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Ordine del giorno: sterminio degli ebrei. La Conferenza del Wannsee del 20 gennaio 1942
Il 20 gennaio 1942 il capo della Direzione centrale per la sicurezza del Reich riunì, in una villa di un elegante sobborgo di Berlino, quattordici persone tra segretari e sottosegretari di Stato, funzionari ministeriali di grado equivalente, generali e ufficiali delle SS per consultarsi con loro sulle conseguenze di quanto era ormai cosa decisa: sterminare tutti gli ebrei d'Europa. Il verbale della riunione, destinato a restare segreto, fu redatto su ordine e dietro istruzione di Heydrich da Adolf Eichmann. Solo nel 1947 il verbale venne trovato dagli americani: nel volume si trovano lettere, verbali, appunti, testimonianze che riguardano direttamente la conferenza del gennaio 1942. -
Diario Dogon
Questo diario, nato da molti viaggi in Mali, tenta di analizzare il curioso gioco di specchi tra etnologi, dogon e turisti, ma costituisce anche una riflessione su cos'è oggi il turismo dell'esotico, quali sono i meccanismi culturali e sociali che innesca, quali dialoghi o scontri si aprono tra visitatori e visitati. -
Danza delle culture. L'identità culturale in un mondo globalizzato
Le culture hanno la capacità di assimilare ciò che è estraneo, di integrarlo nella propria forma di vita e di tradurlo in qualcosa di nuovo. La cultura non si definisce tanto in base alle radici quanto piuttosto come prodotto di relazioni. L'interconnessione mondiale è da tempo una realtà culturale, e dai contatti cresciuti in misura esponenziale nasce anche una nuova molteplicità. Ci si può chiedere, poi, se la nostra paura dei processi di trasformazione culturale, la nostra idealizzazione dell'originario non sia anch'essa una forma di sguardo coloniale. -
Scrittori e finzioni d'America. Incontri e cronache 1989-99
Il volume raccoglie le inteviste fatte a diversi autori americani, fra gli altri: Grace Paley, Don DeLillo, Mark Leyner, Kathy Acker, Jerome Rothenberg, in una campionatura rappresentativa di quella generazione postmoderna americana che ha tentato di forzare i limiti della scrittura, e di superare nuove soglie. Attorno ai discorsi personali, la storia di questi ultimi dieci anni: la fine della guerra fredda, la lingua dei nuovi immigrati dell'Est, gli interrogativi posti dalle nuove tecnologie e dalle nuove geografie dell'immaginario. Sullo sfondo New York come città multiforme: ora colta nella dimensione familiare del Village, ora rifugio per l'apolide espatriato, ora teatro di circoli musicali. -
L' isola di Euthanasius. Scritti letterari
È l'inverno del 1938-39 quando il giovane Eliade opera la scelta degli articoli e dei saggi (usciti negli anni precedenti, a partire dal 1931) che appariranno in volume nel 1943. In tale raccolta si ritrovano sia gli orientamenti del futuro storico delle religioni, sia riflessioni di critica letteraria, di anedottica biografica o semplici notazioni di costume. Se ne ricava un quadro interessante di quali fossero, negli anni Trenta, i gusti, le preferenze e le idiosincrasie di un giovane studioso balcanico di ritorno dall'India, pieno di curiosità e dotato di un ricco bagaglio di letture. -
Il tempo che resta. Un commento alla «Lettera ai Romani»
Se è vero che ogni opera del passato giunge alla piena leggibilità solo in determinati momenti della sua storia, per le Lettere di Paolo l'ora sembra venuta. A uno dei testi più commentati della tradizione occidentale Agamben restituisce quel rango messianico che solo può riorientare la prospettiva di una interpretazione ormai bimillenaria. Paolo non fonda una religio dell'universale, non annuncia una nuova identità e una nuova vocazione, ma revoca ogni identità e ogni vocazione; non abolisce la Legge, ma la dispone a un uso che si colloca al di là di ogni diritto. Cuore del messianismo – dall'evangelo paolino fino alle tesi Sul concetto della storia di Benjamin, che talora ne nascondono gli splendidi calchi – è una esperienza del tempo affidata all'inversione del rapporto tra passato e futuro, tra memoria e speranza. Come tempo di ora, segmento di tempo profano teso fra la resurrezione di Gesù e l'eschaton apocalittico, il tempo messianico si costituisce in figura stessa del tempo presente, di ogni presente. Sul canone di «ricapitolazione vertiginosa» che appartiene al messianico è modellato anche l'andamento del libro di Agamben: una sapienza esegetica da biblista si trasfonde nelle illuminazioni del filosofo che interroga Paolo a partire da Schmitt, Kafka e Scholem, e che sa cogliere nella parola paolina, attraverso Lutero, le ascendenze concettuali della dialettica hegeliana. -
Wittgenstein su regole e linguaggio privato
Nel paragrafo 201 delle Ricerche filosofiche Wittgenstein dice: «Il nostro paradosso era questo: una regola non può determinare alcun modo d'agire, poiché qualsiasi modo d'agire può essere messo d'accordo con la regola». Da tale paradosso, che costituisce forse il punto centrale delle Ricerche, ha origine una nuova forma di scetticismo, paragonabile solo allo scetticismo classico di Hume e ricco d'insospettate conseguenze per la filosofia della matematica, della logica e della psicologia. In questo saggio, straordinario per la concisa lucidità e la forza delle argomentazioni, Saul Kripke percorre in una prospettiva assolutamente originale il testo wittgensteiniano e propone una «soluzione scettica» del paradosso. Un esempio singolare di un confronto teoretico-filologico tra due grandi pensatori del nostro tempo. -
Il senso degli altri. Attualità dell'antropologia
«Il senso degli altri» può essere inteso in due modi, scrive Augé. In una prima accezione, come il senso della famiglia o dell'orientamento, è un dono acquisito o innato, che varia a seconda degli individui, dei gruppi o delle epoche. Oggi in Europa il senso degli altri si attenua e insieme si acuisce: diminuisce l'attitudine a tollerare la differenza, ma questa intolleranza crea e struttura l'alterità: i nazionalismi, i regionalismi, i fondamentalismi, le imprese di «purificazione etnica» rinviano non tanto a una crisi d'identità, quanto a un imbizzarrirsi dei processi che generano alterità. In una seconda accezione (che fa degli altri non più l'oggetto ma il soggetto del senso), il senso degli altri ci mette di fronte al senso elaborato dagli altri, individui e collettività. Ma le due accezioni sono collegate, perché il senso di cui si tratta è il senso sociale, cioè l'insieme dei rapporti simbolizzati, istituiti e vissuti tra gli uomini all'interno di una collettività che questo insieme permette di considerare tale. -
Manuale di sopravvivenza
Nodo centrale della riflessione di Cesarano è ""il carattere 'finito' dell'economia politica"""". La conquista materiale del pianeta da parte sistema capitalistico come suo universo-politico ha evidenziato la scadenza ultimativa delle contraddizioni insite nel suo modo di prodursi, in quanto l'oggetto della sua produzione, il mondo, ha assunto ormai un carattere fittizio e antinaturale."" -
Facile come p greco. Introduzione alla matematica superiore
Il libro intende introdurre il lettore in possesso delle nozioni che può fornire la scuola media ai temi basilari della matematica, nei loro sviluppi insieme più elevati e fondamentali. A tal fine la maggior parte dei capitoli comincia con una serie di problemi elementari, formulati in modo divertente, dietro ai quali si celano idee matematiche più avanzate. Queste vengono rese esplicite e vengono esplorati nuovi sviluppi, approfondendo e ampliando la comprensione che il lettore può avere della matematica. -
La crisalide e la farfalla. Donne e matematica
Il libro è una riflessione su quello che si è perduto con l'esclusione dalla matematica delle donne, che fino a tempi recenti hanno avuto una parte trascurabile nel suo sviluppo, anche se nel corso dell'ultimo secolo hanno cominciato a conquistarsi un ruolo paritario. L'esposizione presenta le informazioni che nel corso degli anni l'autore è venuto accumulando assorbendole dal suo ambiente, attraverso gli incontri e le letture. Più che un lavoro erudito questo libro vuole essere una testimonianza offerta all'interesse non solo di colleghi matematici ma soprattutto d'insegnati e di educatori. -
Contro l'arte e gli artisti. Nascita di una religione
Il libro è un processo alla figura convenzionale dell'artista. In esso Gimpel ripercorre la storia di coloro che costruivano o dipingevano immagini, studiandone i rapporti di dipendenza economica, lo status sociale, la progressiva acquisizione di prestigio, lungo un percorso che coincide con quello dell'affermazione della civiltà borghese. La religione dell'arte nell'economia capitalistica, il bello come valore economico, l'artista come pedina di un gioco che ha come fine il profitto. Una storia che ha i suoi inizi con Giotto, ""primo pittore borghese"""", e che, dopo la nascita della """"religione del bello"""" in età moderna, culmina con l'evoluzione romantica della figura dell'artista."" -
Colette
L'opera di Colette sembra una trasparente autobiografia. Si tratta dei ricordi d'infanzia, o della maturità, dei romanzi o delle celebri trasposizioni romanzesche la scrittrice mette in scena se stessa. In questa autobiografia che ben si può considerare definitiva, gli autori hanno ricostruito la lunga e avventurosa vita di Colette basandosi unicamente su documenti di prima mano: atti ufficiali, corrispondenze (in gran parte inedite) articoli di giornale e testimonianze di contemporanei. Molti vuoti di Colette sono così colmate e varie situazioni - il primo divorzio, la carriera teatrale, l'attività giornalistica - illuminate di luce nuova. -
Il nespolo
Molte pagine di questo libro possono essere lette come un diario o come un delirio, una narrazione dove si confondono realtà e immaginazione, passato e presente, eventi gravi e futili. Si direbbe che l'autore abbia voluto concludere il discorso dei sui scritti precedenti esaurendo in una specie di trilogia un'esperienza di vita. L'inizio del racconto: ""Giano ha cento anni e ha deciso di sedersi sotto un nespolo a contare i giorni senza più cedere alle tentazioni mondane. Gli sembra una decisione assennata e adeguata alle circostanze. Non farà nulla e lascerà vagare i suoi pensieri come nuvole oltre il fogliame. L'estate è una stagione che favorisce questa disposizione d'animo. I castagni e i faggi delle colline sono più ombrosi di un nespolo..."""""" -
Sciamanismo. Guaritori, spiriti, rituali
Lo sciamano è una figura presente presso numerose popolazioni dell'Eurasia settentrionale, della Siberia e dell'Asia interna; la si trova anche nelle religioni dell'Himalaya e nel Sud-Est asiatico; esiste in tutto il continente americano ed è conosciuta in Australia oltre che in parte dell'India e dell'Indonesia. Manca invece in Africa, in Europa, nel Vicino Oriente, nell'Asia centrale e meridionale: insomma nelle aree in cui si sono sviluppate le grandi civiltà arcaiche. Questo tipo di diffusione sembra confermare l'ipotesi secondo cui lo sciamanismo sarebbe un fenomeno antichissimo, risalente alle comunità di cacciatori e raccoglitrici del Paleolitico superiore. -
Connessioni. Antropologia dell'universalità delle culture
Questo libro intende dimostrare, contro il relativismo culturale, che non esistono contraddizioni tra universalismo e particolarismo e, soprattutto, che la manifestazione delle identità contemporanee passa per l'utilizzo di significati globali. Secondo l'autore, la globalizzazione non data da oggi e nei secoli - dall'espansione dell'Islam alla colonizzazione europea - più che di scontro si è trattato di successive fasi di contatto che hanno connessioni tra le cultura. -
Finzioni di fine secolo. Che cosa succede?
Augé analizza la capacità della finzione di diventare realtà, inevitabilmente piegata, a sua volta, al senso della finzione. E' quello che emerge nel dei due testi che compongono il volume: in ""Finzioni di fine secolo"""" si leggerà del Tour de France del 1997 e del Mondiale di calcio del 1998, della morte di Diana (avvenimento-immagine) e di quella di John John (non avvenimento). Il secondo testo, """"Che cosa succede?"""" rientra in quella che l'autore chiama """"letteratura sperimentale"""" ed è in realtà il frutto della sua capacità di osservazione e di analisi."" -
La comunità che viene
"L'essere che viene: né individuale né universale, ma qualunque. Singolare, ma senza identità. Definito, ma solo nello spazio vuoto dell'esempio. E, tuttavia, non generico né indifferente"""". Così veniva presentata nel 1990 la prima edizione di questo libro. Nella """"Postilla 2001"""" aggiunta a questa edizione, l'autore non può che constatare che ciò che all'inizio era solo un'ipotesi - l'assenza d'opera, la singolarità qualunque, il """"bloom"""" - è diventato realtà." -
Kierkegaard
L'esperienza di Soren Kierkegaard cosituisce uno dei punti problematici del pensiero e della religiosità moderni. Kierkegaard denunciò in termini di eccezionale rigore la crisi dell'uomo occidentale, del cristiano in particolare, dinanzi alla filosofia e alla religione, e della stessa denuncia fece uno strumento didattico destinato a giungere in profondità per la sua durezza. In questo libro l'autore ha inquadrato storicamente il lungo prcesso in cui è radicata la posizione di Kierkaard dinanzi all'Illuminismo e al Romanticismo. -
Il mito del cannibale. Antropologia e antropofagia
L'idea dell'esistenza del cannibalismo appena oltre i confini della propria cultura è antica e universilmente accettata nonostante una documentazione per nulla probante. Passando dal mondo preistorico all'impero azteco, alle culture africane e della Nuova Guinea, Arens dimostra come tale credenza in un cannibalismo universale, distinto da pratiche rituali o di sopravvivenza effettivamente osservate, rappresenti un mito di cui si servono i membri di un gruppo per rivendicare il proprio diritto al monopolio della cultura e giustificare l'emarginazione o addirittura l'eliminazione del diverso. Un mito che, nelle civiltà occidentali è stato sostenuto e alimentato con l'avallo dell'antropologia, scienza messa dunque in discussione dall'autore.