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Il ritratto del diavolo
Che cosa lega i diavoli mostruosi del Medioevo - figure ibride che mescolano i ""portenti"""" esotici, gli esseri fantastici dell'antichità e la Bestia cristiana che incarna il Male - alle """"Teste grottesche"""" di Leonardo da Vinci e alla fisiognomica dei criminali classificati da Cesare Lombroso? Come si passa dall'iconografia ingenua delle """"Artes moriendi"""" del '400 ai diavoli umanizzati di Signorelli, al Minosse di Michelangelo nella Cappella Sistina o agli studi sulle deformazioni delle proporzioni umane di Dürer? Attraverso le metamorfosi di un tema artistico diffusissimo, Daniel Arasse ci introduce nel cuore del rapporto tra simbolo e realtà che percorre l'immaginario visivo. E ci illustra la trasformazione del Diavolo da icona dell'Altro assoluto - il Disumano - a ritratto del lato oscuro, difforme, perturbante dell'uomo stesso, che l'attività artistica interiorizza nella figura di un """"Diavolo dal volto umano""""."" -
Sottosopra
Nel palazzo di ""Sottosopra"""" vivono ricchi e poveri che s'incontrano sulle scale, si scambiano servizi e favori. Al piano alto abita un anziano violinista americano, Mr. Johnson, che ha lasciato le scene e il successo per naturale ritrosia. Al piano basso Anna, una donna delle pulizie, acciaccata dalla vita ma prodiga di fiducia e tenerezza che distribuisce agli altri abitanti: Giovannino, un bambino così giudizioso da essersi educato da solo, Mrs. Johnson, che aspira solo alle impossibili cose normali, e Alice che vuole diventare una macchina del sesso per evitare la solitudine, ciascuno con la propria mania, la propria pazzia piccola o grande, la propria paura. Nel palazzo gli abitanti si spostano e si scambiano le abitazioni, come fosse il modo più semplice di affrontare le turbolenze della vita: Anna sogna di salire fino alla casa del signore di sopra, Mr. Johnson di scendere fino al piano di sotto, per conoscere """"l'immensa felicità che ci viene dalla felicità di qualcuno che è felice con noi"""". Fra la realtà e l'invenzione, """"Sottosopra"""" racconta un nuovo sogno, in cui - come succede nel mondo di Milena Agus tutto continuamente si rovescia: la vita che è come adattarsi a un paio di scarpe, la vecchiaia che è il momento migliore per amare e l'amore che è """"un guizzo di luce, magari l'ultimo""""."" -
Vedrai
Colin, un quarantenne divorziato, riceve una mattina la notizia che il figlio Clément di dodici anni è morto sotto le rotaie del metrò. Che cosa succede dopo una tragedia cosi assoluta e irreversibile? Tutte le parole dette al figlio per rimproverarlo, educarlo, indirizzarlo, tornano in gola come se fossero sempre state sbagliate. E, in un percorso accidentato e insieme implacabile del pensiero e delle emozioni, Colin esplora il passato e ciò che rimane tra incertezze, straniamenti e tentativi, come se la parola giusta non esistesse più. Dove trovare altre parole, meno crudeli, meno malate? Esistono ancora parole risanatrici? Colin vaga alla loro ricerca, finché una traccia casuale lo porta in Africa, in un'improbabile clinica dello spirito. Ma forse la salvezza l'aveva già trovata, forse si trattava solo di tornare. -
Lacune
Siamo abituati a pensare le lacune come mancanze, vuoti, salti nel nulla. Così come pensiamo che i sintomi di sofferenza psichica siano difetti di funzionamento da sanare, carenze cui rimediare. Gabriella Ripa di Meana rovescia questa prospettiva, mostrando come sia proprio nelle lacune, nelle incompletezze, nei sintomi affrontati come risorse e non come handicap che si annida il nutrimento più attivo della psiche e della vita stessa. Andando contro l'imperativo dell'attualità secondo cui ""tutto quello che non colma e non rassicura, non è"""", contro il mito della compattezza e della conformità del soggetto, l'autrice affronta, attraverso 43 testi brevi e frammentari, temi come l'identità, l'indifferenza, il lutto, la lussuria, il sintomo, l'appartenenza, l'oblio, l'inconscio, il femminile, il maschile... Ed esplora il discorso di grandi testi letterari e psicanalitici, oltre a quello di alcune persone in cura, sondandolo nei vuoti più che nei pieni, nelle fratture, nelle lacune in quanto possibili aperture di senso. Piccoli scavi che, per incompletezza, vorrebbero esporre il lettore a un'intelligenza ulteriore e del tutto individuale delle cose: perché il mistero soggettivo riesca a sopravvivere, senza farsi sommergere dalle aspettative della coscienza e da ogni potere che reclami soggezione o adattamento."" -
Discount or die
Se fare la spesa al discount è un'arte, scegliere tra le infinite sottomarche è insidioso: un percorso a ostacoli o una meravigliosa avventura. ""Discount or Die"""", nato come un blog per condividere esperienze e creare un archivio collettivo su ciò che c'è di improbabile e di miracoloso nei discount, in Italia e non solo, è la guida alla galassia del low-cost. Qualità, prezzo, reperibilità, confronto, analisi... Scaffale dopo scaffale, barattolo dopo barattolo, Valeria Brignani compie un grand tour culinario e di anarchica economia domestica insieme a tutti quelli che non vogliono essere schiavi del brand e che mediano, ogni giorno, tra i propri gusti e le proprie tasche. """"Discount or Die"""" è il diario collettivo e scanzonato nel quale s'incontrano ricette, pensieri, ricordi, aneddoti e consigli per gli acquisti."" -
Siberiana
Sulla linea ferroviaria più lunga del mondo, che da Mosca arriva al Mar del Giappone, un gruppo di scrittori e giornalisti italiani attraversa la Russia asiatica. In occasione della Fiera del libro di Mosca, la delegazione viene accompagnata attraverso i profondi cambiamenti della Russia, dal centro alle periferie dell'impero, cinque fusi orari e seimila chilometri da Mosca. La convivenza nei vagoni della Transiberiana, affacciati per centinaia di chilometri sui boschi di betulle, trasforma presto gli ospiti in una brigata allegra che colora il viaggio dei toni di un'inattesa gita scolastica. La cronaca di Luciana Castellina ha la ricchezza di uno scavo archeologico - e come quello riserva molte sorprese - attraverso i diversi strati che l'aspra terra siberiana rivela allo sguardo acuto della scrittrice: all'esplorazione di un presente aperto e contraddittorio si sovrappongono la memoria personale di una testimone appassionata e la storia di popoli, avvenimenti e personaggi scoperti tra le pieghe del passato. Al ritorno, restano alla viaggiatrice un agrodolce ""mal di Russia"""" e il """"rovello che ti lascia una società difficile da capire. E infatti, poi, non si smette di cercare""""."" -
Adele
Un vestito logoro e le spalle curve, Adele è sola in cucina e si abbandona ai ricordi del suo unico amore che le ha lasciato un figlio e costretta a un matrimonio riparatore con il manciato, chiamato cosí in paese per ""le croste che lo coprono dalla testa ai piedi che manco i peli neri e fitti riescono a nascondere""""."" -
Il cacciatore di larve
Per un incidente durante una missione, l'agente Abdallah Harfash si ritrova senza una gamba e senza un lavoro, costretto ad abbandonare le forze di Sicurezza nazionale dopo anni di glorioso servizio. Ai pedinamenti e alle indagini sui sospetti sovversivi, Abdallah sostituisce una nuova occupazione: diventare scrittore di successo. Con questo progetto decide - in un caffè frequentato solo da intellettuali e dissidenti - di avvicinare il famoso scrittore A. T. per carpirgli i segreti del mestiere. Comincia, tra umiliazioni e incertezze, una caccia a storie e personaggi possibili. A queste larve di racconti forse destinate a diventare insetti adulti, Harfash si applica con la stessa dedizione e ingenuità adoperate in passato nei Servizi segreti ma, durante il suo comico e spesso surreale tirocinio tra le strade di una caotica città africana, il maestro scompare. Quando Abdallah, amareggiato, crede già che lo scrittore lo abbia tradito e si appresta a ricominciare con la sua vecchia vita, A. T. ritorna e gli rivela una verità che stravolge la prospettiva del loro incontro aprendogli anche le vie della letteratura da assoluto protagonista. -
Il minore dei mali possibili
Da sant'Agostino a Leibniz, da Voltaire a Hannah Arendt, l'idea del ""male minore"""" ha percorso il pensiero morale occidentale, tra critiche e parodie. Oggi è entrata di prepotenza nella storia e nella pratica dei conflitti, nel diritto umanitario e nelle istituzioni che dovrebbero salvaguardarlo. Dalla carestia etiope del 1984 agli assedi israeliani in Palestina, dai bombardamenti intelligenti in Iraq alla guerra dei droni, gli apparati militari, il diritto internazionale, la politica e il mondo degli operatori umanitari stringono ambigue alleanze, in nome della definizione del """"minore dei mali possibili"""". E, come in un laboratorio, le vittime si trovano a essere calcolate, a tutela di un bene residuale, in base ai parametri """"accettabili"""" di una violenza modulata e preventiva di un male maggiore. L'architetto e teorico israeliano Eyal Weizman dispiega la mappa degli orrori contemporanei, dei loro eufemismi e della paradossale strategia etica della """"necro-economia"""": guerre umanitarie, equazioni per il calcolo delle morti civili, vittime collaterali, distruzioni pianificate."" -
A chi spetta una buona vita?
In occasione del Premio Adorno 2012, Judith Butler affronta l'interrogativo morale ""è possibile vivere una vita buona in una vita cattiva?"""" e denuncia il modo in cui le forme del potere contemporaneo organizzano le vite umane, assegnando loro un valore variabile e istituzionalizzando le disuguaglianze. Cosa significa aspirare a una vita buona quando si vive nella vulnerabilità di una vita cattiva, come quella che il sistema neoliberista o la violenza israeliana di Stato può imporre?"" -
Lo splendore casuale delle meduse
Nella vita, la concorrenza tra le specie e la capacità di adattamento sono tutto ciò che conta. È questo che insegna ai suoi alunni Inge Lohmark, professoressa di Biologia vecchia maniera, in una sperduta cittadina dell'ex DDR, che con il tasso di natalità a picco non ha più nessuno che abiti le case né bambini da iscrivere a scuola. Intransigente e rigorosa, dà del lei a ragazzini ancora storditi dalla polluzione notturna, non incoraggia i più lenti perché sono parassiti nel corpo della classe e non difende i più deboli perché la selezione è un meccanismo aureo per l'evoluzione delle specie. Ma l'applicazione del darwinismo e delle leggi di natura alla realtà sarà destinata a infrangersi contro il sorgere di un sentimento, un desiderio di vicinanza illogico e ingiustificato nei confronti di un'alunna... Con ironia e scorrettezza, Judith Schalansky racconta la fine del mondo a partire da un punto di vista marginale: quello dell'uomo. -
Onda lunga
La protagonista di ""Onda lunga"""" è un anziana signora, ironica e indomabile, alle prese con gli inciampi, le inquietudini e gli attacchi di insubordinazione della cosiddetta terza età. Non la rassicurano le immagini pubblicitarie di ultrasettantenni con il sorriso illuminato da un eccellente adesivo per la dentiera o di spumeggianti coppie mature che grazie a un sofisticato apparecchio acustico riacquistano la giovinezza. La vita vera è più dura e intricata, ma - se la memoria fa cilecca e i pensieri a volte si fanno cupi - offre anche, a saperli cogliere, antidoti inaspettati: una visita casuale a un campo rom, discussioni animate con amiche ottantenni, un'indagine nei segreti di un'adolescente, un'ordinaria avventura nella propria città, conosciuta da sempre eppure piena di pieghe nascoste o sorprese che l'onda lunga del tempo permette ancora di vivere. In viaggio agrodolce negli umori e nelle risorse della vecchiaia."" -
Un gatto per Natale
"C'era qualcosa di disperato e insieme indomito in quel gatto, qualcosa che colpiva al cuore. Benché fosse smilzo come un gatto da tempo affamato e con il pelo un po' sgualcito dalla vita di strada, camminava fiero e impavido, col suo mantello nero e le zampe e il viso bianchi, simile alla figura di un inchiostro giapponese""""." -
Critica della vittima. Un esperimento con l'etica
La vittima è l'eroe del nostro tempo. Essere vittime dà prestigio, impone ascolto, promette e promuove riconoscimento, attiva un potente generatore di identità, diritto, autostima. Immunizza da ogni critica, garantisce innocenza al di là di ogni ragionevole dubbio. Come potrebbe la vittima essere colpevole, e anzi responsabile di qualcosa? Non ha fatto, le è stato fatto. Non agisce, patisce. Nella vittima si articolano mancanza e rivendicazione, debolezza e pretesa, desiderio di avere e desiderio di essere. Non siamo ciò che facciamo, ma ciò che abbiamo subito, ciò che possiamo perdere, ciò che ci hanno tolto. È tempo però di superare questo paradigma paralizzante, e ridisegnare i tracciati di una prassi, di un'azione del soggetto nel mondo: in credito di futuro, non di passato. -
Rondò per Beverly
John Berger ha perso la moglie da un mese quando l'ascolto di un Rondò di Beethoven la fa tornare, o meglio ""la sua assenza viene sostituita dalla sua presenza"""". Da quel momento i ricordi cominciano a scorrere: la sua leggerezza, le sue sopracciglia alzate, la sua maniera di annaffiare le piante, il suo modo di portare il cappotto, i suoi occhiali, la sua bellezza... Cosi nasce questo Rondò, questo tributo tenero e preciso, che ci dice quanto può essere attento l'amore e creatore il ricordo."" -
Draghi
A popolare questi racconti sono draghi noti e meno noti: quello di san Giorgio che lo butta nel fango con un colpo di coda, quello che si è rifugiato sulla statua di Giordano Bruno a Roma, quello che insegna ad Adamo ed Eva la lingua del mondo. Ma non tutti i ""Draghi"""" di Corsi sono animali mitologici, a volte sono intuizioni, fuochi nella notte che si accendono o radure che si aprono d'improvviso. Alcuni volano, come fanno i draghi, altri stanno, semplicemente, come fanno gli oggetti, altri ancora sono pronti a diventare cenere, come le braci di una sigaretta. L'ultimo drago è una sequenza, un serpente di frammenti, ciliegie, resti. L'ultimo è la coda del drago con la quale l'autore accompagna il lettore in un prato in cui, come scrive, si incontra qualsiasi cosa - perché """"i prati sono pieni di occasioni"""" - e si rimane ammaliati e sperduti, come i bambini delle favole."" -
Guardati dalla mia fame
È forse la prima volta che un avvenimento, in questo caso un efferato delitto, viene raccontato in uno stesso libro da due voci contrapposte che entrano nella pelle della vittima o dell'aggressore. Nella Puglia del dopoguerra, terra di passaggio dove si incontrano reduci, transfughi, tedeschi e alleati, in occasione di un comizio di Giuseppe Di Vittorio, politico e sindacalista, avviene un linciaggio. Milena Agus e Luciana Castellina entrano nei fatti, ciascuna con la propria passione e la propria ragione, minuziosamente documentate. Milena Agus penetra nel palazzo delle vittime, e le ricrea con la sua smagliante e amorosa immaginazione, mentre Luciana Castellina ricostruisce la storia di quegli anni, assai poco nota, e le circostanze che fecero di una folla di poveri braccianti e delle loro donne dei feroci assassini: una all'interno, l'altra all'esterno, in due superfici che si toccano senza conoscersi, il palazzo e la piazza, e che quando vengono a contatto, esplodono. -
L' amore non conviene
La II C del Liceo Morgante viene sconvolta dall'arrivo di un supplente decisamente anticonvenzionale, il professor Federico Serpieri, che al posto del programma di storia e filosofia propone agli studenti un corso dal titolo ""Effetti pericolosi dello stato d'innamoramento sulle giovani generazioni"""". Dopo una prima titubanza, i ragazzi si lanciano nella nuova disciplina, imparando a sfuggire l'amore, a riconoscerne i pericoli e gli svantaggi... Gli studenti si esercitano con zelo e iniziano a mettere in pratica i nuovi insegnamenti, ma il dubbio resta: sarà poi cosi vero che """"l'amore non conviene""""? Un romanzo divertente e scanzonato sulla più pericolosa delle passioni."" -
La società della trasparenza
La società contemporanea è al servizio della ""trasparenza"""": da una parte le informazioni sulla """"realtà"""" sembrano alla portata di tutti, dall'altra tutti sono trasparenti - cioè svelati, esposti - alla luce degli apparati che, nel mondo postcapitalista, esercitano forme di controllo sugli individui. Cosi il valore """"positivo"""" della trasparenza maschera, sotto l'apparente accessibilità della conoscenza, il suo rovescio: la scomparsa della privacy; l'ansia di accumulare informazioni che non producono necessariamente una maggiore conoscenza, in assenza di un'adeguata interpretazione; l'illusione di poter contenere e monitorare tutto, anche grazie alla tecnologia. In questo saggio, Byung-Chul Han interpreta la trasparenza come un falso ideale, come la più forte delle mitologie contemporanee, che struttura molte delle forme culturali più pervasive e insidiose del nostro tempo."" -
Laura Barile legge Amelia Rosselli
La forza dirompente della poesia di Amelia Rosselli sconvolge schemi e forme della tradizione, costruendo uno splendido rebus modernista: in questo rebus ci fa penetrare Laura Barile con una lettura ravvicinata di alcuni testi. Un percorso attraverso le invenzioni linguistiche, la metrica ispirata alle rivoluzioni musicali novecentesche e le folgoranti illuminazioni di questa poesia, in versi che parlano di eros e di morte, di entusiasmi e lacerazioni, di purezza e di perdita. Un'agile ""guida"""" per introdurre lettori e studenti alla comprensione di una delle voci essenziali della poesia contemporanea.""