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La poesia in italia prima di Dante
Ogni anno si tengono in Italia e nel mondo molti incontri di materia dantesca o petrarchesca, ma rare sono le occasioni in cui gli italianisti si confrontano sul periodo che precede. Ciò è dovuto a vari fenomeni, alcuni anche di natura molto banale: la carenza di personalità grandissime, malgrado l'importanza complessiva dei movimenti letterari (basta pensare a fenomeni come la poesia giullaresca, quella di tipo politico, lo Stil Novo, la poesia religiosa dell'Italia centrale); la carenza di notizie biografiche, o di identificazioni sicure, che affligge spesso anche autori importanti, e che ha come risultato la difficoltà di celebrare centenari e di organizzare quelle manifestazioni che di solito ravvivano l'interesse per gli autori. Ne deriva una carenza di attenzione nei confronti di un periodo decisivo di storia letteraria, che è quello in cui si pongono i fondamenti di tutto lo sviluppo successivo della nostra tradizione. L'esito di questo stato di cose si riflette perfino nei manuali, dove questa parte della materia e sbrigata spesso in modo sommario. Questo volume, come prima il Convegno che lo ha originato, offre un contributo a porre rimedio a questa situazione, proponendosi come un'occasione di ripensamento e di discussione di alcuni importanti problemi posti dalla lirica italiana delle Origini. Si tratta della proposta di nuovi profili di rimatori, di contributi di natura documentaria, di studi su centri di attività poetica, su temi letterari caratteristici o rapporti con le arti figurative, e altro ancora. -
Cripta Rasponi e giardini pensili della provincia di Ravenna
Nel cuore di Ravenna, a pochi passi dalla Tomba di Dante, tesori d'arte e natura si fondono dando vita a un meraviglioso luogo. Al centro del giardino si erge una torretta neogotica con la cripta, il nucleo più antico conservatosi del complesso di Palazzo Rasponi, dimora gentilizia del XVIII secolo, distrutta nel 1922 e riedificata come Palazzo della Provincia su progetto di Giulio Arata. La cripta conserva splendidi pavimenti a mosaico provenienti dalla Basilica di San Severo a Classe (VI secolo). La visita prosegue nei suggestivi giardini pensili e al belvedere. La guida racconta la storia di questo luogo e delle sue trasformazioni fino alla musealizzazione. La sezione finale illustra il progetto Mosaici Contemporanei in Antichi Contesti, che ha visto Maestri mosaicisti ravennati e stranieri creare opere ed installazioni contemporanee in dialogo con il mosaico antico. -
IdDante. Il volto di Dante per una traduzione contemporanea. Ediz. italiana e inglese
Chiunque di noi si interroghi sulla fisionomia di Dante Alighieri, con ogni probabilità si concentrerà - assecondando una tradizione fin troppo codificata - sul naso aquilino e sull'aspetto malinconico e pensoso che da sempre lo contraddistingue. Tuttavia, la ricca e dinamica iconografia dantesca, dopo circa sette secoli dalla sua definizione compie all'interno di questo volume un importante passo approdando alla definizione di una nuova figura dell'Alighieri. 35 artisti, essenza della mostra II Volto di Dante, per una traduzione contemporanea hanno donato al sommo poeta un volto nuovo, attuale e contemporaneo. Dalla grafica al fumetto, dall'illustrazione al pane, attraverso l'uso dell'oro, della penna 3D e di photoshop, il plurilinguismo dantesco e il suo autore tornano a far parlare di sé e a dialogare con noi. E cosa ne avrebbe pensato dunque, il Padre Alighieri della Street art, del nastro adesivo, del technogel e di questa compagine di materiali e tecniche all'avanguardia soprattutto se poste in relazione al suo volto?! -
Paolo Costa. Letterato, poeta, educatore, filosofo, patriota (Ravenna, 1771-Bologna 1836)
Questo volume si apre con una introduzione di oltre 100 pagine, divisa in tre capitoli, perché tali sono le stagioni della vita del ravennate Paolo Costa. L'autore ha posto nel primo capitolo la stagione giacobina e poi napoleonica. Nel secondo viene descritta la partecipazione di Costa ai moti del 1831 e il suo esilio a Corfù. Nel terzo, infine, troviamo la vita di Costa a Bologna, la sua scuola privata, i suoi importanti studenti tra i quali Marco Minghetti, Alessandro Guiccioli, il nipote di quell'altro Alessandro Guiccioli che sposò Teresa Gamba, Antonio Papadopoli ecc. Il volume contiene un'ampia scelta di scritti di Paolo Costa: poesie, scritti filosofici, commedie, le sue correzioni al Dizionario della Crusca, la biografia di Dante, le sue edizioni della Divina Commedia, le polemiche filosofiche e i rapporti con Vincenzo Monti, Ugo Foscolo, Giulio Perticari e tanti altri suoi illustri contemporanei. Nel volume sono presenti sedici biografie di Paolo Costa, in ordine cronologico di comparsa, che consentono la maggiore documentazione biografica possibile. Infine al lettore è offerta una corposa sezione di lettere (oltre 280) tratte dal suo epistolario: lettere da lui scritte e a lui indirizzate che documentano l'instancabile attività di studioso, educatore e patriota. Completano l'opera una bibliografia di tutti gli scritti di Paolo Costa e di chi ha scritto su di lui e un utilissimo indice dei nomi. -
Lucia Nanni. Lacrime
Sul filo della memoria, discreto e potente, emerge il lavoro artistico di Lucia Nanni. Lo spunto: una passeggiata al cimitero e una sosta all'ossario, luogo per eccellenza della memoria collettiva, spazio affidato all'intera comunità. Qualora cessassero le lacrime e inaridisse la sorgente del cuore - vi sono legami così profondi da sopravvivere agli anni e alla stessa morte - siano gli uomini di domani a compiere il gesto misericordioso della memoria. Una responsabilità sociale, dunque, della quale l'artista in prima persona si fa carico, con coraggio e sensibilità, cura e determinazione. Il suo operoso lavoro di tessitrice di ricordi, trasmesso al tulle o alla canapa, permette il riaffiorare di volti, uomini e donne, giovani e anziani. Bambini. La vita di intere generazioni. Lunghi fili neri, fragili filigrane, riannodano quegli affetti e relazioni tra il mondo dei vivi e quello dei morti, spostando l'attenzione su un piano che supera l'orizzonte familiare per aprirsi ad una esperienza comune. Da ultimo i testimoni, uomini e donne di oggi che, fotografati con i ritratti creati da Lucia, hanno accettato la sfida di confrontarsi con questa umanità antica e impalpabile, perché la memoria di chi ci ha preceduti sia più che mai concreta e attuale. -
Il lettore di provincia. Vol. 147: Letterati/registi. Registi/letterati.
Contributi di: Salvatore Ritrovato, L'essere altrove di Mario Soldati, tra ""alibi"""" e """"ricerca"""", Sandro Bernardi, Raccontare i luoghi, pensare per immagini, Anton Giulio Mancino, Le modalità di scrittura di Pasolini, Simone Villani, La borghesia vista dalla luna. Da tragedia in versi a film 'muto': il progetto-Teorema di Pier Paolo Pasolini, Giancarlo Chiariglione, «I Polar sono storie di guerra». Le confessioni letterarie e cinematografiche di José Giovanni, Anna Grazia Chirolli, Il cinema di Peter Handke tra letteratura e teatro, Eusebio Ciccotti, Suksin tra letteratura e cinema: Il viburno rosso (1973/1974)."" -
Inno alla vita. Conversazione con Fabio Cavallari
"Inno alla vita"""" è la lunga conversazione di un uomo, un imprenditore, Franco Tozzi, che alle soglie degli ottant'anni, ha percepito limpido il desiderio di soffermarsi sulle domande cardine che ruotano attorno alla precarietà umana, a quel limite invalicabile che determina ogni essere vivente. Dentro i passi percorsi, le persone incontrate, l'amicizia e la memoria, vivono la passione per l'umano e lo smaccato entusiasmo per tutto ciò che di bello e di buono è capace di donare questa terra. Razionalità e amore per ogni sfaccettatura dell'esistenza, costituiscono i presupposti di questo dialogo schietto e sincero. È una visione composita ed articolata quella contenuta in queste pagine che, pur rappresentando una posizione individuale, è in grado di offrire spunti di riflessione per una pluralità di persone. Lungo il dipanarsi della conversazione appare evidente quanto la domanda sul proprio destino, lungi dal reprimere la fame di vita, funga da propulsore e volano per dipingere la gioia stessa del vivere." -
Attraverso il tempo. Teresa di Gesù. La parola, il modello, l'eredità
Attraverso il Tempo Teresa di Gesù, la santa d'Avila, superando confini e territori continua ad essere riconosciuta protagonista dei secoli della modernità fino ad oggi. E possibile soppesarne l'eredità, riconoscerne le tracce, valutarne le innovazioni nell'esperienza delle sue prime discepole, nell'impulso missionario che spinse tanti verso il Nuovo Mondo, nella vita delle masse cittadine dell'Urbe o in quella di rappresentanti di nobili ed antichi casati o di ordini religiosi significativi come la Compagnia di Gesù. Lo studio attento e documentato rivela in che modo il carisma teresiano si concreta in testi e parole - radicati sia nel vissuto sperimentato dalla mistica e fondatrice spagnola sia nelle testimonianze dirette di quanti la seguirono e la imitarono - e come esso si plasma in edifici di culto e strutture abitative soffermandosi, ad esempio, sugli ambienti carmelitani di clausura letti quali vere e proprie espressioni materiali e fisiche degli ideali e valori della famiglia scalza, oppure ripercorrendo le navate e le cappelle della ravennate basilica di San Giovanni Battista, conosciuta anche come chiesa di San Giovanni della Cipolla o delle catene, le cui mura ed altari testimoniano l'antica tradizione carmelitana a cui Teresa sempre si rifece. Il lascito e la novità della santa abulense esplode, anche, in rappresentazioni ed immagini che, sviluppatesi e affermatesi al ritmo della sua crescente fama e notorietà, intesero - o cercarono - di trasmetterne la pluralità di sfaccettature: mistica, fondatrice, scrittrice, monaca di clausura e viaggiatrice. -
Ritorno-return. Ediz. a colori
Catalogo pubblicato in occasione dell'antologica di Felice Nittolo. -
Cotignola dal dominio estense all'Unità d'Italia. Storia sociale di un comune romagnolo
Il volume vuole offrire una ricostruzione storica del periodo che va dalla dominazione estense all'unità d'Italia di un piccolo comune romagnolo, Cotignola, soffermandosi, non tanto sulle questioni strettamente politiche, quanto piuttosto avendo un occhio di riguardo alle tematiche economiche e sociali che hanno visto, come protagonisti, uomini, donne o intere famiglie che raramente hanno occupato un posto nei libri di storia. L'attenta analisi delle fonti demografiche, ricavate da una lunga frequentazione degli archivi parrocchiali, ha permesso di tracciare un quadro sufficientemente esauriente, all'interno del quale si ritagliano storie personali e sociali di estremo interesse. La ricca documentazione presente negli archivi comunali e statali, riguardanti il territorio di Cotignola, ha permesso inoltre di arricchire le informazioni desunte dai registri parrocchiali e di restituire ai protagonisti un loro spazio nel panorama storico studiato. Non mancano, infine, storie di quotidiana ingiustizia e talora di violenza che da sempre accompagnano la vita dell'uomo. -
Dante a Verona 2015-2021
Verona è la città che più a lungo ha visto Dante quale ospite, nel primo esilio, allorché sono maturate le opere del ""Convivio"""" e del """"De vulgari eloqnentia"""", e più tardi, durante la scrittura del """"Paradiso"""" e della """"Questio de aqua et terra"""", sotto le ali protettive di Cangrande della Scala. A Verona Dante potè forse approfondire i propri studi filosofici e letterari attraverso la frequentazione della celebre Biblioteca Capitolare. A Verona prenderanno dimora i suoi discendenti, primo fra tutti il giudice Pietro, cultore e commentatore dell'opera del padre. La presenza di Dante fu uno stimolo prezioso per la promozione degli studi locali sulla sua opera e sulla sua biografia, prodromi a una fortuna che nei secoli successivi si allargherà ad ambiti disciplinari e cronologici diversi, alla letteratura moderna e contemporanea, sino ad abbracciare il cinema e il teatro. Il volume ricostruisce puntigliosamente le tappe del primo esilio di Dante, il suo complesso rapporto con la realtà e le istituzioni cittadine veronesi (la tradizione comunale, il clero, il notariato), il suo dialogo con il contesto culturale che lo accolse (gli ambienti legati alla Capitolare). D'altra parte amplia l'orizzonte allo sviluppo degli studi intorno alla sua figura e alla sua opera (Dionisi, Perazzini, Del Lungo, Singleton, Apollonio, De Robertis), ne indaga la fortuna editoriale nei primi secoli della stampa, ne analizza il reimpiego e la riemersione in autori, aree e discipline diverse (Ruskin, Modena, Pasolini)."" -
Dante e la retorica
Il volume raccoglie i contributi di alcuni tra i maggiori specialisti italiani e internazionali di Dante, che oltre a definire il rapporto delle opere del poeta con la retorica, i trattati e le artes che regolavano la composizione e cui egli poteva attingere, si occupano anche di alcune immagini, figure, temi e allegorie che di quel sistema fanno parte: si tratta di un campo che per diverse ragioni è rimasto parzialmente inesplorato, finora, nella critica dantesca. Dall'analisi emerge un quadro nuovo e stimolante della poetica di Dante ma soprattutto della sua straordinaria e innovativa abilità nel cogliere la lezione artistica dei poeti antichi e le prescrizioni dei testi normativi, e di volgerle, in particolare nella Commedia, a un esito poetico senza precedenti e di straordinario respiro. La riflessione degli autori non si limita, però, al capolavoro, ma si rivolge anche al Convivio, alle Epistole e ad altre opere di Dante, tutte esaminate sotto la visuale particolare e innovativa della sua sapienza retorica. Il volume si dimostra, quindi, uno strumento d'analisi unico nell'ampio panorama dell'odierna critica dantesca. -
La novella nel Veneto tra Settecento e Ottocento
Questa ""antologia"""" è il risultato di un progetto di ricerca volto a verificare la vitalità del modello decameroniano nell'ambito della novellistica di provenienza veneta tra la seconda metà del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento. Un periodo in cui la novella conosce notoriamente in Italia un momento di quasi totale oblio, mentre nel Veneto riscontriamo viceversa una diffusa riflessione teorica sui modi e le finalità del novellare; senz'altro meritevole di attenzione per novità di proposte, ben avvertibili ancor prima della riconosciuta produzione di Francesco Soave e di Antonio Cesari a cavallo dei due secoli. Il punto di partenza comune per il nostro gruppetto di scrittori, pur diversi tra loro per interessi e vocazioni, è rappresentato ancora una volta dal Decameron, ma appare subito chiaro come costoro lo percepiscano alla stregua di un esempio ormai superato, al quale conviene accostare i testi dei principali autori del Due e Trecento per dar vita a una nuova forma di scrittura novellistica. Connotata da un dettato linguistico e letterario vivo e incisivo, supportato nei migliori dei casi (e sono quelli qui selezionati) da un ritmo narrativo originale e coinvolgente, tale da rendere efficace quel gioco dotto e insieme quella finalità pedagogica e morale che presiedono alla loro attività di novellieri."" -
La «piada» dell'ebreo errante
Il mito dell'Ebreo Errante, leggenda cristiana nata nei primi secoli sotto il segno dell'antigiudaismo, arrivò, attraversando i mari e i secoli, anche in Italia. Nel corso del tempo modificò i suoi tratti: con il Rinascimento assunse toni di umana pietà; scomparve poi nelle caligini dei roghi della Controriforma, per riapparire con i poeti del romanticismo che in tutta Europa rilessero il mito facendo dell'eterno viandante un campione dell'umanità dolente ed esiliata. Secondo questa chiave lo interpretò anche il nostro Giovanni Pascoli, in varie composizioni. Così, guidati dal poeta di San Mauro, seguiamo in questo libro le orme inedite dell'Ebreo Errante in Romagna: dalla Forlì medievale di Guido Bonatti fino a Ravenna dove, all'alba del '900, Corrado Ricci preoccupato del minaccioso ritorno dell'antisemitismo scrive: «Stiamo forse per tornare indietro?». Viatico di questo viaggio è l'umile Piada, ovvero «il pane dell'Umanità», che il poeta offre come ristoro all'Ebreo Errante di passaggio alla sua casa di Barga. Con queste parole egli la presenta all'ospite: «Piada, pieda, pida, pie, si chiama dai romagnoli la spianata di grano o di granturco o mista, che è il cibo quotidiano della povera gente, e si intride senza lievito; e si cuoce in una teglia di argilla, che si chiama testo, sopra il focolare che si chiama Varala (da ara, mi sembra)...». In appendice al volume si riporta integralmente il testo del poemetto di Pascoli. Bella e rotonda come la luna, circolare come la pena dell'Errante, è il pane che consola il viandante di ogni epoca nelle asperità del transito terreno. -
La critica letteraria nell'Italia del Settecento. Forme e problemi
Negli ultimi decenni del Seicento l'Italia si trovò a fare i conti con gli albori di una critica letteraria di stampo europeo che, pur richiamandosi ai modelli classici (Aristotele, Orazio, il trattato Del sublime), mostrava sul piano delle forme e dei contenuti caratteri in gran parte nuovi e ad essa sconosciuti. È però nel corso del secolo successivo che, accettato il confronto con il prestigio acquisito dalle altre nazioni (Francia e Inghilterra soprattutto), letterati, eruditi e critici italiani si impegnarono più decisamente a ripensare categorie e modalità riflessive ereditate dalla tradizione. Il dibattito sulla letteratura ne uscì rinnovato tanto nelle categorie critiche che nel progressivo ampliamento dei generi testuali: al dialogo e al trattato succedono l'articolo di giornale, il pamphlet, la lettera satirica, il dialogo immaginario, il saggio monografico, la parodia metaletteraria. Accanto a queste nuove tipologie di intervento critico, frutto di un'ansia di rottura col passato ma anche di umori e idiosincrasie personali, l'erudizione e la filologia del Settecento hanno portato a compimento iniziative editoriali ancor oggi preziose e ineguagliate. Gli undici saggi che compongono il volume, frutto di due giornate di studio svoltesi all'Università di Losanna nell'ottobre 2016, gettano luce su queste forme di ripensamento o di sistemazione della nostra tradizione letteraria, nonché al sorgere di nuovi interrogativi sul ruolo della letteratura e del letterato nell'età dei Lumi. -
Epifanie contemporanee. Opere di Marco De Luca nei monumenti ariani. Ediz. illustrata
Marco De Luca è artista mosaicista contemporaneo rarefatto e simbolico, che mai s'è fatto possedere, forse neppur tentare, dai dèmoni del naturalismo. Marco De Luca affronta una nuova sfida, ponendo all'interno di due dei più potenti e suggestivi monumenti tardoantichi ravennati, il Mausoleo di Teodorico e il Battistero degli Ariani, le sue opere ""Chimera"""" e """"Sudari"""". L'artista, che sa essere autorevole e originale mantenendo uno spirito mite e riverente nei confronti dell'antica capacità dei maestri mosaicisti del passato, abbraccia e concilia nelle sue opere l'annoso dilemma tra scultura e mosaico. L'intento è quello di proporre l'arte del mosaico all'interno di quei monumenti ravennati del patrimonio Unesco che ne sono privi o ne hanno limitate porzioni, in modo da suggerire un elemento in più di apertura verso ciò che avvertiamo presente pur nell'assenza, il senso di un omaggio, di una ricerca, di una epifania."" -
Felice Nittolo. Geografie a ritroso. Catalogo della mostra (Ravenna, 30 settembre 2017-7 gennaio 2018). Ediz. italiana e inglese
"Geografie a ritroso"""" analizza l'opera di Nittolo e il suo rapporto con il mosaico inteso come tecnica al servizio dell'arte contemporanea. L'indagine continua dell'artista, sin dai suoi esordi, si concentra sulla traccia progettuale pittorica, la tela, la sinopia e il doppio, intesi come sorgente e orientamento dell'opera d'artista. La sua interpretazione del mosaico, che fa vivere nella contemporaneità, stravolge la tradizionale regolarità geometrica delle tessere, dosandone la quantità e assottigliandone lo spessore, fino a un """"à plat"""" decisamente pittorico. Nel percorso a ritroso tra le opere esposte, dalle grandi tele polimateriche degli anni Ottanta come """"A-ritmismo"""" alle più recenti """"Memorie"""" (2017), in cui l'artista richiama in sovrapposizione a materiali industriali le tracce antiche e i metalli nobili, passando per le esperienze internazionali degli anni Duemila, formano una geografia di un tempo passato ma ancora attuale e perciò stimolo e possibilità per il presente. Le opere selezionate, più di ottanta, sono offerte in una cronologia discendente """"a ritroso"""" nei suggestivi spazi del Museo, in un dialogo immediato e parlante con le opere di collezione e di scavo, per la volontà dell'artista di confrontarsi con le opere antiche e in particolare con la grande sinopia della Basilica di Classe. Quel disegno preparatorio, che è materia pura, ruvida e povera sotto il brillare delle tessere, diventa la guida per esplorare e attualizzare il mosaico, dando dignità di arte anche alla trama, al disegno e agli intonaci per non fermarsi abbagliati di fronte a una """"pelle"""" preziosa e splendente." -
Un' impresa in porto. Storia della Sapir (1957-2017)
Nel 1957, veniva fondata la Porto industriale di Ravenna società per azioni (Sapir), un'impresa a capitale pubblico e privato che avrebbe gestito lo sviluppo dello scalo marittimo ravennate. Tra i fautori di quella scelta politica ed economica vi erano uomini come Enrico Mattei, Luciano Cavalcoli, Giuseppe Medici, Benigno Zaccagnini e Serafino Fer-ruzzi, che avevano compreso la necessità di coniugare risorse statali e imprenditoriali per creare un più moderno porto industriale. Negli anni settanta, a seguito del completamento delle principali opere infrastrutturali, la Sapir ha ampliato la propria attività, come sancito dalla variazione della ragione sociale in ""Porto intermodale Ravenna"""". Ciò anche grazie all'intervento della Regione che, con la legge Cavina del 1976 e successivi provvedimenti, finanziò la realizzazione del terminal in area San Vitale. Il settore terminalistico è poi diventato il core-business dell'azienda dopo il 1994, quando una legge nazionale ha istituito l'Autorità portuale, che ha progressivamente acquisito le funzioni istituzionali ancora detenute dalla Sapir. A sessantanni di distanza da quel 1957, questo libro racconta una storia di intelligente imprenditoria e di buon governo locale, nella cornice della modernizzazione del porto di Ravenna, che da infrastruttura locale è oggi diventato un grande scalo europeo. Prefazione di Riccardo Sabadini. Presentazione di Guido Ceroni."" -
Dentro la vita
Le poesie di Caterina Felici rivelano di lei l'acuta sensibilità e la profondità, la padronanza espressiva nel linguaggio limpido ed essenziale, con plasticità delle immagini, efficacia descrittiva. Sulla poesia della Felici hanno scritto bei giudizi, tra gli altri, Cesare Segre, Giacinto Spagnoletti, Bruno Maier, Giuliano Gramigna, Giorgio Bàrberi Squarotti, Walter Mauro, Paolo Ruffilli, Claudio Toscani, Lucio Felici, Antonio Piromalli, Carlo Betocchi, Mario Luzi. -
Maestre e scuole pubbliche nel ravennate dopo l'Unità d'Italia
Il volume traccia un quadro della scuola pubblica ravennate nei sessantadue anni nei quali fu in vigore la legge Casati, con la quale nel 1861 il Regno d'Italia riorganizzò il sistema dell'istruzione. Per la prima volta la scuola elementare diventa laica, gratuita e aperta anche alle donne, inizio di quel lento e contrastato processo di alfabetizzazione del paese che in Romagna avrebbe posto fine alla sconfortante situazione scolastica ereditata dallo Stato pontificio. Ne furono protagoniste soprattutto le maestre, presto divenute la grande maggioranza dei docenti elementari, che - resistendo alle discriminazioni e ai diffusi pregiudizi contro l'istruzione femminile - tra il 1861 e il 1923 attuarono una delle più significative trasformazioni della società e della condizione femminile avvenute in Italia. Un percorso storico che le fonti individuano anche nel ravennate, dove, accanto a rilevanti peculiarità locali, affiorano, inedite e talvolta drammatiche, le vicende biografiche di molte delle prime insegnanti.