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Focus on Veronica Botticelli e Khen Shish. La distanza delle ragioni. Ediz. italiana e inglese
I lavori di Botticelli e Shish, benché abbiano alcune affinità, seguono due percorsi antitetici, presentando, ciascuna a suo modo, una affascinante miscela di emozioni contraddittorie, senza mai contestualizzare la loro narrativa in un luogo e tempo preciso. È una pittura densa di emozioni, dal carattere fortemente gestuale, capace di impressionare lo spettatore e sfidarlo intellettualmente, pur mantenendo un linguaggio visivo universalmente comprensibile. -
Dialoghi tra arte e architettura negli anni della ricostruzione 1945-1955
Dialoghi tra arte e architettura negli anni della ricostruzione 1945-1955 traccia un inedito percorso che si snoda tra le pieghe della complessa questione della sintesi delle arti, vista attraverso le voci e le opere di grandi interpreti (Le Corbusier, Léger, Fontana, Munari, Dorfles, Severini, Prampolini, Mirko), di giovani emergenti che a loro guardavano (da Consagra a Dorazio, Perilli ecc.), dei gruppi che con diverse modalità su quel tema si sono confrontati (Groupe Espace, MAC, Art Club) nonché le opinioni di autorevoli figure di architetti, come Bruno Zevi e di critici, come Giulio Carlo Argan. Milano e Roma sono i due centri dove si rintracciano le più interessanti occasioni di dialogo tra arte e architettura, da eventi effimeri, come le Triennali, ad esiti concreti, come i grandi cantieri e alcune palazzine.rnLe declinazioni di questo articolato nodo della storia sul crinale tra le due discipline sono esaminate sullo sfondo degli anni difficili, ma al tempo stesso entusiasmanti e vitali, del primo decennio del dopoguerra, senza trascurare limiti e aporie emersi dalla concretezza del fare. -
Simeone II di Bulgaria. Un destino singolare. Dopo 50 anni di esilio l'unico re divenuto primo ministro
Agosto 1943. L'Europa si sta lacerando. Morto suo padre Boris III in circostanze misteriose, il giovane Simeone, a 6 anni, diventa re dei Bulgari. Il tragico destino di un paese e di un popolo s'incarnerà in questo Re-bambino in un percorso al di fuori del comune. Dopo che una parte della sua famiglia è fucilata dai comunisti, lui deve partire. Saranno i tempi dell'esilio: nel settembre 1946 il re lascia Sofia per Istanbul. Poi vengono l'Egitto, Alessandria e le sue meraviglie, la Spagna, infine, dove la famiglia reale bulgara arriva per ricominciare a vivere. Miracolo della storia, Simeone, che non ha mai perso la speranza, può rientrare nel suo paese 50 anni dopo averlo lasciato. E il ritorno trionfale a Sofia nel maggio 1996, seguito da un impegno politico e dalla vittoria del suo movimento alle elezioni legislative del 2001. Colpo di scena incredibile: il re decaduto diventa primo ministro. Simeone di Bulgaria - di cui la regina Elisabetta, Hussein di Giordania, Hassan del Marocco, Franco, lo Shah d'Iran, Juan Carlos e molti altri hanno incrociato il cammino - ha attraversato il secolo e ha fatto la storia. Con Sébastien de Courtois. -
Giancarlo De Carlo. Gli editoriali di spazio e società
Le pagine di questo libro raccontano una ""storia"""" o una riflessione divisa in parti che, nella sua struttura, cerca di far comprendere l'importanza e l'attualità dell'architettura sociale, ovvero il riesame della contraddittoria questione riguardo allo stretto legame tra lo spazio, inteso come architettura, e la società, composta dagli individui che la abitano. Sono state indagate le ragioni e l'attualità del pensiero di Giancarlo De Carlo, il suo impegno civile e la sua responsabilità etica, in particolare attraverso un'attenta rilettura degli editoriali - raccolti e ripubblicati - della rivista da lui diretta: «Spazio e Società». Si tratta di una ricognizione mirata, una narrazione ricomposta che svela la trama di relazioni tra la rivista e il contesto storico degli avvenimenti. L'oggetto della discussione non è tanto la partecipazione - pur essendo questa una parola chiave - quanto il ruolo dell'architettura all'interno dell'habitat. In questi editoriali, infatti, De Carlo propone un modo diverso di pervenire all'architettura, le cui filiazioni consentono, ancora oggi, punti di vista differenti e disegnano nuove forme di spazio sociale. La ricchezza e fecondità dell'impostazione, che emerge nella redazione di «Spazio e Società», mette a disposizione del pubblico la dinamica in atto di una visione critica che riflette, nel farsi stesso dei contenuti e delle posizioni esposte, una capacità di dibattito che aiuta la crescita del lettore, invitato a paragonare e a riflettere su punti di vista differenti. Non sono tanto importanti le risposte da raggiungere nella fretta delle occasioni, quanto l'esibizione del metodo della riflessione, l'individuazione di tracciati da perlustrare, l'apertura alle avventure del pensiero."" -
La chiesa di Castel San Pietro in Canton Ticino. Studi, restauri, conservazione. Ediz. a colori
Questo complesso (ed eccezionale) apparato decorativo presente nella chiesa parrocchiale di Castel San Pietro ha purtroppo risentito del passare del tempo. Infiltrazioni d’acqua dalla copertura, presenza di umidità nelle murature, efflorescenze saline, dilatazioni termiche, ossidazione degli elementi metallici e tensioni differenziali tra i diversi strati, sono state alcune delle cause delle problematiche di degrado più o meno gravi che oggi – come già in passato – hanno reso necessario trovare un rimedio e una soluzione per poter tramandare queste opere alle generazioni future. Questo volume racconta il percorso conoscitivo preliminare al progetto di conservazione, che si è articolato lungo un arco temporale di cinque anni (per certi aspetti ancora in corso). Descrive le scelte di progetto per la conservazione dei manufatti in stucco e il cantiere pilota dove queste operazioni sono state testate prima di essere estese a tutta la chiesa. Le diverse problematiche presenti sono state affrontate secondo un approccio multi/transdisciplinare in cui numerose competenze si sono intrecciate (architetti, storici, storici dell’arte, ingegneri, chimici, petrografi, geometri, restauratori) nella consapevolezza che tutti gli interventi eseguiti nella chiesa in periodi diversi – compresi quelli novecenteschi – siano una delle tante stratificazioni che nel tempo si sono sovrapposte e, quindi, siano portatrici di una pluralità di valori. Rimuoverle o demolirle sarebbe una perdita in termini di cultura e di sapere, nonché un’operazione irrispettosa di quel passato che definisce quel luogo per come è adesso. Si tratta di “storie” diverse e articolate fatte di tante domande e poche risposte i cui protagonisti sono artisti, maestranze, parroci, comunità. Poter leggere (o ri-leggere) queste storie senza che paragrafi importanti – magari a volte anche mal scritti ma comunque figli del loro tempo – vengano cancellati, permette di non appiattire l’edificio a un unico periodo mantenendo la complessità presente nella chiesa conosciuta e amata da oltre un secolo nell’aspetto attuale. -
Nel mare dell'intimità. L'archeologia subacquea racconta l'Adriatico. Catalogo della mostra (Trieste, 17 dicembre 2017-1 maggio 2018). Ediz. a colori
L'Atlantico e il Pacifico sono i mari delle distanze, il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l'Adriatico è il mare dell'intimità. Siamo partiti da qui, siamo partiti da lui, dal grande cantore di questo mare, Predrag Matvejevic. Per raccontare i mille racconti dell'Adriatico abbiamo scelto una voce narrante, l'archeologia subacquea, e abbiamo privilegiato le storie che il mare stesso custodiva nei suoi fondali o lambiva lungo le rive: i paesaggi costieri antichi, gli insediamenti, le strutture dei porti e degli approdi, i relitti delle imbarcazioni, le discariche portuali, i reperti senza contesto. Siamo entrati nelle lagune e abbiamo risalito qualche fiume, per accedere allo spazio ""dilatato"""" dell'Adriatico, alla ricerca di navi e di porti fantasma inghiottiti dalle terre emerse. I relitti, miliari delle vie del mare, ci raccontano di flussi di merci provenienti da aree diverse del Mediterraneo, carichi che si compongono, si dividono e si irradiano nei grandi empori dell'Adriatico, epicentri di trade networks, come accade oggi nelle grandi metropoli commerciali."" -
Il tempo sulla pietra
La raffigurazione dei mesi dell'anno è un tema che vanta una storia molto lunga. Le sue origini sono da ricercarsi nell'antichità, ma è in pieno medioevo che si registra il suo sviluppo più significativo. Quando, sul finire dell'XI secolo, la scultura diventa un veicolo privilegiato della Chiesa per accogliere grandi programmi figurativi indirizzati a presentare ai fedeli le chiavi della salvezza, i mesi entrano infatti ""di diritto"""" nella decorazione di importanti edifici sacri, dialogando con le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, e facendo emergere, in controluce, la temporalità dell'uomo sulla terra. Il libro vuole sottolineare l'importanza della scultura quale mass medium per la diffusione dei cicli monumentali dei mesi nell'Europa dei secoli XII e XIII, e la ricchezza di significati che essi trasmettevano. Solo in apparenza meramente descrittive delle attività stagionali che scandiscono il passaggio del tempo, queste immagini, corrispondenti ai proverbi dei mesi ancora oggi in uso, ma la cui origine si perde nella notte dei tempi, erano infatti capaci di evocare di volta in volta numerose e diverse associazioni. In questo vasto e diversificato orizzonte polisemico, c'è però spazio per una nuova interpretazione, la quale poggia su un duplice piano, insieme simbolico e precettistico, e si lega, per certi versi, e sorprendentemente, all'improvviso cambiamento climatico definito dagli studiosi Massimo Solare Medievale."" -
La valle della Caffarella nei secoli. Storia di un paesaggio archeologico della Campagna romana
La valle della Caffarella è una località particolare del Parco archeologico dell'Appia Antica a Roma e da decenni ci si batte perché diventi pubblica e fruibile a tutti. Perché è così importante a livello collettivo? Qual è il suo valore? Il volume intende rispondere indagando il processo culturale tramite il quale si è formata la memoria collettiva della Caffarella, attraverso lo studio dei diversi significati che i monumenti antichi e il paesaggio della valle - da tali elementi fortemente caratterizzato - hanno rivestito nei secoli. Si può dare valore solo a ciò che si conosce: le storie della Caffarella vengono così ripercorse dall'antichità, facendo rivivere tutti i paesaggi che l'uomo ha creato nel tempo tramite il racconto delle diverse pratiche con cui questa località è stata vissuta e delle varie modalità con cui l'archeologia della valle è stata percepita. -
Dall'esilio alla fama. Scienza e politica fra il XIX e il XX secolo vissute da un protagonista
Sono pubblicate qui le ""Memorie"""" del marchese Emanuele Paternò di Sessa, scienziato e patriota. Il più grande chimico italiano della sua generazione; senatore e vice-presidente del Senato del Regno per 25 anni. Nato nel 1847, vissuto oltre 10 anni in esilio, dopo la rivoluzione del 1848 a Palermo; divenuto in seguito, grazie a una volontà eccezionale, professore di Università a soli 22 anni, è il testimone privileggiato di un periodo particolarmente intenso, che ha visto l'Italia passare dalle guerre di indipendenza all'unità. Il professore Emanuele Oliveri, nel discorso commemorativo davanti all'Accademia Peloritana, disse: «Noi suoi vecchi discepoli, fin da ora facciamo voti che nel centenario della nascita le ceneri di Emanuele Paterno siano composte nel Pantheon di San Domenico in Palermo.» Prologo di Fabrizio Micari e con un contributo di Antonio Di Meo."" -
Isity. Dispositivi progettuali per la Statale 16 di Senigallia
Il volume raccoglie i risultati di una ricerca progettuale svolta dall'Università degli Studi di Roma ""Tor Vergata"""" per conto dell'Amministrazione Comunale di Senigallia. Prendendo spunto da una nuova condizione urbana, venutasi a creare con il mutamento di ruolo della Strada Statale 16 adriatica, ci si misura con gli effetti indotti sulla città da questa significativa riconversione dell'infrastruttura e ci si interroga sulla natura degli strumenti che governano il progetto della trasformazione. Il modello dell'indagine individua i problemi e ne prefigura la soluzione, tentando allo stesso tempo di avviare una riflessione disciplinare sulla natura del progetto urbano. Mentre si rinuncia in anticipo a prefigurazioni formalizzate, si predispone viceversa un dispositivo orientato di criteri, che contempla più scale di approfondimento in ragione della natura della riqualificazione prevista e della ricomposizione dello spazio pubblico."" -
Tesori e imperatori. Lo splendore della Serbia romana-Treasure and emperors. The splendour of roman Serbia
La Fondazione Aquileia è stata istituita nel 2008 in seguito all'accordo tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Oltre al Ministero e alla Regione, i soci sono la Provincia di Udine, il Comune di Aquileia e l'Arcidiocesi di Gorizia. La Fondazione si occupa della valorizzazione del sito archeologico di Aquileia, iscritto dal 1998 nella World Heritage List dell'UNESCO, programma e pianifica gli interventi di ricerca e di conservazione nelle aree archeologiche conferitele dal Ministero, con l'obiettivo di istituire un parco archeologico integrato con il tessuto urbano attuale. Nel 2018 il Ministero e la Regione hanno rinnovato per altri dieci anni l'accordo istitutivo della Fondazione, conferendole il Museo Archeologico Nazionale, il Museo Paleocristiano e le rimanenti aree archeologiche di Aquileia. La Fondazione promuove, inoltre, la conoscenza dell'antica città con numerose iniziative, tra le quali le mostre organizzate in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale, l'Aquileia Film Festival, conferenze ed altri eventi di carattere culturale. La Fondazione Aquileia ha vinto nel 2015 il premio dell'Unione Europea per il Patrimonio Culturale/Europa Nostra Awards nella categoria «Conservazione» e nello stesso anno è stata insignita della Targa dell'Eccellenza per la Cultura dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura di Udine mentre nel 2016 ha ottenuto, sempre per la valorizzazione dei mosaici dell'Aula Meridionale del Battistero, il Premio speciale della Triennale di Milano per il miglior Progetto di Committenza Pubblica. -
Quando la pittura parla. Retoriche gestuali e sonore nell'arte
Il libro esplora le permanenze della retorica antica, codificata da grandi oratori e retori come Cicerone e Quintiliano, nel linguaggio pittorico e musicale tra i secoli XVI e XVII. In particolare, l'Institutio Oratoria di Quintiliano entra a far parte della cultura rinascimentale divenendo una sorta di canone anche per gli autori dei più importanti trattati d'arte, da Leon Battista Alberti a Leonardo. Il pittore, come l'oratore, deve saper coinvolgere il proprio pubblico stimolando emozioni, partecipazione e commozione, secondo l'antico adagio docere, delectare, movere. Comunicando silenziosamente affetti, moniti moraleggianti, temi sapienziali, narrazioni storiche o valenze estetiche, la dinamica espressa da pittori e scultori punta al coinvolgimento empatico attraverso l'applicazione di una normativa codificata dal linguaggio verbale. Ciò avviene anche nell'ambito musicale ove, dall'età rinascimentale a tutto il barocco, il musico è equiparato all'oratore. Musica e pittura si coniugano nelle ideazioni di mi attraente quanto singolare artista lucchese Pietro Paolini. Questi raccoglie dall'esperienza romana all'ombra di Caravaggio, ideatore di celebri dipinti di soggetto musicale, le novità di quella straordinaria vicenda, dando vita a originali dipinti che ritraggono villani e aristocratici. Nella pittura intrigante di questo particolarissimo 'caravaggesco' si riflettono interessi musicali, frequentazioni poetiche e accademiche e le consuetudini di un tempo antico. -
Il castello di Santo Stefano a Monopoli in Puglia. Archeologia per l'architettura
Il complesso monumentale dell'abbazia-castello di Santo Stefano sorge in Puglia, lungo il percorso della via Traiana, a 3 km a SE della città costiera di Monopoli e a circa 5 km dal sito archeologico di Egnazia. -
Libro bianco libro nero. Le ragioni dell'invenzione. Ediz. illustrata
Questo libro, dedicato agli studenti di architettura, raccoglie, riordina, seleziona i materiali della didattica nel Laboratorio di Progettazione del primo anno dal 2006 a oggi. Si tratta di un arco temporale abbastanza lungo, per il quale la scelta dei materiali presentati è molto precisa, sia per quanto riguarda i saggi relativi alle lezioni teoriche che per i progetti degli studenti. La selezione è rivolta a identificare una linea permanente di riflessione sull'insegnamento del progetto nel momento di inizio del percorso formativo degli studenti di architettura. I disegni scelti tra le differenti esercitazioni assegnate nel corso degli anni, sono quelli che maggiormente esprimono il raggiungimento degli obbiettivi che ci siamo posti nel laboratorio. Il libro si conclude con un glossario elaborato dai collaboratori alla didattica che, simile a un lessico familiare, costituisce la delimitazione interpretativa e la definizione di termini permanenti e mutevoli nel nostro lavoro sull'architettura all'interno del laboratorio e, in senso più ampio, nella progettazione. -
Medievalismi italiani. (Secoli XIX-XXI)
L'Italia ha una lunga tradizione medievistica. Sono infatti numerosi e autorevoli gli studiosi italiani che hanno dedicato la loro attività di ricerca all'indagine dell'affascinante e complesso millennio medievale. Tra questi, diversi hanno tentato di decifrare non solo il medioevo ""storico"""" a partire dalle fonti dell'epoca, ma anche il medioevo """"immaginato"""", cioè le rappresentazioni e reinvenzioni del periodo medievale nel mondo contemporaneo. Questo ampio fenomeno, che porta il nome di """"medievalismo"""", influenza profondamente le società occidentali in molti aspetti, dall'arte alla politica, dalla cultura di massa alla religione, e l'apporto dato in particolare dall'Italia è stato ed è tuttora cospicuo. Nel presente volume, studiosi affermati e giovani ricercatori offrono il loro contributo sul tema con una serie di indagini focalizzate sul ruolo ricoperto dall'idea di medioevo nella genesi e nello sviluppo di alcuni fondamentali processi socio-politici italiani dal XIX al XXI secolo."" -
Dalla terraferma alla terra promessa. Aliya Bet dall'Italia a Israele, 1945-1948-From the mainland to the promised land. Aliya Bet from Italy to Israel, 1945-1948. Ediz. illustrata
«In coda al treno viaggiava con noi verso l'Italia un vagone nuovo, stipato di giovani ebrei, ragazzi e ragazze, provenienti da tutti i paesi dell'Europa orientale. Nessuno di loro dimostrava più di vent'anni, ma erano gente estremamente sicura e risoluta: erano giovani sionisti, andavano in Israele, passando dove potevano e aprendosi la strada come potevano. Una nave li attendeva a Bari: il vagone l'avevano acquistato, e per agganciarlo al nostro treno, era stata la cosa più semplice del mondo, non avevano chiesto il permesso a nessuno; l'avevano agganciato e basta. Me ne stupii, ma risero del mio stupore: 'Forse che Hitler non è morto?' mi disse il loro capo, dall'intenso sguardo di falco. Si sentivano immensamente liberi e forti, padroni del mondo e del loro destino.» (Primo Levi, La Tregua, 1963) -
Il legno per l'architettura lieve-Wood for light arch. Ediz. illustrata
Le problematiche relative alla sostenibilità e al risparmio energetico hanno favorito, negli ultimi decenni, il ritorno del legno come materiale da costruzione. -
L' impresentabile storia. Misfatti, delitti e cronache su monumenti, collezioni e antichità. Ediz. illustrata
L'otto giugno del 1811 due delegati di Andrea Appiani, commissario alle belle arti del Regno d'Italia, stanno per entrare nella piccola chiesa di san Domenico a Camerino. Si troveranno davanti ad una catasta di dodici tavole dipinte sul finire del Quattrocento da un pittore miracoloso come il Crivelli. Due giorni dopo entrati ad Urbino, nella chiesa di san Bernardino prelevano la celebre pala di Piero della Francesca. In breve tempo la Galleria dell'Accademia di Brera a Milano, dove arrivano queste e molte altre opere, diventa il centro di raccolta di un apocalittico saccheggio. È così che la formazione del nostro patrimonio di cultura, di arte, di antichità e di architettura si è compiuta a danno della storia e del valore stesso delle opere raccolte. Così era accaduto alla pala Baglioni di Raffaello custodita nel suo altare di Perugia fino a che nel marzo del 1608 è prelevata nell'oscurità di una drammatica notte e portata nella dimora romana del cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote di Paolo V. La sete del possedere l'Arte, la sua sottrazione dagli originali contesti, che l'uomo ha sempre mostrato fin dalle spoliazioni di Siracusa del console Marco Claudio Marcello, alimentata dal valore commerciale imposto da un mercato voracissimo, ha corrisposto alle affermazioni del predominio. Musei e gallerie in tutta Europa, antichità, pubbliche o private, hanno rivoltato negli ultimi secoli, con fatti a volte delittuosi, il decorso naturale della Storia. Serviva forse svelare il disinganno, rileggere qualche carta, affrontare una nuova indagine, per ridare spiegazioni al racconto! Una ricerca delle verità nascoste. La missione di una detective's story - dove potrebbero collocarsi alcune di queste pagine - nel più convenzionale profilo letterario, ora pulp o hardboiled da Hammet a Chandler, dai prototipi americani come Marlow, Harper, Race Williams e i loro compagni, è la cinica ricerca della Verità spesso compiuta nella disillusa impossibilità di giustizia: Verità piuttosto che Giustizia. L'una che può riguardare la ricerca di un uomo isolatosi dal mondo; l'altra che imperfetta, come tutti i macchinari dell'invenzione umana, si afferma per il principio di un ""etica dello Stato"""" con presupposta infallibilità e così ne sovverte invece il Diritto. Gli episodi qui raccontati, lontani dal presentare un quadro sistematico della questione, danno vita ad alcune devianze rese lecite e celebrate dalla storia ufficiale. Questo libro in forma di pamphlet, vuole mettere ordine nelle vicende sulla formazione dei patrimoni culturali dell'umanità. Resoconti velati spesso da rispettose e giustificative omissioni; di molto veloci accenni sulle origini più ambigue. In questo specifico asserto è una raccolta di racconti che indagano fatti alla ricerca di una verità impresentabile."" -
Ludwig Pollak. Archeologo e mercante d'arte (Praga 1868-Auschwitz 1943). Gli anni d'oro del collezionismo internazionale da Giovanni Barracco a Sigmund Freud. Catalogo della mostra (Roma, 5 dicem...
A 150 anni dalla nascita, la mostra ripercorre la vita del grande archeologo, collezionista e mercante d'arte. -
Ninfa nella campagna romana da città dei ruderi a splendido giardino. Ediz. illustrata
La ricerca fa emergere come il piccolo centro di Ninfa, che dopo l'anno 1382 è ormai diventato un cumulo di macerie, quasi del tutto spopolato, continua però a tramandare il proprio ricordo, mantenendo un posto ben saldo nelle carte del territorio. Memoria che rimane un punto fisso nella cartografia, con le “ruine” del castello, con i suoi edifici in disfacimento e le numerose chiese semidistrutte fino a quando, proprio queste caratteristiche, questi ruderi, la faranno riemergere dall'oblio e diventare luogo della fantasia, dell'immaginazione e del sentimento romantico. Mappe, incisioni calcografiche, dipinti e fotografie, provenienti da pubblicazioni e giornali d'epoca determinano, insieme a descrizioni di poeti e scrittori, il percorso narrativo della riscoperta dell'antico centro. L'ultimo capitolo illustra un itinerario di visita nella cittadina di Ninfa attraverso incisioni e disegni dell'autore.