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Il flusso interculturale. Pragmatismo etico e peso della storia nella filosofia emergente
Una delle principali esigenze della filosofia interculturale consiste nel ridiscutere le fonti e le tradizioni, opere e autori anche classici. Il padre del pragmatismo William James scrisse che la vera partita dell'umanità si gioca tutta all'interno di un grande flusso di esperienze finite che tuttavia poggiano sul niente. Se ci immergiamo in questo flusso che ancora persiste ostinatamente nel seguire la propria avventura, è possibile aprire i confini della storia della filosofia sia verso alcuni suoi momenti dimenticati, sia verso il dibattito contemporaneo sull'interculturalità. Sulla base di questi assunti, attraverso una ricca costellazione di autori anche inediti, in questo libro difendiamo la libertà di decidersi in prima persona fuori dagli spazi globalizzati della «società signorile di massa», in modo da allargare l'immaginazione democratica fino a toccare il ""totalmente altro"""". Questa strategia etica dovrebbe poter consentire alle nuove generazioni di organizzare, forse in forma """"oltreumana"""" e in un tempo non così lontano, la vita del pianeta."" -
Logos e techne
La tecnologia oggi, in virtù della sua efficacia, sembra realizzare il prometeico desiderio di superare gli antichi vincoli naturali, attraversando e oltrepassando gli stessi limiti di spazio e di tempo dell'era pre-tecnologica. Le stesse parole ""innovazione"""" e """"progresso"""" sono per lo più usate e immediatamente tradotte nel senso di innovazione tecnologica. Ma che cos'è dunque la tecnologia? Qual è la sua origine storica? Quale il suo statuto concettuale? Che rilevanza assume nei nostri modi di vivere e di pensarci? Che potenza esprime verso la natura e la vita degli esseri viventi? Che rapporti intercorrono tra sapere e saper fare, tra cultura e tecnica? E che rapporto c'è tra filosofia e """"techne""""? Mettere in questione la tecnica e la tecnologia, strappando la prima alle ovvietà del suo utilizzo, è un'occasione per poter tornare a guardare il mistero da cui provengono le cose che abbiamo intorno e riguadagnare, dall'interno dell'epoca della tecnica, una posizione pienamente umana, ovvero libera e razionale, per affrontare il presente."" -
Introduzione all'alchimia operativa. Incontri con il maestro
Avicenna nell'XI secolo affermava che l'alchimia è un dono di Dio, ma subito dopo aggiungeva: ""Qualche volta uno spirito superiore, aiutandosi con letture appropriate, può con un lungo studio, con assidue ricerche e con l'insegnamento di un maestro devoto, diventare un mediocre alchimista"""". Queste parole sottolineano la difficoltà di avvicinarsi all'arte sacra e l'importanza dell'insegnamento da bocca a orecchio. Oggi, in un tempo in cui il rumore di fondo è così assordante da impedirci di percepire il richiamo del misterioso maestro che è in noi, le parole del filosofo indicano anche lo stile di vita di un aspirante alchimista, che dovrebbe dedicare al silenzio, allo studio e al lavoro la maggior parte del suo tempo. Questo libro svolge il ruolo di introdurre il lettore curioso alla scienza ermetica operativa, e a colui che già fosse in possesso dei rudimenti dell'arte propone nuovi argomenti su cui riflettere. Se poi qualcuno trovasse tra queste pagine la mappa per iniziare il viaggio verso Compostela, questo libro svolgerebbe il suo compito più alto. Con un manoscritto originale anonimo del XVI secolo conservato presso la biblioteca municipale di Lione."" -
Cosa resta della gratuità?
Che spazio può esserci per la gratuità se a prevalere oggi è l'ethos dell'efficienza? La strada che Nancy ci invita a percorrere consiste nell'andare alla radice di ciò che si deve intendere per ""riconoscimento del debito"""". Un inedito di Nancy che riflette sul concetto di dono, di libertà e sul legame mai scontato che si instaura tra debitore e creditore."" -
Il declino dell'Occidente revisited
Dalla fine delle ""grandi narrazioni"""" teorizzata da Lyotard alla liquefazione della società indicata da Bauman, sono molti i filosofi ad aver messo in guardia l'Occidente a proposito del suo stato di declino. A cento anni dall'uscita de """"Il tramonto dell'Occidente"""" (1918), la crisi della società occidentale assume contorni ben differenti da quelli prospettati da Oswald Spengler nella sua celebre opera. In questa libro, Carlo Bordoni raccoglie gli scritti di alcuni dei più autorevoli pensatori contemporanei - da Zygmunt Bauman a Michel Maffesoli, da Umberto Galimberti a Luciano Canfora - per indagare le cause della dissoluzione di un sistema consolidato che ha coinvolto i rapporti economici, le relazioni sociali e la legittimità stessa degli Stati-nazione nati dalla pace di Vestfalia."" -
Immagini sfuggenti. Saggi su Blanchot
Narratore, critico letterario, pensatore, Maurice Blanchot è ormai riconosciuto come un esponente di primo piano della cultura novecentesca. In Italia, tuttavia, i suoi libri (specie i romanzi e racconti) sono ancora poco tradotti e studiati. Il presente volume si propone di ovviare, anche se solo in parte, a tale lacuna, prendendo in esame, nelle due sezioni in cui è suddiviso, prima alcuni testi narrativi dell'autore, poi alcuni temi fra quelli da lui trattati negli scritti saggistici. Un dato che emerge subito è proprio il fitto intreccio di richiami e analogie che uniscono fra loro i due versanti dell'opera. Nutrito da una vasta e profonda cultura letteraria e filosofica, nonché dai rapporti d'amicizia con intellettuali come Levinas, Bataille o Derrida, Blanchot ha saputo usare tutti questi stimoli come punti di partenza per un'elaborazione fortemente personale. Essa ha dato luogo sia a romanzi e racconti che appaiono ancor oggi strani e spiazzanti, sia a riflessioni che hanno restituito al fatto di scrivere tutta la serietà e la rischiosità di un impegno totale, che concerne direttamente la vita e la morte, l'una e l'altra inafferrabili. Gaston Bachelard si è chiesto una volta: «È mai stato possibile fare della poesia con del pensiero?». La lettura dei libri blanchotiani, nei quali si assiste a un vero e proprio pensare per immagini, costituisce un'esemplare risposta positiva a tale quesito. -
La presenza. Essere dinanzi al mondo, essere dinanzi al vuoto
Il malessere contemporaneo invade l'esistenza, ma la ""crisi di presenza"""" vissuta da chi oggi si sente cavia di un sistema al collasso può tramutarsi in opportunità di riscatto? A partire da questo interrogativo si sviluppa la ricerca della presenza nei vissuti e nei momenti storici percepiti in trasformazione, esplorando le fasi che determinano il vitalismo necessario alla dinamica del cambiamento. Attraverso l'interpretazione di filosofi e antropologi dell'Apocalisse, si svela un tema che esprime, nel suono e nel significato, l'imprescindibile scambiabilità tra persona e mondo, e che finisce per approdare a un """"contro-argomento"""" intuitivo con le riflessioni dell'antropologo Ernesto De Martino: se la crisi oggi si fa parte costitutiva della presenza, e costituente del mondo, sarà possibile intravedere l'altra possibilità di """"essere dinanzi al mondo""""."" -
Progetto architettonico e discorso letterario. Intersezioni nella letteratura e cultura tedesca moderna e contemporanea. Studi in onore di Antonella Gargano. Vol. 1
Sin dall'antichità - ad esempio con Vitruvio, convinto che linguaggio e architettura nascano nel medesimo momento - costruire e scrivere sono posti topicamente sullo stesso piano. L'architettura, che è per sua vocazione un medium incline a dialogare con altre forme artistiche e con infiniti contesti, rappresenta dall'inizio del XXI secolo la nuova frontiera degli studi letterari dedicati alla spazialità e gli studi di ambito europeo dedicati a questo terreno, tuttora non sufficientemente dissodato, si sono andati vieppiù moltiplicando. Questo volume vuole offrire una sezione trasversale di come l'architettura viene tematizzata e rappresentata - certo non solo in termini tematici o ecfrastici - nella letteratura e cultura tedesca (con qualche incursione in altri ambiti disciplinari limitrofi) e di quale influenza esercitano immaginario, metaforica e descrizione architettonica su forma, struttura, estetica, stile e contenuto testuale, volgendo anche lo sguardo, di contro, a come il testo letterario, in guisa di modello o ispirazione per singoli architetti, abbia inciso e incida nella progettazione architettonica medesima, dando vita a molteplici interessanti forme di adattamento intermediale. -
Le parole del maggio. Le scritte sui muri nel Sessantotto parigino. Nuova ediz.
L'esplosione di scritte che fiorirono sui muri di Parigi a partire dal '68 nacque come significativa reazione ai limiti della comunicazione sociale standardizzata degli anni Sessanta. In opposizione a un sistema comunicativo caratterizzato da canali strettamente controllati, i muri commentarono in presa diretta il clima e gli eventi di quel periodo storico. Una produzione apocrifa in grado di coniugare politica e arte, esistenzialismo e rivolta, in cui l'immaginazione salì al potere e si propose al mondo con i suoi paradossi (""Vietato vietare""""; """"Siate realisti, chiedete l'impossibile""""), coi suoi dadaismi (""""CRS = SS""""), con i suoi accenti erotico-maoisti (""""Abbraccia il tuo amore - senza abbandonare il tuo fucile"""") e con i mille fantasmi ed entusiasmi di una primavera che i mesi e gli anni successivi avrebbero presto raffreddato. Anche la violenza, evocata in tanti proclami militaristi, in quel maggio fu molto più recitata che praticata. Una galleria di slogan, spesso irriverenti e giocosi, che riuscì a esprimere con grande efficacia la ricchezza culturale e il cambiamento sociale introdotto dal leggendario """"anno degli studenti"""". Prefazione di Pierre Dalla Vigna."" -
Giorno dopo giorno. 1968-2018: 50 anni di nuovi inizi
Già protagonista del movimento studentesco del ""Sessantotto"""" e tra i fondatori di """"Lotta Continua"""", Guido Viale attraversa in questo libro dal taglio fortemente personale alcuni passaggi chiave delle recenti trasformazioni sociali. In un periodo in cui si trova a svolgere il lavoro di traduttore free-lance, Viale è costretto a fare i conti con tutta la precarietà della sua condizione, molto più vicina a quella di un lavoratore a cottimo, che di un libero professionista. Una """"vita agra"""" in cui i ricordi autobiografici e le riflessioni dello scrittore diventano pretesto per raccontare e interpretare situazioni tipiche di una generazione, o forse di un'epoca intera."" -
La filosofia di John Lennon. Rock e rivoluzione dello spirito
Chi era John Lennon? Un musicista rock, certo, ma anche un filosofo del nostro tempo che inneggiò alla rivoluzione culturale e compose canzoni diventate simbolo del movimento pacifista. Un personaggio provocatorio, capace di affermare che la fama dei Beatles precedeva di gran lunga quella di Gesù Cristo, ma, al tempo stesso, dotato di una forte propensione alla spiritualità, come testimonia il suo rapporto con il mistico indiano Maharishi Maesh Yogi. In vent'anni di carriera, con i Beatles e da solista, Lennon ha reinventato ripetutamente la sua immagine e il suo modo di essere. Leonardo Vittorio Arena, filosofo e musicista già autore di saggi su David Sylvian, Brian Eno, Robert Wyatt e Ryuichi Sakamoto, decifra in questo libro la poetica, la spiritualità e gli intenti di un musicista che ha lasciato il segno su un'epoca e su intere generazioni di giovani. -
La protezione dei dati. Guida pratica al regolamento europeo
Negli ultimi mesi migliaia di organizzazioni hanno scoperto in maniera tardiva che dal 25 maggio 2018 diventerà applicativo il Regolamento UE relativo alla protezione dei dati personali, noto anche come GDPR. Questa norma ha generato non poche inquietudini tra le organizzazioni, poiché la mancata osservanza delle direttive comporterà l'applicazione di sanzioni estremamente pesanti. La corsa all'adeguamento ha generato molta confusione e uno ""scarica-barile"""" interno alle aziende su chi debba addentrarsi nei meandri di un regolamento ancora poco conosciuto. Se anche a voi è toccato l'ingrato compito, sappiate che l'impresa non è poi così proibitiva, e che questo libro è stato scritto proprio per dimostrarvelo in modo chiaro e semplice."" -
L' ascensione di Atlante. Glosse su Aby Warburg
«L'autore è un ricercatore argentino che qui si dedica a una delle figure più interessanti della storia della cultura, Aby Warburg» - Marco Filoni, Il VenerdìrnTra il 1921 e il 1924 lo storico e critico d'arte tedesco Aby Moritz Warburg (1866-1929) sprofonda nel cerchio infernale della follia. Durante il suo soggiorno presso la clinica di Bellevue a Kreuzlingen, sotto gli auspici di Ludwig Binswanger, la sua patologia diventa oggetto di studio e di accesa discussione tra gli psichiatri. Generalmente, gli studiosi che si sono dedicati ad approfondire questo periodo della vita di Warburg lo hanno fatto con acrimonia d'archivio o con pudore esegetico. E se in questa notte oscura di Warburg si nascondesse la chiave dell'interpretazione del suo pensiero e della sua eredità culturale? Dove sono emigrati gli Dei che tanto lo inquietavano? Quale segreto custodiscono le immagini oggetto di studio di una vita? In questo libro il ""caso Warburg"""" abbandona gli annali della psichiatria per diventare il portavoce di un destino: farsi carico della tradizione metafisica occidentale per poter poi svilupparla in direzioni nuove e imprevedibili. La crisi di Warburg può anche essere intesa come la somatizzazione dell'agonia del declino dell'epoca del sapere. Tuttavia, tra le schegge della follia, è possibile individuare la disperazione di un'epoca che si annuncia, furtivamente, nel mormorio di questo secolo nascente. Prefazione di Emanuele Coccia."" -
Il tempo generato dagli orologi
Alla luce di un confronto critico con le idee di Carlo Rovelli. Sviluppando le riflessioni sugli orologi atomici, meccanici e radioattivi, quindi sul probabile comportamento differenziato degli orologi reali a parità di situazioni sperimentali, l'analisi critica si concentra sulla differenza operativa e teorica tra orologi relativistici e orologi termici, il cui funzionamento è legato rispettivamente a processi reversibili e irreversibili e a cui corrispondono, con buona probabilità, misure non equivalenti di durate temporali. -
Pensiero ed esperienza vissuta corporea
Uno sguardo sull’intenso lavoro di appropriazione e traduzione del pensiero filosofico occidentale compiuto dal fondatore della scuola di Kyoto""Pensiero ed esperienza vissuta corporea"""" è una raccolta di saggi composti negli anni che immediatamente precedono e seguono la pubblicazione di """"Uno studio sul bene"""" (1911). Questo secondo volume delle """"Opere"""" permette di gettare uno sguardo sull'intenso lavoro di appropriazione e traduzione del pensiero occidentale che aveva reso possibile il primo e fortunato testo di Nishida, ma che solo a tratti in esso traspariva. Bergson, i filosofi neokantiani, la fenomenologia, ma anche Lotze e Poincaré, appaiono in questo libro come gli autori guida, con i quali confrontarsi per cercare un orientamento e superare le critiche che erano state mosse a """"Uno studio sul bene"""" dal giovane studioso Satomi Takahashi in un celebre saggio che qui compare in appendice. Abbandonato il concetto di esperienza pura, in """"Pensiero ed esperienza vissuta corporea"""" Nishida compie, grazie a Royce e Dedekind, il primo passo verso la definizione del concetto di autoconsapevolezza, che sarà al centro del suo pensiero nel decennio successivo."" -
Un livido nell'anima. L'invisibile pesantezza della violenza psicologica
Privo del sussidio di prove empiriche, l'abuso psicologico si sviluppa in una dimensione di invisibilità. Innumerevoli sono i danni e gli effetti distruttivi di questo tipo di legame, trasversale all'età, all'identità di genere e ai luoghi. Poterne parlare, cioè rendere ""visibile"""" e dicibile qualcosa che continua a operare nella sua invisibilità: questo è l'obiettivo che si prefigge """"Un livido nell'anima"""". Un libro che affronta il tema della violenza psicologica, offrendo spunti di riflessione da diverse prospettive. Inquadrato rispetto alla sua definizione e al suo statuto nei termini di legge, il tema dell'abuso psicologico viene articolato nella prospettiva della psicoanalisi a partire dalla presentazione di situazioni cliniche e dei possibili effetti sintomatici sulla persona, legati alla sequenza infinita e silenziosa della manipolazione psicologica e relazionale. Prefazione di Marta Bottiani."" -
Fate finta che io sia il diavolo
In una scuola di un piccolo paese del Salento si presenta in qualità di insegnante il diavolo in persona. Portatore di sapere e corruzione, il professor Malennio giunge con il preciso intento di soggiogare Faustino, l'alunno più brillante della scuola. Le vicende di quell'anno scolastico sono documentate da una serie di componimenti svolti in classe, raccolti secondo un piano espositivo che descrive un duello senza risparmio di colpi e dall'esito imprevedibile fra il Signore delle Tenebre e un gruppo di ragazzini tutt'altro che ingenui. Su quelle pagine sfilano gli intrighi alla corte di don Ferrando d'Aragona e le peripezie di un musulmano con le stigmate, la minaccia del terrorismo islamico e un culto insolito della Vergine. Un apologo sul male e sul potere espiatorio del silenzio. -
La critica e le forme. Saggio di filosofia dell'arte
Un saggio di filosofia dell'arte. Una ridefinizione del concetto di Classico a quasi due decenni dalla fine del secolo della ""Krisis"""". Gli statuti fondamentali dell'arte sono ripercorsi alla luce dei classici, da Aristotele a Leonardo, fino ai moderni: Hegel, ma anche Hölderlin, Leopardi, Baudelaire. La rilettura del '900 delle Avanguardie e dei Totalitarismi assume invece la forma di una critica della crisi che ne attraversa le filosofie e le ideologie, con un'attenzione particolare a movimenti come il Futurismo e il Cubismo, ma anche alle Avanguardie del secondo '900. Cesare Brandi ne """"La fine della Avanguardia"""" scriveva: «possa l'epoca, che con fatica s'inizia, riconquistare nel futuro la dimensione temporale che rese l'uomo capace e degno di storia». Rifiutando ogni callida retorica del """"post-moderno"""", il saggio scommette sulla possibilità, anzi la necessità, di una nuova """"epoca"""" nella quale il Moderno recuperi il senso della """"storia"""", non solo come """"tempo"""" ma come """"civiltà""""."" -
Religioni di minoranza tra Europa e laicità locale
Questo libro parla di religione, e allo stesso tempo non parla solo di religione. L'oggetto del volume riguarda il posto delle religioni di minoranza in Italia sullo sfondo dei processi di cambiamento che caratterizzano le società contemporanee - secolarizzazione, laicizzazione, europeizzazione, immigrazione - e delle tensioni che innescano o mettono in luce. Il processo di secolarizzazione ha gli stessi effetti per le diverse comunità religiose - per la loro organizzazione interna, per il modo di intendere la fede e il religioso, per il modo in cui sono trattate a livello pubblico e politico? Come si configura la laicizzazione, nel senso di separazione tra le istituzioni religiose e politiche, alla luce delle trasformazioni del religioso contemporaneo? E qual è l'impatto del processo di europeizzazione? In particolare, come incide la redistribuzione delle competenze di governo a livello sovra- e sub-nazionale sulle geometrie di laicità? L'europeizzazione ha un effetto secolarizzante? Come si configura la dimensione 'religiosa' dell'immigrazione, in un'ottica intersezionale? -
Homo imaginationis. Le radici estetiche dell'antropologia storico-culturale
Il volume offre una selezione di saggi relativi a temi cardine della riflessione antropologico-filosofica di Christoph Wulf, sviluppata nell'arco di oltre un trentennio: le nozioni di mimesis e di processo mimetico, l'intreccio di emozione e rituale all'interno delle comunità culturali, l'educazione interculturale nella società globale, il concetto di performatività, il ruolo dell'immaginazione nella costruzione dell'umano. Intento del lavoro è far emergere in maniera sistematica il tenore profondamente estetico della prospettiva di antropologia storico-culturale sviluppata da Wulf, mostrando - attraverso gli scritti dell'autore e in sede di introduzione e prefazione ai saggi - l'importante ruolo giocato dalla dimensione estetica nella costituzione e sviluppo delle comunità culturali, nei processi di trasmissione dei contenuti culturali attraverso le generazioni e nelle relazioni educative tra adulto e bambino.