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Arte-mondo
Di quali strumenti oggi abbiamo bisogno per interpretare l'arte? In questa raccolta di saggi, che nasce da un ciclo di studi a cura di Emanuela De Cecco tenutesi presso la Facoltà di Design e Arti di Bolzano, gli autori si interrogano sulla produzione artistica contemporanea e su come la storia dell'arte comprenda molte altre storie. Testi di: Roberto Pinto, Ivan Bargna, Maria Antonietta Trasforini, Cristina Rovere, Carla Subrizi, Paola Nicolin, Sabine Folie, Luigi Fassi, Francesco Ventrella, Marco Senaldi, Flavio Favelli, Cesare Viel. -
Media, new media, postmedia
"Media, new media, postmedia"""" è una lunga riflessione sul rapporto tra arte contemporanea e nuovi media, una storia lunga ormai più di mezzo secolo. Il saggio di Domenico Quaranta cerca di mettere ordine tra una miriade di definizioni estemporanee mettendo in discussione la natura tecnologica della new media art e proponendone un'altra in chiave sociologica. Nel corso degli ultimi decenni, l'intersezione tra arte, scienza e tecnologia, la crescente accessibilità delle nuove tecnologie e lo sviluppo della cultura digitale ha conquistato numerosi artisti e ha dato vita a festival, centri d'arte specializzati e a un'intensa attività editoriale e pubblicistica." -
Mind the map. Mappe, diagrammi e dispositivi cartografici
"Mind the Map"""" è un'indagine che abbraccia vari campi del sapere dove la mappa è intesa come panorama, travelogue, archivio, diagramma cognitivo e strumento di sperimentazione artistica. Il libro apre con un excursus storico nelle arti visive, dalle deambulazioni dei dadaisti e dei surrealisti alle derive psicogeografiche dei situazionisti, dagli organigrammi di Mark Lombardi alle """"cartografie tattiche"""" degli ultimi anni. L'antropologo Franco La Cecla racconta le mappe dei sogni degli indiani Beaver del Canada Occidentale e dei sogni che bisogna sognare per avere una vita degna di tale nome. Annemarie Sauzeau scrive della geopolitica artistica di Alighiero Boetti, con un approccio analitico ed esistenziale. Marco Bertozzi si occupa di cinegeografie al nitrato per visionari atlanti del Novecento, dove la macchina da presa si pone sopra, sotto, dentro, davanti ai mezzi della civiltà del vapore grazie all'errabondo vagare di cine-operatori in viaggio, e la visione filmica si sovrappone allo spazio urbano." -
Il blues del Delta
La traduzione di uno specialista quale Sebastiano Pezzani di un fondamentale testo sulla storia del Blues. ""Il Blues del Delta"""" è un approfondito studio sulle origini di questa musica nel Delta del Mississippi: dai primi dischi pubblicati negli anni Venti ai suoni contemporanei di B.B. King, Muddy Waters e Howlin' Wolf, il Delta ha prodotto una tradizione musicale ininterrotta che è tuttora in auge. Dal 1967 al 1976, William Ferris ha registrato performance e interviste dei bluesman del Delta, li ha fotografati durante le session e nella loro vita privata. Le pagine seguenti forniscono una spiegazione di come sono nati i loro dischi e come la nuova generazione di cantanti e musicisti stia riplasmando stili di blues più primitivi. Il libro è riccamente illustrato con le foto dell'autore che ormai sono entrate a far parte della collezione dell'Università del Mississippi. L'edizione italiana si avvale di una nuova introduzione scritta da Ferris per il pubblico italiano."" -
Just another exhibition. Histories and politics of biennials. Ediz. italiana e inglese
Ormai non c'è turismo senza biennale, infatti, negli ultimi vent'anni la ""biennale"""" è diventato il modello espositivo più prolifico, diffondendosi in tutto il sistema dell'arte globalizzato così come in paesi in cui si cerca di sviluppare un turismo culturale. Laboratorio per sperimentazioni curatorali, il modello biennale è giunto a coinvolgere e rendere visibili le pratiche espositive internazionali: """"Just another exhibition"""" traccia le origini di questo modello analizzando le più importanti biennali a partire dalla madre di tutte le biennali, La Biennale di Venezia. Le conversazioni con Thomas Hirschhorn, Alfredo Jaar, Antoni Muntadas e Stéphanie Moisdon, mettono a fuoco alcune questioni che evidenziano modi differenti di pensare alla rappresentazione nazionale, al fare storia e alla concettualizzazione del formato delle biennali nell.arte contemporanea. Il libro contiene la traduzione inglese del testo."" -
Autorotella. Autobiografia di un artista
Questa non è precisamente la classica autobiografia di un maestro, ma la precisa volontà di Mimmo Rotella di annotare su pagina (lui che pure era conosciuto per un'incredibile memoria) pochi anni di una vita che per un po' gli è sembrata scorrere troppo in fretta: dalla metà degli anni Sessanta (quando già è riconosciuto tra i grandi del Nouveau Réalisme) alle ultime pagine scritte a Milano durante la preparazione del festival organizzato in occasione del decimo anniversario del Nouveau Réalisme (novembre 1970). In mezzo c'è tutto il suo mondo, le sue donne, i suoi pensieri, le distrazioni, le amicizie di un giorno e quelle di una vita, galleristi e artisti, le serate a Saint-Germain e quelle nello studio di Rue Clément, le incursioni a Milano, i ricordi romani, qualche visita nella natia Calabria e i viaggi a New York, Londra, Tunisia, India, Nepal... L'edizione è identica alla prima edizione Sugar del 1972, ma rivista graficamente e arricchita di una novantina d'immagini dall'archivio della Fondazione Mimmo Rotella che riguardano il periodo narrato nel libro. -
Storie di architettura attraverso i sensi
Storie di Architettura attraverso i sensi è un libro che vuole sottolineare l'importanza del coinvolgimento dei sensi nel progetto di architettura. L'uso di luce, colori, materiali, odori, suoni. non è una novità progettuale, tuttavia non sembra che il contributo di questi ingredienti progettuali sia stato considerato e valorizzato dalla critica ufficiale. Eppure si può attraversare la storia dell'architettura dalla Grecia Antica fino ad oggi e tracciare dei percorsi estetici e progettuali che hanno fortemente impiegato i sensi, che ne hanno sfruttato le potenzialità, per produrre luoghi e sensazioni memorabili. L'architettura sensoriale, non ha nulla a che fare con la new age, né con i gusti soggettivi di ciascuno, ma è quella che assume le sensazioni che alcuni edifici producono come scelta del progettista e come emozione condivisa da molti. Storie di architettura attraverso i sensi tratta di ""architettura sensoriale"""", ossia di quella che considera luci, colori, suoni, odori, superfici, etc. come ingredienti dell'architettura al pari della forma e li usa come strumenti per la progettazione dei luoghi; ma tratta anche di """"architettura sensorialista"""" che invece considera i sensi come fine dell'architettura, come obiettivo scenografico in grado di radicalizzare l'artificialità per riprodurre ugualmente e ovunque nel mondo alcuni edifici del contemporaneo."" -
Dingpolitik. Come rendere le cose pubbliche
Uno dei più famosi teorici della sociologia contemporanea conia il neologismo ""Dingpolitik"""" (in opposizione a """"Realpolitik"""") indicando così una serie di esperimenti che sondano cosa potrebbe significare per il pensiero politico invertire le """"cose"""" diventando più realistico di quanto sia stato finora. """"Dingpolitik"""" analizza la politica e lo spazio pubblico e suggerisce che forse abbiamo bisogno di uno spostamento verso la politica delle cose, al fine di ottenere una nuova mappatura della politica. Nel corso della storia la politica è rimasta in silenzio quando si tratta di capire qual è il problema, limitandosi a descrivere il come o a studiare procedure per sviare la domanda, continuando a stabilire differenze piuttosto che sperimentare modelli di convivenza, nuovi modelli di aggregazione e assemblee che non si fondino sui vecchi modelli politici ma tengano conto di un nuovo assemblamento del sociale."" -
Art power
La gamma di argomenti affrontati in ""Art Power"""" è impressionante. In saggi e conferenze degli ultimi dieci anni Groys affronta il passaggio del potere dal critico al curatore, la sostituzione dell'opera d'arte con la sua documentazione, il modo in cui i media non confermano la visione di Walter Benjamin di un mondo-specchio di copie ideali ma hanno sepolto il simulacro postmoderno con una profusione di originali. Si tratta di temi già trattati altrove, ma raramente si arriva alle penetranti conclusioni alle quali giunge Groys."" -
Mimmo Rotella e la Galerie J. Ediz. illustrata
Nel maggio del 1961 Pierre Restany e la moglie Jeannine de Goldschmidt fondano a Parigi la Galerie J, spazio espositivo dalla spiccata vocazione sperimentale, concepito per sostenere e promuovere l'attività dei Nouveaux Réalistes. Intorno alla J ruota l'esperienza parigina di Mimmo Rotella (1918-2006), che a partire dalla celebre mostra A 40º au dessus de Dada (1961) entra ufficialmente a far parte del gruppo francese. -
L' arte al tempo dei media. Profili e tendenze della scena artistica italiana
Un'indagine fondamentale coordinata da Francesco Casetti (professore alla Yale University e alla Cattolica di Milano) per capire con criteri scientifici in quali condizioni opera l'artista in Italia. Termina la ricerca una preziosa intervista con David Joselit: ""Quelle che un tempo venivano definite come belle arti vengono sempre più distribuite e consumate come un qualsiasi altro prodotto dei mass media."""""" -
Programma o sarai programmato. Dieci istruzioni per sopravvivere all'era digitale
Il media-guru Douglas Rushkoff comincia dal punto in cui aveva finito Marshall McLuhan, aiutando i lettori a riconoscere la programmazione come la nuova alfabetizzazione dell'era digitale, un modello attraverso il quale vedere oltre le convenzioni sociali e le strutture di potere che ci hanno tormentato per secoli. Il problema vero è se noi sappiamo gestire la tecnologia o è lei a stabilire cosa facciamo? Per Douglas Rushkoff è necessario scegliere la prima ipotesi ""per avere accesso al pannello di controllo della civiltà""""."" -
ABOrigine. L'arte della critica d'arte
Poeta visivo, acceleratore e costruttore di mode e modi, figura nomade e tangenziale, ideologo della transfuga e critico di ogni forma d'attualità, Achille Bonito Oliva è nome centrale d'un discorso critico e teorico che prolunga l'io nello spettacolo dell'arte e trasferisce l'esigenza del singolo verso un discorso plurale e un'identità globale. -
Storia segreta del Mississippi Blues
La parola ""blues"""" oggi indica almeno due cose... tanti bluesmen che sono emigrati al nord, e altri che sono invece rimasti a casa. Questi musicisti sono rimasti attaccati alla tradizione della propria terra formando così uno stile unico che è quello del Mississippi. Roger Stolle è proprietario del Cat Head Delta Blues Folk Art, un negozio... ma molto di più visto che Paste magazine lo ha decretato uno dei 20 negozi più cool degli Stati Uniti e Workman Publishing lo ha inserito in 1000 Places to See Before You Die."" -
Trame d'artista. Il tessuto nell'arte contemporanea
Numerosi sono gli artisti e le artiste che, guidati dalla volontà di sperimentare o recuperare tecniche e materiali alternativi, si sono dedicati all'uso del tessile facendone emergere, di volta in volta, anche l'aspetto antropologico e attribuendovi una valenza sociale e politica. ""Trame d'artista"""" è dedicato a questa antica pratica artigianale che accomuna uomini e donne, Oriente e Occidente, Nord e Sud del mondo, e che sublima le fibre per creare tessuti, manufatti, abiti destinati ad accompagnare le tappe dell'esistenza umana (nascita, matrimonio, vita quotidiana, morte)."" -
Azioni che cambiano il mondo. Donne, arte e politiche dello sguardo
L'azione che ha coinvolto il corpo nell'arte ha rovesciato lo sguardo, ha provocato un radicale capovolgimento della percezione e dei paradigmi culturali. C'è il corpo e con più evidenza nelle azioni di Gina Pane, per trattare il dolore individuale e politico; c'è il corpo nelle performance/azioni di Joan Jonas mentre interagisce con oggetti, ambienti, disegno e tecnologie, ma c'è anche il corpo nella pittura di Nancy Spero, nella scultura di Louise Bourgeois, nel cinema di Chantal Akerman. Certo è che la premessa dalla quale le artiste sono partite è che ogni cambiamento non può che partire da un cambiamento di sé, dove il sé, all'interno di una fenomenologia del soggetto, è colto nel suo divenire, nelle sue trasformazioni. La domanda, a un certo punto, non è stata più chi siamo ma come siamo diventati quello che siamo e come possiamo diventare. Questo libro aggiunge un nuovo tassello nella ricerca sui gender studies indagando le relazioni tra corpo, arte e politiche dello sguardo nella situazione storica che dal Secondo dopoguerra, e in particolare tra gli anni Sessanta e Settanta, arriva fino ai nostri giorni. -
Anna Valeria Borsari. Due quadri, le cornici, il muro e altre questioni. Ediz. multilingue
Un saggio sul lavoro concettuale dell'artista Anna Valeria Borsari che ha iniziato ad esporre a metà degli anni Settanta; contemporaneamente è stata docente di Filologia Romanza presso l'Università di Bologna, fino al 1995. -
Ontologia dei media
I nuovi media, dai cellulari all'iPad, non solo agiscono modificando i nostri modi di vivere, ma operano più in profondità e riescono ad alterare il senso stesso della vita e della morte. A questa azione più sotterranea dei media il libro rivolge la sua attenzione cercando, anche con le indicazioni provenienti dagli artisti, di rivelarla e comprenderla. Le immagini tecnologiche, Internet, la scrittura elettronica, il telefonino, il touchscreen, la digitalizzazione del mondo che è in atto, svelano così un lato oscuro che era necessario illuminare. -
About paper. Israeli contemporary art
"About Paper. Israeli Contemporary Art"""" è la pubblicazione - in italiano e inglese - dedicata all'omonimo progetto espositivo curato da Giorgia Calò per la Galleria Marie-Laure Fleisch a Roma. Le artiste israeliane sono: Maya Attoun, Hilla Ben Ari, Yifat Bezalel, Maya Zack, Etti Abergel, Yael Balaban and Ofri Cnaani." -
Da spazio nasce spazio. L'interior design nella trasformazione degli ambienti contemporanei
Il libro è indirizzato a quanti studiano Interior Design. Il titolo deriva da un libro di Bruno Munari, ""Da cosa nasce cosa"""", di cui si riprende in parte anche lo stile """"leggero"""", fatto cioè di considerazioni che hanno un valore metodologico e didattico senza voler essere però manualistico. Si tratta piuttosto di una guida all'uso dell'intelligenza progettuale, in uno scenario in continuo cambiamento, che si fonda su un lungo lavoro di sperimentazione svolto soprattutto dentro l'Università""