'Alleanza e da quest'ultima sempre definita. """"La solitudine dell'uomo di fede"""" è un capolavoro della produzione spirituale e filosofica del Popolo di Israele nel corso del XX secolo, sinora inedito in Italia. La riflessione etica kantiana e, successivamente, della Scuola di Marburgo, l'esistenzialismo cristiano di Kierkegaard e il pensiero dialogico di Buber trovano sì eco nelle pagine di Soloveitchik, ma sono destinati a restare sullo sfondo, come le note basse suonate dalla pedaliera di un organo. La chiave di violino, entro cui si orienta e si dipana la partitura della riflessione di questo rabbino, è invece posta dalla vivente tradizione religiosa di Israele: la Bibbia e il Talmùd, la Halakhah e la Haggadah."" -
Moisè va alla guerra. Rabbini militari, soldati ebrei e comunità israelitiche nel primo conflitto mondiale
Il testo racchiude le parole che un padre indirizza al proprio figlio, nel tentativo di spiegargli non tanto “cosa” sia l’amore, quanto “come” sarà innamorarsi quando incontrerà la persona della sua vita. Un testo intimo e scritto con pudore. rnUn viaggio nei sentimenti che parla al giovane, ma anche all’adulto con la semplicità dell’esperienza, la schiettezza della quotidianità. Una lettura che non insegna e non spiega, ma racconta la vita attraverso una delle sue principali chiavi: l’incontro con l’Amore. È questo l’evento che, forse più di ogni altro, ci trasforma e ci porta a esplorare la parte meno nota di noi, le profondità del nostro sentire e del nostro essere. Non solo la felicità, ma tutto quello che si annida dietro a uno sguardo innamorato, a un desiderio ricambiato o non compreso. rnLontano da inutili romanticismi, l’Autore ne parla al figlio come farebbe un padre a colazione, davanti a una tazza di tè caldo. Perché quelle parole siano una mappa, una piccola e semplice guida per non perdersi troppo o non del tutto. Il testo è impreziosito dai disegni dell’illustratrice Caterina delli Carri. -
Lettera a mio figlio sull'amore
Il testo racchiude le parole che un padre indirizza al proprio figlio, nel tentativo di spiegargli non tanto “cosa” sia l’amore, quanto “come” sarà innamorarsi quando incontrerà la persona della sua vita. Un testo intimo e scritto con pudore. rnUn viaggio nei sentimenti che parla al giovane, ma anche all’adulto con la semplicità dell’esperienza, la schiettezza della quotidianità. Una lettura che non insegna e non spiega, ma racconta la vita attraverso una delle sue principali chiavi: l’incontro con l’Amore. È questo l’evento che, forse più di ogni altro, ci trasforma e ci porta a esplorare la parte meno nota di noi, le profondità del nostro sentire e del nostro essere. Non solo la felicità, ma tutto quello che si annida dietro a uno sguardo innamorato, a un desiderio ricambiato o non compreso. rnLontano da inutili romanticismi, l’Autore ne parla al figlio come farebbe un padre a colazione, davanti a una tazza di tè caldo. Perché quelle parole siano una mappa, una piccola e semplice guida per non perdersi troppo o non del tutto. Il testo è impreziosito dai disegni dell’illustratrice Caterina delli Carri. -
Sull'osservanza delle feste. Descrizione delle festività, digiuni e giorni distinti di culto ebraico nel corso dell'anno. Nuova ediz.
Raccolta di Regole delle Cerimonie religiose da osservarsi nelle Sere 14.15.16 di Nissan -
Canzoni tristi. Il diario inedito del lager (3 aprile 1944-24 luglio 1945). Nuova ediz.
Questo volume presenta un complesso di testi, dell'ebrea livornese Frida Misul, deportata e scampata alla Shoah. Si pubblica il taccuino steso da Frida subito dopo la sua liberazione (Theresienstadt, 9 maggio 1945) e continuato sino al rientro in Italia (24 luglio 1945). -
Egemonia nazionale. Gramsci, Medem e la questione ebraica nel Novecento. Nuova ediz.
Nazionalismo e socialismo sono i due temi cruciali per capire la storia del XX secolo, costellata di innumerevoli tentativi di conciliare appartenenza biologica e appartenenza sociale. Un caso particolare è rappresentato dall'ebraismo che ha visto risorgere un'entità statuale autonoma nella terra atavica, ma che ha anche visto una serie di intellettuali riflettere sulla misura e i limiti dell'appartenenza nazionale ebraica. Il Bund di Medem è forse il caso più sintomatico di tentata unione tra persona, appartenenza etnica e senso della rivoluzione sociale. Il comunismo di Gramsci ha espresso una visione della nazione operaia non molto dissimile dal sionismo marxista di Borochov. -
Pensieri per le sere di Chanukkà. Nuova ediz.
Con le Halachòth per la festa di Chanukkà di Rav David Elia Sciunnach.