Sfoglia il Catalogo ibs031
<<<- Torna al MenuCatalogo
Mostrati 2801-2820 di 10000 Articoli:
-
Teatro. Testo inglese a fronte
Questo volume rende giustizia al grande drammaturgo George Bernard Shaw, premio Nobel per la letteratura nel 1925. Per la prima volta vengono offerte tredici commedie, quelle più significative di un corpus composto da una cinquantina di opere: tra queste, per citarne alcune, figurano La professione della signora Warren, Il seduttore, Le armi e l’uomo, L’altra isola di John Bull, Uomo e superuomo, Pigmalione e Santa Giovanna, ormai considerate classici della storia mondiale del teatro. Il testo originale, curato dallo specialista Dan H. Laurence per la prestigiosa collana «Penguin Classics», è accompagnato da nuove traduzioni ampiamente commentate e da ricche prefazioni con note introduttive e apparati critici: un contributo fondamentale agli studi sul teatro shaviano che permette di collocare i singoli plays nel loro contesto storico-culturale. Ma c’è di più: l’edizione prevede anche la pubblicazione delle «prefaces», spina dorsale ideologica in cui l’autore stesso spiega la concezione del suo teatro di idee. Shaw, nella sua lunga e prolifica carriera, visse intensamente le speranze e le illusioni che alimentarono la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, senza mai rinunciare allo spirito iconoclasta e al gusto per il paradosso. I testi qui raccolti – oltre a delineare un quadro evolutivo del suo pensiero, da Carlyle al socialismo fabiano, dal culto di Ibsen al concetto di superuomo – illustrano ampiamente il suo percorso verso la definizione di un «Nuovo Teatro», impegnato a smascherare ogni forma di ipocrisia e teso a denunciare i molti mali della società capitalista. -
Epistolario altrui
Di solito l'autore di una lettera non si maschera, si rivolge a un solo interlocutore e non all'umanità in generale. Quindi è, in certo modo, ""sincero"""". È, o cerca di essere, chiaro, e interessante; spesso vuole intrattenere il corrispondente. Per essere ascoltati bisogna essere piacevoli. E poi, quando parla di sé, l'epistolografo lo fa liberamente, non per nulla scrive a qualcuno che conosce e dal quale sa di essere conosciuto. Infine la lettera è un dialogo, in cui un personaggio parla e l'altro ascolta, ma non passivamente. Le lettere migliori sono, appunto, conversazione. Masolino d'Amico raccoglie qui con garbo e divertimento una personalissima antologia di lettere scelte secondo le sue frequentazioni e passioni: grandi scrittori inglesi e americani, e uomini di spettacolo, da Swift a Lady Mary Montague, da Byron e Keats a Dickens e Lewis Carroll, e poi Wilde, Shaw, Scott Fitzgerald, Waugh, Mailer, Zeffirelli e Capote."" -
Nobelle
Parole tra le dita, ecco qualcosa che non tutti avevano... Il 10 dicembre 2019 Annette Comte riceve il Premio Nobel per la letteratura e durante il discorso davanti ai membri dell'Accademia ricorda di quando a dieci anni capì che strada avrebbe preso nella vita. Racconta quel che ha rappresentato per lei l'estate del 1972, trascorsa nel sud della Francia insieme alla famiglia, ospiti di un editore amico del padre con un figlio della sua età: Magnus. Annette si innamora di lui all'istante. E sarà proprio questo sentimento forte e incondizionato (oltre alla sua nuova stilografica blu) a farle scoprire la grande passione per la scrittura. L'estate passa come un incanto, finché non arriva Magalie, graziosa e impertinente, che farà precipitare Annette nel tormento del primo cuore infranto. Nel pronunciare il suo discorso a Stoccolma l'Annette adulta rivive quella stagione prodigiosa con immutato slancio, scendendo a patti con quel che l'amore dà e soprattutto con quello che toglie. -
Shobogenzo Zuimonki. Discorsi informali. Testo giapponese a fronte
Lo Zuimonki, per la prima volta tradotto in italiano dall’originale giapponese e corredato con il commento di un maestro Zen italiano, presenta l'insegnamento del più importante maestro Zen giapponese, Eihei Dōgen (1200-1253). Il testo raccoglie i sermoni - trascritti dal suo principale discepolo Ejō - che Dōgen ha impartito a un pubblico eterogeneo che comprendeva sia monaci che laici nel tempio Kōshōji a Fukakusa, località di Kyo - to tra il 1235 e il 1237. La versione utilizzata è quella che si trova nel tempio Chōenjibon nella provincia di Aichi nel Giappone centrale, una trascrizione manoscritta del 1644 di un testo risalente al 1380 e che oggi è considerata la più antica e affidabile. Nella vasta produzione di Dōgen lo Zuimonki occupa un posto importante perché, diversamente dagli altri scritti che hanno un carattere più marcatamente dottrinale, è più discorsivo e presenta l’insegnamento in modo diretto e facilmente comprensibile, quindi adatto anche a un pubblico non specialista. In particolare, la caratteristica saliente del testo è il tentativo di far comprendere che le fondamenta della Via buddhista si trovano nella purezza della condotta e nella dedizione completa alla pratica. L’insistenza e l’importanza che viene attribuita ai temi morali, alla rettitudine spirituale e al distacco dai coinvolgimenti mondani ci fanno comprendere che sono i prerequisiti indispensabili per intraprendere la Via buddhista, e al tempo stesso che sono tutti la diretta conseguenza dell’abbandono all’attaccamento al proprio io egocentrico. Il comportamento virtuoso è il punto di partenza imprescindibile senza il quale la realizzazione di una nuova spiritualità resta priva di fondamenta. Se nei gradi più elevati del percorso può essere dato per scontato, non può invece esserlo agli stadi iniziali quando si pongono le basi. Leggere lo Zuimonki non è solo un modo per approfondire la dottrina dello Zen, ma anche per attingere a una sorgente di grande spiritualità valida in ogni tempo. -
La Shoah oggi. Nel conflitto delle immagini
Nella cultura contemporanea la memoria della Shoah mantiene uno statuto speciale, che altri eventi storici non hanno. Lo si vede dalle molteplici rielaborazioni: alcune necessarie altre profondamente futili. Il saggio di Arturo Mazzarella, seguendo un originale e ramificato percorso teorico, ci mostra come la centralità della Shoah, in particolare nella cultura letteraria e visuale (da Levi, Améry, Celan, Sebald a Lanzmann, Godard e Boltanski, per fare solo alcuni nomi), ruoti fin dal principio intorno al ""conflitto delle immagini"""" che ne fu insieme lo strumento e la posta in gioco. Alla lettera, una questione di vita o di morte."" -
Diari. Vol. 1: (1915-1919)
«Uno dei diari più importanti del mondo»: così Quentin Bell, nipote e biografo di Virginia Woolf. Cinque volumi che coprono quasi tre decenni, dal gennaio 1915, quando Virginia compie trentatré anni, al marzo 1941, pochi giorni prima del suicidio. L'impresa della loro traduzione completa è stata più volte tentata ma sempre abbandonata, privando i lettori della possibilità di conoscere per intero l'opera di una delle voci più amate della letteratura del Novecento. Questo primo volume raccoglie le pagine scritte tra il 1915 e il 1919, salvo un'interruzione a pochi mesi dall'inizio della scrittura e fino all'agosto del 1917 per un crollo nervoso: è in questo arco di tempo che assistiamo al passaggio da una fase in cui – scrive Mario Fortunato nella sua introduzione – «Woolf ""guarda la vita"""" quasi soltanto dal di fuori, attraverso la lente della realtà materiale, a una nuova visione insieme dall'esterno e dall'interno, dove la realtà comprende e assorbe anche il nostro modo di guardarla. È una vera e propria rivoluzione – fisica e letteraria – e darà luogo a una delle più stupefacenti metamorfosi della letteratura moderna.»"" -
Un mondo senza lavoro. Come rispondere alla disoccupazione tecnologica
Grazie ai progressi inarrestabili dell'intelligenza artificiale, il nostro lavoro – che si tratti di diagnosticare una malattia o redigere un contratto, scrivere notizie o comporre musica – è sempre più alla portata dei computer. La minaccia di un mondo senza lavoro per tutti è una delle prove più grandi del nostro tempo, e la pandemia di Covid-19 l'ha resa sempre più incombente: il virus ci ha precipitati d'un tratto in un mondo con ancora meno lavoro. Per questo dobbiamo affrontare con urgenza le questioni sollevate da Daniel Susskind. Il progresso tecnologico potrebbe portare in futuro a un benessere e a una prosperità senza precedenti. Le vere sfide saranno allora distribuire questa prosperità in modo equo, limitare il crescente potere delle Big Tech e riempire di significato un mondo in cui il lavoro non sarà più il centro delle nostre vite. -
Sulla filosofia antica. Manoscritti delle lezioni inedite di Oxford (1935) e Yale (1942). Testo inglese a fronte
Per la prima volta in traduzione italiana – e con testo a fronte – le lezioni inedite sulla filosofia antica di Ernst Cassirer. La traduzione è stata condotta sui manoscritti conservati presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University. Il volume comprende i testi delle lezioni tenute da Cassirer a Oxford (1935) e a Yale (1942), con le quali il filosofo delle forme simboliche guida i suoi studenti a riflettere sulle grandi questioni dell’uomo. In un viaggio che dagli Ionici giunge sino al Neoplatonismo Cassirer mostra la necessità di guardare sempre ai Greci, perché è in essi che “sentiamo” la giovinezza stessa dell’umanità. -
M. L'uomo della provvidenza
All'alba del 1925 il più giovane presidente del Consiglio d'Italia e del mondo, l'uomo che si è addossato la colpa dell'omicidio di Matteotti come se fosse un merito, giace riverso nel suo pulcioso appartamento-alcova. Benito Mussolini, il ""figlio del secolo"""" che nel 1919, rovinosamente sconfitto alle elezioni, sedeva nell'ufficio del Popolo d'Italia pronto a fronteggiare i suoi nemici, adesso, vincitore su tutti i fronti, sembra in punto di morte a causa di un'ulcera che lo azzanna da dentro. Così si apre il secondo tempo della sciagurata epopea del fascismo narrato da Scurati con la costruzione e lo stile del romanzo. M. non è più raccontato da dentro perché diventa un'entità distante, """"una crisalide del potere che si trasforma nella farfalla di una solitudine assoluta"""". Attorno a lui gli antichi camerati si sbranano tra loro come una muta di cani. Il Duce invece diventa ipermetrope, vuole misurarsi solo con le cose lontane, con la grande Storia. A dirimere le beghe tra i gerarchi mette Augusto Turati, tragico nel suo tentativo di rettitudine; dimentica ogni riconoscenza verso Margherita Sarfatti; cerca di placare gli ardori della figlia Edda dandola in sposa a Galeazzo Ciano; affida a Badoglio e Graziani l'impresa africana, celebrata dalla retorica dell'immensità delle dune ma combattuta nella realtà come la più sporca delle guerre, fino all'orrore dei gas e dei campi di concentramento. Il cammino di M. Il figlio del secolo - caso letterario di assoluta originalità ma anche occasione di una inedita riaccensione dell'autocoscienza nazionale - prosegue qui in modo sorprendente, sollevando il velo dell'oblio su persone e fatti di capitale importanza e sperimentando un intreccio ancor più ardito tra narrazione e fonti dell'epoca. Fino al 1932, decennale della rivoluzione: quando M. fa innalzare l'impressionante, spettrale sacrario dei martiri fascisti, e più che onorare lutti passati sembra presagire ecatombi future."" -
M. Gli ultimi giorni dell'Europa
Il 3 maggio 1938, nella nuova stazione Ostiense, Mussolini insieme a Vittorio Emanuele III e al ministro degli esteri Ciano attende il convoglio con il quale Hitler e i suoi gerarchi scendono in Italia per una visita che toccherà Roma, Napoli e Firenze. Da poche settimane Hitler ha proclamato l'Anschluss dell'Austria e Mussolini, dopo aver deciso l'uscita dell'Italia dalla Società delle Nazioni, si appresta a promulgare una legislazione razziale di inaudita durezza. Eppure sono ancora molti a sperare che il delirio di potenza dei due capi di Stato possa fermarsi: tra loro Ranuccio Bianchi Bandinelli, l'archeologo incaricato di guidare il Führer tra le rovine della città eterna; Renzo Ravenna, decorato nella Grande guerra, fascista zelante e podestà di Ferrara, che al pari di migliaia di altri ebrei italiani non si dà pace per i provvedimenti che lo pongono ai margini della vita civile; Margherita Sarfatti, che sino all'ultimo spera in uno spostamento degli equilibri verso l'asse anglofrancese ma deve cedere il passo alla giovane Claretta Petacci e fuggire; e lo stesso Ciano, distratto da tresche sentimentali e politiche insensate come il piano di conquista dell'Albania, che solo un anno dopo, nel maggio 1939, si trova a siglare insieme a Ribbentrop il Patto d'Acciaio con il quale ""l'Italia e la Germania intendono, in mezzo a un mondo inquieto e in dissoluzione, adempiere al loro compito di assicurare le basi della civiltà europea"""". Antonio Scurati ricostruisce con febbrile precisione lo spaventoso delirio di Mussolini, pateticamente illuso di poter influenzare le decisioni del Führer, consapevole dell'impreparazione italiana, più che mai solo fino alla sera del giugno 1940 in cui dal balcone di Palazzo Venezia proclama """"l'ora delle decisioni irrevocabili"""". In questo nuovo pannello del suo grande progetto letterario e civile, Scurati inquadra il fatale triennio 1938-40, culmine dell'autoinganno dell'Italia fascista, che si piega all'infamia delle leggi razziali e dell'alleanza con la Germania nazista, e ripercorre gli ultimi giorni di un'Europa squassata da atti di barbara prevaricazione e incapace di sottrarsi al maleficio dei totalitarismi: un romanzo tragico e potente, carico di moniti per il nostro futuro."" -
Il carteggio Aspern
Una Venezia decadente e soffocante al volgere del secolo, un cupo palazzo nobiliare in rovina, due donne che vi abitano quasi segregate, un plico di lettere dal valore inestimabile, un critico disposto a tutto pur di averle. Il carteggio Aspern è l'inquietante capolavoro in cui Henry James esprime al massimo la maestria di autore del non detto e del mistero psicologico: imprigiona il lettore, senza che questi se ne accorga, nel circolo vizioso del narratore unico, il cui punto di vista sulla vicenda narrata – ossessioni, paure e desideri compresi – diventa il solo possibile. -
Il vivo mare dei sogni a occhi aperti
È un mercoledì pomeriggio quando Anna entra nel parcheggio di Argyle Street, di fronte al Royal Hobart Hospital, e si accorge che le manca un dito. È sparito, il suo anulare sinistro è sparito come il sole nascosto dal fumo degli incendi, come intere specie animali condannate dal riscaldamento globale, come arbusti, eucalipti e piccole orchidee di montagna ridotte in cenere dal fuoco. Anna è come il mondo che la circonda e anche sua madre lo è: Francie, la matriarca della famiglia, ha ottantasei anni e la sua salute sta peggiorando al punto che deve essere ricoverata per non svanire. È per lei che Anna ha lasciato in fretta e furia la sua vita a Sydney, e lo stesso ha fatto suo fratello Terzo che vive a Brisbane, per riunirsi a Tommy, il secondogenito, artista fallito che non è mai andato via dalla Tasmania. Ritrovarsi insieme, a casa, porta i tre fratelli a confrontarsi con un passato che non ha mai smesso di tormentarli e con un futuro sempre più incerto, per loro per i loro figli per tutti noi. Ma c'è speranza: è nella forza creativa della Natura, nel suo essere matrice di vita nonostante, e Richard Flanagan ce lo ricorda con la sua prosa ricca, lirica e struggente. -
La caffettiera di carta. Inventare, trasfigurare, narrare: un manuale di lettura e scrittura creativa
«Scrivere è aprire una porta e affacciarsi. Poi lasciare la porta aperta.»«Antonella Cilento squaderna certezze e fotografa impietosamente le ovvietà. Dei sensi umani, delle sensazioni personali, delle esperienze esistenziali fa tesoro, ma guardando tutto sotto una diversa prospettiva: azzerare le indicazioni che stancamente ci portiamo appresso da anni, retaggi di insegnamenti scolastici, di convinzioni stereotipate, di regole inesistenti, lanciare tutto in aria e lasciar cadere a terra casualmente, scompaginando le carte per poi raccoglierle con un ordine inedito.» – Giulia Mozzato per Maremosso«Chi siamo veramente? Il nostro destino è deciso da una frase che abbiamo udito nell'infanzia? Chi c'è dietro la maschera che ognuno di noi indossa a volte inconsapevolmente per tutta la vita?» Ciascuno di noi è una storia, anzi il frutto dell'intrecciarsi di moltissime storie. Imparare a pensarle, capirle, raccontarle ci rende migliori e allunga la vita, gli scienziati ne sono certi. Ma per raccontare bene una storia, qualunque essa sia, bisogna dominare strumenti delicatissimi e sfuggenti, forse magici: la memoria e l'invenzione, il tempo, lo spazio, la voce, la punteggiatura, lo stile... Da trent'anni Antonella Cilento dedica la sua vita alla scrittura. Queste pagine – frutto della sua esperienza di autrice, insegnante e maieuta – sono un caleidoscopico manuale di lettura e di scrittura e un canto d'amore per la letteratura, nella convinzione che essa abbia a che fare «con tutto quel che di ingovernabile e inaccettabile è in noi, e l'unica cosa che dobbiamo imparare a governare è la tecnica con cui la parola si esalta». -
Le gesta di re Artù e dei suoi nobili cavalieri
Cominciato nel 1956 e rimasto incompiuto alla morte dell'autore, questo libro è il tentativo di John Steinbeck di riscrivere, modernizzandolo nella lingua e nella forma, il classico della letteratura inglese del XV secolo Le Morte d'Arthur di Thomas Malory, che lo aveva affascinato fin da ragazzo. Queste sette storie del ciclo arturiano sono trasposte con nuova enfasi e passione e con tutta la forza cui ci ha abituati la narrativa dello scrittore americano, e riescono a conquistare i lettori che già amano Steinbeck come gli appassionati di mitologia cavalleresca. -
Il filo del cuore
Dopo aver assistito a uno spettacolo al teatro delle marionette di Augusta, in Baviera, una ragazzina scopre una porta nascosta e come Alice entra in un mondo meraviglioso, la soffitta di quel teatro, dove la aspettano “la signora Wutz e il pinguino Ping, il varano Schusch con il suo berretto, l’elefante marino e il gatto con gli stivali, e tra tutti quegli animali, il professore Habakuk Tibatong e Aladino, Naso nasaccio, Fata Piumetta e il brigante Ozziplozzi, la piccola strega, Zoppo Trump, il piccolo principe con la volpe, Seppel e la nonna, il maresciallo Diplomesso e Jim Bottone”. Ma soprattutto lì c’è la donna che ha creato queste marionette, Hatü, pronta a raccontare la propria storia. Tutto ha avuto inizio durante la Seconda guerra mondiale, quando Walter e Rose Oehmichen decidono di allestire uno spettacolo di marionette per le loro figlie. Il teatrino viene distrutto durante un bombardamento nel 1944, ma come tutte le storie belle, anche questa non finisce lì. -
Diavoli di Nuraiò
Un romanzo corale, un susseguirsi di storie e personaggi narrati in una lingua che si contamina col sardo, che non ha paura di ricorrere al parlato e a metafore da realismo magico in chiave mediterranea. Un libro d'esordio che ha conquistato la giuria del Premio Calvino e che ha segnato un punto importante nell'affermarsi di quella che è stata definita la ""nouvelle vague sarda"""", un gruppo di scrittrici e scrittori che a cavallo degli anni Duemila si sono affermati fuori dai confini dell'isola, in Italia e in Europa. Influenzato dalla lezione poetica di Sergio Atzeni e dalla narrativa antropologica di Giulio Angioni, Flavio Soriga mostra già in questo primo lavoro tutto il repertorio linguistico e narrativo che lo porterà poi ai suoi libri più fortunati, da """"Neropioggia"""" a """"Sardinia Blues""""."" -
Come polvere nel vento
Clara e Darío, Irving e Joel, Walter, Fabio, Ljuba, Bernardo, Horacio ed Elisa. Sono figlie e figli del regime cubano, hanno fatto studi universitari e creduto profondamente nell'ideale di una società più giusta e uguale per tutti. Condividono i loro giorni come una grande famiglia e il centro di questa famiglia è la casa di Clara e Darío a Fontanar, dove si ritrovano tutti anche il 21 gennaio 1990 per il trentesimo compleanno di Clara. Ma sarà l'ultima volta, perché la crisi economica e l'infrangersi dei sogni di gioventù spinge molti a partire: c'è chi va in Spagna, chi in Argentina e chi negli Stati Uniti. E proprio negli Stati Uniti, dopo circa trent'anni, il caso fa incontrare Marcos, figlio di Clara partito dall'isola in cerca di fortuna, e Adela, figlia di Elisa, che ora si fa chiamare Loreta e si è lasciata il passato alle spalle. Il loro incontro disinnesca un viaggio nel passato e nel presente alla ricerca di casa, delle proprie radici e di una verità tenuta nascosta troppo a lungo. Dalla sua isola Leonardo Padura riesce a mostrarci il mondo intero con occhi pieni di malinconia in un romanzo dal respiro universale, che parla di perdita ed esilio, ma anche della forza adamantina della vera amicizia, che non viene mai scalfita né dal tempo né dalla lontananza. -
Più alto del mare
1979, Asinara. Un'isola incantata tra cielo e mare, immersa nel profumo degli elicrisi in un tempo che sembra sospeso. Un luogo apparentemente molto lontano dalla violenza politica che insanguina l'Italia, e che invece con il suo carcere di massima sicurezza ne è il simbolo. Isolamento, regime duro, tolleranza zero. Luisa e Paolo non si conoscono, vengono da vite che non potrebbero essere più diverse: contadina abituata alle asprezze della vita e madre di cinque figli lei, vedovo ed ex insegnante di filosofia lui. Luisa è in visita al marito pluriomicida, Paolo al suo unico figlio condannato per terrorismo. E ogni volta gli incontri acuiscono il senso di sconfitta che li avvolge. Eccezionalmente bloccati per la notte sull'isola da una tempesta di maestrale, scopriranno che cosa li unisce e intrecceranno le loro vite a quella della guardia carceraria che li ha in custodia, Nitti, e a quella di sua moglie Maria Caterina. Con questo secondo romanzo, potente e al tempo stesso delicato, Francesca Melandri racconta gli anni bui del terrorismo da una prospettiva diversa, quella dei parenti dei colpevoli, vittime a loro volta ma condannate a non essere degne di compassione. -
Mattatoio n. 5. Ovvero la crociata dei bambini. Ediz. a colori
Billy Pigrim ha assistito all’orrore della seconda guerra mondiale: è scampato al bombardamento della città di Dresda ad opera delle forze americane e inglesi. Una pioggia di bombe che ha cancellato un’intera città e una generazione di ragazzi. Billy è un sopravvissuto e un testimone dell’orrore della storia ma non solo: è un avido lettore dei romanzi di Kilgore Trout, ha costruito una famiglia amorevole e ha viaggiato sul pianeta Tralfamadore, dove ha conosciuto Kurt Vonnegut. Billy è affetto da un disturbo singolare (ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si mette a piangere) ma custodisce un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo. Ryan North, lo scrittore vincitore del premio Eisner, e l’artista Albert Monteys riescono a dare nuova luce al romanzo più importante di Vonnegut con un progetto senza precedenti. Mattatoio n.5 è un’opera di storia satirica e fantascientifica ma soprattutto un inno doloroso e convinto contro ogni forma di guerra. Questo graphic novel segue una sceneggiatura al tempo stesso fedele al romanzo e piena di spunti creativi. -
Pigiama party
Un angolo dimenticato del sud degli Stati Uniti, una distesa di campi di granturco, cimiteri e distributori di benzina. È qui che si intrecciano in un vagabondare senza meta le storie di un’adolescente in fuga, un venditore di materassi, un’insegnante d’arte frustrata. Attraverso il loro sguardo disilluso prende forma una comunità come tante, brulicante di vita e di legami ma anche claustrofobica, al punto che non si può che desiderare di abbandonarla. Ammesso che andarsene sia possibile. Una raccolta grottesca e toccante come i personaggi che la popolano, destinata a chi ama la prosa nitida, ricca d’amore e di mistero.