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Così fan tutti. Opere dalla collezione di Ernesto Esposito. Ediz. italiana e inglese
Nelle tredici sale del piano nobile, a colloquio con il genius loci di Villa Campolieto, le opere di trentadue autori di generazioni e aree geografiche e culturali diverse, prodotte per la maggior parte negli ultimi quindici anni. Un percorso espositivo coerente con le intenzioni collezionistiche di Ernesto Esposito, senza una ""morale giusta"""" per condannare o assolvere, come nell'opera giocosa di Mozart: elogio di una filosofia di vita innestata sui sentimenti (la """"scuola degli amanti""""), una chimica degli affetti per orientare le scelte allestitive non meno che le suggestioni letterarie che la mostra cita a piene mani, le smanie, lo scambio, la dualità femminile e maschile. Con questo spirito la Fondazione Ente Ville Vesuviane festeggia 50 anni di vita, trentacinque opere dalla raccolta del designer napoletano Ernesto Esposito, nei medesimi ambienti in cui Lucio Amelio aveva concepito nel 1984 la collezione memorabile Terrae Motus."" -
Tota Italia. Alle origini di una nazione. IV secolo a.C.-I secolo d.C.. Ediz. illustrata
«'Iuravit in mea verba tota Italia sponte sua': così nelle sue Res gestae Ottaviano Augusto, che con le sue parole attribuiva alla nazione italica la scelta libera e spontanea di combattere al suo fianco nella guerra civile che lo opponeva a Marco Antonio, esprimeva l'ideale della totalità dell'Italia... È un concetto che nella storia appare qui, come mai prima d'ora, espresso in maniera netta e inequivocabile, rendendo una realtà politica quella che fino ad allora era solo una espressione geografica. ... una mostra di grande spessore scientifico e culturale, che ha il merito di ripercorrere, attraverso i reperti che documentano usi e costumi sociali e religiosi, i caratteri originali delle differenti popolazioni insediate sin dall'antichità nella nostra Penisola e la loro progressiva fusione in quella ""tota Italia"""" in cui, per la prima volta, si manifestò l'unità nella diversità della nazione italica. La cultura pertanto riparte alle Scuderie del Quirinale con uno sguardo introspettivo, capace di indagare, attraverso il nostro patrimonio, le radici più profonde della nostra identità.» (Dario Franceschini)"" -
Napoli nobilissima. Rivista di arti, filologia e storia. Settima serie (2021). Vol. 7: Settembre-Dicembre 2021.
Fondata da Benedetto Croce nel 1892 - insieme a letterati e storici del calibro di Riccardo Carafa d'Andria, Michelangelo Schipa, Giuseppe Ceci, Luigi Conforti, Salvatore Di Giacomo, Luigi Spinazzola... - con l'obiettivo di 'scrivere' la storia artistica e topografica di Napoli, di invitare con l'esempio e la ricerca sul campo al rispetto e alla valorizzazione consapevole del patrimonio culturale e artistico della città, Napoli nobilissima prosegue e rinnova la propria missione sotto l'egida della Fondazione Pagliara e dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa. Saggi di Giovanni Coppola, Giampaolo Distefano, Pierluigi Leone de Castris, Alessandro Grandolfo e Augusto Russo. -
Cultura e spettacolo a Napoli negli anni della Giunta Valenzi (1975-1983)
Il rinnovato rapporto di Eduardo De Filippo con Napoli, i memorabili concerti di Pino Daniele e dei Rolling Stones, l'arrivo in città di artisti e compagnie di respiro internazionale, le grandi mostre d'arte, il recupero degli spazi pubblici e monumentali finalmente restituiti alla fruizione dei cittadini, ma soprattutto la cultura e lo spettacolo intesi come cardini imprescindibili di una nuova visione della città, alla quale restituire lustro e visibilità internazionale, sono gli elementi che hanno caratterizzato la politica culturale della Giunta guidata da Maurizio Valenzi. La rassegna Estate a Napoli è stato il fulcro del rilancio dello spettacolo nella città, ma c'è stato anche tanto altro. Questo libro lo racconta attraverso testimonianze, foto e documenti originali. Nei contributi di alcuni dei protagonisti di quella stagione, registi, attori, critici e impiegati comunali, emergono ricordi e anche aneddoti gustosi. Accanto ai testi scritti, una vasta raccolta di foto d'arte e documenti originali dell'epoca, tra i quali i programmi, le locandine, i carteggi intrattenuti da Maurizio Valenzi con Eduardo De Filippo, Sergio Bruni e Giorgio Strehler e un completo elenco degli eventi e degli spettacoli delle cinque edizioni di Estate a Napoli. Un volume che aiuta a mantenere la memoria di quel periodo e a ricostruire l'atmosfera di entusiasmo che lo ha caratterizzato. (Giuseppe Farese) -
Kême. La scuola nel tempio
Quattrodici opere di giovani scultori che hanno dato vita a originali e personali visioni e prospettive. Kême in arabo significa terra nera, antico nome dell'Egitto. Il termine è giunto a noi attraverso la trasformazione 'al-kymya', per poi diventare in Europa 'alchimia'. La terra nera era la materia prima che gli alchimisti utilizzavano per compiere 'la grande opera', insieme all'altro elemento fondamentale per la trasformazione, il fuoco. Terra e fuoco sono anche gli elementi caratterizzanti i Campi Flegrei, un territorio da cui hanno origine le civiltà, le dominazioni e la nostra storia. In Kême la terra di oggi si relaziona alla terra di ieri. Tra i giovani artisti c'è chi ha sviscerato il tema alchemico, chi invece ha operato sul concetto di mercato del mediterraneo, le merci, lo scambio, l'integrazione. Altri hanno operato sulle tracce della memoria, insieme a chi ha operato sulla simbologia. Insieme le opere hanno composto una polifonia che ha animato il mercato, il Macellum che, dal giugno 2021, è finalmente visitabile grazie ad un nuovo modello di gestione avviato dal Parco attraverso un innovativo rapporto pubblico-privato. La mostra Kême. La scuola nel tempio è l'unione di più voci, il risultato dell'azione sinergica di istituzioni che hanno dialogato tra di loro: la Scuola di Scultura dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, il Parco archeologico dei Campi Flegrei, l'Istituto ad Indirizzo raro Caselli di Napoli che ha messo a disposizione i forni per la cottura di alcune opere di grande formato. -
Sorrento e i luoghi della memoria. La cappella Stella
Parte del progetto di valorizzazione del cimitero monumentale di Sorrento, ideato Comune di Sorrento con il Centro Interdipartimentale per i Beni Architettonici e Ambientali dell'Università di Napoli Federico II, il volume indaga gli aspetti diversi della cappella gentilizia della famiglia Stella/ Acampora, commissionata in un'area del cimitero monumentale dalla vedova Anna Acampora Stella all'architetto udinese Giovan Battista Comencini. Protagonista nell'Italia fin de siècle dell'architettura e dell'interior design, Comencini è promotore di scelte all'avanguardia, che nella cappella Stella coinvolgeranno l'Istituto Artistico Industriale di Napoli, centro innovativo di sperimentazione nelle arti applicate. Le ricerche inedite e puntuali degli autori dei saggi ripercorrono le vicissitudini del cimitero monumentale di San Renato [Paolo Giordano], la vita e le scelte della committente e le ultime vicende della cappella [Maria Pia Briguori], la ricostruzione del percorso artistico di Comencini [Fabio Mangone], l'apporto fondamentale delle sculture di Tommaso Solari nell'estetica simbolista della cappella [Isabella Valente], la scelta rivoluzionaria di coniugare insieme pietra e maiolica nella decorazione esterna e interna della cappella [Maria Grazia Gargiulo e Giorgio Napolitano] e infine il restauro e la conservazione dell'edificio [Luigi Veronese]. -
L' alba di Pompei. Nascita di una città
Tutti o quasi sanno della fine di Pompei, sepolta da un'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., e ogni giorno gli scavi archeologici aggiungono nuovi dettagli al quadro della città nei suoi ultimi giorni. Del suo inizio invece si sa poco o nulla, l'origine del sito archeologico più famoso al mondo è avvolta da una fitta nebbia, con molte ipotesi e poche certezze. Per rispondere a questi quesiti, Stefano De Caro costruisce la trama di un romanzo storico nelle radici della civiltà dell'Occidente, mescolando con misura dati archeologici a elementi di invenzione. -
Il gatto con le pantofole
Foffo è un gattone grasso e pigro. È la disperazione di Mimma, la moglie, sempre indaffarata nelle faccende di casa. Foffo è un grande scansafatiche, perennemente disoccupato e in cerca di amici che gli prestino denari. Il guaio è che Mimma dice di avere un antenato illustre, nientedimeno che il Gatto con gli Stivali, e non perde occasione per ricordarglielo... Età di lettura: da 6 anni. -
La camelia nei giardini storici della Campania
Riflettori accesi sulla camelia, per impulso esemplare dell'Associazione Premio GreenCare, a conclusione dell'anno internazionale della salute delle piante proclamato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per salvaguardare la biodiversità. La prima camelia impiantata nell'Europa continentale, proveniente dalla Cina dalle rotte britanniche, prende dimora nel giardino inglese della Reggia di Caserta. Da allora, le sue traiettorie sono infinite: una storia avvincente, tra sperimentazioni e giardini regali, con protagonisti speciali, dalla regina di Napoli Maria Carolina d'Austria a lady Walton, appassionata ""collezionista"""" di rarità botaniche. Una pianta caparbia, delicata e gentile, con 267 specie e tante declinazioni diverse - dalla camellia japonica ornamentale alla camellia sinensis utilizzata per il tè -, che accomuna idealmente, oggi, parchi e giardini storici pubblici e privati della regione, un primato indiscusso per la flora campana. [quarta di copertina]"" -
Santa Maria della Scala. L'edificio e i percorsi museali
Il volume, che ha lo scopo primario di offrire uno strumento di conoscenza del complesso museale e del ricco patrimonio in esso conservato, intende al contempo rendere conto dei primi venti anni circa di esperienza museale dell'antico ospedale. Esso offre pertanto descrizioni accurate degli ambienti e del loro arredo, approfondisce le esperienze museali e collezionistiche presenti, dialoga tra passato e presente, per aprire uno spiraglio verso il futuro nella complessa vicenda del Santa Maria della Scala. L'edificio, nei suoi volumi recuperati, è illustrato analiticamente, con un percorso che dagli spazi monumentali affacciati su piazza Duomo discende verso gli ambienti che si sviluppano lungo la ""strada interna"""", alle pendici della collina su cui sorge il complesso. Al patrimonio esposto nel museo è dedicata la seconda parte del libro: accanto al """"tesoro"""" del Santa Maria della Scala, la cui vicenda è indissolubilmente legata alla storia ospedaliera e alla Fonte Gaia di Jacopo della Quercia, simbolo cittadino di straordinario valore oltre che capolavoro della scultura di primo Rinascimento, il libro offre ampi approfondimenti su sezioni che si configurano quasi come 'musei' nel museo. È il caso del Museo d'arte per bambini, dal 2007 allestito negli spazi ospedalieri, del Museo Archeologico Nazionale, che occupa metà degli ambienti posti lungo il tratto inferiore della """"strada interna"""", della Collezione Piccolomini Spannocchi, che ricompone una delle raccolte senesi più note e dell'esposizione Siena. Racconto della città dalle origini al Medioevo. Un capitolo infine è dedicato alla Biblioteca e Fototeca Briganti, luogo di ricerca ma anche collettore di opere d'arte. (Debora Barbagli)"" -
Pompei. Guida (breve)
La prima guida ufficiale del 'grande cantiere Pompei', i monumenti appena restaurati, i nuovi percorsi di visita, gli allestimenti multimediali, il plastico imponente della città antica. Le case, le botteghe, i teatri, il foro, le palestre, come se la vita quotidiana non si fosse mai interrotta. -
Ricerche sull'arte a Napoli in età moderna. Saggi e documenti 2020-2021
Il numero doppio della rivista 'storica' dedicata all'arte del Seicento a Napoli con saggi di Renato Ruotolo, Lucia Giorgi, Riccardo Naldi, Lorenzo Principi, Lother Sickel, Giuseppe Porzio, Bianca Stranieri, Nadia Bastogi, Miriam Di Penta, Mauro Vincenzo Fontana, Antonia Liberto, Clara Gelao, Christian De Letteriis, Ugo Di Furia, Katharina Leithner, Silvestra Bietoletti. Ricerche sull'arte a Napoli in età moderna rappresenta uno strumento prezioso per la ricostruzione di aspetti e momenti cruciali della civiltà artistica di una capitale dell'arte europea. Prosegue l'esperienza critica della rivista dedicata alla cultura artistica napoletana in età moderna. -
Capolavori in rilievo. I sarcofagi di Atella e Rapolla
I sarcofagi rinvenuti ad Atella e a Rapolla documentano la ricchezza e l’immaginario raffinato dei proprietari terrieri che, in età imperiale romana, dominavano la campagna del Vulture. Testimoni della fitta rete di scambi mediterranei (microasiatico il sarcofago con coperchio da Rapolla, attica la cassa da Atella) sono stati esposti al Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi tra dicembre 2019 e febbraio 2022. Coniugando la lettura iconografica all’esame dei materiali e delle produzioni allo studio topografico e alla ricostruzione della storia collezionistica, prende forma una proposta di metodo per lo studio dei sarcofagi romani nel loro contesto. Le tracce del popolamento e dello sfruttamento agricolo, le testimonianze della cultura materiale e artistica, la maturazione di una piena consapevolezza del ruolo sociale e civile del patrimonio archeologico si intrecciano nel racconto di un paesaggio millenario, naturale e umano. -
MEI. Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana. La commenda di Prè dal restauro al museo
Il fenomeno dell'emigrazione è in un certo senso connaturato alla natura umana. Nel corso dei secoli gli uomini, sia come singoli che come comunità, si sono spostati all'interno dei continenti e da un continente all'altro per esigenze di varia natura, da quelle più stringenti di sopravvivenza a quelle più romantiche dettate dal desiderio di avventura, di ricerca del nuovo, del diverso. Ognuno ha lasciato la sua casa per una ragione o per l'altra. Oggi la ricerca delle proprie radici, della propria memoria, non è chiusura in sé stessi, ma scoperta che quello che siamo, il risultato di un continuo flusso di persone, materiali, idee che modellano continuamente l'identità di un popolo, rendendolo unico e al tempo stesso in costante cambiamento. Crocevia in cui ritrovare le testimonianze delle scelte di vita di tante donne e tanti uomini è il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana (MEI), un progetto che nasce dalla volontà sinergica del Ministero della Cultura (MiC) e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) in uno dei luoghi più suggestivi di Genova, la Commenda di San Giovanni di Prè. -
Andrea Bolognino. Cecità, accecamento, oltraggio
Molteplici sono stati i riferimenti di cui si è nutrito l'artista per approdare alla realizzazione dei 24 disegni in esposizione, dalla Parabola dei ciechi di Pieter Bruegel, al Luca Pacioli di Jacopo de' Barbari - iniziale suggestione - passando per altrettante variegate letture, quali Memorie di cieco di Jacques Derrida, La macchina mondiale di Paolo Volponi, Bathygraphica. Disegni e visioni degli abissi marini di Emanuele Garbin. Da questi titoli deriva la riflessione di Andrea Bolognino sulla possibilità di conciliare il disegno scientifico, che non può lasciare spazio al vuoto immaginativo poiché la scienza occidentale si rapporta al nulla in maniera problematica, con il disegno prettamente artistico, che si nutre, al contrario, dei vuoti: domande che non necessariamente sono seguite da una risposta. Disegno dopo disegno, è riconoscibile nell'approccio a questa tecnica, che è prima di tutto una modalità del pensiero, la tensione ad armonizzare linee differenti. [dal testo di Luciana Berti] -
Zeusi. Linguaggi contemporanei di sempre. Vol. 13-14: Artevita.
Dov'è l'angelo annunciante della Vergine annunciata di Antonello da Messina? Nella vita. È fuori dal quadro, eppure dentro. Gli artisti di tutti i tempi sono sempre stati consapevoli che quanto realizzavano era una finzione, ma che quella finzione era una funzione della vita. ""L'arte è una bugia che ci fa conoscere la verità"""", disse Picasso. E gli uccellini che tentarono di becchettare l'uva dipinta da Zeusi, nume tutelare di questa rivista, non si erano sbagliati: in quell'opera d'arte c'era il soffio della vita. Dedicare il presente numero della rivista al tema dell'artevita (scritto tutto attaccato, come facevano i futuristi) è un modo per trovare i legami dell'arte d'oggi con quella di sempre, di discendere ai suoi primordi con spirito contemporaneo (o atemporaneo), e così, confermare ancora una volta a sé stessi, che l'arte - sublime e complesso prodotto culturale - è un modo per essere più vicino alla nostra vita. In un momento difficile come quello contrassegnato da una pandemia, siamo in tanti a voler attingere ai fondamenti della vita, per una visione più chiara e anche pacificata di questa nuova stagione. L'arte è una sonda, va in profondità, e laggiù c'è sempre vita."" -
Il legno degli angeli. Aniello Stellato e la scultura lignea nella Napoli di primo Seicento. Ediz. illustrata
«La Napoli di primo '600 è ormai a tutti nota per ciò che riguarda la pittura, l'architettura o la scultura in marmo e in bronzo - da Caravaggio, Ribera e Stanzione sino a Fanzago, Lanfranco e Giordano - ma non lo è per nulla per quanto riguarda una produzione, quella delle sculture in legno intagliato, dipinto e dorato, che pure dové avere un'importanza notevole nel panorama artistico locale, ma sul cui apprezzamento ha forse pesato il legame più forte ed esplicito con le esigenze della Chiesa della Controriforma, lo stato di conservazione stesso dei manufatti, spesso resi illeggibili da strati di restauri di tipo devozionale, e l'identificazione distorta della scultura in legno come una forma di artigianato ""popolare"""". Eppure agli inizi del '600 questa produzione doveva aver raggiunto livelli di qualità, inventiva e perizia tecnica tali da essere apprezzata ed esportata non solo in tutto il Viceregno, ma in molte regioni d'Italia e sino in Spagna e nelle """"Indie""""; ed anche sotto il profilo dei costi uno dei suoi prodotti di maggior successo come un Angelo custode poteva allora costare quanto una buona pala d'altare. Il lavoro che qui si presenta ha l'obiettivo di rivalutare e riordinare su basi scientifiche e documentarie questo panorama e l'ambizione di ricostruire (a valle di vent'anni di studio negli archivi e sul territorio) le diverse botteghe d'intagliatori operosi in città e specie quella del maggiore fra essi, Aniello Stellato, ritessendo così le fila d'una storia sin qui ritenuta """"minore"""", dall'organizzazione corporativa delle botteghe sino al mercato della devozione, alla fortuna delle nuove iconografie e al protagonismo degli Ordini.» (Pierluigi Leone de Castris)"" -
Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli. Ediz. illustrata
La mostra Oltre Caravaggio è diversa da qualsiasi altra mostra. Le 200 opere esposte nelle 24 sale del Museo provengono dalle collezioni permanenti di Capodimonte. L'allestimento si propone di rilanciare il dibattito critico sul Seicento napoletano presentandone una lettura più articolata rispetto a quella del ""secolo di Caravaggio"""" adottata da amatori e storici. È lo storico dell'arte Roberto Longhi (1890-1970) che riscopre e definisce il Seicento meridionale. Secondo lo studioso, il naturalismo di Caravaggio sarebbe la spina dorsale dell'arte napoletana. Dalle analisi di Longhi derivano gli studi seicenteschi successivi e, in gran parte, l'esposizione dei dipinti del '600 napoletano a Capodimonte, dall'apertura della Pinacoteca nel 1957. La realtà è più complessa e i curatori della mostra, Stefano Causa e Patrizia Piscitello, sulla base degli studi degli ultimi decenni, suggeriscono di riconsiderare lo schema di Longhi, ormai storicizzato, e di ripensare l'intera articolazione di un secolo che non fu solo quello di Caravaggio, ma fu soprattutto quello di Jusepe de Ribera, pittore spagnolo arrivato a Napoli nel 1616, sei anni dopo la morte di Caravaggio."" -
I tetti di Roma raccontano. Ediz. illustrata
Roma capitale dall'alto dei tetti, più giù del cielo, più in alto dell'immaginario visivo che anche i cittadini più attenti portano impresso nella memoria: una prospettiva inedita, sorprendente, frutto della sapienza di illustratore, della passione 'antiquaria' e civile di Franco Bevilacqua. I campanili di Trinità dei Monti, Villa Medici, Piazza Navona e Palazzo Farnese, la cupola di San CarLo ai Catinari, Palazzo Barberini... Dalle terrazze di amici ospitali, dalle mansarde dei sottotetti, dalle verande segrete, visioni magiche, luci, tramonti, rituali, con il contrappunto garbato di aneddoti popolari e leggende, che restituiscono memoria e identità alla città eterna che rischiava di perdersi nel caos globale senz'anima. -
Andrea Sabatini da Salerno. Il Raffaello di Napoli
"Il biografo settecentesco Bernardo De Dominici dedicò ad Andrea Sabatini da Salerno una lunga e dettagliata biografia ad apertura del secondo tomo delle sue 'Vite de' pittori, scultori ed architetti napoletani'. Assurto dapprima a """"condiscepolo"""" e poi ad allievo diretto del Sanzio -, la sua canonizzazione dunque a vero """"Raffaello"""" di Napoli nelle parole del biografo settecentesco, e ancora il suo precoce recupero critico nel secondo Ottocento (...) fanno di Andrea un caso a sé stante dentro quella che Giovanni Previtali definiva la 'questione meridionale', dentro cioè a quell'ombra lunga di appannamento, svalutazione e ignoranza che ha coperto sino ad anni recenti, e in parte ancora copre, le vicende artistiche del secolo forse più sfortunato nella conoscenza della storia dell'arte del meridione d'Italia."""" (L'autore)"