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La grande guerra a piedi. Da Londra a Trieste sui luoghi del primo conflitto mondiale
Uno zaino, pochi soldi in tasca e la convinzione di voler camminare in solitaria per due mesi ripercorrendo la linea di fuoco della Prima guerra mondiale. Da Londra a Trieste, per vedere e osservare con i propri occhi, quello che è stato e quello che è rimasto. Alcuni ostacoli lungo il percorso, tante le persone incontrate, molti i cimeli raccolti lungo la strada, infinite le emozioni conservate. Un viaggio, soprattutto interiore, spinto dalla passione per la ricerca e per la Storia, lungo quel fronte che cent'anni fa chiamò a sé milioni di giovani, per non farli tornare mai più. L'autore decide di partire un tiepido sabato di maggio da Londra, con arrivo previsto per mercoledì 9 luglio in Piazza Unità d'Italia a Trieste, terra natale, terra contesa. Cammina in solitaria, senza realmente sentirsi mai da solo. Il dialogo con il bisnonno omonimo, fante austroungarico sul fronte russo, sarà costante. Un viaggio non solo fisico, ma nella memoria, nel passato, nella Storia. Queste pagine sono un resoconto in prima persona di come l'Europa reale, non quella politica delle grandi commemorazioni, guardi giorno dopo giorno, al terribile conflitto che la sconvolse, attraverso le voci e le testimonianze di chi quotidianamente continua a lottare per conservarne il ricordo. -
Tutto è notte nera
"A ogni curva i fari dell'auto spazzavano la costa del monte e illuminavano gli alberi di un bosco ormai spoglio. I tronchi, colpiti dalla luce, apparivano d'improvviso nella notte simili a neri feticci, mentre le ruote schizzavano tutt'intorno manciate di fango."""" In una notte di pioggia, in mezzo a cupe colline, un automobilista s'imbatte per caso in un efferato delitto. La vittima è una ragazza sconosciuta che in punto di morte gli consegna una busta piena di antichi documenti: """"Scappa, scappa"""" sono le sue ultime parole. I carabinieri, allertati da una telefonata anonima, giungono lassù dopo pochi minuti ma trovano soltanto il suo corpo senza vita: l'involontario testimone si è nel frattempo volatilizzato. Inizia così l'intricata indagine del maresciallo Piconese, tesa innanzitutto a scoprire l'identità della ragazza e che ben presto s'indirizza verso una strana comunità insediata sulla cima di un colle selvoso che sorge li vicino. Anche il cronista del quotidiano locale, affiancato da alcuni improbabili collaboratori, comincia una propria indagine partendo, invece, dal misterioso enigma rinvenuto fra i documenti della vittima. Alla fine le due indagini tenderanno fatalmente a convergere e la soluzione del delitto verrà trovata, con un finale a sorpresa, in una vicenda che si credeva ormai cancellata dalla memoria della gente e dalle pagine dei libri di storia." -
Storia del Vaticano. Dalle origini ai giorni nostri
Questo libro racconta la vita dell'istituzione più longeva dell'umanità: le radici nell'antichità remota con Abramo e Mosè, Cristo e gli Apostoli in Palestina, Pietro e Paolo che avviano la Chiesa nella grande Roma, fino a papa Bergoglio. Storia che spesso coincide con quella dei Papi: dai perseguitati a quelli che la consolidano come Leone e Gregorio Magno, salvano nei monasteri il patrimonio culturale della civiltà greco-romana; affrontano male l'ondata islamica e le Crociate, ma aprono all'aria fresca degli Ordini mendicanti. Si buttano nel potere temporale, battagliando con il grande imperatore Federico II; e in quello mondano, provocando lo schiaffo di Lutero e la salutare rigenerazione del Concilio di Trento. Agli splendori del Rinascimento italiano i Pontefici hanno dato la basilica di San Pietro con la cupola di Michelangelo, il colonnato del Bernini, la magia della Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello; i Musei vaticani prima attrattiva del turismo colto del mondo. Nel rovescio, la piaga del nepotismo e i Papi guerrieri, i vescovi feudatari e principi col popolo di Dio emarginato, i processi dell'Inquisizione e il caso clamoroso di Galileo. L'Unità d'Italia sloggia il Papa dal Quirinale, liberandolo finalmente da un potere temporale ormai imbarazzante. Mussolini con il Concordato del 1929 ha dato forma allo Stato vaticano: tanto minuscolo territorialmente quanto libero di svolgere la missione per la quale la Chiesa è stata creata due millenni fa. -
Storia di Vicenza. Dalle origini ai giorni nostri
Francesco Jori ci conduce dentro la Città del Palladio ma anche dei tanti uomini e donne che l'hanno costruita. La storia di una ""piccola"""" città che è diventata città del mondo grazie alla sua bellezza. Una storia tutta da leggere."" -
Eravamo tutti figli suoi. Una famiglia veneta tra fabbrica ed emigrazione
La storia di una famiglia operaia vicentina che, come tante, parte alla ricerca di una terra e di un futuro migliore. Segue un periodo di avventure e varie vicissitudini, con il padre che si dedica quasi esclusivamente alla sua passione per la musica mentre i figli, ancora piccoli, lavoreranno in un cotonificio. Finché la madre, stanca di quella vita tribolata e delle assenze del marito, decide di tornare in Italia sola, con i sei figli: il più grande ha quindici anni, il più piccolo appena nove mesi. Viene assunta al Lanificio Rossi di Pievebelvicino come filatrice e i figli faranno via via i ""petacai"""" e poi i tessitori. Inizia un lungo periodo di conflitti sia in casa che in fabbrica e in paese."" -
Trento
"Per molti italiani che non avevano la possibilità di vedere le città fu una sorpresa enorme guardare per la prima volta il Veneto o il Friuli e per i Veneti guardare la Sicilia o la Sardegna. Un lavoro enorme di """"alfabetizzazione"""" storico artistica di un intero Paese appena unitosi. Percorrendo l'Italia molte furono le comunità che chiesero a Sonzogno di non essere dimenticate e così da 100 che erano le città previste alla fine 188 furono le città raccontate. Il tutto dal 1887 al 1902. Dall'Unità d'Italia in poi fu la prima opera di rilievo che portò nelle case degli italiani le immagini delle città e dei borghi della penisola contribuendo a diffondere la percezione culturale della bellezza del nostro paese e questi supplementi furono utilizzati dai primi turisti. Dalla prima uscita ad oggi sono passati quasi 130 anni. L'Italia è stata dentro due guerre mondiali e ha dovuto affrontare tanti problemi e molti sono stati risolti ma molti sono ancora aperti. Quello che si evidenzia, pagina dopo pagina e illustrazione dopo illustrazione, è se c'è stato rispetto o meno della bellezza artistica e paesaggistica. Le quattromila, circa, tavole che andiamo complessivamente a pubblicare sono un fondamentale archivio della memoria nazionale e ci aiutano a comprendere dove abbiamo sbagliato ma anche dove siamo stati intelligenti nella conservazione della memoria nazionale."""" (Giovanni Santarossa)." -
La prima guerra mondiale nel Friuli occidentale
Il racconto della Prima Guerra Mondiale nel Friuli Occidentale. Storie e vicende dal 1915 al 1918, avvenute in una realtà che non era nemmeno ancora una provincia, ma posta a due passi dai principali fronti. Uomini, donne, bambini, comunità intere, i loro gesti quasi mai narrati dalla storiografia ufficiale. La quotidianità delle famiglie e dei civili di Pordenone, Maniago, Sacile, Porcia, San Vito, Spilimbergo, e tutti i comuni attorno, città dove non arrivarono gli orrori delle trincee, ma tutta l'angoscia e la paura di intere generazioni chiamate ad andare al massacro nel più grande conflitto che l'umanità avesse mai vissuto. Di questa guerra non voluta cerchiamo quindi, come possiamo, di raccontare quella che sconvolse come un tornado le genti che abitavano tra il Cellina e il Tagliamento perché è ""rammendando"""" che si ricava la tela per intero. E tutta la tela è ciò che è stata questa guerra, non soltanto gli episodi eroici o supposti tali."" -
Verona
"Per molti italiani che non avevano la possibilità di vedere le città fu una sorpresa enorme guardare per la prima volta il Veneto o il Friuli e per i Veneti guardare la Sicilia o la Sardegna. Un lavoro enorme di """"alfabetizzazione"""" storico artistica di un intero Paese appena unitosi. Percorrendo l'Italia molte furono le comunità che chiesero a Sonzogno di non essere dimenticate e così da 100 che erano le città previste alla fine 188 furono le città raccontate. Il tutto dal 1887 al 1902. Dall'Unità d'Italia in poi fu la prima opera di rilievo che portò nelle case degli italiani le immagini delle città e dei borghi della penisola contribuendo a diffondere la percezione culturale della bellezza del nostro paese e questi supplementi furono utilizzati dai primi turisti. Dalla prima uscita ad oggi sono passati quasi 130 anni. L'Italia è stata dentro due guerre mondiali e ha dovuto affrontare tanti problemi e molti sono stati risolti ma molti sono ancora aperti. Quello che si evidenzia, pagina dopo pagina e illustrazione dopo illustrazione, è se c'è stato rispetto o meno della bellezza artistica e paesaggistica. Le quattromila, circa, tavole che andiamo complessivamente a pubblicare sono un fondamentale archivio della memoria nazionale e ci aiutano a comprendere dove abbiamo sbagliato ma anche dove siamo stati intelligenti nella conservazione della memoria nazionale."""" (Giovanni Santarossa)." -
RossoPiave. Una famiglia e un vino. Un fiume e una guerra
"A Oriente del fiume Piave, campagna trevigiana, c'è un piccolo borgo che si chiama Tezze. Dentro il borgo vivono e lavorano i Bonotto dal lontano 1500. Ci sono stato in una calda mattina di Giugno. Totalmente circondato dai colori e odori dell'Estate mi sono fermato a lungo a guardare e capire una storia che affonda le radici in un passato lontano. I Bonotto stanno lì come stanno le sentinelle alle quali non viene dato il permesso di spostarsi. Sono così, generazione dopo generazione, diventati essi stessi terra, alberi, mura e soprattutto viti che coltivano con passione. Ho provato immediatamente empatia per loro e per la grande quercia che li sorveglia. Sono ritornato ai primi di Novembre al termine della vendemmia. I colori già autunnali mi hanno ricordato immediatamente i colori dell'Estate Indiana e nell'aria quell'odore dell'uva che, ancora una volta, dopo centinaia e centinaia di vendemmie continua a fare la storia. Edoardo Pittalis, che usa buon inchiostro, racconta tutto questo e racconta le tante grandi e piccole storie di un 'pezzo' di terra italiana dove la Storia grande è passata incrociandosi con tante piccole storie. Qui si è sofferto molto e molto sangue è stato versato ma si è anche lavorato molto per dare un futuro alle nuove generazioni."""" (Giovanni Santarossa)." -
L' ultimo bambino di Auschwitz
Il 27 gennaio del 1945 l'Armata Rossa liberò gli ultimi prigionieri di Auschwitz. Tra loro c'era la famiglia Mandic, nonna, mamma e Oleg di 12 anni: lasciarono il campo alle ore 12 del due marzo 1945. Oleg fu l'ultimo bambino a uscire da Auschwitz. Questa è la sua storia. Una testimonianza forte e struggente, dalla voce di quel bambino divenuto uomo. Un libro per non dimenticare cosa fu l'Olocausto. -
Dalle Tre Venezie al Nordest. Vol. 1: 1900-1945.
"L'impressione che ne deriva è davvero quella di un Nordest esplosivo di energia e di passione vitale, un calderone di ingegni e pulsioni e volontà, così potente da sfrenarsi infine in una corsa che la corsa narrativa di Edoardo Pittalis lungo centinaia di pagine e migliaia di nomi e di fatti e di note imita benissimo (riproducendo anche il senso di spiazzamento che una tale vorticosa accelerazione della storia induce nei protagonisti)... Leggere questo libro è utile e divertente: due risultati in uno, doppio lavoro, doppia funzione. Non è proprio un libro del Nordest questo?"""" (Gianfranco Bettin)" -
Dalle Tre Venezie al Nordest. Vol. 2: 1946-1969.
"L'impressione che ne deriva è davvero quella di un Nordest esplosivo di energia e di passione vitale, un calderone di ingegni e pulsioni e volontà, così potente da sfrenarsi infine in una corsa che la corsa narrativa di Edoardo Pittalis lungo centinaia di pagine e migliaia di nomi e di fatti e di note imita benissimo (riproducendo anche il senso di spiazzamento che una tale vorticosa accelerazione della storia induce nei protagonisti)... Leggere questo libro è utile e divertente: due risultati in uno, doppio lavoro, doppia funzione. Non è proprio un libro del Nordest questo?"""" (Gianfranco Bettin)" -
Dalle Tre Venezie al Nordest. Vol. 3: 1970-2015.
"L'impressione che ne deriva è davvero quella di un Nordest esplosivo di energia e di passione vitale, un calderone di ingegni e pulsioni e volontà, così potente da sfrenarsi infine in una corsa che la corsa narrativa di Edoardo Pittalis lungo centinaia di pagine e migliaia di nomi e di fatti e di note imita benissimo (riproducendo anche il senso di spiazzamento che una tale vorticosa accelerazione della storia induce nei protagonisti)... Leggere questo libro è utile e divertente: due risultati in uno, doppio lavoro, doppia funzione. Non è proprio un libro del Nordest questo?"""" (Gianfranco Bettin)" -
La lunga guerra del soldato Remo (8 gennaio 1941-6 aprile 1946)
"La lunga guerra di Remo"""" è la testimonianza reale, diretta, di ciò che ha vissuto un giovane soldato italiano nella sua lunghissima odissea: traversie, angosce, speranze, sofferenze, prigionia e il ritorno. Dal 1941 al 1946. Il viaggio nella Seconda guerra mondiale e nelle drammatiche scelte che tanti giovani soldati italiani hanno dovuto fare per poter continuare a vivere. L'8 gennaio 1941 partiremo da Trieste per raggiungere Milano e far parte del Battaglione reclute del 7° Fanteria, Divisione Cuneo. Assisteremo dal porto di Bari alla partenza per la Grecia e approderemo nelle isole Cicladi. Nel settembre del 1943 saremo ad Atene al seguito del 18° Reggimento Gebirgs Polizei. Nel 1944, lasciata la Grecia, seguiremo la ritirata della Wehrmacht lungo le strade che attraversano il cuore della Jugoslavia. Nel dicembre del 1944, con il freddo e la neve, ci troveremo per mesi nei pressi di Sarajevo a presidiare un passo alpino. Dal 1945 sentiremo i passi di una marea di soldati prigionieri, sospinti a ritroso verso il confine con l'Ungheria. Nel 1946, a guerra ampiamente terminata, dopo una lunga e sofferta odissea, saremo sulla strada del ritorno. Infine, il 6 aprile 1946, finalmente respireremo l'aria di casa." -
La storia di tante storie. Giornali e giornalisti del Veneto
Uno sguardo sul passato, sui giornali e i giornalisti che hanno fatto grande la tradizione del Veneto, per offrire una chiave di lettura del presente, per affrontare le sfide e gli epocali cambiamenti del mondo dell'informazione all'insegna dei valori del buon giornalismo. Questo volume ""La storia di tante storie"""" è un' operazione della memoria, nata per valorizzare un patrimonio umano e culturale, per sollecitare il dibattito su libertà di cronaca e di critica. Un'opera collettiva per non dimenticare, per difendere il diritto dei cittadini a essere informati correttamente."" -
Storia di Zara dalle origini ai giorni nostri
Ogni tanto il nome di Zara riappare nei giornali e la sua storia è oggetto di studi e di ricerche nelle Università, non solo italiane o croate. Parlando della Dalmazia, si deve ricordare per forza la sua città più antica e contesa, che ne è stata capoluogo, o modesta capitale di un regno mai esistito se non sulla carta. Perché nella realtà storica, dopo Roma e Bisanzio, è stato dominio della Corona d'Ungheria, della Repubblica Veneta, degli imperi napoleonico e Austro-Ungarico, malgrado la corona regale inalberata sul suo stemma con i tre leopardi in campo azzurro. In origine il campo era rosso. Fu Venezia a volerne cambiare il colore per non confonderlo con la porpora del gonfalone della Serenissima. Città importante da essere contesa nei secoli da potenze continentali e marittime: gli Imperi romano e bizantino, quello carolingio, il Regno croato e ungherese, gli Angiò di Napoli, gli Imperi di Napoleone e degli Asburgo, l'Italia unita e la ex Iugoslavia. E prima fra tutte la Repubblica di San Marco, che di questa Zara non sapeva fare a meno. C'è una marea nelle cose umane per usare le parole di Shakespeare - che ha i suoi flussi misteriosi e gioca con il destino di uomini e comunità. E di questa antica comunità, la liburnica Idassa, la romana Iadera, la bizantina Diadora, l'italiana e veneta Zara, la croata Zadar, si racconta in questo libro. -
Storia del Piemonte dalle origini ai giorni nostri
La regione che chiamiamo ""Piemonte"""" è un territorio vario, che spazia dalle vette alpine del Monviso e del Gran Paradiso alle risaie del Vercellese, dalle colline delle Langhe e del Monferrato al Lago Maggiore; regione di produzione industriale, di coltivazioni di pregio, di eccellenze enogastronomiche, di turismo sportivo, ma soprattutto regione di storia. Gianni Oliva ripercorre il lungo cammino attraverso cui il Piemonte ha definito la sua identità e tratteggia con prosa fluida le diverse stagioni che hanno lasciato testimonianza: ne risulta il racconto di una vicenda lunga due millenni, strettamente intrecciata alla grande storia europea, per secoli frammentata in esperienze territoriali diverse, dal XVIII aggregata attorno alla dinastia sabauda che ne stabilisce i contorni geopolitici. Protagonista del Risorgimento, poi dell'industrializzazione, poi ancora del boom economico del secondo dopoguerra, il Piemonte è oggi una regione dal profilo variegato, dinamicamente protesa (come la sua capitale Torino) a """"reinventarsi"""" una dimensione, ma solidamente ancorata alle ricchezze della sua tradizione e del suo passato."" -
Era mia nonna. Storia di una donna veneta del Novecento
Il Novecento è stato un secolo che ha corso veloce: cent'anni di grandi personaggi, rivoluzioni, eventi, tragedie e invenzioni che a stento si potrebbero contenere in un millennio. Allo stesso modo le figlie di quel secolo avevano imparato a vivere di fretta, quasi timorose di non avere abbastanza tempo. Ada Favero, ""dinamica e furibonda"""", ha camminato su questa Terra per quasi centosette anni, dal 1902 al 2009. Ha visto tutto: dai cavalli all'uomo sulla Luna; dai centesimi di Lira a quelli dell'Euro; dai lumi a petrolio all'accensione dei lampioni elettrici. Ha vissuto due Guerre; è sopravvissuta alla febbre Spagnola; ha vissuto il dramma del profugato. Di tempo ne ha avuto tanto, forse troppo. Ma non lo ha mai sprecato. Ada ha visto, vissuto e raccontato quel secolo fino alla fine, godendo del dono straordinario della presenza di sé e vivendo appieno la stagione della sua maturità sino alla consapevolezza di una vecchiaia che cercò di vivere nel modo più dignitoso possibile. Con saggezza e con serenità. La sua storia è stata la storia di tante donne di quel Novecento """"dinamico e furibondo"""" come riuscì a essere lei, e questo libro racconta, tra le pieghe di questa grande Storia, la """"Grande Piccola Storia"""" di una persona di straordinaria normalità."" -
1516. Il primo ghetto. Storia e storie degli ebrei veneziani
In una Venezia dove convivono razze, fedi, mestieri, tipi umani e stili di vita diversi, il Ghetto rappresenta un singolare universo limitato nello spazio ma affollato nelle situazioni. All'inizio lo abitano in 700 persone, ma già un secolo dopo sono diventate quasi 5mila: una media di due metri quadrati a testa. Il che dà vita a un'edilizia che altera lo sky-line di Venezia: le case arrivano fino a sette piani. Dentro quel ristretto recinto di poche migliaia di metri quadri le convivenze tengono assieme dotti e ignoranti, banchieri e bottegai, medici e facchini, ma anche uomini e bestie; come le 1.500 oche che conferiscono una singolare colonna sonora all'ambiente, ma anche un appetitoso contributo alla tavola. Uno spazio dove si prega e si fa festa, si studia e si sgobba, si osservano i riti e si ricevono visite di tutti i tipi: turisti famosi, e veneziani in cerca di spasso. Dove si trasgrediscono le regole, ma non si sfugge al Serenissimo quanto implacabile fisco, che fa degli ebrei una sorta di bancomat vivente. E dove neppure l'Ultimo Viaggio è esente da rischi. -
Memorie di un marciatore
Due fratellini che scappano da casa, all'alba di un giorno di settembre del 1947. Non è una marachella di due bimbi vivaci. La loro è una fuga verso un tempo migliore. Nella loro amata città, Fiume (oggi la croata Rijeka), l'occupazione delle truppe di Tito ha spento la luce della libertà. Quei due bambini marciano verso l'Italia, passando per quella Trieste che accoglie migliaia di profughi provenienti dall'Istria, dalla Dalmazia, dal Quarnero. I fratellini si chiamano Giovanni e Abdon. Il primo è diventato un eccellente chirurgo, il secondo non ha mai smesso di marciare. Nemmeno quella volta a Tokyo, quando un mal di pancia rischiò di compromettere la finale olimpica. Ma Abdon vinse anche quella sfida d'oro e mille altre ancora. Questa è la storia di Abdon Pamich, il campionissimo dal sorriso triste e dal cuore colmo di nostalgia per la sua Fiume.