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Colori degli etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini. Catalogo della mostra (Roma, 11 luglio 2019-2 febbraio 2020). Ediz. italiana e inglese
Preziosi frammenti di terracotta dipinta svelano i loro straordinari colori e una complessità di scene figurate mai prima d'ora note. Uno dei recuperi di opere d'arte più significativi degli ultimi anni da parte del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha riportato in Italia un cospicuo nucleo di reperti appartenenti a lastre dipinte, quelle stesse che un tempo decoravano le pareti degli edifici dell'antica Caere, secondo l'uso dei greci leukomata, tavole di legno dipinte e affiancate in fregi continui. Arricchita dal confronto iconografico con altre opere bronzee e ceramiche coeve, si offre finalmente alla comunità scientifica e al grande pubblico una eccezionale testimonianza della vivacità della grande pittura etrusca, che ha avuto proprio nell'antica Caere uno sviluppo del tutto particolare a partire dalle fasi iniziali del VI secolo a.C., grazie alla maestria di artigiani formatisi nel contesto dalla Grecia orientale. -
Enrico Tanzilli. Diari di guerra. Oasi di Tripoli 1911-1912. Dolomiti 1915-1916
Nel panorama variegato della produzione diaristica relativa agli eventi bellici, quelli che qui vedono la luce si pongono su un piano particolare sia per l'associazione di due diverse epoche e di due diversi teatri di guerra, sia perché l'autore stesso, nonostante la limitata distanza tra i due periodi storici (1911-1915) è anch'egli cambiato per maturità e grado militare, da giovane sottufficiale in Libia a ufficiale di complemento nella prima guerra mondiale, e ha quindi responsabilità e mansioni ben distinte e visioni diverse dei significati etici e ideologici delle azioni connesse con la guerra. All'iniziale entusiasmo bellicista, manifestato seppure in forme ingenue con l'esaltazione dei toni patriottici, subentra infatti con il trascorrere del tempo una visione sempre più consapevole, disincantata e a tratti anche esplicitamente polemica. L'esposizione dei fatti, in entrambi i diari, è sempre sostenuta da una solida vena narrativa caratterizzata da una colta proprietà di linguaggio - non privo di citazioni erudite - e dall'agilità del periodare con racconti vivaci e dettagliati talvolta conditi da espressioni gergali o dialettali del paese di origine dell'autore. Con questi strumenti Enrico Tanzilli riesce a proporci in un quadro concreto e continuo la sequenza di accadimenti, tra loro del tutto diversi ma che risultano sempre umanamente partecipati, passando dalla narrazione delle attività giornaliere, resa con accenti arguti e di tanto in tanto anche umoristici, a quella di episodi drammatici e persino cruenti, oppure alternando i momenti di nostalgici ricordi familiari alle logiche e rigorose digressioni tattiche o logistiche. La presenza di molti documenti (fotografie, lettere, ordini di servizio, componimenti satirici, ecc.), a corredo degli scritti autografi, arricchisce di ulteriore concretezza il vissuto storico e offre all'immaginazione del lettore una più immediata porta d'accesso all'ambiente e ai tempi che Enrico Tanzilli visse e seppe narrare. -
Le comunità educative nella giustizia penale minorile
La virtù sta nel mezzo... Se un po' di verità è rintracciabile in questa affermazione ormai entrata nel linguaggio comune, sicuramente possiamo affermare che la misura del collocamento in comunità educativa, in area penale, nella diversità dei dispositivi giuridici che la prevedono, rappresenta una opportunità virtuosa, prevista dal legislatore minorile, collocandosi in una posizione mediana tra una risposta di tipo limitativo della libertà personale da una parte e l'intervento socio educativo in area penale esterna. La ""Comunità"""" rappresenta per sua natura un luogo di mezzo, un luogo di relazioni educative che riproduce una dimensione il più possibile vicina a quella familiare, che ha un senso non come alternativa alla famiglia ma come passaggio spesso imprescindibile in vista di un rientro del minore, se possibile, nella propria famiglia e nel proprio ambito territoriale. Un luogo che possiede valenze trasformative se riesce a... fare comunità; se riesce, cioè a costruire un ambiente di vita in cui la quotidianità, con funzione strutturante, pone il minore in situazioni di accoglienza, ascolto, contenimento, restituzione dei processi emotivo/affettivi."" -
Gerace. Città magno-greca delle cento chiese. Storie e immagini rivissute
«Gerace, Città Magno-Greca delle Cento Chiese, è avvincente e suggestivo per molti motivi. Appare anzitutto come un viaggio in un paese della provincia italiana, in una regione percepita come periferica, come la Calabria. E qui iniziano le prime sorprese, nello scoprire una vitalità umana, sociale e culturale inattesa; popolata da presenze attive e consapevoli, in un viaggio che è al tempo stesso nella memoria del suo autore ma anche nella storia del nostro Paese. Storia vista attraverso la lente accessibile e a misura d'uomo di vicende e storie locali, in cui tuttavia si sente l'eco di un periodo in cui l'Italia viveva grandi cambiamenti. Il tutto corredato da interventi di diversi geracesi - alcuni dei quali divenuti figure culturali di spicco, spesso lontano da Gerace - cui l'autore dà sapientemente voce perché ciascuno racconti un aspetto della sua città. E così che si forma un caleidoscopio di sguardi e di impressioni, la cui progressione - conclusa da alcune note familiari dell'autore - porta a un risultato inaspettato e paradossale: quello di far gradualmente evaporare la nitida immagine di Gerace. Immagine che evapora perché si afferma sempre più il senso di sfogliare una storia che potrebbe essere quella di mille borghi d'Italia, e di raccontare una memoria che potrebbe essere quella di ognuno di noi.» (Prof. Lorenzo De Sio) -
Dalla casa al paesaggio. Edilizia residenziale pubblica e mutamenti dell'abitare a Roma. Ediz. illustrata
I quartieri di edilizia residenziale pubblica hanno accumulato nel tempo significati e ruoli contrastanti. Interventi legati a programmi di welfare, sono stati occasione per sperimentazioni tipologiche ma spesso sono diventati spazi di degrado. Hanno saputo rivelarsi luoghi di socialità ma hanno anche determinato effetti segregativi. Hanno contribuito alla realizzazione di attrezzature collettive ma non di rado sono rimasti incompleti. Sono stati oggetto di discredito ma si sono rivelati nel tempo un'importante risorsa patrimoniale. Sono quartieri che occupano oggi una posizione strategica nella compagine urbana perché sono aree di frangia in cui si dissolve la città consolidata e si dilata un paesaggio esteso a scala territoriale con orizzonti che includono spesso ambiti agricoli. La città pubblica continua a rappresentare una sfida per il progetto dell'esistente. E richiede di accantonare vecchi pregiudizi per orientare il nostro sguardo ad individuare nel disegno degli spazi aperti e nella riconnessione di trame ambientali le nuove potenzialità di rigenerazione. A partire dal tracciato di due antiche vie consolari, la Salaria e la Casilina, il volume inquadra una porzione di territorio ai margini del Grande Raccordo Anulare di Roma, dove si addensano quartieri di edilizia pubblica, costruiti nel secondo Novecento, innervati da ampi spazi aperti non distanti dal corso dell'Aniene. I contributi raccolti invitano a riscoprire il legame con la geografia e la storia dei siti, a prendere atto delle stratificazioni sociali, ad attraversare e ri-conoscere nuovi paesaggi urbani per superare frammentazioni e intessere nuovi fertili dialoghi con i luoghi del nostro abitare. -
Joan Mirò. Il linguaggio dei segni-The language of signs. Ediz. a colori
"Più del quadro in sé conta quello che emana, che trasmette. Se venisse distrutto non sarebbe importante. L'arte può anche morire, quel che conta sono i semi che ha diffuso sulla terra"""" (Joan Miró, 1959). Nello stesso titolo della mostra è racchiusa la chiave di lettura di questa eccezionale esposizione allestita nel Palazzo delle Arti di Napoli. Miró esplora il linguaggio dei segni riducendo gli oggetti a elementi essenziali. In questo processo di riduzione e semplificazione ci invita a porre l'attenzione al dettaglio, ad esplorare gli elementi della costruzione del significato. Nel XXI secolo siamo ormai abituati a guardare immagini sempre più definite che si susseguono a grande velocità, Miró ci impone di fermarci e osservare, cercare di capire." -
Il leone e la montagna. Scavi italiani in Sudan. Ediz. a colori
Catalogo della mostra aperta a Roma presso il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco dal 4 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020. A quasi cinquanta anni dalla sua fondazione, la Missione Archeologica Italiana in Sudan - Jebel Barkal raccoglie, in un evento espositivo che si muove tra Roma (sede universitaria della prima direzione della Missione) e Venezia (sede universitaria dell'attuale direzione), reperti che lasciano il Sudan per la prima volta e che provengono dallo scavo dell'antica città di Napata. Pur nella loro fragilità e frammentarietà, questi materiali sono ancora in grado di fornire - grazie anche a un corredo di testi, immagini e ricostruzioni grafiche prodotto dagli archeologi della Missione - un quadro quanto più esauriente possibile dell'area cerimoniale di epoca meroitica, fiorita ai piedi del Jebel Barkal intorno al I sec. d.C. La mostra Il Leone e la Montagna accompagnerà il visitatore alla scoperta di un mondo ancora poco noto e di una cultura che fa da ponte tra Africa, Egitto e Mediterraneo. -
Cesare Pavese
Questo libro, che nasce per onorare la memoria del professor Luigi Gatti, fondatore e presidente del CE.PA.M. di recente scomparso, non vuole essere un mesto ricordo del passato fine a se stesso, vuole invece essere la testimonianza della memoria viva del passato, anche recente, della storia del premio letterario Cesare Pavese, e del duro e appassionato lavoro svolto da tutti coloro che per il premio hanno lavorato e lo hanno fatto crescere. Si tratta, dunque, di una memoria che non si è ancora esaurita e che è in grado di proiettare il futuro. Per dirla con Benjamin è l'Eingedenken, l'immemorare che non è solo rimemorare o rammentare, è piuttosto l'irruzione nel presente di un'esigenza che viene dal passato, che parla di una comunità, di un territorio, quello di Santo Stefano e del Piemonte. Vuole essere anche la testimonianza duratura di un cultore di Cesare Pavese, che ha sempre messo il suo impegno al servizio degli altri, in particolar modo dei giovani, ai quali lascia il suo insegnamento. -
Medicine and oncology. An illustrated history. Vol. 1: The origins and ancient civilisations
Una storia della medicina e dell'oncologia dalle origini ai giorni nostri. L'intera opera non si limita a raccontare i fatti ma il significato dei fatti, ponendo la medicina e l'oncologia nell'ampio contesto della storia generale e delle discipline umanistiche, per dare preziose indicazioni sul ruolo non secondario svolto dalle scienze mediche nel progresso dell'umanità. Storie della medicina, sebbene datate, sono rinvenibili nella letteratura medica, mentre sono assenti libri di storia globale dell'oncologia e in particolare quelli ideati per dare una panoramica esaustiva dell'integrazione tra le due discipline. Questo primo volume traccia la storia della medicina e dell'oncologia dalle origini della vita allo sviluppo di società in Mesopotamia, Egitto, Cina Imperiale e Americhe precolombiane. Scritto con rigore scientifico e con stile fluente, accessibile a tutti, il volume è impreziosito da numerose illustrazioni, che a partire dagli antichi graffiti delle caverne fino agli squisiti manufatti delle antiche civiltà, forniscono una rappresentazione visiva dei primi passi della medicina. Così concepita, l'opera non è solamente un testo di consultazione per coloro che si dedicano allo studio della medicina e dell'oncologia, ma offre ai lettori interessati l'opportunità di seguire la formazione delle idee moderne sullo stato di salute e sul trattamento delle malattie, compreso il cancro. -
Medicine and oncology. An illustrated history. Vol. 3: Medieval Medicine
Per lungo tempo il Medioevo è stato ritenuto un periodo caratterizzato dal collasso della civiltà greco-romana, dallo spopolamento delle città, da castelli e austere cattedrali, abazie e monasteri nei quali erano di fatto confinate le persone dotte. L'insegnamento e la pratica della medicina scientifica ippocratico-galenica – e con essi il tessuto medico intrecciato nei secoli precedenti – avevano corso il rischio di essere travolti dal crollo dell'Impero romano d'Occidente. Ma Galeno gli era sopravvissuto perché – come Aristotele – aveva una risposta per ogni cosa ed entrambi furono accolti dal mondo cristiano. La medicina medievale iniziale non ebbe la brillantezza dei tempi del ""divino Galeno"""", ma i manoscritti medici greci e latini furono conservati, studiati e copiati e, con l'avvento dell'Islam, tradotti in arabo. Nella successiva versione in latino hanno costituito il fondamento della scienza e della filosofia dell'Europa a partire dal secolo XI. Nello stesso periodo la medicina razionale rinasce dapprima con la Scuola medica di Salerno e, quindi, con il fiorire delle Università e la fondazione di ospedali. Questo volume di Medicina e Oncologia presenta una storia stimolante, scritta con rigore scientifico, l'accuratezza del ricercatore e stile sobrio e scorrevole: una miniera inesauribile di informazioni sul pensiero medico di oltre un millennio e un piacere per gli occhi, con le raffinate illustrazioni. Come i precedenti è rivolto ai medici, agli studiosi e a tutti coloro che, interessati all'argomento, vogliono saperne di più."" -
Medicine and oncology. An illustrated history. Ediz. a colori. Vol. 4: The Renaissance and the New Science
Dal XIV secolo alla fine del XVI, la vita sociale e culturale dell'Europa fu pervasa da un profondo rinnovamento, originato in Italia, che portò le arti e le discipline umanistiche a raggiungere livelli sconosciuti da più di un millennio. La gloria sarebbe stata raggiunta – si affermava con entusiasmo – asportando la ruggine del periodo medievale ed emulando gli antichi. Nuove invenzioni, tra cui quella della stampa, contribuirono a cambiare le basi della cultura: i libri si moltiplicarono e gli educatori erano felici di diffonderli. Fiorirono erbari illustrati e, nella rinascita dell'anatomia, le immagini del corpo umano nella Fabrica di Vesalio destano ancora ammirazione per forme e dettagli. Nel XVII secolo un contributo fondamentale all'avanzamento della medicina è dato da Harvey con la scoperta della circolazione del sangue, senza dimenticare quello apportato alla definizione della scienza e del metodo sperimentale da Galileo, Bacone e Cartesio. Grandi innovatori emergono anche nella chimica, nell'anatomia microscopica, nella definizione della fisiologia dell'organismo e delle malattie. È l'epoca in cui la rivoluzione scientifica in molti settori dello scibile pone fine alla concezione tolemaica dell'Universo e alla fisica aristotelica; fa emergere una visione più realistica della natura e del corpo umano; incrina profondamente l'impalcatura della tradizionale medicina galenica, creando i presupposti per il suo completo smantellamento nel secolo XVIII. La descrizione di questi eventi nel quarto volume di Medicina e Oncologia ci presenta la storia straordinaria dell'inizio della medicina moderna con il consueto stile fluente e numerose illustrazioni che non decorano, ma illuminano il testo. -
Medicine and oncology. An illustrated history. Vol. 5: The Enlightenment and the nineteenth century
Nel Settecento, spesso etichettato come “secolo delle rivoluzioni”, si assiste a uno straordinario sviluppo della scienza, iniziato con l'enunciazione dei principi di Newton che ancora oggi sono in gran parte alla base della nostra visione del mondo. Le scienze naturali sono riorganizzate, con la proposta di tassonomie zoologiche e botaniche, e la medicina si avvia a diventare più scientifica con la formulazione di grandi sistemi interpretativi, la nascita di una chimica separata definitivamente dall'alchimia, le prime ricerche su fenomeni elettrici e fisiologici, l'interpretazione innovativa della natura dei processi morbosi e la caratterizzazione di molte malattie specifiche. È però nell'Ottocento che la medicina diventa definitivamente scienza e tecnologia con l'invenzione dello stetoscopio, la scoperta dell'anestesia, dell'antisepsi e dell'asepsi, dei vaccini, della sieroterapia, con l'analisi microscopica dei tessuti e l'individuazione della cellula come elemento fondamentale della materia vivente. Cambia il paradigma interpretativo delle alterazioni del corpo umano e cambia l'approccio terapeutico con l'introduzione della chemioterapia e il perfezionamento delle tecniche chirurgiche. Nel quinto volume di Medicina e Oncologia, la storia dell'evoluzione degli eventi e dei concetti che hanno portato all'affermazione della medicina moderna, è presentata anche attraverso le vicende degli uomini e delle donne, che con abnegazione e determinazione hanno tracciato percorsi di successo. Lo stile non è mutato: semplice, scorrevole, accessibile a tutti coloro che sono interessati alla formazione delle idee moderne sulla salute e sulle malattie. E come sempre le stupende illustrazioni si integrano col testo in maniera mirabile. -
Medicine and oncology. An illustrated history. Vol. 6: The Development of Scientific Oncology
Anche se descritti fin dal V secolo a. C., per più di due millenni i tumori sono stati generalmente indicati con una terminologia vaga e imprecisa che dava adito a confusione e impediva di caratterizzarli in maniera corretta. Fu solo nel XVIII secolo che l'interesse nella patologia neoplastica cominciò a intensificarsi, apportando contributi che favorirono lo sviluppo delle conoscenze nel XIX secolo. Progressi furono registrati in ogni settore dell'oncologia: a livello concettuale con un approccio scientificamente più corretto; a livello morfologico con una migliore caratterizzazione macroscopica e microscopica dei tumori; a livello classificativo con una netta separazione tra carcinomi e sarcomi e con l'individuazione di numerosi istotipi nosologicamente distinti; a livello etiologico con la scoperta di fattori cancerogeni e del loro meccanismo d'azione; a livello biologico con la definizione della natura del cancro e dei meccanismi che stanno alla base della sua diffusione locale e a distanza; a livello terapeutico con i notevoli progressi della chirurgia che, grazie alla scoperta dell'anestesia generale e dell'antisepsi, ha potuto mettere a punto interventi di asportazione radicale, offrendo finalmente ai pazienti la concreta speranza di poter debellare una malattia che per molti secoli aveva disarmato i medici, ritenendola incurabile. Inizialmente la terapia medica non fu in grado di apportare un contributo significativo, ma alla fine del XIX secolo la scoperta dei raggi X e del radio ha fornito un'altra efficace modalità terapeutica: la radioterapia. Nel VI volume di Medicina e Oncologia, lo sviluppo dell'oncologia scientifica è presentato con eleganti illustrazioni, nel consueto stile semplice e fluente, a tutti coloro che desiderano conoscere come l'antico sogno della guarigione del cancro sia stato trasformato in una reale possibilità. -
La verde attrazione. Guida alle architetture del verde: uccellande storiche in Friuli. Ediz. italiana e inglese
In Friuli vengono conservate numerose uccellande storiche, realizzate originariamente per cacciare i volatili a scopo alimentare e commerciale. Vietata la pratica dal 1992, tolte le reti e le dotazioni adoperate per la cattura degli uccelli, restano le strutture vegetali. Le possiamo apprezzare sia scorgendole da lontano impreziosire i paesaggi, sia percorrendole, attraversando gallerie e stanze 'verdi', affascinanti come architetture, incantevoli come i parchi e i giardini. La guida racconta testimonianze di persone e comunità, vero patrimonio culturale materiale e immateriale, e fornisce indicazioni corredate da cartine topografiche per raggiungerle a piedi o in mountain bike seguendo facili percorsi nella natura. -
Percorsi nella letteratura fantastica giapponese. Demoni e animali fantastici
Posti nel crocevia tra folklore, spiritualità ed estetica, gli yokai - le creature soprannaturali del folklore giapponese - costituiscono un mondo dalle innumerevoli risorse e sfaccettature per il ricercatore o chi, più semplicemente, viene rapito dal loro fascino e valore culturale. Assurgendo nei secoli a mezzo espressivo di paure e ansie, ma anche curiosità, perversioni e tabù dei giapponesi, gli yokai sono portatori di valenze variabili a seconda del contesto in cui sono inseriti e dal ruolo che ricoprono. Il presente volume nasce con l'obiettivo di tale ampio panorama attraverso tre distinti percorsi nella letteratura fantastica giapponese, uno relativo ai demoni, uno agli animali del focolare domestico e uno alle bestie fantastiche. Seguendo le gesta di queste creature il volume indaga aspetti relativi alla storia socio-culturale, all'arte e al folklore in senso diacronico, attraversando epoche e filoni letterari. -
L' arte della giustizia. La giustizia nell'arte. Catalogo della mostra (Napoli, 14 dicembre 2019-28 gennaio 2020). Ediz. a colori
Il tema della Giustizia è un tema centrale della vita democratica. Giustizia è il sentimento che ci ispira e ci guida. Giustizia intesa come azione sociale, come riconoscimento delle buone pratiche e di iniziative mirate al bene comune. Ma anche Giustizia intesa come azione giuridica, come strumento di garanzia e controllo e tutela dei diritti dei cittadini e delle norme, come argine ai fenomeni e alle azioni criminali. Un grande tema, trasversale, presente anche nell'iconografia di tutte le epoche e raccontato in immagini, quadri, sculture da tutti i più grandi artisti. Ed è per questo che la Regione Campania ha voluto sostenere questa iniziativa culturale a Palazzo Reale, che della Giustizia racconta questi suoi tanti volti, con una mostra di opere e carteggi preziosi. Un'esposizione che oltre ad arricchire lo sguardo e l'offerta culturale della città di Napoli, può essere per tutti i visitatori un momento di riflessione, dal passato ai giorni nostri, in un mondo e un'epoca in cui sono purtroppo ancora tanti quelli che di questa parola - la giustizia - non conoscono a pieno il significato e il suo valore. -
Via Dante a Milano. Una strada e la sua architettura nella città europea del XIX secolo
Nella seconda metà dell'Ottocento le città europee sono investite da radicali cambiamenti legati al nuovo assetto economico e sociale, segnato dall'ascesa della borghesia. Il modello più influente è la Parigi di Haussmann, ma si guarda anche a Vienna, a Budapest e alle città tedesche. La cultura dei progettisti è nutrita da repertori e manuali, che veicolano gli esempi dell'architettura storica e le nuove tecnologie. A Milano gli architetti si formano all'accademia di Brera e alla sezione di architettura del futuro Politecnico: in entrambe domina la figura di Camillo Boito, che mette in primo piano la questione dello stile nazionale. Dopo la realizzazione della nuova piazza del Duomo e della Galleria Vittorio Emanuele II, le trasformazioni del centro investono l'asse del Sempione, definito in età napoleonica ma ancora incompleto. La rapida espansione della città e la scelta di collegare il Duomo con il Castello Sforzesco, restaurato e destinato a prestigiose istituzioni culturali, sono le premesse per il progetto realizzato, parte del piano regolatore di Cesare Beruto (1889). Insieme a piazza Cordusio, al Foro Bonaparte e al Parco Sempione, via Dante dà forma alla sequenza di spazi urbani più riuscita e significativa della Milano ottocentesca. La nuova via è campione significativo della concezione architettonica della strada europea a fine Ottocento, sia per le norme che mirano a un risultato unitario, sia per la qualità degli edifici, progettati da alcuni dei migliori professionisti dell'epoca. Il volume indaga la storia di via Dante e le ragioni della sua qualità architettonica: un'esperienza densa di insegnamenti su come fare città. -
Antonio da Viterbo alias Pastura. Aspetti inediti della tecnica esecutiva nelle opere di Viterbo, Orvieto, Canino, Tarquinia, Nepi, Roma. Ediz. a colori
Lo studio della produzione artistica e della personalità del Pastura è stato condizionato dal linguaggio figurativo umbro, che caratterizza tutte le sue opere a tal punto da cucirgli addosso l'epiteto di ""Pittore Umbro"""". Questo testo, per la prima volta, vuole cambiare il tipo di approccio analizzando la materia pittorica delle sue opere; chiaramente tale approccio assume un valore scientifico nel momento in cui l'analisi ha come oggetto le opere autografe. Questa circostanza si è concretizzata con il restauro di due delle poche opere documentate dell'artista viterbese, restauri di cui siamo stati autori. È grazie a questa esperienza che è maturata la conoscenza delle tecniche esecutive e dei vezzi pittorici dell'artista, che insieme costituiscono il suo modus operandi riconoscibile in tutte le sue opere e soprattutto in quelle a lui soltanto attribuite."" -
Le Fosse Ardeatine. Dodici storie
La volontà di scrivere le biografie degli assassinati il 24 marzo 1944 nacque durante il workshop dal titolo L'eccidio delle Fosse Ardeatine. Riflessioni, spunti di ricerca e documentazione inedita a settant'anni di distanza, tenutosi il 25 marzo 2014 presso l'Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma. Ai lavori partecipò un nutrito gruppo di esperti, responsabili di settore e studiosi che hanno ispirato una serie di riflessioni e fornito spunti di ricerca dai quali è nata, tra l'altro, la collaborazione tra il DiBAC e l'ANFIM, dalla quale scaturiscono queste prime 12 biografie. L'intero progetto prevede di completare le schede biografiche di tutte le 335 persone uccise con la collaborazione di ricercatori e istituti in grado di fornire il contributo necessario a un'impresa affrontabile in modo adeguato solo con un'ampia partecipazione. Uno scopo, tra gli altri, è quello di dare la dovuta rilevanza anche alle vittime meno note e meno ricordate. Le persone del gruppo dei prigionieri trucidati nelle cave appartenevano ai più disparati ceti sociali e riflettevano diversi spaccati culturali e politici della società dell'epoca. L'idea è di ridare, almeno in piccola parte, riconoscimento alla loro memoria e di ricostruire non solo la vita delle singole persone ma d'interi nuclei familiari rappresentativi di diverse collettività e di classi di età diverse. A quest'ultimo proposito non si può dimenticare la prematura morte di adolescenti e giovani brutalmente seppelliti nelle cave. Contributi di: Silvia Haia Antonucci, Martino Contu, Georges de Canino, Sira Fatucci, Rina Menasci, Amedeo Osti Guerrazzi, Claudio Procaccia, Marta Ravenna Lattes. Prefazione di Liliana Segre. -
Dichiarazione ISEE precompilata e nuovo ISEE corrente
A distanza di cinque anni dall'entrata in vigore della Riforma dell'ISEE si approda alla dichiarazione sostitutiva unica precompilata al fine di agevolare il cittadino nella compilazione dei vari moduli e velocizzare il rilascio dell'attestazione e dei relativi indicatori d'interesse. Il testo illustra le novità introdotte, il processo di acquisizione della DSU precompilata e le modalità di accesso. L'autrice, come sempre, offre una guida alla compilazione dei nuovi moduli di DSU in vigore dal 1 gennaio 2020 con evidenza delle parti oggetto di precompilazione e non rinunciando a porre l'attenzione anche al nuovo ISEE corrente, indicatore molto utilizzato per la richiesta di importanti prestazioni quali misure di contrasto alla povertà. Con questo testo, che segue ""La Riforma dell'ISEE"""" e """"ISEE semplice"""", l'autrice completa dunque la """"trilogia"""" di testi riguardanti l'ISEE, materia di cui si occupa per l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ormai da ben 18 anni, mettendo a disposizione dei cittadini e degli operatori interessati l'esperienza maturata in materia.""