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La fondazione dell'etica e la responsabilità per il futuro
L'agile testo che si offre al lettore, non solo specialistico, è composto, nella sua prima edizione, da contributi di Karl-Otto Apel, Michele Borrelli, Holger Burkhart e Raúl Fornet-Betancourt, elaborati intorno alla domanda di fondazione dell'etica, oggi. Ovviamente un tema classico della filosofia occidentale, ma presente nella sua radicale attualità nel mondo contemporaneo con alcuni interrogativi che esigono una risposta: quale etica per quale futuro? È pensabile ancora un linguaggio comune capace di dare fondamento all'etica? E quali i possibili criteri per una simile fondazione? O conviene parlare, solo ancora, di etiche, come suggeriscono i molti linguaggi della filosofia postmoderna? Nell'era della globalizzazione, che non è solo un era della possibile globalizzazione della comunicazione e della cultura, ma anche era della possibile devastazione e distruzione di ogni forma di vita sulla terra - tale è il potenziale tecnico-scientifico a disposizione dell'uomo -, l'etica non è una istanza percorribile o meno e a piacimento, ma l'istanza ineludibile e, quindi, categoriale di cui la paideia dialogica o del discorso deve farsi carico pienamente per la sopravvivenza... -
L' eloquenza del silenzio
Tratto da una storia vera, ""L'eloquenza del silenzio"""" è un romanzo storico multitemporale dalle fosche tinte noir. I protagonisti sono due giovani dalle belle speranze: Gustavo e Rocco. Stessa città di origine: Palmi. Stessa meta: Como. Due epoche diverse: passato e presente. Gustavo, intrepido funzionario di PS, condannato dal Tribunale Militare Straordinario di Guerra alla pena di morte mediante fucilazione nella schiena. Rocco, brillante studente in giurisprudenza, obbligato dagli eventi ad abbandonare gli studi e cercare lavoro. I due percorreranno una strada in salita, guidati dalla sapiente arte di un regista occulto. Il fato li prenderà ben presto per mano e li accompagnerà nel difficile cammino della loro esistenza, che avrà un inesorabile epilogo ora drammatico ora pieno di speranza. La storia si snoda in un andirivieni di personaggi e loschi figuri che danno loro la forza di lottare per gli ideali in cui credono e di non lasciarsi sopraffare dalle alterne vicende cui sono costretti a far fronte."" -
Dal mondo sconosciuto
Siamo abituati a catalogare il mondo in brutto o bello, buono o cattivo, giusto o sbagliato. Nulla è meglio o peggio, si tratta solo di contrari, diversi tra di loro che si esaltano a vicenda. Tutto è perfetto così com'è. Ogni cosa o individuo o accadimento rappresentano una sfaccettatura dell'unico essere. Non giudicare, limitati ad osservare. Sii testimone silenzioso. Ti è stata data la vita che è un dono, sii grato per questo. Hai un'opportunità unica, solo per te, scopri qual è. Noi tutti, non siamo venuti in questo mondo per puro caso, siamo tutti attori sulle scene della vita. Immaginate di essere su un palcoscenico dove ognuno di noi interpreta un ruolo. Nel film della vita c'è il buono, il cattivo, il carnefice ed anche la vittima. Ma è tutto solo un film. Siamo tutti attori, prediletti figli di Dio venuti in questo mondo per giocare il gioco della vita. Quindi niente musi lunghi, siamo leggeri, si tratta solo di un gioco. -
Rapsodia per il teatro. Arte, politica, evento
Una raccolta completa degli scritti di Alain Badiou sul teatro, dal 1990 ad oggi, che comprende la famosa Rapsodia per il teatro ed altri ulteriori interventi sui rapporti tra teatro e filosofia, teatro e politica e sulla commedia. Pubblicati per la prima volta in Italia, questi testi riconsegnano al lettore l'interezza dell'ultima grande teoria del teatro contemporaneo, il lungo e intenso lavoro di uno dei più importanti intellettuali e filosofi del nostro tempo."" Al nostro tempo non importa dell'eternità. È dalla parte del calcolo e dell'istante. La settimana prossima è già fuori dalla sua portata di significato. Ora, il teatro mostra come ogni misura reale del tempo implichi una presentazione dell'atemporale. Il teatro esibisce la connessione massima, quella dell'istante con l'eternità. Costruisce il proprio tempo, nel momento in cui noi sopportiamo la banalità del nostro. Il teatro ci dice che per sapere chi siamo, dove siamo, e quanto vale il nostro tempo, abbiamo bisogno di Amleto, di Antigone, del costruttore Solness, di Berenice, di Galileo, la cui esistenza atemporale è garantita dalla temporalità sperimentale e dalla singolarità dell'evento teatrale"""" (Alain Badiou)."" -
San lorenzo del Vallo. Dalle origini al castello. Un percorso per la contemporaneità
Il percorso di civiltà di San Lorenzo del Vallo presenta dei forti elementi caratterizzanti per tutto il territorio. È stato un centro con decisi riferimenti archeologici che hanno interessato una stratigrafia che va dal preistorico alla dimensione greco - sibaritide e romano imperiale ad una realtà in cui il culto si presentava come una definizione chiaramente religiosa. Questa comunità ha svolto un ruolo preordinato e fondamentale all'interno del contesto territoriale Esaro - Crati - Coscile. Profonde motivazioni culturali, dopo anni di studi, hanno spinto a pubblicare la ricerca sulla storia delle origini di San Lorenzo del Vallo, sino a tracciare un profilo storico e storiografico che interessa, ed ha interessato, il castello. Bisogna conoscere la storia per avere consapevolezza del luogo non solo dove si è nati, ma anche dove si abita, dove si è abitato e dove la memoria ha depositato quelle radici che permettono alle generazioni di non dimenticare e di conoscere le radici di un esistere in un luogo. La conoscenza è dare un senso alla consapevolezza di un tessuto territoriale che crea la comunità e la comunità è un intaglio nella civiltà di un popolo. Lo studio di Micol e Pierfranco Bruni scava nel profondo di quel legame tra archeologia, antropologia e storia e ci riporta, come in un racconto, a camminare in una realtà che è quella dell'""essere"""" comunità le cui vere eredità sono i beni culturali."" -
Kant oggi. Omaggio a Santino Lo Giudice
Goethe diceva che nel leggere Kant provava la sensazione di entrare in una stanza piena di luce. Quella luce non si è ancora spenta, giacché senza Kant sarebbe difficile comprendere la filosofia contemporanea. Parecchi filosofi hanno dovuto tener conto della sua eredità, anche se non tutti sono stati d'accordo su quali fossero le parti da conservare. In quasi tutti i settori del pensiero filosofico le questioni poste da Kant sono state spesso determinanti per le vicende filosofiche sia dei suoi seguaci sia dei suoi critici. Così Kant continua a condizionare il pensiero d'oggi e i suoi possibili sviluppi tanto nelle sue parti positive quanto in quelle polemiche. -
Palinsesti. Vol. 3
Questo terzo numero di Palinsesti consolida una rivista, che oltre ad essere un punto di riferimento per le attività scientifiche e culturali del ""Dottorato Internazionale di Studi Umanistici. testi, saperi, pratiche: dall'antichità classica alla contemporaneità"""" dell'Università della Calabria, si sta via via imponendo come punto di incontro di interessi scientifici e di ricerca differenziati, che hanno visto l'integrazione di prospettive teoriche eterogenee, e hanno coinvolto comunità scientifiche molto ampie, sia per appartenenza a settori scientifico-disciplinari sia per estrazione geografica, come emerge eminentemente dal presente fascicolo. Dalla filosofia alla psicoanalisi, dal cinema al pensiero politico, da figure come quella di Roberto Esposito (a cui è stato dedicato il dossier del primo numero) a Totem e tabù di Freud (a cui, a cent'anni dalla sua pubblicazione, è stata dedicata la parte monografica del secondo fascicolo) fino a giungere in quest'ultimo numero alla letteratura, Palinsesti ha saputo declinare interessi presenti nelle aree di ricerca del dottorato con questioni di carattere generale e di grande attualità."" -
Un piccolo «grande» ospedale. La sanità pubblica a Paola dal secolo XII ad oggi
"Paola, la città col nome di donna, delicato e breve (Mauro F. Minervino, La Calabria brucia, Ediesse 2009, p. 78), la mia città, merita un """"grande"""" Ospedale. Penso che un ospedale sia """"grande"""" quando i suoi dottori (dal latino docere, insegnare) abbiano molte cose da insegnare e tante altre di cui discutere. Ho lavorato sedici anni al San Francesco (due da studente e quattordici da medico) dal 1970 al 1986 e qui ho conosciuto molte persone che mi hanno insegnato tante cose, con molte altre abbiamo discusso di tutto il resto, e non erano solo medici."""" Così inizia il racconto della storia di questo ospedale, dei suoi medici, infermieri, suore, impiegati e altri operatori sanitari (quasi tutti citati nel corso della narrazione), che in 45 anni hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo di questa bella struttura sanitaria, oggi necessaria ancora più di ieri per la conservazione della salute dei cittadini di Paola e di tutto il territorio del Tirreno cosentino..." -
Flusso di coscienza
"Ad un certo punto della mia vita, quella luna ho iniziato a contemplarla, a guardarla in modo diverso. Le ho posto domande. Ho avuto risposte. Mi sono affidata, donata.""""" -
Oikos
La lotta fra il bene e il male tra Custodi e Distruttori s'intreccia con la narrazione di Maggie e Ketty, che si trovano protagoniste nelle battaglie dei metauomini, esseri con capacità fisiche e psichiche di gran lunga superiori agli umani. Il legame che unisce il loro mondo reale ad un mondo fantastico si rivela alle due donne nei luoghi abitati dai metauomini, come la Domus, la scuola per i metauomini bambini o l'Oikos di Filandro, dove è custodito ciò che è essenziale per l'essere umano. -
Il lato nascosto degli italiani
Il libro di Francesco Maria Provenzano e Massimo Rocchini, ""Il lato nascosto degli Italiani"""", è uno spaccato fedele e rappresentativo dell'Italia, un paese privo di etica, divorato da malaffare, illegalità, evasione fiscale, ai primi posti nelle classifiche internazionali per corruzione, agli ultimi per la libertà di informazione. Il lato nascosto degli italiani, (o più semplicemente, nascosto agli italiani), per manipolare sapientemente la formazione di una coscienza collettiva con potenti armi di distrazioni di massa, ha privato il popolo della propria identità, dell'orgoglio di Nazione (caro ai francesi), dell'interesse generale e del bene comune... (dalla Prefazione di Elio Lannutti)"" -
La sfida di Altomonte. Costantino Belluscio tra arte, spettacolo e cultura
"Era un politico illuminato, Costantino Belluscio. Un amministratore lungimirante. Forse troppo, per la Calabria del suo tempo. Non adùsa (salvo qualche eccezione) a scelte ed iniziative in grado di esprimere una visione ed una prospettiva moderne di sviluppo. Una regione sulla quale continuano a pesare posizioni di retroguardia, che scoraggiano chi ha voglia e capacità di fare e, sempre più spesso, costringono i migliori ad andar via. La Calabria che inquieta e mortifica le persone perbene. Certo la maggior parte di essa, ma a disagio di fronte al persistente prevalere di squilibri, paradossi sistemici e strutturali, inadeguatezze e incapacità diffuse: un guazzabuglio di interessi e trasversalismi che ha radici profonde nella società! La Calabria degli arbìtri istituzionali. Delle regole disattese. Simbolo di malaffare, corruzione, arretratezza. Terra di 'ndrangheta, secondo i più; tuttavia senza mai spingersi a capire seriamente (agendo di conseguenza), quali ragioni socio-economiche, irrisolte condizioni di povertà e bisogno, abbiano favorito, e tuttora avvantaggino, una delle più potenti organizzazioni criminali del mondo."""" (Dall'introduzione di Francesco Kostner)" -
Muri in transito
"A volte, specie nella notte di luna piena, si possono avvertire rumori di raschiature e fruscii di scrivani, appoggiati a muri che son diventati lavagne della città o del mondo, invisibili e fieri di non esser visti, sovrimpressi dentro il loro stesso disegno o invettiva o gioco di parole o citazione poetica [...]"""". (Dalla nota introduttiva di Enrico Ghezzi)" -
Il profumo dei tigli
"Il soffio misterioso dello stile si avverte, non di rado, nelle pieghe del limpido, scarno, esplicito (fino all'ingenuità) """"romanzo di formazione"""" di Domenico Angilletta. Se ne percepisce, talora, l'incanto in certe sequenze descrittive che fissano in attimi d'eternità luoghi, colori, costumi di Messina, cari alla memoria dell'autore e nitidamente fissati sulla pagina con rapidissime pennellate e senza alcuna indulgenza all'olegrafia o alla retorica. Gli stessi ritratti dei due protagonisti del romanzo (il giovanissimo Lorenzo Angeri, """"smilzo, di media altezza, i capelli castano scuro che poggiavano sulle spalle e la barba lunga, incolta, di carnagione bianca"""", studente calabrese di filosofia nell'Università di Messina, alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, e Adele Borrello, """"solare, magra"""" ragazza calabrese, sua collega nelle stessa Facoltà e prossima alla laurea) non hanno alcunché di convenzionale. Ma anche alcune sequenze dialogiche quelle che innervano, per esempio, l'amore grande di Lorenzo e Adele possiedono la freschezza espressiva che trascende talora il dato puramente mimetico del lessico giovanile..."""" (dall'Introduzione)" -
Fede resilienza dittatura digitale
Leggi e appare il mondo! Uno scenario luminoso, ampio, variopinto e suggestivo! Il Mistero, per un attimo senza veli, si tinge di vita con esplosioni di colori e tratti precisi! È un rincorrersi di parole e di azioni, un arcobaleno di sentimenti e di emozioni! Gocce di Mistero illuminate dal colore e dal calore! Gocce di vita! È Fede! Ma il collante è la Resilienza! Perno e sostegno, forza ed equilibrio, dolcezza e fermezza, causa ed effetto, volano e cerniera, pensiero ed azione, prudenza e diffidenza, provvidenza e resistenza, sostanza e speranza! E se il vivere è complesso e problematico, la quotidianità spesso perversa, la società compromessa da schiavisti di valori allora assisteremo all'esigenza impellente di un ritorno al rispetto più profondo per la natura, al forte richiamo dei valori morali universali! Dal bene comune, al rispetto reciproco e del sacro ed inviolabile tempio della famiglia come valore imprescindibile di ogni forma o modello di società davvero fino in fondo libera, civile e democratica! -
Presenza e concordanza
L'essenza dell'uomo consiste nel discernere il bene dal male, la bontà dalla malizia, la sincerità dalla menzogna. Con l'esercizio del bene. l'essere rende ricca la società, che può favorire o condizionare lo sviluppo delle sue capacità e virtù. Però, non gli potrà mai imporre una scelta piuttosto che un'altra, né sostituirsi a lui nel dire e nel fare. Dall'interiorità dell'uomo, ascoltante nel silenzio la voce riposante e l'abbraccio confidente di Cristo, emergono la pace e la gioia, la serenità e l'entusiasmo di vivere con gli altri, trasformando così l'esperienza relazionale in una costante esercitazione di concorde convivenza, tendendo alla costruzione di un mondo di pace e di giustizia, di collaborazione e di solidarietà. -
Cosa manca
C'è Carlo Barbagallo, il Geppeto felice del paese, benvoluto e amato da tutti e che con il suo agriturismo e le sue euforie ha allietato i palati, le giornate e gli umori di intere generazioni. Quando durante la festa dei suoi sessant'anni, balzando a piedi nudi sul suo tavolo, annuncia pubblicamente di voler trasformare lo storico agriturismo Barbagallo in una scuola di salsa, suo figlio Tibaldo, umile e anonimo supplente di italiano, lo crede pazzo e vi si oppone a modo suo cercando l'assenso della famiglia e dei conoscenti, imbattendosi in paradossali incontri ed avventure che mai avrebbe immaginato di vivere. C'è Pito, ricciolone sbarbato, laconico e introverso, che vive da due anni in un buco nero fatto di caffè, fotocopie e scontrini per il rimborso spese. Quando realizza che tra una settimana sarà avvocato, gli crolla il mondo addosso. E così, in una afosa mattina di luglio, durante la proclamazione di laurea della sua migliore amica Valentina, sfida il suo cervello, cambia sguardo e cerca, inconsciamente, ogni appiglio, ogni piccola occasione che potrebbe stravolgergli la vita pur di non passare da un buco nero a un altro. -
Regina. Gallina garibaldina
"Un ragazzo, una gallina e un eroe. Tre personaggi che ci prendono per mano e ci conducono per la via della consapevolezza con il grande tatto che contraddistingue la scrittura di Italo Scalese. Regina, la gallina nata per caso tra le mani di Nicola, rappresenta per il ragazzo e per noi lettori la speranza, la voglia di riscatto, il desiderio di un futuro più giusto e sereno. A fare da scenario e da sfondo una Calabria antica, incantata e incantevole nei suoi boschi e nei suoi paesi. Ancora una volta Scalese dimostra di conoscere e di saper raccontare con acuta sapienza la natura che lo circonda e le sfumature dell'animo umano."""" (Anna Burgio)" -
Cinque fratelli. I Bruni Gaudinieri nel vissuto di una nobiltà
È la storia di una famiglia borghese, nobile e militare da fine Ottocento ai giorni nostri. È un raccontare uno spaccato del Regno di Napoli attraverso la tradizione della famiglia Gaudinieri - Bruni, una famiglia stemmata, che ha segnato un percorso, in quella civiltà aristocratica e nobiliare, che ha visto come riferimento alcuni centri del Sud Italia e in particolare: San Lorenzo del Vallo, Spezzano Albanese, Cosenza, Terranova da Sibari, Acri oltre che Cagliari. A scrivere ""Cinque fratelli. I Bruni-Gaudinieri nel vissuto di una nobiltà"""" sono stati Micol e Pierfranco Bruni, i quali hanno tracciato un viaggio narrativo, completamente documentato da ricerche d'archivio, da un apparato storiografico e correlato da materiale fotografico appartenente alla famiglia Bruni. Micol e Pierfranco Bruni hanno ricostruito la storia di una famiglia attraversandola con un linguaggio narrativo. I cinque fratelli sono Adolfo (commerciante), Mariano (matematico e intellettuale), Virgilio Italo (commerciante e possidente terriero), Luigi (segretario comunale) e Pietro (geometra ed esperto di fotografia d'arte)."" -
Touch me. Il guerriero in una mano
Touch me è il superamento della barriera, del passaggio che porta a ristabilire il contatto fisico. Ogni momento è un' evoluzione nella lotta quotidiana e nella consapevolezza di essere fragile e forte al contempo come un guerriero che sta in una mano.