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Perle di luna
«Ma poi ci solleva lo scrivere, quell'affondare nel mare della poesia, ella è qualcosa dentro di noi che vuole disperatamente ""Essere""""! Ogni nostra emozione, dolore, affetto sensazione provoca la nascita, di un verso e quindi di una poesia... Ho scelto non a caso il titolo: """"Perle di Luna"""", perché esistono più leggende che narrano di un connubio tra il mare e la luna nell'alcova dell'ostrica, dalla quale poi nasce la Perla! La perla è la lacrima dell'ostrica e la lacrima è l'emozione di quanto un evento ci turbi il cuore. La poesia è l'alcova della lacrima. Non è facile narrare cosa scrivo nei miei versi, è più facile dire che essi sono un: Urlo del mio vissuto. Ogni poesia, ha una sua storia, ogni poesia è un attimo di tempo, nel quale l'affilato stiletto, rintuzza il solco nel cuore (...)» (l'autrice). Prefazione di Hafez Haidar."" -
Liriche da Castelvecchio
«Matilde Estensi ci racconta la vita con vivide e reali polaroid, rapide limpidissime istantanee che, attraverso la sua scrittura precisa ed accurata, l'autrice regala ai nostri occhi. In questo paesaggio emotivo l'inclinazione della penna è sempre ascensionale. Ogni verso respira di spontanea verità, di umile ma tenace decisione. Non c'è margine per il manierismo , il suo è un territorio dove la regola Schopenhaueriana si fa legge: ""tutto ciò che non è indispensabile alla narrazione nuoce alla sua efficacia""""» (dalla prefazione di Alfredo Rapetti Mogol)"" -
Venere e la luna
Raccolta poetica con la prefazione di Giuseppe Aletti. «Quando scrivo versi, mi astraggo dalla realtà fino a raggiungere mete lontanissime, frammentandomi nel creato» (l'autrice) -
Scatola di bottoni
"Canto del cuore"""", è questo il messaggio del viaggio dell'anima e nell'anima della poesia di Anella Puglia, nell'itinerario interiore della danza della vita, mossa dalla """"voce del silenzio sottile"""" di Dio, protagonista della sua lirica, insieme con i suoi affetti familiari e la sua Terra, sullo scenario dei ricordi che si rinnovano e diventano voce dell'anima, pittoriche descrizioni, in questa poesia del colore e dell'amore, sullo sfondo del mare cilentano, cilestrino, ruggente e selvaggio, su cui si stagliano secolari montagne svettanti nell'azzurro. Non mancano coraggiose rivendicazioni e denunce sociali, con ansie e preoccupazioni, miste a smarrimento, a seguito della recrudescenza pandemica, che si snodano nel suo canto, ma senza piegare la sua fede e soffocare la sua voce d'amore che si apre alla speranza e che si culla di cielo e di mare tra le emozioni e le riflessioni del suo """"Canzoniere"""". Prefazioni di Hafez Haidar e Rino Caputo. Postfazione di Padre Michele Bianco." -
Emozioni raccolte
«""Emozioni raccolte"""" nasce dall'insieme di molteplici frammenti di vissuto. Ogni parola è dettata da un gesto, una sensazione, un momento fissato nel tempo. Vivo, da sempre, una condizione sospesa, una realtà parallela, che mi porta nelle profondità della mia anima, e ogni accadimento ha per me un significato profondo, che trasporto in superficie, cercando quella leggerezza che mi permette di goderne appieno. La mia poesia nasce di getto, priva di razionalità. Il filo conduttore di questo libro è l'emozione, il sentire profondo, la bellezza della vita, anche la morte e il dolore trovano quel filo di luce che ci riporta a galla, sempre. Ogni gesto, d'amore, di gioia o di sconforto , conduce a noi stessi ed è da lì che dobbiamo ripartire, per scoprire l'infinita ricchezza di ciò che siamo e la continua meraviglia per ciò che abbiamo» (l'autrice). Prefazione di Hafez Haidar."" -
Pensieri... e parole. Vol. 3
"Pensieri... e parole 3"""" - è la raccolta selezionata di una notevole quantità di appunti scritti su pagine di taccuini, agende, quaderni, fogli sparsi di ogni genere. Anche su tovaglioli di ristoranti o su bordi di giornali. Una parte di questi pensieri non è totalmente leggibile, altri sono scomparsi, come due agende notes corredate da schizzi, fotografie e souvenir, in seguito ad un furto avvenuto a Timbuctu. Le fotografie, inserite nel testo, si riferiscono a degli oggetti che fanno parte della collezione personale dell'autore che ha raccolto durante i suoi viaggi, effettuati in oltre cinquant'anni." -
De vita solitaria
Il canzoniere è una raccolta di versi che a partire dal titolo fa riferimento a sentimenti ed emozioni che negli anni di solitudine si sono delicatamente affastellati come in un covone, le spighe rappresentano le poesie che sono maturate nel tempo e che rappresentano quanto di più bello e stimolante possa offrire la vita, pur nelle sofferenze esistenziali. La lettura lenta e meditata dei versi provoca una leggera catarsi nel lettore amante della poesia che molte volte può sentirsi coinvolto con l'autore nel vivere le emozioni che hanno provocato le sintesi dei sentimenti raccolti nel canzoniere. -
Gioco e tormento
«Ho avuto un marito di nome Vincenzo venuto a Milano coi suoi 16 anni. Amava sognare ad occhi socchiusi aprendo soltanto la mente ed il cuore. Aveva la vena del grande poeta ma anche sapeva comporre canzoni. I soldi eran pochi, culture assenti, né scuola di musica, né letteratura. Nei miei diciott'anni io giunsi a Milano: entrai nella scuola del Piccol Teatro e poi da soprano seguivo lezioni. Vedendo ed amando un artista speciale di grande talento ma senza risorse, decisi di smetter nelle aspirazioni. Divenni impiegata per donare aiuto al grande mio amore, sperando che un giorno, facendo fortuna con successo e denaro avrei continuato nel canto che amavo e nel recitare, mia grande passione. Il tempo passava, la fortuna è scappata e solo l'amore cresceva con noi. I sogni svaniti con la malattia la vita spezzata a metà della strada! Ma il suo operato di gran qualità da allora è ammirato, esaltato e ascoltato; i premi arrivano a pioggia continua e ovunque nel mondo lo stanno scoprendo: coi versi, racconti ed anche canzoni io qui vi presento ""Vincenzo Di Lalla""""». Prefazione di Alessandro Quasimodo."" -
Aurora. La panchina dei versi
Il tempo compie il suo inesorabile tragitto, minuto dopo minuto, ci trasforma in forme sempre nuove. È compito dei poeti provare a eludere il conteggio delle stagioni. E in questo libro troveremo il tentativo di sconfiggere il tempo con i versi, aggiungendo un piccolo tassello al grande mosaico delle verità. Come ho avuto modo di scrivere in passato: ""Il poeta non scrive versi, riveste sembianze che eterne giacciono"""". Dalla prefazione di Giuseppe Aletti. Scrivere richiede un atto di separazione: è uscire dal quotidiano, anche solo per brevi istanti, e guardare noi e il mondo davanti ai nostri occhi da una nuova prospettiva, lontana dal groviglio degli impegni quotidiani. Chi scrive non può fare a meno di questa pausa dalla vita, per potersi soffermare a raccogliere pensieri. È come se, dopo pressanti stimoli, sollecitazioni, che da più parti raggiungono l'individuo nel suo essere in società, si avverta il bisogno di un'interruzione per ritrovare un dialogo con sé stessi. Dalla prefazione di Caterina Aletti."" -
Vibrazioni
Questa la lettera poetica dell'Agnetti che sembra predisporre i suoi atomi in modalità di ricezione di ogni corrispondenza che arrivi dall'esterno. Così ogni emozione diventa ""nettare nutriente per un anima affine alle sue note"""" e """"qui ed ora l'unico vero tempo del quale aver cura"""". Il suo spirito lirico tende verso e cerca costantemente """"l'incontro ravvicinato con l'infinito"""". Se ne ciba, se ne fa attraversare completamente, senza filtri o barriere, si dissolve in esso. Dalla prefazione di Alfredo Rapetti Mogol."" -
Ti sento
Questo libro nasce da un'assenza e dal desiderio di colmarla, di colmare quel senso di ""vuoto"""" che mi portavo dentro da sempre, che ho sentito per molto tempo come se fosse un abito cucitomi addosso dalla vita, come una seconda pelle, sentendo dentro me quasi l'obbligo di indossarlo e allo stesso tempo il desiderio di fare muta come gli animali, spogliandomi finalmente di esso, liberandomene. Il libro è una sorta di viaggio, dentro me stessa e dentro quel vuoto. Un viaggio che mi ha portato ad acquisire una grande consapevolezza, con la quale ad oggi sento di poter abitare diversamente il mondo e guardare con occhi nuovi alla vita.La consapevolezza che quel vuoto è pienezza e quell'assenza presenza costante che riempie la mia vita e le dà un senso. Una presenza che mi ha presa per mano e guidata verso le mie paure, mi ha aiutato a trovarmi faccia a faccia con esse e a capire che non bisogna accantonarle se le si vuole superare ma imparare innanzitutto a riconoscerle, accettarle per poi farci i conti ogni giorno, a conviverci sapendo di non essere la sola ad averle e soprattutto a non essere sola nell'affrontarle. Questa presenza è quella che ha fatto sì che io potessi spogliarmi di tutto, paure, giudizi e pregiudizi, lacrime per rivestirmi di speranza, gioia, sorrisi, vita e anche di amore, in primis per me stessa e poi verso gli altri. Con la prefazione di Alessandro Quasimodo."" -
La speranza nel domani
Fausto ed Ernesto sono due amici inseparabili. Ambedue sono figli unici pertanto crescono viziati e convinti di poter fare tutto ciò che vogliono, tra cui persino atti di bullismo. Per rendere la loro vita più eccitante Fausto, il più temerario dei due, un giorno propone ad Ernesto di partecipare ad un'altra impresa pericolosa: una gara con le loro moto. La sfida tra i due purtroppo si risolve in modo tragico, con Fausto che va a sbattere a gran velocità contro un muretto con la conseguente paralisi degli arti inferiori. Questa situazione ovviamente non viene accettata dal ragazzo il quale reagisce, divenendo insofferente e scorbutico nei confronti dei genitori e persino di Ernesto. Egli si sente menomato, inutile e la vita per lui non ha alcun senso se non può più camminare. In seguito, però, grazie all'aiuto di Ernesto, Fausto si convince che deve condurre un'esistenza quanto più possibile “normale”. Decide, quindi, di dedicarsi ad aiutare gli altri, entrando a lavorare, all'inizio come volontario, in un centro di accoglienza. Qui ogni giorno verrà a contatto con il disagio e le problematiche di tanti giovani, caduti nel laccio della droga, alcol ed altre forme di dipendenze. Di fronte a tanta sofferenza egli non può rimanere insensibile e con il passar del tempo si rende conto che quel Fausto, ribelle e presuntuoso del passato, non esiste più. Al suo posto ce n'è uno nuovo, completamente diverso, sempre disponibile ad aiutare il prossimo ed a non perdere mai la speranza nel domani. -
Il cammino di un sognatore
È iniziato tutto come un gioco. Una sera sentivo la necessità di buttare giù qualche rima, ed allora mi sono detto: “Perché non mettersi alla prova?!” Da quel momento sono nate un sacco di idee, sino alla pianificazione finale: raggiungere le 90 poesie. Divido i capitoli dandogli un nome che descriva il percorso, inserendo all'interno di ognuno di essi nove composizioni. Perché questa ricorrenza al nove? Allora, senza dubbio è il mio numero preferito per svariati motivi, ma penso sia anche quello più poetico di tutti. Infatti è l'unico che moltiplicandolo per altri numeri ci dà un prodotto, sommando poi le cifre che lo compongono ci riporta al nove o ad un suo multiplo. In poche parole nonostante i cambiamenti forzati resta sé stesso, un po’ come me insomma. Ecco perché mi rappresenta. Le prime quattro sezioni inizieranno con dei versi dedicati ai membri della mia famiglia, nel quinto invece ritroveremo tutti noi insieme. Ogni poesia conterrà, nelle parole che la formano, il titolo della successiva. Con la prefazione di Giuseppe Aletti. -
Biografia di Renato Cartecati
Il 14 agosto 2007 nonno Renato, mio padre, avrebbe compiuto 100 anni! Abbiamo quasi sempre festeggiato il suo compleanno al mare per molti anni a Cavi di Lavagna e dopo il 1965 ad Alassio, dove trascorrevamo le vacanze estive. Preparavamo un bel pranzo, con il dolce e facevamo gli auguri con un regalo, prima con la mamma e sempre con gli zii, poi anche, quando rimanemmo soli, lui e noi due figlie, continuammo la tradizione fino al suo ultimo anno, il 1979, quando morì poi il 25 Ottobre. Lui stava poco bene, ma rispettammo comunque la consuetudine di ricordare tale data. Anch’io, pur avendolo ricordato sempre, ho iniziato a festeggiare bene il compleanno dopo i cinquant’anni, con il pranzo, spesso in ristorante, circondata da tutta la mia famiglia. Nelle giornate angosciose della lunga prigionia posso immaginare che sicuramente gli saranno scorsi nel pensiero i periodi precedenti della sua vita, i ricordi della gioventù passata. A volte con noi… -
Creature del bosco
L'opera dell'autrice ha come sfondo emozionale e filosofico l'antica sapienza greca che considera tragica la condizione umana. «L'antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine tra le mani, il re domandò quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l'uomo. Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal re, esce da ultimo fra stridule risa in queste parole: ""Stirpe miserabile ed effimera, figlia del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto.""""» Friedrich Nietzsche, La nascita della tragedia, 1871. La grande tragedia greca di Eschilo e Sofocle, per Nietzsche, diventa la massima espressione dei due principi divini, l'apollineo e il dionisiaco, in continua antitesi ed interazione. Essi non corrispondono solo a due mondi artistici ma anche a due forze vitali estreme. È la loro unificazione che rappresenta la vita e la sua affermazione; e l'arte è l'espressione umana che ne sublima la sintesi. La poesia veicola parole ed immagini, senso e non senso. L'irrazionale ed il razionale si fondono. Ripristina il legame tra vita e mito. È portatrice dell'eterno senso di mancanza. Le """"Creature del bosco"""" sono creature dell'anima che attraversano l'esistenza tra lampi di luce e oscure presenze. Con la prefazione di Giuseppe Aletti."" -
La realtà che è nel sogno e il sogno dentro la realtà
"La realtà che è nel sogno e il sogno dentro la realtà"""" è una raccolta di 50 poesie. Le prime 30 si sono classificate al primo posto al Premio Quasimodo 2021 (Aletti). Il tema di fondo è la continua ricerca di un senso da dare alla vita, e anche il tema amoroso, che, a ben guardare, è riconducibile al primo. Con la prefazione di Alessandro Quasimodo." -
La mia rivincita
"Diventare madre è l'incontro spietato con la vita. Vita fatta di amore profondo, incondizionato: quello che ti hanno dato e quello che si sa dare. Vita fatta di sofferenza e di perdita: quelle che hai scritte dentro, quelle che cercherai di non trasmettere, quelle che proverai ad evitare ai tuoi figli. Vita fatta di consapevolezza, perché la madre è consapevole. Intimamente, lei sa."""" Tratto dall'introduzione di Nadia Gauzzi." -
Magicamente un incanto. I miei sentimenti in poesia
Questo suo libro di poesie ""Magicamente un incanto - I miei sentimenti in poesia"""" è dedicato a tutti coloro che hanno voglia di leggerli. Con la prefazione di Alessandro Quasimodo."" -
Tra reminiscenze e incanti
"Tra reminiscenze e incanti"""" è una testimonianza dell'intreccio tra illusione e realtà in cui i termini sono sovvertiti, lasciando emergere la verità di una suggestione, di echi di epoche lontane che trasfondono in vivide intuizioni di quanto sia intensa e sfaccettata la capacità di risuonare ad ogni istante di vita." -
Gocce di libertà
"Fin dalle primissime pagine di questa corposa e intensa silloge, infatti, risulta alquanto intuitivo riconoscere in Cecilia Piras la naturale potenza espressiva insita in generale nell'arte della buona scrittura, e poi lo slancio innato, il vigore traboccante che sembrano muovere da sempre la sua propria esistenza, la sua propria anima; si parla di forze prorompenti e oltremodo incontenibili che strette come sono tra loro a doppio filo acquisiscono quasi prodigiosamente l'impeto atavico di saper donare tout court a chi legge la ben definita sensazione che certe soluzioni estetiche e di significato profondo custodiscano davvero l'afflato e il fervore di poter far breccia anche nel più arido cuore di essere umano"""". Tratto dalla prefazione di Francesco Gazzè."