Sfoglia il Catalogo ibs031
<<<- Torna al MenuCatalogo
Mostrati 501-520 di 10000 Articoli:
-
Il metodo italiano nell'educazione contemporanea. Rosmini, Bosco, Montessori, Milani
Quattro sono gli educatori la cui figura e i cui metodi sono noti fuori d'Italia: Antonio Rosmini; san Giovanni Bosco, fondatore dell'istituto religioso dei Salesiani; Maria Montessori; don Lorenzo Milani. Di qui la tesi che esiste il Metodo Italiano nell'educazione. Sono evidenti i tratti comuni a queste figure. Sia per don Bosco sia per Montessori si parla di “metodo” (metodo preventivo in don Bosco e metodo della pedagogia scientifica in Montessori). Ci sono analogie tra Montessori e Milani: soprattutto la critica radicale alla scuola tradizionale e poi anche l'educazione alla pace. Una prospettiva che ha la sua origine nel metodo pedagogico di Rosmini, nella tradizione pedagogica che ha formato il Risorgimento, e quindi l'Italia. È l'Italian Method: al centro dell'educazione il bambino, come persona con potenzialità da far maturare -
La nascita dell'ermeneutica. Testo tedesco a fronte
Nella seconda metà del Novecento l'affermazione dell'ermeneutica filosofica – che concepisce la comprensione come struttura ontologica fondamentale – segna una netta presa di distanza dall'ermeneutica tradizionale, legata all'interpretazione di testi scritti. A cavallo fra queste due posizioni si colloca il saggio di Dilthey, la cui indicazione principale sta nel riconoscere che ogni ricorso a questa disciplina non può prescindere da un confronto con la sua complessa e lunga evoluzione storica: dal mondo greco al cristianesimo, dal Rinascimento all'Illuminismo. In quella che è la prima ricostruzione organica della teoria dell'interpretazione, l'autore riflette sulle possibilità e sui limiti di questo paradigma filosofico e si impegna a definire il ruolo dell'ermeneutica come conoscenza scientifica dell'individuale, che costituisce l'obiettivo delle scienze dello spirito. Un classico che esercita ancora un influsso determinante, qui per la prima volta con testo tedesco a fronte. -
Il profilo di apprendimento. Conoscere per differenziare
Il panorama scolastico attuale ci pone di fronte a un nodo da sciogliere: come lavorare in classe rispondendo adeguatamente ai bisogni complessi di tutti gli studenti? Le esperienze degli ultimi anni insegnano che la scuola, se vuole essere efficace, ha bisogno di dedicarsi non alla moltitudine indistinta degli alunni, ma a ogni singolo soggetto presente in aula. Questo rinnovamento è possibile grazie alla differenziazione didattica, che, considerando ognuno nella propria unicità, propone attività educative mirate, progettate per soddisfare le esigenze dei singoli affrontando il lavoro didattico con modalità specifiche. Per farlo è necessaria una conoscenza approfondita dei singoli allievi e del gruppo classe, che si può mettere a fuoco elaborando un profilo di apprendimento, uno strumento che consente di inquadrare i vari bisogni di ogni studente: diversità, livelli e stili di apprendimento, forme di intelligenza, punti di forza, motivazioni, interessi, bisogni educativi ed eventuali ostacoli all'apprendimento. Il volume offre un modello di costruzione del profilo individuale e di classe, con un ampio apparato di strategie e strumenti pratici pensati per gli allievi delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Una sfida fondamentale per una scuola inclusiva, dove la diversità sia considerata un valore, mai un impedimento. -
Frontiere aperte. Verso un'epistemologia transdisciplinare
Che cosa significa “conoscere” nel contesto contemporaneo? Confrontando i diversi modelli di conoscenza che sono stati proposti dall'età moderna ai giorni nostri, emerge l'insufficienza del paradigma che si è imposto con la nascita della scienza moderna e che si è rafforzato con il positivismo, ma che in seguito ha mostrato le prime crepe con la cosiddetta crisi dei fondamenti, da cui è derivata la necessità di elaborare una nuova proposta epistemologica che tenga conto della complessità del reale. A tale complessità si può fare fronte con un nuovo modello di conoscenza che, da un lato, privilegi un approccio sistemico – in grado di considerare non solo i fenomeni isolati, ma anche le loro relazioni – e, dall'altro, possa promuovere una prospettiva transdisciplinare che non esclude la specializzazione, pur favorendo il dialogo fra discipline diverse, fra le scienze e altre forme della cultura. -
Il realismo politico. Nuova ediz.
Il realismo politico non è in senso stretto una dottrina o una teoria, ma una prospettiva che ogni epoca fa sua e riplasma: il mondo greco con Tucidide, Machiavelli sull'onda della riscoperta umanistica della classicità, Hobbes in un nuovo modello razionalistico, fino ad autori come Hegel, Marx, Nietzsche, Weber, Schmitt, tutti riconducibili a questo paradigma di pensiero. La prima lezione del realismo è che non si può mai prescindere dalla considerazione degli interessi e dei moventi psicologici degli attori, visti entro un campo di tensioni nel quale sono forti o deboli, vincitori o vinti. All'ingresso del XXI secolo gli eventi restituiscono al realismo la sua maschera tragica. Se fino a ieri potevamo illuderci che il drago da abbattere fosse solo il potere economico dei mercati e delle imprese multinazionali, ora sappiamo che anche il potere militare è pronto a riprendersi la scena, riproducendo scenari di brutale imperialismo. Ad onta delle potenzialità civilizzatrici della globalizzazione, il sistema internazionale torna a rivelarsi segnato da una eterogeneità radicale e intrinsecamente conflittuale, come è sempre stato nella storia. Per contenere i rischi, anche la nuova epoca richiede diagnosi articolate e strategie di ampio respiro, non velleitarie illusioni. Nella consapevolezza che, di fronte alla soglia estrema dell'irrazionalità umana, anche il realismo è destinato a restare privo di argomenti. -
Storia dell'Impero ottomano e della Repubblica Turca
Un piccolo principato dell'Anatolia diventa uno degli imperi più vasti e potenti della terra. Guidato da sultani come Osman I, Bayezid, Mehmed II e Solimano, estende i suoi domini su tre continenti, mettendo fine all'esperienza millenaria dell'Impero romano d'Oriente, conquistandone la leggendaria capitale Costantinopoli nel 1453 e minacciando il cuore della cristianità con il grande assedio di Vienna nel 1683. I secoli successivi sono quelli del confronto con la modernità, del “declino” o, secondo una nuova interpretazione storiografica, dell'adattamento, del cambiamento, delle riforme, in uno scenario caratterizzato dalla egemonia militare e commerciale dell'Occidente. Sarà la Prima guerra mondiale a segnare la fine dell'esperienza imperiale ottomana, con la nascita, nel 1923, della Repubblica turca. La sua storia – dalla fondazione, sotto il segno di Mustafà Kemal Atatürk (il “Padre dei Turchi”), al nuovo millennio, che vede nella Turchia un attore fondamentale nella geopolitica del Medio Oriente e del Mediterraneo – viene ripercorsa in queste pagine, che presentano anche temi trasversali normalmente trascurati: i movimenti per i diritti delle donne, gli aspetti culturali e linguistici e i nuovi scenari, come il neo-ottomanismo. Contributi di: Çigdem Oguz, Michele Bernardini, Fulvio Bertuccelli, Ali Aydin Karamustafa, Valentina Marcella, Nicola Melis, Lea Nocera, Carlo Sanna, Tommaso Stefini. -
Comunicazione, cultura, società. L'approccio sociologico alla relazione comunicativa. Nuova ediz.
Cosa significa comunicare? A cosa serve? Come comunichiamo, in quali forme e con quali mezzi? Perché i tentativi di comunicare possono riuscire o andare incontro al fallimento? A queste domande fondamentali tentano di rispondere tutte le scienze della comunicazione. In particolare, il libro presenta e discute criticamente la prospettiva sociologica. Come illustrano gli autori, la sociologia studia la comunicazione in quanto relazione tra soggetti agenti che interpretano i propri rispettivi comportamenti comunicativi in quanto espressioni di intenzioni, volontà e scopi. L'approccio sociologico analizza questa relazione nelle sue dimensioni materiali, sociali, normative e di potere. Aggiornato agli esiti più recenti della ricerca sociologica internazionale, il volume non si limita a costituire una introduzione sistematica allo studio della comunicazione, ma offre anche una prospettiva innovativa sul suo rapporto con la cultura e la società. -
Heidegger. Nuova ediz.
Una introduzione al pensiero di Martin Heidegger: i nuclei tematici delle principali opere, il rapporto con le altre scuole filosofiche, gli sviluppi delle elaborazioni teoriche (in autori come Gadamer, Ricoeur, Derrida, Sartre, Levinas), l’influenza su molti campi del sapere, la riflessione critica sulla nostra epoca, alla luce di quella che è, forse, la sua caratteristica fondamentale: il dominio tecnico. Sono presentati, in maniera sintetica, anche i nodi che hanno conosciuto diverse interpretazioni – compresa la questione dell’antisemitismo di Heidegger sollevata dai Taccuini neri – per fornire una immagine completa del pensiero heideggeriano e della posta in gioco costituita dalle sue diramazioni teoretiche. -
Mistero dei misteri. La speranza secondo Péguy
Lo scrittore francese Charles Péguy (1873-1914) scrisse, dopo la sua conversione al cattolicesimo, tre grandi composizioni poetiche, i ""Misteri"""" (""""Il mistero della carità di Giovanna d'Arco"""", 1910; """"Il portico del mistero della seconda virtù"""", 1911; """"Il mistero dei Santi Innocenti"""", 1912), che affascinano ancora oggi lettori e critici per la complessità della riflessione, apprezzata da autorevoli teologi del Novecento. Questo saggio non si propone di offrirne un esaustivo commento (i """"Misteri"""" sono come un forziere pieno di ricchezze inesauribili, ogni volta che vi si torna si scoprono cose nuove), si prefigge uno scopo più circoscritto ma non per questo meno difficile: tentare di comprendere i motivi che portano l'autore di questo singolare trittico ad attribuire un ruolo centrale per la comprensione del mistero della storia – del mondo e di ogni singola esistenza umana – alla virtù della speranza, che «vede quello che non è ancora e che sarà / ama quello che non è ancora e che sarà»."" -
L'agire valutativo. Manuale per docenti e formatori. Nuova ediz.
La valutazione, come ""pietra fondante della ricerca scientifica"""", ha assunto una nuova centralità nelle scienze umane e sociali. Nello specifico della pedagogia e della didattica si è configurato un campo disciplinare autonomo di studio e di ricerca empirica denominato """"valutazione educativa"""", che presenta caratteristiche originali di multireferenzialità applicativa (programmi, processi, prodotti, sistemi) e di multidimensionalità interpretativa (finalità, paradigmi, metodi e strumenti, categorie, funzioni, contesti). Il volume presenta il nuovo scenario, nelle pratiche dell'agire valutativo di docenti ed educatori, non più determinato soltanto dalla tradizione docimologica centrata sui risultati degli apprendimenti, ma segnato dal perseguimento dell'equità rispetto alle variabili sociali e didattiche del processo formativo e finalizzato al miglioramento delle prestazioni di tutti gli attori coinvolti e della qualità dell'intero sistema formativo. L'apparato di contenuti digitali disponibili on line può aiutare l'interpretazione, ma soprattutto i compiti professionali di valutazione nel contesto quotidiano di lavoro."" -
La condizione postmediale. Media, linguaggi e narrazioni. Nuova ediz.
Dopo l'età postmoderna siamo entrati nell'età postmediale? La domanda presuppone che i media siano morti: ed è esattamente ciò che questo saggio sostiene. I dispositivi otto e novecenteschi che siamo ancora soliti chiamare ""media"""" si sono in realtà dissolti negli apparati di commercio, controllo, combattimento, gioco, viaggio e relazione propri della società contemporanea. La vita nella condizione postmediale implica una paziente ricostruzione del senso delle nostre pratiche quotidiane, attraverso tre grandi narrazioni epiche: la naturalizzazione della tecnologia, la soggettivazione dell'esperienza e la socializzazione del legame relazionale. Seguirne le tracce consente all'autore di tracciare un quadro problematico e articolato, in cui ritorna la domanda: quali spazi restano (o si aprono) per una progettazione dell'umano?"" -
La valutazione delle azioni educative. Nuova ediz.
Nell'ambito dell'azione sociale, e in particolare nel mondo della scuola, valutare costituisce un'esigenza imprescindibile. A tal punto che in questi ultimi anni si è imposta un'autentica frenesia valutativa. Ma si ha sempre una chiara consapevolezza di che cosa comporti l'attività di valutazione, dal triplice punto di vista dei fini, delle modalità e della deontologia? Perché la valutazione non avvenga nel segno di facili illusioni (e quindi della delusione), è urgente mettere ordine nelle idee e dare un senso alla prassi. Nel momento in cui gli istituti scolastici diventano sempre più autonomi, o si moltiplicano e si diversificano le azioni educative (progetti educativi d'istituto, interventi didattici ed educativi integrativi), e in cui si lanciano operazioni di ampio respiro (flessibilità dei curricoli, percorsi di apprendimento personalizzati...), è necessario proporre un quadro capace di aiutare i protagonisti della scuola (dirigenti, insegnanti, genitori) a valutare in maniera pertinente. Vale a dire mettere davvero la valutazione al servizio dell'azione educativa. «È questa valutazione, la valutazione formatrice, che il libro di Hadji profeticamente propone in anticipo di oltre trentanni rispetto al dibattito e alla normativa attuale della scuola. I vantaggi di questo modo di lavorare sono indiscutibili» (Pier Cesare Rivoltella). -
La filosofia ebraica. Nuova ediz.
Non v’è ambito dell’esperienza moderna che non abbia ricevuto il contributo creativo e innovativo di studiosi, filosofi e teologi del giudaismo. Più che una storia degli ebrei-filosofi, questa è una sinfonia del grande contributo del giudaismo alla cultura occidentale e alla sua avventura intellettuale, scientifica e culturale: dalla Septuaginta e Filone d’Alessandria a Mosè Maimonide, dalla qabbalà alla modernità, passando attraverso il caso Spinoza e l’illuminismo ebraico, l’haskalà. Nell’età contemporanea assistiamo a un’esplosione di “pensieri ebraici” frutto della contaminazione con le diverse filosofie otto-novecentesche: dall’idealismo al vitalismo, dai nazionalismi all’esistenzialismo, fino alle più recenti scuole ermeneutiche e post-moderne. Ma questa è, al contempo, una storia delle idee ebraiche, del loro impatto sulle società nelle quali gli ebrei hanno vissuto e vivono, della loro vitalità etica e politica. -
Storia della Polonia. Dal 1918 a oggi
L'ultimo secolo ha visto la rinascita di una nazione polacca indipendente, costretta a confrontarsi con i potenti Stati ai suoi confini, Germania e Russia. Dopo il devastante secondo conflitto mondiale e lo sterminio della sua numerosa comunità ebraica, la Polonia orbita nell'area di influenza sovietica durante la Guerra fredda per poi avvicinarsi, negli anni successivi alla caduta del Muro di Berlino, alle istituzioni europee e all'Alleanza atlantica, diventandone un baluardo in un'area di confine sempre più delicata e strategica. Mentre proseguono i conflitti con l'Unione europea in materia di libertà e diritti civili, la guerra tra Russia e Ucraina consegna alla Polonia un ruolo fondamentale nelle dinamiche geopolitiche europee. Il modo in cui Varsavia lo interpreterà sarà decisivo per la pace globale e la democrazia nel nostro continente. -
La «pace russa». La teologia politica di Putin
Nel conflitto tra Russia e Ucraina diventa sempre più evidente il ruolo essenziale svolto dall'ideologia del Russkij mir – il ""Mondo russo"""", la """"Pace russa"""" – nello scoppio e nella prosecuzione della guerra. Questa inedita ridefinizione del mondo assume un carattere aggressivo in forza di una lettura della realtà che non è più soltanto geopolitica ma anche metafisica, e nella quale non è in gioco soltanto la Russia come Stato, ma anche la sua tradizione religiosa. Così, nel progetto totalitario di teologia politica elaborato da Putin, l'aspirazione è quella di costruire un nuovo ordine mondiale, purificato dagli elementi ritenuti estranei – i """"nazisti ucraini"""", l'Occidente, i nemici della civiltà russa –, con l'esito paradossale che l'immagine tradizionale della Russia come incarnazione dei valori e della tradizione cristiana viene completamente deturpata."" -
Pedagogia algoritmica. Per una riflessione educativa sull'Intelligenza Artificiale
Gli algoritmi stanno pervadendo ogni aspetto della vita quotidiana. Se è vero che questo potrà offrire grandi opportunità, al tempo stesso è necessario non sottovalutare i profondi cambiamenti che interesseranno la società nel suo insieme e le preoccupazioni che ne derivano. In particolare, emerge l'esigenza di sviluppare il dibattito sull'Intelligenza Artificiale e le sue applicazioni nei contesti educativi. C'è bisogno pertanto di nuove ricerche, sostenute da una robusta cultura dell'informazione e ispirate a un'etica della responsabilità che si traduca in comportamenti di cittadinanza (digitale) coerenti. Questo libro prova a fare una proposta al riguardo, offrendosi come strumento di riflessione a studiosi, insegnanti ed educatori. -
Storia della scuola italiana
Questa storia della scuola in Italia, che vede il contributo di alcuni dei massimi specialisti, abbina il rigore storico e lo sguardo pedagogico, proponendo una struttura a tre livelli. Nel primo si presenta la situazione di partenza, gli Stati italiani prima dell'Unità, mentre nel secondo livello si ricostruisce lo svolgersi storico dei diversi ordini e gradi scolastici: asili nido e scuole dell'infanzia, scuola primaria, istruzione post-elementare e secondaria (con specificazioni sull'istruzione magistrale e su quella tecnica e professionale), università. Nel terzo livello si approfondiscono tre problemi trasversali, come la visione di genere (le donne a scuola), i rapporti tra istituzione ed economia, le complesse relazioni tra la scuola italiana e la religione cattolica. Per finire, un confronto tra la situazione attuale della scuola in Italia rispetto agli altri Paesi europei e agli Stati Uniti. Introduzione di Fulvio De Giorgi. Contributi di: Nicola S. Barbieri, Paolo Bonafede, Pietro Causarano, Daria Gabusi, Angelo Gaudio, Andrea Mariuzzo, Tiziana Pironi, Maurizio Piseri, Fabio Pruneri, Vincenzo Schirripa, Caterina Sindoni. -
Critica della ragion pratica
«Studiando il comportamento morale dell'uomo, Kant si trova immediatamente di fronte a un ""fatto"""" che, pur non confondendosi con un fatto empirico, si presenta con l'evidente certezza anche alla coscienza più comune: l'""""imperativo categorico"""". Qui l'indagine filosofica, qualunque siano le difficoltà di esporre e di giustificare i suoi risultati, trova una pietra di paragone sicura a cui commisurarsi. Non si tratta più di costruire ma di riconoscere; non di usare artifici ingegnosi per fondare una conoscenza i cui principi primi, tuttavia, ci sfuggono, bensì di lasciare apparire ciò che ognuno reca in sé, nella propria coscienza. Poiché l'uomo, che fatica a intendere il fondamento del conoscere scientifico e oggettivo, non può non sapere con certezza qual è il principio secondo cui deve agire in ogni circostanza della sua vita.» (Vittorio Mathieu) Postfazione di Massimo Marassi."" -
Pedagogia generale per l'insegnamento nel corso di laurea in scienze della formazione primaria. Nuova ediz.
Pedagogia generale è uno degli insegnamenti fondamentali per coloro che si orientano verso l'ambito educativo, in tutte le sue molteplici espressioni. Questo volume, attraverso un'esposizione articolata e sistematica, è uno strumento essenziale per introdurre alla disciplina gli studenti del Corso di Laurea in Scienze della formazione primaria. Nella prima parte si esplora la dimensione storica (dalla Riforma luterana alla Rivoluzione scientifica, dall'Illuminismo al Risorgimento e ai nostri giorni) della scuola dell'infanzia ed elementare. Si passa poi all'analisi dei nodi epistemologici collegati alla pedagogia, «disciplina impegnata a riflettere teoricamente sul valore e sul significato della formazione per la persona» e a proporre, di conseguenza, progetti per l'educazione, la famiglia e la scuola. Completa il testo un percorso tematico di pedagogia dello sviluppo nel quale si riflette sul cammino dell'infanzia che nasce, e si forma come persona completa, in quella comunità umana dell'accoglienza capace di orientare culturalmente nel mondo, favorendo esperienze in cui le idee di ragione, giustizia e bellezza compongono lo spessore etico-sociale della Bildung. -
La famiglia come esistenziale. Saggio di antropologia pedagogica. Nuova ediz.
Nelle società della tarda-modernità esistono forme differenziate di coppia, ognuna sembra dar luogo a una coppia mista: non c’è la famiglia, ma una vera e propria polifonia di famiglie. Se questa è la realtà, alla quale si accompagna l’affermarsi crescente del single come ideale di vita, è possibile parlare della famiglia come di un «esistenziale», come un tratto costitutivo del vivere umano? È la domanda-guida del libro che, nella prospettiva di una pedagogia e di una filosofia della persona, indaga il poter essere e dover essere dell’amore e del “famigliare”, segnato dal principio-generosità. In ogni grado – la relazione erotica, il legame coniugale e l’alleanza sponsale – in questione è un modo d’essere che è offerta di libertà: permette nuove conquiste nel viaggio alla scoperta di sé e dell’altro. In questo orizzonte si può comprendere come l’amore di coppia possa diventare cifra dell’esistenza personale, e in che senso la comunità familiare possa custodire la genealogia della persona: dona a ogni soggetto una mente, un desiderio. Soprattutto – se definita dalla disponibilità ad accogliere «chi viene sempre da altrove» – apre una chiara intuizione della logica del dono, ritmo originario della vita. Chiave della famiglia come esistenziale è una relazionalità riconoscente. È un’antropologia che vede ed intende l’amore e la vita di famiglia come operatori di felicità e di senso; permette di poter oggi «scorgere il sacro insediarsi stabilmente nei cuori», quasi fosse profezia di un inedito umanesimo dell’intimità.