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Convegno Israele e il sionismo. 1897-1917-1937-1947-1967. Anniversari, storia, attualità (Torino, 12 novembre 2017). Nuova ediz.
Questo volume contiene gli atti del Convegno organizzato il 12 novembre 2017 a cura del Gruppo Sionistico Piemontese in collaborazione con la Comunità Ebraica di Torino presso il Circolo della Stampa di Torino e in occasione degli Anniversari del Primo Congresso Sionistico di Basilea del 1897, della Dichiarazione Balfour del 1917, della decisione delle Nazioni Unite di far nascere uno Stato Ebraico ed uno Stato Arabo del 1947 e della Guerra dei sei giorni del 1967. -
I satelliti di Ricky Gianco. I ragazzi di via Bengasi
Questo libro non vuole essere la celebrazione di in gruppo musicale, quanto un viaggio nell'atmosfera giovanile dei mitici anni Sessanta, quelli dei Beatles, dei Rolling Stones e di Woodstock. Le truppe americane appena ritornate in patria avevano lasciato a Livorno, oltre alle cicatrici della guerra, quella musica che tanto ammaliava la nuove generazioni e inorridiva i genitori... -
I rabbini piemontesi e il Congresso israelitico di Firenze (1867). Tra modernità e tradizione
Negli anni in cui Firenze fu capitale d'Italia convennero lungo le rive dell'Arno molti piemontesi. Il legame con Torino si fece saldo, il volto della città si trasformò mutuando i caratteri della prima capitale del Regno. Dal Piemonte ebraico si trasferirono o ebbero legami con Firenze intellettuali e uomini politici come Giacomo Dina, Isacco Artom. Non a caso nel 1867 Firenze fu scelta come sede per un'importante discussione sul futuro delle Comunità ebraiche nel rinnovato scenario del paese. Il volume raccoglie gli atti di due convegni tenutisi nel 2017, all'Università di Firenze e alla Comunità ebraica di Torino, promossi dall'Archivio nell'ambito di un progetto di valorizzazione delle sue carte sul tema. I saggi, dedicati alla condizione giuridica dell'ebraismo in età liberale e a figure rappresentative come Mortara e Cantoni e in parte basati sulla documentazione inedita del Terracini, sono di Alberto Cavaglion, Stefania Dazzetti, Liana E. Funaro, Alberto Legnaioli, Chiara Pilocane, Asher Salah e Ida Zatelli. -
La Chiesa livornese e il dialogo con l'ebraismo nell'episcopato di Alberto Ablondi
Il contributo offerto da mons. Alberto Ablondi, Vescovo di Livorno dal 1970 al 2000, al dialogo tra ebraismo e Chiesa cattolica è stato di importanza decisiva, a livello locale, nazionale e mondiale. Il volume, frutto della ricerca storica di Elena Mazzini, ne dà conto con ricchezza di riferimenti, mettendo in luce i momenti di difficoltà ma anche gli straordinari risultati raggiunti, grazie soprattutto all'amicizia del Pastore livornese con il rabbino Elio Toaff e con Tullia Zevi, prima presidente donna dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (UCEI). La ricerca, arricchita dalla Presentazione di Brunetto Salvarani e dalla Postfazione di Bruno Di Porto, nonché dalle testimonianze di Annamaria Sammartano e Giorgio Guastalla, è stata promossa dall'Associazione Alberto Ablondi, con il sostegno della Fondazione Livorno del Rotary Club di Livorno. -
L' attività feneratizia ebraica in Monferrato nel secondo Cinquecento. Nuova ediz.
Con rigore ed esaustività documentale l'opera illustra lo stato nascente, lo sviluppo e il radicamento nel Monferrato gonzaghesco dell'attività dei banchieri ebrei nel cinquecento. -
Libia ebraica. Memoria e identità, testi e immagini
Allo scoppio della Guerra dei sei giorni, nel mondo arabo si scatenarono i progrom contro i resti di antiche comunità ebraiche che vivevano lì da millenni. Oltre cinquemila ebrei di Libia lasciarono in massa il paese, completando un esodo iniziato alla fine degli anni quararnta, col trasferimento in massa dopo due sanguinosi progrom (1945 e 1948) della quasi totalitàdella comunità ebraica di Libia, che all'epoca contava circa 38.000 persone. -
Interrogarsi sul coronavirus tra fede e ragione. Nuova ediz.
Questo volume è un'opera a più voci sul Coronavirus e le sue conseguenze, dopo che la paura della morte e il distanziamento hanno condizionato la vita sociale, religiosa e politica dell'Italia e del mondo. -
Rivoglio Viareggio. Un canto d'amore per la città spaventata. Nuova ediz.
Attraverso personali riflessioni espresse in rapidi quadri, una donna di teatro innamorata della propria città (che oggi festeggia i duecento anni dalla fondazione) ci racconta la Viareggio che fu, ciò che è diventata per l'improntitudine degli uomini, e come vorrebbe che fosse il futuro di quella che era considerata la Perla del Tirreno. -
Una vita così lunga e così breve. La famiglia Curiel si racconta
Nella cultura ebraica è importante raccontare. Così le due autrici ripercorrono la propria storia familiare, che se non fosse vera sarebbe un romanzo per le cose incredibili che sono accadute. Prefazione di Alberto Cavaglion. -
Ir Hefsi-Vah. Studi di ebraistica e giudaistica in onore di Giuliano Tamani
I ventuno contributi raccolti nel volume sono un omaggio di noti studioi italiani, americani e israeliani alla poliedrica attività di ricerca di Giuliano Tamani e al suo ruolo, ultratrentennale, di insegnante e mentore come ordinario di fililogia ebraica medievale presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. -
Cielo nero
Nell'estate del 1967, dopo disordini, massacri e saccheggi, furono espulsi gli ultimi ebrei dalla Libia, quasi seimila persone, e i loro possedimenti vennero confiscati. Così ebbe fine una comunità i cui inizi risalivano ai tempi del Tempio di Salomone. -
La forma della mente
Giallo fantastorico. -
La scuola del silenzio. Per un profilo di Isacco Artom
Articolato in quattro sezioni, questo libro è la prima biografia di Isacco Artom (1829-1900) che si avvale del vasto Archivio Isacco Artom, conservato con viva sensibilità dai suoi discendenti e depositato presso il Centro Bibliografico ""Tullia Zevi"""" dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Utilizzando esclusivamente corrispondenza inedita, appunti di letture variamente indirizzate, bozze di discorsi parlamentari, prefazioni ad opere storiche, contributi a riviste contemporanee e infine poesie destinate ad uso privatissimo, il ritratto di questo diplomatico, conosciuto quasi unicamente come segretario del conte di Cavour, rivela una personalità equilibrata e sensibile, sempre incline ad una soluzione moderata sul piano privato ed ufficiale. Le pagine di due diari, uno vergato rapidamente nei giorni delle trattative per la Convenzione di Settembre, l'altro scritto durante un incarico ufficiale presso la corte del Baden-Würtemberg del 1868, completano il quadro dell'attività di un diplomatico riservato ma pienamente consapevole del significato della politica estera nella storia di un paese e partecipe dei grandi problemi, irrisolti o meno, dei primi decenni dell'Unità. Una sezione è dedicata alla delicata posizione di Artom nei confronti della sua origine e della sua appartenenza all'ebraismo: senza dimenticare le secolari limitazioni del passato, egli resta un ebreo emancipato, fiducioso nel verbo cavouriano del libero esercizio di ogni culto, in questo al pari di altre figure di ebrei del secondo Ottocento, studiosi, intellettuali o semplici cittadini, consapevoli ed orgogliosi di dare il proprio contributo all'edificazione della nuova Italia. Prefazione di Alberto Cavaglion."" -
Forse armate. Manuale di sopravvivenza per chi ama un militare
Questo libro nasce dall'esigenza di Giancarla di raccontare i retroscena delle famiglie in divisa. -
Teologia di Israele. Teologia dei popoli
Questo libro ritiene che oggi sia necessaria una teologia dei popoli. Una teologia, non soltanto una sociologia, o una geografia politica, o magari una filosofia, come la poteva fare Hegel. La teologia parte dalla fede in una autorivelazione di Dio; questo è il suo statuto scientifico, che si creda o non si creda alla rivelazione. Si fa teologia per chi crede, ma non possiamo escludere che anche chi non crede ne tragga motivo di riflessione. -
Il paradigma di Abramo. Tre scritti sul padre dei credenti
Dio sottopone alla prova i suoi figli più fedeli, perché sa che possono resisterle. Gli altri sarebbero esposti alla resa più drammatica: la capitolazione dell'anima. Ma allora, perché lo fa se già conosce l'esito della sfida? Forse perché, diversamente da Dio, gli uomini ignorano quell'epilogo. In questo modo ogni uomo può diventare, come Abramo, un paradigma per l'umanità intera. -
Antropologia halakhica. Saggi sul pensiero di Rav Joseph B. Soloveitchik
Questa raccolta si saggi etico-filosofici e halakhico-politici sul pensiero del rabbino modern ortodox Joseph B. Soloveitchik (1903-1993) costituisce il primo tentativo in lingua italiana di un bilancio complessivo sulle opere scritte (in ebraico e in inglese) e sugli insegnamenti orali di questo ""maestro di Israele"""" tra i più profondi e influenti del XX secolo."" -
Piccolo libro per il 15 del mese di Shvat. Appunti sul Capo d'Anno degli Alberi
Viaggio filosofico e sentimentale nella festività di Rosh haShanà laIlanot (o Tu biShvat) ovvero del Capodanno degli Alberi: un percorso a pensieri liberi per giungere - è il caso di dire - alle radici di una ricorrenza di cosiddetta mezza festa, che però riveste un significato maiuscolo nella riflessione ebraica sul senso della vita e sul rapporto tra Dio, uomo e natura. -
Un' altra storia salvata. Vite spezzate e vite ritrovate nella bufera della Shoah. Nuova ediz.
Daniela Sarfatti torna in libreria con un secondo volume di memorie che attraversano gli anni drammatici delle leggi razziali, delle persecuzioni e della Shoah. In questo volume ripercorre le vicende delle famiglie Cesana e Polacco, soffermandosi anche sulla figura di Arminio Wachsberger, filo rosso che lega i racconti e la cronaca storica tracciati in queste pagine. Una nuova narrazione, dopo il precedente libro dedicato alla figura paterna, che passa in rassegna le vite della sua genealogia familiare, con l'imperativo e l'urgenza di consegnare il testimone della Memoria alle nuove generazioni, che non hanno certo conosciuto quegli anni bui ma che hanno il compito di conservarne traccia per divenire persone consapevoli della Storia. -
Fermi, non sparate sono Walter! La storia di Walter Arbib
Questo libro, scritto dal giornalista Yossi Melman, racconta la biografia di Walter Arbib, un ebreo nato in una famiglia di origine libica che è diventato un imprenditore di successo in Canada e un filantropo di fama internazionale. Walter Arbib ha sempre cercato di aiutare i diversi popoli del mondo. È stato un partner importante per la restituzione dell'obelisco di Axum, per la liberazione di ostaggi e nell'aiutare le missioni militari all'estero. In Israele i suoi contribuiti alla realizzazione del Museo dell'Ebraismo Libico e a una foresta di diecimila alberi in onore di Giorgio Perlasca sottolineano il suo poliedrico impegno nella filantropia e il suo indissolubile legame con il popolo ebraico.