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Non sparate sul turista
I luoghi di transito come gli aeroporti o di spensierato relax come hotel e villaggi di vacanze stanno diventando facili obiettivi di una violenza che ci spaventa, ma che ci ostiniamo a non capire. Sempre più spesso ne sono il bersaglio innocenti turisti, in quanto «ambasciatori» di un'antipatica società opulenta. Dopo i cannibali e i briganti, i terroristi: la paura del rischio e delle disavventure di viaggio ha prodotto e sta generando un turismo sorvegliato e militarizzato. Come andrà a finire? Come viaggeremo in futuro? Inseguendo e smascherando la logica del controllo della mobilità, questo ragionamento antropologico sul «corpo andante» spazia dall'antica persecuzione dei vagabondi agli scenari immaginati dalla fantascienza. Ed è al contempo una critica, colta e ironica, delle vacanze blindate e della nostra ossessione per la sicurezza. Con una modesta proposta finale. -
Fantasmi del Novecento
Lo spazio narrativo del fantastico, tipico della modernità nera e romantica che nel nostro Ottocento ha raccolto pochi racconti degli scapigliati, ha dato le sue prove migliori in altre letterature. Esiste invece una tradizione d'eccellenza che, dagli anni Venti del Novecento fino a fine secolo, colloca idealmente il neofantastico italiano accanto a Borges e Cortázar. Questo saggio esplora questa dimensione attraverso le opere di Alberto Savinio, Tommaso Landolfi, Anna Maria Ortese e Antonio Tabucchi. È un fantastico spesso spurio, ibridato con l'autobiografico e il poliziesco, che nel repertorio classico di case maledette o statue animate, doppi o visioni oniriche introduce elementi di più sottile ambiguità e indefinitezza. -
La forza dello sguardo
Consegnato a parole, miti, filosofie, letterature e arti, il primato della vista si identifica da sempre con il possesso del sapere e l'esercizio del potere. Se in greco antico il lessico del vedere e quello del conoscere sono tutt'uno e se per il Platone de ""La Repubblica"""" è filosofo """"chi ama lo spettacolo della verità"""", l'equivalenza di teoria e visione, che fonda e attraversa l'intera metafisica occidentale, non ha nulla del dato acquietante, anzi si configura come una drammaturgia che è urgente interrogare. Un excursus dai grandi personaggi tragici a Freud, dalla mitologia classica alle testimonianze figurative più tarde, dai dialoghi platonici a Orwell, in cui l'autore indaga le ragioni che rendono lo sguardo così potente."" -
La matematica in cucina
Perché le salsicce cuociono più in fretta dell'arrosto? Qual è la forma migliore per un boiler? Cosa hanno in comune il getto d'acqua che sgorga da un rubinetto e un ingorgo stradale? A un primo sguardo sembrerebbe che la matematica non abbia nessuna relazione con la cucina. Un'analisi più attenta svela, invece, i meccanismi che regolano il funzionamento e la struttura di oggetti e fenomeni quotidiani che celano al loro interno una grande quantità di matematica, spesso tutt'altro che elementare. -
La macchina vivente. Contro le visioni meccanicistiche dell'uomo
Dimostrare che l'uomo è una macchina - scrive Giorgio Israel - si è rivelata una impresa senza prospettive e che ha come solo effetto quello di produrre un impoverimento sul piano conoscitivo. Tentare di realizzare delle macchine che si comportino come un uomo ha avuto straordinari effetti sullo sviluppo della tecnologia, ci ha dotato di strumenti di enorme efficacia che, se soggetti a finalità dotate di senso, agevolano il lavoro e la vita quotidiana; ma non ha avvicinato di un passo l'obiettivo iniziale. Modificare l'uomo costringendolo a comportarsi sempre di più in forme simili a quelle delle macchine che si pretende ne siano l'immagine (e sono tutt'altra cosa), è invece possibile, almeno in parte. La necessità di fare un uso crescente delle macchine, di adattarsi ai modi della loro «vita», e quindi a operare entro la loro sfera logica, spaziale e temporale può indurre modifiche sostanziali nei comportamenti dell'uomo, abituarlo (e costringerlo) a considerare naturale l'identificazione del ragionamento con i procedimenti logici delle macchine, a introiettare una immagine puramente quantitativa del tempo. -
Cristoforo e Colombo
Con l'incombere della Prima guerra mondiale, Anna Rose e Anna Felicitas, due gemelle diciassettenni orfane dei genitori, vengono affidate a dei parenti inglesi. Lo zio Arthur, tronfio patriota, è un tutore riluttante: le ragazze sono tedesche e potrebbero agire come spie nemiche. Spedite allora in America, durante la traversata incontrano Mr Twist, un ingegnere dallo spiccato senso materno, con cui stringono una durevole amicizia. Mr Twist, però, non ha considerato le conseguenze del prendere sotto la sua protezione due ragazze giovani e belle del tutto prive di tatto e di risorse che continueranno a chiedere il suo aiuto una volta giunte a New York, in un'America che si appresta alla guerra e le guarda con sospetto. -
L'immagine insepolta. Aby Warburg, la memoria dei fantasmi e la storia dell'arte
Aby Warburg (1866-1929) fece della ""sopravvivenza"""" il motivo centrale del suo approccio antropologico all'arte occidentale. Essa è qui studiata nella sua logica, nelle sue fonti e nelle sue risonanze filosofiche, che vanno dalla storicità secondo Burckhardt all'inconscio secondo Freud, passando per l'eterno ritorno secondo Nietzsche, la memoria biologica secondo Darwin, la morfologia secondo Goethe. Una molteplicità di approcci che è l'unico mezzo per descrivere la paradossale """"vita"""" delle immagini e attraverso la quale Warburg introduce i paradossi costitutivi dell'immagine stessa: la sua natura di """"fantasma""""; il suo potere di trasmettere il pathos; la sua struttura di """"sintomo"""" e la sua natura di teatro dei tempi."" -
La società eccitata. Filosofia della sensazione
Alla fine, ecco il sensazionale. Dovrebbe essere raro, oltre che sconvolgente. Ma quell'emozione che fa sobbalzare, quel fremito che magnetizza, quell'eccitamento da clamore non costituiscono l'oltranza che, ogni tanto, viene a sovvertire il nostro pacato assetto percettivo. Sono la dismisura a cui noi, esseri umani senzienti, siamo ormai assuefatti. Se tutto il visibile e tutto l'udibile alimentano il notiziabile, e la logica stessa dell'informazione impone di impressionare per mezzo di stimoli sempre più forti, la soglia di ciò che eccita il nostro sensorio non smetterà di spostarsi in avanti. L'eccitabilità assurge dunque a decisivo imperativo sociale, motore di un'industria sia dell'immateriale sia delle merci. Da tempo il sensazionalismo, con il nuovo regime antropologico che ha configurato, è oggetto di riflessione per studiosi della società e filosofi, nonché terreno di elezione per moralisti in vena di astinenza mediatica e ascetismo emotivo. Soltanto Christoph Turcke però ha saputo ricostruirne il significato, rovesciando il punto di vista da cui finora lo si è preso in esame. Dal suo saggio illuminante apprendiamo che tra l'odierno ""far sensazione"""", ossia destare scalpore, e la sensazione intesa quale atto del percepire - al centro del pensiero moderno - esiste una consustanzialità, e non lo scarto che immagina con sussiego il discorso filosoficamente ben temperato."" -
Il dolore non necessario. Prospettive medico-sanitarie e culturali
Il dolore è il sintomo più comune di una malattia, un campanello d'allarme che segnala il rischio della perdita dell'integrità psico-fisica. Questo è vero per le malattie acute, ma non per quelle croniche, quando esso perde la sua funzione di ""sentinella"""" e diventa malattia. I progressi della farmacologia degli ultimi vent'anni consentono di controllare il dolore in oltre il novanta per cento dei casi, sia che si tratti di quello legato alle patologie tumorali, sia che dipenda da patologie di tipo degenerativo. Eppure in Italia la """"terapia"""" del dolore è poco praticata, come dimostra lo scarso consumo di farmaci oppioidi e la carenza di strutture ospedaliere adeguate. Un viaggio culturale, religioso e antropologico, oltreché medico, sul dolore."" -
L' avventura umana
"E se l'avventura umana dovesse fallire? Supposizione assurda! L'uomo non occupa forse il vertice della evoluzione biologica? Non è il solo animale la cui tana sia illuminata di notte? Nonché il solo in grado di avere una storia e di scriverla?"""". Pubblicato per la prima volta nel 1991 con il titolo """"Sortie de secours"""", questo libro fu ripreso e attualizzato dall'autore, ormai quasi centenario, nel 1999. Alle soglie del XXI secolo, forte di tutte le sue conoscenze e riflessioni, Monod pone i termini della scelta: """"Accettare la vera ominizzazione, cioè la simpatia e la pietà verso tutti gli esseri, il rispetto della vita, il rifiuto della violenza oppure, pagando il giusto prezzo delle nostre follie e crudeltà, lasciare il posto ai calamari""""." -
Verità e politica-La conquista dello spazio e la statura dell'uomo
I due saggi riuniti in questo volume sono le versioni rivedute di due articoli apparsi rispettivamente nel 1967 e nel 1963 e inseriti da Hannah Arendt nella seconda edizione americana (1968) di ""Tra passato e futuro"""". Poiché la traduzione italiana di questa opera è stata condotta nella prima edizione (1961) i due saggi erano inediti in italiano. Eppure si tratta di due testi molto importanti: il primo, Verità e politica , scritto in occasione delle polemiche seguite alla pubblicazione del «reportage» sul processo Eichmann, investe quella caratteristica essenziale del totalitarismo che consiste nel fabbricare verità. Il secondo, """"La conquista dello spazio e la statura dell'uomo"""", propone alcune riflessioni sul significato e sulle implicazioni della ricerca scientifica e della tecnica in un quadro teorico che è quello delineato in """"Vita activa""""."" -
Elogio dell'imprecisione. Percezione e rappresentazione
È proprio vero che per capire un'architettura, ma anche un oggetto qualsiasi, una forma, la precisione descrittiva è l'elemento determinante? La precisione è la condizione per capire il senso delle cose. Eppure essa, da sola, spesso non ci spalanca le porte del significato. Esso resta in parte celato dentro le cose e le rappresentazioni delle cose. Questo studio cerca di evidenziare un aspetto della comunicazione che architetture, oggetti, forme mettono in campo: l'imprecisione della definizione della loro immagine. Ciò che c'è di indeterminato negli oggetti costituisce quel bordo ambiguo che permette le sovrapposizioni, le allusioni e anche le confusioni. -
L'autoreverse dell'esperienza. Euforie e abbagli della vita flessibile
Se l'esperienza è esposizione al dolore, alla noia, al tempo morto della passività e alle loro conseguenze irreversibili, la nostra vita quotidiana sembra averle preferito un surrogato artificioso, una simulazione meno vulnerabile. Siamo immersi nell'euforia dell'interazione controllata, dell'autoriferimento senza pathos, dell'atrofia dei sensi come garanzia anestetica. Attraverso lo scrutinio della letteratura e del pensiero critico contemporanei, La Porta ci riavvicina alle ragioni antropologiche ed etiche di un'esperienza possibile: il contrario del comodo ""autoreverse"""" che ci allestisce il rumoroso teatrino della cultura nazionale, abitato da postavanguardie conformiste e da fatui eversori sedotti dall'esistente."" -
Diventare minoritari. Per una nuova politica della letteratura-Un parlamento immaginario? Conversazione con Salman Rushdie, Wole Soyinka e Russell Banks
In un dialogo con Joseph Hanimann, Salmon riflette su vicende, significato e lascito del Parlamento internazionale degli scrittori, chiusosi nel 2003. Si era costituito a Strasburgo dieci anni prima, su iniziativa dello stesso Salmon, per prestare soccorso agli scrittori minacciati di morte attraverso quella rete solidale di città-rifugio che avrebbe poi ospitato e sostentato più di cento esuli. L'esperienza di un ""parlamento"""" atipico, luogo di parola per """"deputati"""" senza mandato, in rappresentanza di un popolo che non c'è, secondo Salmon non andrà perduta, anche se i tempi impongono un netto riorientamento: dall'intellettuale """"engagé"""" a un'acustica dell'ascolto che fonda del """"diventare minoritari"""", una nuova politica della letteratura."" -
Biografi del possibile
Tra il 1992 e il 2004 Francesca Borrelli ha incontrato, e reincontrato, i più grandi scrittori stranieri, in lunghe interviste apparse sul ""manifesto"""". Il libro che ne è nato non restituisce soltanto l'eccezionalità di quegli incontri con i maggiori esponenti della letteratura portoghese o yoruba, caraibica o americana, giapponese o sudafricana, tedesca o inglese, talora figure notoriamente intrattabili o riluttanti a concedersi: a uscirne ridefinita è l'idea stessa di dialogo, che qui non fa concessioni all'estemporaneità dell'occasione, non si esaurisce nell'ultima opera uscita, per trasformarsi invece in un esercizio di critica militante che mira a connettere, a dare ragione di un percorso, a leggerlo nel singolo testo."" -
Potere e secolarizzazione. Le categorie del tempo
«Una storicità profonda penetra il cuore delle cose, le isola e le definisce nella loro coerenza, impone ad esse ordini formali implicati dalla continuità del tempo». Nella prospettiva teorica delineata da Giacomo Marramao la «continuità del tempo», che Michel Foucault indica qui come contrassegno del moderno, non è semplice vettore, bensì forma transpolitica per eccellenza, che involve la fitta trama delle categorie filosofiche fondamentali della costellazione moderna. Senza il tempo-storia cumulativo e irreversibile – senza la temporalizzazione della storia – non si darebbe il processo di secolarizzazione nel significato più esteso che è venuto assumendo: ossia di passaggio della società occidentale dalla spazialità rituale degli ordini gerarchici alla fase dinamica della piena autodeterminazione del soggetto. Con questo libro fondativo, da cui ha preso avvio la sua riflessione ventennale intorno all'«impensato» dell'idea di secolarizzazione, Marramao ha anche aperto la saggistica filosofica italiana agli esiti della Begriffsgeschichte tedesca: la storia concettuale che indaga sia la genesi e le trasformazioni del grande lemmario teoretico-politico, sia gli elementi figurali e i complessi metaforici che intervengono nella costituzione dell'«immagine del mondo» lungo la linea di confine tra metafisica e politica, scienza e multiverso delle pratiche. -
Tra due linguaggi. Arti figurative e critica
Si può spiegare a parole un quadro, una statua, un monumento architettonico? In che modo la scrittura gareggia con la cosa descritta? A quali procedure retoriche e risorse stilistiche attinge la descrizione di un'opera d'arte e che cosa la distingue dalla descrizione letteraria di un paesaggio? Tutti interrogativi a cui sono state date risposte diverse da filosofi, storici dell'arte, estetologi e critici. Mengaldo entra nel vivo della questione attraverso una fittissima campionatura di critici figurativi degli ultimi tre secoli, convocando Denis Diderot, Jacob Burckhardt, Erwin Panofsky, Emilio Cecchi, Roberto Longhi. -
La mucca pazza della democrazia. Nuove destre, populismo, antipolitica
Uno dei fenomeni più rilevanti nell'opaco orizzonte politico dell'Europa contemporanea è la comparsa di una nuova generazione di partiti sulla destra dell'arco politico: alcuni sorti ex novo, altri frutto del restyling di partiti vecchi. Di norma, per identificare questi partiti si parla di populismo. Questo libro preferisce utilizzare un'altra etichetta: quella di Nuove destre. Ma in che cosa queste differiscono dalle destre estreme tradizionali? Senza dubbio esse parrebbero rispettare le forme della democrazia rappresentativa. Al contempo, tuttavia, professano un malfido e ambiguo ""fondamentalismo democratico"""", che, inneggiando al popolo sovrano, punta ad abusare del principio di maggioranza."" -
Perceval. Un paziente narra la propria psicosi, 1830-1832
Si tratta di un testo ritrovato e pubblicato, con un'introduzione e un'attenta cura editoriale, da Gregory Bateson negli anni sessanta del Novecento. Il protagonista, John Perceval, è figlio di Spencer Perceval, ministro di Giorgio III d'Inghilterra (il ""re pazzo""""), che aveva avuto una parte nelle decisioni riguardo alla follia del re e alla sua cura, e nel 1912 fu assassinato da un folle nella Camera dei Cammei. Per un curioso destino, anche il figlio John, giovane ufficiale, diede segni di follia (allucinazioni religiose) e venne curato nelle migliori case di cura dell'epoca. Guarito, raccontò la sua esperienza in questo memoriale."" -
Spazio, tempo, numeri e stelle. Teatro e scienza. Vol. 1
Quattro pièces che smentiscono il luogo comune secondo cui le idee scientifiche non sarebbero sceneggiabili. Maria Rosa Menzio ne scopre addirittura l'intensa presenza scenica, la teatralità, e non solo quando a prendere la parola sono figure storiche rivisitate e messe in situazione. L'autrice, matematica, specializzata in filosofia della scienza, è attualmente regista e autrice teatrale.