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Cultura a Milano nel dopoguerra. Filosofia e engagement in Remo Cantoni
Nella Milano degli anni Trenta, all'ombra di quel nemico di ogni chiusura autarchica del pensiero che fu Antonio Banfi, il giovane Cantoni inizia il suo personale percorso di vita e di riflessione all'insegna di un intransigente spirito antidogmatico e di un profondo interesse per le scienze umane. Nel 1949 dà alle stampe ""I primitivi"""", un'opera capitale che afferma con chiarezza profetica la necessità di ridiscutere, con l'identità degli """"altri"""", la nostra identità di occidentali. Negli stessi anni il bisogno di rinnovamento morale porta Cantoni a compiere una scelta decisiva per il suo itinerario intellettuale e filosofico: la militanza comunista e poi, nel 1949, l'uscita dal partito in nome di un umanesimo critico insofferente dei dogmi del marxismo."" -
Medici e stregoni
Uno psicologo e una filosofa riflettono sulla medicina occidentale, sulle sue pretese scientifiche e soprattutto sull'anonimato che essa stabilisce nel rapporto tra medico e paziente, mettendola a confronto con le varie ""arti della guarigione"""", generalmente ridotte alla stregua di materiale etnografico o di sopravvivenze di un passato prescientifico. Completa il volume un saggio di Isabelle Stengers (Il medico e il ciarlatano) che a partire dall'episodio settecentesco della commissione d'inchiesta sul mesmerismo, tratta dei procedimenti di squalificazione sperimentale dell'opera dei """"ciarlatani"""" che si rivelano speculari ai medici nella tradizione occidentale."" -
Recinto di fabbrica
I ricordi d'infanzia di Gregotti risorgono all'improvviso nel riascoltare un'aria della Lucia di Lammermoor, prima opera a cui assistette da bambino. Ritorna alle esplorazioni infantili dei capannoni e dei magazzini della fabbrica paterna. La fabbrica è un organismo vivo, sui cui ritmi si regola l'esistenza quotidiana. Rumori e odori rendono distinguibili, per l'autore e il fratello, i vari reparti dove essi scoprono i segreti e i misteri della tecnica. In questo libro Gregotti racconta l'unicità della sua esperienza e allo stesso tempo ci dà una ricostruzione d'epoca della vita di fabbrica. -
L' albero di Jesse. L'immaginario collettivo medievale e la sessualità dissimulata
Il libro propone un viaggio nell'Europa del basso Medioevo, alla ricerca delle rappresentazioni di tre immagini significative. La rappresentazione del fallo può essere osservata al centro della composizione dell'Albero di Jesse, diffusa soprattutto come vetrata delle cattedrali. Il bisogno primario di una figura materna protettiva si ritrova in una straordinaria rappresentazione della Madonna che raccoglie sotto il suo mantello (l'utero che crea la vita e dà protezione) i ricchi e i poveri, i grandi della terra e gli umili. La terza immagine, il guaritore ferito e la malattia indicibile (un uomo potente perché mestruante), simboleggia il desiderio di un aiuto sovrumano o divino contro la malattia e la morte. -
Il trionfo della moltitudine. Forme e conflitti della società che viene
Crisi della politica, caduta delle forme di convivenza, declino delle appartenenze di classe e di popolo, fino all'apparire dei processi di spaesamento e di sradicamento prodotti nella società competitiva dalla mondializzazione dell'economia: questi sono i temi che l'autore affronta in modo nuovo. Il libro comincia con l'individuare, alla fine del '900, una dimensione del tempo sociale caratterizzata dal non più e dal non ancora e pone un problema: esiste un percorso che permetta di andare oltre la disperazione del guardarsi indietro e la seduzione dell'immergersi nel presente? Sarà la società di mezzo (intesa sia come composizione sociale sia come luogo intermedio della rappresentanza) il vero soggetto in mutamento. -
Tre
Questo romanzo racconta di tre amici, due ragazze e un ragazzo (l'io narrante), di un loro viaggio a Parigi, un viaggio per scoprire se stessi, o meglio, per liberarsi dei tanti pesi inutili che gravano sulla loro vita quotidiana di ventenni: genitori sordi, università noiosa, guai familiari, rapporti falsi e ripetitivi con altri ragazzi e ragazze. Una storia insolita, una sorta di Jules e Jim alla rovescia. -
Misurare la famiglia. Il metodo dell'emotività espressa
L'idea della «misurazione» fa ormai parte della psichiatria contemporanea. Questo libro affronta un tipo particolare di misurazione, la valutazione delle famiglie, e lo fa attraverso l'esempio probabilmente più importante del genere: l'emotività espressa, un modo di misurare la «temperatura emotiva» della famiglia. Il libro descrive la nascita, l'evoluzione e la diffusione del metodo, dalla psichiatria sociale inglese degli anni cinquanta fino alle più sofisticate teorie psicosociali dei giorni nostri. L'emotività espressa diventa così anche un pretesto per rivedere quarant'anni di prassi psichiatrica e la sua relazione con pazienti e famiglie dal punto di vista sia della ricerca sia dell'intervento. Dall'emotività espressa sono nati i trattamenti oggi più usati perle famiglie di pazienti psicotici cronici, i cosiddetti interventi psicosociali. Il libro traccia un quadro dei rapporti fra emotività espressa e psicoeducazione, oltre a una panoramica delle critiche anche radicali opposte a questo concetto e ai modelli terapeutici che ne sono derivati: in tal modo affronta alcune questioni fondamentali dell'intervento psichiatrico odierno. I capitoli conclusivi fanno il punto sullo stato dell'arte dell'emotività espressa e sul suo significato sia per gli operatori della psichiatria sia soprattutto per quanti della psichiatria sono, a vario titolo, utenti. -
Terapeutico e antiterapeutico: cosa accade nelle comunità terapeutiche
A partire dagli anni Settanta si sviluppano nel nostro Paese strutture residenziali per l'accoglienza, la cura e la riabilitazione dei soggetti tossicodipendenti. Rispetto al panorama internazionale, l'esperienza italiana presenta catteristiche peculiari, anche se si possono individuare riferimenti alle esperienze statunitensi e inglesi. Il problema delle tossicodipendenze ha colto impreparate da noi le istituzioni pubbliche e la classe medica. Attualmente le comunità più numerose sono quelle private, di dimensioni enormi, quindi difficilmente gestibili. E' più che mai urgente una riflessione che coinvolga le istituzioni, i legislatori, ma anche gli utenti delle comunità, le loro famiglie e tutta l'opinione pubblica. -
Mezzi senza fine. Note sulla politica
L'eclissi della politica è cominciata da quando essa ha omesso di confrontarsi con le trasformazioni che ne hanno svuotato categorie e concetti. Accade così che paradigmi genuinamente politici vadano ora cercati in esperienze e fenomeni che di solito non sono considerati politici: la vita naturale degli uomini, restituita, secondo la diagnosi foucaultiana, al centro della ""polis""""; il campo di concentramento, dove quanto si ha di più privato, il sangue, diviene criterio politico decisivo, delimitando uno spazio di indistinguibilità tra vita biologica e sfera politica; il rifugiato, che, spezzando il nesso fra uomo e cittadino, passa da figura marginale a fattore decisivo della crisi dello Stato-nazione; il linguaggio come luogo politico per eccellenza, oggetto di una contesa e di una manipolazione senza precedenti; la sfera dei mezzi puri o dei gesti, ossia dei mezzi che, pur restando tali, si emancipano dalla loro relazione a un fine. Dedicato alla memoria di Guy Debord, il libro cerca di ripensare le categorie della politica in una nuova realtà, in cui i popoli della terra sembranoaver esaurito i loro compiti storici, e potere e nuda vita stanno ormai l'uno di fronte all'altra senza intermediari."" -
L' occupazione tedesca in Italia (1943-1945)
Nel cinquantenario del crollo del regime fascista, seguito dall'armistizio con gli Alleati e dall'occupazione tedesca, il libro di Klinkhammer offre una ricostruzione storica del periodo in cui l'Italia, o parte di essa, venne a trovarsi nella paradossale condizione dell'""alleato occupato"""". La peculiarità di questa condizione determinò la forma che assunse il dominio tedesco in Italia, analizzato dall'autore nella prima parte del libro facendo ricorso al concetto di """"policrazia"""" che identifica la rivalità e concorrenza tra più centri di potere autonomi nel Reich. Questo concetto viene qui applicato alla politica estera con risultati profondamente innovativi per quel che riguarda la conoscenza dei meccanismi decisionali, al di là della figura del Fuhrer."" -
Genitori. Una nascita psicologica
All'occhio dello psicologo l'attesa di un figlio appare un'occasione di crescita e di maturazione psicologica per entrambi i genitori, come è molto evidente oggi anche ai profani. Nelle nuove generazioni è presente una concezione della vita di coppia diversa da quella tradizionale, con una sempre maggiore responsabilizzazione dei padri nel vivere la gravidanza della donna e la nascita di un figlio. E' sempre più frequente che il padre assista di persona al parto. E' una questione dibattuta, tra antropologia e psicologia, se esista, o sia mai esistito, un ""istinto paterno"""". Per la donna, la maternità, al di là degli eventi biologici gravidanza-parto-allattamento, è una fondamentale esperienza psicologica."" -
Castelli in aria. Taccuini M. N. Profilo di un bambino
«Secondo Fox i gatti trovano i nidi degli uccelli e poi li tengono d'occhio fin quando i piccoli sono abbastanza grandi da poterseli mangiare. Accanto a una casa calda di Shrewsbury c'era un nido di merli, e Hubbersty si accorse che il gatto andava a sorvegliarlo tutti i giorni per vedere come crescevano i piccoli. Se i gatti mangiano poi davvero gli ucccellini, questo è il più curioso caso di ragionamento e di astinenza». Pubblicati per la prima volta negli anni settanta, i Taccuini M e N e lo splendido Profilo di un bambino (il figlio di Darwin, Doddy) documentano una tappa decisiva nella ricerca darwiniana sui temi della mente, delle emozioni, dell'espressione del comportamento. È un Darwin sconosciuto, agile e rapido, non appesantito da quelle preoccupazioni di rigore, completezza e dignità che renderanno più lenta la prosa delle grandi opere della maturità. Con tecnica quasi fotografica, fatta di ingrandimenti e di accostamenti al vivo, Darwin costruisce l'intelaiatura fondamentale di quello che chiama «il mio castello in aria», una teoria unitaria e tutta evolutiva del vivente nelle sue innumerevoli gradazioni: piante, insetti, crostacei, mammiferi. E ovviamente l'Homo sapiens, di cui esplora dapprima il lato meno razionale (il vecchio, il bambino, il «primitivo») o patologico (il malato di mente) per prendere infine d'assalto la cittadella dell'adulto sano, colto e civilizzato, coi suoi tic rivelatori. -
Tango italiano
Questo racconto lungo che inizia in Argentina senza veramente mai lasciare l'Italia è una vera e propria inchiesta sul senso dell'essere oggi sospesi in una modernità in cui le identità si confondono e i luoghi perdono importanza; in cui dunque perfino l'estremo tentativo dello spaesamento (volare a Buenos Aires per preparare un viaggio che rischia di esaurirsi nella sua preparazione) non può non portare alla frustrazione. In uno stato di sonnambulismo in cui si riconosce il vecchio vizio dell'accidia, il protagonista, ""dandy pagato dallo Stato"""" per le sue ricerche universitarie, ripercorre i luoghi di una leggende letteraria che in fondo lo interessano meno delle minime varianti di una contemporaneità banale e grottesca."" -
Viaggi
Per la prima volta sono qui raccolte – riscontrate sui manoscritti originali – le note stese da Tocqueville nel corso di tutti i suoi viaggi. Quello famoso compiuto con l'amico Gustave de Beaumont nel 1831-32 negli Stati Uniti per indagare sul locale sistema penitenziario che, trasformatosi in una vera e propria inchiesta sulla società americana, fornirà gli elementi di conoscenza diretta che stanno alla base diLa democrazia in America; ma anche un giovanile viaggio in Sicilia, i viaggi in Inghilterra e in Irlanda del 1833 e del 1835, il viaggio in Svizzera del 1836 e i viaggi in Algeria del 1841 e del 1846. Tutti legati, tranne quello in Sicilia, alla sua attività di magistrato e di uomo politico, intrapresi dunque con finalità in senso lato di governo, questi viaggi costituiscono come il laboratorio di quello che è probabilmente il più profondo pensiero sulle società occidentali (e non solo) nella fase seguita alla rivoluzione francese e alla prima rivoluzione industriale. Dai taccuini su cui Tocqueville andava annotando quasi giorno per giorno con scrupolo di concretezza e grande ricchezza di particolari cose viste, parole udite, domande e risposte di vere e proprie interviste, emerge tutta la ricchezza di un mondo – quello della transizione alla modernità – al quale Tocqueville dedicherà le grandi opere cui è legata la sua fama, qui anticipate in spunti di riflessione e sempre nuovi interrogativi sorti a contatto con la realtà. -
Perché la guerra?
«Ci sembra che mai un fatto storico abbia distrutto in tal misura il prezioso patrimonio comune dell'umanità, seminato così profonda confusione nelle più chiare intelligenze, abbassato tanto radicalmente tutto ciò che è elevato». (Freud nel 1915) «Vi è una possibilità di dirigere l'evoluzione psichica degli uomini in modo che diventino capaci di resistere alle psicosi dell'odio e della distruzione?» (Einstein nel 1932). -
Dove comincia l'amore. I primi contatti con il neonato
Tutti i genitori desiderano che il bambino che sta per nascere sia sano, felice, indipendente, pieno di curiosità verso la vita, capace di amare e di corrispondere all'affetto di chi gli è vicino, e che diventi capace di affrontare con sicurezza le situazioni difficili. Questo desiderio è una potente motivazione che permette loro di considerare il bambino, fin dalla nascita, come una persona, e di fornirgli l'ambiente più favorevole per il suo sviluppo, evitando di proiettare su di lui le loro ansie e i loro traumi infantili non risolti. Nei reparti di maternità le procedure sono passate, negli ultimi decenni, da una grande rigidità a una sempre maggiore vicinanza dei genitori con il bambino al momento del parto e prima del ritorno a casa. -
Il riso di Talete. Matematica e umorismo
Il riso è uno scoppio di energia incontrollata, un rivolgimento umorale, insomma una catastrofe fifiologica (e anche sociale, se si ride a sproposito). Ma le catastrofi sono quelle strane discontinuità studiate dai matematici. E' possibile affidare loro una teoria del riso? Nell'opinione comune i matematici sono incapaci di emozioni, sono robot, macchine, magari geni, ma vorreste davvero essere come loro? Non meno degli italici carabinieri oggetto di riso, personaggi di barzellette, fin da quando Talete fece ridere la serva tracia cadendo in una buca perchè camminava guardando le stelle. Ma il nostro agente all'Avana, infiltrato nell'isolata e ben munita torre d'avorio dei matematici, ci fa pervenire rapporti che rivelano come siano loro, i matematici, tra i più prolifici autori e inventori di umorismo, storie, barzellette, aneddoti, prese in giro di colleghi e di se stessi, delle proprie manie e del gergo scientifico e accademico. Forse perchè il loro lavoro consiste soltanto nel pensare, senza vincoli espliciti posti dalla durezza della natura, dagli obblighi del laboratorio, dedicando molto tempo a creare poesie, storielle, giochi, soprattutto giochi, che fanno passare anche come cose serie. Persino uno dei più importanti medici del Novecento, Bourbaki, è frutto di fantasia: la sua vita fu un fuoco d'artificio d'umorismo. Quando sono in vena di cattiveria, poi, i matematici si divertono a costruire paradossi, mettendo in crisi con una risata i filosofi e tutti coloro che si spingono improvvidi ai limiti del pensiero, inclusi se stessi. -
Patchwork
Vincitore premio Bagutta 1999C'è Adriano il Vecchio, lo Scrivente, che ha tante storie, sue e altrui, da raccontare; c'è Adriano il Giovane, che disegna fumetti ma vorrebbe essere pittore; e c'è Adriano il Falsario, che falsifica, insieme ai fumetti del Disegnatore originale, la propria vita e non solo quella. Poi c'è il curato Don Amici, che un giorno incrocia sul suo cammino due giovani assassini, Tommaso e Gerolamo, i quali altri non sono se non i personaggi che hanno dato fama a Adriano il Disegnatore. L'incontro avviene all'Osteria del Geranio Rosso... Una sorta di inedito autobiografismo mediato dalla fantasia, che segue i fili dell'esperienza e della memoria. -
Joseph A. Schumpeter. Vita e opere
Joseph A. Schumpeter (1883-1950) è, con John M. Keynes, uno dei maggiori economisti del Novecento. Di nascita e formazione austriaca, egli finì la sua vita negli Stati Uniti, dopo essere passato per la Germania di Weimar. Uomo politico e banchiere privato prima di dedicarsi definitivamente alla carriera accademica, Schumpeter rivive sotto la penna di Richard Swedberg in questa che, mentre vuole essere la sua biografia intellettuale, fa largo posto agli aspetti personali, a volte tragici e avventurosi, della vita personale. Non mancano, in appendice, estratti dal diario privato e addirittura un abbozzo di romanzo. -
Il Caffè (1764-1766)
«Il Caffè» uscì a Milano dal 1764 al 1766. Il gruppo di animatori del periodico - Pietro Verri e il fratello Alessandro, Cesare Beccaria e altri membri dell'Accademia dei Pugni -, consapevoli del grave ritardo della società italiana rispetto al progresso civile dei grandi paesi europei, utilizzarono la finzione di una bottega di caffè in cui si svolgevano conversazioni sugli argomenti più disparati, per trattare di varie questioni, dalle scienze alle arti, alla vita sociale in ogni suo aspetto, nell'ottica di un'analisi della società e del mondo contemporanei. «Il Caffè» nasceva infatti come reazione all'aridità e alla stanchezza dell'intellighenzia italiana per proporre una nuova cultura, che scaturisse dall'osservazione della vita e da una reazione ai fatti senza alcun paludamento erudito. Occorre studiare l'uomo nella totalità della natura e della vita associata; occorre individuare e sostenere un nesso tra sviluppo economico (le prime affermazioni di una legge economica borghese) e svecchiamento delle classi dirigenti (affermazione di una nuova morale pubblica e quindi progresso della coscienza civile). Sogno di una nuova vita civile all'insegna di una cultura di pubblica utilità, che aiuti la generazione «presente» a partecipare attivamente al progresso, «Il Caffè» contaminò felicemente filosofia, letteratura e scienza riuscendo a farsi specchio delle inquietudini più positive dell'illuminismo. Questa che proponiamo e l'edizione completa, arricchita di molti testi inediti, con introduzione, apparato critico e note di commento nuovi rispetto alle precedenti edizioni, del «giornale» che per primo in Italia diede battaglia per congiungere la società al progresso culturale, scientifico ed economico, alla luce di una visione ottimistica e, soprattutto, cosmopolita.