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Fascial manipulation. Practical part. third level
This book examines all facets of the fascia, showing how this is the only tissue of the human body that modifies its consistency when under stress (plasticity), yet it is capable of regaining its elasticity when subjected to manipulation (malleability) I particularly appreciate the concept of the tensile structures that explains perfectly how different trunk cavities can interact with the internal organs. In fact, the fasciae of the trunk are arranged according to the principles of tensile structures, allowing for ample trunk movements without interfering with internal organ function. This concept effectively shifts the therapist’s attention from the organ itself to its ‘container’, and treatment can then focus on recreating a suitable environment within which the organs can move according to their physiological rhythms. -
Fisiologia del comportamento
Le ricerche riportate in questa edizione riflettono gli enormi sviluppi dei metodi di ricerca e le scoperte a cui hanno portato. Nelle neuroscienze, non appena si sviluppa un nuovo metodo in un laboratorio esso viene adottato dagli altri laboratori e applicato ad una varietà di problemi. I ricercatori combinano diverse tecniche per arrivare alla soluzione dei problemi e usano molti metodi, spesso in collaborazione con altri laboratori. rnrnL’apparato iconografico di questo libro continua ad evolversi. Per questa 13a edizione, le illustrazioni sono state aggiornate per migliorare la comprensione e per i necessari aggiornamenti sugli ultimi studi del settore, con i relativi risultati. Ci siamo sempre sforzati di essere più aggiornati e accurati possibile e speriamo che le nuove illustrazioni di questa edizione riflettano i nostri sforzi costanti. rnrnNoterete che molti dei capitoli contengono nuovi titoli e sottotitoli, così come obiettivi di apprendimento più concisi. Riteniamo che questo approccio aiuterà il lettore ad identificare più facilmente i temi e i concetti principali. -
L'esame di biochimica: briciole di conoscenza, logica e buon senso per evitare pericolosi luoghi comuni
Come spesso accade per altre discipline, anche per la Biochimica lo “studio della materia” si trasforma per molti studenti nella “preparazione all’esame della materia”. Per quanto sia possibile non superare l’esame pur conoscendo la materia, così come superarlo senza grandi conoscenze (così è la vita) è fuor di dubbio, almeno per la Biochimica, che un approccio non vale l’altro. È sufficiente seguire qualche appello d’esame per convincersi che lo studio della materia è sicuramente il più remunerativo. Se può essere comprensibile che ragioni di vita e di lavoro o più semplicemente la pressione della progressione di carriera non consentano allo studente di sviscerare con tutti i “perché” e i “percome accada” quel che accade, e quindi si sorvoli su certi argomenti (che “tanto … non li chiede mai”), è meno comprensibile il porsi davanti ai propri appunti o alle slides proiettate a lezione (il tanto caro materiale didattico) e pensare che tutto possa risolversi imparando diligentemente la “storia” da raccontare. Storia che verrà raccontata prima a sé stessi, magari tante volte e di corsa, e poi all’esaminatore, senza la benché minima cognizione di ciò di cui si sta parlando. rnrnVorrei sottolineare, a questo punto, che lo stimolo a scrivere questa raccolta di “briciole di conoscenza” non viene né dagli Studenti (“S” maiuscola) che durante lo studio certe domande se le sono poste, che hanno almeno cercato di trovare un equilibrio tra sapere e mostrare di sapere, né, all’estremo opposto, viene da quella coorte di “Giocatori d’azzardo” che si presenta all’esame anche in modo reiterato, ma con la consapevo lezza di non sapere. Lo stimolo, dicevo, viene invece da quegli studenti, che hanno letto,rnriletto e letto ancora quello che il programma d’esame ricorda di dover essere saputo, quelli che si affidano esclusivamente alla memoria, che sciorinano lunghezze di legame o angoli di rotazione alla terza decimale senza essere certi di ciò che quel legame implichi, che definiscono in modo corretto un parametro, ma che non hanno la minima idea di ciò che stanno definendo, quelli la cui scusante per una figuraccia è non aver fatto in tempo a ripetere il giorno prima proprio l’argomento su cui sfortunatamente si sono imbattuti e che hanno come unica curiosità quella della data in cui possono ripetere la loro performance. -
Il filo di porpora
Il Filo di Porpora si presenta come un romanzo formativo che racconta, attraverso le vicende dei personaggi, le dinamiche di potere e di violenza, che avvengono dietro a porte chiuse, di case tranquille solo in apparenza.rnrnSvela la dipendenza affettiva, come un livido nascosto, di quelle mogli e di quelle compagne, che “amano” un uomo a qualsiasi costo. Restituisce alla donna vittima di abusi, quella possibilità di scelta che si ha soltanto con la presa di coscienza della propria forza e inevitabilmente, del proprio ruolo, nella ruota infinita della violenza di genere. La sofferenza, provocata da una relazione malsana, è un dolore intimo che ogni donna sente in modo diverso, ma il riscatto del destino vittimario è un cammino che può iniziare proprio dalla volontà di consapevolezza, tanto del dolore quanto delle risorse interiori.rnrnIl libro mette in luce i fili sottili che legano le dinamiche familiari e che possono indurre a sviluppare una comunicazione basata sull’aggressività da un lato, e su una scarsa autostima dall’altro. Lascia sperare che ci sia possibilità di cambiamento e di prevenzione anche, ma tale processo deve cominciare proprio nella famiglia in cui nasciamo e che ci insegna a diventare donne e uomini autentici.rnrnNon si tratta di un testo di genere ma di un invito, rivolto a donne e uomini, a cogliere la sfida del miglioramento personale, per tagliare quel filo rosso di violenza, che ancora oggi imprigiona molte relazioni.rnrn rnrnCon un romanzo si può toccare il cuore anche a persone lontane, e le vicende della storia che leggerete si ispirano a fatti realmente accaduti.rnrnMi auguro così, che possiate affezionarvi ai personaggi che incontrerete, che possiate compiere con loro un viaggio interiore, che possiate vivere in voi le loro emozioni, perché le emozioni arrivano prima e con più forza dei ragionamenti, ed è attraverso esse che abbiamo imparato le lezioni più importanti della vita.rnrnÈ un libro che si augura di scuotervi, di farvi mettervi in discussione, di farvi pensare al rapporto con i vostri genitori, di farvi sorridere, di farvi commuovere forse, e sicuramente tenterà di farvi sperare in una possibilità di miglioramento. - Vanessa Criconia -
Cromatografia. Principi di base, preparazione di campioni e metodi correlati
Anche se le basi della cromatografia sono state sviluppate un secolo fa, continuano ad apparire nuovi metodi di separazione. Oggi gli sviluppi tecnologici permettono l’identificazione e la determinazione di composti a livelli non raggiungibili fino a pochi anni fa. Si possono determinare concentrazioni atto-molecolari di biomarcatori, e per composti specifici si possono analizzare anche singole cellule. rnrnQuesto libro mira ad aiutare i nuovi utenti della cromatografia, indipendentemente dal loro background, nella comprensione delle basi, e può anche essere usato come libro di testo per corsi a livello universitario e post-universitario. rnrnSono state infatti incluse le principali tecniche cromatografiche. Tuttavia, il libro non intende dare una panoramica completa degli sviluppi storici della scienza della separazione, e alcune tecniche classiche che non sono in uso oggi non sono state trattate. rnrnUn esempio è la cromatografia su carta, che è stata sostituita dalla più efficiente cromatografia su strato sottile molto tempo fa. Un altro esempio è la cromatografia di partizione liquido-liquido su colonna, che è più o meno scomparsa dopo l’introduzione delle fasi a legame chimico nell’HPLC. rnrnL’elettroforesi, sebbene fondamentalmente non sia una tecnica cromatografica, è stata inclusa a causa della sua stretta relazione con la cromatografia e anche perché alcune tecniche cromatografiche sono ibridi tra elettroforesi e cromatografia. È stato inclusornanche un capitolo sul frazionamento del flusso di campo, a causa delle proprietà simili alla cromatografia e del recente crescente interesse per questa tecnica. rnrnSi è inoltre ritenuto importante un capitolo sulla preparazione del campione, soprattutto per i neofiti della cromatografia, poiché la preparazione del campione spesso richiede più tempo dell’analisi stessa. Inoltre, la scelta di una corretta o non corretta preparazione del campione può essere decisiva nel caso in cui si vogliano determinare analiti a bassi livelli di concentrazione. C’è una certa sovrapposizione nella descrizione delle interazioni molecolari nei Capitoli 3 e 9, ma questo è voluto per permettere ai capitoli di essere letti indipendentemente l’uno dall’altro. rnrnCercare di guardare nella sfera di cristallo è un compito difficile, ma è anche difficile prevedere un ridotto utilizzo della cromatografia in un tempo in cui sempre più enfasi è posta sulla determinazione di tracce di composti sia noti che sconosciuti. rnrnQuanto sarà importante il concetto di sistemi miniaturizzati come il lab-on-a-chiprnper la chimica analitica in futuro resta da vedere, ma la miniaturizzazione è sicuramenternuno sviluppo futuro. -
Guida completa all'alimentazione sportiva
La nutrizione ha sempre avuto un ruolo importante nella mia carriera di corridore e senza dubbio è stato un fattore chiave che mi ha aiutato a raggiungere le mie migliori prestazioni. Nei primi tempi della mia carriera, c’erano pochissime informazioni affidabili sulla nutrizione sportiva. rnrnCome la maggior parte dei corridori, ho dovuto studiare da solo cosa mangiare prima delle gare, i tempi di assunzione del cibo,rnquanto bere per prepararsi alle gare e anche cosa portare con sé durante le gare più lunghe come la maratona. Questo è stato fatto, in larghissima parte, provando soluzioni diverse, piuttosto che con un piano preciso prestabilito fin da subito. A volte mi è stato difficile avere la giusta glicemia per poter correre bene. A volte mi sentivo anche come se avessi bevuto troppi liquidi e troppornin prossimità della partenza delle gare più brevi. All’inizio della mia carriera ho trovato grande difficoltà nel recuperare tra gli allenamenti troppo difficili. Senza alcuni consigli da parte di esperti, può essere sicuramente molto difficile ottimizzare le strategierndi nutrizione. rnrnConosco Anita da molti anni e ho sempre trovato i suoi consigli preziosi. Imparare a sostenere i miei allenamenti ha fatto sì chernpotessi allenarmi più duramente e recuperare più velocemente, e questo è stato fondamentale nei momenti in cui mi allenavo fino a 100 miglia a settimana o quando ero impegnato in intense sessioni in preparazione dei campionati. Senza una buona alimentazione, gli sportivi sono molto più propensi a farsi male o a contrarre malattie. È un vero peccato vedere atleti fortemente motivati ad allenarsi duramente non poter raggiungere i propri obiettivi a causa di un’alimentazione inadeguata. rnrnAnita è assolutamente brillante nel tradurre la scienza complessa in consigli facilmente comprensibili agli atleti. Questo libro è una risorsa fantastica per me. Contiene un’enorme quantità di informazioni supportate dalle evidenze scientifiche. È anche un testo molto pratico che mostra quanto ricca sia la conoscenza di Anita in materia. rnrnHo ricevuto fantastici consigli da questo libro e penso che sarà un must assoluto per tutti gli aspiranti atleti che vogliono godersirnil loro sport e raggiungere le loro prestazioni ottimali. rnrnJo PaveyrnMedaglia Mondiale, Europea e del Commonwealth nonché atleta in cinque Olimpiadi -
La spalla. Guida illustrata a valutazione, trattamento e riabilitazione
La spalla da sola potrebbe essere la protagonista di decine e decine di manuali per la gestione e il trattamento delle disfunzioni e patologie che affliggono il sistema muscoloscheletrico. È un’articolazione di una complessità che meraviglia ma che può anche spaventare, data la quantità di relazioni anatomo-funzionali che la compongono. Siamo di fronte a un capolavoro dell’evoluzione funzionale dell’essere umano e che porta con sé adattamenti e relazioni con tutto il resto del corpo. rnrnPer approcciarsi in maniera completa a questo capolavoro “biofunzionale” è necessario avere conoscenze di anatomia, fisiologia e patologia ma soprattutto essere in grado di contestualizzare in modo sistemico l’articolazione della spalla. Questa contestualizzazione è il frutto di un lavoro che integra la spalla all’interno del corpo in toto, facendo emergere le relazioni funzionali con le altre strutture muscoloscheletriche, fasciali, organiche e neurali. rnrnIn questo libro si trova una vasta gamma di strategie di management dei disordini legati alla spalla molto ben contestualizzati da una visione sistemica e sistematica, con protocolli di valutazione e trattamento manuale integrati a diverse attività di recupero funzionale basate su esercizi specifici articolari e soprattutto esercizi funzionali che integrano l’articolazione all’interno di schemi motori complessi. rnrnIn un approccio completo alla persona, saper utilizzare e integrare il trattamento manuale con l’attività di recupero funzionale attivo è un “must” che ogni professionista dovrebbe saper svolgere in autonomia o in collaborazione con altre figure. rnrnLe esperienze collezionate negli anni dal Dott. Gibbons insieme a diversi livelli di evidenze gli hanno permesso di strutturare un manuale ben contestualizzato e pieno di spunti di riflessione. rnrnL’aspetto estremamente interessante che, come professionista, ho colto in questo libro è la completezza, affiancata a metodicità, che indirizza molto bene il ragionamento clinico diagnostico e l’elaborazione di diverse strategie di trattamento. -
Manuale di psicologia clinica
Si tratta di un volume concepito prevalentemente per gli studenti della laurea triennale in Psicologia, ed è chiaramente e opportunamente articolato in quattro sezioni essenziali (intendendo con questo termine quegli elementi minimi ma indispensabili a caratterizzare un manuale di Psicologia Clinica): i modelli di riferimento; l’assessment o valutazione diagnostica; elementi di psicopatologia; gli interventi. In modo altrettanto chiaro ed essenziale ciascuna sezione comprende le matrici fondamentali della formazione: basi scientifiche, metodologia, costrutti, risvolti applicativi e deontologici. rnrnIn questo modo lo studente si avvicina, fin dall’inizio del suo percorso, ad un modus operandi che fungerà da binario per lo sviluppo del suo percorso successivo; l’idea ambiziosa è quella di aiutare a porre le fondamenta di un percorso culturale e scientifico complesso e affascinante. rnrnSono tutti temi nei quali la comunità italiana della Psicologia Clinica ormai si pone non solo come interprete di sviluppi accaduti altrove ma come naturale componente del procedere della ricerca internazionale. Si tratta di un passaggio non scontato e non banale: i diversi autori del Manuale hanno contribuito concretamente al delinearsi dei contenuti e delle linee degli specifici ambiti. -
Fondamenti di anatomia artistica
L’autore di questo volume, Roberto Osti, redige una vera e propria guida rivolta agli studenti, agli artisti e agli amatori che sentono il bisogno di decifrare e di leggere chiaramente gli elementi costitutivi del corpo umano, per poterne tradurre consapevolmente gli aspetti espressivi e dinamici nella restituzione grafica e pittorica delle arti figurative.rnrnSi tratta di un pregevole testo di base utile all’acquisizione dei primi rudimenti del complesso studio dell’anatomia e all’apprendimento di termini e di nozioni essenziali alla conoscenza della figura umana in funzione della rappresentazione artistica. L’intento è altresì quello di indicare una metodologia applicativa che consenta di rappresentare in modo corretto, veloce e sintetico le forme. rnrnLe informazioni riguardano l’impostazione dello studio vero e proprio, valido innanzitutto per coloro i quali si trovano alle prime armi rispetto all’analisi della struttura del corpo. I suggerimenti relativi all’organizzazione del programma di lavoro, a partire dal quaderno anatomico, alle tavole da eseguire e ai materiali da utilizzare per le esercitazioni, possono avviare alla comprensione dello studio analitico cui l’anatomia è fortemente connessa, e che fa capo all’idea di ricerca di cui l’arte è da sempre portavoce. rnrnDa un disegno intuitivo della figura e del nudo si intende portare il lettore a una più conscia rappresentazione della forma umana basata fondamentalmente su proporzioni, punti chiave e volumi complessivi, morfologici e muscolari, sia che si tratti di un modello vivente sia semplicemente in riferimento a immagini fotografiche a cui appoggiarsi. rnrnLa lettura stereometrica della figura umana, le indicazioni relative ai principi riguardanti la gestione degli spazi compositivi e l’invito a sperimentare diverse tecniche grafiche e pittoriche, così come le note sull’utilizzo di luci e ombre, accompagnano passo passo il fruitore nel corso del testo e delle immagini.rnrnIn sintonia con quanto caratterizza l’odierno insegnamento dell’anatomia artistica, Osti si riferisce a strumenti di sintesi per restituire non tanto il dettaglio superficiale, che si approfondisce in seconda istanza, quanto la concezione spaziale e formale del corpo umano. rnrnGli esempi a corredo e l’accento posto sul valore dell’apprendimento attraverso la pratica laboratoriale vogliono sottolineare l’importanza di conquistare una coscienza del proprio “fare”, senza la quale qualunque esercizio dell’arte rischia di tradursi in approssimazione.rnrnA tal proposito, oltre a un nutrito e completo atlante di apprezzabili tavole anatomiche, questa guida si avvale di un consistente apparato di esercitazioni pratiche che sostengono il percorso di studio e aiutano a consolidare le conoscenze acquisite, in modo da poterle poi tradurre nel disegno di figura con la più efficace libertà espressiva. - Maria Cristina Galli,rnVice Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera e Docente della Cattedra di Anatomia Artistica -
Manuale di malattie infettive e tropicali e casi clinici correlati
Abbiamo voluto suddividere il libro in quattro sezioni: nella prima, di carattere generale, si trovano elementi essenziali per lo studio delle malattie infettive; nella seconda, i capitoli prendono in considerazione queste ultime nei diversi apparati; nella terza sezione vengono analizzate le malattie sistemiche. Infine, nella quarta sezione abbiamo descritto le patologie più frequenti in specifici contesti epidemiologici. È una suddivisione a volte arbitraria, perché spesso il processo morboso ha come target un organo principale ma tutto l’organismo può esserne coinvolto con manifestazioni cliniche meno gravi ma comunque importanti. Altrettanto arbitraria è stata la scelta di non trattare a parte le patologie tropicali, sia perché viviamo in un mondo globale, sia perché la distinzione è a nostro parere obsoleta e meglio sostituita da patologie infettive in diversi contesti legati all’ospite e al setting ambientale. rnrnAlla fine delle sezioni seconda e terza sono riportati casi clinici, per lo più tratti dalle nostre esperienze di anni di pratica ospedaliera. Più precisamente, viene descritta solo la prima parte del caso per lasciare poi al lettore l’iniziativa di porre alcune ipotesi diagnostiche, nella libertà di effettuare proprie congetture sugli accertamenti che riterrebbe utili per la loro conferma o meno. Abbiamo pensato di introdurre nella parte finale un capitolo sulle possibili evenienze infettivologiche che possono insorgere nell’ospite che, in base alle sue caratteristiche e fragilità, lo pongono a rischio di specifiche patologie da infezioni.rnAlla fine del libro, i diversi casi clinici vengono riesaminati, esplicitando il decorso e l’evoluzione della patologia. -
Wound care. Guarda e impara!
Edizione italiana sulla III in lingua inglese. -
Wills eye. Il manuale. Diagnosi e trattamento delle malattie oculari in ambulatorio e pronto soccorso
Più di dieci anni fa, a Vientiane con l’Orbis Flying Eye Hospital, stavo visitando dei pazienti insieme a un piccolo gruppo di oftalmologi del Sud-Est Asiatico provenienti da Laos, Cambogia, Vietnam, Thailandia e Myanmar. Una signora di mezza età arrivòrncon una densa vitreite e con l’oftalmoscopio indiretto riuscii a vedere attraverso la foschia una lesione maculare attiva da toxoplasmosi nel polo posteriore. Iniziammo a passare in rassegna gli antibiotici disponibili in quella parte del mondo e, per aiutarernla discussione, mandai in autobus un pacco dell’ultima edizione di Wills Eye – Il Manuale. rnrnMentre sfogliavamo la sezione del libro sulla toxoplasmosi, mi accorsi di un turbinio di mormorii sommessi nella stanza e alzai lo sguardo interrogativo verso il mio interprete per capire il motivo di tutto quel trambusto. “È il tuo libro”, mi ha spiegato, “tutti sono eccitati all’idea di vederlo. Una volta ne hanno visto una copia fotocopiata a Bangkok”.rnrnQuanto sono stato orgoglioso di dire al gruppo entusiasta che avevamo una vera copia di Wills Eye – Il Manuale per ciascuno di loro, portata da Philadelphia! La loro palpabile gioia fu un dono speciale reciproco.rnrnQuell’orgoglio ritrova la sua eco oggi, mentre sfoglio la nuova edizione di quella che è diventata un’opera standard del CanonernOculistico, il libro più venduto nel nostro campo in tutto il mondo, compilato originariamente da un mucchio di note utili messerninsieme da due residenti di Wills, Chris Rapuano e Marc Friedberg. Questo straordinario compendio tascabile, condiviso con i loro colleghi specializzandi per essere consultato mentre lavoravano in clinica e al pronto soccorso, è diventato il primo manualernpubblicato nel 1990. Trent’anni dopo mantiene la sua immediatezza e rilevanza clinica, nonostante le numerose modifiche e cambiamenti, e naturalmente il motivo è che è ancora scritto da specializzandi Wills, che sanno cosa richiede l’assistenza ai pazientirnin prima linea: informazioni pronte, immediatamente disponibili, concise, accurate e aggiornate! rnrnQuesta presentazione non sarebbe completa senza un grato riconoscimento a due giganti che non ci sono più, le cui capacitàrneditoriali hanno ancorato il libro nei tre decenni precedenti: il Dr. William Tasman e il Dr. Edward Jaeger. Impareggiabili e instancabili correttori e consulenti, la loro guida e il loro sostegno sono stati fondamentali per il successo e la diffusione del manuale.rnrnChe questa nuova edizione di Wills Eye – Il Manuale sia un saluto speciale non solo alla Residenza Wills, che questi straordinarirnaccademici hanno servito così abilmente, ma anche all’eredità della loro insostituibile penna editoriale, dei loro saggi consigli, delrnloro acume clinico e della loro impareggiabile collegialità. - Julia A. Haller, MDrnOphthalmologist-in-ChiefrnWills Eye Hospital -
Immunodermatologia clinica
Il progresso delle conoscenze in tema di genetica, di immunopatologia e nell’ambito delle scienze biologiche di base (come le biotecnologie e la biologia molecolare) impone, anche nella nostra disciplina la necessità, di un continuo aggiornamento non solo per comprendere le novità sulla etiologia e la patogenesi delle dermatosi infiammatorie (oggetto specifico di questo volume) marnanche per utilizzare nuovi strumenti diagnostici e le recenti terapie “biologiche”. Da questa esigenza nasce il progetto di questa pubblicazione che, partendo da solide basi clinico-morfologiche e istopatologiche, intende fornire un panorama innovativo delle cause e dei meccanismi molecolari che determinano le lesioni cutanee caratteristiche delle singole patologie. rnrnIl titolo, non convenzionale, di questo volume intende appunto sottolineare questa intima correlazione tra clinica e istopatologia da un lato e novità etiopatogenetiche, derivate in gran parte dalla ricerca immunopatologica dall’altro. rnrnQuesto compito di revisione clinica e di approfondimento mi è stato facilitato dall’attiva collaborazione di alcuni colleghi del gruppo fi orentino di ricerca dermatologica, che ringrazio per il loro generoso impegno. rnrnMi auguro che questo nuovo volume rinnovi il favore di una lunga serie di mie precedenti pubblicazioni in tema, iniziate già dal lontano 1981, e che rappresenti uno strumento di aggiornamento utile per tutti i colleghi e per gli specialisti anche di altre discipline. rnrnVoglio ringraziare gli specializzandi della scuola fiorentina (i dottori Alberto Corrà, Isabella Ciardetti, Francesca Montefusco, Stefano Senatore, Thais Fastame) per l’aiuto nelle ricerche bibliografi che e per le stimolanti discussioni. Un ringraziamento particolare al dottor Stefano Senatore per la sua puntuale e preziosa opera redazionale. rnrnInfine la mia sincera gratitudine allo staff editoriale della PICCIN che ha curato, con la consueta elevata professionalità, la realizzazione di questa opera. - Paolo Fabbri -
Maudsley. Linee guida alla prescrizione in psichiatria
La decima edizione di “Before We Are Born: Essentials of Embryology and Birth Defects” è stata completamente rivista ed aggiornata sulla base delle recenti conoscenze dell’embriologia clinica. Essa fornisce le informazioni essenziali dello sviluppo normale e patologico. Come già fatto precedentemente, anche in questa edizione le informazioni cliniche sono state evidenziate in verde (spesso identifi cate come “tabelle ad orientamento clinico”). Ogni capitolo è stato aggiornato profondamente includendo lernpiù recenti evidenze sperimentali ed i relativi significati clinici, così come le nuove conoscenze relative alla biologia dello sviluppo. rnrnQuesta edizione rispetta la nomenclatura ufficiale internazionale dei termini embriologici (Terminologia Embryonica 2013). A questo proposito risulta importante che medici, scienziati, infermieri, odontoiatri, terapisti occupazionali, altre tipologie di professionisti e studenti che operano nel settore sanitario utilizzino la stessa terminologia per identifi care ogni struttura. Abbiamo incluso in questa edizione numerose immagini a colori di embrioni, di feti (normali e anormali), neonati e bambini. Ci sono, inoltre,rnmolti immagini diagnostiche: ecografi e, tomografi e, risonanze magnetiche di embrioni e feti. -
Citologia istologia
CITOLOGIA ISTOLOGIA costituisce la terza edizione dell’opera che scrisse originariamente nostro padre, Professor Emilio Casasco (1922- 2000), medico radiologo, docente di Anatomia e di Istologia ed Embriologia, al quale siamo devotamente grati. Ha lasciato ai suoi figli un’eredità culturale (oltre che spirituale e affettiva) che abbiamo deciso di riproporre a voi attraverso l’aggiornamentorndella sua opera. rnrnCome scrisse nella prefazione al testo originale lo stimolo è il medesimo: “Il rapido evolversi delle nostre conoscenze nell’ambito della disciplina istologica e l’esigenza di un sempre maggior impegno di studio hanno portato alla necessità non solo di unornscrupoloso aggiornamento, ma anche di un ampliamento alla trattazione degli argomenti già presi in considerazione nella precedente edizione”. rnrn“Usare il cervello e vivacizzare la fantasia”, così usava dire. rnrnLo studio citoistologico è sempre più complesso e affascinante, soprattutto in riferimento all’enorme ampliamento delle conoscenze nel campo della genetica e della biologia molecolare e allo sviluppo delle più moderne biotecnologie di analisi, in vivo e in vitro.rnAncora oggi la conoscenza dei tessuti normali (Istologia normale) costituisce la base per la comprensione dell’organizzazione degli organi (Anatomia microscopica) e delle variazioni che si osservano nei tessuti patologici (Istologia patologica). rnrnInoltre, l’apprendimento scientifico dei processi istogenetici ed istofunzionali fornisce informazioni essenziali in molteplici ambiti di ricerca, fra i quali la rigenerazione dei tessuti e la guarigione degli organi, la terapia e l’ingegneria tissutale, la risposta cellulare a farmaci e agenti esterni, le embriofetopatie, la cancerogenesi, la nutrizione e l’invecchiamento dell’organismo. rnrnQuesta nuova edizione, pur mantenendo l’identità culturale delle precedenti, aggiorna i suoi contenuti dalle più recenti scoperte scientifiche nel campo citoistologico ed affianca una nuova e ampliata iconografia, compresa una inedita sintesi cognitiva delle due materie rappresentata in un allegato cartaceo. rnrnGrande riconoscenza dobbiamo al dr. Nicola Piccin che ha condiviso la nostra proposta culturale offrendoci l’opportunità di germinare nuove idee e materializzare il nostro lavoro in piena libertà di pensiero e azione. rnrnUn ringraziamento sentito al dr. Marco Marzola e alla sig.ra Susanna Ferrari che hanno supportato e verificato il nostro lavoro passo per passo e, in particolare, all’artista Stefano Trainito che ha trovato la sensibilità di trascrivere immagini storiche in un linguaggio iconografico moderno. rnrnIl nostro impegno è stato intenso ed entusiasmante: vi auguriamo buona lettura. - Marco Casasco, Andrea Casasco -
Netter's. Anatomia da colorare
L’anatomia umana è un argomento affascinante e complesso, e coinvolge e interessa potenzialmente ciascuno di noi. Impararernl’anatomia non deve necessariamente essere difficile e può davvero diventare divertente. Esplorare l’anatomia umana in modo semplice, sistematico e divertente è l’obiettivo che si prefigge il libro Netter’s Anatomia da colorare. Questo libro da colorare è indirizzato a studenti di ogni età; l’unico requisito richiesto è la curiosità! rnrnLe immagini del libro Netter’s Anatomia da colorare si basano sulle famose illustrazioni mediche di anatomia umana magnificamente realizzate da Frank H. Netter, MD, nel suo Atlas of Human Anatomy. Questo è l’atlante di anatomia umana più utilizzato nel mondo, tradotto in 18 diverse lingue. Le illustrazioni del Dott. Netter hanno superato la prova del tempo e reso chiararnl’anatomia umana a milioni di studenti in tutto il mondo. rnrnPerché utilizzare un libro da colorare? La miglior ragione, secondo me, è il fatto che un “apprendimento attivo” vince sempre su un apprendimento passivo. Vedere, fare e imparare vanno di pari passo; detto in altre parole, “dall’occhio alla mano, alla mente, alla memoria”. Questo è il metodo che la maggior parte di noi utilizza per imparare meglio. I libri di testo, le schede, i video e i classici atlanti di anatomia avranno sempre un posto fondamentale nell’apprendimento dell’anatomia umana, ma tutti gli elementi in grado di coinvolgerci maggiormente e permetterci di partecipare in modo attivo fissano le nozioni nella nostra memoria. rnrnNetter’s Anatomia da colorare tratta l’anatomia umana da un punto di vista sistemico. In ciascuna tavola da colorare sono state enfatizzate le strutture più importanti. Gli esercizi da colorare, gli elenchi dei punti fondamentali e le tabelle sono tutti proposti per aiutare a capire l’importanza delle immagini del corpo umano scelte, sia da un punto di vista anatomico che funzionale. Non ho evidenziato tutte le strutture presenti in ogni figura per permetterti di focalizzare l’attenzione sugli aspetti anatomici più importanti; tuttavia, questo è il tuo libro da colorare! Sentiti libero di colorare ciò che vuoi; aggiungi le annotazioni che desideri; copri le strutture per metterti alla prova; in poche parole, usa ciascuna immagine nel modo che ritieni più adatto per migliorare il tuo apprendimento. Nella maggior parte dei casi ho lasciato libertà di scelta dei colori, ma vorrei suggerirti di utilizzare il rosso chiaro per le arterie, il blu per le vene, il marrone-rossastro per i muscoli, il giallo per i nervi e il verde per i linfonodi, poiché questi sono i colori che si trovano nella maggior parte degli atlanti di anatomia. Infine, credo che ti accorgerai che le matite colorate sono lo strumento migliore, ma se preferisci usare pastelli, penne colorate, evidenziatori o pennarelli, usali! Più di qualsiasi altra cosa, divertiti. In fondo, è anche la tua anatomia! -
Tecniche di palpazione. Anatomia di superficie per terapisti
Questo libro è il risultato di anni di insegnamento dell’anatomia e dell’esperienza pratica nella diagnostica e nella terapia. La competenza nella palpazione mirata è la chiave per una serie di applicazioni locali, che vanno dalla terapia fisica all’iniezione locale. La mia consapevolezza che i praticanti non imparano veramente l’anatomia finché non hanno tradotto la conoscenza teorica in familiarità tattile mi ha portato a rivalutare l’importanza dell’anatomia di superficie. Mi sono anche reso conto che i terapisti esperti e persino i medici stessi possono ancora trovare difficile localizzare certe strutture anatomiche, anche dopo anni di lavoro nella professione medica. Il mio lavoro nella formazione dei futuri professionisti medici e sanitari mi ha mostrato che devono orientarsi verso l’anatomia locale per ottenere la sicurezza necessaria per applicare tecniche manuali specifiche. In questo senso, insegnare l’anatomia di superficie è molto soddisfacente. Identificare le strutture ricercate, sentire i diversi tipi di resistenza dei tessuti e riconoscere i dettagli è veramente eccitante per gli studenti e per i partecipanti al corso. Improvvisamente, le interconnessioni anatomiche diventano chiare e l’allievo inizia a vedere il sistema muscolo-scheletrico in modo tridimensionale. Cosa c’è di nuovo? Alcuni dei test e degli approcci basati sulla palpazione sono stati sostituiti da quelli basati sulla valutazione scientifica e sulla rilevanza pratica. Affinché gli studenti possano fare affidamento sui risultati della palpazione, è indispensabile porre l’accento sia sull’affidabilità che sulla validità. Tenendo conto della tendenza a concentrarsi maggiormente sulle pubblicazioni scientifiche, questa edizione presenta un elenco separato di riferimenti bibliografici per ogni capitolo. Si può pensare che, quando si tratta di anatomia topografica e morfologica, non ci sia nulla di nuovo da imparare. Niente è più lontano dalla verità. Nuovi studi anatomici di alta qualità ci stanno aiutando a localizzare le strutture clinicamente rilevanti in modo più efficiente. Un esempio di questo è la discussione sull’origine e il decorso del legamento collaterale mediale dell’articolazione del ginocchio nel capitolo revisionato “Articolazione del ginocchio”. In vari capitoli di questo libro sono presentati i risultati degli studi condotti presso l’Institute of Anatomical Sciences, Texas Tech University Health Sciences Center, Texas, USA. Il nuovo capitolo “Regione addominale” si concentra sulla palpazione dell’addome e dell’inguine. Questa regione anatomica è meno familiare ai terapisti ed è quindi caratterizzata da un alto grado di incertezza. Questo capitolo offre un accesso semplice e pratico a questa regione. Oltre ai cambiamenti e agli aggiornamenti del contenuto, il design del libro è stato rinnovato, il che ne migliora l’aspetto e lo rende più facile da capire. Che cosa è rimasto invariato? Questo libro si rivolge a persone che lavorano per la diagnosi e il trattamento di disturbi e malattie muscoloscheletriche. Intende consentire agli studenti esperti che si stanno formando per una carriera in terapia fisica. I partecipanti a vari corsi di formazione professionale continua, gli studenti di medicina e i medici, così come i terapisti esperti possono orientarsi con il sistema muscoloscheletrico usando questo libro. L’unico modo per imparare la palpazione è attraverso la pratica. Questo libro incoraggia i suoi lettori a simulare... -
Tennis e anatomia umana. Manuale illustrato per migliorare forza, velocità, potenza e movimento nel tennis
Pensando a cosa scrivere in questa presentazione e a cosa trasmettere ai lettori per avvicinarli a questo libro, ho pensato al tennis come ad un mosaico, le cui tessere rappresentano ciascuna una competenza e di cui Tennis e anatomia umana è una parte importante. Il tennis, infatti, si è evoluto negli ultimi decenni fino a diventare uno sport completo e complesso, tanto che un giocatore professionista, per raggiungere il massimo della sua forma, non si avvale solo dell’allenatore, ma di un team di esperti composto, tra gli altri, da un preparatore fisico, da un fisioterapista, da un mental coach e da medici di eccellenza. rnrnL’obiettivo che si pone il libro è di fornire programmi di allenamento ed esercizi a giocatori di tutti i livelli, descrivendo in maniera semplice, anche attraverso l’uso di disegni, i muscoli coinvolti in ciascun colpo e in ciascun movimento al fine di perfezionare il proprio gioco. Acquisire conoscenza del proprio fisico, delle proprie potenzialità e dei propri limiti aiuta, infatti, a migliorare le performance, a prevenire infortuni e permette al nostro sport preferito di diventare un compagno di lungo corso. rnrnDa allenatore sono entrato in contatto con gli autori per curiosità ed è stata un’opportunità potermi avvalere dei loro consigli e del loro approccio analitico alle parti del corpo coinvolte nell’esecuzione dei colpi e degli spostamenti in campo. Si possono insegnare movimenti perfetti, ma se il nostro corpo non è allenato e non abbiamo la consapevolezza dei muscoli che ci supportano nelle specifiche situazioni, si rischia di non raggiungere il massimo delle nostre potenzialità e persino di incorrere in infortuni. Questa consapevolezza ci introduce a una migliore conoscenza di noi, di come siamo fatti, di cosa possiamo o non possiamo fare e pone le basi per un miglioramento, anche nel tennis, a tutti i livelli e a ogni età. Non esistono limiti di tempo e non esiste un punto di arrivo: esiste il tennis come passione e parte della nostra vita, esiste la padronanza del nostro corpo e la realizzazione del nostro benessere. rnrnHo apprezzato molto lo stile semplice e accessibile del libro che vuole rivolgersi a chiunque approcci il tennis o a chi voglia approfondire alcuni aspetti specifici che coinvolgono l’allenamento, la tecnica e l’“anatomia” del giocatore. L’uscita della seconda edizione è la dimostrazione di un’attenzione degli autori ad uno sport in continua evoluzione, di uno studio attivo, di nuovernricerche sulle tecniche di allenamento e di una cura per i lettori che vogliono essere aggiornati e che riconoscono la loro professionalità. Questo è anche il segreto di un buon allenatore: continuare ad essere vigile e curioso e porre in atto ogni azione per acquisire conoscenza a “tutto campo” e perseguire le potenzialità di un giocatore. rnrnMi auguro che chi leggerà questo libro ne possa apprezzare il valore pratico e profondo e condividere con me l’entusiasmo per l’arricchimento delle proprie conoscenze per migliorare il gioco, il proprio benessere e per coltivare la passione per il tennis. Ringrazio ancora gli autori per avermi regalato questa opportunità di... -
Atlante di anatomia e fisiologia delle fasce interne
Dopo vent’anni di esperienza pratica clinica, ho conosciuto il metodo “Manipolazione Fasciale” di Luigi Stecco e sono rimasto stupito dalle possibilità che il metodo offre per il trattamento, la riabilitazione e la prevenzione delle lesioni dell’apparato locomotore e delle disfunzioni degli organi interni. È molto incoraggiante vedere che la ricerca scientifica continui a migliorare, supportata dall’esperienza clinica. rnrnIl metodo “Manipolazione Fasciale” si basa su importanti conoscenze nel campo dell’anatomia e della fisiologia umana. I concetti presentati in questo nuovo Atlante ci spingono a riflettere sull’anatomia e sulle funzioni del sistema nervoso autonomo. Il ruolo delle fasce interne, nella cura dei disturbi funzionali degli organi interni, dimostra che il sistema nervoso simpatico e parasimpatico non sono antagonisti. rnrnDopo gli interventi chirurgici muscolo scheletrici, di norma è utile applicare della fisioterapia, che consente di ottenere risultati più duraturi. Anche i pazienti, che si lamentano di varie disfunzioni degli organi interni, possono trarre beneficio dal modello biomeccanico presentato da Luigi Stecco. Esso si basa sulla peristalsi correlata al sistema nervoso autonomo e, ovviamente, allo stato del tessuto fasciale degli organi interni e dei muscoli. Questa visione rende l’uso della terapia peristaltica molto efficace. Il sistema nervoso autonomo centrale utilizza tre nervi, splancnico, vago e frenico, per gestire la peristalsi degli organi interni in funzione alle richieste ambientali. rnrnIl cervello deve avere una percezione accurata del corpo, in modo da far fronte alle sue richieste. La terapia manuale della fascia superficiale è una riflessoterapia che cura la vascolarizzazione dell’angiosoma, il metabolismo dell’adipotomo e la sensibilità del dermatomo. rnrnQuindi la manipolazione della fascia superficiale migliora le interazioni afferenti ed efferenti fra le strutture della fascia superficiale e i gangli vegetativi paravertebrali. rnrnNonostante la complessità dell’argomento, il concetto proposto da Luigi Stecco è caratterizzato da semplicità e logica; esso sarà utile per specialisti di diversi settori medici, in quanto consentirà di ottenere risultati duraturi nel trattamento e nella riabilitazione dei pazienti.rnrnSono sinceramente grato a Luigi, Antonio e Carla Stecco, e ad altri ricercatori in questo campo, per le loro conoscenze avanzate, per la preziosa esperienza pratica e per la dedizione alla loro missione: conservare e migliorare la salute umana. rnrnALEKSANDR STOGOV, MDrnSpecialista in ortopedia,rnCertificato in Manipolazione Fasciale -
Atlante di patologie proctologiche
Presentazione di Giuseppe Dodi.