Sfoglia il Catalogo ibs000
<<<- Torna al MenuCatalogo
Mostrati 8621-8640 di 10000 Articoli:
-
Didattica della solidarietà. Service learning e pedagogia salesiana
La scuola può essere il centro di una grande rete di contatti, ponte con il territorio e palestra di sguardo solidale. Si impara davvero quando apprendimento e servizio degli altri si incontrano, non quando il sapere diventa autoreferenziale o, peggio, si isola dal contesto e non incontra chi vive ai margini. Il service learning è una proposta pedagogica che permette di inserire nella prassi ordinaria l'attenzione al servizio progettandolo, monitorandolo e valutando le competenze apprese. Sì, perché servire insegna, anzi insegna più del lavoro in aula. Invitare a sperimentare gli apprendimenti in contesti reali, creando le condizioni per vere «prove esperte», è una grande opportunità educativa e culturale, oltre che di solidarietà. Già ampiamente diffuso nel mondo, da qualche anno il service learning - grazie al lavoro dei docenti e dei formatori della scuola di Alta Formazione Educare all'Incontro e alla Solidarietà (EIS) della LUMSA, che hanno collaborato anche a questo testo - sta trovando un suo spazio anche in Italia. Le scuole salesiane delle Figlie di Maria Ausiliatrice hanno individuato in questa proposta dei chiari punti di contatto con il loro stile educativo, il sistema preventivo di don Bosco: un modo per coniugare la loro tradizione pedagogica con uno strumento che permette di portare nella didattica ordinaria - dalla progettazione alla valutazione - alcune accortezze tipiche del loro carisma. Nasce così questo volume, che nelle prime due parti mette a confronto la pedagogia salesiana nella sua essenza con la proposta del service learning. La terza parte, infine, presenta alcuni progetti realizzati in scuole FMA di ogni ordine e grado, per diffondere e proseguire questo interessante connubio. -
War Hawks. Gli Stati Uniti e la guerra del 1812
Nel giugno 1812 gli Stati Uniti, sotto la guida del presidente James Madison, stupirono il mondo dichiarando guerra alla Gran Bretagna. Quali che fossero i motivi che portarono a questa difficile decisione, considerata l'impreparazione di una nazione ancora sprovvista di un effettivo esercito permanente, apparve palese che nella politica americana erano emersi dei falchi della guerra - War Hawks - in grado di orientare l'opinione pubblica e le scelte dell'amministrazione. Qual è stato il ruolo degli War Hawks nell'influenzare la dichiarazione di guerra? Quale fu il ruolo della stampa, che già appare in questi anni come quarto potere? Quali furono gli scenari geopolitici e gli interessi espansionistici della giovane repubblica? Quali nuovi politici emersero con la guerra? Quale fu il ruolo di coloro che si impegnarono per risolvere pacificamente il conflitto che si concluse con il trattato di Gand nel dicembre 1814? Su queste e altre questioni si interrogano dieci studiosi americani e italiani, esperti affermati e giovani ricercatori. Il loro lavoro riporta l'attenzione su una guerra che viene ricordata nei libri di storia con difficoltà e solo come scontro per la difesa degli interessi marittimi, laddove, invece, si presentavano già in nuce espressioni intense di patriottismo e la spinta espansionistica che, di lì a qualche decennio, avrebbe portato gli Stati Uniti a conquistare i territori messicani. Contributi di: Luigi Marco Bassani, Deborah Besseghini, Matteo Casiraghi, Paul Finkelman, Giandomenico Iachini, Ginevra Paparoni, Marco Sioli, Andrew Spannaus, Scott Manning Stevens e Alan Taylor. -
Città in cerca di autori. Il cammino della governance metropolitana in Francia e in Italia
Gli interrogativi circa la necessità e la bontà della riforma amministrativa che, nel 2014, ha istituito in Italia le Città Metropolitane hanno spinto l'autrice ad interessarsi, parallelamente, alla realtà francese che, negli stessi anni, si è trovata ad affrontare le medesime sfide. Il confronto, qui proposto, fra le tradizioni dei due stati nel campo della pianificazione non ha volutamente il taglio di un'analisi tassonomica del governo del territorio in Francia e in Italia, ma costituisce piuttosto uno spunto per affrontare dubbi e perplessità sull'interpretazione scientifica di alcune dinamiche osservabili oggi nelle grandi città. In maniera del tutto originale le ricerche condotte, a partire dal 2017, in viaggio tra lo Stivale e l'Esagono, hanno visto alternarsi studi bibliografici e verifiche sul campo, interviste ad esperti e colloqui con le amministrazioni competenti. La lettura parallela delle nascenti istituzioni metropolitane nei due Paesi si articola quindi, con vivacità, fra le tesi proposte dall'autore (cui è dedicato il nucleo centrale del volume) e le molteplici voci dei suoi interlocutori (presenti nei diversi capitoli, ma soprattutto nell'ultimo, dedicato ad interviste). -
Dentro la società interconnessa. La cultura della complessità per abitare i confini e le tensioni della civiltà ipertecnologica. Nuova ediz.
Siamo nel mezzo di un processo di trasformazione antropologica (1996), che si sostanzia nel ribaltamento dell'interazione complessa tra evoluzione biologica ed evoluzione culturale; un processo dalle numerose implicazioni in termini di paradigma, di cittadinanza e inclusione, con ricadute notevoli su identità e soggettività in gioco. Un cambiamento radicale di codici, culture, modalità di produzione e condivisione, gerarchie (disintermediazione), legato a molteplici variabili e concause, che si sta rivelando l'ennesima opportunità per élite e gruppi sociali ristretti. Per questa complessità sociale, oltre ad una rinnovata attenzione per le regole e i diritti, occorrono un approccio alla complessità, in grado di evitare spiegazioni riduzionistiche e deterministiche, ma anche, e soprattutto, una nuova sensibilità etica. La tecnologia è entrata a far parte della sintesi di nuovi valori e di nuovi criteri di giudizio e gli attori sociali si trovano di fronte alla possibilità di operare un irreversibile salto di qualità. Contrariamente alle narrazioni egemoni, il digitale - di cui sottovalutiamo ancora le profonde implicazioni epistemologiche - ha determinato un aumento della complessità delle dinamiche, dei processi, dei sistemi, e non una loro semplificazione. Sfera cognitiva, sfera emotiva e sfera sociale. È tempo di ricomporre alcune fratture, nel tentativo di abitare i confini, le zone ibride e le tensioni della civiltà ipertecnologica: una civiltà fondata sulla programmazione, sull'automazione e sulla (iper)simulazione; una civiltà che, di fatto, oltre a ridimensionare/marginalizzare lo spazio dell'Umano e della responsabilità, continua ad alimentare una vecchia e controproducente illusione: quella di poter espellere/eliminare l'errore (pre-requisito fondamentale di qualsiasi conoscenza, della vita e della stessa libertà) e l'imprevedibilità dalla realtà e dalla sua rappresentazione. In questa prospettiva, le sfide del cambiamento sono in fondo riconducibili proprio all'urgenza di ripensare/ridefinire la centralità della Persona e dell'Umano, dentro ambienti ed ecosistemi in cui non esiste più alcun confine/limite tra naturale ed artificiale. -
Il male agito. Prospettive dal lato oscuro della psiche
Viviamo in un mondo da cui ci arrivano continuamente notizie di un ""male inaudito"""": rapimenti di volontari ONG, omicidi di adulti e bambini, pulizie etniche, esecuzioni sommarie, epidemie suicidarie e persecuzioni religiose. Ogni giorno siamo costretti a rivedere il bollettino delle vittime di atti distruttivi commessi sotto le mentite spoglie di atti di fede. Azioni violente simili a queste erano altrettanto frequenti, o anche più di oggi, nelle epoche che ci hanno preceduto. La video-diffusione globale però ce ne tiene informati in tempo reale e la popolazione, che raggiunge oramai i sette miliardi, rende i fenomeni apparentemente più frequenti. Il fatto positivo è che oggi questi dati vengono a nostra conoscenza prima che i mandanti, detentori del potere politico, li mascherino con la propaganda. Atti tanto crudeli ed efferati si consumano dietro il velo di un credo religioso o della tutela di culture e razze, trasformando in un male oggettivo la ricerca di Sé o il tentativo di realizzazione spirituale. In questo volume sono raccolti alcuni interventi di un convegno multidisciplinare focalizzato su questi temi: nonostante le differenze di vertici osservativi e di discipline di provenienza dei relatori (dalla etnoantropologia alla psicoanalisi) i loro contributi convergono più spesso di quanto i loro linguaggi o i metodi di ricerca possano divergere. Espandere la consapevolezza dei fattori umani e psicologici in gioco sembra essere la strada per evitare la naturale e pericolosa assuefazione a tali mostruosità che genera una violenza senza fine, invece della crescita spirituale. Considerazioni e approfondimenti sono qui pubblicati nella speranza che avviino ulteriori riflessioni ed elaborazioni che, incrementando la coscienza collettiva intorno alle radici del male, riescano sempre più a favorirne una trasformazione spirituale e a ridurre la frequenza delle azioni malate e la violenza che attraverso di esse si riproduce e amplifica."" -
Le radici nel cielo. La disciplina del funambolo per la formazione dell'educatore
Come il funambolo ricerca un equilibrio precario in condizioni estreme, anche l'educatore sembra dover sostenere prove analoghe. Una delle questioni principali dell'educatore sembra infatti essere il suo modo di posizionarsi, di prendere posizione sulla scena educativa. Come porsi nei confronti dell'altro? Davanti? Accanto? Dietro? Istanze queste che rivelano non solo un modo di muoversi e di spostarsi del corpo nello spazio, ma anche e soprattutto un preciso modo di pensare e di mettere in forma la propria progettualità. Nella prospettiva di un professionista dell'educazione in continua formazione e trasformazione, la disciplina del funambolismo si traduce in una duplice tensione: a radicarsi, per essere autenticamente e consapevolmente presenti, e a espandersi, per essere ricettivi, aperti, pronti a ricevere e ad accogliere l'altro. Allenando a una presenza concentrata, vigile e attenta, gli esercizi tratti dal training psicofisico del funambolo, nel testo documentati e rielaborati, possono così responsabilizzare anche l'educatore circa la propria postura - fisica, emotiva e cognitiva - spronandolo a interrogarsi costantemente rispetto al senso e all'intenzione messa nel proprio agire. Il volume, rivolto a educatori e formatori, performer e praticanti di discipline artistico-corporee, è un invito a ripensare e destrutturare il proprio abituale modo di camminare e di attraversare la scena educativa-performativa, per esperire l'equilibrio come tensione vitale al movimento e alla ricerca di un continuo bilanciamento. -
Le più piccole cose. L'esplorazione come esperienza educativa
Esplorare è uno dei modi possibili per esercitare un'educazione che intende rinnovarsi, impegnandosi a tenere in dialogo individui, oggetti e contesti, mettendo al centro le domande anziché le risposte, non temendo l'approfondimento ma anzi riconoscendolo come una delle possibilità per contrastare sia l'accumulo nozionistico che la semplificazione contenutistica, e privilegiando allo stesso tempo una forma rispettosa del procedere di ciascuno attraverso la condivisione della ricerca, su ogni cosa, anche la più piccola. Il testo, muovendo dal concetto di esperienza deweynamente inteso, indaga il tema dell'esplorazione fino a declinarlo come una esperienza educativa, che qui ha le sue radici all'incrocio tra una pedagogia in fermento, strutturalmente e permanentemente, e un'arte vitale e affacciata sul mondo, come è quella, assunta a riferimento, dei lavori di Keri Smith. La proposta che ne emerge può riguardare ogni oggetto o questione, ogni luogo dell'educazione, formale e informale, e ogni possibilità di educare ed educarsi, essendo volta a coltivare un habitus esplorativo, cioè un'attitudine permanente alla ricerca. Educare nell'esperienza, come educare nell'esplorazione, è in tal senso credere che ciascuno sia portatore di domande proprie e significative, in grado di interrogare le cose e il mondo. È credere nell'uomo, nell'uomo bambino e nell'uomo adulto, nella loro possibilità e capacità di ricerca. È credere che il compito di chi educa sia innanzitutto quello di fidarsi, del bambino e dell'uomo che già ci sono. Ma è anche credere nella potenza delle cose, credere che quello che è in esse sia interrogazione e contemporaneamente sapere, rendendo loro onore permettendo di essere, in sé e nello sguardo di chi le incontra. -
Senso e prospettive del lavoro di comunità. Sguardi interdisciplinari attraverso le voci del territorio
Il volume prende le mosse da una ricerca condotta sul tema del lavoro di comunità nelle zone di Saluzzo e della Valle Varaita, in provincia di Cuneo. Ne emerge un dialogo a più voci tra gli autori dei saggi, ciascuno dei quali riflette su un altro dialogo a più voci, quello attivo tra i protagonisti del lavoro di comunità: educatori, assistenti sociali, operatori socio-sanitari, decisori politici e cittadini ""portatori di interessi"""". Riconoscendo la ricchezza del sapere della pratica, infatti, il lavoro parte dalle testimonianze raccolte sul campo attraverso la metodologia delle interviste narrative. Con uno sguardo interdisciplinare, il volume indaga cosa significhi """"sviluppare"""" comunità in una prospettiva socio-educativa, analizzando alcune questioni di fondo tra loro collegate: a quale concezione di comunità ci si riferisce? Cosa significa progettare il lavoro educativo di comunità? Quali sono le logiche d'azione che lo caratterizzano? Quali sono le rappresentazioni degli operatori del settore? Qual è il ruolo dell'associazionismo? Le risposte a questi interrogativi permettono, da un lato, di rendere visibile un lavoro spesso nascosto, implicito e poco riconosciuto, dall'altro di evidenziare la ricchezza pedagogica di un approccio orientato allo sviluppo di comunità, a cui dovrebbero corrispondere competenze professionali specifiche. In questi termini il lavoro di comunità è rappresentato contemporaneamente come un processo, teso a dare vita a trasformazioni di tipo comunitario, e come l'esito mai concluso di un'azione volta alla costruzione di contesti locali capacitanti."" -
Metodo LabGDR. Un manuale operativo per l'utilizzo del gioco di ruolo in clinica, educazione e formazione. Con aggiornamento online
Questo manuale vuole essere uno strumento agile e pratico per consegnare nelle mani di psicologi, educatori e formatori che operano con adolescenti e giovani adulti in qualsiasi ambito di attività le chiavi di uno strumento versatile dalle grandi potenzialità applicative, innovative ed efficaci: il gioco di ruolo. Vedremo in che modo, avventurandoci insieme a voi nel territorio inesplorato della sua applicazione pratica, ben oltre il contesto meramente ludico. Spingendoci al di là dei confini rassicuranti di partite domestiche disputate intorno al tavolo e del mondo vivace e colorato di fiere ed eventi organizzati, per aiutarvi a scoprire se, e soprattutto come, un regolamento ideato per intrattenere e divertire un gruppo di amici possa trasformarsi in un formidabile strumento didattico e terapeutico nelle mani di un professionista, pronto a mettere in discussione alcune certezze e desideroso di sperimentare qualche novità. Il GDR è infatti capace di intercettare la sensibilità dei giovani di oggi, assuefatti ai social network e ai videogiochi, fornendo loro un contesto favorevole all'apprendimento attraverso i laboratori di gruppo. I capitoli iniziali dedicati alla spiegazione e formalizzazione del Metodo LabGDR(TM) introducono 4 progetti pronti per essere replicati grazie alle istruzioni concrete e chiare per laboratori: all'aria aperta; in un contesto clinico; in un contesto scolastico; in un ambito di comunità. -
Adolescenti in trappola. Come aiutarli a muoversi tra i rischi e le opportunità che offre la rete
Navigare in rete è per i giovani uno splendido e irrinunciabilerngioco. Tuttavia comunicare on linernpuò offrire grandi opportunità ma anche rischi insidiosi.rnCome poterli riconoscere ed evitare?rnrnI rischi sono sempre più evidenti. Si parla di “cultura della convergenza”, dove vita on line e off line costituisconornun unico sistema. Hanno coniato il concetto di “effetto Proteo”, secondo cui la vita in rete plasmarnla vita e le relazioni in vivo, senza che ce ne sia consapevolezza. E si è arrivati ad individuare le possibilirnpatologie: il fenomeno dei giovani Hikikomori, individuato in Giappone, si verifica oggi ovunque e anchernda noi ci sono giovani che preferiscono rinchiudersi nella loro stanza e vivere solamente on line.rnSi rende dunque sempre più necessario un percorso educativo in cui gli adulti, genitori e insegnanti, senzarndemonizzare o osannare i nuovi media, sappiano condurre figli e allievi a un uso critico della rete, delle suernopportunità e dei rischi che l’uso sostenuto comporta. -
L'Aquila oltre i sigilli. Il terremoto tra ricostruzione e memoria
Il 6 aprile del 2009 un violento sisma colpisce la città dell'Aquila, in Abruzzo. Sulla scena del disastro attori diversi incrociano visioni diverse del dramma e della sua riparazione: abitanti, soccorritori, amministratori locali, rappresentanti del governo centrale, forze armate e forze dell'ordine, esperti e tecnici della ricostruzione. Il caleidoscopio nebuloso delle visioni, che prende corpo ancora prima dello shock sismico, accompagna la ricerca di risposte possibili alle morti, ai crolli, alla perdita della città. I disastri stravolgono il tessuto sociale, mettono in crisi i rapporti di potere a vari livelli, ridefiniscono il legame degli abitanti con i luoghi obbligandoli a continue ri-locazioni identitarie. A partire dalle trasformazioni tanto repentine quanto traumatiche che una catastrofe scatena in un territorio, in questo caso quello aquilano, irrompendo con violenza nella sua storia, nelle sue dimensioni sociali, spaziali e culturali, il volume propone una ricostruzione del complicato mosaico dei punti di vista, delle percezioni, delle rappresentazioni soggettive della catastrofe. Le memorie individuali e collettive dell'evento costituiscono la fonte principale. Nelle narrazioni plurime del sisma emergono i margini lasciati alla resilienza; i significati, diversi, dei luoghi; i punti di non ritorno. -
Time to exhibit. Directing spatial design and new narrative pathways
Questo libro offre una chiave di lettura per reinterpretare il design degli interni, alla luce della componente narrativa propria di un design espositivo che si confronta con la misura del tempo, quale variabile fondante in sede di progetto. Commentando l'evoluzione dell'exhibition design, il volume ne delinea gli scenari futuri, ponendosi come un unicum nella riflessione sul ruolo e sugli sviluppi di questo ramo dell'interior design. Forte di un'esperienza sul campo di oltre vent'anni, l'autore condensa qui scopi di ricerca e sperimentazioni progettuali, facendo tesoro tanto dell'insegnamento dei maestri del passato quanto dell'apporto delle nuove tecnologie. Entrambi riferimenti imprescindibili, oggi, per la costruzione di nuovi orizzonti di progetto. -
Immigrazione e diversità. Un modello dinamico e differenziato per l'Italia multiculturale
Le migrazioni internazionali sono un tratto caratteristico della contemporaneità globalizzata e anche in Italia da fenomeno marginale e di impatto sociale limitato hanno assunto sempre maggiore importanza. La risultante diversità culturale ed etnica ha posto Stati e società di fronte a nuove sfide di accoglienza, convivenza e integrazione. In diversi Paesi per affrontare queste sfide si è fatto ricorso a policies basate su paradigmi espliciti, ma nel caso dell'Italia ha prevalso un problematico non-modello. Lo scopo di questo volume è delineare le coordinate di un modello dinamico e differenziato adatto alla situazione italiana. Per fare ciò vengono approfonditi in particolare due approcci spesso contrapposti nel dibattito accademico: multiculturalismo e interculturalismo. Per inquadrare la natura delle sfide poste dalla necessità di integrazione culturale vengono presentati casi specifici di conflitto su tematiche religiose che nel nostro Paese hanno coinvolto minoranze culturali e religiose. La presentazione dei risultati di una ricerca sul campo condotta dall'autore con membri di comunità pakistane e bengalesi evidenzia il punto di vista delle comunità minoritarie; l'analisi del non-modello italiano e della sua evoluzione nel contesto del quadro europeo permette di contestualizzare il nuovo modello dinamico e differenziato, sostanzialmente basato sull'approccio multiculturalista ma in grado di accogliere istanze provenienti dalla prospettiva interculturalista e più in generale dal ricco dibattito scientifico condotto attorno a questi paradigmi. Questo modello intende dar seguito alle richieste di riconoscimento delle minoranze culturali e religiose senza trascurare la necessità di rispondere a dubbi e timori della cultura maggioritaria. Il testo si rivolge agli studiosi di scienze politiche e sociali, giuristi, esperti delle migrazioni e ai comuni cittadini interessati alle tematiche dell'immigrazione e in particolare alla questione di inclusione e partecipazione. -
Adolescenti autori di reato. Il percorso psico-sociale in ambito istituzionale
Il testo nasce dall'elaborazione di un modello concreto di intervento sia psicologico che sociale effettivamente esistente - costruito, applicato e in costante evoluzione - nel Servizio del Comune di Milano dedicato ai minorenni autori di reato che non sono sottoposti a misure restrittive della libertà. Tale esperienza, nata nel 1989 a seguito della normativa che ha coinvolto gli Enti Locali in questa materia, è quasi unica sul territorio nazionale. Il volume, con un orientamento multidisciplinare e un taglio operativo, presenta l'approfondimento e la sistematizzazione, tramite il modello organico qui proposto, di percorsi realmente applicabili in diversi contesti organizzativi di servizio sociale con competenza in materia penale minorile: è dunque una linea operativa, un supporto metodologico e strumentale per il singolo operatore, sia esso psicologo che assistente sociale o educatore, per avvicinarsi al lavoro nei servizi specialistici o di base finalizzati ad accompagnare gli adolescenti autori di reato, o semplicemente trasgressivi, insieme ai loro genitori. Per i genitori e i ragazzi coinvolti il trattamento proposto e articolato nel testo è una realtà che si colloca in un momento di estrema vulnerabilità, ma che, proprio per questo, è anche di estrema e potente mobilitazione di energie e possibilità di apprendimenti interni e comportamentali per un riorientamento costruttivo del percorso di crescita, tramite relazioni professionali, informali, singole o collettive, rigeneranti sia per il figli che per i genitori. Con contributi di Marisa Milesi. -
Rifugiati nella rete. Dall'accoglienza alla cura
Attraverso il racconto dell'esperienza della Rete Milanese Vulnerabili, considerata una best practice sullo scenario nazionale e di cui qui viene descritta la struttura organizzativa e operativa, il volume ha il desiderio di scrivere di una Milano che dal 2013 si occupa di accoglienza e cura nei confronti delle persone richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale e umanitaria. Un tema centrale e foriero di riflessioni culturali e civiche alle quali non è più possibile sottrarsi. L'esperienza della Rete Milanese Vulnerabili, considerata già una best practice nello scenario nazionale, presenta in queste pagine la sua struttura organizzativa e operativa e fornisce la possibilità al lettore di comprendere quale sia il dialogo profondo sui casi: un dialogo che si sviluppa a partire da culture professionali diverse e che nel tempo ha costruito una modalità concettuale e pratica di interazione del tutto originale, innescando una riflessione etico/deontologica tutt'altro che scontata. Nell'attuale scenario nazionale e globale, la cura e la presa in carico integrata dei migranti vulnerabili, oltre ogni definizione precostituita, resta un tema centrale e foriero di riflessioni culturali e civiche alle quali non è più possibile sottrarsi. -
Futuro: istruzioni per l'uso. Il fattore umano nel mondo digitale
Questo libro affronta la delicata prospettiva del cambiamento organizzativo in una finestra temporale di circa 10 anni per le aziende, per le persone, per le professioni e in generale per il mondo del lavoro. Incontrando ogni anno decine di aziende, l'autore ha cercato di sintetizzare quali cambiamenti si stanno realizzando all'interno del mondo del lavoro: dall'intelligenza artificiale alla digitalizzazione, dai nuovi modelli aziendali alle nuove professioni. L'autore ha voluto proporre una serie di riflessioni su quali siano stati gli attori principali di questo grande cambiamento ancora in atto e su come tutto questo impatterà sulla nostra vita. Uno scenario realistico, non pessimista, suffragato anche da molti dati e analisi di come il mercato e le aziende reagiranno all'innovazione: dalla creazione di poche grandi holding che domineranno il mercato, alle start up gestite da organizzazioni non gerarchiche, senza più capi. -
La nuova privacy per la pubblica amministrazione. Sintesi dell'armonizzazione del Codice italiano al Regolamento europeo
Successivamente alla pubblicazione della monografia La privacy nel pubblico, il Legislatore italiano - con il D. Lgs. 101/2018 - ha riformato il Codice della privacy. In tal modo, si è completato il delicato processo di normazione ""a doppio binario"""", che impegnerà gli operatori nell'interpretazione della disciplina nazionale in conformità a quella europea. Il presente volume, quindi, pur godendo di una propria autonoma compiutezza, si integra pienamente con la citata monografia, rappresentandone lo sviluppo cronologico e l'approfondimento di alcune tematiche precedentemente inquadrate in termini generali. Anche per tali ragioni, si è ritenuto utile dedicare la seconda parte del volume ad alcuni provvedimenti di particolare interesse per la Pubblica Amministrazione. Con il consueto obiettivo di semplificare una tematica a dir poco complessa, il libro è stato concepito in modo da rispettare tre requisiti fondamentali: comprensibilità, completezza e concisione."" -
Occupabilità femminile: oltre l'occupazione. La voce delle imprese e delle donne. Un'indagine nell'area metropolitana bolognese
Cos'è l'occupabilità? In cosa differisce dall'occupazione? È un dato misurabile, migliorabile? Ci sono differenze tra uomini e donne? Le Acli - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiane - di Bologna hanno tentato di rispondere a queste e altre domande attraverso la ricerca sociologica qui presentata sull'occupabilità femminile nell'area metropolitana della città. All'indagine hanno risposto oltre 300 donne - occupate, disoccupate, inoccupate - e un centinaio di aziende e cooperative del territorio. L'analisi delle risposte ottenute costituisce, per le Acli, il punto di partenza teorico per individuare nuovi e più efficaci servizi, che possano sostenere e guidare le donne nella ricerca efficace del lavoro. Il divario occupazionale legato al genere, infatti, persiste anche in una città come Bologna, vicina alla piena occupazione. L'équipe di ricerca ne ha indagato i motivi interpellando sia la domanda, sia l'offerta di lavoro, al fine di proporre soluzioni concrete, rispondenti alle reali necessità delle donne e delle aziende. È emerso che un'Associazione come le Acli può ancora fare la differenza, sia nell'analizzare con sguardo lucido la realtà dei fatti, sia nel trovare risposte alle domande che, dopo 75 anni di storia, continuano a esserle poste. -
Keep fit! Ben-essere attivo e nuove tecnologie
Cosa sta avvenendo nella cultura sportiva oggi? Si nota il passaggio dal modello dello sport competitivo (basato sull'etica del lavoro, sull'efficienza del corpo e sul perseguimento del record), a un'idea di sport come pratica espressiva, come risorsa per l'auto-gratificazione e la ricerca di benessere e di relazioni positive. Il volume raccoglie varie ricerche sulle trasformazioni in atto nei luoghi dello sport. Gli autori osservano il mutamento sociale e culturale in atto, con particolare attenzione alle trasformazioni che i media digitali favoriscono nel campo dello sport e delle attività fisiche. Il tentativo è quello di far emergere opportunità e rischi, generati dall'uso dei dispositivi digitali nelle pratiche di fitness e wellness in palestra, nelle società sportive e nelle pratiche, anche di gruppo, open air. I contributi presentati convergono nel riconoscere che le pratiche di fitness e wellness sono sempre più social. L'impiego della tecnologia digitale dimostra di avere molteplici ricadute sociali, funzionali allo sviluppo di pratiche vantaggiose per stabilire positive relazioni con gli altri e con la natura. Mantenersi in forma assume una gamma di significati non riconducibili al semplice workout di tipo fisico, palesandosi come un vero e proprio training di carattere sia culturale sia sociale, fortemente sostenuto dalle piattaforme presenti online. La società in rete così coglie, connette e potenzia le pratiche e i valori 'post'-moderni, di cui si nutrono milioni di praticanti lo sport e l'attività fisica nel nostro Paese. -
Comunicare l'ambiente. Un dialogo (im)possibile tra scienza e politica?
Ogni giorno il pianeta e l’umanità subiscono un processo di lento, costante e sistematico avvelenamento. La complessità e l’urgenza dei problemi ambientali ed energetici stanno crescendo, mentre si stanno realizzando versioni inedite della società e della cultura che risulteranno decisive per il futuro dell’uomo e del pianeta. Stiamo così vivendo una delle epoche più importanti e decisive che l’umanità abbia mai conosciuto. Frutto di una ricerca quadriennale, il presente volume si interroga sui motivi per cui sono stati necessari cinquant’anni dalla scoperta degli effetti sulla salute dell’amianto o del fumo di sigaretta per l’emanazione di leggi più restrittive su questi inquinanti e si pone l’obiettivo di indagare le forme di comunicazione tra scienza e politica alla luce del grande ritardo spesso osservabile tra conoscenze scientifiche e azioni politiche soprattutto in campo ambientale e sanitario. Un caso emblematico in questo senso è quello relativo agli effetti dell’inquinamento atmosferico da traffico e la salute dei cittadini sui quali pesa il grande ritardo normativo sia europeo che italiano rispetto alle direttive OMS. Perché ciò avviene? Le cause sono molteplici: benché gli aspetti culturali ed economici assumano un peso rilevante, quelli connessi alla comunicazione appaiono cruciali. Se, dunque, il mondo della politica dovrà imparare ad ascoltare gli scienziati, questi ultimi dovranno fare uno sforzo in più per comunicare meglio e con più efficacia i risultati delle loro ricerche. La creazione di professionisti della comunicazione nel ruolo di mediatori culturali, specializzati nella traduzione dal linguaggio scientifico a quello più comprensibile ed assimilabile della politica, potrebbe svolgere un ruolo decisivo. Il tempo stringe: o ambiente e salute verranno inserite tra le priorità nell’agenda politica o la qualità della vita potrebbe precipitare vertiginosamente conducendo la società verso un tragico scenario. La sfida che ci attende è enorme. Scienza, politica e comunicazione rivestiranno un ruolo decisivo in questa trasformazione che, ci auguriamo, potrà onorare l’appellativo che gli uomini si sono dati: quello, appunto, di Sapiens.