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Fuori dai cardini
Le vacanze estive del professor Alessandro Amaldi, docente universitario in un ateneo milanese, vengono bruscamente interrotte da un inspiegabile quanto crudele fatto di sangue, in cui rimane coinvolto suo malgrado. La sua voglia di capire sposta lo sguardo al passato, in un conflitto oramai dimenticato in Occidente, ma i cui strascichi rimangono ben vivi e dolorosi tra i reduci di quella che fu una grande potenza mondiale. Sarà Amaldi a connettere trame e motivazioni differenti tra loro, riuscendo a scoperchiare inganni e tradimenti a danno di singoli e della collettività. Nel suo piccolo saprà ripristinare un ordine perso, in un mondo che è uscito dai suoi cardini. -
La notte ci appartiene
Nel suo mondo di donna, di musicista e di poeta, per Bodil Bech la natura è una forza potente, a volte molto dura verso gli umani ma più spesso accogliente e dispensatrice di cure, con precisa tenerezza. Nei suoi versi Natura e Dio si mescolano in una religiosità quasi pagana. Bodil Bech cerca di piegare gli avvenimenti a suo favore, cerca la fusione con le forze dell'Universo, sfidando quelle che sono contrarie ai propri desideri, e lo fa con un piglio e un tono da guerriera, quasi da dea. I dolori li affronta con orgogliosa rabbia o se necessario con dignitosa accettazione, desidera la grandiosità dello spirito ma non disprezza l'umiltà del granello di polvere nel quale vede l'Universo. Sono tante le domande che si pone, forse le pone proprio quando sa che non ci sono risposte in un mondo fatto anche di entità invisibili, quindi a volte le sue domande sono retoriche o ironiche (la buona ironia danese!), di chi la sa lunga perché in realtà non sa niente. -
Il Cristo dell'eresia. Rappresentazione del sacro e censura nei film di Pier Paolo Pasolini
L'argomento principale di questo studio - i rapporti di Pier Paolo Pasolini con la società cattolica e la censura, in veste di controverso autore imputato del crimine di avere ideato soggetti cinematografici blasfemi aventi a tema il sacro - evidenzia quanto l'autore avesse allegorizzato e teorizzato già negli anni Sessanta la crisi spirituale in cui sarebbe caduto il Paese, calcolandone l'estensione rispetto al crescente potere politico dei media del Vaticano e dello Stato. Pasolini per primo aveva accusato tali organi d'informazione di appoggiare un sistema governativo costituito prevalentemente su interessi economici e strategie d'assoggettamento delle masse, piuttosto che su principi religiosi e civili, un sistema tenuto in piedi tramite l'abbassamento degli standard culturali. Anticipando le odierne critiche mosse ai domini massmediatici delle società postcapitalistiche, Pasolini additava furiosamente nel Salò come i media diano espressione solo alle voci del potere. -
Camera poetica. Ediz. multilingue
Antanas A. Jonynas è unanimemente considerato poeta lirico. Fra i suoi luoghi poetici privilegiati c'è quello della ""camera"""", immagine tematica e concettuale del luogo chiuso e raccolto della stanza. Ora, in poesia """"stanza"""" è termine tecnico: la strofa della canzone, una porzione di una composizione più grande ed è anche, nella tradizione occidentale, il pensatoio e l'officina del poeta. È un """"tòpos ou-tòpos"""", cioè insieme un luogo e un non luogo."" -
Aforismi olandesi e fiamminghi. Ediz. olandese e italiana
Questo volume presenta, a cura di Giorgio Faggin, studioso della cultura e dell'arte olandese e fiamminga, e sotto il patrocinio dell'Associazione Italiana per l'Aforisma, una selezione dall'opera di alcuni massimatori neerlandesi del XIX e XX secolo. Un compendio capace di rendere in lingua italiana la disparità concettuale e formale che distingue, ad esempio, lo sferzante progressismo di Multatuli a fronte del radicalismo sentenziale di de Haan, l'individualismo libertario di Greshoff dall'ironia dissacrante di de Valckenaere. -
Grano di sabbia. Haiku
Il dibattito sulla natura e la probabilità dell'haiku presso la cultura europea, specie italiana, è sempre aperto e presenta problemi fondati, sul piano storico, culturale e quindi identitario nel senso più valido e pregnante del termine, e, malgrado ogni mediazione culturale, questa espressione allogena e ferreamente prescritta nella metrica, non ha facile accesso alla sensibilità profonda dell'anima occidentale. Ciò tende a confinare a priori nella pura curiosità culturale e nell'atteggiamento snobistico il gesto di chi vi si dedichi più di tanto. Si può anche condividere in generale. Ma nel caso è sembrato che Piscopo abbia, per così dire, aumentato e rimesso in gioco, in modo convincente, la capacità dell'haiku di agganciare, nella brevità e la sintesi che prescrive, frammenti di realtà a loro volta sorpresi saltando da un appiglio tattico all'altro, avanzando sul terreno letterario come farebbe un fante assaltando un presidio. -
Giusto per non dimenticar la lingua. Ediz. multilingue
Nella ""generazione"""" dei poeti greci dell'80 una figura di particolare impegno e valenza è Stavros Zafirìu, che propone un itinerario poetico tra i più sofferti e rilevanti per ricerca filosofica, ricchezza sentimentale, sostanziale sviluppo dell'espressività e perfezionamento linguistico. Dodici raccolte poetiche concretano l'attività di Zafirìu lungo un cammino di non facile percorrimento, quando si consideri in lui l'esistenza di una sensibilità al calor bianco che domina incessante la sua relazione non solo con la congiunturale realtà esterna, ma collegatamente anche con l'interiore universo psicologico che recepisce e giudica."" -
Robert Walser. La grazia e l'abisso
Critici e scrittori, in questo libro collettivo, si interrogano sulla natura di Robert Walser, indagano i suoi ultimi anni di vita, i suoi microgrammi, la sua ""singolare"""" follia, che è stata anche una forma di ritiro dal mondo. Allo scrittore di Bienne è ben presente l'abisso in cui sprofonda la ragione. Ma per Robert Walser è necessaria anche la grazia con cui traversare un mondo ostile e comunque accettarlo. L'abisso e la grazia. La grazia e l'abisso. Robert Walser è l'acrobata """"grazioso"""" che mantiene la scrittura come una corda tesa ma lieve sull'orlo del precipizio."" -
Enrico Cecchetti. Lettere 1922-1928
Enrico Cecchetti è visto da molti come l'artista di danza che, grazie alla formulazione di un metodo tutt'oggi didatticamente e pedagogicamente valido, ha perpetuato i canoni artistici di una tradizione ballettistica che sarebbe andata altrimenti perduta. Questa fama la si deve soprattutto alla pubblicazione, nel 1922, di ""A Manual of the Theory and Practice of Classical Theatrical Dancing"""", vera e propria consacrazione a livello internazionale delle sue abilità pedagogiche - peraltro già lodate pubblicamente da stelle quali Anna Pavlova, Vaslav Nijinsky, Tamara Karsavina, Leonide Massine e, più tardi, Serge Lifar.Le lettere riprodotte e discusse in questo volume sono quelle che Enrico Cecchetti scrisse e ricevette fra il 1922 e il 1928, anno della sua morte. Uomo e artista meticoloso, Cecchetti conservava annotazioni, brutte copie e minute di quasi tutti le sue lettere, lasciando così ai posteri una corrispondenza quasi completa con molti dei suoi colleghi, amici e allievi. L'analisi di questi scritti getta quindi nuova luce su momenti salienti nella vita e nella carriera dell'ormai leggendario artista di danza e sulla sua interazione con personaggi della danza mondiale."" -
L' età della desensibilizzazione. Modernità come amnesia ed anestesia nell'opera di quattro grandi autori dell'Europa Centrale: MiBosz, Kundera, Bauman, Singer
Con questo nuovo libro - che esce per la prima volta in italiano - Leonidas Donskis ci invita a ""osare più Europa"""". La lezione esposta nei """"biogrammi morali"""" di quattro grandi figure di intellettuali provenienti dall'Europa del Centro: CzesBaw MiBosz, Milan Kundera, Zygmunt Bauman e Isaac B. Singer, così come la preoccupazione dell'autore - dopo anni di esperienza diretta sia nel mondo della cultura che della politica - si concretizza in alcune domande provocatorie: """"La cultura europea è forse una chimera? È più o meno come la politica europea?"""". All'origine del decadimento dell'idea europea Donskis pone la disattenzione, da parte della politica, per la cultura, che """"viene archiviata come una chimera o come una finzione"""". L'unica possibilità che l'Unione Europea ha di sopravvivere al ventunesimo secolo è quella di render giustizia all'istruzione e alla cultura, nella convinzione profonda che """"la cultura serve come anticipazione di politiche più giuste e coerenti""""."" -
Fragilità del silenzio
Questa nuova tappa del percorso poetico di Daniela Monreale si caratterizza per l'inesausta ricerca di dialogo tanto con il sé più profondo quanto con l'altro, un ""tu"""" multiforme e spesso evocato, nonché per i continui tentativi di conciliare la necessaria solitudine e l'altrettanto necessario tuffarsi nella vita. L'esigenza di introspezione e la fame di vita appaiono spesso inconciliabili, tuttavia proprio la ricerca di un territorio comune dà senso a """"questa sete di verità"""", di emozioni e memorie comuni. L'autrice consegna con quest'opera il referto di un corpo-a-corpo contro """"la lunga indifferenza che seppellisce gli sguardi"""", alla ricerca dei """"segni umani, / feroci e soli"""". Guidata da una """"sete di parole"""" che rifiutino il """"vivacchiare"""", sa apprezzare il contatto ma preferisce l'attrito se può portare a rivelare nuove emozioni e pulsioni, o a demolire la prassi del vivere."" -
Siedo in questo treno lungo un viaggio. Ediz. multilingue
Mirkka Rekola (1931-2014), vincitrice di vari premi letterari e annoverabile tra i classici della poesia finlandese, è uno dei maggiori rappresentanti del ""modernismo finnico"""". La Rekola rimane uno dei fenomeni più interessanti e, allo stesso tempo, più difficilmente classificabili della sua generazione. Nelle sue poesie, i sentimenti di angoscia esistenziale e scoramento vengono abbozzati in tono ellittico e caratteristicamente minimalista, sullo sfondo di uno scenario naturale tipicamente finlandese."" -
Fuoco unanime
È un fuoco fisico e metafisico, presenza ustoria e perenne, anagogica luce, vero axis mundis, il ""fuoco preso e reso"""", nel circolo tra """"cielo e terra, cielo sulla terra e sotto terra"""", quello cantato da Gigli in """"Fuoco unanime"""": è sia la scintilla che nel microcosmo accende il senso stesso dell'umano, in nuce nella scimmia di Lascaux magnificamente rievocata, sia la luce che sostiene l'essenza sacra degli """"uomini/ di tutti i secoli, negli anni e nelle latitudini"""". Gigli ci dice nitidamente che è una fiamma """"unanime"""" ed è """"del desiderio"""": è cioè la quintessenza stessa della natura umana, desiderata, cioè privata del cielo, data alla terra. La trasposizione narrativa di questa doppia natura, pilastro - per semplificare - di tutto il pensiero mistico, si avvale di famiglie lemmatiche parallele e contrapposte, anche sul piano simbolico."" -
La banda: orchestra del nuovo millennio
"La banda: orchestra del nuovo millennio"""" è un'opera che propone un panorama storico completo della musica scritta per banda e gruppi di fiati. Vi si incontra una straordinaria galleria di oltre novecento compositori di ogni epoca, dal Rinascimento ai giorni nostri, affiancati da quattrocento personaggi storici che li hanno a volte aiutati, altre ispirati, altre ancora osteggiati. Tuttavia non si tratta di un'enciclopedia omnicomprensiva, ma di una (pur vasta) selezione ragionata, creata allo scopo di dimostrare come la tanto bistrattata banda possa essere validamente considerata una grande orchestra alternativa, così come immaginato dai molti celebri autori che l'hanno incontrata ed amata, a partire da Mendelssohn per arrivare a Corigliano e Previn." -
Antologia del premio internazionale per l'aforisma «Torino in Sintesi» 2016. 5ª edizione
Il Premio Internazionale ""Torino in Sintesi"""", con il sostegno dell'""""Associazione Italiana per l'Aforisma"""" (AIPLA), intende promuovere e valorizzare il genere letterario dell'aforisma. Negli ultimi anni tale genere è stato spesso confuso, o meglio identificato tout court, con la battuta, il microsaggio, il microracconto o addirittura la piccola poesia in prosa. È finalità del premio offrire un riconoscimento ed una risonanza a quegli scrittori che ancora intendono sperimentare la forma aforistica come tipologia espressiva precisa e caratteristica, premiandone la consapevolezza dello stile, l'efficacia espressiva, l'essenzialità. L'antologia pubblica estratti dal libro edito vincitore e da quelli segnalati, insieme alle sillogi inedite integrali premiate e segnalate. Inoltre, in segno di ringraziamento e per sottolineare ancora una volta il bisogno primario di leggersi a vicenda, vengono pubblicati alcuni aforismi di ognuno degli altri partecipanti."" -
Storielle e barzellette lituane sul totalitarismo sovietico. Il volto tragicomico dello statalismo integrale
L'ironia e la satira hanno messo alla berlina per decenni e con impareggiabile coraggio (a rischio del carcere e della fucilazione) le assurdità e le contraddizioni del regime sovietico, anche in periodi di violenta repressione. Questa antologia di ""anekdòtai"""" lituani, di storielle e barzellette dedicate a diversi aspetti della vita sociale e politica sotto quel regime - in Lituania anche di occupazione - presenta un notevole valore storico, documentale e letterario. Radicati, come in altre parti dell'Impero, nelle tradizioni, nei racconti, nei proverbi, nei detti, nel folklore e nell'antica saggezza popolare, in Lituania assumevano una profondità ancor più sbalorditiva nell'inchiodare in poche frasi e con realismo la vera natura del regime totalitario e del sistema antieconomico sul quale si fondava quel sistema. Questo avveniva perché il contrasto fra quella pesante, opprimente e umiliante realtà quotidiana e la gloriosa, prospera storia della Lituania - che all'epoca dell'Indipendenza, fra il 1918 e il 1940, aveva ormai raggiunto una straordinaria maturità civile, economica e culturale - appariva ancor più macroscopico. Un'antologia di autentica letteratura lituana all'estero."" -
Amore oltreoceano. Storia di (stra)ordinarie emigrazioni
Una giovane donna lotta: per la sua dignità, per la sua realizzazione lavorativa, per il suo amore. Dalla Sicilia agricola degli anni Cinquanta fino alle fabbriche del Piemonte, poi in Venezuela dopo un desiderato matrimonio per procura, e ancora nel Piemonte del boom economico degli anni Sessanta. Emigrazioni che segnano la sua vita, passaggi che vive con il cipiglio di chi vede nel lavoro un mezzo di riscatto e di autoaffermazione. Un'autobiografia che potrebbe essere una delle tante di quel periodo e che proprio per questo è ordinaria e straordinaria allo stesso tempo: perché oggi si dimentica troppo spesso quello che è stato il nostro passato e che, per altri, è ancora il presente. -
Sulle sottili corde di un violino
Protagonista del romanzo è Pietro, un giovane italiano che, al pari di tanti altri nostri connazionali, alla fine della Seconda Guerra Mondiale emigra da clandestino in Francia dove, dopo diverse peripezie, riesce a sfondare nel mondo della musica. Tutto il suo mondo ruota attorno ad un violino: quasi un totem, certamente il simbolo di una volontà di riscatto e della concretezza degli affetti. In questo ""bildungsroman"""" seguiamo il processo di maturazione intellettiva e umana di questo caparbio musicista la cui storia vuole rimettere in primo piano tanto i valori della cultura quanto quelli della famiglia e della solidarietà. Attraverso le vicende umane di Pietro, infatti, viene affrontata una questione di grande attualità: quella dell'emigrazione che oggi sta emergendo con grande forza drammatica."" -
Incontri baltistici in Pisa. Studi e saggi
Questo secondo volume degli ""Studia Baltica Pisana"""" è di carattere miscellaneo. Raccoglie studi e saggi baltistici di studiosi, attivi presso istituti di ricerca in Italia e all'estero, ma tutti in vario modo collegati alle iniziative della Cattedra di Filologia Baltica del Dipartimento di filologia, letteratura e linguistica dell'Università degli Studi di Pisa. Le materie più coltivate dai contributori corrispondono alle tre sezioni tematiche in cui è suddiviso il volume, ovvero Lituanistica, Prutenistica e Linguistica comparativa; le prime due sezioni accolgono studi non soltanto linguistici, ma anche storici."" -
Sono nata una seconda volta
Nelle poesie di Anna ?wirszczy?ska la donna ha un corpo che può essere bello o brutto, porta in sé il dolore ma anche la voluttà, è giovane e poi è anche vecchia. Nei suoi versi semplici e chiari la poetessa non si perita di parlare di sesso, di orgasmo, senza eufemismi. Il fatto che riuscì ad amare intensamente derivava anche dalla sua forza. Tutto senza veli e abbellimenti, senza finzioni o falso pudore. Si autodefiniva una femminista. Attraverso la poesia voleva liberare la mente femminile dai vincoli della cultura maschile, dal patriarcato. In brevi, chiare e realistiche poesie descrisse il destino delle semplici donne. Le sue eroine sono donne coraggiose che non ammettono compromessi, contadine, operaie, casalinghe, madri stanche, donne tormentate dalla vita e dai mariti, donne che vincono o perdono, restando tuttavia sempre in conflitto con l'uomo, che la poetessa giudicava severamente, spesso con disprezzo e a volte anche con umorismo. Il suo ""io"""" poetico non è languido o sentimentale. Nei suoi versi si sente l'orgoglio di essere donna, di avere il suo corpo di donna.""