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Mario Valentino. Una storia tra moda, design e arte
65 anni di storia del celebre marchio, sinonimo di eccellenza nel campo della pelletteria Made in Italy.rnrnFondata nel 1952 a Napoli (dove ancora oggi si trova la sede operativa), la Mario Valentino è un marchio leader nel settore della pelletteria, storico produttore di calzature, accessori e abbigliamento. La sua storia risale agli inizi del Novecento, quando dal padre di Mario, Vincenzo, un artigiano di altissimo livello professionale, vennero confezionate le prime scarpe col marchio ""Valentino"""", apprezzate dalla casa regnante, dall'aristocrazia locale e da celebri dive internazionali. Nella sua piccola fabbrica nel cuore di Napoli, il figlio Mario apprende i segreti per creare scarpe su misura leggere e raffinate, e nell'immediato dopoguerra intraprende una strada autonoma, avviando un primo laboratorio in proprio. Dopo i successi sulle passerelle romane e le conferme negli Stati Uniti, all'alba degli anni settanta il suo calzaturificio si converte in una vera e propria impresa; è allora che, sull'onda della popolarità e delle competenze raggiunte, la produzione si estende anche al prêt-à-porter, ambito nel quale la sapienza artigianale conciaria si combina alle regole dell'alta sartoria e la pelle assume fisionomie inedite. Dagli ultimi anni sessanta a tutti gli ottanta, top model come Verushka e Ashley Richardson contribuiscono al successo del marchio e fotografi come Robert Mapplethorpe, Richard Avedon, Mimmo Jodice, Helmut Newton e molti altri incoronano la filosofia del design di Mario Valentino come vera forma d'arte. Il libro, attraverso la lettura del prezioso patrimonio documentario raccolto nel suo archivio e sullo sfondo delle fasi salienti della storia della moda, ne ricostruisce l'intensa e straordinaria avventura, col fine ultimo di restituire a questo """"napoletano illuminato"""" il debito contratto nei confronti della sua terra d'origine e di delineare quella """"parte non ancora scritta"""" che ha recitato con sapiente spirito creativo nel complesso coro dell'imprenditoria """"made in Italy""""."" -
Kokocinski. La vita e la maschera: da Pulcinella al clown. Ediz. a colori
Artista visionario dalla cangiante personalità - pittore, scultore, scenografo, alchimista del gesto, architetto dell'anima - Alessandro Kokocinski combina gli spunti del fantastico russo con quelli del realismo sudamericano, mescola la tradizione pittorica italiana e spagnola ai monumenti del teatro popolare napoletano. Sotto un tendone da circo sempre vivo, ecco un carosello di opere polimateriche ispirate alle metamorfosi della Maschera: sculture, pitture, installazioni, disegni, filmati, versi poetici, libri d'artista. Un assalto di uomini rotti, un canto sciancato, un colore pentecostale acceso di lapilli dal ritmo tragico. Ma anche un volo angelico dai riflessi felici e iridescenti catapultati verso il cielo; un volume sottile esaltato dalla dimensione funambolica dell'arte circense, un graduale affettivo colmo di sentimento. Tra Vita e Sogno. Memoria, Umanità. -
LR100. Rinascente. Stories of innovation. Ediz. a colori
"Lo schema dei grandi magazzini trova la sua origine molto probabilmente nelle esposizioni universali, inaugurate nel1851 dalla Great Exhibition tenutasi a Londra, che proponevano un'architettura sperimentale in ferro, adatta per spazi espositivi grandiosi, e presentavano nella società desiderosa di novità dell'Europa del secondo Ottocento un sistema di relazioni finalizzato a portare il bello e il moderno nella quotidianità anche grazie alla positiva produzione industriale meccanizzata. Questo mondo di esposizioni universali e questa cultura ci sono significativamente rappresentati non solo da Zola, ma anche da Baudelaire (Le Cygne, 1860), che vede la società del tempo attraverso il filtro della nuova città, vera protagonista dei suoi testi, e dalle sue sollecitazioni, dominate dal fascino della moda, da lui interpretata come la spinta vivificante della donna moderna.""""" -
Architettura, arte e natura in Brianza
"La Brianza è il paese più delizioso di tutta l'Italia, per la placidezza dei suoi fiumi, per la moltitudine dei suoi laghi, ed offre il rezzo dei boschi, la verdura dei prati, il mormorio delle acque, e quella felice stravaganza che mette la natura ne' suoi assortimenti."""" Con queste parole lo scrittore francese Stendhal descriveva agli inizi del l'Ottocento la terra briantea. Area di intreccio tra arte, architettura e natura, la Brianza sin dai tempi dell'impero romano ha ricoperto un ruolo fondamentale nella storia e ha goduto di un grandissimo interesse, grazie alla sua posizione strategica e favorevole; l'abbondanza di acqua e zone verdi ne ha fatto un luogo di elezione durante i secoli passati. La ricchezza della sua vicenda storica ha come naturale conseguenza l'ininterrotta ricchezza e varietà di quella architettonica e artistica: dalle antiche basiliche romaniche alle chiese rinascimentali, dagli oratori ai castelli, per giungere alla """"stagione"""" delle ville, spettacolari residenze che diventano luoghi capaci di generare stupore e continue sorprese dal Quattrocento fino ai giorni nostri, in un continuum di bellezza. Prefazione di Philippe Daverio." -
Mirò! Sogno e colore
Trasgressivo, anticonformista e selvaggio, Joan Mirò per tutta la vita ha affiancato alla sua anima più contemplativa una poetica unica tra sogno e colore, così da sfuggire alla banalità e al convenzionalismo, e dare vita a un linguaggio artistico universale, ma allo stesso tempo unico e personale. Questo volume vuole raccontare il codice artistico dell'artista catalano: una rassegna esaustiva della sua opera che ha lasciato un segno inconfondibile nell'ambito delle avanguardie europee, aprendo la strada a una nuova concezione della pittura, basata su un linguaggio visivo, fisico e materico. Le sue espressioni pittoriche innovative portarono a un importante cambiamento nella pratica artistica contemporanea, dando una direzione nuova all'arte del XXI secolo e influenzando le generazioni successive di pittori, scultori e incisori in tutto il mondo. Attraverso una ricca selezione di opere, custodite presso la Fundació Pilar i Joan Mirò a Mallorca, tra cui alcuni olii di sorprendente bellezza e di grande formato, la monografia descrive la vita del maestro spagnolo: un intreccio con la storia variopinta e fascinosa dell'isola di Maiorca, dove l'artista visse dal 1956 fino alla morte nel 1983, e un'indagine sulla sua interiorità, sul suo modo di pensare, sul profondo attaccamento alle sue radici e alla loro identità, sulla sua continua ricerca di novità. -
Nuvolo and post-war materiality 1950-1965. Ediz. a colori
Nato a Città di Castello, in provincia di Perugia, Nuvolo (Giorgio Ascani, 1926-2008) è uno sperimentatore nell’uso della tecnica serigrafica e della materia in pittura. Nel 1950 si trasferisce nello studio di Alberto Burri, a Roma. Sostenuto soprattutto dal poeta Emilio Villa e dai galleristi Plinio De Martiis, Topazia Alliata e Fiamma Vigo, partecipa al fermento culturale in atto ed è coinvolto nelle ricerche di Ettore Colla e del Gruppo Origine, degli artisti e degli intellettuali che gravitano intorno alla rivista “Arti visive”. Il suo percorso si articola da un lato verso la serotipia, una pittura eseguita con i mezzi della serigrafia per ottenere immagini vetrose ripetibili all’infinito; dall’altro verso la tensione e la ricchezza sensuale della materia, dalla stoffa alla pelle di daino.rnCon un saggio di Germano Celant e un’esaustiva cronologia sull’artista, questo volume include una panoramica sulle ricerche non figurative che si sviluppavano in quegli anni in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, entro cui si inserisce l’attività di Nuvolo. Arricchito da documenti e testi storici di e sull’artista, presenta un’ampia rassegna della sua produzione dal 1952 al 1965, che comprende numerose opere inedite. -
Gli Orsini e le arti in età moderna. Collezionare opere, collezionare idee
Il legame degli Orsini con le arti è un tassello fondamentale degli studi sul collezionismo ed è qui ricostruito attraverso una narrazione che unisce alle personalità più in vista della schiatta i luoghi dove vissero dal Nord al Sud d'Italia, tra Rinascimento e Barocco. Castelli e palazzi, cappelle e giardini fantastici, statue antiche e dipinti sono ancora oggi alfieri delle insegne della famiglia e traccia indelebile del loro passato. I ""figli dell'Orsa"""" furono governanti illuminati e mecenati capaci di esprimersi attraverso un linguaggio simbolico costituito da realizzazioni di grande impegno estetico e di forte suggestione, con le quali glorificare se stessi e la discendenza. Collezionando opere, gli Orsini collezionarono idee, quelle degli artisti più interessanti della loro epoca capaci di tradurre i sogni più reconditi fra profonda devozione, tempeste apocalittiche e sereni paesaggi, evocative allegorie e figure che destano tuttora curiosità."" -
Renzo Ferrari. Busillis time 2016-2017. Catalogo della mostra (Ascona, 27 maggio - 2 luglio 2017). Ediz. a colori
Questo volume, pubblicato in occasione della mostra ""Busillis Time"""" alla Galleria Wolf di Ascona, propone i lavori realizzati da Renzo Ferrari nell'inverno 2015-2016 e nei primi mesi del 2017. Si tratta di grandi tele - come """"Los Angeles Mandrake per Papin"""", """"Diary Aleppo"""", """"Per Robert Walser in Land"""" e """"Spiegel Duchamp Game"""" - e del libero lavoro realizzato su tele medie e sulle carte, che vengono qui riprodotte in numero consistente. Al centro di queste opere sono temi e moventi legati all'attualità e ai fatti di cronaca quotidiana, così come le memorie personali e i tramandi memoriali che sempre ih Ferrari fronteggiano la realtà che davanti a noi si snoda. Il tempo presente è nell'opera di questo artista il nodo dell'accelerazione della dimensione tecnologica e delle fasi storiche che viviamo e subiamo in stretto confronto con l'enigma di un tempo di memorie ancestrali che rende inquietante e drammatica la nostra condizione."" -
Gianmaria Buccellati. Capolavori d'arte orafa-Masterworks of the goldsmith's art. Ediz. bilingue
Il desiderio di mantenere viva nella memoria tattile degli artigiani contemporanei la padronanza degli antichi saperi dell'arte orafa fu una delle sfide più importanti che Gianmaria Buccellati ereditò dal padre Mario e che perfezionò al punto di riuscire a realizzare lui stesso grandi innovazioni creando gioielli dalla straordinaria unicità, come dimostra la meravigliosa spilla Drago (1976) nel quale campeggia un iridescente opale messicano. -
Boldini
"Le donne di Boldini sono esili, eleganti, fruscianti di seta. La vita piccola, le ciglia folte e bistrate, i volti alteri, ironici, al pianoforte o in giardino, sedute su divani impero o sdraiate sensualmente in morbide alcove, sono donne moderne. Lui invece era piccolo e brutto, uno 'gnomo'. L'amico Georges Goursat detto Sem scriveva nell'llllustration' del 31 gennaio 1931 che il pittore, morto venti giorni prima, dipingeva belle donne come compenso alla sua bruttezza. Eppure quelle smilze e trasgressive signore della Belle epoque decretarono il suo successo presso contemporanei e posteri. Una fama meritata perché Boldini è stato un grande artista, eccellente ritrattista, pittore di interni e di paesaggio. Era nato il 31 dicembre 1842 a Ferrara da Benvenuta Caleffi e dal pittore Antonio Boldini. Undici i fratelli, tra maschi e femmine. Cresciuto in una famiglia colta, Giovanni disegna e dipinge sin da piccolo. Il padre, non avendo particolari problemi economici grazie ad alcune cospicue eredità, decide di lasciargli seguire la sua strada artistica.""""(Maurizia Tazartes). Presentazione di Filippo de Pisis." -
Sulle vie dell'illuminazione. Il mito dell'India nella cultura occidentale 1808-2017
Nel 1808, la pubblicazione di «Sulla lingua e la sapienza degli indiani» di Friedrich Schlegel inaugura l'emergere di una nuova e sempre più intensa curiosità dell'Occidente per l'India e la sua straordinaria civiltà. A partire dalle riflessioni sull'Induismo e sul Buddismo di Schopenhauer, cui faranno seguito nei primi decenni del Novecento le opere letterarie di Hermann Hesse e le analisi antropologiche di Carl Gustav Jung, l'India, con le sue tradizioni millenarie e la sua spiritualità, ha infatti sedotto una moltitudine di intellettuali e artisti occidentali, che in questo paese hanno identificato una delle grandi culle dell'umanità. Si è così venuto costruendo nel corso degli ultimi due secoli quel mito dell'India che ha conquistato il mondo giovanile internazionale negli anni Sessanta e Settanta. Il volume ripercorre la storia di questa fascinazione indiana dell'Occidente attraverso un ricco apparato iconografico e un gran numero di contributi di autori diversi che si soffermano sui molteplici ambiti in cui questa fascinazione si è espressa, dall'arte alla letteratura, dalla musica alla religione, dalla storia del costume alla psicologia. Ne risulta un percorso singolare attraverso gli ultimi due secoli di storia della cultura occidentale, in cui si possono incontrare, tra moltissime altre, le figure di Schopenhauer, Kipling, Salgari, Redon, Gustave Moreau, Mata Hari, Kirchner, Hesse, Jung, Cartier Bresson, Le Corbusier, Ginsberg, Pasolini, Sottsass, i Beatles, Rauschenberg, Luigi Ontani e Francesco Clemente. -
NASA. A human adventure. Ediz. illustrata
Nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1969 circa novecento milioni di persone si incollarono alla televisione per vedere un essere umano calpestare il suolo lunare per la prima volta. La storia dell'esplorazione dello spazio da parte dell'umanità è una storia di razzi, veicoli spaziali e di ogni sorta di meraviglia tecnologica ma è anche, e soprattutto, la storia di un sogno, delle persone che hanno immaginato le macchine e i metodi per esplorarlo, dei pionieri che hanno trasformato questo sogno in realtà, degli uomini e delle donne che hanno rischiato o addirittura sacrificato la vita per esplorare lo spazio. Pubblicato a corredo della mostra itinerante dedicata alle esplorazioni spaziali, «NASA - A Human Adventure» racconta la storia di una delle vicende umane più incredibili dagli esordi o oggi, documentando anche lo spirito e l'eroismo di quanti sopravvissero alle missioni spaziali. Il volume presenta, inoltre, come nel passato le esplorazioni spaziali siano state una grande competizione tra le nazioni, addirittura un elemento significativo della cosiddetta Guerra fredda dacché la corsa allo spazio aumentò, ma anche stimolò, la rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica, mentre ai giorni nostri, con le stazioni internazionali, uomini di nazioni e culture diverse collaborino assieme. Attraverso le sezioni Corsa allo Spazio, Pionieri, Resistenza e Innovazione, i lettori verranno catapultati in una delle storie più affascinanti e ambiziose dell'uomo: la scoperta dello spazio. -
L' ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri. Napoli, Genova e Milano a confronto (1610-1640). Ediz. a colori
Può esistere una storia dell'arte nell'Italia del Seicento senza Caravaggio? Tanto più in un arco cronologico (1610-1640) così legato all'eco delle sue recenti esperienze? Questa mostra vuole provare a dimostrarlo. Tra mille iniziative editoriali ed espositive, non ci si è mai interrogati a fondo sul reale raggio di penetrazione del linguaggio del genio lombardo nell'Europa del suo tempo. Nell'Italia degli inizi del XVII secolo, la cultura caravaggesca si afferma in tutti quei luoghi dove il maestro ha soggiornato, licenziando opere pubbliche significative e vivendo tra artisti e committenti con la sua prepotente personalità. Roma, Napoli e l'Italia meridionale rimangono stregate dagli esiti del pittore e la storia dell'arte davvero cambia al momento del suo passaggio, una vera e propria onda travolgente. Ma questo non avviene in altri importanti centri della penisola dove pure si continua a dipingere, e anche molto bene: non succede, a titolo d'esempio, se non incidentalmente, a Firenze, a Bologna, a Venezia, a Genova, a Torino e persino a Milano, dove Caravaggio è nato e si è formato ma da cui si allontana precocemente senza più lasciare tracce di sé. In questi centri, altre tradizioni incalzano, altre intelligenze agiscono, in piena autonomia, anche quando si è costretti a fare i conti con le opere di Caravaggio messe davanti ai propri occhi, magari solo attraverso una copia ritenuta un originale. Presentazione di Giovanni Bazoli. -
La corona ferrea
Quasi tutte le corone delle case regnanti, o non più regnanti, d'Europa sono esposte nei musei. La corona del regno longobardo, la Corona Ferrea, no. È chiusa in un'edicola di marmo posta sopra l'altare nella cappella del duomo di Monza. A lungo ignorata, la corona fu riesumata da Napoleone, che se la mise in testa con le parole: ""Dio me l'ha data, guai a chi la tocca!"""". Per chi fu realizzata la corona? Siamo sicuri che il destinatario fosse un uomo? Perché è stata resa volutamente così piccola? Perché è stata tramandata per secoli come quella dei re dei Longobardi, visto che i re longobardi non portavano corone? La Corona Ferrea appare come un oggetto di oreficeria tardo antica, restaurato e ridimensionato intorno al IX secolo. Perché si è voluto riparare un vecchio gioiello anziché sostituirlo?"" -
Caravaggio e il comico. Alle origini del naturalismo
Questo studio affronta per la prima volta in modo approfondito il rapporto fra Caravaggio e la figurazione comica, che riveste una parte non secondaria nelle opere giovanili dell'artista. Accostandosi alla pittura comica, Caravaggio la trasforma; ne attenua l'intento satirico, ne elimina i toni grotteschi e la innalza a una dignità quasi classica. D'altra parte, essa sembra fecondare il nucleo più radicale della sua arte, che trascura i principi del decoro e si basa su una concezione non retorica e non gerarchica del mondo. La poetica comica infatti si oppone all'artificio, si sottrae alle gerarchie tematiche e insegue uno ""stile senz'arte, puro e piano"""", un'immagine o un verso che sembrino prodotti dalla natura stessa. Come Shakespeare, Cervantes e altri grandi artisti del suo tempo, Caravaggio si connette a una tradizione ricchissima di spunti realistici, che aveva custodito per secoli un rapporto privilegiato con il dato naturale e una visione lucida e disincantata del mondo. L'approccio al materiale comico comporta l'ingresso in un mondo basso e quotidiano, la rottura del confine fra i generi e un ampliamento tematico ed espressivo che, da Caravaggio in poi, fornirà la base del naturalismo moderno. Dalle pagine di questo saggio originale emerge dunque una prospettiva inedita sull'artista, che aiuta a comprendere meglio l'audacia e la libertà della sua opera."" -
Cronache dell'anno 1918
Nel centenario della Rivoluzione d’Ottobre, una testimonianza diretta dei drammatici eventi che segnarono la nascita dell’Unione Sovietica un anno dopo la presa del Palazzo d’Inverno.rnrnIn questa raccolta di brevi scritti dal sapore giornalistico, incentrati sulla realtà di Pietrogrado nei mesi drammatici dell’anno 1918, a un anno dalla rivoluzione d’Ottobre e nell’infuriare della guerra civile, Isaak Babel’, testimone attento e minuzioso, documenta quei giorni terribili senza retorica, soffermandosi sui problemi pratici e sulle difficoltà concrete della gente comune nel momento in cui le istituzioni– dalle scuole agli ospedali, dai macelli agli ospizi agli obitori – hanno smesso di funzionare.rn“Era rimasto il giovane reporter che andava per le strade della gelida e affamata Pietrogrado postrivoluzionaria fissando le ‘nuove abitudini’ in reportage più spaventosi di qualsiasi opera narrativa o memorialistica … con spoglia paratassi e lapidario laconismo” (Serena Vitale). -
Giovanni Rizzoli. Canto liquido. Ediz. a colori
Questa grande monografia ripercorre la ricerca artistica di Giovanni Rizzoli, dalle sue prime opere alla fine degli Ottanta fino alle sue più recenti creazioni. rnrnEsponente di punta della generazione degli artisti degli anni Novanta, Giovanni Rizzoli esprime il suo universo creativo in sculture, dipinti e disegni dalla forte potenza lirica ed evocativa. Il suo lavoro è una costante riflessione – modulata attraverso una varietà di linguaggi espressivi – sulla storia dell’arte e sulla necessità di essere attuale, di cogliere lo spirito del tempo. L’attenzione verso i dettagli, la scelta mai casuale dei materiali, lo studio di forme e fonti iconografiche sono alcune delle caratteristiche della ricerca di Rizzoli, motivata dall’impulso a ridefinire il linguaggio artistico contemporaneo. rnL’esplorazione di nuove possibilità plastiche si unisce nell’opera di Rizzoli alla poesia e allo stupore che l’artista scopre davanti alla bellezza. Il tempo e l’infinito, il piacere e il dolore, la fede e la conoscenza, eros e thanatos, concetti filosofici si trasformano in immagini a volte dolenti a volte gioiose cariche di riferimenti, in forme riconoscibili ma spesso con tratti immaginari. Parallelamente alla ricerca scultorea, dai primi anni Novanta Rizzoli ha affiancato quella che definisce pittura oggettiva, una serie di “dipinti” astratti realizzati con l’impiego della flebo su imbottiti di tessuto. La monografia comprende un approfondito saggio critico di Bruno Corà e contributi di Tommaso Trini, Werner Meyer, Renato Polacco, Marco Meneguzzo e Ilaria Porotto. rnNato a Venezia nel 1963, Giovanni Rizzoli vive e lavora a Milano. Ha partecipato a rassegne internazionali come la Biennale di Venezia (1999), la Biennale Internazionale di Scultura di Carrara (2002), la XV Quadriennale di Roma (2008) e a numerose esposizioni collettive. -
Anna Boghiguian. Ediz. italiana e inglese
Anna Boghiguian (Il Cairo, 1946) crea libri d'artista, disegni, dipinti e installazioni. Utilizzando forme e materiali diversi che comprendono la fotografia, la scrittura a mano, l'encausto, il collage e oggetti trovati, l'artista egiziano-canadese di origine armena interpreta l'esperienza del viaggio e la percezione dei luoghi tra passato e presente, finzione e documentazione. Osserva le condizioni sociali, umane e politiche della realtà contemporanea che incontra nel mondo. Esplora il mondo digitale e globalizzato alla ricerca di connessioni storiche. Prodotto in occasione della mostra retrospettiva al Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea e alla Sharjah Art Foundation, questo catalogo presenta poesie e testi inediti di Boghiguian, un nuovo progetto d'artista sviluppato attraverso gouache ispirate al soggiorno torinese di Friedrich Nietzsche (1888-1889), nuovi contributi critici di Carolyn Christov-Bakargiev, Marianna Vecellio, Hoor Al Qasimi e Chiara Vecchiarelli e una conversazione di Milovan Farronato con l'artista. Accanto a materiali d'archivio mai pubblicati prima, si presenta per la prima volta una cronologia scientifica completa delle mostre realizzate dall'artista. La selezione antologica raccoglie testi e interviste di Y. A., Natalie Bell, Cebé, Suzanne Cotter, Marie-Michèle Cron, Jacquelyn Davis, A. E., Nuria Enguita Mayo, Eric D. Girouard, Hassan Khan, Niki Marangou, Neery Melkonian, Gamal Nkrumah, Hans Ulrich Obrist, Christos Parides, Jean-Marc Prevost, Nigel Ryan, François Roux, Hossam Sakr, Eva Scharrer, Robert Shapazian, Alan Smart, Ingrid Wassmann, Axel Wieder e Kaelen Wilson-Goldie. Prefazione di Alberto Tazzetti e Hoor Al Qasimi. -
Musei civici di Pavia
Il trecentesco Castello di Pavia, splendida dimora voluta da Galeazzo II Visconti, ospita dalla metà del XX secolo i Musei Civici, raccolte e collezioni formatesi ancora nel corso dell'Ottocento, la cui cronologia spazia dall'età preistorica al contemporaneo e la cui tipologia comprende dipinti, sculture, mosaici, arti minori, grafica e fotografia. A partire dal 2000 numerosi sono stati gli ampliamenti e i nuovi allestimenti che consentono di meglio conoscere il ricco patrimonio d'arte non solo relativo alla città di Pavia, ma anche di carattere e valore internazionali. -
Le nuove frontiere della pittura. The new frontiers of painting. Ediz. a colori
Le nuove generazioni dell’arte contemporanea attraverso oltre 30 opere di artisti internazionali affermati o emergentirnrnPubblicato in occasione della grande esposizione internazionale, la prima in Italia interamente incentrata sulle nuove tendenze della pittura figurativa contemporanea, il volume presenta oltre 30 i dipinti, per la maggior parte di grandi dimensioni, realizzati da oltre 30 artisti da 17 paesi.rnCurato da Demetrio Paparoni, uno dei più riconosciuti critici e curatori italiani, questo omaggio all’arte figurativa mette in evidenza il carattere innovativo e l’incidenza che la pittura riveste oggi nello scenario artistico internazionale, qualificandosi come un utile strumento di riflessione sull’arte dei nostri giorni.rnLe nuove frontiere della Pittura presenta opere realizzate negli ultimi anni da pittori nati in diverse parti del mondo perlopiù dopo il 1960: Francis Alÿs, Michaël Borremans, Kevin Cosgrove, Jules de Balincourt, Lars Elling, Inka Essenhigh, Laurent Grasso, Li Songsong, Liu Xiaodong, Victor Man, Margherita Manzelli, Rafael Megall, Justin Mortimer, Paulina Olowska, Alessandro Pessoli, Daniel Pitín, Pietro Roccasalva, Nicola Samorì, Wilhelm Sasnal, Markus Schinwald, David Schnell, Dana Schutz, Vibeke Slyngstad, Anj Smith, Nguyê˜n Thái Tuâ´n, Natee Utarit, Ronald Ventura, Nicola Verlato, Sophie von Hellermann, Ruprecht von Kaufmann, Wang Guangyi, Matthias Weischer, Yue Minjun, Zhang Huan.rnOltre al saggio introduttivo del curatore e alle riproduzioni delle opere esposte, il volume riunisce i testi sugli artisti e sulle opere scritti da Maria Cannarella, Pia Capelli, Elena Di Raddo, Alessandra Klimciuk, Gianni Mercurio, Tone Lyngstad Nyaas, Rischa Paterlini, Giulia Pra Floriani, Lorenzo Respi, Sabina Spada, Luigi Spagnol, Alberto Zanchetta e Giacomo Zaza.