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Siamo l'acqua, siamo la terra
Un romanzo corale, dove ogni personaggio incarna un punto di vista sul mondo. E si tratta di un mondo sconvolto, a cavallo della disfatta di Caporetto. Chiara Polita racconta uno degli episodi fondamentali della storia novecentesca ma lo fa senza adottare una prospettiva ufficiale. Sceglie un gruppo di personaggi che sono radicati nelle terre veneziane di bonifica, in particolare a San Donà di Piave. Non si tratta però di coordinate geografiche legate solo al realismo, anche se la scrittura di Polita sembra muoversi con grande precisione all'altezza del paesaggio, là dove tutto si gioca nel rapporto tra acqua e terra, là dove un microcosmo di uomini e donne sradicati, ognuno con la propria piccola avventura, contribuisce a creare un affresco multicolore che parla ancora oggi del nostro passato e del rapporto che ci lega ai luoghi del vivere. -
ArchAlp. Ediz. italiana e inglese. Vol. 5
Nelle Alpi centrali e orientali la cultura architettonica ha giocato in anni recenti un ruolo fondamentale nello sviluppo locale e regionale, diventando un vettore determinante per il rafforzamento culturale e socio-economico dei territori. Una cultura portatrice di istanze di sostenibilità e di un nuovo rapporto con l'ambiente, tassello di filiere produttive locali, luogo di sperimentazione tecnica e linguistica, ed infine strumento per le pratiche di risignificazione del patrimonio costruito, nonché elemento cardine nei processi di innovazione sociale. Il numero, nel presentare una rassegna di architetture e di progettisti che hanno lavorato in questi luoghi, illustra altrettante idee di architettura, modi di esplorare i luoghi, di studiare le condizioni del passato, di interpretare il cambiamento e le ragioni della contemporaneità. -
Il sistema finanziario e tributario della Repubblica. I principi costituzionali
Il volume offre un commento sistematico in materia di ordinamento tributario e di finanza pubblica della Repubblica delle autonomie. La ricerca si snoda lungo tutto l'arco della storia costituzionale italiana, dalle origini alla revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione. L'obiettivo è quello di rileggere le norme e la prassi all'interno della categoria dogmatica della ""costituzione finanziaria"""", individuando il quadro dei principi costituzionali rilevanti per determinare i poteri e le relazioni di stato, regioni e enti locali nel quadro del processo di integrazione europea."" -
Iscrizioni della città etrusca di Adria. Testi e contesti tra arcaismo ed ellenismo
Adria nasce come emporio e almeno dal tardo Arcaismo assume la fisionomia di una città etrusca per cultura e per lingua. Gli scavi condotti in città per oltre due secoli hanno restituito una ricca documentazione epigrafica che conta 212 iscrizioni etrusche e centinaia di graffiti. Nel panorama degli studi su Adria, il ruolo dell'epigrafia appare così assai rilevante. Rilevanza confermata nel quadro dell'Etruria padana, dove il nucleo adriese è al secondo posto per quantità dopo quello di Spina, e compete anche con alcune fra le più importanti città dell'Etruria propria. Ma l'aspetto forse più importante risiede nella continuità, dato che le attestazioni più antiche risalgono al VI sec. a.C. e le più recenti a cavallo di II e I sec. a.C., restituendo così lo spaccato di una comunità sopravvissuta al crollo del sistema padano nel IV sec. a.C. Questa ricca documentazione è confluita nell'edizione del Corpus Inscriptionum Etruscarum, IV, I, 1. Non consentendo la prassi redazionale dell'opera approfondimenti critici, si è ritenuto opportuno offrire a corredo del fascicolo un testo di analisi epigrafica delle iscrizioni etrusche, valorizzando l'insieme delle informazioni che il singolo oggetto iscritto porta con sé, dunque non solo il testo, ma anche il supporto e il contesto di rinvenimento, essenziali per una soddisfacente interpretazione. Le iscrizioni sono dunque fondamentali per uno studio complessivo e diacronico dell'Adria preromana, in quanto grazie a queste è possibile avviare una riflessione sulla società e sulle pratiche che questa adottava nel confrontarsi con il sacro e con la morte. -
Nuovi contributi di diritto tardoimperiale e giustinianeo
Il volume raccoglie una serie di lavori che Giovanni Luchetti, tra il 2007 e il 2019, ha dedicato ad approfondimenti sul diritto dell'epoca tardoimperiale e giustinianea. Si tratta di ricerche che si riferiscono dunque all'ultima fase del diritto romano e contribuiscono a evidenziare alcune caratteristiche della straordinaria esperienza della Compilazione giustinianea e del diritto che ne fu espressione. -
Diritto, organizzazione e gestione dello sport e delle attività motorie
Il volume intende armonizzare, in un contesto unitario, gli aspetti giuridici e manageriali che regolano l'ordinamento, l'organizzazione e la gestione delle diverse attività all'interno di associazioni e società sportive, di un evento sportivo, di una struttura che svolga attività motoria, approfondendo i profili istituzionali e gli aspetti più recenti di carattere normativo, dottrinale e giurisprudenziale del settore. Il testo dedica approfondimenti alle nuove figure manageriali - quali il risk manager, l'event manager e il manager dei social network -, alla preparazione e all'organizzazione di un evento sportivo, alla gestione dei rischi e alla definizione delle responsabilità di coloro che gestiscono e dirigono strutture sportive. Si tratta di un lavoro originale, caratterizzato da chiarezza e ampia accessibilità, rivolto agli studenti, agli operatori e agli studiosi del diritto sportivo e del management sportivo, a testimonianza di come lo sport e le attività motorie abbiano raggiunto, molto opportunamente, una valenza accademica. Testi di: Carlo Bottari, Paco D'Onofrio, Francesco Franceschetti, Federico Laus, Renato Nicolai, Giovanni Paruto. -
Il portico bolognese storia, architettura, città
Il portico è l'infrastruttura portante della città di Bologna e la sua architettura ne è l'espressione più concreta e tangibile; un patrimonio monumentale di eccezionale valore che ne ha condizionato profondamente tanto l'immagine storica quanto la percezione contemporanea. Apparso per la prima volta durante l'Alto Medioevo come un vero e proprio abuso edilizio ai danni della comunità e riconosciuto come una proiezione arbitraria della proprietà privata nello spazio pubblico della strada, il portico bolognese trovò una sorprendente rivincita alla fine del XIII secolo, quando venne così apprezzato per le sue qualità utilitarie e formali che gli statuti cittadini lo resero obbligatorio, a partire dal 1288, per qualsiasi nuova costruzione. Da allora in avanti queste strutture si diffusero in modo capillare lungo il tracciato delle nuove strade, rendendo inconfondibile l'immagine di Bologna nei secoli successivi. Si tratta di oltre 42 chilometri di portici (più di 60, se includiamo anche gli ampliamenti novecenteschi), che sono stati inseriti nella World Heritage List di UNESCO il 28 luglio 2021 in virtù del valore universale che essi hanno saputo esprimere e conservare nel tempo per l'intera civiltà urbana. Questo libro proietta il lettore nel labirinto delle vie coperte bolognesi, fornendo il filo di Arianna per non smarrirsi e imparare a orientarsi in un paesaggio urbano storico unico nel suo genere, grazie a una guida critica e a un atlante storico-topografico dei portici più rappresentativi. -
Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale mondiale nel diritto internazionale
Il patrimonio culturale e naturale, materiale e immateriale del nostro Paese rende l'Italia una ""superpotenza di cultura e di bellezza"""", come molto efficacemente sottolineato da Massimo Riccardo, Ambasciatore della Repubblica italiana presso l'UNESCO. Si tratta di un giacimento di bellezza, sapere e tradizione immenso, che richiede di essere conosciuto, tutelato e valorizzato. Il presente volume, nato da una ricerca promossa dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di Bologna, offre un'analisi sul contributo del diritto internazionale alla formazione della nozione di patrimonio dell'umanità, alla luce, in particolare, del sistema UNESCO, nell'ambito del quale tale nozione continua a svilupparsi. Il volume è inoltre arricchito dalla presentazione dei tesori delle città che ospitano le sedi di Giurisprudenza dell'Alma Mater: i meravigliosi mosaici di Ravenna, già dichiarati patrimonio UNESCO, e i suggestivi portici di Bologna, candidati a patrimonio dell'umanità."" -
Laboratorio di arbitrato nello sport. Schemi e materiali
Questo testo rappresenta un vero e proprio ""laboratorio"""" sull'arbitrato sportivo: vi si trovano, accanto ad una spiegazione del sistema di giustizia sportiva vista dalla prospettiva dell'arbitrato, schemi utili per focalizzare gli istituti più importanti, fonti normative e giurisprudenziali inserite in appositi riquadri, richiami ipertestuali ai testi integrali delle sentenze più rilevanti, accessibili con la lettura di un semplice QR code. Il tutto allo scopo di rendere il più stimolante possibile l'approccio a questa materia, sollecitando così la riflessione sui suoi punti forti e sulle sue criticità."" -
Lectura Dantis Bononiensis. Vol. 10
Sommario: 30 Paradiso II, O della conoscenza, Anna Pegoretti Paradiso; III Erminia Ardissino Paradiso; IV Guglielmo Barucci; Paradiso V Franziska Meier; Paradiso VI, Le ali dell'aquila Luca Carlo Rossi; Paradiso VII. Incarnazione di Cristo e Resurrezione dell'uomo, Enrico Fenzi; Paradiso VIII Paolo Borsa; Paradiso IX Heather Webb. -
La nascita di una collezione. Gli Hercolani a Bologna (1718-1773). Ediz. illustrata
Grazie a una lunga e articolata ricerca documentaria condotta nell'archivio della famiglia Hercolani e nei fondi antichi della Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna, il volume riporta alla luce episodi inediti e vicende significative della quadreria formata da Marcantonio Hercolani (1709-1772) e accresciuta dal figlio Filippo (1736-1810). Per la prima volta vengono messi a fuoco la fisionomia, la formazione e i criteri di allestimento di una collezione esemplare, tra le più ricche e considerate della città, calandola nella realtà del suo tempo e contribuendo a gettare le fondamenta per uno studio allargato sul collezionismo d'arte felsineo nell'età dei lumi. L'indagine sistematica, che si snoda attraverso la lettura di testimonianze d'archivio in gran parte inedite, fa emergere il gusto che muoveva gli acquisti e l'allestimento dei manufatti, portando in luce la fortuna dei primitivi, il ruolo di eruditi e intermediari e le complesse dinamiche del mercato dell'arte. -
La mediazione interculturale. Strumento per le politiche di inclusione e di contrasto alle disuguaglianze
Questo volume nasce a seguito del convegno svoltosi a Ravenna, il 26 novembre 2020, organizzato da Comune di Ravenna, Regione Emilia-Romagna e Dipartimento di Scienze giuridiche dell'Università di Bologna. Dopo le relazioni principali, tenute da docenti universitari, si sono succeduti gli interventi di referenti istituzionali, professionisti ed esperti della mediazione interculturale. In chiusura le osservazioni degli ospiti della tavola rotonda, moderata dall'Assessora all'Immigrazione del Comune di Ravenna, Valentina Morigi. Le singole sessioni sono state dedicate ai seguenti quattro temi: figure professionali della mediazione e forme contrattuali; mediazione interculturale in un contesto di emergenza; dalla mediazione interculturale alla mediazione sociale; la mediazione digitale e nuove forme tecnologiche di discriminazione. -
Atmosfere. Esperienze immersive nell'arte e al museo
Il volume propone una riflessione sulle funzioni, gli sviluppi e le procedure che nel tempo e in un equilibrio sempre mutevole tra realtà e illusione hanno caratterizzato l'esperienza immersiva nell'arte e al museo. La proposta di ambienti emotivi, di atmosfere, così come i dispositivi utilizzati per allestire collezioni e musei, hanno infatti sempre cercato di comporre insieme valori di conoscenza razionale e di coinvolgimento emotivo e sensoriale. All'interno di una dimensione teorica e in un orizzonte internazionale viene messa in risalto sia l'esperienza del pubblico che quella di artisti e curatori. Dal viaggiatore del Grand Tour al turista internazionale, allo spettatore virtuale gli obiettivi auspicati con la realizzazione di esperienze immersive sono stati talvolta ricorrenti: dall'educazione popolare alla propaganda politica, dalla valorizzazione del patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico alla conoscenza scientifica. Le diverse sezioni del volume suggeriscono così un fil rouge che va dagli allestimenti analogici - sale d'epoca d'altri tempi, diorami, ricostituzioni a diverse scale di siti e luoghi - ai nuovi display immersivi con i loro ambienti virtuali. -
Lorenzo Sabatini. La grazia nella pittura della Controriforma
Lorenzo Sabatini (1530 circa - 1576) è stato un artista di primissimo piano nel secondo Cinquecento, la cui attività si è svolta tra Bologna, Firenze e Roma. Questa prima monografia a lui dedicata intende ristabilire il ruolo di protagonista che il pittore, troppo a lungo sottovalutato, rivestì nel panorama felsineo e in modo più ampio nell'Italia centro-settentrionale. La posizione preminente conquistata nella Bologna di Paleotti e il suo peso tra gli aiuti di Vasari dischiusero a Sabatini le porte della corte di papa Gregorio XIII Boncompagni, dove si consumò la sua stagione più felice. Il libro mira a restituire la complessità di una figura sfaccettata, che non rinuncia all'eleganza della Maniera ma, al contempo, è in grado di intercettare le nuove esigenze dettate dalla Controriforma. Per questa ragione costituisce un tramite essenziale, fino a oggi non adeguatamente considerato, tra la cultura figurativa del Cinquecento e il profondo rinnovamento avviato dai Carracci che apre al Seicento. La monografia include il catalogo generale dell'artista, oltre 150 riproduzioni a colori e una ricca appendice documentaria. -
L' uso dell'intestino in urologia. Ricostruzione storica attraverso i disegni di Luciano Giuliani
È stato un caso che durante il lockdown abbia trovato alcuni disegni del mio maestro, il professor Luciano Giuliani, relativi all'uso dell'intestino in urologia. La ""scossa"""" della scoperta mi ha inevitabilmente portato indietro nel tempo e fatto ricordare quanto importanti fossero stati gli studi del professor Bracci e della """"Scuola Romana"""" per lo sviluppo di questa tematica in Italia. I disegni sono da collocare negli anni Ottanta, periodo durante il quale furono poste le basi per la ricostruzione della neovescica dopo cistectomia. I pazienti, obbligati fino ad allora a tenere """"il sacchetto"""", cominciarono a urinare attraverso l'uretra, quindi per le vie naturali. Un risultato epocale se è vero che ancora oggi, dopo quarant'anni, i principi di allora (detubularizzazione e riconfigurazione) vengono regolarmente applicati sia nella chirurgia tradizionale che in quella robotica."" -
Il futuro della laguna di Venezia. Oltre trent'anni di studi, ricerche, esperimenti e opere
Scritto da uno dei protagonisti degli studi sulle dinamiche idrauliche che hanno interessato la laguna di Venezia negli anni del moderno, già direttore dell'Istituto di Idraulica dell'Università di Padova, membro fin dall'origine del comitato tecnico-scientifico costituitosi presso il Consorzio Venezia Nuova a metà degli anni '80 ai fini di dar seguito a quanto previsto dalla nuova Legge Speciale per Venezia 798/84, Attilio Adami espone in questo volume una visione originale dei fatti non tanto per la novità delle opere documentate, quanto per la loro estensione e complessità, frutto di quella idea unitaria dell'ambiente lagunare che le ha sostenute e che viene spesso dimenticata quando ci si riferisce all'opera del Consorzio. ""Ho potuto vedere direttamente - scrive Adami - come l'attività del Consorzio Venezia Nuova non si sia limitata al progetto e alla costruzione delle opere alle bocche, Il cosiddetto MOSE, ma come queste siano state affiancate da una collana di opere complementari che hanno interessato l'intero specchio lagunare e i litorali adiacenti, che avevano bisogno di una manutenzione straordinaria, assente da molti anni. Di tutte queste attività di restauro e di miglioramento della laguna e della città la cronaca ha parlato sempre molto poco e, soprattutto, solo quando si poteva criticare. Naturalmente, le critiche più accese e quasi sempre ingiustificate si sono appuntate sulle opere alle bocche, facendo sottintendere che si poteva raggiungere lo stesso risultato in modo meno invasivo e più economico. Ma questo non è vero, come ho cercato di scrivere in questo libro, ed è questa l'opinione anche dei molti consulenti e tecnici che hanno contribuito nel tempo e da più punti di vista alla definizione delle singole opere"""". Un contributo nuovo e utile ad un giudizio più oggettivo su quanto sin qui fatto, ma soprattutto un patrimonio di conoscenze e una visione indispensabili all'azione futura sulla laguna di Venezia."" -
Lectura Dantis Bononiensis. Purgatorio
Quando ebbe inizio la Lectura Dantis Bononiensis i curatori erano ben consapevoli di giungere al culmine di una lunga trafila di Lecturae ancora attive in molte città italiane. Ma quel 1° di ottobre del 2009, fissato per il commento del primo canto del Poema, chiamava alla memoria quel lontanissimo 23 ottobre del 1373 in cui Giovanni Boccaccio inaugurò a Firenze, in Santo Stefano di Badia, la prima Lectura Dantis in assoluto interrotta all'inizio del XVII canto dell'Inferno per la salute già malferma dell'autorevole interprete. Dopo le apprezzate Letture di Benvenuto da Imola, rifluite poi nel commento dell'intera Commedia, ci fu una ripresa umanistico-rinascimentale specie ad opera dell'Accademia Fiorentina (1548 e 1589) con lettori di qualità quali Giovan Battista Gelli, Pier Francesco Giambullari, Benedetto Varchi, Galileo Galilei. Dopo un lungo percorso carsico l'iniziativa riemergeva nell'Ottocento, col Romanticismo, ma ancor più dopo l'unità d'Italia. Aprirono la strada le straordinarie lezioni su Dante di Francesco De Sanctis a Napoli, a Torino e a Zurigo, e le quasi contemporanee fondazioni della ""Deutsche Dante-Gesellschaft"""" (1865), della """"Oxford Dante Society"""" (1876), della """"Dante Society of America"""" (1880) e della """"Società dantesca italiana"""" (1888) con sede a Firenze. Proprio a Firenze nel 1899 si inaugurò la moderna Lectura Dantis. Ad essa fecero seguito numerose Lecturae legate a diverse città italiane dantesche come Firenze, Verona, Ravenna; ma anche all'estero non sono mancate analoghe iniziative come la Lectura Dantis Turicensis, dell'Università di Zurigo, la Lectura Dantis Andreapolitana, ancora in corso presso l'Università di St Andrews in Scozia, e quella francese promossa a Parigi dalla giovane """"Société Dantesque de France"""". In questo contesto, qualsiasi altra analoga iniziativa poteva essere considerata non necessaria. Sappiamo però anche che la Lectura Dantis, accanto alle sue motivazioni specialistiche, ha un suo ruolo divulgativo, si rivolge cioè a un pubblico più ampio dei soli addetti ai lavori. In tal senso, a partire dal 2009, è iniziata ed è in corso a Bologna, città dantesca, la prima nuova Lectura Dantis del XXI secolo, ai cui lectores è stato chiesto di essere chiari nella loro esecuzione orale, riservando al testo scritto tutti i possibili approfondimenti e il necessario corredo bibliografico. La Lectura Dantis Bononiensis, ad opera dei principali commentatori di Dante, è stata promossa dalla collaborazione fra l'Accademia delle Scienze e il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell'Ateneo bolognese, e si è tenuta, e si terrà, in una serie di incontri che saranno completati nel 2021, anno del settecentesimo anniversario della morte di Dante. Le singole lecturae sono state già pubblicate separatamente in volumetti dedicati, e vengono ora raccolte nella forma tradizionale in tre volumi, uno per ciascuna delle tre cantiche. Dopo il volume sull'Inferno, la serie prosegue con il tomo dedicato al Purgatorio e si chiuderà con quello dedicato al Paradiso."" -
ArchAlp. Ediz. italiana e inglese. Vol. 6
Lontano dagli accomodanti luoghi comuni del mainstream architettonico internazionale e dalle facili sicurezze di retoriche consolidate e reiterate, l'architettura contemporanea sembra farsi strada con coraggio nelle Alpi occidentali. Traduttrice di istanze complesse, essa si ritaglia piccoli spazi di movimento nelle trame delle realtà socio-economiche locali, portando innovazione nei modi e nelle tecniche, interpretando con rigore critico le peculiarità dei territori e dei patrimoni. Le opere presentate nel volume compongono un racconto corale in cui l'architettura diventa testimonianza ""costruita"""" delle trasformazioni in atto sul territorio montano contemporaneo: dalla produzione della cultura all'abitare, dai servizi all'ambiente e al paesaggio, fino al patrimonio."" -
Diritto dell'arbitrato
Questo lavoro, giunto alla seconda edizione, mira ad offrire una visione complessiva dell'arbitrato interno e internazionale, con attenzione sia alla disciplina normativa, sia alla prassi. La trattazione segue uno sviluppo cronologico, dalla convenzione arbitrale all'impugnazione del lodo, nel contesto dei rapporti con la giustizia statuale e con gli altri rimedi alternativi di soluzione dei conflitti. L'intento è di permettere al lettore di cogliere le potenzialità dello strumento e di fornirgli gli strumenti necessari per adattarlo alle peculiarità dei singoli casi. Questa edizione è aggiornata agli sviluppi normativi e interpretativi fino a luglio 2021 e si struttura su due livelli di lettura: il testo, corredato di esempi, e gli approfondimenti, posti di regola in un riquadro alla fine di ogni paragrafo. Nel testo sono anche indicati i principali riferimenti alla giurisprudenza e sul sito dell'editore sono presenti - accessibili tramite lettura di un QR code - le sentenze più significative a testo pieno e una bibliografia essenziale per ogni capitolo. Sempre in formato digitale, saranno messe a disposizione schede di aggiornamento sulle novità normative successive alla pubblicazione. Elena Zucconi Galli Fonseca è professore ordinario dell'Università di Bologna, dove insegna Diritto processuale civile e Diritto dell'arbitrato interno ed internazionale. È autrice di oltre centoquaranta pubblicazioni in sedi italiane ed estere, fra le quali alcuni lavori monografici. -
Prima di tradurre. Sei lezioni propedeutiche di linguistica testuale per la mediazione interculturale
Prima di tradurre è un'introduzione alla linguistica testuale pensata per future mediatrici e futuri mediatori e ha lo scopo di sviluppare una maggiore consapevolezza linguistica (la capacità di sapere vedere e valutare le conseguenze delle scelte linguistiche che si compiono), prendendo spunto dalla riflessione su che cosa accade quando compiamo atti quotidiani che si danno per scontati (leggere o scrivere un messaggino su WhatsApp, leggere un avviso, un tweet). Ogni argomento è affrontato partendo dalla discussione di esempi concreti ed è accompagnato da esercizi mirati all'acquisizione di alcuni concetti teorici (la comunicazione scritta e orale; frase ed enunciato; modelli di classificazione dei testi, e così via): non è dunque un'esposizione sistematica, ma un percorso condotto attraverso l'illustrazione di casi, discussi e ricondotti all'interno di una precisa cornice teorica. Una scelta didattica funzionale ad illustrare il ruolo della lingua nel complesso processo della comunicazione e, nello stesso tempo, a fornire agli studenti e alle studentesse strumenti per riflettere concretamente sui loro comportamenti linguistici. Francesca Gatta insegna Linguistica italiana nel Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell'Università di Bologna (campus di Forlì). I suoi studi sono di carattere storico-linguistico e riguardano in modo particolare la lingua italiana e i media, cinema, televisione e giornali (Il teatro al cinema. La lingua del cinema degli anni Trenta, 2008; Giornalismo, in Storia dell'Italiano scritto, a cura di G. Antonelli, M. Motolese e L. Tomasin, 2014). Fra i suoi ambiti di ricerca, anche la didattica dell'italiano L1, in particolare la didattica della scrittura.