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Zeropoli. Las Vegas, città del nulla
In realtà Las Vegas non è altro che il nostro stesso orizzonte urbano: tutto ciò che è stato costruito nel cuore del deserto a sud del Nevada, la superpotenza dell'""entertainment"""" come senso dell'esistenza, l'organizzazione della città in funzione dei negozi e dei luoghi di divertimento, l'animazione permanente che regna giorno e notte per le strade, le architetture a tema che coniugano seduzione commerciale e immaginario infantile, la dipendenza beata dei cittadini dall'oppio spettacolare e mediatico, tutto questo è qualcosa che conosciamo già. Offerta rituale al dio Divertimento e cimitero di insegne, trasfigurazione del banale e infinita variazione sul tema, sublimazione del grottesco al di là del bello e del brutto, sogno americano."" -
Omaggio a Gaia. La vita di uno scienziato indipendente
L'autore racconta come, dopo vent'anni di ricerca medica, egli scelse di lavorare da indipendente nella sua casa. Qui ha svolto negli ultimi trentacinque anni ricerche sullo spazio e sulla radioattività delle sostanze chimiche, fino a inventare l'""Electron Capture Detector"""", che consentì di rilevare la presenza diffusa di pesticidi e altri prodotti pericolosi. La sua scoperta dell'accumulazione di clorofluorocarburi nell'atmosfera aprì la strada allo studio del buco nello strato di ozono. Ma la sua fama è legata soprattutto all'ipotesi su Gaia, che ha modificato il nostro modo di vedere il pianeta su cui viviamo e di cui stiamo minando gli equilibri."" -
Austria
Il poeta francese Philippe Jaccottet conduce i suoi lettori nel cuore di un paese dal grande passato e dal problematico presente, dove l'Europa scopre una parte delle proprie origini e una conferma delle sue attuali difficoltà. Dal Tirolo al Salzkammergut, da Graz e Vienna, dai profumi delle grandi pianure dell'Est al morbido fluire del Danubio, il racconto di Jaccottet ridà voce agli scrittori, ai musicisti, agli uomini di teatro e di cultura, cercando in loro una spiegazione, una testimonianza, un frammento di verità. Ma, attraverso le loro pagine, una luce pietosa si riverbera anche sui personaggi più quotidiani e modesti, sui luoghi meno noti al turismo frettoloso, sugli interrogativi e sulle contraddizioni del nostro tempo. -
Forza di legge. Il «Fondamento mistico dell'autorità»
Diviso in due capitoli, ""Del diritto alla giustizia"""" e """"Il nome di Benjamin"""", il libro evidenzia una scissura tra diritto e giustizia, oggetto da parte di Derrida di una riflessione profondamente originale. Con riferimento a Montaigne e Pascal, egli esprime una precisa critica dell'ideologia giuridica, del diritto che è in rapporto asimmetrico con la giustizia, nel senso che laddove c'è diritto non c'è giustizia, per il semplice motivo che la forma giuridica è l'esito di rapporti di forza politico-economici. Se è indubitabile che la legge si regge sulla forza, allora si tratta di vedere quale possibilità essa ha di accedere alla giustizia."" -
Memoria e utopia. Il primato dell'intersoggettività
Il primato dell'intersoggettività è il tema che collega tutti i saggi di questa raccolta. La memoria e l'utopia connotano due diversi atteggiamenti del soggetto, l'uno volto al passato e l'altro al futuro, entrambi convergenti su un forte ancoraggio al presente. Le due posizioni condividono il carattere critico del rapporto con la situazione attuale, che rende questo ancoraggio mobile grazie agli stimoli che provengono dal passato e dal futuro. Ciò è possibile sulla base di una concezione del soggetto non unitario ma autoriflessivo, capace di riflettere e ironizzare su se stesso a partire dalla propria costitutiva intersoggettività, dall'essere in relazione con l'altro. -
L' Islam in Africa. Sufismo e Jihad fra storia e antropologia
L'islam a sud del Sahara, al cui studio l'autrice si dedica da quasi vent'anni, è una realtà importante ma poco nota. Esso interessa circa 120 milioni di fedeli presenti in un'area territoriale che attraversa il continente da una parte all'altra, dal Senegal alla Somalia. Questa diffusione è il risultato di un processo storico che ha visto l'islam propagarsi al seguito dei mercanti arabi, berberi e persiani fin dall'inizio del IX secolo. L'islamizzazione dell'Africa subsahariana avviata nei secoli successivi porta alla formazione di una letteratura afro-musulmana e alla introduzione della guerra santa (jihad) ad opera di talebani africani. -
Giustizia senza limiti. La sfida dell'etica in una economia globalizzata
Nelle prime due parti del libro Serge Latouche mette a confronto l'apologetica della società di mercato realizzata dalla scienza economica con l'ingiustizia del mondo che evidentemente svuota di contenuto ogni pretesa morale dell'economia. In quanto condividono il medesimo immaginario economico liberismo e marxismo sono oggetto della stessa critica radicale, che si estende alla degenerazione dello stato sociale di matrice socialdemocratica. Nella terza parte del libro Latouche abbozza i tratti di quel che potrebbe significare una società giusta nel contesto di un mondo devastato dall'economia, insieme unificato e diviso dal mercato. -
Che forma ha un fiocco di neve? Numeri magici in natura
Si pensi alle strisce del manto di una zebra, alla complessità di una tela di ragno, all'uniformità delle onde dell'oceano e delle dune del deserto, alle spirali secondo cui sono disposti i semi in un fiore di girasole; si pensi alla forma di un fiocco di neve. Da secoli questi e altri schemi naturali sono stati riconosciuti da scienziati che ne hanno dato una descrizione matematica. Questo libro mostra come le apparentemente fredde leggi della matematica trovino espressione nella bellezza della natura. -
Lo stato di eccezione. Homo sacer. Vol. II/1
Lo stato di eccezione, ossia quella sospensione dell'ordine giuridico che siamo abituati a considerare una misura provvisoria e straordinaria, sta oggi diventando sotto i nostri occhi un paradigma normale di governo, che determina in misura crescente la politica sia estera sia interna degli stati. Il libro di Agamben è il primo tentativo di fornirne una sommaria ricostruzione storica e, insieme, di analizzare le ragioni e il senso della sua evoluzione attuale, da Hitler a Guantanamo. Quando lo stato di eccezione tende a confondersi con la regola, le istituzioni e gli equilibri delle costituzioni democratiche non possono più funzionare e lo stesso confine fra democrazia e assolutismo sembra cancellarsi. Muovendosi nella terra di nessuno fra la politica e il diritto, fra l'ordine giuridico e la vita, dove i ricercatori non amano avventurarsi, Agamben smonta a una a una le teorizzazioni giuridiche dello stato di eccezione e getta una luce nuova sulla relazione nascosta che lega violenza e diritto. -
Lavorare con piccoli indizi
I saggi che compongono questo libro obbediscono a una strategia comune: indagare un testo letterario muovendo dalla convinzione che siano i piccoli e piccolissimi indizi, le labili tracce di cui è cosparsa la sua superficie a mettere sulla strada della comprensione. Le imperfezioni e le incongruenze che fanno funzionare la macchina testuale si nascondono lì, sotto gli occhi di tutti, e il talento del critico sta nel ricostruirle con la meticolosità paziente del decifratore. Lavagetto articola questi assunti nei ""frammenti di una teoria"""", per poi trasformarli in sapientissimi esercizi di lettura, da Balzac a Collodi a Stendhal, dai libretti verdiani a Freud a Proust."" -
Bioeconomia. Verso un'altra economia ecologicamente e socialmente sostenibile
La teoria bioeconomica rappresenta il primo e forse più rigoroso tentativo di articolare l'economia alle scienze della vita. Come risulta dalle carte di Georgescu-Roegen, egli intendeva, negli ultimi anni della sua vita, pubblicare un volume dal titolo Bioeconomics che ragionevolmente doveva costituire una prima sistematizzazione di questa concezione economica alternativa al mainstream. Com'è noto, egli non riuscì a portare a termine tale progetto. Il presente volume intende riprendere questa sfida, pubblicando una raccolta dei più significativi contributi di Georgescu-Roegen nell'ambito della bioeconomia (compresi alcuni testi dattiloscritti inediti), ma, soprattutto, cercando di offrire alla teoria bioeconomica un carattere di maggior sistematicità, integrandola con gli sviluppi più significativi che si sono avuti in tempi recenti in particolare nella biologia e nella teoria dei sistemi complessi. Il volume vuole inoltre recuperare lo spirito originale che animava la teoria bioeconomica. Questa infatti, per nulla incline ai facili compromessi legati alle teorie dello sviluppo durevole o sostenibile che tanto hanno affascinato accademici e tecnocrati, cercava risposte rigorose e coerenti agli ideali di un'economia giusta e compatibile con le leggi fondamentali della natura, ideali che oggi riemergono con rinnovato slancio dalla società civile. -
L'immateriale. Conoscenza, valore e capitale
Stiamo attraversando un periodo in cui al capitalismo moderno, centrato sulla valorizzazione di grandi masse di capitale fisso materiale, si sostituisce sempre più rapidamente un capitalismo postmoderno centrato sulla valorizzazione di capitale immateriale, o «capitale umano», come si dice. Questa mutazione nel senso di un «capitalismo cognitivo» e di una «società della conoscenza», accuratamente indagata dall'autore nei primi due capitoli del libro, si accompagna a nuove metamorfosi del lavoro di cui gli ultimi due capitoli esplorano le prospettive: verso una società dell'intelligenza o verso una civiltà postumana? Centrale in questa discussione è il rapporto tra capitale e scienza che si servono l'uno dell'altra nel perseguimento di scopi che hanno molto in comune (ricerca della pura potenza, ricorso alle tecniche del calcolo astratto) ma la cui alleanza presenta da qualche tempo delle crepe, nel senso che, se è escluso che il capitale possa emanciparsi dalla scienza, quest'ultima potrebbe emanciparsi dal capitalismo. -
La cultura del male. Dall'idea di colpa all'etica del limite
Uno stile filosofico tutt'altro che minoritario nel pensiero contemporaneo – identificabile in singoli, in correnti o «scuole», in linee editoriali di successo – interpreta l'ora presente, e il presente intemporale definito dall'espressione «natura umana», attraverso le nozioni di male e di crisi. La pervasività di questa antropologia negativa è tale da alimentare una diffusa mentalità nichilista di depotenziamento e indebolimento dell'etica laica, su cui ha facile presa il progetto di «riconquista» religiosa da parte della Chiesa cattolica. Il libro muove da una ricognizione dell'idea di colpa e decadimento, dalle origini paoline e agostiniane fino a Nietzsche e Freud, per approdare a un'etica del limite, che denunci i tratti antiumani delle etiche religiose, contrapponendo alla visione «verticale» del (redimibile) destino tragico dell'uomo un'antropologia positiva dell'immanenza e della finitudine, che accolga il caso e l'imperfezione, e si radichi nella consapevolezza dell'eterogeneità di valori. -
La rivendicazione di Antigone. La parentela tra la vita e la morte
«Cominciai a riflettere su Antigone anni addietro, quando mi domandavo cosa ne fosse dei tentativi delle femministe di confrontarsi con lo Stato e di sfidarlo. Mi pareva che Antigone potesse contrapporsi alla tendenza a cercare l'appoggio e l'autorità dello Stato per realizzare gli scopi politici del femminismo per i quali le nuove femministe lottavano. Sembrava che, negli sforzi contemporanei volti a ricomporre l'opposizione politica in una istanza legale e a cercare la legittimazione dello Stato nell'adozione delle rivendicazioni femministe, l'eredità della sfida di Antigone fosse andata perduta. In realtà troviamo Antigone difesa e sostenuta da Luce Irigaray, per esempio, che la identifica con il principio della sfida femminile allo statalismo e ne fa un esempio di antiautoritarismo...». Così inizia questo libro in cui, con le posizioni di Irigaray, sono discusse anche quelle di Lacan e il riferimento a Foucault introduce una nuova apertura sui temi della identità e del rapporto con la politica. -
I luoghi del delitto
"Il medico curante mi ha detto che ho pochi mesi di vita. Ha detto proprio così senza giri di parole, eravamo compagni di banco al ginnasio e siamo rimasti in confidenza"""". Inizia così """"I luoghi del delitto"""". Nel suo stile limpido, privo di retorica e ricco di ironia e sarcasmo, Luigi Pintor conduce il lettore sugli scenari dei delitti - delitti che riguardano """"l'umanità tutt'intera o pressapoco"""", delitti non commessi ma non impediti nell'incessante tentativo di scoprire """"dove il vero il giusto il buono si nascondono, dove diavolo stanno, che cosa li distingue dal falso dall'ingiusto dal cattivo""""." -
Stelle e strisce. Storia di una bandiera
La bandiera a stelle e strisce funziona, negli Stati Uniti, come un potente simbolo religioso. E' il totem della nazione, l'emblema centrale di quella fede nazionale che costituisce la religione civile o meglio l'unica vera religione del paese. La bandiera è onnipresente: sventola nei luoghi istituzionali e pubblici, nei luoghi privati e domestici, sulle merci e sui prodotti del mercato, nei mezzi di informazione e in quelli di intrattenimento. La bandiera è circondata da tabù: dev'essere trattata secondo regole protocollari precise, e chi non le rispetta suscita orrore e scandalo. La bandiera desta emozioni intense: emozioni e sentimenti di coesione, di appartenenza, di orgoglio, di identità individuale e di reazione collettiva, talvolta di vergogna. La bandiera è oggetto riverito di culto in rituali periodici anche quotidiani, e di vere e proprie preghiere come il giuramento di fedeltà. In momenti eccezionali, la sacralità della bandiera e l'emozionalità a essa connessa possono esplodere in manifestazioni clamorose. È successo di recente durante e dopo la guerra del Golfo e naturalmente dopo l'II settembre... Attraverso la storia ricca di aneddoti e non priva di sorprese della bandiera a strisce rosse e bianche che dalle 13 stelle delle origini passa alle attuali 50 è tutta la storia degli Stati Uniti che sfila sotto gli occhi del lettore in una insolita prospettiva. -
Kitawa. Il suono e il colore della memoria
Le fotografie scelte per questa raccolta sono state scattate a partire dal 1973 sull'isola di Kitawa (Papua-Nuova Guinea). Sono passati trent'anni, ma la ricerca dell'autore continua ancora. Il libro presenta le immagini legate al tema della ricerca condotta a Kitawa: la possibilità di individuare testi (verbali e non verbali) all'interno di una cultura orale che non usa alcuna forma di supporto scritto o grafico per comporli, memorizzarli, eseguirli e trasmetterli. Giancarlo Scoditti è professore di Etnologia presso l'Istituto di Archeologia classica e Storia dell'arte antica dell'Università di Urbino. -
L' evento dell'altro. Etica e politica in Jacques Derrida
Si è spesso presentata la filosofia di Jacques Derrida come un pensiero intento solo a un cinico gioco estetizzante, e si è interpretata la decostruzione come una pratica distruttiva e nichilistica, protesa essenzialmente allo smantellamento di quella tradizione del pensiero occidentale che Derrida ci ha insegnato a chiamare ""logofonocentrismo"""". L'autrice mostra come quello della decostruzione possa invece rivelarsi un pensiero radicale della responsabilità e della giustizia, chiamato in ogni istante a rispondere dell'altro e per l'altro. Ripercorrendo l'intricata trama di tali questioni, l'autrice offre, attraverso un'attenta lettura della più recente produzione derridiana, una inedita prospettiva della decostruzione."" -
I paradossi dell'infinito
Ultima opera di Bernard Bolzano, pubblicata postuma nel 1851 e rimasta a lungo sconosciuta. Il primo vero riconoscimento ufficiale tributato a quest'opera fu quello di Georg Cantor, neI 1883, seguito neI 1913 da Edmund Husserl. Oggi l'importanza di Bolzano è universalmente riconosciuta e in particolare questo libro, dedicato nella sua parte principale ai paradossi dell'infinito nel campo della matematica, introduce concetti che stanno alla base di tutta la moderna teoria degli insiemi. Per la prima volta nella storia della matematica Bolzano introduce qui esplicitamente il concetto di insieme, distinguendolo da quelli di aggregato, moltitudine e somma. -
Rovine e macerie. Il senso del tempo
Attraverso un percorso sinuoso tra diversi siti del mondo, dall'Acropoli di Atene al Muro di Berlino, passando per diverse opere letterarie o cinematografiche e qualche ricordo, l'autore sviluppa un'intuizione che riguarda il senso del tempo e la coscienza della storia. La vista delle rovine ci fa intuire l'esistenza di un tempo che non è quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di resuscitare. È un tempo puro, non databile, assente dal nostro mondo d'immagini, di simulacri e di ricostruzioni; dal nostro mondo violento che produce solo macerie: macerie che non hanno più il tempo di diventare rovine. Un tempo perduto che capita all'arte di ritrovare.