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La torre di Babele
Che noia vivere tutti parlando la stessa lingua... Nel paese di Sennaar le persone non sanno più che fare per passare il tempo, tutto sembra loro già visto o già fatto, tutti conoscono tutti e mai una sorpresa! Finché un giorno, nel bar del paese qualcuno propone di fare qualcosa di completamente nuovo, qualcosa che porti finalmente un po' di divertimento nella valle. Ci fu chi propose di formare un gruppo musicale e andare in tour per il mondo ""Ma non c'è nessun'altro nel mondo!"""" obiettarono gli altri. Ci furono tante proposte, ma tutte furono abbandonate, finché alla fine un bambino propose: """"Costruiamo una torre, alta, altissima, fino al cielo, fino alle stelle!"""". """"Che bella idea!"""" furono tutti d'accordo. """"Conquisteremo il cielo, la luna e le stelle!"""". E così iniziarono tutti insieme a costruire la torre. Sempre più alta. Al ventesimo piano organizzarono un picnic. Al cinquantesimo una festa danzante. Ma al centesimo iniziò a piovere, tuoni e fulmini, una vera tempesta che costrinse tutti ad interrompere i lavori. Quando la pioggia cessò, nessuno capiva più l'altro! Parlavano tutti lingue diverse e organizzarsi per costruire la torre era diventato impossibile - che confusione! Gli abitanti della valle di Sennaar non ebbero altra scelta che iniziare una nuova vita... Ma molto più interessante... Età di lettura: da 7 anni."" -
Sul sacrificio
L'idea e la pratica del sacrificio hanno una funzione profonda nella religione, nell'etica e nella politica. In questo libro, il filosofo Moshe Halbertal esplora il significato e le implicazioni del sacrificio sviluppando una teoria del sacrificio come offerta e analizzando la relazione tra il sacrificio, il rituale, la violenza e l'amore. Il saggio esamina anche la posizione del sacrificio di sé all'interno della vita etica e il ruolo complesso del sacrificio come ideale politico sia nobile che distruttivo. -
Peccati d'estate
Quattro storie in una città arroventata dal sole. I personaggi, come marionette mosse da fili immaginari, non possono sottrarsi al proprio destino; ognuno di loro reciterà la propria parte fino alle estreme conseguenze: chi quella della vittima, chi quella del carnefice. Accomunati dal calore di un'estate impietosa, che sembra risvegliare istinti e pulsioni violente, non troveranno sostegno nel prossimo né la forza interiore di respingere il peccato che li incalza. Un professore di liceo scopre che i suoi studenti sono cresciuti e inizia ad averne paura. Un immigrato russo pulisce la casa di una celebre poetessa che lo accusa ripetutamente di furti mai commessi. Una bambina è costretta a portare un busto per curare la scoliosi e cerca aiuto in un misterioso vicino di casa. Una donna che non riesce a rimanere incinta stringe un patto sconsiderato con il cameriere di un bar sull'orlo del fallimento. -
Shoah, Ruanda due lezioni parallele
"Memoria"""", """"unicità"""", """"mai più"""": moniti che dopo la Shoah vengono messi in discussione dal Ruanda del 1994, un genocidio dei nostri tempi, il primo della società globale. Il massacro di oltre 800.000 tutsi e hutu moderati non è mai stato un """"conflitto tribale"""", come all'epoca qualcuno provò a definirlo, ma un genocidio che ripercorre molte delle modalità dello sterminio nazista degli ebrei, di cui è un """"figlio maggiore"""". Dal cuore dell'Europa al cuore dell'Africa, la meccanica dei due genocidi si può confrontare in un percorso in venti """"stazioni"""", con somiglianze stridenti e alcune differenze, comprese le responsabilità di una parte dell'Occidente che in Ruanda, cinquant'anni dopo la Shoah, si ritrova meno sicuro dei suoi antidoti politici e culturali che considerava acquisiti. Le due lezioni parallele sono un percorso a specchio ricco di riscontri inaspettati e inquietanti, che rende ancora più attuale la terribile lezione della Shoah e svela menzognee ipocrisie del nostro tempo." -
Ebrei a Ferrara ebrei di Ferrara. Aspetti culturali, economici e sociali della presenza ebraica a Ferrara
Organizzato dalla Fondazione Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah in collaborazione con l'Archivio di Stato di Ferrara, il convegno internazionale di studi ""Ebrei a Ferrara ebrei di Ferrara. Aspetti culturali, economici e sociali della presenza ebraica a Ferrara (secc. XIII-XX)"""", che si è svolto il 3 e 4 ottobre 2013, ha permesso di fare il punto sullo stato della ricerca e, al contempo, di individuare ulteriori panorami di studio in ambito ebraico ferrarese: dalle relazioni traspare una realtà dalle peculiarità che, talora, si configurano come unicità e, talaltra, sono comuni ad altri contesti. Dotata di grande forza e coniugata in molteplici sfaccettature, è una realtà intorno alla quale rimangono aperti ancora molti interrogativi e l'occasione di poterne discutere a Ferrara, di poter reagire alle parole dei relatori e interagire con essi, ha costituito un'occasione di ben maggiore spessore della semplice raccolta di trattazioni in un volume miscellaneo."" -
Il grande circo delle idee
Una mattina d'inverno due anziane donne vengono trovate morte in una casa di riposo a Gerusalemme. Una di loro indossa un costume da elefante, l'altra è uestita da bambola. La causa della morte è certa, asfissia causata da una stufetta a gas, ma nessuno sa spiegarsi perché sembrino appena scappate da un circo. Il mistero è celato nelle vite segrete di quattro ospiti della casa di riposo che quindici anni prima, nel tentativo di trovare un senso agli anni che restavano loro, hanno fondato un coro riscuotendo un certo successo. Concerto dopo concerto, veniamo a conoscere le loro vite, tragiche e tuttavia miracolose, animate dalla convinzione che l'estro, la fantasia e l'ingegno possono incidere sul proprio e altrui destino. Una bambina salvata dalle camere a gas da uno stormo di corvi. Un prete che si è messo in testa di creare il paradiso in terra. Un orfano geniale che decide di redimere il mondo creando un trono biologico da semi di ciliegio. Tutti e tre riuniti a loro insaputa da un regista teatrale che vuole riportare indietro il tempo attraverso un'ultima temeraria messa in scena. -
Con lo sguardo alla luna. Percorsi di pensiero ebraico
Questo libro ci conduce alla riscoperta di un ebraismo vivo, ricco di una tradizione millenaria, capace di rimanere sempre attuale, inesauribile fonte di saggezza e insegnamento. Il primo percorso proposto introduce il lettore alla scansione ebraica del tempo con i suoi significati profondi. Il secondo scende alle radici dell'interpretazione delle fonti tradizionali fino a interrogare la singola lettera. Il terzo apre le porte dei valori dell'etica ebraica che sgorgano dalle righe dei testi sacri. E come la luna che si rinnova ogni mese anche l'uomo troverà nel messaggio antico della tradizione la nuova linfa per rinascere e crescere incessantemente. -
A cena dalla regina
"Mangia con la bocca chiusa, Nina!"""" """"Non parlare quando hai la bocca piena!"""" Nina non ne può più dei rimbrotti dei suoi genitori. A cosa servono tutte queste buone maniere? E improvvisamente, mentre sta mangiando, Nina riceve uno strabiliante invito: andrà a cena dalla regina d'Inghilterra... Età di lettura: da 6 anni." -
La nazione ebrea di Monte San Savino e il suo campaccio
Negli ultimi anni ha suscitato un nuovo interesse lo studio dei cimiteri ebraici e delle epigrafi sepolcrali in essi contenute, con una particolare attenzione alle decorazioni artistiche, ai fregi, agli stemmi famigliari e al testo degli epitaffi. All'argomento Giuntina ha dedicato la collana ""Corpus Epitaphiorum Hebraicorum Italiae"""". Ci si è, infatti, resi conto che essi costituiscono una preziosa fonte documentaria di carattere storico, artistico, poetico e genealogico che rischiamo di perdere ogni giorno in maniera più grave e irrecuperabile. Il presente volume nasce da un progetto promosso da Jack Arbib in collaborazione con Mauro Perani, originariamente relativo al piccolo e affascinante cimitero ebraico di Monte San Savino, ripulito, sistemato e valorizzato grazie alle cure e alla passione di Jack, che alla riscoperta della storia ebraica del Monte, di cui è considerato di fatto un cittadino, ha fatto una vera e propria missione della sua vita. Ma la prospettiva dal Bet mo'ed le kol hay si è allargata a tutta la documentazione storica che ci ha preservato la memoria delle vicende e della vita degli ebrei savinesi. Ecco che, di conseguenza, questo volume, pur partendo dal luogo della morte, subito ne fa un occasione di studio della vita della comunità ebraica del Monte, divenendo una vera miniera di informazioni e il compendio più completo di quanto oggi gli studiosi conoscono degli ebrei del Monte San Savino..."" -
Papà
"'Papà' è prima di ogni altra cosa un manifesto all'amore filiale che perdura nonostante ogni difficoltà, persino nonostante la morte che potrebbe (dovrebbe?) interrompere ogni colloquio. Dan Pagis dipinge un affresco frammentario del suo rapporto col padre, a qualche anno dalla sua morte, incardinato su alcune 'scene' principali (come le tre visite al cimitero) ma sempre accompagnato da altre scene minori, che offrono ulteriori squarci a ciò che ha deciso di presentare come una propria personalissima 'cronaca familiare'. Eppure è bene non confondere queste pagine per una sorta di 'autobiografia' che l'autore consegnerebbe in forma di prosa, questa volta, mentre già altrove aveva affidato ai versi alcuni frammenti della propria storia personale."""" (Federico Dal Bo)" -
Ester e il disastro di Chanukkà
Età di lettura: da 3 anni. -
L' invenzione marrana. Ricostruzione dell'anima in un'alba di modernità
In Spagna l'ondata persecutoria antiebraica del 1391, con le sue successive propaggini, provocò un susseguirsi di conversioni, quasi sempre insincere. La cacciata degli ebrei del 1492 provocò da una parte una grande fuga dal paese e dall'altra una nuova messe di conversioni da parte di coloro che non si sentivano attrezzati per una partenza verso l'ignoto. In Portogallo, nel 1497, la scelta fra esilio e conversione fu resa impossibile e il battesimo fu impartito a forza a tutti gli ebrei. Nacque così in tutta l'Iberia l'avventura marrana, variamente vissuta a seconda dei casi e dei luoghi, comunque foriera di nuovi atteggiamenti religiosi segreti, spesso vere e proprie invenzioni. Questo vale per i conversos rimasti nelle rispettive patrie iberiche, che le stesse istituzioni distinguevano ufficialmente, anche dopo varie generazioni, come nuovi-cristiani, considerati inferiori rispetto ai vetero-cristiani e bollati in quanto ritenuti portatori di un sangue impuro. Ma in modi diversi, e non uniformi, il fenomeno marranico si manifestava ancora tra coloro che, dopo varie generazioni di conversione forzata, fuggivano nelle Terre di Libertà, dove era possibile la pratica dell'ebraismo. Questo libro è una somma di vari saggi recentemente pubblicati in alcune riviste, opportunamente riordinati ed aggiornati, in modo di dare, anche a un grande pubblico, un assaggio di quel grande fenomeno culturale che è il marranesimo. -
Alla ricerca di M.
Chi è Mulleman, l'uomo misterioso che si aggira per la città ricoperto di bende e confessa tutti i peggiori crimini commessi? E qual è la vera identità di Arieh Arthur Bein, un geniale agente del Mossad capace di scovare i nemici del proprio Stato in tutti gli angoli del mondo? Già, le identità, queste fragili costruzioni di frammenti radicati nel passato, la soluzione di tutti i crimini dipenderà proprio dalla capacità dei due protagonisti di elaborare le proprie identità e sciogliersi dai vincoli che li legano all'eredità dei loro genitori. Essi infatti condividono un'origine comune: sono entrambi figli di sopravvissuti alla Shoah. Questo romanzo di Doron Rabinovici, la cui trama segue i dettami di un giallo, ha la capacità di riflettere sui retaggi della memoria, sulla fragilità dell'anima e sulla solidità di certi pregiudizi... -
La città che sussurrò
La storia di come un intero villaggio, guidato da una bambina, ha salvato dai nazisti i suoi ebrei. Età di lettura: da 8 anni. -
Ricordi in macerie
Come un'arca di Noè, questo libro custodisce frammenti salvati dalla catastrofe: una elegia per un mondo scomparso che suscita compassione per gli esiliati, ma anche una profonda nostalgia per quello che ognuno di noi, ogni giorno, vede morire del proprio passato. Con una prosa poetica velata da una dolente ironia, Krausz descrive lo sradicamento e la solitudine dell'ebreo cacciato dalla sua patria, la sua nostalgia per un mondo idealizzato acuita dal rude impatto con la modernità rumorosa e disarmonica che minaccia e riduce a spazi sempre più angusti le isole della memoria. L'ordine dell'Austria felix, preservato nel chiuso delle stanze, è sempre più accerchiato e minacciato dalla lussureggiante vitalità brasiliana, e il vecchio nazista della porta accanto è come sale sulle ferite. La lacerazione e il senso di estraniamento proietta la sua ombra fino alla terza generazione a cui Krausz appartiene e che raccogliendo i brandelli di una identità multipla e sfilacciata rende amorevolmente omaggio a un mondo irrimediabilmente perduto. -
La collina
Su una collina rocciosa, circondata da un paesaggio biblico, sorge l'avamposto Maalé Chermesh C. Per il governo israeliano non esiste, ma per l'esercito va difeso. Il suo fondatore coltiva asparagi, pomodorini e rucola, alleva pecore e cresce la sua numerosa famiglia mentre, aggirando la burocrazia e manipolando politici, riesce ad attirare altri coloni e a ottenere nuovi caravan da abitare. In pochi anni l'avamposto diventa una realtà ben radicata in quell'area contesa tra arabi ed ebrei. Questo romanzo corale ci svela le vite degli abitanti dell'avamposto, ognuno alla ricerca di una propria via nel mondo; traccia con arguzia le dinamiche politiche che governano la realtà delle colonie; racconta in modo brillante le diverse componenti della società israeliana, un caleidoscopio di tanti colori che nonostante le tensioni che lo animano non si frantuma mai. -
Una vita qualunque
Mitia è un uomo anziano, modesto, gentile, non batte mai il pugno. Ha sempre lasciato a Bussia, la moglie, il ruolo di condottiero. Si è sempre considerato un uomo qualunque, che ha vissuto una vita qualunque, simile a tante altre. Fino a che un giorno il telefono squilla e il lontano passato si ripresenta. Un amico di gioventù vuole incontrarlo, narrargli la verità sulla scomparsa della sua amata sorella caricata su un camion dalle SS. Per tutti quelli anni, Mitia, ostinatamente, ha sperato con tutto se stesso che lei fosse rimasta in vita, lontana, dispersa. L'ansia che lo attanaglia nei giorni prima dell'appuntamento lo spinge a scrivere, a ripercorrere la sua lunga vita. Per se stesso. Per trovare un po' di sollievo. Per mettere ordine. Per capire. Al termine del suo scritto si renderà conto che il suo cammino, più di altri, è stato indirizzato, spinto dagli sconvolgimenti del secolo terribile che hanno travolto uomini e nazioni e in cui, quasi sempre, è stato il caso a decidere della vita e della morte. Si rende conto che la sua supposta ""normalità"""" è stata una maniera per impedire che le bufere della storia e la tragedia della Shoah lo travolgessero. Nel profondo di sé scopre che la sua non è stata una vita qualunque e che, nonostante tutto, la sua è stata una grande storia d'amore. E, del resto, esiste una vita qualunque?"" -
Una notte soltanto, Markovitch
Un romanzo che mescola vicende intime ed eventi storici, capace di raccontare con sensualità e umorismo l'infinto desiderio d'amore che accompagna le vite di tutti noi; un desiderio di cui il destino spesso sembra farsi beffe, imbrogliando gli eventi, suscitando passioni non corrisposte, tramutando la felicità in disincanto. Lo scoprirà Yaakov Markovitch, dal volto troppo anonimo per suscitare emozioni, per il quale il matrimonio fittizio con l'incantevole Bella, celebrato solo per procurarle un permesso d'ingresso in Terra d'Israele, sarà l'inizio di un'ossessione amorosa coltivata caparbiamente per tutta la vita. Lo sperimenterà Zeev Feinberg, seduttore impenitente, ma legato da sentimenti fortissimi a Sonia, la sua donna tenace dalla pelle che profuma d'arancia, quando scoprirà il segreto che farà afflosciare anche i suoi celebri, rigogliosi baffi. -
Martin Buber interprete dell'ebraismo
Martin Buber (1878-1965) è stato uno dei massimi intellettuali ebrei del XX secolo. Figura complessa e controversa - infaticabile narratore di storie e leggende chassidiche, autore decisivo nel rinvenire i lineamenti di un pensiero dialogico, impegnato per tutta la vita in una nuova versione tedesca della Bibbia ebraica -, veniva ben presto definito dall'amico Gustav Landauer come ""l'apostolo dell'ebraismo di fronte all'umanità"""". Prendendo le mosse da tale epiteto, Gershom Scholem, una delle massime figure novecentesche nel campo degli studi ebraici, rintraccia, in questo agile scritto, splendori e miserie della vicenda umana e filosofica buberiana, consegnandocene un accorato e autorevole ritratto."" -
Judei de urbe. Storia illustrata degli ebrei di Roma
"Un tempo chi leggeva i fumetti (invece dei libri o comunque oltre ai libri) era considerato una persona infantile, di cultura elementare, sostanzialmente ignorante, senza voglia e attitudini allo studio. Oggi questo giudizio, un po' troppo generico e anche un po' classista, è stato abbondantemente ridimensionato. I fumetti possono essere opere artistiche notevoli, nel disegno, nella narrativa e nella struttura, e rappresentano un mezzo potente di comunicazione e di divulgazione culturale. Numerose sono ormai le produzioni di fumetto di interesse ebraico, che spaziano dalla memoria della Shoah alla didattica della pratica religiosa. L'ebraismo ci è arrivato superando le riserve ancestrali della tradizione aniconica, che comunque avevano già avuto eccezioni notevoli in testi come l'Haggadà di Pesach, arricchita di illustrazioni destinate a captare l'attenzione dei bambini. Un libro a fumetti sulla storia degli ebrei romani rappresenta una sorpresa benvenuta. La comunità ebraica romana ha 22 secoli di storia, ed è stata oggetto di autorevoli ricerche storiche, ancora in continuo sviluppo. Mancava una storia a fumetti, e ora arriva quest'opera con tutta la sua originalità, attraente e coinvolgente."""" (Riccardo Di Segni)"