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Gli anni d'oro della latta. Giocattoli di latta dal 1900 al 1970. Ediz. a colori
La storia dei giocattoli di latta dura poco più di mezzo secolo, dagli inizi del 1900 agli anni Settanta. Le loro vicende sono strettamente connesse con gli avvenimenti che hanno caratterizzato lo scorso secolo, e ripercorrere la loro storia è come rileggere il corso degli eventi della nostra vita. È possibile, infatti, seguire, attraverso il percorso dei giocattoli di latta, lo sviluppo del progresso tecnologico e del gusto estetico nella società, fino a quando l'invenzione di nuovi materiali e l'uso massiccio della plastica ne decretarono la fine. Il fascino di questi giocattoli risiede nei materiali, nei colori sgargianti, nella lavorazione artigianale, nella genialità dei meccanismi e dei movimenti, così ingenua, se comparata alle incredibili possibilità offerte dall'elettronica. Tutti questi elementi conferiscono oggi a questi giocattoli, che stimolavano la fantasia e facevano immaginare mondi fantastici, un sapore di meravigliata nostalgia. -
Struttura e architettura. Indagini sul dopoguerra italiano
L'architettura italiana del dopoguerra è fortemente influenzata dalla struttura. E non solo quando deve fare i conti con problemi statici impegnativi. La struttura entra nel linguaggio architettonico, lo genera, lo modifica, sia nella piccola palazzina romana che nei grattacieli milanesi, nei seri palazzi istituzionali ma anche nelle ville al mare. Questo libro si concentra su sei opere famose nate dalla collaborazione tra architetti e ingegneri celebri: Pier Luigi Nervi, Sergio Musmeci, Arturo Danusso, il meno noto Silio Italico Colombini con Adalberto Libera, Luigi Moretti, Gio Ponti, i BBPR. E lo fa con una lettura anatomica della struttura in cemento armato - esibita o nascosta, reale o ideale - svelando cosí diverse declinazioni dei modernismi italiani. -
Monte San Mauro di Caltagirone e la calcidese Euboia. Archeologia in Sicilia con note inedite di scavo
"Pochi km a sud di Caltagirone si appoggia e si apre in questi colli la piccola conca di S. Mauro o S. Moro, larga un buon km, aperta al sole di levante e di meriggio, e cinta alle spalle da alture disposte a teatro, le quali la proteggono efficacemente contro il rigore dei venti settentrionali"""". Con queste incisive parole Paolo Orsi, il padre dell'archeologia siciliana, introduce il sito archeologico di Monte San Mauro, sede di un modesto villaggio siculo e, in seguito, di una vasta e fiorente città greca, in grado di produrre e acquisire oggetti di elevata fattura in pietra, argilla, metallo e faïence. Il riesame di tutta la documentazione acquisita in poco più di un secolo di ricerche archeologiche, insieme al vaglio dei documenti di archivio, anche inediti, ha consentito all'A. di delineare un quadro esauriente della storia del sito, e di chiarire quei punti rimasti finora poco definiti nella letteratura archeologica. I dati acquisiti permettono di affermare che verso la fine del VII secolo a.C. un gruppo misto di Greci provenienti dalle città fondate sulle coste della Sicilia o direttamente dalla Grecia e, in particolare, dall'Asia Minore si stabilí a Monte San Mauro, con modalità insediative del tutto differenti rispetto all'abitato protostorico preesistente. L'adozione dei nomima chalcidica, le leggi calcidesi, di cui resta un raro e importantissimo documento epigrafico nelle laminette bronzee rinvenute da Paolo Orsi all'interno dell'edificio isolato sulla sommità del colle centrale (il cosiddetto anactoron), rivela che la città era sotto il controllo politico dei Calcidesi e fornisce un valido supporto all'ipotesi dell'identificazione con Euboia, la subcolonia di Leontinoi, distrutta da Gelone di Siracusa intorno al 480 a.C. Significativamente, tale data coincide con la fine della frequentazione di Monte San Mauro riscontrata dagli scavi archeologici. Presentazione di Paola Pelagatti." -
Il lauro dimezzato. Il primo secolo di vita della Biblioteca nazionale centrale di Roma
Al momento della presa di Roma e della sua proclamazione a capitale del regno, la creazione di una grande biblioteca nazionale, che rappresentasse l'unità italiana anche attraverso la cultura, la scienza e l'arte, in linea con molti altri stati europei, costituí un tassello strategico importante del processo di riforma dell'amministrazione pubblica del nuovo Stato. La situazione della penisola offriva però già un ventaglio variegato di istituzioni bibliotecarie nelle capitali degli antichi stati preunitari, fatto che, insieme a numerose problematiche logistiche e organizzative emerse fin dalle origini, non portò mai a pieno compimento il progetto di far diventare la Biblioteca nazionale centrale di Roma la biblioteca nazionale d'Italia, neppure quando essa dal Collegio Romano, dove era stata inaugurata nel 1875, venne riaperta cent'anni dopo nell'edificio all'avanguardia del Castro Pretorio. La storia del primo secolo di vita, pur contraddistinta dall'erogazione di un servizio a due binari spesso in contraddizione - da una parte, l'alta cultura e la conservazione della memoria editoriale del Paese; dall'altra, la pubblica lettura - costituisce però un paradigma dell'evoluzione delle teorie e delle pratiche bibliotecarie italiane, e della formazione della classe dirigente del settore. -
Scultura in legno in Sardegna nei secoli XV-XVI. Apporti esterni e produzione locale. Profilo di sintesi e percorsi di indagine
Gli studi sulla scultura lignea in Sardegna hanno avuto avvio dagli anni Trenta del secolo scorso con le campagne di catalogazione della Soprintendenza ai Monumenti condotte da Raffaello Delogu, che in seguito ha pubblicato un lavoro sulla scultura del Rinascimento in Sardegna (1941). Altri contributi sono seguiti nei decenni successivi per opera di Corrado Maltese, Renata Serra, Salvatore Naitza, Maria Grazia Scano Naitza, Lucia Siddi e altri. Una importante fioritura si è poi avuta dagli anni Novanta in seguito a nuove campagne di catalogazione e di restauro ad ampio raggio condotte dalle Soprintendenze isolane e alla pubblicazione di importanti volumi monografici. Il nuovo millennio si è aperto con la mostra Estofado de oro. La statuaria lignea nella Sardegna spagnola (Cagliari-Sassari, Dicembre 2001-Gennaio 2002), che ha dato impulso a una più strutturata stagione di studi in cui sono state approfondite le dimaniche di circolazione della statuaria in legno, non di rado importata dalla Penisola iberica e da Napoli. Questo libro attinge a questa importante tradizione di studi apportando alla trattazione nuovi dati documentali e opere inedite. La scelta dell'arco cronologico è dettata da ragioni di ordine storico. Il Quattrocento è il secolo in cui si chiudono le campagne militari per il controllo definitivo dell'isola da parte dei sovrani della Corona d'Aragona, che avevano già dato avvio al Regno di Sardegna nel secolo precedente (1324). In questa fase si registra un afflusso significativo di maestranze catalane, maiorchine e valenciane e di opere iberiche. Il Cinquecento è il secolo della ripresa economica e anche nel mercato artistico isolano, seppur in scala del tutto differente rispetto ad altre aree del Mediterraneo occidentale, si aprono nuove opportunità di lavoro, stavolta attraendo maestranze anche dal versante orientale (Napoli e Sicilia). -
Lo spazio sacro e la città contemporanea. Ediz. illustrata
Per costruire uno spazio sacro oggi, che adeguatamente riesca ad esprimere il senso del Sacro, bisogna riandare alla serata del 27 marzo 2020, in una irreale e deserta piazza San Pietro, battuta da pioggia e vento, e meditare sulle parole pronunciate da Papa Francesco, nelle quali ci raffigurava una situazione senza precedenti: ""Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca... ci siamo tutti"""". Aggiungendo però, subito dopo, che proprio questo tempo, di dolore e crisi, è """"...un tempo propizio per trovare il coraggio di una nuova immaginazione del possibile, con il realismo che solo il Vangelo può offrirci"""". Solo con questo spirito di solidarietà e di speranza, uniti tutti insieme dal centro alla periferia, intendendo con quest'ultima non solo quella urbana, ma nel più vasto scenario del mondo globalizzato, possiamo realizzare quegli spazi sacri, capaci di confrontarsi con la sfida provocatoria della contemporaneità, tali da provare a curare e lenire le profonde ferite dell'umanità."" -
La luce del barocco. Dipinti da collezioni romane. Catalogo della mostra (Ariccia, 1 ottobre 2020-10 gennaio 2021). Ediz. illustrata
«L'evento espositivo ""La Luce del Barocco"""" vuole evidenziare, attraverso l'Arte e il significato della Luce come motivo espressivo, quanto sia importante per il Patrimonio Artistico nazionale l'attività di ACEA S.p.a., che, oltre ai servizi per cui è stata costituita, illumina Monumenti, Chiese e Palazzi Storici, punto di attrazione di milioni di turisti presenti a Roma per ammirarne le testimonianze di storia e cultura plurimillenarie. L'arte barocca, che proprio nella Capitale d'Italia trova la sua origine e le sue più alte manifestazioni, si presta magnificamente a questo, in quanto la Luce, in tale espressione artistica tipica del Cattolicesimo, si carica di significati simbolici e mistici, legati al tema della Grazia e della redenzione dell'uomo, di cui è visualizzazione (...) Una mostra legata al tema della Luce in questo particolare momento che stiamo vivendo, vuole esprimere speranza e rinascita, dopo mesi di clausura e segregazione forzata. La Luce ha da sempre un valore metaforico connesso alla nascita, al risveglio dopo la notte, alla resurrezione della natura dopo l'inverno e per il Cattolicesimo ad un messaggio di speranza di vita eterna suscitato dalla sequela del messaggio di Cristo. Il Barocco quindi, che del Cattolicesimo è la massima espressione artistica, è lo stile più adatto per veicolare un messaggio ottimistico di riscatto umano e sociale dopo la Pandemia. Viene presentata in mostra una selezione di importanti dipinti di artisti di chiara fama provenienti da collezioni private romane, in gran parte inediti o mai esposti al pubblico. L'evento vuole incentivare e promuovere il collezionismo, come agente culturale del rinnovamento della ricerca, motore economico del settore e tramite di arricchimento di collezioni pubbliche, ove spesso le raccolte private confluiscono per lasciti e donazioni. Vengono esposte opere di Bernini e della sua cerchia, assieme a dipinti di Giovanni Baglione, Mattia Preti, Agostino Tassi, Gaspar Dughet, Sebastiano Conca, Pierre Subleyras e altri maestri del Seicento e Settecento, offrendo una larga panoramica sull'arte barocca per quasi due secoli. La mostra è articolata in vari generi pittorici, tra ritratti, pittura di figura a soggetto sacro e profano, paesaggi, vedute e nature morte. Motivo conduttore: la Luce come veicolo comunicativo, formale e simbolico, segno di ottimismo e rigenerazione.» (Giuseppe Lepore)"" -
Silvio Novembre. Il coraggio oltre il dovere
"Silvio Novembre, Maresciallo della Guardia di Finanza, fu un investigatore tenace che, negli anni Settanta del secolo scorso, riuscí a inseguire i traffici della malafinanza nazionale e internazionale, divenendo il precursore del metodo d'indagine """"follow the money"""". Congedatosi dalle Fiamme Gialle nel 1982, proseguí il suo impegno al servizio del Paese, quale membro del Comitato di sorveglianza della Banca Privata Italiana, nominato dall'allora governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi; coadiutore dei commissari liquidatori per il crac del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi e come socio fondatore del circolo Società Civile, nato a Milano nel 1985, per contribuire ad affermare la cultura della legalità soprattutto tra le giovani generazioni. Un impegno che nel 2014 gli valse l'Ambrogino d'Oro, benemerenza civica del Comune di Milano. Nel libro l'autore ricostruisce la storia del Maresciallo Silvio Novembre che, in buona parte, è quella del Paese anche attraverso la sua testimonianza diretta, raccolta prima della scomparsa avvenuta il 28 settembre 2019." -
Dallo straniero la salvezza
Lo scopo di questo libro è evidente: dimostrare l'infondatezza del luogo comune, che vede nello straniero il nemico. È vero il contrario. Questo luogo comune è un luogo di perdizione. Per un popolo senescente, come quello italiano di oggi, dagli infermieri alle badanti, dagli operai delle fonderie ai raccoglitori di olive o di pomodori, il contributo degli immigrati è essenziale. Farne un esercito d'invasione è utile solo ai demagoghi aspiranti ai pieni poteri. Dal punto di vista intellettuale, con l'elaborazione e la pratica di un concetto di co-tradizione culturale, l'umanità di oggi trova una garanzia di sopravvivenza. Il dilemma è chiaro: dialogare o perire. -
Questioni di genere. Riflessioni su genere, società, ricerca, economia e lavoro
Diversità e inclusione sono le parole chiave che delineano il filo rosso di questo libro che guarda alle questioni di genere da prospettive diverse, ma sempre con un occhio attento alla complessità, alle interazioni tra valori, pratiche e stereotipi, ai cambiamenti socio-culturali in atto. Analisi statistiche, interviste, riflessioni teoriche e socio-politiche danno uno spaccato dell'ampiezza e della varietà dei temi che meritano come sempre un'attenta analisi e un continuo monitoraggio per evidenziare progressi e buone pratiche, ma anche punti critici e possibili soluzioni per colmare il gender gap. Infine, la costante attenzione a esaminare diversità e inclusione in una prospettiva di genere fa emergere, da un lato, nuovi interrogativi e campi di analisi, e dall'altro la necessità di affrontare le questioni di genere in modo sempre più integrato a quesiti inerenti lo sviluppo socio-economico e l'equità sociale. Il volume contiene saggi di: Maria Cristina Antonucci, Sveva Avveduto, Marco Cellini, Gabriella D'Ambrosio, Ilaria Di Tullio, Daniela Luzi, Nicolò Marchesini, Fabrizio Pecoraro, Lucio Pisacane, Roberta Ruggieri, Serena Tagliacozzo.""""|Libri"" -
Sociologia. Rivista quadrimestrale di scienze storiche e sociali (2021). Vol. 1
La rappresentazione sociale della violenza di genere Flaminia Saccà La rappresentazione sociale della violenza di genere in ambito giudiziario e sulla stampa Michele Negri Metodologia della ricerca sulla violenza di genere: tra aspetti strutturali e rappresentazione del contesto di azione socio-culturale Luca Massidda Giudizi e pregiudizi. Bias di genere nella rappresentazione giuridica della violenza contro le donne Rosalba Belmonte, Donatella Selva La narrazione della violenza contro le donne: tra stereotipi e media logic Note Luca Marconi, Barbara Sonzogni, Federico Cecconi Improving social stability: a democracy perception analysis in the European area Stefano Delli Poggi Socializzazione, Educazione, Paideia. Possibilità o mito nell'era della Planetarizzazione Davide Sparti, Maria Cristina Addis ""A questo non rinuncio"""". Pratiche del corpo e precariato Sandro Brignone, Renato Grimaldi """"Exit, voice, and loyalty"""": un modello interattivo-computazionale della terna hirschmaniana mediante la simulazione ad agenti Gabriele Giacomini La duplice neointermediazione ai tempi delle piattaforme digitali. Per un'analisi degli intermediari emergenti nel sistema mediale e politico Recensioni Lorenzo Nasi Contrasti - Le diseguaglianze """"messe a fuoco"""" tra fotografia e sociologia (Marco Saverio Loperfido) Ilaria Riccioni Teatro e società: il caso dello Stabile di Bolzano (Roberto Cipriani) Johann Michel Homo interpretans Le réparable et l'irréparable (Carlo Genova)"" -
Ecce homo. L'incontro fra il divino e l'umano per una diversa antropologia-Ecco homo. The encounter between the divine and man for a different anthropology. Ediz. a colori
Catalogo della Mostra aperta a Tivoli, Villa d'Este dal 16 ottobre 2020 al 2 maggio 2021. La tradizione classica, poi cristianogiudaica, sviluppa un dialogo inedito e affascinante fra l'essere umano e la tangibilità del divino. Un punto di incontro fra ciò che è limitato e qualcosa che, per sua natura, non ha fine. Si tratta di un contatto che ha dell'eccezionale: l'entità a noi superiore si avvicina alla nostra vulnerabilità mentre l'umano si protende verso una trasfigurazione della sua stessa natura. Il progetto intende indagare il dialogo che si instaura in questa zona di incontro, di passaggio e scambio per cui l'essere umano mostra e dimostra la sua infinitesima parte di assoluto. In questa prospettiva la rivoluzione attuata dal Cristianesimo riveste un ruolo centrale; il mistero dell'Incarnazione e la parabola di Gesù rendono tangibile il progetto salvifico divino, portato a compimento con il sacrificio e la morte del Figlio di Dio. Il dialogo inedito, e insieme affascinante, fra la raffigurazione e le speculazioni che coinvolgono l'essere umano e il suo rapporto con il divino è l'elemento che caratterizza l'esposizione. Il dolore, la sofferenza e la morte sono parte integrante di questo dialogo non come elementi negativi ma come segni della ""divinità incarnata""""."" -
Roma il coraggio di cambiare. Cosa fare per rendere la città moderna, sostenibile, europea
Un saggio che affronta la crisi che attanaglia la città eterna con metodologie innovative per la politica romana in grado di svegliare il gigante che dorme da oltre un decennio. rnrn«Cipollini individua sette priorità sulle quali intervenire con urgenza: un progetto generale a medio-lungo termine; la vitalizzazione delle periferie che va sollecitata dotandole di servizi, di poli culturali e di un’identità; un’accessibilità basata su una rete su ferro e su parcheggi idonei; la pulizia come presupposto per il ben vivere; la promozione di una cultura viva atta a generare innovazione; la valorizzazione dei beni culturali e del turismo con approcci e progetti innovativi e attraenti» - Alberto Fraja, il TempornrnrnrnrnScrive Innocenzo Cipolletta nella prefazione: ""Cipollini avanza diverse critiche a quello che oggi è Roma, ma sa che questa città non ha solo una grande storia ma anche un grande futuro che aspetta solo di essere avviato. Come? Cipollini risponde con un approccio che coniughi la politica con il management. Lascio volentieri al lettore di scoprire cosa si intende per un mix tra politica e management, ricordando che Cipollini è un esperto di management e, con generosità, ha riversato questa esperienza nelle problematiche di gestione di una città"""". L'autore nel libro esplora e approfondisce la conoscenza della situazione attuale, propone tecniche per affrontare la complessità della città e individua le priorità da cui ripartire per fare di Roma una capitale moderna. Un nuovo sistema di governo per superare i vecchi approcci che non sono piu` in grado di cambiare il volto della città e le sue varie realtà sociali ed economiche. Con il coraggio e la responsabilità del cambiamento e l'obiettivo del bene comune."" -
Appunti di basic design. La storia. I presupposti
Questa breve guida di riferimento è stata pensata come supporto didattico per coloro che vogliono comprendere le basi della disciplina del Basic Design. Nato al Bauhaus come Grundkurs, corso di base concepito per uniformare la formazione degli studenti provenienti da scuole diverse e con competenze disomogenee, il Basic Design si è via via sviluppato all'interno di varie scuole, dal Bauhaus ad ULM, sino ad oggi. Basic Design è la disciplina che elabora i saperi rivolti al processo di configurazione degli oggetti, problema centrale della formazione nelle scuole di design e nell'attività di progettazione in generale. -
Ginosa sacra
Sono passati quarant'anni dall'epoca della teorizzazione della microstoria, ma la lettura di ""Ginosa sacra"""", monumentale opera di Domenico Giacovelli, fa rinvenire il valore della lettura dei fatti storici all'interno di indagini articolate e complesse, grazie a fonti e documenti spesso elusi dalla storiografia tradizionale (esemplari, nel nostro caso, le relazioni delle Visite pastorali) specialmente quando non concorrono a fare luce su singoli monografie di personaggi o periodi, ma hanno l'ambizione - giustificata in questo caso - di recuperare un decorso complessivo che è durato secoli, dai primitivi insediamenti cristiani all'istituzione della """"chiesa ricettizia"""", baluardo di governi locali non solo di anime ma anche di beni, che ebbe roccaforte in Basilicata; e non a caso Ginosa è lì, al confine. Domenico L. Giacovelli (Milano 1974), sacerdote del clero secolare, baccelliere in S. Teologia e dottore in Utroque jure, diplomato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica. Unisce al suo impegno istituzionale presso la Curia Diocesana ed il Tribunale Ecclesiastico Regionale Pugliese quello della ricerca scientifica come cultore delle materie di Istituzioni ecclesiastiche e di Architettura ecclesiastica presso l'Università degli Studi di Basilicata e come autore di diversi studi incentrati sulla storia delle istituzioni ecclesiastiche del meridione italiano e dei loro protagonisti."" -
Interesse Capitale. Il giro di Roma in 80 giorni
«""Quando sono nato, sono nato a Roma. A via Giulia, vicino piazza Campo de' Fiori, piazza Farnese, via di Monserrato una delle strade secondo me più eleganti della città. Auguro a Roma tutto il bene possibile. Che sia più amata dagli italiani e da noi romani. Spesso non l'amiamo a sufficienza"""". Ecco, Gigi Proietti quel giorno sembrava prendere commiato dalla sua città nella quale ha sempre vissuto e lavorato per ricordarci che la parola Roma può essere letta """"a rovescio"""", avrebbe detto lui, per dire amore. Io vorrei lanciare una proposta: intitoliamo una strada, anzi un vicolo, perché a Gigi piacevano le cose umili ed umane, della sua Roma, in Via Giulia.»"" -
Il 36esimo confinato. Un prete rivoluzionario nei luoghi di Carlo Levi
"Il 36esimo confinato"""" è don Pierino Dilenge, prete rivoluzionario, mandato negli anni Settanta ad Aliano, in Basilicata, paese che ha ospitato numerosi esiliati politici - non meno di 35, tra gli anni Trenta e Quaranta - tra cui Carlo Levi. Era il luogo più adatto ad annichilire un uomo punito per essere fuori dagli schemi della Chiesa. Lo strano sacerdote, però, assume il ruolo di Masaniello del sovvertimento sociale ed economico. Lotta contro la gerarchia ecclesiastica e i partiti politici, tiene in vita il ricordo di Levi. Occupa le terre abbandonate, insieme ai suoi giovani, e diventa un riferimento del cooperativismo italiano. Viene nominato presidente di una banca e dà vita ad una piccola guerra con la sindaca comunista. Un'attività frenetica che, spesso, lo ha portato nei tribunali per storie giudiziarie che hanno fatto parlare la stampa nazionale. La storia di don Pierino è simile a quella di Carlo Levi: confinati perché non in sintonia con il """"sistema"""", ma entrambi capaci di ribaltare una condanna in occasione di denuncia e protagonismo. L'esperienza visionaria del prete-imprenditore ha consentito di trasformare una terra del dolore in un luogo che oggi è meta turistica." -
Vincenzo della Greca e la didattica dell'architettura nel primo Seicento a Roma
Il paradigma storiografico di una educazione esclusivamente pratica per gli architetti responsabili dell'exploit edilizio di metà Seicento ha prevalso sull'idea che questo potesse trarre vitalità e nutrimento anche dall'esercizio accademico. Il volume intende correggere, almeno in parte, tale impostazione interpretativa, fornendo elementi sull'impegno didattico di quegli architetti che, soprattutto durante il pontificato barberiniano, furono membri dell'Accademia di San Luca. Architetto camerale relegato al ruolo di comprimario sulla scena del Barocco romano, Vincenzo della Greca fu chiamato nel 1636 dall'Accademia ""per istruire i giovani nella architettura civile e militare"""". Ricercate anche da allievi stranieri, le sue lezioni, qui analizzate e trascritte, ebbero una diffusione internazionale. Della Greca fu anche ingegnere idraulico aggiornato sulle scoperte scientifiche dei galileiani, autore di un trattato Delli effetti delle acque (1642), che verrà sorprendentemente riutilizzato da Carlo Fontana nel suo Utilissimo trattato delle acque correnti (1696), già considerato summa disciplinare del secolo e oggi da ridimensionare a opera in larga parte apografa."" -
Ledger e Brokeback Mountain, Gyllenhaal e Demolition, Leto e The Outsider. Dal libro alla pellicola: Call me by your name e Alexander. Due saggi sul cinema. Ediz. italiana e inglese
Il libro propone una ricognizione su alcuni episodi della filmografia americana di oggi, legata a famosi attori divenuti icone del nostro tempo. Il primo saggio paragona le prove di Ledger, Gyllenhaal e Leto a quelle del passato di Brando, Bridges e Delon. Il secondo analizza i rapporti tra film e fonte letteraria nei casi di ""Call me by your name"""" ed """"Alexander"""". Completano il testo gli abstract in inglese e gli apparati curati dagli studenti del Cine-tv """"Rossellini""""."" -
Ingegneri-architetti della scuola romana di architettura. Ediz. italiana e inglese
Il presente libro, redatto a 150 anni dalla proclamazione di Roma capitale, mira a far emergere la storia per molti versi enigmatica degli ingegneri-architetti che hanno operato in una città divenuta dal 1871 un territorio nel quale consumare rapide e imponenti trasformazioni urbane. Non senza profonde ferite inferte a quelle magnifiche ville - alcune delle quali perdute per sempre - l'esperienza prodotta nel lungo percorso da tali trasformazioni ha reso riconoscibile una sensibilità operativa che, sia pur con errori ed eccessi, viene definita come appartenente alla Scuola Romana di Architettura. Operando uno scavo nella sua storia emerge che molti protagonisti di tali trasformazioni urbane sono stati degli ingegneri integrali che hanno amato l'architettura non meno degli architetti e che con essa si sono misurati ottenendo, gli uni e gli altri, i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: edifici spesso di grande qualità, quartieri e anche palazzine che sono divenuti per i romani delle presenze amichevoli, costituenti, insieme ai pregiatissimi monumenti dell'antichità, il Vultus Urbis della città. Alle schiere di chiese e altri edifici anziani - magnifici e preziosi scrigni di inestimabile valore e grande commozione spaziale che lo Stato della Chiesa ha costruito e custodito nel tempo - si sommano le realizzazioni romane più giovanili di questo secolo e mezzo: da un lato speculazioni edilizie, dall'altro piani urbanistici e opere di grande pregio. Tutto ciò è avvenuto su un substrato di straordinari reperti archeologici imperiali e ancora più antichi che affiorano a Roma in ogni dove, guarniti dalla cura del verde che li incastona in passeggiate senza eguali. Ciò ha fatto sviluppare ai protagonisti della Scuola romana di architettura una sensibilità particolare che ha dato luogo alla tradizione del lavorare con preesistenze architettoniche di vario tipo, stabilendo con esse un rapporto di continuità paesaggistica, urbana, strutturale, narrativa, fotografica, e poi anche filmica di grande bellezza. Chiunque oggi voglia ricostruire le articolazioni di questa Scuola, delle sue tradizioni e declinazioni - sia esso architetto, ingegnere o altro ancora - non può esimersi dal ripercorrere le trasformazioni urbane di Roma capitale. Prefazione di Franco Purini. Introduzione di Alessandra Muntoni.