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L'utopia nell'estetico. Tempo e narrazione in Ernst Bloch
Ernst Bloch è stato il pensatore che nel quadro del Novecento ha investito la parola utopia di un senso nuovo, facendola diventare il centro di una riflessione filosofica ad ampio raggio sull'eredità della cultura europea. Pensare l’utopia per Bloch ha significato anche preparare le condizioni affinché l’umanità possa scrivere un’altra storia rispetto a un destino di inaridimento spirituale di cui il “secolo breve” e, ancora, il nostro tempo hanno fornito numerose e drammatiche testimonianze. In questo saggio la dimensione estetica in Bloch è considerata alla luce di un progetto filosofico e politico che trova nell'ipotesi della molteplicità dei piani temporali, nella sperimentazione di nuove configurazioni di significato e nella trasformazione dialettica di una realtà storico-sociale che si offre per frammenti i suoi punti di orientamento. Se il tempo dell’utopia concreta è un contenuto inespresso di passato che si fa futuro, il suo luogo può essere l’estetica, un pensare per immagini che si traduce in una scrittura filosofica capace di individuare e descrivere i punti ciechi così come le aperture inaspettate del mondo. -
Carteggi del tardo Rinascimento. Lettere di Giovan Battista Strozzi il Giovane e Girolamo Preti
Nei decenni fra Cinque e Seicento due poeti, Giovan Battista Strozzi il Giovane e Girolamo Preti, indirizzarono le loro lettere a Federico Borromeo. Con il primo, fiorentino, noto soprattutto come madrigalista, il cardinale strinse una lunga amicizia epistolare, apprezzandolo per il suo stile poetico moderato e per la competenza linguistica. Il secondo, il bolognese sodale di Marino, destinato a divenire poeta di punta della Roma barberiniana, mosse i primi passi da lirico a Pavia, ospite del Collegio Borromeo, e, in seguito, mantenne quel legame operando per la Biblioteca Ambrosiana. Le lettere qui edite, ristrette nel triennio 1611-1613, lo colgono, come in un'istantanea, mentre si trova a Roma, segretario degli Umoristi. In questo punto le due biografie si incontrano, perché Strozzi venne assoldato da quegli accademici come revisore lirico. L'incontro non è segnalato dai carteggi, eppure non sorprende, non solo considerando il circuito delle rispettive relazioni, ma anche, in questo frangente, visto il comune interlocutore dei due poeti. Si è di recente valorizzato il progetto culturale di Federico Borromeo, edificato a Milano all'incrocio tra cultura umanistica, scientifica e artistica: le lettere pubblicate in questo volume, sinora inedite e qui accompagnate da puntuale commento e ampie introduzioni, ne documentano la presenza anche nel campo della letteratura italiana. Sull'altro fronte, nel suo doppio registro, il libro illustra nuovi aspetti sulla vita e sull'opera di due tra i principali protagonisti della scena letteraria del tardo Rinascimento. -
Incontri intergenerazionali. Riflessioni sul tema e dati empirici
Le sfide in questi primi anni del millennio appaiono numerose, una su tutte: quali politiche promuovere in una società dove a fronte di una corposa presenza di anziani si registra un numero sempre minore di giovani, spesso “tecnologici” e profondamente diversi dai loro progenitori? Le stesse istituzioni, anche se con un certo ritardo, hanno riconosciuto la necessità di creare nuovi spazi di dialogo, nuove proposte educative, formative e sociali e soprattutto hanno compreso quanto sia importante estenderle lungo il corso di tutta la vita, attente ad una prospettiva di reciprocità e interdipendenza positiva tra generazioni. Nel presente volume vengono elaborate alcune risposte e riflessioni analizzando e problematizzando gli attuali orientamenti formativi nei confronti dei rapporti intergenerazionali. I primi capitoli del volume tracciano un quadro aggiornato della situazione socio-demografica degli anziani e dei giovani oggi nel nostro Paese; viene poi presentata una riflessione pedagogica sui concetti di genitorialità ed anzianità, sull’impegno europeo per le politiche di lifelong learning e sugli orientamenti formativi all’educazione intergenerazionale. Nella seconda parte del volume vengono presentati i risultati di una ricerca empirica, condotta nella città di Taranto, sulla reciproca percezione tra generazioni e sulla predisposizione al dialogo intergenerazionale. I risultati ottenuti in questa ricerca confortano e, nello stesso tempo, stimolano ad un impegno sistematico per rafforzare il patto intergenerazionale nella società. -
A' be' c’è Dario. Ediz. illustrata
"A' be' c’è Dario"""" è un classico abbecedario ma, allo stesso tempo, è tante altre cose. Il libro è composto da ventuno tavole disegnate da Filippo Giansanti e, come gli esercizi di stile di Queneau, è costruito sulle costanti e sulle varianti. L'ordine dei ventuno """"animali"""", compreso Dario, l'umano, segue l'elenco alfabetico e trova nello sguardo il tratto che rende tutti i soggetti partecipi della stessa dignità. Il volume è corredato da un testo di Mauro Pompei che gioca con la medesima idea progettuale. L'intero lavoro è aperto a molteplici livelli di lettura e fruizione. L'immediatezza dei disegni e la semplicità dei testi lo rendono adatto ai """"piccoli"""" per il naturale e intuitivo rapporto tra l'immagine e il suono della parola ma, allo stesso tempo, il tessuto di rimandi interni ai disegni e al testo, così come la relazione che si instaura tra i due registri espressivi, avvicina alla lettura anche un pubblico di adulti." -
In questo mare, in questa pietra
Eppure sornla tua vita quirne il battito,rndove tutto diventarnsolo voce di mare. -
Luce-Licht. Zeit los brennt dieses licht hier. Ediz. bilingue
Dieter Schlesak, è uno dei più importanti scrittori e poeti di lingua tedesca. Membro del PEN, ha ricevuto numerosi premi letterari e la laurea ad honorem dall’Università di Bucarest. Tra gli ultimi libri pubblicati in Italia: Il farmacista di Auschwitz (2009), Uomo senza radici (2011). Vivetta Valacca, saggista e poetessa ha inaugurato la poetica del “mitoesistenzialismo” con la trilogia di tema omerico: Il mare dai mille occhi, Lo specchio del mondo, La danza delle onde (2006-2007). Sue poesie e saggi sono apparsi su riviste, tra cui la tedesca «Matrix». -
Inni d'amore
"Nel mio sguardo c'è un'ombra / e io cerco sempre una luce per guardarvi dentro. / E là dentro vedo te e vedo la tua ombra."""" Abderrahman (Abramo) Zarra, nato in Marocco nel 1977, vive a Firenze da più di quindici anni. Lureato in sociologia e ricerca sociale alla Scuola di scienze politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. Ha frequentato il master in Immigrazione e politiche sociali all’Università Ca’ Foscari di Venezia. È stato lettore di lingua araba presso il Centro Linguistico Fiorentino e da dieci anni circa è consulente presso Poste Italiane. Nel suo tempo libero ama pescare e occuparsi di volontariato." -
Nathan Parsec
“Per un attimo ebbi come l’impressione che la scena si fermasse, che tutto rimanesse perfettamente immobile, come con il fiato sospeso. Nello stesso momento, il campanello suonò due volte. Guardai l’orologio appeso alla parete e mi resi conto che era ancora troppo presto perché fossero i nostri invitati. Automaticamente, andai alla porta e quello che vidi appena aprii fu stupefacente: laggiù, all’orizzonte, acqua e cielo erano una cosa sola, non più separati da quella linea perfetta che tanto fascino esercitava su Emily. I pesci nuotavano pigramente nell’aria, mentre specie coloratissime di uccelli spiegavano le loro ali nell’acqua. Non riuscii a capire che cosa stesse succedendo e, soprattutto, come potesse accadere.” -
Per una teoria della vergogna
È esperienza comune vergognarsi di fronte a uno sguardo critico: ci sentiamo rimpiccioliti, insignificanti, e vorremmo nasconderci o addirittura scomparire. Ma può accadere anche di vergognarsi quando le persone sbagliate ci ammirano, o quando siamo soli. Qual è allora il ruolo degli altri nella vergogna? Riflettendo sulle posizioni di diversi filosofi (da Aristotele a Sartre, da Kant a Scheler, fino ai contemporanei, a partire da John Rawls, Bernard Williams e Gabriele Taylor), il libro chiarisce il ruolo dell’intersoggettività e rivede modelli teorici e storiografici che hanno interpretato la vergogna basandosi sulla presunta superiorità della colpa come emozione morale. La teoria di cui qui si pongono le basi illumina il rapporto fra vergogna e valori rilevanti per la propria identità, e spiega come confluiscano in questa emozione sia un atteggiamento critico verso se stessi, sia l’impulso a proteggere aspetti di sé che si vogliono mantenere privati. Progressivamente si delinea la differenza fra la vergogna e altre emozioni, come la delusione di sé, l’imbarazzo, il sentirsi umiliati, ed emerge la rilevanza etica di fenomeni come l’invadenza, il tatto, l’esibizionismo, la fiducia. -
Luigi Telara. Un percorso fra arte, poesia e tecnica. Ediz. a colori
La ricerca nasce dalla volontà di rendere omaggio a Luigi Telara (Carrara, 25 giugno 1932), artista conosciuto e apprezzato, ma non ancora oggetto di una puntuale contestualizzazione storica né di un approccio critico. A causa di tale lacuna non risultava chiarito il suo spessore artistico e rischiava di perdersi pure la possibilità di ricostruire un percorso significativo nella scultura interessante non solo in relazione alla persona in oggetto, ma anche a tratti significativi della storia di Carrara come capitale mondiale del marmo. Il lavoro è stato organizzato come un catalogo ragionato che consta di un primo segmento propriamente autobiografico, costruito grazie alla trascrizione di ricordi stimolati dall'approccio dialogico sotto forma di intervista. Sullo sfondo emergono inoltre personaggi, atmosfere dell'emigrazione carrarese in Vermont, situazioni esistenziali e pratiche di un passato recente sul quale insiste una bibliografia ampia, ma che meritava arricchire per non rischiare l'oblio di alcuni segmenti o una ricostruzione priva dell'afflato umano tipico dei ricordi diretti. Molti aspetti delle memorie trovano poi, con un taglio più documentario, un puntuale riscontro con lettere, immagini, testi critici, uniti ai resoconti giornalistici necessari per la ricostruzione del percorso artistico. Sono presenti altresì i riferimenti alle interpretazioni critiche in corrispondenza di attività espositive anche nei loro riscontri divulgativi sulla stampa. Essi danno la misura della recezione dell'autore a un grande pubblico, dell'evoluzione della sua proposta e in qualche misura dei richiami alla storia della scultura dei nostri tempi alla quale l'autore si è ispirato per trovare la propria poetica. In sintesi il catalogo contiene apparati documentari volti a testimoniare lo sviluppo complessivo dell'itinerario di ricerca dell'autore; infine troviamo un'antologia delle opere in ordine cronologico e divise fra le sculture monumentali, di piccolo formato e decorative. -
Pescia nella Grande Guerra
"La celebrazione del centenario della Grande Guerra a Pescia fu pensata e realizzata in due momenti tra loro complementari: ci fu una mostra rievocativa degli aspetti militari e logistici della guerra, con specifica attenzione alle diverse figure dei soldati pesciatini; e ci fu poi, ben organizzata con scadenze settimanali, una serie di conferenza di storia locale, per vedere la guerra come era stata vissuta a Pescia. Cioè si volle considerare il conflitto armato della grande guerra non solo nella sua realtà militare, ma anche nelle sue conseguenze sconvolgenti della vita civile e famigliare. Ambedue questi aspetti furono veramente sorprendenti, non tanto quasi fossero una novità documentaria e storiografica, ma piuttosto come riesumazione di una realtà già intuita dal pubblico, numeroso e attento, che visitava e ascoltava. O almeno questa fu l’impressione mia e dei miei coetanei, anzi direi di tutti i numerosi nipoti di quei soldati. Gli uomini e le donne cioè della terza generazione, di coloro insomma la cui famiglia era passata dalla grande guerra alla successiva guerra mondiale"""" (dalle parole del curatore)." -
«Egregio Signore». Essere padri nella fragrante semplicità del gesto
«Perché ricordare, se non per un tal quale esame di coscienza e per non disperdere dei valori?»: così Massimo Ermini, indimenticabile mentore, ricordando suo padre Giuseppe il 16 dicembre 1991. Nell’esperienza quotidiana, di cui l’autore propone alcuni semplici episodi dai molteplici livelli di lettura, di “Egregio Signore” si ha l’occasione di rivivere dei valori, condividendoli e declinandoli, anche nell’intimità delle nostre relazioni famigliari. Ne origina un racconto, mai autoreferenziale nel ricordo, ma che ben si sofferma sul clima affettivo entro il quale prendono forma i gesti, la presenza e, perché no?, l’assenza, entrambe proprie della figura del protagonista. Postfazione di Valerio Martinelli. -
Il giallo del teorema dei quattro colori
Un quesito che si formula con estrema semplicità e che comprende anche un bambino: per colorare una carta geografica in modo che regioni confinanti abbiano colore diverso bastano quattro colori? Per rispondere i matematici si sono spremute le meningi per oltre centovent'anni. Dopo ricerche ossessionanti e qualche clamoroso fallimento, come in un caso poliziesco, la soluzione è stata ottenuta esaminando, con l'aiuto indispensabile e intenso dei computer, migliaia di indiziati alla ricerca del colpevole. Anche se il caso è stato risolto affermativamente nel 1976, la comunità scientifica non appare del tutto soddisfatta e ancora cerca una dimostrazione che possa ottenersi con metodi più ""tradizionali"""". In queste pagine si ripercorre la storia del """"giallo dei quattro colori"""" e si forniscono elementi per capire la natura del problema e le tecniche risolutive adottate, nella speranza che, finalmente, qualcuno trovi una dimostrazione senza l'aiuto, oggi imprescindibile, di un computer."" -
L'Ussero. Rivista di arti, lettere e scienze (2018). Vol. 1
Lo scopo della nostra rivista, fondata da Simone Graziani, per conto dell'Accademia Nazionale dell'Ussero, è quello di non mandare disperso quanto emerge dalle conferenze che con cadenza periodica essa organizza da oltre cinquant'anni. Per questo la rivista pubblicherà le conferenze più significative e di maggior spessore culturale e la recensione dei libri presentati a partire dall'a.a. 2011-2012. -
Le città nobili della Toscana granducale (secoli XVII-XVIII)
Il volume presenta innanzitutto alcune formulazioni del concetto di città nobili, a partire da quella proposta da Pompeo Neri; prosegue con quelle segnalate da altri autori, sia letterati sia giuristi, dalle quali emerge un'interessante varietà di opinioni. Fra i primi indica Sebastiano Fausto da Longiano, Girolamo Muzio Giustinopolitano, Paolo Mini, Annibale Romei, Paolo Paruta, Giovanni Battista Possevino. Degli apporti della giurisprudenza ricorda in primo luogo il ""Commentarius de nobilitate et iure primigeniorum"""" di André Tiraqueau. Ricorda inoltre che dalla Glossa di Accursio emerge una definizione dalla quale discendono due ipotesi, luna restrittiva e l'altra estensiva. Bartolo da Sassoferrato fece propria quest'ultima, accettata anche da Giovanni della Piazza, Jacques Rebuffi, Bartolomeo Cipolla, Bon de Curtili, Luca da Penne. Il volume analizza poi le problematiche attinenti alla distinzione tra le città nobili «antiche» del Granducato di Toscana (Firenze, Siena, Pisa, Pistoia, Arezzo, Volterra e Cortona) e quelle «meno antiche» (San Sepolcro, Montepulciano, Colle, San Miniato, Prato, Livorno e Pescia). Esamina quindi, fra gli altri argomenti, il conflitto tra la legge toscana «per regolamento della nobiltà e cittadinanza» pubblicata il 1° ottobre 1750 e gli statuti dell'Ordine di Santo Stefano."" -
«Cattiva musica» e paradisi perduti. Una lezione AREA
La sorpresa del lettore di Adorno è quella di cogliere nel filosofo un atteggiamento verso la musica di consumo che disattende le aspettative: ad onta delle note e pesantissime critiche contro tutta la storia del jazz, riconosce infatti alla produzione leggera una singolare autenticità e una dose d'ispirazione da cui la musica colta avrebbe molto da imparare. «Mauvaise Musique» tenta perciò di mettere a frutto una tesi tanto equilibrata cedendo al fascino che dal fondo d'una produzione solo in parte commerciale esercitano gli accenti d'una delizia «orgiastica» bandita dal repertorio elevato in cerca di progressiva razionalizzazione. La beata sicurezza di D'Amico, che pretende sia «musica» quella di consumo e ad un tempo «divertente» la seria, spinge l'autore ad un confronto costante fra due spazi che solo una «civiltà» inautentica ha costretto a separarsi: allibire davanti alla grandezza della Settima è d'obbligo, ma ci si può anche commuovere senza vergogna ascoltando per la centesima volta Richard Anthony lamentare «que c'est triste un train qui soufflé dans le soir», pronto a sentirlo per tutta la vita così come l'adolescente del Mahler «non potrà mai smettere d'attenderne il ritorno se lo avvertì per un attimo tra sonno e veglia». -
Mettersi al mondo. Educazione al paesaggio per le nuove generazioni
La transizione del concetto di paesaggio da sfondo e decoro a spazio di vita, con il conseguente passaggio dalla centralità del vedere a quella dell’agire e del percepire con tutti i sensi, ci introduce in un campo di straordinario interesse in termini educativi, all’interno del quale connettere temi rilevanti per comprendere il passato, interpretare il presente e progettare il futuro, avendo come principale riferimento la tensione verso una buona vivibilità. Ciò è possibile perché attorno al paesaggio convergono molti temi urgenti della contemporaneità, dalla gestione delle risorse naturali alla qualità degli spazi costruiti, dalla cura del patrimonio culturale al cambiamento climatico. Questo volume è pensato come una guida e come un repertorio di idee per un’educazione al paesaggio all’altezza delle sfide del nostro tempo. La prima parte presenta un quadro teorico e un’ipotesi concettuale di riferimento, che insiste sulla centralità dell’esperienza nei processi di apprendimento e sull’opportunità di superare gli approcci tradizionali al tema, muovendo verso metodi e modelli di lavoro basati sull’esperienza, interdisciplinari, intergenerazionali e interculturali. La seconda parte presenta poi molte attività didattiche, progettate in particolare per le scuole primarie e secondarie di primo grado, utilizzabili sia in classe sia in contesti extrascolastici per riflettere sulle complesse relazioni tra esseri umani e paesaggio. -
Rivoluzioni. Aspetti del pensiero del Novecento
Il mondo moderno e contemporaneo è stato caratterizzato, com'è noto, da numerose rivoluzioni, che ne hanno profondamente segnato – e modificato – il profilo anzitutto sociale e politico. E il pensiero occidentale, in sede sia di riflessione teorica che di ricostruzione storiografica, in ambito strettamente filosofico così come nel vasto campo d’indagine delle scienze umane, si è costantemente interrogato sui presupposti, sulla natura e sulle conseguenze dei fenomeni rivoluzionari. Ma che cosa si intende esattamente con il termine “rivoluzione”? Quali sono gli elementi – concettuali e fattuali – che permettono di distinguere ciò che è veramente rivoluzionario da ciò che non lo è? Fino a che punto si può parlare di rivoluzione in senso metaforico? I saggi contenuti in questo volume vorrebbero offrire un contributo per tentare di rispondere a tali domande, in una prospettiva squisitamente interdisciplinare e con particolare riferimento al secolo da poco concluso. -
Con gli occhi degli altri. Percorsi nel melting pot di Torino
Le sale di preghiera islamiche a due passi dalla sinagoga e dal tempio valdese, le macellerie halal e i caffè marocchini di Borgo Dora, il capodanno cinese in piazza Castello e il caleidoscopio di lingue, colori, sapori del grande mercato di piazza della Repubblica sono alcune delle tappe lungo le quali il lettore-visitatore è condotto, attraverso citazioni, episodi storici, aneddoti e un ricco apparato iconografico, alla scoperta dei luoghi in cui Torino sperimenta, talvolta con fatica e non senza conflitti, nuove forme di convivenza. Le tracce letterarie dell’immigrazione internazionale che negli ultimi trent’anni ha cambiato il volto della città costituiscono il filo conduttore di un itinerario nei quartieri più multiculturali di Torino, guidati dallo sguardo e dalle parole degli scrittori migranti che scrivono in italiano: dall’iracheno Younis Tawfik all’algerino Amara Lakhous, autore di due romanzi ambientati a San Salvario, da lui descritto nella varietà della sua composizione sociale; dall’avvocato albanese Darien Levani a Mohammed Lamsuni, lo scrittore di Casablanca arrivato in Italia all’inizio degli anni Novanta e diventato da subito un acuto esploratore del “pianeta” Porta Palazzo nei suoi aspetti più affascinanti e contraddittori. Alle loro voci si intrecciano quelle degli scrittori italiani più sensibili a queste trasformazioni, come Giuseppe Culicchia, Fabio Geda, Alessandro Musto, e la memoria dell’altra grande migrazione novecentesca, che tra gli anni Sessanta e Settanta ha coinvolto centinaia di migliaia di persone provenienti dal Sud d’Italia e dal Veneto in cerca di lavoro e di condizioni di vita migliori. -
Al-Farabi. La filosofia politica nell'islam medievale
Agli occhi di Leo Strauss, al-Farabi è l'autore che ""traduce"""" la filosofia politica classica nel mondo islamico medioevale. Non si tratta però di questioni puramente erudite. È infatti sorprendente, e affascinante, leggere le pagine di un filosofo ebreo tedesco del Novecento — emigrato negli Stati Uniti — che, per cercare di rispondere alla crisi della modernità, cerca una via di uscita dal relativismo e dal nichilismo nelle pagine di un filosofo arabo medievale, allievo 'indiretto' di due filosofi greci (Platone e Aristotele) e 'maestro' di un filosofo ebreo (Maimonide) fondatore dell'«illuminismo» nel Medioevo. Questo intreccio di temi, autori, epoche diverse viene utilizzato da Strauss per ribadire una verità eterna, dimenticata dalla filosofia contemporanea: che solo la filosofia classica, nella sua ricerca della saggezza, e in quanto vita contemplativa, è felicità.""